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DONNE ROCCIOSE - # 11 - Grace Slick
20/12/2013 (8134 letture)
Dopo aver seguito una linea temporale che dagli anni 60 ci ha portato verso i nostri giorni, è tempo di guardare nuovamente indietro. Ritorniamo all'origine della serie, incontrando una donna oggi forse relativamente poco ricordata, la quale, al pari di Janis Joplin e Patti Smith (ma sarebbe maggiormente corretto fare riferimento più alla prima che alla seconda), è degna di essere annoverata tra le figure chiave per la comprensione dell'evolvere degli eventi, ricostruendo un altro anello della catena che ha portato alla nostra contemporaneità.

UN TÈ CHE POTEVA CAMBIARE LA STORIA
Nata nell'ottobre del 1939 ad Evanston, un sobborgo di Chicago, dall'investitore bancario Ivan e dall'attrice e cantante Virginia Barnett Wing, Grace Vinje -il cognome Slick verrà più tardi- si sposta in tenera età prima a Los Angeles e poi a San Francisco per seguire il padre, trasferito per lavoro. È in quest'ultima città che comincia ad interessarsi all'arte, anche questo molto presto, cercando con poco costrutto di dedicarsi alla danza, attività troppo "inquadrata" e poco adatta al suo fisico per darle delle soddisfazioni. Dopo un successivo spostamento a Palo Alto, la troviamo già diciottenne a New York, allieva del Finch College, oggi chiuso, dove comincia ad interessarsi seriamente alla musica ed a segnalarsi precocemente alle autorità. Un "simpatico aneddoto" riguardante indirettamente il Finch, seppur temporalmente posteriore, è il seguente: nello stesso college è iscritta tale Tricia Nixon, figlia del presidente che più tardi sarebbe stato spazzato via dallo scandalo Watergate, ed anche se non c'è alcuna amicizia per questioni di età -Tricia è molto più piccola- le due sembra si siano conosciute. Qualche anno dopo, nel 1970, la Nixon la invita, assieme ad altri, ad un the alla casa bianca per ex alunne -peraltro dopo che era uscito il singolo Mexico che attaccava proprio Nixon, particolare evidentemente sfuggito all'entourage presidenziale- al quale ella ritiene opportuno presentarsi in compagnia di Abbie Hoffman, attivista della sinistra radicale, fondatore dello Youth International Party e, successivamente, latitante. Il programma dei due prevede il perpetrare un simpatico scherzetto che sicuramente avrebbe divertito un noto buontempone come Nixon: entrare nel suo appartamento privato, versare un bel po' di LSD in polvere nel suo tè e vedere cosa succede. La ragazza, però, era già inclusa negli elenchi dell'FBI come persona da "attenzionare", ne consegue che uno zelante addetto alla sicurezza la riconosce all'ingresso e fa saltare tutto. Peccato, l'immagine di un presidente U.S.A. in acido (posto che non ce ne siano stati) sarebbe passata alla storia. Ritornando nella normale linea temporale, come quasi di prammatica al tempo è il folk, genere che avrebbe trovato presto una dimensione militante, a formarla maggiormente, segnatamente nelle figure di Miriam Makeba e Odette, con la seconda a colpirla di più, senza contare il modello fornitole dalla madre, a sua volta ex cantante. Poco più tardi, frequenta corsi d'arte all'università di Miami. È però nella zona della Bay Area di San Francisco (da sempre calderone sobbollente di novità artistiche che, anni più tardi, verrà alla ribalta per il thrash metal), che le cose si "muovono", Grace decide quindi di tornare in California. Nel 1961 sposa per dovere sociale Jerry Slick -ecco il cognome che la renderà famosa- e diventa così cognata di Darby, il quale co-scriverà un brano che la segnerà per sempre. È intorno ai 22/24 anni che comincia a maturare la Grace Slick che impareremo a conoscere. Legge un annuncio di una band che cerca un vocalist, ma viene scartata al provino, tuttavia trova il modo di entrare nel mondo della musica scrivendo un brano per un film indie. Qui parte la sua vita da hippy, viaggiando tra la California ed il Messico sul classico bus, solo che non esistono ancora hippies e non c'è nemmeno la consuetudine di fare simili viaggi tra i giovani ribelli. Grace Slick, di fatto, si pone come hippy ante litteram.

