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GRIS - La musica che ci divora l'anima
03/11/2013 (1868 letture)
Poche band trasmettono emozioni tanto profonde quanto i Gris, schivo duo proveniente dalla regione canadese del Québec. La loro musica è quanto di piú spirituale ed annichilente, nonché disperatamente ipnotico, si possa immaginare.
Se si è disposti a farsi sommergere da questo grigio oceano di afflizione atmosperic black, fra queste note si è in grado di trovare sensazioni che effigiano con splendente sofferenza il senso di molti aspetti della nostra esistenza.
Oggi ho il piacere di essere in compagnia di Nettuno per capire come e fino a che punto i Gris abbiano intenzione di trascendere il loro ideale musicale.


Wild Wolf: Ciao Nettuno, sono veramente lieto di poterti intervistare.
Partiamo proprio dall’ultimo lavoro di studio che avete prodotto, À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…. Vi sentite soddisfatti del lavoro realizzato? Quali aspetti o brani dell’album identifichereste come i più innovativi ed originali?
Nettuno: Ciao anche a te. Si, ci sentiamo piuttosto soddisfatti del risultato e della forma finale di À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…. La complessiva percezione e rappresentazione dell’album riflette abbastanza bene ciò che avevamo in mente di comporre, ed anzi in molti aspetti si è rivelata migliore delle nostre originarie aspettative.
Crediamo che uno degli aspetti migliori di À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée… sia la sua struttura ed il come è costruito. La continuità tra una canzone e l’altra, tra una parte e l’altra, e come queste si amalgamino continuamente, è un aspetto unico e veramente interessante di quest’album dal nostro punto di vista. Quest’armonia riesce a donare un senso di unità e densità al disco. Inoltre, l’inserimento di corde e voci come fossero un toccante scenario per la musica è una prospettiva stimolante, la quale potrebbe essere esplorata con molti altri strumenti.

Wild Wolf: L’album è stato pubblicato, al pari del precedente e come pure Neurasthénie, sotto la Sepulchral Productions. Per altro, per À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée… avete optato per una produzione cristallina, a differenza del precedente Il Etait Une Forêt….
Sentivate di aver bisogno di un’elaborazione sonora migliore per quest’ultimo album?
Nettuno: La direzione artistica verso una registrazione e produzione maggiormente chiare e curate non è stata una scelta realmente pianificata. La nostra unica volontà e preoccupazione era quella di creare della musica che fosse realizzata seguendo le nostre intenzioni. Con tutte le varie sovrapposizioni di strumenti, sentivamo di dover prestare una maggiore attenzione al missaggio allo scopo di riuscire a valorizzare ogni parte adeguatamente.

Wild Wolf: C’è stata una sensibile virata artistica rispetto al vostro precedente album, À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…. Per esempio, avete ridimensionato il ruolo del pianoforte mentre gli inserimenti acustici sono, vice-versa, sensibilmente aumentati.
Come mai avete optato per queste scelte?
Nettuno: Per quanto riguarda gli arrangiamenti, non credevamo che il pianoforte potesse davvero trasmettere l’energia e l’anima di questo full-length convenientemente. E’ uno strumento che, con tutta probabilità, sarà usato come nucleo centrale e cuore del nostro quarto album.
A proposito degli interludi acustici, invece, ci è sembrato che potessero significativamente legare tra loro le sezioni più maestose e profonde del disco. Ci hanno permesso, inoltre, di poter esplorare percorsi musicali piuttosto differenti rispetto ai soliti, espandendo così l’ombra emozionale della nostra musica.

Wild Wolf: I testi contenuti nei vostri album sono sempre estremamente intensi e profondi.
Cosa volevate comunicare con À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…? Filosoficamente, cosa l’ha ispirato?
Nettuno: Le profondità dell’anima. L’irresistibile umanità che ci divora dall’interno. L’incontrollata verità di ciò che siamo come esseri viventi. L’incessante volontà della luce di divenire luce, delle stelle di divenire stelle.

Wild Wolf: Voi siete originari del Québec, una bellissima terra entro i confini canadesi dominata per larghe e distese aree da una natura incontaminata. Gioca un ruolo importante per la vostra ispirazione musicale un ambiente del genere?
Più in generale, quali sono le vostre influenze? Spaziando dalla musica al cinema, dalla letteratura alla pittura…
Nettuno: Gli infiniti paesaggi naturali sono sicuramente una fra le nostre principali ispirazioni; donano un senso di maestosità e libertà, assolutamente confortanti. Pure se non viviamo esattamente vicino a posti del genere, abbiamo la tendenza a rifugiarci spesso in ambienti naturali, con lo scopo di ritrovare dentro di noi un certo tipo di sensazione che il moderno modello di vita occidentale tende a seppellire e distorcere.
Per quanto riguarda nello specifico À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…, è stata un’esperienza molto introspettiva. Interiori “paesaggi”, pensieri ed emozioni sono state le principali fonti di ispirazione nella creazione di quest’album.

Wild Wolf: Facendo un breve salto nel passato, volevo chiedervi del vostro cambio di identità avvenuto nel 2006, cambiando il nome del progetto Niflheim. Perché avete deciso di chiudere quell’esperienza dopo un solo album?
Nettuno: Infatti non l’abbiamo mai realmente chiusa, sentivamo solo che quel nome non rispecchiasse più veramente ciò che volevamo creare concettualmente e musicalmente.
Questa è la ragione per cui Neurasthénie può essere considerato il primo album di Gris ed è il motivo per cui è stato ristampato sotto questo secondo nome.

