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GOD IS AN ASTRONAUT - Niels Kinsella ci racconta il nuovo album
10/11/2013 (5874 letture)
Recentemente é uscito il loro sesto album di studio dal titolo Origins, un altro imperdibile lavoro firmato God Is An Astronaut, dalle tinte post-rock miscelate a sfumature trip-hop ed elettroniche.
Oggi ho la fortuna di essere in compagnia del bassista
Niels per approfondire la conoscenza di questa band ed il processo compositivo del loro ultimo album.

Wild Wolf: Ciao Niels, sono felice di poterti intervistare! Partiamo dal vostro ultimo lavoro, Origins. Siete soddisfatti del lavoro realizzato? Quali sono gli aspetti migliori del cd secondo te?
Niels: Abbiamo iniziato a scrivere l'album giá nel 2010, per cui abbiamo convissuto con alcuni fra questi brani per diversi anni; siamo veramente soddisfatti del risultato finale.
Dal nostro punto di vista la varietá dei suoni del disco nonché il suo processo di scrittura e registrazione sono stati i migliori aspetti di questo lavoro.

Wild Wolf: A differenza dei vostri precedenti album, mi è parso che ci sia stata una differente utilizzazione della strumentazione elettronica ed un maggiore inserimento di parti di batteria e linee vocali processate tramite vocoder. Come mai queste scelte artistiche?
Niels: Credo che ci sia un leggero malinteso qui, nel senso che il disco é meno elettronico, nel dato per cui la maggior parte dei suoni che é possibile percepire proviene da chitarre processate tramite una miriade di effetti e pedali. Per quanto riguarda la batteria, mi sembra sia inserita nei brani di Origins come in tutti i precedenti album, mentre é il basso a trovarsi maggiormente esposto, come in Signal Rays o Spiral Code.
Sulla voce, invece, direi che la differenza principale é che in quest'album ci sono dei testi e non solo voci in sottofond, e l'effettistica del vocoder é sembrata risultare il modo migliore per inserirla nel missaggio complessivo.
Piú in generale, volevamo cercare di espandere il nostro sound con questa release e la voce, unita a suoni sperimentali di chitarra, ottoni e chitarre acustiche, é sembrata una naturale via da percorrere.

Wild Wolf: Vuole Origins rappresentare una specie di cesura con la vostra passata discografia?
Niels: Credo sia un'importante e complementare aggiunta alla nostra precedente discografia, dato che, come dicevo prima, il nostro sound ha continuato a crescere ed espandersi. I fan non dovrebbero necessariamente vedere questa release come un prototipo o uno schema per i nostri successivi lavori.

Wild Wolf: Come è nata l'idea di suonare post-rock nel lontano 2002? In particolare, pur sapendo che non apprezzate molto il riferimento, vi riconoscevate nei primi Mogwai?
Niels: Abbiamo iniziato a suonare musica a partire dai primi anni ‘90,ed il nostro primo album The End of the Beginning, uscito nel 2002, é stato pensato come un addio al mondo del music business. Dopo dieci anni di esperienze in varie band, volevamo registrare qualcosa che ci rendesse orgogliosi di noi stessi, e le nostre influenze erano le piú varie, spaziando dal trip-hop all'elettronica, dal rock al metal.
Siamo venuti a conoscenza di band come Mogwai o Godspeed You! Black Emperor solo nel 2005, dopo l'uscita di All is Violent, All is Bright.

Wild Wolf: Come viene sviluppato un brano, od un cd intero, nel vostro gruppo, considerando anche l'ingresso dei due nuovi componenti Gazz Carr e Jamie Dean?
Niels: Beh, effettivamente abbiamo cambiato le nostre modalitá di songwriting per quest'album.
Nei lavori precedenti eravamo stati soliti scrivere i brani iniziando dal pianoforte e dalle chitarre elettriche ed acustiche, per poi completare con il resto delle composizioni con le restanti trame, mentre questa volta abbiamo iniziato proprio da loro. Abbiamo dapprima creato interessanti effetti acustici, riff e paesaggi sonori, per poi trasformarli in composizioni vere e proprie; questo modo di scrivere musica mi ha dato una sensazione assimilabile alla scultura.
Jamie Dean ci ha aiutati a scrivere Strange Steps mentre Gazz Carr (membro fondatore dei Butterfly Explosions) ha scritto i testi, per poi cantarli, in Reverse World.
Con quest'album abbiamo pure collaborato con Pat O'Donnell, il quale ha portato degli ulteriori nuovi elementi nel suond della band.

