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DEATH ANGEL - Intervista a Rob Cavestany
17/12/2013 (1784 letture)
Ammetto che mi trovavo in leggera agitazione, un lista di cose da chiedere chilometrica, ma fortunatamente, come spesso accade, la preparazione non serve a nulla e una mezz'ora di chiacchiere passa senza che te ne accorgi. Rob si presenta subito dopo la cena e leggermente appesantito come mi racconta, adora talmente tanto la cucina Italiana che sua moglie, ristoratrice, gliela prepara sempre, così lo vedo boccheggiare nei primi minuti. Finiti i convenevoli del caso iniziamo a parlare di musica, quella seria, il resoconto di un piccolo scorcio di carriera che ha toccato tasti più o meno dolenti. Dal Passato dei The Organization passando per Andy Galeon sino al Big 4, come sempre senza censure verso cose e/o persone.

Ad Astra: Rob, adesso che ci siamo scaldati, che ne dici di parlare di questo nuovo album?
Rob: Certo, molto volentieri.

Ad Astra: L'ho comprato qualche giorno fa, purtroppo non l'ho qui con me, altrimenti te l'avrei fatto pure autografare. Si, non ti sorprendere, sono ancora uno di quei poveretti che crede che, se non si compra musica, questa muore.
Rob: Dovrei dirti alla casa discografica di mandartelo, o dovrebbe avertelo mandato.

Ad Astra: No no guarda, me li compro da solo, non voglio nulla in regalo
Rob: Beh, allora non posso fare altro che ringraziarti (ride Ndr).

Ad Astra:Ho notato un particolare, se me lo concedi: sembra che ci sia un concept dietro gli ultimi due album, non tanto a livello lirico a quanto a quello musicale. Sembrano legati tra loro, sbaglio?
Rob: Molto interessante quello che dici, penso che ci sia un legame sia come feeling che come le atmosfere che si sono venute a creare durante la composizione del tutto. Come tematiche trattate solo sotto alcuni aspetti, anche se per queste dovresti chiedere meglio a Mark, io scrivo la mia storia con la musica.

Ad Astra: Anche guardando il Dvd del Making Of , fatto davvero bene devo ammetterlo, ho notato come tu abbia impegnato molto di te dentro alcune tracce. Dove tiri ancora fuori le energie dopo tutti questi anni?
Rob: Da ciò che vivi quotidianamente, la musica mentre la crei ti fa vedere il mondo. Stiamo attraversando dei giorni molto intensi e passi la maggior parte del tuo tempo dedicandotici giorno e notte. Io non so come si comportino gli altri gruppi, a livello compositivo, noi diamo tutto ciò che abbiamo; la tua vita ti porta fuori ogni volta un motivo nuovo. Siamo stati in tour praticamente per tre anni e abbiamo creato il nuovo disco on the road, passando da un posto all'altro; tutto alla fine si collega con casa tua, gli amici, la famiglia e, quando sei lontano per così tanto, ti disconnetti dalla realtà dei tuoi cari. E' abbastanza dura a livello psicologico, non lo nego, e questo è il motivo maggiore per cui molti gruppi non riescono a tenere gli stessi membri per tanto tempo. Noi fortunatamente siamo ancora insieme, ma, a volte, ci vorremmo ammazzare l'uno con l'altro. La mia forza trainante è l'insieme di tutto: guardo i fans e la loro dedizione, i sacrifici che fanno mi danno forza. Allo stesso tempo guardo a casa e mi mancano, diventi frustrato quando manca energia al pullman o non ti riesci a lavare per cinque giorni di fila, qualcosa va sempre storto nel tour. La musica è una sfida in fin dei conti, un'arte, un espressione.

Ad Astra: Proprio arte mi sembra la parola corretta, come ci sono diversi modelli e stili d'arte esistono diversi stili di musicali.
Rob: Infatti, non puoi pensare che sia bello solo quello che ti piace, magari c'è una'altra espressione e basta solamente riuscire a comprenderla.