DALLA GRANDE SOCIETA' AD UN VOLO IN AEROPLANO
Nel 1965 la prima svolta davvero importante, con conseguenze sia su Grace, che sulla scena musicale futura. Una sera, i tre Slick -il soggetto del nostro scritto più i fratelli Jerry e Darby- si recano presso un noto locale, il Matrix Club, dove hanno modo di ascoltare una band che li fulmina, i Jefferson Airplane. La decisione è pressoché immediata: nonostante non siano molto a loro agio con degli strumenti in mano, fondano anch'essi una band composta da loro tre più David Minor alla voce e chitarra, Bard Dupont come bassista e Peter Van Gelder impegnato al sax ed al flauto. Il nome prescelto per questa nuova realtà musicale è The Great Society, monicker che, con perfetta coerenza con i tempi e l'estrazione sociale degli interessati, non è altro che una presa per i fondelli di una iniziativa politica di Lyndon B. Johnson, presidente in carica dopo l'assassinio di JFK che, molto in sintesi, poteva essere paragonata al famoso "new deal" rooseveltiano. Dopo poche settimane il gruppo esordisce dal vivo alla Coffee Gallery di San Francisco ed a ruota -i tempi ed il tipo di realtà sociale in cui sono immersi lo permettono- è già in grado di aprire per nomi di primo piano come Grateful Dead e gli stessi Jefferson Airplane, anche in contesti molto importanti quali il raduno al Fillmore Auditorium, oppure nei cosiddetti "trip festival" di Ken Kesey, scrittore importante del movimento controculturale made in USA il quale, tra l'altro, partecipò da volontario al famigerato programma MK Ultra della CIA; ma questa è un'altra storia. Come in una puntata di Almost Famous, qualcosa si rompe proprio dopo aver siglato un importante contratto con la Columbia Records. Oggi è difficile da comprendere, ma i tempi sono quelli della rivoluzione giovanile, dei sommovimenti socio-culturali, della ricerca di un trascendentale mediato in larga parte dall'uso massiccio di LSD ed allucinogeni in genere, di un "altrove" mistico che molti individuano nell'India. Se da un lato Grace non si risparmia nell'uso delle sostanze di cui sopra, Darby Slick e Peter van Gelder decidono di lasciare tutto per raggiungere l'India e dedicarsi allo studio del sitar. Quando a Grace giunge la chiamata dei Jefferson Airplane, alla ricerca di una nuova cantante per sostituire Signe Toly Anderson alle prese con la maternità, il suo "si" è scontato.

UN FOLLE SERVIZIO D'ORDINE
Prima di sciogliersi, però, i The Great Society lasciano delle testimonianze della loro attività. In particolare c'è un brano che, scritto proprio da Grace Slick, li ha segnalati all'attenzione generale. Si tratta di un pezzo a cavallo tra atmosfere allucinogene, musica popolare spagnola, Miles Davis e Ravel: White Rabbit. C'è anche un'altra canzone, scritta insieme a Darby, che la cantante può portare in dote alla nuova band, ossia Someone to Love, poi meglio nota come Somebody To Love. Ambedue i pezzi faranno la fortuna dei Jefferson Airplane, ma su queste torneremo in seguito sia per analizzarne brevemente la struttura musicale, che il testo. L'attività con il suo nuovo gruppo parte come se la Slick fosse stata sempre parte di quella realtà, con le sessioni di registrazione, i concerti ed il contatto con la scena di Frisco, cuore pulsante della psichedelia. Qui conosce tanti dei musicisti più eminenti dell'epoca, allontanandosi nel contempo sempre più dalla sua famiglia, in forte difficoltà nel comprendere le sue scelte di vita per questioni generazionali, così come accadeva a tantissime altre