Wild Wolf: Siete entrambi due validi polistrumentisti, come si sviluppa il processo compositivo fra i due componenti dei Gris?
In particolare, avete una sorprendente preparazione tecnica con diversi strumenti classici. Posso chiedervi il motivo di tale propensione? Avete studiato al conservatorio fin da giovani, o avete imparato da autodidatti?
Nettuno: Icaro ha imparato a suonare il violino quando era bambino, mentre ha studiato come batterista per diversi anni. Ma in generale, per quanto riguarda la musica che creiamo con i Gris , siamo per lo più autodidatti, sviluppando delle nostre personali sonorità ed un nostro particolare modo di suonare questi strumenti.
Ciò si riflette senza dubbio nelle nostre sessioni di registrazione; la maggior parte di tutto ciò che è stato prodotto tramite quest’album è il risultato di innumerevoli tentativi di sviluppare sempre di più la nostra consapevolezza su tali strumenti e di come li utilizziamo per completare i suoni degli altri e concretizzare la nostra musica.

Wild Wolf: Pur non valendo le etichette un granché, come definireste la vostra musica?
Nettuno: Tetra, spirituale e triste musica. Una musica di profondità e contrasti che costantemente cerca di trascendere sé stessa.

Wild Wolf: Negli ultimi dieci anni, la scena black metal quebecchiana è letteralmente esplosa. I Gris, ma anche i Sombres Forêts, i Monarque, i Csejthe, i Brume d'Automne e diversi altri hanno irrotto sulla scena black metal.
Vi sentite i rappresentanti di un “movimento”?
Nettuno: Assolutamente no. Siamo i rappresentanti di noi stessi e ci pare già abbastanza.

Wild Wolf: Segui l’underground canadese? Conosci qualche nuova band che vorresti suggerirci?
Nettuno: Nulla in particolare. Le nostre più recenti scoperte arrivano dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.

Wild Wolf: Ho letto in rete che avete in mente la realizzazione di sette album, e solo allora il progetto Gris potrà ritenersi concluso. Sono veramente queste le vostre intenzioni?
Nettuno: Si, lo sono. Abbiamo deciso tutto questo molto tempo fa.

Wild Wolf: Come mai avete sentito l’esigenza di creare un side-project con Annatar? Riversate altre sfaccettature di voi stessi dentro al progetto Miserere Luminis rispetto che ai Gris?
Nettuno: Come tu probabilmente già saprai, Annatar è un nostro caro amico sin dai tempi che hanno preceduto la nascita dei Gris e da sempre avremmo voluto creare qualcosa insieme nel mondo della musica. Crediamo che il progetto Miserere Luminis ci permetta di mostrare lati di noi stessi sotto una luce differente. Le dinamiche interne del gruppo assomigliano di più a quelle di una band, e in questo senso siamo in grado di raggiungere risultati differenti rispetto a quelli che abbiamo ottenuto con i Gris, il che è sempre un intenso sistema ed influenza per entrambi.

Wild Wolf: Vivete solo di musica o svolgete altri lavori? E se così fosse, è difficile per voi trovare il tempo di registrare nuova musica?
Nettuno: La musica è la nostra principale occupazione, è ciò che facciamo nella vita. D’altro canto, purtroppo, ciò che produciamo artisticamente non supplisce a tutti i nostri bisogni finanziari necessari per vivere appropriatamente in questo mondo. Di conseguenza, abbiamo lavori dentro e fuori il mondo della musica, e sì, alle volte trovare il tempo per creare, comporre e registrare la nostra musica è un compito per nulla facile.

Wild Wolf: Pensate di potervi riscoprire musicisti, un giorno, anche al di fuori dell’ambito metal? O sentite che questo genere di musica sia l’unico che vi rappresenti davvero?
Nettuno: Ci piace lasciare ogni possibilità aperta. Diversi altri generi musicali ci comunicano qualcosa, e crediamo che À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée… sia un chiaro riflesso di ciò.
Vogliamo che Gris sia il nostro inarrivabile ideale musicale, qualsiasi cosa possa includere.

Wild Wolf: Vi esibirete mai dal vivo? Mi rendo conto delle oggettive difficoltà tecniche, eppure penso sarebbe uno scenario da pelle d’oca…
Nettuno: A riguardo non è ancora stato deciso nulla, anche se stiamo pensando di organizzare un concerto che comprenda e riassuma i nostri primi tre album. Ma come anche tu hai fatto notare, le difficoltà tecniche ed organizzative sono considerevoli, per cui, prima di confermare alcunché, noi per primi abbiamo bisogno di essere sicuri di poter realizzare questo evento come vorremmo.

Wild Wolf: Quali i progetti per il futuro? Un nuovo album, forse?
Nettuno: Per il momento ci stiamo prendendo un periodo di riposo. Probabilmente inizieremo a scrivere il nostro quarto album entro un anno o due. Nel mentre, vogliamo anche riportare in vita il nostro progetto con Annatar e creare un capitolo successivo a Miserere Luminis.

Wild Wolf: Vorrei porti un’ultima, inusuale domanda prima di concludere questa intervista: se ti chiedessi, con una parola od una breve frase, di delineare l’essenza della vita, cosa mi risponderesti?
Nettuno: Amore.

Wild Wolf: Bene, l’intervista è conclusa. Grazie infinite per il tempo concessoci Nettuno. Vuoi comunicare un’ultima cosa ai lettori?
Nettuno: Guardate oltre, in ogni modo immaginabile. Grazie anche a te per il tempo dedicatoci.



Soundscape
Lunedì 4 Novembre 2013, 11.50.40
2
Ottima intervista! Peccato solo manchi una domanda a proposito dell'artwork (che secondo me non è all'altezza del bellissimo contenuto musicale ed è un peccato).
Ubik
Domenica 3 Novembre 2013, 12.16.32
1
Li adoro, una realtà unica. Bellissima intervista, complimenti!
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Un frammento dell'artwork di À l'Âme Enflammée, l'Äme Constellée…
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