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PROMETHEUS - #6 - Gioacchino Rossini, un italiano a Parigi
05/11/2013 (2365 letture)
Nonostante la sua produzione abbia riguardato i più svariati generi musicali, il nome di Gioacchino Rossini resterà per sempre legato alle sue opere di maggior successo. La Gazza Ladra, Il Barbiere di Siviglia, Guglielmo Tell, solo per citare le più famose, sono tra le opere italiane più conosciute e rappresentate al mondo. Eccovi la sua storia.

DI RIVOLUZIONARI E SABOTAGGI MUSICALI
Nato nel 1792 a Pesaro da un padre musicista e convinto simpatizzante della rivoluzione francese, tanto da unire l'utile al dilettevole suonando per le truppe d'oltralpe che occupano la zona e da madre cantante, fu abituato sin da piccolo a frequenti trasferimenti; le simpatie politiche paterne, infatti, costringevano la famiglia a numerosi spostamenti o addirittura a trovare rifugio presso la nonna per le stesse ragioni. Cresciuto tra varie città dell'Emilia Romagna, a Bologna comincia ancora bambino a studiare seriamente sia il canto che la spinetta, strumento a tastiera in voga all'epoca. A quattordici anni entra al Liceo Musicale di Bologna, dove comincia ad interessarsi alla composizione, in particolare a Mozart. Nella città felsinea, non solo compone la sua prima opera (Demetrio e Polibio, rappresentata anni dopo), ma trova anche modo di mettere su famiglia, impalmando la cantante Isabella Colbran, dalla quale si separerà alcuni anni più tardi, dopo aver stretto con lei anche un sodalizio artistico, oltre che sentimentale.
All'età di ventuno anni ha già una solida carriera alle spalle, con una decina di rappresentazioni ufficiali di sue composizioni, a partire dalla farsa La Cambiale di Matrimonio, basata sul solito triangolo amoroso con lei promessa sposa che ama un altro. Si tratta del primo step di una carriera incredibilmente prolifica, che lo vedrà comporre una media di due opere l'anno per circa vent'anni, con punte di cinque, spesso accolte in maniera contrastata. Si passa infatti da trionfi incredibili quali La Gazza Ladra (famosissima l'ouverture), Semiramide, L'Italiana in Algeri (ispirata ad un fatto vero), Tancredi, a tonfi altrettanto clamorosi. Tra questi, clamoroso quello riguardante il Maometto Secondo, a causa del suo essere incredibilmente avanti rispetto ai tempi, tanto da lasciare interdetto il pubblico, non attrezzato a recepire una composizione quasi wagneriana, che non a caso verrà ripresa solo nel 1983. L'opera segnerà molto Rossini, che da lì in poi ridurrà il numero delle composizioni e ritornerà a cose meno rivoluzionarie, dando comunque vita ad un vero punto di svolta nella musica, non solo italiana. Il più famoso insuccesso alla prima, però, fu quello decretato dal pubblico a Il Barbiere di Siviglia, tratto da un'opera di Beaumarchais ed oggi considerato unanimemente uno dei capolavori della musica mondiale. In realtà, più che un fiasco vero e proprio, si trattò di un attacco proditorio di alcuni sostenitori di Paisiello, autore di un allestimento dell'opera andato in scena precedentemente ed oggi semi-dimenticato, oppure, secondo una diversa versione, da un sabotaggio perpetrato dall'impresario del teatro Valli, che soffriva di un calo enorme di spettatori confluiti ad ascoltare la musica di Rossini.