dell'epoca e come di lì a poco sarebbe accaduto anche in Italia. Grace è entrata nel giro grosso: dopo il festival di Monterey, dove i Jefferson Airplane si esibiscono lo stesso giorno di Janis Joplin, con la quale stringerà una fortissima amicizia fino alla sua tragica fine, sono parte del bill di Woodstock. Dopo questa esperienza, comincia ad emergere il lato manageriale di Grace. L'evento successivo più importante è l'Altamont Free Concert (location d'emergenza dopo la mancata concessione dell'area del Golden Gate Park di San Francisco), organizzato dai Rolling Stones alla ricerca di un modo per recuperare terreno dopo le critiche ricevute circa il prezzo dei biglietti dei loro concerti. L'evento passerà alla storia non solo per questioni musicali, ma soprattutto per le violenze degli Hell's Angels, ai quali fu incautamente affidato il servizio d'ordine, fatto che provocò, oltre che una marea di feriti, anche quattro morti, fra i quali spicca per la storia il nome di Meredith Hunter. Tuttavia questo non rientra direttamente tra gli argomenti di questo articolo. In questa ottica, ciò che a noi importa è che nell'imminenza del raduno, Grace Slick decide di raggiungere Londra per discutere direttamente con Jagger del taglio da dare al Fest, dimostrando un piglio non comune per una donna dell'epoca. L'Altamont Free Concert, con l'aggressione sul palco a Balin e le risse continue con fuga finale degli Stones, passerà alla storia come il raduno della fine delle illusioni. Siamo ancora nel 1969 e, anche se i protagonisti non lo sanno ancora, il peggio doveva ancora arrivare.

UN CONIGLIO BIANCO, UN COLLASSO E LA DESCRIZIONE DI UN CICLO (MESTRUALE)
Intanto, nel febbraio del 1967 con la band in forte ascesa di popolarità, dopo Jefferson Airplane Takes Off del '66 con la Anderson alla voce e con 8.000 dollari di budget, era uscito Surrealistic Pillow, sul quale non mi soffermo più di tanto, invitandovi a leggere l'ottima recensione appena linkata che contiene anche i dovuti riferimenti storici e sociali, ma sul quale torneremo in coda al pezzo per parlare delle due canzoni più importanti e/o conosciute che conteneva. Quel che è certo, è che la personalità della Slick viene fuori in maniera davvero prepotente, con la sua voce ammantata di una solennità che oggi sembra quasi fuori luogo parlando di musica per le masse, che qui invece era e voleva essere "popular" (ho ripetutamente sottolineato come il termine fosse inteso all'epoca in maniera molto differente rispetto al pop odierno), trasmettendo nel contempo carattere, temperamento, emancipazione ed il fatto che le parole e la musica avevano qualcosa da comunicare che andava oltre il significato letterale e l'impatto più immediato. Unitamente al suo caratteristico vibrato oggi forse superato, tutto questo creava una miscela cultural/sessuale -perché diciamolo: Grace Slick era anche un'icona da quel punto di vista come solo nei tardi anni 60 una donna poteva essere- assolutamente esplosiva; difatti esplose. L'album, tralasciando gli exploit dei singoli, raggiunge la posizione n. 3 di Billboard, con 1.500.000 copie vendute ed il conseguente disco d'oro. Inoltre, il gruppo, sempre più caratterizzato dalla figura di Grace, appare in TV in programmi dall'enorme eco come il Johnny Carson Tonight Show e l'Ed Sullivan Show. In quest'ultima occasione, sull'esecuzione di White Rabbit vengono usate per la prima volta in televisione le proiezioni colorate sulla band che poi diventeranno un benchmark dell'intera psichedelia, sopravvivendo