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INCANTATION + RAGNAROK + SURVIVE + BASTARD SAINTS - Circolo Colony, Brescia, 23/11/2013
28/11/2013 (2958 letture)
Erano mesi che attendevo questa data, per una sfortuna dietro l'altra mai ero riuscito a vedere gli Incantation live; finalmente, accompagnati da supporter di alto rango l'occasione era gustosa. Fedeli al loro verbo mettono in piedi uno spettacolo lungo e tritaossa al tempo stesso. Il tour, orfano degli asiatici Impiety, ha molte frecce al suo arco, una su tutte la spettacolare prestazione dei giapponesi Survive. Non voglio anticipare nulla e, con l'aiuto delle foto, vi farò rivivere una serata cattiva, sulfurea e spassosa al tempo stesso. Leggere per credere.

BASTARD SAINTS
Terremotanti mi viene da dire. Ammetto di non averli mai ascoltati prima di oggi, curioso come non mai mi pongo in prima fila (sono le 21 circa e all'interno del locale ci saranno si e no 30 persone) per questa sorpresa. Pochi secondi ed un vortice di death/grind mi travolge, un muro in faccia come raramente succede e subito mi chiedo: "Come ho fatto a perdermeli?" Poco importa qui ci sono 5 ragazzi con tanta voglia di cantare e fate metal. La sofferenza che esce dalle tracce è palese e l'odio, la rabbia ed il rancore si percepiscono; negli occhi di Andrea Marino si riesce a trovare un abisso di verità. La loro proposta è si brutal death ma c'è molto di più: le sfumature grind sono molte e donano una dinamicità notevole ai pezzi proposti. Ottima la resa del suono che butta fuori ai massimi volumi e stura le orecchie nel caso fosse rimasto cerume dalla doccia evitata del mattino. Purtroppo rimangono sul palco solamente 20 minuti poco più e dispiace, perché il pubblico li incita e se ne vorrebbe ancora. Spero, vivamente di poterli rivedere perché in Itaglia (sigh) abbiamo bisogno di gente come questi qui. Promossi a pieni voti!

SURVIVE
All'ingresso, mentre facevo due chiacchiere con John McEntee, vedevi dei loschi figuri orientali girovagare per la sala. Dentro di me pensavo di tutto ma non avevo realizzato che il gruppo, del quale non sapevo nemmeno l'esistenza, avrebbe poco dopo creato scompiglio sul palco del Colony. Mi trovo alquanto in difficoltà nel raccontarvi la musica proposta dai Survive, non tanto per il genere a cui li si vuole far appartenere (sempre se ce ne fosse bisogno) ma per la botta di vita, per la totale inaspettata carica di personalità che questi giovani ragazzi portano con loro. Da ora iniziano i vari sketch della serata, che vedranno tutte le band protagoniste a turno; in questo caso sia i Ragnarok che gli Incantation si mettono davanti al palco con in mano la fotocopia della faccia di Masuru Nemoto, il cantante, ed iniziano ad incitarlo come non mai. Sono loro il vero pubblico perché dietro la piattezza regna sovrana. Anche se la gente sta iniziando ad aumentare man mano durante lo show si registra un immobilismo acuto che mi lascia perplesso. Sono l'unico che non riesce a smettere di fare headbanging con queste canzoni? Sono troppo "venduti" questi giapponesi o cosa? Un giorno forse comprenderò cosa c'è dietro ma sino ad allora…
Thrash stile Bay Area con ritornelli melodici spaccaossa. Una batteria triggerata a dovere, la doppia cassa la senti in gola e un cantante che spacca il retrobottega ai passeri! Le canzoni tirano che è un lavoro brutto e questi scalmanati sul palco fanno scintille. Incitati da Kyle Severn, offrono una spettacolare prestazione che lascia annichiliti. L'intercambiabilità dei ruoli nel gruppo facilita la riuscita di una prestazione cristallina. Sinjilow(bassista) e Ryo Suke (chitarrista) sono carichi come delle molle e cantano splendidamente le back vocals, Tutti i i pezzi sono travolgenti e catchy, non avrei mai potuto pensare di meglio. Purtroppo la scalette prevede solo 6 pezzi e nel giro di mezz'ora tutto svanisce, ma i modi per scuotere i presenti ed alimentare la serata sono stati tanti.