Ad Astra: A proposito di comprendere e diverse espressioni, come riesci a rapportarti con tutte le aspettative dei fans che hanno verso di voi? Cerchi di pensare a loro o te ne freghi e crei quello che piace a te e basta?
Rob: Non so come esprimertelo bene, non sono tanto le aspettative verso i fans, ma sono le aspettative verso quello che facciamo. Noi registriamo ogni disco come unico, una sola volta, e alla fine è difficile riuscirci a rapportare verso giudizi che vengono espressi da loro, la composizione è distante da questo argomento. Cerco di mettermi nella testa dei fans che guidano e si affaticano per supportarci, alla fine loro devono avere in cambio il giusto appagamento da noi; tutto questo lo considero e vorrei che amassero la musica come la amo io, ecco perché devo dare il meglio per fargliela comprendere così come la sento. Come musicista prima o poi tutti cadono nel menefreghismo, ed è giusto, ma bisogna sempre ricordarsi chi c'è dall'altra parte.

Ad Astra: Perché non bisogna mai dimenticarsi che, prima di essere sul palco, nella vita tutti sono stati dei fans di qualcuno o qualcosa.
Rob: Infatti, noi siamo ancora dei fan, non te lo nego, ma abbiamo delle responsabilità verso i nostri fans. Questo è il mio pensiero, il nostro, ma non vuol dire che siano tutti come noi. Credo che, se siamo arrivati qui, è grazie a loro,altrimenti saremmo nulla e suoneremmo ancora nel garage di casa. Se vuoi girare il mondo ed esibirti davanti a tanta gente e sperare che ti diano energia, tu devi essere il primo che la deve dare a loro. Sono conscio quindi delle aspettative che ci sono alle nostre spalle ad ogni modo e mi preoccupo del risultato finale.

Ad Astra: Una delle cose che più stupisce è che non vi siete abbassati, non avete spento la vostra attitudine, siete ancora incazzati come un tempo e questo è positivo, lo si riesce a sentire spesso e volentieri.
Rob: E' impressionante infatti, perché tutto ciò che faccio è personale e struggente allo stesso tempo. Se vuoi uscire dall'anonimato, penso che in parte noi ci siamo riusciti, devi fare così, ti viene spontanea l'incazzatura. Ci sono pochissimi introiti, ognuno quando va a casa deve fare qualche lavoretto tra un tour e l'altro e vivere per noi è difficilissimo. Magari ti ritrovi senza cibo quindi sei affamato e allora ti incazzi, ma non verso il pubblico, loro non c'entrano ed esce tutto. Ma la cosa bella è sapere che per i nostri fans noi non siamo ancora troppo famosi, questo da la possibilità di raggiungere nuovi obiettivi e fare buona musica. Potremmo fare un paragone col cibo, ecco, noi non siamo grassi e non ci sediamo a guardare ma siamo in cerca costantemente. Vedremo come va, non sappiamo come andrà nei prossimi anni, ma credo ci sarà sempre qualcosa di nuovo.(Ride di gusto Ndr)

Ad Astra: E come non capirti Rob; tornando al disco, mi viene spontaneo dire come ormai Jason Suecof sia diventato come un sesto membro del gruppo, è di casa e voi vi fidate di lui. Onestamente credo sia la scelta migliore che potevate fare. Qualcosa di fresco, gente giovane con nuove idee, Il thrash che è in giro da decadi sempre con le solite band rischia di invecchiare, ti fossilizzi su te stesso alla fine.
Rob: Condivido con te, la penso alla stessa maniera, altrimenti non avrei fatto questa scelta. Ovviamente abbiamo dovuto guardare a casa nostra e cercare di fare le scelte in base al budget a nostra disposizione, come credo ognuno faccia, capire con chi vuoi collaborare è difficile. Lui è più giovane di noi, ma non così giovane per non avere esperienza anche perché ha un passato che in molti conoscono. Ci ha dato nuove idee perché conosce il mondo come va oggi nell'heavy e, anche se proviene da uno stile completamente distante dal nostro, siamo riusciti a comprenderci molto bene sin dall'inizio . Sapeva benissimo che siamo una old school band che desiderava qualcosa di nuovo, something fresh, a fresh thrash (preferisco lasciarla in lingua originale per far comprendere meglio Ndr).