nell'immaginario collettivo fino ad oggi. A stretto giro di posta, nello stesso anno, esce anche After Bathing at Baxter's, più rock. Nel 1968 vengono effettuate parecchie date europee insieme ai The Doors, ed è durante queste esibizioni che si verifica il famoso collasso on stage di Morrison, col quale -sembra- la nostra ebbe anche una storia. Grace era sposata con Jerry Slick, ma proprio in quel periodo i differenti interessi personali dei due avevano prodotto un allontanamento che sarebbe sfociato nel divorzio del 1971. Jerry si dedicherà al cinema ed alle pubblicità, vincendo anche un premio per un "commercial" che invita all'arruolamento in polizia nel 1971. Chissà se ci avrebbe creduto solo pochissimi anni prima. Altre storie importanti le vivrà con Paul Kantner, Spencer Dryden e Skip Johnson. Su questa realizzazione è però opportuno aggiungere qualche considerazione: nonostante la brevissima distanza temporale che lo separa dal predecessore, il nuovo album è molto più strutturato e complesso, segnando una svolta compositiva favorita dall'acquisita forza contrattuale, che esclude la presenza di hits da classifica a favore di suites ispirate in discreta parte dall'uso dell'LSD. Tra queste, a spiccare è Rejoyce, all'interno di Hymn to an Older Generation, proprio un pezzo della Slick incentrato sull'Ulisse di Joyce. Il vinile, ad ogni modo, raggiunge un più che lusinghiero numero 17 della charts U.S.A., trascinato anche dalla copertina di Ron Cobb, poi famoso per Guerre Stellari, Alien e svariati altri film, che ritrae un aeroplano in volo su una città snaturata dal consumismo sfrenato e ridotta a simulacro di civiltà. In seguito, dopo il siluramento del manager Bill Graham voluto dal duo Dryden/Slick, escono Crown of Creation, che raggiunge il n. 6 delle classifiche e contiene vari brani notevoli almeno dal punto di vista delle tematiche (Greasy Heart tratta di droga e sesso, Would You Like a Snack? -scritta con Zappa- del ciclo mestruale della Slick, argomento che oggi non passerebbe la censura della TV) ed il live Bless Its Pointed Little Head, uscito poco prima della partecipazione a Woodstock. Subito dopo, l'importante Volunteers, fortemente connotato dalla presa di posizione contro la mancanza di vera libertà negli U.S.A. e soprattutto contro la guerra in Vietnam. L'album esce appena prima dei fatti di Altamont. Uno dei più importanti eventi che intanto accadono è la trasformazione dei Jefferson Airplane in una vera comune, come all'epoca era comune, se mi perdonate il gioco di parole. La casa vittoriana di Haight-Ashbury, simile all'aereo di After Bathing at Baxter's, diventa un microcosmo lisergico nel quale la cantante si trova perfettamente a suo agio, partecipando anche alla pellicola di J.L. Godard intitolata An American Movie. A questo punto, però, si cominciano a manifestare i primi problemi di salute della sua vita, inquadrabili in un certo qual modo come malattia professionale, dovendosi sottoporre a tre interventi per l'asportazione di noduli alla gola, causati dall'eccessivo sforzo nel canto. Nel 1971, la relazione con Kantner viene allietata dalla nascita di una figlia chiamata China, nome scelto al posto dell'originale, che prevedeva di chiamare la bimba God. Durante il (breve) periodo in cui non si può esibire la cantante, nascono alcuni progetti paralleli di altri membri del gruppo. Uno di questi, il Paul Kantner/Jefferson Starship, diventerà la successiva band di Grace. Esce anche la compilation The Worst of Jefferson Airplane.