RAGNAROK
Chi li conosce sa cosa aspettarsi, un po' di black metal norvegese non fa mai male alla salute, e questa opportunità di vederli live riaccende l'animo che dentro di me ha sempre bruciato per questa musica. Purtroppo orfani del vocalist Hans Fyrste, gli obblighi di frontman sono tutti a carico di Venomenon, giovane norvegese con all'attivo poche uscite e di dubbie qualità. Dopo un lungo soundcheck, Jontho, Dezepticunt e Bolverk tornano nei camerini e dopo un quarto circa emergono truccati di tutto punto per deliziarci dei loro inni anticlericali. Il concerto non parte nei migliori dei modi perché i volumi sono bassi ed ovattati,le voci i primi minuti si sentono poco, basse se confrontate con la batteria; dura poco il tutto perché nel giro di qualche minuto la strage è servita, vengono proposti su un piatto d'argento i classici e alcune nuove composizioni. Venomenon, a dispetto del nome, tanto fenomeno non è: offre una prestazione sufficiente e poco più, da vicino riesco a vederlo bene in faccia, spaesato e deconcentrato e nei primi minuti rasenta l'immobilismo. E' forse preda di un'emozione troppo forte? In fin dei conti il carattere scandinavo prevede questo, ma così è troppo. Solamente a metà concerto inizia a camminare di fronte al pubblico, giù dal palco, per lasciarsi andare a movenze e gesta tipiche di un trve! Certo che Bolverkt fa un po' sorridere data la stazza: sembra quasi abbia difficoltà ad arrivare al manico della chitarra ma suona bene, forse però il crocifisso gigante sotto il collo gli impedisce un po' i movimenti. Jontho trascina la baracca, è lui che in fin dei conti tiene vivo il gruppo e porta a compimento una prestazione spettacolare e piena di blast beat, non sbaglia un colpo. Quaranta minuti e poco più per un martellamento che ha scaldato gli animi dei presenti, ancora statici nelle loro posture marmoree. Solamente nel finale, con la magnifica Blackdoor Miracle il pogo si alimenta, vivendo gli ultimi minuti a ferro fuoco.
Da rivedere, magari con la formazione originale, non tanto per la prestazione del sostituto ma per confermare che per una volta, nella loro storia i Ragnarok possano contare su una solida line-up
Giusto per non deludere le aspettative, lo sketch messo in atto per loro è il più bello della serata, da ridere a crepapelle: Incantation e Survive sul palco con tanto di face painting, fanno anticristi con coltelli e forchette di plastica disturbando la prestazione! Nessuno, per circa dieci minuti ha guardato i norvegesi suonare ma il delirio che si è consumato dietro. I giapponesi girano con dei panini per hot-dog e banane simulando la masturbazione (vedere foto) e si mettono in pose trve. A fine concerto risalgono e si mettono tutti a ridere. Giusto per non prendersi troppo sul serio, spettacolare dimostrazione di quanto più ci credi più diventi ridicolo!

SETLIST RAGNAROK

1.Blood Of The Saints
2.Collectors Of The King
3. Iron Cross
4. Pagan Land
5. Sword Of Damocles
6. In Nomine Sathanas
7.It's War
8.Blackdoor Miracle


