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ORANSSI PAZUZU - Finlandesi fuori dagli schemi
05/12/2013 (2262 letture)
Dopo aver recensito il nuovo e discusso Valonielu, è tempo di fare finalmente quattro chiacchere con il fondatore, frontman e mastermind dei finlandesi Oranssi Pazuzu, Jun-His, per comprendere pienamente i meandri sperimentali, psichedelici ed inusuali di una tra le band che più ha saputo stupire, rinnovare ed innovarsi nella scena black europea...

Akaah: Oggi abbiamo come ospite il combo black metal finlandese Orassi Pazuzu e il suo vocalist Jun-His. Benvenuto su Metallized! Iniziamo parlando della vostra ultima produzione Valonielu, che avete pubblicato qualche settimana fa. Come descriveresti l'album e il suo messaggio, in particolare a chi non parla finlandese?
Jun-His: Mi piace pensare a ciascuno dei nostri album come dei viaggi verso differenti parti ed angoli della mente. La nostra musica è certamente aperta a diversi generi d'interpretazione, ma per me Valonielu equivale ad analizzare attentamente la coscienza umana, le sue possibilità e le sue debolezze. Altri temi come l'evoluzione della vita e il microcosmo sono emersi in seguito, durante le varie fasi della composizione dell'album, ma prima che alcun testo fosse stato scritto. L'idea di fondo era quella di tornare sulla terra dopo Kosmomonument, che si era invece concentrato sullo spazio ‘morto', dove l'universo non è per nulla interessato a quello che noi facciamo.

Akaah: Come è nato Valonielu? Avete aspettato due anni dopo l'uscita di Kosmomonument, come si è sviluppata la vostra band in questo periodo? Ritieni che la vostra musica abbia raggiunto un livello più alto?
Jun-His: Dopo Kosmomonument, abbiamo fatto piazza pulita di tutto e ci siamo presi del tempo per capire come ci volessimo muovere in seguito. Non abbiamo suonato più insieme per alcuni mesi. Ci siamo solo concentrati nella discussione di alcune idee che al tempo ci sembravano buone. Abbiamo cominciato veramente a lavorare sull'album a settembre dell'anno scorso, quando le nuove idee iniziavano a venirci naturali e ci ispiravano durante le prove. Non volevamo arrangiare parti o intere canzoni troppo presto, ma abbiamo aspettato fino al momento in cui ogni singola parte dei brani è diventata importante e ricca di significato ai nostri occhi. Valonielu è l'album finora più ‘collettivo' che abbiamo prodotto a livello di gruppo, ognuno di noi è stato coinvolto nella sua composizione.

Akaah: Avete recentemente annunciato di essere stati costretti a postporre il vostro tour promozionale per Valonielu dal 2013 alla primavera 2014, per questioni logistiche. Quali sono i vostri piani per il prossimo anno?
Jun-His: Abbiamo ancora in programma questo tour europeo e alcune apparizioni all'interno di festival. Vorremmo venire anche in Italia per alcuni concerti, ma purtroppo è troppo presto per dirlo con certezza.

Akaah: Prima di Valonielu, avete pubblicato Muukalainen Puhuu e Kosmomonument. Questi tre album sono stati registrati in tre differenti studi, pubblicati da tre case discografiche differenti, con tre differenti artwork. Come avete affrontato così tanti cambiamenti in pochi anni?
Jun-His: Ci piacciono i cambiamenti. O, perlomeno, la maggior parte dei cambiamenti sono positivi. Registrare gli album in studi di registrazione differenti ha creato un'atmosfera speciale per ciascuno di essi. Anche la composizione di ogni produzione ha avuto luogo in posti differenti. Tuttavia, ora abbiamo trovato un ambiente perfetto per suonare e provare, uno spazio che condividiamo con i nostri buoni amici Dark Buddha Rising. Quindi penso ci rimarremo per i prossimi album. Cercare una casa discografica è sempre un problema, ma ora sono molto contento di aver firmato per Svart e 20 Buck Spin. Entrambe sono label che condividono il nostro amore per la musica e hanno gli attributi necessari per pubblicare senza problemi molto buon materiale, di diversi generi, senza che il loro roster diventi troppo confusionario.

Akaah: Gli Orassi Pazuzu sono stati fondati nel 2007. Che tipo di background musicale hanno i membri della band? Come è nato questo progetto? Avete fin dall'inizio cercato di diventare una band psychedelic black?
Jun-His: Non abbiamo un background ‘metallico', come musicisti. Alcuni di noi hanno tuttavia ascoltato molta musica metal. La nostra formazione si ispira più al prog e al rock psichedelico anni Settanta e a gruppi degli anni Novanta come Faith No More, Jesus Lizard, eccetera, che hanno influenzato il nostro modo di suonare.
Nell'estate del 2007, io e Ontto (bassista della band, NdR) abbiamo cominciato a pensare a dar vita ad una band che fosse pesantemente influenzata dalla second wave del black, dall'hypnotic rock e dal kraut rock. Tra i gruppi che all'epoca ci influenzarono, il principale fu il finlandese Circle, assieme ai Darkthrone, Emperor e Burzum. Avevamo già le idee chiare, su quali ragazzi si sarebbero uniti a noi nella band e il risultato delle prime nostre prove fu la canzone Korppi, che poi diventò la prima traccia di Muukalainen Puhuu. In seguito la band si è evoluta seguendo direzioni diverse, ma questa in sintesi è stata l'idea iniziale.
Gli Orassi Pazuzu sono sempre stati una band fusion. Le nostre influenze sono molto differenziate e da esse ci lasciamo influenzare sia di proposito, che causalmente. Non pensiamo più a mescolare stili e generi musicali, quando proviamo o scriviamo nuovo materiale, ma cerchiamo di mantenere la nostra mente aperta a 360 gradi, sempre.