L'ATTERRAGGIO DELL'AEREO, LA PARTENZA PER LO SPAZIO, DIPINTI DI UN'EPOCA
Rimessasi in forze, partecipa con i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, Stills, Nash & Young e Joni Mitchell, al debutto da solista di David Crosby, intitolato If I Could Only Remember My Name, per poi dedicarsi all'incisione di due album col convivente Paul Kantner. Intanto, però, incappa in un'altra situazione difficile, restando coinvolta in un grave incidente stradale. Nel marzo del '71, mentre la band comincia psicologicamente a sfaldarsi (problemi di relazioni interpersonali e scelta di Balin di seguire uno stile di vita più salutare su tutto), l'auto su cui viaggia centra un muro ad alta velocità attraversando un tunnel, in un incidente che coinvolge anche Jorma Kaukonen, costringendola degente per alcuni mesi, ma, dopo il conseguente stop all'attività dei Jefferson, ne esce e prosegue la carriera con la band. Nel 1972, tanto per gradire, viene arrestata insieme a Kantner dopo un alterco con un poliziotto durante un concerto. L'entusiasmo dei primi tempi però, è ormai passato, così come i sommovimenti culturali che lo avevano prodotto. Bark (primo prodotto sotto Grunt Records, etichetta del gruppo) e Long John Silver sono le ultime testimonianze dell'attività del collettivo prima dello scioglimento, provocato anche dall'associazione della singer dell'uso di droghe con l'alcolismo. Le ultime testimonianze del gruppo sono il live Thirty Seconds Over Winterland del 1973 e la raccolta Early Flight del 1974. Lo spegnersi degli Airplane si sublima nella nascita di una nuova formazione denominata Jefferson Starship, poi solo Starship dopo una causa intentata e vinta da Kantner contro l'uso del monicker Jefferson. Con la nuova band Grace Slick va avanti fino al 1978, ottenendo un buon successo, fino a quando la cantante non riesce più a reggere lo stress dell'esibirsi con un gruppo, sommato a vari problemi personali. All'improvviso molla tutto non molto tempo dopo essere stata buttata fuori da un locale dove si svolgeva un game show, per aver molestato i concorrenti mentre era ubriaca. Già nel '74 aveva fatto uscire un album solista intitolato Manhole, con molti dei musicisti del solito giro e la partecipazione della London Symphony Orchestra, ma il fatto sembrava destinato a rimanere isolato. Rimasta senza band, invece, decide di imboccare questa strada, il cui primo frutto concreto è un lavoro più rivolto verso l'interno come Dreams. I buoni uffici di Paul Kanter, però, la inducono a riunirsi con i Jefferson Starship, nei quali, dopo il successivo abbandono dello stesso Kanter, rimane la sola rappresentante dei gloriosi tempi degli Airplane. Con questi ultimi si riunisce quindi nel 1989 per un tour di successo (ma anche per un disco, al contrario non baciato dalla fortuna), al termine del quale Grace Slick prende la decisione di ritirarsi dal mondo della musica per dedicarsi a quello delle arti visive, che, peraltro, aveva sempre fatto parte dei suoi interessi. Inoltre, comincia ad interessarsi di cause animaliste, schierandosi contro la vivisezione ed i test sulle cavie. Nel frattempo, all'inizio degli anni 80, la brusca fine del rapporto con Skip Johnson le aveva lasciato addosso gravi problemi psicologici, indubbiamente aggravati dall'abuso di droghe ed alcol che già dalla fine degli anni 50 aveva accompagnato la sua esistenza. Il prezzo da pagare è la salute, con problemi al cuore che la costringono ad abbandonare quella vita. All'alba degli anni 90, della Grace Slick di un tempo è rimasta la mente, ma il corpo non la asseconda più a dovere. E' ora di dedicarsi ad attività meno stressanti e contemplative come pittura, meditazione, lettura e scrittura, finché, intorno al 1995, tutto questo la porta a diventare una pittrice vera e propria, con conseguenti mostre delle sue opere a partire dal 2000. Si tratta perlopiù ritratti di musicisti e paesaggi ispirati ad Alice in Wonderland, quotati mediamente 5000 dollari. Nel 1998 esce l'autobiografia Somebody to Love?, e alcune, rare apparizioni col vecchio gruppo si registrano qua e là. Tra queste, importante ricordare quella del 2001, dove, nell'immediatezza dei fatti dell'11 Settembre, sventolò un vessillo statunitense, precisando che era da intendere come immagine di libertà. Un certo modus vivendi, però, presenta conti difficili da pagare e, per di più, inesorabilmente rateizzati nel tempo. Altri gravi problemi la portano nel 2006 a tornare sotto i ferri per una operazione all'intestino che però non va come deve. Alcune complicazioni la costringono a subire altri interventi che prevedono anche il coma indotto ed una tracheotomia. Al risveglio non può più parlare e camminare, ma la tempra da combattente della Slick è forte ed indomita. Le ultime notizie su di lei la danno nuovamente in grado di muoversi sulle gambe e, per una donna con questa storia e dell'età di 74 anni, non è poco.

