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AVENGED SEVENFOLD + FIVE FINGER DEATH PUNCH + AVATAR - Mediolanum Forum, Assago (MI), 23/11/2013
28/11/2013 (5148 letture)
L'uscita di Hail to the King, sesto album degli statunitensi Avenged Sevenfold, ha lasciato un po' di amaro in bocca, specialmente per coloro che non si ritengono fan a tutto tondo della band. Dopo l'ottima prova di Nightmare, il combo californiano sembra aver intrapreso in via definitiva una strada "nuova", verso il quasi totale abbandono delle proprie radici metalcore, grazie a canzoni più orientate all'heavy metal che in passato. Una scelta, questa, che testimonia quelle che sono le maggiori influenze della band e l'amore che i Nostri riservano per le sonorità classiche di Iron Maiden, Metallica e via dicendo.
L'attesa per l'unica data italiana del 2013 era comunque tanta sia per i fan più accaniti che per i semplici curiosi; personalmente mi inserirei in una via di mezzo tra le due categorie, avendo amato alla follia specialmente il penultimo disco, Nightmare (nonché il grandioso City of Evil e l'omonimo Avenged Sevenfold), ma avendo perso parte del mio interesse nei confronti di questa band dopo l'ascolto di Hail to the King. Il tour della band californiana a supporto della nuova release ha avuto inizio il 17 luglio 2013 negli USA, ma è arrivato a toccare l'Europa solo ad inizio novembre e dovrebbe concludersi i primi di marzo del prossimo anno, dopo qualcosa come 55 date nel giro di otto mesi. Alcune di queste -tra cui quella italiana- sono persino andate sold-out nel giro di poco tempo. Dati che mostrano, a chi ancora non volesse crederci, quanto gli Avenged Sevenfold siano oramai una band affermata ed in grado di reggere il confronto coi più grandi nomi della scena metal mondiale. Nel tour europeo, la band capitanata da Matthew Shadows è supportata dai connazionali Five Finger Death Punch e dagli svedesi Avatar, entrati a tour in corso in sostituzione dei defezionari Device. Non resta allora che andare a vedere com'è andata la serata milanese.

Giungo sul posto in compagnia di alcuni amici intorno alle 15.30, dopo un viaggio in autostrada di poco meno di due ore; le condizioni atmosferiche non sembrano delle migliori, una fastidiosa pioggerellina caratterizzerà, infatti, tanto il pre-concerto quanto le ore successive, ma fortunatamente almeno il concerto si terrà al chiuso. Fin da metà pomeriggio, al di fuori del Forum, si va via via formando una coda sempre più lunga e, in prossimità dell'orario di apertura dei cancelli fino al momento fatidico, la folla appare calda e spazientita, urlando a gran voce ora il nome dei propri beniamini, ora frasi intenzionate a sollecitare l'apertura dei cancelli. Quando ciò avviene, mi ritrovo a gustare in tutta tranquillità un trancio di pizza comodamente seduto ad un tavolino nel bar del Forum, grazie ai biglietti con sopra segnati i posti in tribuna numerata. Intorno alle 19.15 è l'ora del primo gruppo in scaletta: gli Avatar.

AVATAR
L'esibizione del gruppo svedese è per me fonte di curiosità soprattutto per via dell'intervista programmata con la band per quel pomeriggio, in cui ho avuto modo di interloquire col simpatico e loquace frontman Johannes Eckerström. Per chi non li conoscesse, gli Avatar sono una band generalmente classificata come melodic death metal, ma che ha mostrato più volte all'interno dei propri album una capacità innata verso la composizione di brani molto più variegati e particolari di quanto il genere non richieda. Con l'ultimo Black Waltz, inoltre, hanno avuto riscontri ancora più positivi che in passato. La band sa il fatto suo ed i sei pezzi suonati in appena venticinque minuti circa di tempo hanno una presa tale da lasciare impressioni assolutamente positive nei loro confronti. Cinque di questi brani sono stati estratti dall'ultimo album, mentre Vultures Fly è una succosa anticipazione del non ancora pubblicato successore di Black Waltz. Quello messo in piedi dagli Avatar è uno spettacolo che non ci si aspetterebbe dal classico gruppo di apertura con pochi minuti a disposizione e canzoni come Torn Apart e Let It Burn fanno subito breccia nel pubblico presente in sala. Eccezionali anche le varie Paint Me Red (con un ritornello che rimane facilmente in testa), Ready for the Ride e Smells Like a Freakshow, che dimostrano tutto il valore del materiale più recente in possesso di questa band. Anche sotto l'aspetto scenografico, gli svedesi sembrano aver capito come conquistare l'attenzione del pubblico, con personalità e carisma. Al momento dei saluti, la netta sensazione è che sentiremo ancora parlare di questa band e con tutta probabilità avremo modo nei prossimi anni di vederli in una posizione di scaletta più vantaggiosa di quella odierna.
Nota a margine: dopo lo show dei Five Finger Death Punch, alcuni membri degli Avatar si sono fatti notare in mezzo al pubblico, tra cui il chitarrista Jonas Jarlsby ed il cantante Johannes Eckerström, i quali sono rimasti parecchi minuti in compagnia dei presenti concedendosi per foto e saluti, evidentemente entusiasti e soddisfatti del calore rivolto nei loro confronti.