Wild Wolf: Dieci anni sono passati da quando avete deciso di formare il gruppo ed intraprendere la vostra carriera musicale. Vi sentite cambiati da allora come artisti? E se si, come?
Niels: Beh, la nostra musica oggi é diventata molto piú popolare e ci ha permesso di poter girare tutto il mondo. Alle volte é ancora difficile crederci!
Quando abbiamo creato i God Is An Astronaut nel 2002 non avevamo alcun tipo di pretesa, volevamo solo realizzare della musica che ci piacesse.

Wild Wolf: Vi sentiti musicalmente vicini a qualche artista irlandese?
Niels: Ci sono e ci sono stati un sacco di grandi artisti irlandesi, ma nessuno col quale ci siamo sentiti vicini musicalmente.

Wild Wolf: Ho assistito al vostro live show di Colonia, è stata una grande esperienza. Come vivete le tournée, soprattutto dopo quanto successo durante il vostro tour negli US?
Niels: E' una gran bella sensazione quella di portare la nostra musica in sede live ai nostri fan. Gli ultimi anni sono stati stupendi, siamo estremamente grati di poter suonare ogni sera in posti pieni di gente.
Per quanto riguarda l'episodio della strumentazione rubata nel 2008 negli US, ora siamo solo un po' piú attenti di allora, ma c'é sempre il rischio che qualcosa del genere possa accadere se vai in tournée e giri per 15,000 chilometri.

Wild Wolf: Che altri generi musicali vi piace ascoltare? In particolare, c'è qualche genere o gruppo metal che apprezzate?
Niels: Ascoltiamo veramente una vasta gamma di musica diversa, dallo shoegaze al death metal.
Se dovessi fare un nome che metta tutti d'accordo, direi che i NIN sono la band che ognuno fra di noi ascolta di piú.

Wild Wolf: E della scena italiana apprezzate qualche artista in particolare?
Niels: Purtroppo non conosco granché la scena italiana, ma penso che i Port-royal o i Vanessa Van Basten abbiano registrato della gran musica.

Wild Wolf: Vivete solo di musica o svolgete qualche altro lavoro?
Niels: Diversi componenti del gruppo hanno un lavoro fuori dal mondo della musica. Per esempio, io gestisco un'etichetta discografica, mentre Torsten ha il suo studio di registrazione.
Normalmente scriviamo e registriamo nuova musica in un periodo di tempo che si aggira attorno ai due anni, il che é abbastanza prolisso, ma é ció che si adatta meglio alla situazione corrente.

Wild Wolf: Che rapporto avete con la piccola contea di Wiclow dalla quale provenite? La sua natura ed i suoi paesaggi sono stati d'ispirazione per voi in questi anni?
Niels: Beh, di certo ognuno di noi è influenzato da ciò che lo circonda, e noi viviamo nel "Giardino d'Irlanda", dove siamo costantemente circondati da foreste e montagne, il che aiuta la nostra creativitá.
Non c'è alcun posto al mondo unico come casa proprio e sono convinto che sará sempre una parte di noi e della nostra musica.

Wild Wolf: Grazie mille, l'intervista sta giungendo al termine. Vuoi comunicare ancora un'ultima cosa ai vostri fan? Da parte mia ti ringrazio per la disponibilitá che hai avuto durante questa conversazione. Buona fortuna per i vostri prossimi progetti!
Niels: Vorremo ringraziare tutti i nostri fan italiani per il supporto mostratoci lungo tutti questi anni, ed in particolare per i recenti live show di Milano e Roma. Torneremo di nuovo!



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God Is An Astronaut, l'intervista
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