DA NAPOLI A PARIGI. DAL PUBBLICO AL PRIVATO
Nel 1815 diventa direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli, carica che ricoprirà fino al 1822. Durante questo periodo in tutte le sue rappresentazioni, la parte di protagonista femminile è immancabilmente assegnata alla moglie Isabella Colbran, che diviene così la prima donna del teatro, anche se va rilevato che lì si esibiva già dal 1811. Nel 1817 viene rappresentata la Cenerentola, poi, nel 1823, Semiramide viene messa in scena presso il teatro La Fenice di Venezia. Il melodramma, tratto da un'opera di Voltaire, segna anche la fine del rapporto di Rossini con l'Italia ed il suo trasferimento a Parigi. In terra di Francia il compositore va incontro ad una serie di trionfi inaugurati dal Viaggio a Reims in onore di Carlo X, anche perché adatta la sua opera in modo da incontrare il gusto del pubblico, culminati nel 1829 in quello del Guglielmo Tell. Da qui però, una fase di profonda crisi personale ne modificherà vita e carriera. La sua produzione diventa molto più rada: nel 1832 compone sei pezzi della sequenza liturgica Stabat Mater, poi terminata nel 1839, anche se la versione definitiva è del 1841. La rappresentazione si risolve in un successo, ma la vita di Rossini è ormai cambiata, l'uomo di prima sembra un'altra persona. L'irruento musicista dedito alla vita ed alla composizione veloce, alla produzione continua, talvolta auto plagiandosi, allo stare sempre "sul pezzo", simile per certi versi a quegli attori che partecipano a cinque e sei film di cassetta all'anno fornendo sempre interpretazioni di livello, non esiste più. Il nuovo Rossini è schivo, riflessivo, soggetto a repentini cambiamenti umorali, tendente alla vita appartata, più dedito ai propri interessi personali e parco di nuova musica. Di questi anni senza musica per il teatro, ma dedicati a quella da camera e sacra, è probabilmente la Petite Messe Solennelle ad essere importante, mentre il suo "peccato di vecchiaia" non venne mai rappresentato in pubblico (e nemmeno in privato), se non nel 1864 alla presenza di un ristrettissimo numero di convitati, fra i quali i più eminenti musicisti del tempo. Alla base di questo comportamento è probabilmente il rifiuto psicologico del romanticismo, in contrasto col suo razionalismo di fondo, a dispetto di un certo romanticismo sotteso nel suo Guglielmo Tell. In un certo senso una dimostrazione di superiorità, un modo per dire: "Se volessi, potrei, ma non mi interessa".

UN MATRIMONIO, TARTUFI E TOURNEDOS
A soli trentasette anni, dunque, Rossini lascia da parte il teatro lirico che tante soddisfazioni aveva dato al compositore ed al pubblico, per ritirarsi quasi completamente a vita privata, pur continuando a scrivere musica. Nel 1846 sposa Olympe Pélissier (la prima moglie era deceduta nel 1845), personaggio dalla vita più che contrastata alla quale dedicherà buona parte della sua parca produzione del periodo. Venduta dalla madre ad un aristocratico e da questo rivenduta ad un americano possidente, fu amante di alcuni artisti prima di "pervenire" a Rossini, il quale la soffiò a Bellini. Con lui convisse in Francia e poi a Bologna e a Milano, dove la sua posizione di concubina viene sempre più malvista. Segue il trasferimento a Firenze dopo il matrimonio ed il definitivo ritorno a Parigi. Intanto, nel 1835, erano uscite le Soirées Musicales per voce e pianoforte, composte nonostante l'esaurimento nervoso che lo fiaccava. Morì di cancro nei dintorni di Parigi nel 1868 e lì fu seppellito in prima battuta. Riposa attualmente a Firenze, dopo aver lasciato la gran parte dei suoi ingentissimi averi al comune di Pesaro, che li utilizzò, tra le altre cose, per la creazione di un liceo musicale, oggi Conservatorio Rossini. L'opera rossiniana conobbe una specie di oblio fino ai primi anni '40 del secolo scorso, poi alcune memorabili interpretazioni di Maria Callas, fino ad una riscoperta definitiva durante gli anni '70, ossia in un periodo molto vicino a noi. Noto per essere anche un vero cultore del cibo, tanto da aver ideato un'insalata a base di olio d'oliva, tartufo, mostarda, limone, pepe e sale, e numerose altre ricette come quella dei i tournedos alla Rossini, i maccheroni alla Rossini con tartufo di Acqualagna (una delle sue passioni) e per andare costantemente alla ricerca di cibi locali e prelibati, tanto che oggi sarebbe probabilmente un sostenitore dello slow food, egli era anche conosciuto per un certo spirito quasi british. E' comunque la ricerca costante della brillantezza ritmica, una vera smania musicale, ad averlo reso quel che era. Tanto è proverbiale questa frenesia comunicativa, questa di necessità di distaccarsi da certi modelli precedenti in nome di una irrefrenabile irruenza, che il crescendo rossiniano è da tempo un modo di dire entrato nell'uso comune per indicare una situazione, anche extra musicale, che procede sempre più verso un climax che indica il punto finale di una certa concatenazione di eventi, che sempre più aggiungono intensità al punto iniziale. Il tutto a far da contraltare alle sue opere di estrazione più comica.
