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THE AGONIST + THREAT SIGNAL + MORS PRINCIPIUM EST + DAWN HEIST + FERIUM - Cycle Club, Calenzano (FI), 05/10/13
10/10/2013 (1913 letture)
Una passione non è rappresentata solo dal piacere di coltivarla, dall'abitudine al piccolo spazio che ci si ritaglia per poterle dedicare del tempo o dall'appagamento che la piacevole routine genera nelle persone, ma trova il proprio coronamento nel processo di rinnovo e di scoperta della novità, che rigenera periodicamente l'entusiasmo con cui si è deciso di dedicare del tempo ad essa. Così, anche visitare dei nuovi luoghi o ritornare ad essi in circostanze profondamente mutate contribuisce a vedere con occhi diversi i posti più familiari, aggiungendo nel frattempo una nuova consapevolezza nei confronti di posti, oggetti, sentimenti che l'assuefazione tende ad annegare. Per questo motivo, presentatasi l'occasione di vedere dal vivo i The Agonist, l'attrazione nei confronti dell'ignoto ha avuto la meglio, spingendomi ad attraversare tre regioni per assistere alla loro esibizione.

Il Cycle di Calenzano è un club ampio e presenta uno spazio apposito per la cassa ed i tesseramenti, in modo da non ostacolare l'ingresso in zona concerti, settore a cui è riservato un ampio locale, con tanto di piano bar ad esso dedicato e divanetti addossati alle pareti, in grado di offrire ristoro nei momenti di stanchezza. Nella stessa sala campeggia una grande console al centro della stanza, senza tuttavia andare a rubare spazio riservato all'audience.
Il palco che questa venue è in grado di offrire non è dei più ampi, in compenso la sua ridotta altezza e l'assenza di transenne nelle prime file rende obbligatoria l'interazione con il pubblico, creando una certa atmosfera. È infine presente una zona merch, allestita dal lato opposto al bancone del bar, in cui trovare i propri gadget preferiti delle band presenti in scaletta senza allontanarsi dalla zona concerto, fattore da non sottovalutare per evitare il classico sovraffollamento che si crea in corrispondenza dei banchetti nel momento del cambio palco.

FERIUM
Il difficile ruolo di apripista tocca agli israeliani Ferium, autori di un un death metal moderno (in diverse occasioni difficile da definirsi tale) che unisce elementi metalcore (specie nella voce) ale sfuriate e passaggi vicini alla scuola djent. Il quintetto conta certamente su una buona riproposizione dal vivo dei brani, puntando altrettanto a dare un colpo alla botte ed uno al cerchio metallico, per accontentare un po' tutti i palati. La scaletta del five-piece pesca quasi esclusivamente dal debutto Reflection, proponendo brani di impatto ed eseguiti con una buona perizia (rilevante in particolare il lavoro alla batteria di Ron Amar), sfortunatamente non coadiuvati da un'attitudine sul palco altrettanto matura. I nostri, complice la giovane età, non sono particolarmente coordinati on stage, lasciandosi andare ad episodi di personalità anziché puntare sull'immagine compatta della band, in particolare l'opulento chitarrista Elram Boxer.
La mezzora a disposizione degli israeliani scorre in fretta, riuscendo a scaldare il poco pubblico presente (saremo al massimo una trentina di persone in sala) verso le ultime battute, ma scivolando via velocemente in termini di coinvolgimento: al di là della potenza dei suoni, la prestazione dei Ferium presenta molto mestiere, ma poca emozione.

DAWN HEIST
Vincitori in termini di originalità senza nessun dubbio, gli australiani Dawn Heist portano sul palco uno strano connubio tra elettronica/ambient e groove metal, con un songwriting certo innovativa, ma che funziona. La proposta del quintetto, che in sede live conta una line-up tradizionale a due asce più basi a click, si basa su linee di chitarra massicce, pattern cadenzati di batteria e una presenza vocale piuttosto insolita, basata sulle atipiche linee di Patrick Browne. Ciò che dà forza all'apporto compositivo dei Dawn Heist, è un forte eclettismo di base che unisce elementi di post-rock e post-metal, metalcore, resi particolari da un forte uso di sezioni elettroniche e paesaggi ambient, che dal vivo creano molta atmosfera ed avvolgono l'operato della band in un velo nebbioso e ineffabile, coadiuvate dai giochi di luci, contrapposto al muro di suoni eretto dalla sezione ritmica.
Per quel che si riesce a comprendere dei titoli delle composizioni proposte, che per la maggior parte fanno parte del debut album Catalyst, in uscita in un futuro prossimo, i nuovi brani hanno una matrice metalcore molto meno spiccata rispetto alle produzioni passate, sfruttando ampie contaminazioni con il mondo post e dipingendo ambientazioni soffuse a colpi di synth. La presenza sul palco della band, in particolare dei due axemen Adam Ellis e Zee Sandell si contrappone alla generale immobilità del pubblico (nel frattempo rinfoltitosi di partecipanti), sorpreso di fronte a ciò che sta ascoltando ed ipnotizzato dalle linee vocali di Browne, ma ben più soddisfatto rispetto alla canonica esibizione dei Ferium.
Sicuramente da mettere alla prova su disco, anche se senza dubbio la dimensione live sembra addicersi alla perfezione ai Dawn Heist.

