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VOMITORY + HATEFUL + GUEST - Traffic Live, Roma, 15/11/2013
19/11/2013 (2185 letture)
Ventiquattro anni sono trascorsi da quel 1989, anno in cui tra Karlstad e Forshaga, su iniziativa del chitarrista Urban Gustafsson e del bassista Ronnie "Ripper" Olson, sono nati i Vomitory. Otto i full length prodotti, per non citare EP, demo e split, che hanno fatto divenire la band un punto fermo dell'underground old school death metal europeo e svedese in particolare. Purtroppo il gruppo ha deciso di porre fine al suo percorso artistico, così le tre tappe scelte in Italia -Pescara, Roma e Brescia- sono state un appuntamento imperdibile, che ha raccolto un cospicuo numero di presenti, accorsi per dare un ultimo saluto al gruppo svedese.

Quando arriviamo al Traffic di via Prenestina, hanno appena terminato la loro esibizione i Dr. Gore e ad accoglierci sarà il duo prog-death degli Hastur. Eccessivamente penalizzati da una resa acustica non proprio ottimale, è la prima volta che mi trovo ad ascoltarli quindi, dovendomi basare esclusivamente su questa performance, il giudizio non è proprio dei migliori. I suoni sono troppo impastati, cosa che di certo non ha giovato ad una soluzione che prevede un livello così alto di tecnicismi e che non ha consentito di apprezzare al meglio la band composta da Marco Basili ed Andrea Basili. L'esibizione è stata, purtroppo, anche minata da alcuni problemi tecnici alla strumentazione, sui quali la coppia di musicisti ha saputo far fronte ironizzando e riuscendo a strappare qualche sorriso. Per tutti i motivi sopra citati, non mi sento di stilare un'opinione definitiva e rimando il giudizio a quando ci sarà occasione di assistere ad una performance meno "approssimativa".

I successivi Hateful hanno avuto il privilegio di fare da supporters a tutte e tre le tappe italiane previste per il tour d'addio dei Vomitory. A pochi mesi dall'uscita di Epilogue of Masquerade, full length prodotto lo scorso giugno da The Spew Records, il trio modenese si fa portavoce di un death metal molto brutale, rivelando influenze marcatamente americane. In molti passaggi verranno, infatti, in mente i maestri di Tampa Morbid Angel e la band condurrà lo show con molta sicurezza e disinvoltura, deliziandoci con incroci complessi di assoli e blast beats e riuscendo a condurre un concerto senza cali e con suoni migliorati rispetto ai loro predecessori.
Nel constatare un pieno coinvolgimento di tutto il parterre che, in vista dell'arrivo degli headliners, inizia ad essere più numeroso, è stata una piacevole sorpresa aver conosciuto una band di tale calibro, forse ingiustamente messa in secondo piano rispetto ad altre che nel nostro panorama undeground italiano sono ben più note, ma rispetto alle quali certamente gli Hateful non hanno nulla da che invidiare.

Giungiamo finalmente al momento che abbiamo atteso con tanta impazienza, con un sentimento dolce-amaro in cui la felicità di rivedere la band faceva a pugni con la consapevolezza che questa sarebbe stata l'ultima occasione in assoluto.
Quando a febbraio i Vomitory hanno comunicato la decisione di interrompere la loro ultra-ventennale carriera, tutti noi fans irriducibili abbiamo accolto la notizia con molta amarezza ed incredulità, soprattutto alla luce della bontà dell'ultimo lavoro discografico, che si aggiungeva ad una carriera che, senza scivoloni di ogni sorta, ha saputo tenere sempre fieramente alta la bandiera dell'Äkta Swensk Öl- Metall. Purtroppo ci sono motivi superiori, che non sono stati finora apertamente specificati, e che probabilmente fanno sponda anche a ragioni di natura economica, per cui ad un certo punto è lecito fare un passo indietro e mostrare comunque la volontà di impegnarsi nel condurre questi ultimi show, con tutta l'adrenalina e la passione che la band in questi anni ci ha dimostrato.