INCANTATION
Mezzanotte precisa, sala piena, dopo soundcheck e rifiniture del caso salgono sul palco gli headliner. Finalmente oserei dire, data la mezz'ora di ritardo sul programma precedentemente stilato. Gliela si può perdonare dato il nome in questione. Si parte subito benissimo con le prime due tracce estratte dall'ultimo nato: Invoked Infinity e Ascend Into The Eternal mettono le cose in chiaro, i padrini del death doom made in usa sono qui tra noi. John è in splendida forma: le sue urla sono infernali, si vede che lui è il padre fondatore e conosce la sua creatura a memoria. Non sbaglia una virgola in tutta la serata fornendo una prestazione eccelsa. Anche Kyle pesta come un dannato e pur non essendo un mostro di tecnica offre alcuni spunti di valido interesse, piccoli e brevi tocchi sui tamburi, fuori programma che rendono giustizia e agevolano le canzoni offrendo maggiore dinamicità. Chuck Sherwood, in disparte, lavora benissimo il basso ma con carattere inesistente, tanto che a volte ti scordi ci sia. La sua parte la fa comunque egregiamente, e senza nessun problema sta dietro alle ritmiche cadenzate e martellanti. Unico scocciato tutta la serata, quasi annoiato, è Alex Bouks che, pur fornendo una valida prestazione, si scontra sempre con il fonico per via delle spie troppo alte, continuando a lamentarsi lungo l'esibizione. Un'ora e mezza di concentrato old school che fa bene agli spiriti, il pubblico apprezza e il pogo a centro palco è una costante fin tanto da portare a compimento una mezza rissa; cose che capitano ma lo spettacolo deve continuare e agli artisti non sembra fregare molto dei dissapori italiani. John ride sempre, allegro e spensierato ci conduce lungo un'intera carriera passando attraverso classici e non; si passa facilmente da Shadows Over An Ancient Empire a Christening The Afterbirth fino alle malvagie Diabolical Conquest e Ibex Moon. Sino qui poche parole e molti applausi dei presenti; velocemente si dileguano dietro il palco, qualche minuto di relax e la folla li incita a tornare su per il gran finale. I volumi al limite dell'umana comprensione hanno dato una pacca ai padiglioni auricolari che per poco ci rimango, hanno pettinato splendidamente senza bisogno di gel e cose simili.
Sketch del caso è stata l'apparizione delle due band di supporto ( iBastard Saints non vengono sul palco) che bevono e brindano con Jack Daniels; qualche minuto dopo i Ragnarok compaiono sul palco con solo il tanga sulla pelle, Jontho li frusta con la cintura e la visione orribile diventa una piccola avventura che ci si ricorderà come questa splendida serata. Un'ora e mezza abbondante di death-doom che ha trapanato i timpani , sfinito le meningi e saziato le budella. Si, ne è valsa la pena; se e quando torneranno ci sarò nuovamente. Mai piaciuti, mai idoli di nessuno, hanno dimostrato veramente quanto l'underground porti realtà tanto sconosciute ai molti quanto fondamentali, ancora oggi 24 anni dopo la fondazione, si ha bisogno degli Incantation!

SETLIST INCANTATION

1. Invoked Infinity
2. Ascend Into The Eternal
3. Of Armageddon
4. Lead To Desolation
5. Shadows Over an Ancient Empire
6. The Fallen
7. Trascend Into Absolute Dissolution
8. Anoint The Chosen
9. Christening The Afterbirth
10. From Hollow Sands
11. Iconoclasm of Chatholicism
12. Vanquish in Vengeance
13. Decimate Christendom
14. Diabolical Conquest Oath
15. The Ibex moon
16. Blissful Bloodshower


OUTRO
Una serata sfondona, una piacevole scoperta e una conferma sopra le righe. Sono cresciuto col il metal estremo e vedere dal vivo alcuni dei gruppi più importanti del genere fa continuare a vivere in me la fiamma; comprendi la dedizione e le fatiche per continuare a vivere della passione che si ha dentro. Comprendi inoltre come dei signori di quarantacinque e passa anni di età siano in tour, gridino e incitino come dei ventenni; insegna molto e lascia di stucco. Il metal estremo vive dell'undergound e, solamente in questi eventi, riesci a comprenderne perfettamente l'essenza. Gli Incantation non sono da giudicare ma da ascoltare e venerare. I Ragnarok hanno riattivato in me la voglia di black, persa ormai in un turbino di poser e gruppi inutili. I Survive hanno spaccato e d'ora in poi cercherò sempre di seguirne le gesta, consigliati agli amanti del thrash e non solo. I Bastard Saints sono ottimi e spero vivamente possano farsi largo senza venire bruciati!
Il Colony ha dimostrato nuovamente la sua attitudine: un ottimo locale che spero vivamente possa continuare a fornire serate come questa. Insieme a pochi altri mette in risalto realtà altrimenti morte nel "belpaese". 23€ non sono molti se visti sul generale, e per le ore di musica ascoltate, la presenza di un grande banchetto di cd e magliette è stato ottimale per la riuscita della serata e che altro aggiungere?
Supportiamo l'underground e facciamo continuare a vivere questa musica che si ciba di noi!



LAMBRUSCORE
Lunedì 20 Gennaio 2014, 9.25.39
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In tanga, loro sono davvero moooolto sexy....
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28/11/2013
Live Report
INCANTATION + RAGNAROK + SURVIVE + BASTARD SAINTS
Circolo Colony, Brescia, 23/11/2013
 
 
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