MORS PRINCIPIUM EST
Di certo non i favoriti della serata, i Mors Principium Est si confermano, come da aspettative, i più coriacei tra i nomi del bill. Dopo un breve cambio palco, i cinque finlandesi salgono on stage e cominciano a riproporre il recente And Death Said Live... a partire dall'accoppiata iniziale The Awakening/Departure. Il frontman Ville Viljanen è energico e sfodera una buona prestazione al microfono, sfortunatamente i suoni dei suoi compagni non sono altrettanto soddisfacenti nella parte iniziale dell'esibizione e la differenza rispetto all'impatto su disco si avverte in modo sensibile. Ciò nonostante il quintetto è coinvolgente nell'esibizione e riesce a scatenare fin da subito la platea, che dà vita al pogo e ai primi crowd surfing.
Ma, quando lo show sembra decollare, in corrispondenza dei primi minuti di Pressure, un blackout oscura la zona palco e getta nel silenzio la sala. Dopo i primi secondi, necessari a capacitarsi dell'accaduto, i presenti non si scoraggiano e reclamano un assolo di batteria da parte di Mikko Sipola, che accontenta la richiesta con qualche rullata ed incastro, mentre i finlandesi scendono dal palco. Sono necessari dieci minuti perché la corrente sia ripristinata ed i Mors Principium Est tornino sul palco e, con grande sorpresa, non solo la band non sembra risentire dell'intoppo, ma pure i suoni qualitativamente sono migliorati parecchio: drumkit potente ed incisivo, asce finalmente udibili e ben livellate, valorizzando il riffing serrato della coppia Gillion/Chandler e gli incredibili assoli del primo.
Sulla scia di questo miglioramento qualitativo anche il pubblico si lascia trascinare e risponde alla musica del five-piece finnico con maggiore energia, seppure la setlist abbia dovuto subire qualche taglio, continuando a chiedere di eseguire nuovi brani anche quando la band è costretta a congedarsi. Inossidabili.

SETLIST MORS PRINCIPIUM EST:
1. The Awakening
2. Departure
3. Bringer Of Light
4. Pressure
5.I Will Return
6. Birth Of The Starchild


THREAT SIGNAL
Dopo la ripassata dei Mors Principium Est, sembra difficile potersi attendere uno spettacolo migliore, eppure i canadesi Threat Signal, capitanati da Jon Howard, in meno di un'ora mettono in piedi uno show energico e formalmente impeccabile, preferendo le nerborute composizioni di Under Reprisal a quelle del recente Threat Signal, conferendo così un'impronta più core alla propria esibizione.
Il quartetto sale sul palco decurtato del bassista, eppure il binomio chitarristico non fa rimpiangere la presenza del quattro corde, muovendosi agilmente sulle basse tonalità e guadagnando in definizione oltre che in spazio disponibile sullo stage del Cycle.
Jon Howard è un frontman carismatico e sfodera una performance vocale eccellente, tanto potente sui registri in scream, quando definito nelle clean vocals; ama interagire col pubblico e chiede a più riprese di muoversi e lanciarsi in circle-pit e pogo: è un vero e proprio mattatore che appare in ottima forma, non solo dal punto di vista vocale.
Certo la proposta della band è ammiccante nei punti giusti (vedasi Through My Eyes) e l'atteggiamento dell'axeman Travis Montgomery, che spesso strizza l'occhio a qualche ascoltatore delle prime file, non fa che confermarlo, ma i Threat Signal si confermano una band che sa come dosare in giuste quantità l'appeal dei riff di facile presa ed il coefficiente tecnico allo stesso tempo, includendo numerosi assoli nelle proprie composizioni, spicca in particolare quello di Counterbalance.
Veri e propri animali da palco, Jon Howard e soci sono la band che più riesce ad aizzare il pubblico nel corso della serata, grazie ad un'attitudine rodata e alla propensione per la fisicità del frontman.