RITRATTO DI (VERA) DONNA
Dotata di una voce da contralto, poderosa, calda, interpretativa, acida come la psichedelia richiedeva e stentorea nella sua interpretazione, caratterizzata da un vibrato che la portava ad essere simile al suono di una chitarra elettrica, Grace Slick inserì nei Jefferson e nella musica un modello di donna colta, dalla grande personalità, immersa nel suo tempo -con i pro ed i contro della cosa- ed in grado di fornire un apporto molto più importante del semplice canto. Ella, infatti, portò in dote alla scena l'immagine di una donna capace di suonare più strumenti, di comporre musica e testi, di curare le relazioni esterne e, fatto addizionale, di farlo con l'immagine esteriore di una ex-modella quale era. Se fino agli anni 50 il modello della donna americana (e quindi, per osmosi culturale, quello di tutto il mondo occidentale) era quello della brava casalinga dedita alla cura dei figli, della casa e del marito, magari allegramente impasticcata di anfetamine come era normale all'epoca, la Slick, assieme ad un manipolo di coetanee, si impose come rockstar con caratteristiche fortemente "alternative" in un'epoca in cui la donna in musica era al massimo una pop star da canzonetta e/o una coloured girl come quelle di Walk on the Wild Side. La fusione tra simbolo sessuale e cantante brava ed impegnata creò un nuovo modo di porsi verso la società, fondendo la conservazione della femminilità e la capacità di imporsi per titoli ed esami, per così dire, in un modo che le battaglie femminili del decennio successivo avrebbero in parte modificato e la società dell'edonismo reaganiano distrutto. Anticonformista senza mezzi termini, in grado di dipingersi la faccia di nero per salutare i Black Panthers, di esibirsi in topless durante un concerto sotto la pioggia quando si rischiava l'arresto per queste cose, di dare -ubriaca- dei "gioielli sporchi" ad un pubblico troppo agiato durante un concerto, incarnava anche e soprattutto gli ideali di una generazione. Sicuramente prodotto del suo tempo, nella sua vita non sono affatto mancati comportamenti non certo consigliabili o condivisibili, come l'abuso di sostanze stupefacenti (da inquadrare nel contesto della società degli anni 60) e di alcol, che ne hanno minato la stabilità emotiva e compromesso parte della carriera. Fatti salvi questi aspetti negativi, da non trascurare o sottacere, rimane ancora una volta l'immagine di una donna che si è esposta, che ha preso delle decisioni, che ha scritto canzoni memorabili ed ha lasciato un'impronta importante della sua vita in un mondo che -devo ripetermi- oggi ha lasciato il posto al velinismo, alle olgettine ed amenità simili. Tocca alle donne decidere a quali modelli ispirarsi per essere tali. Magari aggiornati ai tempi, depauperati dalle componenti negative e/o autodistruttive, ma modelli di donna, non di soprammobili.

UN BIANCONIGLIO DA AMARE
Avete appena letto un discreto cumulo di parole riguardanti Grace Slick, ma, forse, più di tutto sono le sue due canzoni più famose a parlare per lei: White Rabbit e Somebody to Love.

Per ciò che attiene alla prima abbiamo una costruzione musicale chiaramente mutuata dal Bolero di Ravel, del quale riprende il tipico crescendo che porta al climax, seppur per il tramite di Sketches of Spain di Miles Davis. Le liriche, dal canto loro, sono contemporaneamente una citazione dell'opera di Lewis Carrol ed una loro trasposizione per descrivere l'ambiente lisergico dell'epoca, diventando allucinato affresco di un momento storico che avrebbe avuto notevoli conseguenze artistico-sociali. Se Alice in Wonderlande Through the Looking-Glass, and What Alice Found There sono un continuo trip con tanto di consumo di sostanze alteranti, White Rabbit diventa sintetica descrizione di una filosofia giovanile che prevedeva l'uso di sostanze allucinogene come porta d'accesso per diversi stati mentali e la produzione di opere d'arte, diversamente non fattibili. In tal modo (e dopo aver debitamente sottolineato che qui si fa cronaca, non apologia della lisergia), il brano superò gli sbarramenti della censura, per passare normalmente nelle radio e diventare manifesto trans-generazionale, seppur edulcorato dal tempo. A tal proposito innumerevoli sono le cover eseguite negli anni (The Damned, Sanctuary, Lizzy Borden, In The Woods, The Smashing Pumpkins solo per citare qualche nome) e le citazioni nella cultura pop, stavolta intesa nel senso moderno, come in Paura e Delirio a Las Vegas, I Soprano, American Dad, The Simpsons, Futurama, Warehouse 13, The Osbournes e via discorrendo.