FIVE FINGER DEATH PUNCH
Alle 20 precise salgono sul palco i Five Finger Death Punch. La band originaria di Los Angeles, California, da vita ad uno show massiccio, devastante, con otto pezzi presi da tutti e quattro gli album pubblicati dal 2007 ad oggi, escluso il recentissimo The Wrong Side of Heaven and the Righteous Side of Hell, Vol. 2, quinto disco uscito proprio pochi giorni fa. Fin dall'iniziale Under and Over It, anche per chi come me non avesse ascoltato molto di questa band, è chiaro il tipo di proposta del gruppo ed il sound dei cinque musicisti statunitensi è di quelli che ti si stampa in testa già dalle prime note. Difficile non lasciarsi coinvolgere da brani come la stessa Under and Over It, Burn It Down o la più recente Burn MF, canzone più che mai adatta per un live. Ciò che spicca più di ogni altra cosa sono le innegabili doti canore di Ivan Moody, il quale alterna di continuo un cantato aggressivo e rabbioso ad uno nettamente più melodico, tra l'altro ottimamente interpretato. Grande prova anche per gli altri componenti della formazione, autori di prestazioni assolutamente all'altezza della situazione. Nonostante l'esibizione sia stata ottimale, durante questi quarantacinque minuti mi è capitato più di una volta di trovare un po' troppo ripetitive le canzoni proposte, non riuscendo ad entrare mai davvero nel vivo dello show. Una band più che valida, tanto in studio quanto dal vivo, ma difficilmente in grado di raggiungere traguardi più alti di quelli finora ottenuti.

AVENGED SEVENFOLD
L'attesa per gli headliner della serata era davvero alle stelle e quando alle 21.25 precise si sentono le campane iniziali di Sheperd of Fire il pubblico va in visibilio. L'impatto scenografico è esaltante, con l'oramai classico teschio alato, presente quasi sempre negli artwork della band, a coprire tutta la larghezza del palco alle spalle del nuovo arrivato in formazione, il batterista Arin Ilejay. Dal nuovo album vengono estratti i primi cinque brani, tutti accolti con gran fervore dai tantissimi presenti all'interno del Mediolanum Forum. Si parlava di sold-out per questa data milanese, ma va detto che la zona delle tribune numerate, frontalmente al palco, non era occupata appieno e nella parte che separava il gabbiotto centrale del mixer dalla zona merchandise le persone potevano muoversi con facilità per via del molto spazio libero. Comunque sia, e come gli stessi Sevenfold hanno ribadito durante lo show, mai si era assistito ad un'affluenza così ingente di pubblico ad un loro concerto. Da Nightmare la band tira fuori perle come Welcome to the Family, Buried Alive, Fiction e la stessa Nightmare; di queste, davvero emozionante è Buried Alive, resa molto bene dal vivo, così come Fiction, particolare e molto sentita tanto dai Sevenfold quanto dai fan. Il ricordo del vecchio amico e compagno The Rev aleggia nell'aria in più di un'occasione, ma il suo successore, Arin Ilejay, sembra a proprio agio e fornisce una prestazione impeccabile. I tanto spesso criticati chitarristi Zacky Vengeance e Synyster Gates sembrano non accusare il peso della serata e riescono a cavarsela senza errori lampanti. Gates si prodiga in un lungo assolo verso il termine della scaletta, supportato sul finire dal drumming di Ilejay, conquistando applausi e consensi da gran parte del pubblico, ma dimostrando di non saper resistere alla tentazione della sua pedaliera colma di effetti. Due soli i pezzi estratti dall'omonimo album del 2007 e si tratta di Critical Acclaim ed Afterlife, accolti da tutti con grande entusiasmo. Nel complesso si rivela buona anche la prestazione del cantante Matthew Shadows, frontman dotato di personalità e a suo modo di carisma, doti che è costretto ad esaltare per sopperire alle mancanze tecniche che solo un fanboy accanito non riuscirebbe a notare. E chi parla ammette di apprezzare quasi incondizionatamente la band e di aver gioito non poco nel sapere che sarebbe passata in Italia in una location facilmente raggiungibile (per me, ovviamente) in un paio d'ore di autostrada. Non poteva mancare, poi, l'attesissima Bat Country a testimonianza di quel piccolo capolavoro che è City of Evil, mentre, dopo la meritata pausa, tocca a Chapter Four ed Unholy Confessions rievocare i fasti di un album come Waking the Fallen, a dieci anni dalla sua uscita. Una scaletta non lunghissima, per circa un'ora e mezza di live, in cui gli Avenged Sevenfold dimostrano di saperci fare e di non essere affatto dei novellini. Canzoni valide ed efficaci che fanno cantare migliaia di persone, capacità di gestire il palcoscenico e un pizzico di ruffianeria che non guasta mai sono gli elementi che rendono i cinque californiani un punto di riferimento per molte giovani band alla ricerca del successo. Critiche ce ne saranno sempre, ma è necessario avere il quadro completo per poterle fare. E al momento attuale gli Avenged Sevenfold sono una di quelle band che possono permettersi di comporre album mediocri (Hail to the King) e ottenere ugualmente un riscontro fortemente positivo (il quasi tutto esaurito di questa serata milanese).