SETLIST THREAT SIGNAL:
1. Haunting
2. Through My Eyes
3. As I Destruct
4. Counterbalance
5. Comatose
6. A New Beginning
7. Beginning Of The End


THE AGONIST
Il cambio palco in vista degli headliner si protrae per qualche minuto in più del previsto, ma mentre il pubblico vede i musicisti dei The Agonist affannarsi su e giù dal palco per mettere a punto la strumentazione partono i primi cori indirizzati ad Alissa, ancora latitante, che si ripetono fino all'inizio vero e proprio dello show.
Finalmente anche l'ultima esibizione ha inizio e i canadesi danno fuoco alle polveri con You're Coming With Me, dal recente Prisoners, mostrandosi estremamente attivi e presenti sul palco, Alissa compresa, ma senza per questo compromettere l'esecuzione, che nel complesso risulta molto nitida e definita nei suoni. La sezione ritmica, composta dal bassista Chris Kells che serve anche di supporto nell'apparato vocale, e dal tentacolare Simon McKay alle pelli, è inarrestabile e in risalto nel mixaggio, pur senza rubare spazio alle sei corde. Degna di nota anche la performance vocale di Alissa, che sfrutta tonalità sporcate come ponte tra le canoniche clean vocals e lo scream, passando senza nessuna difficoltà da un registro all'altro, alternando il cantato con headbanging e movimenti su e giù per il palco, risultando non solo impeccabile nell'esecuzione, ma anche più gradevole all'orecchio per chi non è troppo avvezzo alle sovraincisioni vocali della White-Gluz.
La setlist concede ampio spazio anche a Lullabies For The Dormant Mind e Once Only Imagined, da cui sono tratti i brani più celebri, ma spazia tra tutti e tre gli album della band, mantenendo i bpm elevati ad ogni brano, ma lasciando spazio anche a frangenti più groovy e ad ampi intermezzi strumentali, come quello posto in chiusura di Ideomotor, che per l'occasione viene decurtata dei due minuti di assolo conclusivo, lasciando comunque una finestra a Pascal Jobin per offrire una prova chitarristica degna di nota.
Si prosegue con la doppietta al fulmicotone ...And Their Eulogies Sang Me To Sleep/The Tempest (The Siren's Song, The Banshee's Cry), tra le canzoni più efficaci del lotto, che dal vivo acquistano in velocità e scatenano il pubblico, tanto che non si capisce se durante la seconda sia anche l'entusiasmo dell'audience a causare un piccolo incidente alla vocalist dai capelli turchini (un colpo al viso, probabilmente contro un'asta) che corre dietro le quinte imprecando a volumi così alti da risultare udibile anche senza microfono.
Nonostante l'inconveniente, l'energia è ancora molta e il quintetto non cala di tono per gli ultimi brani, continuando a proporre uno spettacolo decisamente coinvolgente e ricco in energia, che viene infine concluso dalla classica Business Suits And Combat Boots.
The Agonist promossi a pieni voti: nonostante il leggero distacco nei confronti del pubblico che si avvertiva in Alissa, comprensibile dato che ancora prima di salire sul palco erano stati inneggiati cori poco simpatici, lo show è stato tutt'altro che banale e all'altezza delle aspettative.

SETLIST THE AGONIST:
1. You're Coming With Me
2. Thank You, Pain
3. Panophobia
4. Born Dead, Buried Alive
5. Ideomotor
6. ...And Their Eulogies Sang Me To Sleep
7. The Tempest (The Siren's Song, The Banshee's Cry)
8. Predator And Prayer
9. Dead Ocean
10. Martyr Art
11.The Escape
12. Business Suits And Combat Boots


In definitiva, la serata al Cycle si è rivelata decisamente soddisfacente in termini musicali, sia per le ottime esibizioni delle band coinvolte che per la stessa resa acustica del locale e il lavoro del fonico, così come dal punto di vista organizzativo. Salvo il momentaneo intoppo durante la prova dei Mors Principium Est (ma ho visto saltare la corrente anche in locali ben più grossi) la serata è stata anche ben gestita a livello organizzativo, garantendo inoltre una discreta puntualità negli orari.
Il Cycle è certamente un locale destinato a crescere e migliorare, ma è altrettanto vero che già il lavoro svolto finora e l'impegno profuso sono palesi, rendendolo un'appetibile location in cui è possibile godersi un concerto a prezzi del tutto onesti. Consigliato a tutti!

Tutte le foto a cura di Sarah Corami “Scontrosa Velenosa”



Viç
Giovedì 10 Ottobre 2013, 10.46.44
1
Ottimo report! E belle foto!
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10/10/2013
Live Report
THE AGONIST + THREAT SIGNAL + MORS PRINCIPIUM EST + DAWN HEIST + FERIUM
Cycle Club, Calenzano (FI), 05/10/13
 
 
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