One pill makes you larger,
and one pill makes you small
And the ones that mother gives you
don't do anything at all
Go ask Alice when she's ten feet tall

Una pillola ti rende più grande
e una pillola ti rende piccolo
E quelle che ti dà la mamma
in fondo non fanno nulla;
Domandalo ad Alice, quando è alta tre metri


Somebody to Love, invece, diventò rapidamente un manifesto del rifiuto dell'alienazione che la società americana del 1966 stava producendo, annunciando inoltre alcuni prodromi della svolta più rock che si sarebbe verificata di lì a poco. Anche per merito dell'interpretazione della Slick, il pezzo diventa presto l'emblema di un nuovo modo di intendere la musica e, soprattutto, un allarme disperato ed un rifiuto di un modello solo falsamente propugnante l'integrazione interpersonale, lasciando ognuno isola desolata, priva di veri rapporti profondi oltre quello che il formalismo imperante concedeva. Anche in questo caso, non si contano le riproposizioni, tra le quali quelle dei Ramones e le citazioni, come in Paura e Delirio a Las Vegas, Una Casa alla Fine del Mondo, Being Human, Il Rompiscatole ed innumerevoli altre.

When the truth is found to be lies
And all the joy within' you dies
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love
When the garden flowers baby are dead, yes and
Your mind, your mind is so full of red
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love
Your eyes, I say your eyes may look like his
Yeah, but in your head, baby, I'm afraid you don't know where it is
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love
Tears are running down and down and down your breast
And your friends, baby they treat you like a guest
Don't you want somebody to love?
Don't you need somebody to love?
Wouldn't you love somebody to love?
You better find somebody to love

Quando la verità si scopre esser falsa
e tutta la gioia dentro di te muore
Non vorresti qualcuno da amare?
Non avresti bisogno di qualcuno da amare?
Non ameresti qualcuno da amare?
Sarebbe meglio che trovassi qualcuno da amare
Quando i fiori del giardino, baby, sono morti sì e
La tua mente, la tua mente è così piena di rosso
Non vorresti qualcuno da amare?
Non avresti bisogno di qualcuno di amare?
Non ameresti qualcuno d'amare?
Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare
I tuoi occhi, direi che i tuoi occhi potrebbero assomigliare ai suoi
Sì, ma nella tua testa, baby, mi dispiace, non sai dove sia
Non vorresti qualcuno da amare?
Non avresti bisogno di qualcuno di amare?
Non ameresti amare qualcuno d'amare?
Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare
Le lacrime stanno correndo giù e giù lungo il tuo petto
Ed i tuoi amici, baby ti trattano come un ospite
Non vorresti qualcuno da amare?
Non avresti bisogno di qualcuno di amare?
Non ameresti qualcuno d'amare?
Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare



Shadowplay72
Sabato 2 Dicembre 2017, 2.56.26
14
La cantante della mitica band psichedelica jefferson AirPlane.che band.i loro pezzi sono stati coverizzati da tante band metal e punk!
utente0
Domenica 13 Agosto 2017, 13.24.26
13
bella bio, la carriera solista quella che inizia con "Manhole" e poi riprende con "Dreams" e "Welcome to the wrecking balls" e " Software" andava approfondita un pochino, vedi collaboratori come Scott Zito, ricordo poi che negli anni 80 torno in classifica con 2 brani con gli Starship. Adoro Grace Slick....grazie per l'articolo quindi!
Stefano
Domenica 12 Febbraio 2017, 15.34.45
12
Di lei che dire ..... grande talento, voce inarrivabile, potente, piena, estesa, acida, sensuale, sexy. E poi le canzoni se le scriveva!! Un giorno ho letto una recensione su un sito americano riguardo alla voce di Grace Slick: se hai la febbre te la fa passare, se non ce l'hai te le fa venire. N.B Il testo di Somebody to Love non è affatto quello dei Queen. E' quello dei Jefferson Airplane come è giusto che sia.