Il dopo concerto è stato per me diverso dal solito, in quanto uno dei miei compagni di avventura, adoratore del combo statunitense come mai ne avevo visti prima, ci convince a restare appostati dietro il cancello da cui si possono vedere i tourbus delle band e al quale, in linea teorica, avrebbero dovuto avvicinarsi i gruppi per salutare i fan accorsi, che man mano andavano aumentando di numero. Ma la fortuna non era dalla nostra e, anche a causa della pioggerellina incessante che ha caratterizzato questa giornata di fine novembre, decidiamo dopo una lunga attesa di tornare verso la macchina.
Il passaggio degli Avenged Sevenfold in Italia è stato un evento molto sentito per tutti i fan della band statunitense che non aspettavano altro che di poter vedere -in una location assolutamente adeguata- i propri beniamini. Avendo avuto l'opportunità di assistere all'esibizione dei primi due gruppi dalla tribuna numerata ed a quella degli headliner da una posizione decentrata ma vantaggiosa nel parterre, devo dire che ovunque si andasse i suoni parevano buoni, seppur in alcuni momenti le chitarre scomparissero in parte. Unica nota negativa nei confronti del Forum: la birra media a 5 euro; ma c'era da aspettarselo. Impatto generale, dunque, assolutamente positivo. La speranza è che le potenzialità di questa band non vadano esaurite in tempi brevi e che alla prossima occasione diano alle stampe un lavoro all'altezza della fama conquistata.

SETLIST AVATAR
1. Torn Apart
2. Let It Burn
3. Paint Me Red
4. Ready for the Ride
5. Vultures Fly
6. Smells Like a Freakshow


SETLIST FIVE FINGER DEATH PUNCH
1. Under and Over It
2. Burn It Down
3. Hard to See
4. Lift Me Up
5. Bad Company (Bad Company cover)
6. Coming Down
7. Burn MF
8. The Bleeding


SETLIST AVENGED SEVENFOLD
1. Sheperd of Fire
2. Critical Acclaim
3. Welcome to the Family
4. Hail to the King
5. Doing Time
6. Buried Alive
7. Fiction
8. Nightmare
9. This Means War
10. Afterlife
11. Guitar Solo / Band Jam Session
12. Requiem
13. Bat Country
---ENCORE---
14. Chapter Four
15. Unholy Confessions