Ad Astra: Dal Dvd si riesce a comprendere bene questa vostra intesa a livello empatico.
Rob: Sai, quando abbiamo collaborato per Relentless Retribution, ci stavamo conoscendo, ci rispettavamo a vicenda e discutevamo apertamente sulle scelte da fare, non c'era mai una presa di posizione di uno o dell'altro. Questa credo sia la strada migliore perché, alla fine, parlando si riesce ad arrivare ad un obiettivo comune che da solo non saresti mai riuscito a raggiungere.

Ad Astra: Si vede che hai provato nuovi artifizi strain, come il Kemper, si vede che vi ha dato nuova linfa vitale.
Rob: Quello è un aggeggio assurdo, ma alla fine me ne sono innamorato, mi disse solo di provarlo e adesso non riesco a farne a meno. Alla fine devi rischiare, al massimo torni indietro, ma se non vai avanti non puoi evolverti, è come il cibo, se non ti piace lo sputi. Devi riuscire ad aprirti mentalmente

Ad Astra:Mi sembra ovvio e logico, altrimenti finisci a suonare come I soliti che fanno 4 riff e dicono che è una nuova canzone. Parlando proprio di passato, mi viene da chiederti come percepisci il thrash metal oggi se paragonato con 20/15/10 o anche 8 anni fa.
Rob: Penso sia meglio anche se paragonato solo ad 8 anni fa, in generale invece non potrai mai più tornare al clima che c'era quando uscì la prima volta questo genere. Oggi la questione centrale è sulla riscoperta, gente giovane che ha voglia di cimentarsi e scoprire il passato da cui veniamo noi che siamo un po' più vecchi.

Ad Astra: Oggigiorno sembra paradossale, ma i ragazzi giovani vogliono suonare vecchio stile e gli anziani voglio rinnovarsi. Sembra una presa in giro e ti chiedi: "Ma che diavolo state facendo?"
Rob: Penso che sia questione di esercizio, stanno forgiando il loro carattere; all'inizio copi dai tuoi gruppi preferiti ma, alla fine, man mano ti crei il tuoi stile anche se, se continui a suonare vecchio stile, puoi risultare senza idee. Più di tanto non mi interessa perché guardo a casa mia, ma è così che vanno le cose. Devi rimanere originale, avere un tuo carattere e, se mi chiedi se ho mantenuto la mia originalità, non saprei davvero cosa risponderti. Devi essere ciò che senti dentro e niente di più

Ad Astra:Anche perché è risaputo che la musica cresce da altra musica, è tutto un continuo ricambio di stile e generi.
Rob: Appunto, devi testare cose nuove, prova più che puoi e solo così diventi più individualista e crei la tua visione. Io ascolto tantissime cose diverse, e, se mi dicono che assomiglio a qualcun altro, è perché non lo so dentro di me, le influenze arrivano senza chiedertelo. Mi viene da comparare la musica con il cinema, l'arte o il cibo. Se guardi solamente film horror, e questi sono solo quelli che ti piacciono, vedrai sempre solo un lato, un'angolazione del tutto e ci sono persone a cui piace essere così, guardare solo quel lato a cui loro fa comodo. Dopo un po' è inevitabile che sei limitato, come dipingere con solo due colori.