Come ormai di prammatica, però, a descriverci meglio le prerogative della musica di Gioacchino Rossini, sarà Giovanni "Giomaster" Perin.

UN OSTINATO CRESCENDO
A differenza di altri grandi compositori, i cui tratti distintivi non sono sempre così evidenti, Gioacchino Rossini dimostra di possedere uno stile in cui gli elementi tipici ritornano in modo forte, marcando le opere del maestro in modo indelebile. Tra questi, due in particolare segneranno il repertorio del pesarese: il crescendo e l'ostinato. Il primo, associato indelebilmente al nome di Rossini con il passare del tempo trova largo impiego in una grande varietà di opere, tra cui l'intenso passaggio nell'ouverture di Guglielmo Tell, con sequenze di archetti così veloci da sembrare dei veri e propri ronzii che, incalzati dai legni, preludono in cascate ad un esplodere, in cui gli ottoni insistono sulle melodie in risposta alle scivolate degli archi, marcandole in modo forte. La contrapposizione tra i semitoni sfuggenti degli archi e i roboanti corni esplode, mostrando altrettanta velocità nel risolversi, incarnando in questa repentinità il carattere romantico della tensione. L'arte del crescendo viene sviluppata da Rossini in modo abile, lasciando intendere all'ascoltatore che qualcosa è in atto tramite l'introduzione di una tensione, ma modulandone la crescita tramite l'uso della dinamica, fino a culminare in un affastellamento di linee disarmoniche, che sfociano in un tema portante dal sapore memorabile.
Il secondo aspetto fortemente rossiniano da non sottovalutare è quello che più si avvicina al concetto moderno di riff, consistendo l'ostinato in un tema che viene riproposto alla stessa altezza ed immutato nel ritmo per un gran numero di volte all'interno di un brano, creando continuità e al tempo stesso tempo scandendone le diverse sezioni. Un'amplissima fetta della musica contemporanea ha fatto propria questa tecnica per facilitare la scansione e l'assimilazione dei brani, sfruttando motivetti semplici come cardini del successo di alcune band.
Altre caratteristiche che ritornano a più riprese nel repertorio rossiniano sono la leggiadria degli archi, i cui suoni ricordano spesso il frullio d'ali, il trillo dei legni che in molti passaggi assomiglia al canto di un usignolo, ma anche il modo in cui gli ottoni scandiscono maestosamente le sezioni di particolare intensità all'interno di un crescendo, vedasi Guglielmo Tell o La Gazza Ladra, in cui il più famoso tema dell'ouverture dell'opera vede l'oboe in un canto quasi lamentoso, a cui rispondono i violini con una delicatezza quasi impalpabile, lasciando poi entrare tutti gli strumenti a riprendere il tema.