Akaah: Come si sviluppa il processo di scrittura delle canzoni, per gli Orassi Pazuzu? È cambiato nel corso degli anni?
Jun-His: La comunicazione tra noi, a livello musicale, è migliorata nel corso degli anni. Ora ci sentiamo a nostro agio più velocemente, sia alle prove che quando creiamo nuovi riff, perché abbiamo lo stesso modo di pensare. Nonostante ciò, questo tipo di comunicazione può essere sempre migliorato e molto rimane da imparare. All'epoca del primo album, suonavamo riff più complessi e ci focalizzavamo su una strutturazione accurata delle canzoni. Più recentemente, invece, abbiamo iniziato a lasciare più spazio alle nuove idee. Discutiamo un po' sull'idea base per ogni pezzo e poi ogni membro del gruppo fa lavorare la propria immaginazione. Ultimamente abbiamo dato anche più importanza alle jam sessions, ma il songwriting è stato e rimane importante per noi. Quello che sto provando sempre più a fare, è unire questi due elementi, senza soluzione di continuità.

Akaah: Il tuo gruppo ha deciso di dar vita a testi solo in finlandese, quali sono le ragioni che giustificano questa scelta?
Jun-His: È la lingua che usiamo ogni giorno. L'atmosfera è ciò che conta di più per noi e i testi, a vari livelli, contribuiscono in maniera più efficiente alla sua resa, se conosciamo completamente il loro significato. Se usassimo l'inglese, penso che creeremmo un'atmosfera più sbiadita, visto che non abbiamo una conoscenza della lingua sufficientemente sviluppata. Quando canto, devo sentirmi connesso al testo a vari livelli, per potermi sentire a mio agio. Inoltre, mi piace di più cantare in finlandese, perché sono costretto a far uscire le parole più violentemente, rispetto all'inglese.

Akaah: Ci sono band che hanno avuto una particolare influenza sugli Orassi Pazuzu? Posso inoltre dedurre che alcuni membri del gruppo siano più appassionati di black metal rispetto agli altri?
Jun-His: Ritengo che siamo tutti degli appassionati del prog anni Sessanta e Settanta, come i King Crimson, i Genesis eccetera. Questo tipo di musica è di larghe vedute e penso ci abbia influenzato nel fondere assieme diversi stili musicali, allo scopo di fare ciò che ci piace senza pensare troppo a quei limiti immaginari tra un genere e l'altro. Io sono con tutta probabilità il ‘metal guy' del gruppo e, a volte, mi capita di ascoltare solo black, doom e death metal. In altri periodi, tuttavia, ascolto anche prog ed elettronica. Alcuni degli altri ragazzi ascoltano comunque del metal, specialmente Ontto (il bassista della band, NdR). Penso che ciò che ci accumuna, quanto a gusti musicali, è che, a prescindere dallo stile, se qualcosa ha veramente una bella atmosfera, piace a tutti noi.
Alcuni dei gruppi che ci hanno influenzato recentemente sono, ad esempio, gli Swans, Aluk Todolo, i Dark Buddha Rising, Mr. Peter Hayden e i Domovoyd.

Akaah: Pazuzu è il nome di un demone molto noto, appartenente alla mitologia assira e babilonese. Perché avete scelto di inserirlo nel nome della vostra band? È stata una scelta casuale o esso ha un significcato particolare per voi?
Jun-His: Il nome Oranssi Pazuzu (Oranssi, in finlandese, significa arancione, NdR) si adattava bene a ciò che stavamo cercando di fare. Il Pazuzu rappresenta il lato più cupo e crudo della musica. È anche il nome del demone del film l'Esorcista, quindi andava ancora meglio. L'Oranssi invece aggiunge colore e un po' di psichedelia alla nostra musica. Inoltre, che si dice anche che l'arancione sia il colore dei primi raggi di sole che splenderono dopo il Big Bang e noi siamo dei fanatici di tutto ciò che riguarda lo spazio.

Akaah: La nostra intervista si conclude qui. Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Vorresti aggiungere qualcosa per i nostri lettori?
Jun-His: Grazie a te per quest'intervista, Akaah. Spero davvero che riusciremo presto a suonare in Italia e vedervi tutti ai nostri concerti!



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