Ad Astra: Arrivo ad una domanda un po' spinosa, voglio essere schietto ed onesto. Ascoltando i vostri dischi, ultimamente ho trovato una linea comune. Stamattina, mentre mi preparavo per l'intervista, mi sono ascoltato The Ultra Violence e, mentre venivo qua, The Dreams Calls For Blood e l'ho percepito. Detto questo, penso che siate rimasti razionali e concordi al vostro sound. Ci sono gruppi là fuori invece che si credono immensi quando hanno fatto errori giganteschi nella loro carriera. Tutto questo per collegarmi al Big Four. Cosa ne pensi a riguardo? C'è dietro solo una questione di soldi? Ad essere sincero, sia Megadeth che Anthrtax non rappresentano il thrash oggigiorno. E' solamente il mio punto di vista ad ogni modo.
Rob: Non so cosa risponderti, davvero, probabilmente non so risponderti perché non mi interessa affatto. Dico questo perché in realtà non c'è una vera disquisizione in merito a chi siano i migliori quattro del genere; quelli che sono lì sono le quattro band che hanno venduto di più. Il gioco è tutto lì se ci pensi (ride N.d.R.). Sono semplicemente The Four Big Selling Band (Le quattro band che vendono di più), non sono le Big Four del genere. Ma se ci pensi, all'interno del genere, se non sono loro i Big four chi dovrebbe essere, sempre ce ne siano la fuori?

Ad Astra: Guarda, se fosse per me taglierei fuori i due di prima e ci metterei voi e gli Exodus, nemmeno i Testament, ma è un mio gusto personale e niente più.
Rob: Appunto lo hai detto tu, si tratta di un tuo gusto, si tratta sempre di musica che può piacere o meno a chi ascolta ma a livello di vendite, e mi riferisco ai meri soldi, quei ragazzi sono molto al di sopra di noi. Distingui però, e questa è una grande differenza, tra Best Four e Big Four; questo è il motivo del perché non mi interressa, il gioco sta tutto li.

Ad Astra: Capisco, questa credo sia fondamentale, hai ragione. Sto arrivando verso la fine e, anche se in molti te l'avranno già chiesto, a me tocca farti questa domanda: ti andrebbe di parlare un po' delle altre band al di fuori dei Death Angel? Mi riferisco a The Organization e Swarm. Com'era andata all'epoca?
Rob: Mmm.. All'epoca, quando ci ero dentro, era fantastico, almeno per quello che stavamo facendo. Penso che tutto accada per un motivo speciale, non ho rimpianti, finirei per diventare matto: cosa sarebbe successo, come, quando o qualsiasi altra cosa; questo non mi porterebbe beneficio. Tutto ciò che accade è solamente un altro passo in avanti nella tua vita, nel momento in cui lo vivi non sai a cosa vai incontro; dopo, guardandoti indietro, capisci che era necessario. Mentre suonavo con i The Organization o con gli Swarm, non mi chiedevo cosa sarebbe accaduto una volta finito il tutto, un po' come una relazione di coppia. Non ti chiedi come sarà la donna che avrai dopo, cerchi di stare bene con quella che hai adesso, nel momento in cui vivi. C'erano tante questioni in fin dei conti: i soldi non bastavano mai e noi ci stavamo solamente male. Eravamo sempre in tour e ci stancavamo solamente, la chimica tra noi era svanita dopo un po'. A differenza di ora, dove la chimica funziona benissimo, ci rispettiamo a vicenda, siamo amici e alla fine questa è la mia vita, spero che continui ad essere così e che rimanga per tanto tempo. Sono grato a Dio ogni giorno che questo accada altrimenti non farei come oggi: sono in Italia, suono la mia musica e, alla fine, quando tutto sarebbe svanito me ne pentirei. Hai presente il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto? Uguale, dipende come lo vedi, credo che all'epoca lo vedevamo mezzo vuoto mentre ora è il contrario.