Tra i più famosi e universalmente noti passaggi di Gioacchino Rossini vogliamo ricordare il tema della cavalcata di Guglielmo Tell, che è stato anche utilizzato per la serie tv ed il film The Lone Ranger, rielaborato da Hans Zimmer, oltre ad essere utilizzato dagli autopostali svizzeri è anche diventato popolare per essere stato inserito tra le prime suonerie per cellulare ed è stato coverizzato in tutte le salse; la cavatina Largo al Factotum da Il Barbiere di Siviglia, celebre presentazione del barbiere (e non solo!) Figaro alla città; allo stesso modo il tema dell'ouverture de La Gazza Ladra.
Anche gli italiani Arachnes hanno omaggiato il maestro, interpretando in chiave metal una sua classica opera, con il brano The Barber Of Seville, contenuto nell'esordio The Goddess Temple.



Jimi The Ghost
Venerdì 8 Novembre 2013, 12.17.27
11
Rossini è odioso. Questo è il tipico pensiero di molti puristi della grammatica musicale e soprattuto per i musicisti. In breve, Rossini fu autore della brutale disputa tra armonia e melodia. Elemento di questa "guerra" del disegno musicale è il cosidetto "accompagnamento", che funge da sostegno armonico e ritmico della melodia. (il barbiere di siviglia primo fra tutti). per raggiungere Il sentimento e l'interiore significa, secondo la partitura rossiniana, non si raggiunge solo con il virtuosimo della tecnica, ma per mezzo della melodia e della sua struttura ritmico-armonica (guglielmo Tell su tutti). In lui prevaleva la melodia, a discapito della armonia? Nelle storiche spartiture del nostro Rossini si trovano sparse delle annotazioni, delle crocette, più simili ad un simbolo più (+). per molti storici della musica, quel segno sta ad indicare il passaggio armonico definito da "Per soddisfazione de' pedanti". Che grande artista. Buon ascolto. Jimi TG
Sambalzalzal
Giovedì 7 Novembre 2013, 20.20.08
10
Bellissimo articolo e genio assoluto Rossini!!!
stef
Giovedì 7 Novembre 2013, 16.27.39
9
Ma quanto è il voto?
Raven
Giovedì 7 Novembre 2013, 15.07.07
8
I Complimenti a Giomaster sono sempre d'uopo.
jek
Mercoledì 6 Novembre 2013, 20.42.07
7
@Lizard, allora i complimenti li estendo anche a Giomaster
Lizard
Mercoledì 6 Novembre 2013, 20.38.35
6
L'ultimo paragrafo è di Giovanni Perin 'Giomaster'
jek
Mercoledì 6 Novembre 2013, 20.09.32
5
Ho letto con piacere questo articolo, ammetto che di Rossini conosco poco (le arie più famose e basta) e nulla sulla vita. Ho apprezzato particolarmento l'ultimo paragrafo bravo Raven.
Lizard
Mercoledì 6 Novembre 2013, 18.59.03
4
La sua grandezza e prolificità di compositore resta intoccabile. Uno dei pochi ad aver goduto in vita del successo meritato e della stima di quasi tutti i compositori contemporanei. La sua musica ha avvicinato il popolo all'opera e l'opera al popolo ed ha restituito spolvero all'Italia e all'italiano nel Mondo del teatro. Tutti i grandi compositori ottocenteschi hanno dovuto fare i conti con l'opera di Rossini e il suo tocco "leggero", come quello drammatico delle opere tardive, finanche quello eroico del Guglielmo Tell, sono così piene della sua personalità e cariche di colore e vita, da risultare ancora oggi godibilissime.
Unia
Mercoledì 6 Novembre 2013, 18.30.54
3
Eh appunto, con la ricetta dei "maccheroni alla Rossini"! Cavolo, ho fame!!!
Raven
Mercoledì 6 Novembre 2013, 14.12.39
2
Dovevo mettere l'articolo nel forum in "Forumisti Cucinieri"
Unia
Mercoledì 6 Novembre 2013, 12.43.54
1
BRAVI, BRAVISSIMI! Rossini un cultore del cibo? E be', il suo bel girovita ce l'aveva... Comunque, altro grande compositore.
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