Ad aprire il set c'è The Carnage Rages On, direttamente da Carnage Euphoria del 2009: i muri tremano e, come un vero e proprio terremoto, la track ci dà un primo forte scossone. La rude potenza dei Vomitory sprigiona un morbo che si diffonde febbrile tra tutti i metalheads, che parteciperanno nel pieno delle loro energie con headbanding, violento pogo ed inesauribile stage diving. Quando sul palco ci sono artisti di questo calibro, che trasmettono violenza ad ogni riff, è impossibile non lasciarsi trascinare nel vortice del death metal, cazzuto e pungente come solo questo genere sa essere.
Già il secondo pezzo, Perdition, sancisce il primo tuffo nel passato più remoto della discografia della band, attingendo al full length di debutto Raped in Their Own Blood, uscito nel 1994, che rivela le origini più marce e grezze della proposta musicale dei Vomitory. I momenti di picco massimo si registreranno durante l'esecuzione degli estratti da Blood Rapture, Primal Massacre e Terrorize Brutalize Sodomize, che con le omonime titletrack ci traghetteranno in un viaggio fatto di sudore e brutalità. L'aria è pesante e siamo travolti in pieno da un'ondata di suoni torbidi e corrosivi e, abbandonati oramai tutti i freni possibili, la furia con cui il pubblico si spintona o si scaglia sul palco raggiunge i massimi livelli ed è quasi paragonabile alla ferocia distruttiva di un tornado. Non uso a caso questo termine, perché il vortice che si genera è talmente forte che sarà impossibile trovare riparo.
L'attenzione e la tensione saranno tenute vive anche dagli interventi del sempre ottimo Peter Östlund, che scatenerà a più riprese le nostre urla, lasciandosi saltuariamente abbandonare alla sua consueta simpatia, che oramai abbiamo imparato a conoscere.
Ci avviamo alle ultime battute e sarà con il duetto composto dalla più recente Regorge in the Morgue e dal classico Chaos Fury che si consumeranno gli encore. Saranno proprio le ultime note di Chaos Fury a sancire il termine della performance, nonché a farci prendere coscienza -una volta che il silenzio si sarà impadronito della sala- che in questi ultimi attimi si sono consumati anche gli ultimi respiri di questa avventura.

Prima e dopo la loro esibizione i Vomitory si sono resi disponibili con tutti i fans per intavolare chiacchierate, scattare foto e firmare autografi ed è sempre un piacere toccare con mano la grande umiltà di questo gruppo. Era la terza volta che li vedevo e mi piange il cuore ad ammettere con me stessa che è stata anche l'ultima. Quello che è certo è che conserverò vivo il ricordo di aver conosciuto ed apprezzato una band in cui l'attitudine e la passione, oltre che la garanzia di una discografia impeccabile, sono state tra le principali caratteristiche che hanno consentito al gruppo di guardarsi, di album in album, una fetta sempre più ampia di pubblico e di affezionati. I Vomitory si sono fatti portavoce di attitudine vera, non di quella troppe volte tirata in ballo senza reale cognizione della causa. I Vomitory ci hanno insegnato semplicità e totale devozione verso questo genere musicale e lasciano senz'altro un grande vuoto nel panorama death metal.
Ci mancherete.

SETLIST Vomitory

1. The Carnage Rages On
2. Perdition
3. Blessed and Forsaken
4. Revelation Nausea
5. Eternal Trail of Corpses
6. Hate in a Time of War
7. Terrorize Brutalize Sodomize
8. Primal Massacre
9. The Corpsegrinder Experience
10. The Voyage
11. Blood Rapture

---- ENCORE ----
12. Regorge in the Morgue
13. Chaos Fury


Tutte le foto sono a cura di Francesco Lariccia "precision88".



brainfucker
Martedì 19 Novembre 2013, 18.21.16
5
c'ero anch'io e semplicemente non è un gruppo che può sciogliersi. una furia che neanche la band di sedicenni al primo concerto sotto casa, persone gentilissime e macchine da guerra sul palco. spero che ci ripensino presto..ciao vomitory
er colica
Martedì 19 Novembre 2013, 13.09.01
4
porca mignotta ci sarei dovuto essere ma per motivi pratici e pure economici (concerto dei gbh il giorno prima) non ho potuto partecipare e c'ho rosicato. vabè comunque sapevo che sarebbe stato un bel concerto.
Flag Of Hate
Martedì 19 Novembre 2013, 12.51.44
3
I Vomitory lasciano per davvero un grande vuoto nel VERO Death metal, mi dispiace davvero tanto. Soprattutto se, nel contempo, si assiste al proliferare di numerosissimi gruppetti da strapazzo che, ormai, hanno snaturato il genere....
Numbered Days
Martedì 19 Novembre 2013, 12.51.27
2
è stato un grande concerto, con delle persone squisite e molto umili che ci hanno regalato per l'ultima volta un massacro musicale (e non eheh) davvero indimenticabile, grazie di tutto!
fear_factory84
Martedì 19 Novembre 2013, 10.00.49
1
parlando dopo il concerto col batterista, alla domanda di rito, perchè ci abbandonate, sono usciti fuori motivi prettamente personali.. lavoro, famiglia e figli piccoli... Chissà mai se fra qualche anno cambieranno idea (magari crescono i figli, si stufano a stare a casa ecc ecc ecc)......
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Traffic Live, Roma, 15/11/2013
 
 
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