HeavyLollo
Lunedì 2 Dicembre 2013, 0.23.28
14
Anch'io ero presente a questo concerto e devo dire che concordo in buona parte con quello che ha scritto Flight 666 e aggiungo che anche il mio modo di vedere gli Avenged Sevenfold è molto simile al suo: molto, molto bene fino all'ultimo album, decisamente al di sotto delle release precedenti. Detto questo vorrei solo fare due critiche assolutamente personali e soggettive al reportage di Flight. Prima di tutto terrei un po' più in considerazione i Five Finger e penso che possano fare ancora molta strada soprattutto per le mostruose doti live di Ivan Moody... Almeno dal parterre la loro esibizione non è sembrata per niente ripetitiva e assolutamente coinvolgente. E' vero in studio possono sembrare un tantino banalotti ma live spaccano i culi! Per quanto riguarda la seconda notazione devo dire che definire la prestazione del cantante degli Avenged "nel complesso buona" è decisamente troppo. Mi spiego, nei primi 3/4 pezzi non si è praticamente sentito e dopo non è che sia andato molto meglio. Il concerto ala fine è stato divertente soprattutto per la prestazione degli altri membri della band, in particolar modo Synister Gates (ho molto apprezzato la sua parte solistica, anche se pesantemente effettata) che considero un chitarrista dotato. In conclusione io non avei mai affrontato la traversata Roma-Milano se non fosse stato per mia sorella, loro fan sfegatata (meglio questi che altra roba moderna di cui mi schifo persino a pronunciarne il nome) , ma alla fine è stato uno show valido anche per la presenza di band spalla VALIDISSIME (daje Avatar)..... Concludo facendo i complimenti a Flight 666 per il suo reportage, scritto tra l'altro molto bene e con dovizia di particolari; le mie annotazioni sono assolutamente soggettive e fatte con spirito al massimo costruttivo! Grazie Metallized per fornirci ogni volta questi accuratissimi e interessantissimi contributi!
Numbered Days
Domenica 1 Dicembre 2013, 19.16.21
13
ma ci sono gruppi metal giovani che spaccano i culi, e pure tanti, ma di gran lunga meglio dei svenfold
yog
Venerdì 29 Novembre 2013, 22.02.12
12
hai ragione Lizard ma non riesco a sopportare quando qualunque gruppo più o meno giovane che prova a portare verso il futuro il metal viene criticato a prescindere........e si continuano a nominare gli stessi gruppi o personaggi........nel mio commento precedente intendevo solo dire che prima o poi,che ci faccia piacere o no,i gruppi storici smetteranno,e allora che si farà?.....basta ascoltare metal perchè le nuove leve fanno tutte schifo?mi pare una mentalità un po' restrittiva......o no
yog
Venerdì 29 Novembre 2013, 21.53.50
11
concordo pienamente con SOL
SOL
Venerdì 29 Novembre 2013, 12.15.35
10
Buffo come si parli di onestà intellettuale solo a proprio uso e consumo... i KISS hanno cambiato più sound e stili che vestiti e sono "leggende del rock" (giustamente)... masked, unmasked, prog, glam, aor, hard rock, persino grunge. Se lo fanno dei giovani che mischiano diverse sonorità senza troppe pretese, sono dei pagliacci. Quando finirà questa ottusità....
Taste Of Chaos
Venerdì 29 Novembre 2013, 0.05.32
9
L'onestà intellettuale latita, se avessero la faccia pesantemente truccata (chi ha detto Ghost?) le carenze musicali, che non nego, passerebbero in secondo piano. Io c'ero sabato, ed è stato un signor concerto, punto.
Macca
Giovedì 28 Novembre 2013, 23.56.55
8
Che piacciano o meno non dimentichiamoci che hanno 6 album in studio all'attivo e sono in giro per palchi da 12 anni: direi che ormai gli Avenged Sevenfold fanno parte del presente, che piacciano o che facciano venire l'orticaria.
Lizard
Giovedì 28 Novembre 2013, 22.13.44
7
Beh... non controbattiamo ides discutibili dicendo cose altrettanto discutibili. Oggi i Motorhead sono un classico, ma nel 1977 erano semplicemente unici e originalissimi e lo sono rimasti a lungo. Comunque, io questa storia della morte la capisco poco. Quando muore qualcuno semplicemente non si rimpiazza, non si può rimpiazzare, specialmente in musica. C'è altra musica, ci sono altre band, il circo va avanti. Per il resto ci sono gli album. Gli Avenged Sevenfold fanno il loro lavoro, hanno successo... sicuramente fanno la vita che molti dei presenti sognano e comunque vada hanno fatto sacrifici per questo. A me non piacciono, ma sarà solo il tempo a darci la misura della loro musica.
yog
Giovedì 28 Novembre 2013, 22.01.07
6
certo evilneverdies hai ragione tu......e quando lemmy e qualcun altro muoiono basta ascoltare metal tanto tutto il resto fa schifo........tutti a sentire fedez , gli one direction ecc........ma fammi il piacere......e poi scusa citi lemmy e mi parli di idee musicali banali......non mi pare che i motorhead siano un esempio di originalità e varietà.......
Macca
Giovedì 28 Novembre 2013, 19.52.37
5
De gustibus, a me a parte l'ultimo disco sono sempre piaciuti.
Theo
Giovedì 28 Novembre 2013, 19.45.43
4
Kvlt band gli Avenged Sevenfold.
METALABBA
Giovedì 28 Novembre 2013, 19.20.40
3
CI HO PROVATO AD ASCOLTARLI..... NON C'E' VERSO MI FANNO CACARE.... E NON MI SPIEGO IL PERCHE' DI STO SUCCESSO.... ME NE FARO' UNA RAGIONE,INTANTO MI ASCOLTO VOLITION DEI PROTEST THE HERO.....CHE E' MEGLIO....
brainfucker
Giovedì 28 Novembre 2013, 18.58.02
2
oooohhhh gli avenged!!che band di merda!
evilneverdies
Giovedì 28 Novembre 2013, 17.05.33
1
se i sevenfold sono il metal del futuro , lunga vita a Lemmy!!! un gruppo con idee musicali banali!!
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ARTICOLI
28/11/2013
Live Report
AVENGED SEVENFOLD + FIVE FINGER DEATH PUNCH + AVATAR
Mediolanum Forum, Assago (MI), 23/11/2013
 
 
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