Ad Astra:Ok, capisco perfettamente ciò che intendi ora. Parlando del passato, Andy Galeon come sta? Siete ancora vicini, vi sentite ancora o i rapporti ormai sono lontani?
RobSiamo sempre una famiglia, saremo sempre in parte connessi anche se attualmente siamo disconnessi. So che suona, jamma con altre persone ma ha la famiglia, lavora e tutto il resto. So anche che è sicuramente triste di non essere qui con noi ma era arrivato al punto di non farcela più, non gli piaceva più stare in tour ed era diventato negativo, forse troppo perché i figli erano lontani. L'ultima volta gli ho detto che, anche se gli mancava stare con noi a suonare in tour, di non dimenticarsi mai delle altre 23 ore, quando ti annoi, aspetti e sei in giro in bus per ore. So che questo non l'ha dimenticato ed è forse il motivo per cui non tornerà più.

Ad Astra: Già, la vita privata sarà sempre quella, volente o nolente. Il mio tempo è finito Rob, è stato un piacere immenso e ti ringrazio infinitamente per il tempo concesso. Ci vediamo sotto il palco, che ne dici?
Rob: Grazie a te, è stata una bella chiacchierata, ci vediamo dopo e attento che stasera sarà un concerto che non dimenticherai facilmente, siamo carichi. Ciao.



Fly 74
Venerdì 20 Dicembre 2013, 0.31.14
8
Grande Rob, risposte molto intelligenti. Ho conosciuto i Death angel, sono simpaticissimi. Sono veri fans del Metal ma anche del vino, delle ragazze e della cucina italiana. Se volete rilassarvi ascoltate il cd di rock acustico di Rob " Lines on the road " del 2007, dove canta anche.
Fiery Phoenix
Giovedì 19 Dicembre 2013, 9.28.33
7
Bellissima intervista, credo che Rob sia una delle persone migliori di cui abbia letto l'intervista.
Ad Astra
Mercoledì 18 Dicembre 2013, 13.51.32
6
si ma infatti lui ha diviso tra big selling e big four.. differenza sostanziale anche perche sappiamo vhe chi fa partr del big four non è per forza chi fa il miglior thrash la fuori...
herr julius
Mercoledì 18 Dicembre 2013, 9.33.48
5
Bell’intervista a un signor personaggio, un fantastico chitarrista che ricordiamolo è più che un semplice chitarrista thrash (in questo caso il termine è fortemente riduttivo). Un segno di stima anche a Ad astra in cui mi riconosco quando dice che è comunque necessario comprare musica altrimenti questa muore. Io in effetti ultimamente ascolto solo le novità che compro fisicamente. Totalmente d’accordo con Rob per i discorso big four, tutti quanti abbiamo le nostre band preferite però il big four rappresenta le band di maggior successo del genere, soprattutto nel epopea d’oro. Le altre, Death Angel comprese, sono derivative e più di nicchia.
jek
Martedì 17 Dicembre 2013, 20.15.43
4
Con personaggi con questa disponibilità e onestà si riescono a leggere delle ottime interviste. Complimenti "Ad".
Arrraya
Martedì 17 Dicembre 2013, 14.22.39
3
E' sempre stata una grande, anche se ora decimata rispetto al trittico iniziale che ci regalò capolavori (su tutti ACT III, uno dei thrash album piu belli e versatili di sempre). Bell' intervista dove traspare la semplicità dei grandi.
Monky
Martedì 17 Dicembre 2013, 14.08.31
2
Bell'intervista! Mi è piaciuta davvero molto la risposta sui Big 4, diplomatica e intelligente. Ebbbravo Rob!
Lizard
Martedì 17 Dicembre 2013, 13.58.04
1
Grande intervista con un musicista vero. Sono un gruppo grandioso e anche se forse i dischi post reunion non sono all'altezza dei primi, dal vivo sono una garanzia ed è bello sapere che sono tornati. Mi piace leggere che sia così coinvolto ancora da ciò che fanno.
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