Ale
Domenica 28 Febbraio 2016, 23.59.25
11
N.B. il testo di "somebody to love" riportato è quello dei Queen...))
Leonardo
Sabato 19 Aprile 2014, 2.15.48
10
Hey Frederick, la colonna sonora della mia oramai passata gioventù: il bellissimo canto della Slick con la sua voce da usignolo potente e sensualissima, l' intreccio delle chitarre magistralmente fatte "cantare" da Paul e Jorma...... per me è in assoluto la più bella canzone degli Airplane. I miei ricordi naufragato dolcemente e con grande piacere tra le sue note.......Grande onore a lei e alla sua ARTE. Peccato il tempo che non ritorna!
Raven
Sabato 1 Febbraio 2014, 19.07.46
9
E' bello che uno giovane si avvicini a certi nomi
Philosopher3185
Sabato 1 Febbraio 2014, 18.06.21
8
Io che sono un giovane,penso che lei sia stata una grande! sia come voce,che come personaggio(eccessi apparte),aveva e ha una bella grinta ed era davvero molto ma molto bella e sexy!
andrea
Venerdì 20 Dicembre 2013, 20.27.42
7
...e vogliamo per una volta ricordare, tra le altre, la splendida "Comin' back to Me"? una ballad così onirica e sofferta che non avrebbe stonato nell'ugola di Nico. in più, sembra scritta ieri... [raven: grandissimo articolo, complimenti!]
Raven
Venerdì 20 Dicembre 2013, 19.46.01
6
Il grazie è sempre nostro a chi ci legge. Riguardo alla sua bellezza, era (è) di un canone oggi forse passato di moda, ma sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i più giovani, fermo restando che si tratta di un discorso di secondo piano. Potrebbe però essere curioso per valutare come certe cose mutino col tempo.
Andy '71 vecchio
Venerdì 20 Dicembre 2013, 17.03.08
5
Che dire........Grace è LA DONNA!per me,insieme a Janis la coppia totale del rock.Grace fantastica,sensibile,fuori dalle righe sempre,voce meravigliosa,e questo lo sanno tutte le band Occult uscite negli ultimi anni con voce femminile,vedi Blood Ceremony,the devil's Blood,Jex Thot ecc,tributargli un senito omaggio,canzoni stupende rese magnifiche dalla sua suadente e delirante voce,vibrata.....Grandi Jefferson Airplane!Poi,di una bellezza imbarazzante......Grazie come sempre Raven per l'ennesimo articolo bellissimo!
Raven
Venerdì 20 Dicembre 2013, 15.37.43
4
Avrei pagato per vedere Nixon in acido
Arrraya
Venerdì 20 Dicembre 2013, 14.14.23
3
Raven, sapevo che sarebbe arrivato questo articolo, visto che lo avevamo invocato. Che dire: Bella, Brava, Simpatica, Intelligente, anche ora che che è una nonna con i capelli bianchi ma con gli stessi occhi brillanti. c'è da dire che Woodstock lo visse nella maturità dei suoi 30 anni, quindi piu grandicella di alcuni presenti. In poche parole qua la parola leggenda non è sprecata. PS: bravo Raveneddu
Fiery Phoenix
Venerdì 20 Dicembre 2013, 14.06.42
2
Il the all'LSD dato al presidente è l'aneddoto più stupidamente geniale nella storia degli aneddoti delle rockstar. Anche di quelli a venire.
Lizard
Venerdì 20 Dicembre 2013, 12.17.35
1
Un personaggio del genere meritava un omaggio sentito. Splendida interprete di un'epoca nella quale sognare e pretendere un cambiamento partiva non dall'odio e dalla violenza verso qualcuno. Libera, sensuale, padrona di se stessa, della propria vita e della propria carriera, Grace Slick è di ispirazione per tutti. Non si è mai arresa e non ha mai rinunciato a dire la propria e resterà sempre una delle front woman più carismatiche dell'epopea rock.
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