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PROMETHEUS - #7 - Fryderyk Chopin, il poeta della tastiera
27/12/2013 (4773 letture)
Cresciuto in Polonia, emigrato in Francia a seguito della rivoluzione cadetta diventando parte della Grande Emigrazione, il pianista trovò a Parigi la sua dimensione di musicista e la sua realizzazione sentimentale. Inventò una nuova forma musicale e visse una relazione con una grande scrittrice, prima di morire molto precocemente nel 1849. Questa è la sua storia.

UNA FAMIGLIA DI MUSICISTI E DEI PESANTI ATTACCHI
Nato nel 1810 a Zelazowa Wola, sobborgo di Varsavia dove ebbe i natali anche il violinista Henryk Szeryng. Chopin cresce nella capitale e, come sovente accade ai grandi musicisti passati alla storia, si nutre dell'atmosfera predisposta da una famiglia dove la musica ha un ruolo importante e si dimostra tale fin da bambino. Il padre Nicolas, infatti, è un musicista francese -flautista e violinista- la madre Tekia Justyna Krzyzanowska pianista e cantante, le tre sorelle (una di loro, Emilia, morirà appena quindicenne) anch'esse dedite a vari strumenti. Considerato questo humus, per Fryderyk è naturale seguire una certa strada. Il trasferimento in Polonia, però, costringe il padre ad occuparsi di mestieri più concreti, quali amministratore di un istituto di alto rango ed insegnante di letteratura e lingua francese. E' il suo insegnante di pianoforte, Wojciech Zywny, ad intuire le sue potenzialità decisamente superiori al normale, incitandolo a diventare un professionista della musica prima che il piccolo raggiunga i dieci anni. Già a questa età, però, si cominciano a manifestare con evidenza i sintomi della malattia che, in varie fasi, lo porterà alla morte. Si tratta di attacchi violentissimi di tosse accompagnati da emissioni ematiche che, al giorno d'oggi, vengono associate alla tubercolosi, accettata dai più come causa del decesso del compositore.

UN GENIO LICEALE
Tutto questo non è ancora in grado di ostacolarlo concretamente, ed il piccolo Chopin non tarda a diventare un idolo dei salotti per bene di una Varsavia sotto il governo dello Zar di Russia. Ancora settenne (!) debutta come compositore cimentandosi in una polonaise, danza ancora oggi molto popolare in Polonia, e si esibisce davanti ad un vero pubblico un anno più tardi. Dopo essersi ritagliato una solida fama nella capitale, nel 1827 si avvia agli studi di composizione, armonia e contrappunto presso il liceo della città. Anche qui non tarda affatto a mettersi in luce, tanto che il maestro Józef Elsner ne cita ufficialmente le qualità, non esitando a dargli del genio musicale. Dopo la polonaise, intanto, Chopin approfondisce lo studio di varie danze popolari (quello che oggi definiremmo folk), come la mazurka, peraltro diffusa in tutta europa, quindi patrimonio culturale transnazionale. Di questo periodo il Rondò n. 1 (a quindici anni) ispirato all'Italia e le Mazurche.

UN MUSICISTA IN AMORE
Con l'avanzare dell'età -si fa per dire- avanza anche la necessità di evolvere come musicista e di approfondire lo studio. Tra il 1827 ed il 1829 lo troviamo presso la Scuola Superiore di Musica, Dipartimento di Arti e Scienze dell'Università di Varsavia. Il fisico è molto cagionevole, ma ancora in grado di farlo partecipare alla vita sociale e culturale della città, all'epoca piuttosto viva. Oltre a scrivere musica, assiste ad opere -apprezzava in particolare quelle di Rossini- e concerti di importanti musicisti suoi contemporanei, tra i quali anche Paganini. A questi anni risalgono le Variazioni in Si bemolle maggiore e soprattutto i Rondeaux Virtuosistici, una forma espressiva inizialmente vocale utilizzata nella polifonia, poi diventata molto popolare (a titolo di cronaca, questa è giunta anche al progressive per tramite dei Focus nella loro Hocus Pocus, dimostrando come dalla classica vengano numerosissime forme espressive da molti considerate come peculiari della modernità), anche di derivazione popolare. Da qui e per i due anni seguenti, grandi sconvolgimenti attraversano la sua vita. Da un lato l'imporsi sempre più come musicista-compositore, in particolare con i due Concerti per Pianoforte, dall'altro lo svilupparsi della sua vita amorosa, che trova la sua quadratura nella relazione con la cantante Konstancja Gladkowska, sua coetanea.

RIVOLUZIONE E SALOTTI
Mentre si trova all'estero, a Vienna, cominciano a giungere pessime notizie su ciò che accade in Polonia, dove è ormai scoppiata quella che passerà alla storia come la Rivoluzione di Novembre. Alcuni giovani ufficiali polacchi sono in armi contro lo zar di Russia, il quale dominava Polonia e Lituania, ma nonostante l'appoggio dell'intellighenzia polacca, saranno duramente sconfitti dall'esercito russo agli ordini di Ivan Fëdorovic Paskevic. La tensione di quel tempo si riflette anche nella musica di Chopin, con la sconfitta finale dei polacchi che ispira lo Studio op. 10 n. 12, noto anche come La Caduta di Varsavia. Il musicista non tornerà mai più in patria. Intorno ai vent'anni, quindi, la sua vita si sposta a Parigi, città che lo accoglie a braccia aperte, facendone una stella da salotto, un musicista d'elite le cui esibizioni sono destinate in larghissima parte agli esponenti dell'alta società ed ai loro figli, molti dei quali diventano suoi allievi lautamente paganti. Rare sono le esibizioni pubbliche, comunque di successo, inoltre non mancano per lui contatti con altri grandi del tempo, come Listz e Bellini, tra gli altri. La parte amorosa della sua esistenza, che tanto bruscamente si era dovuta interrompere, riparte con un legame con la contessa Maria Wodzinska, che sfocia in un fidanzamento ufficiale, apertamente osteggiato dalla famiglia della nobildonna; la relazione si interrompe. La vicenda contribuisce notevolmente ad aggravare le sue condizioni fisiche, sui guai provocati dalla malattia che avanza sempre più, minando profondamente il suo fisico, si innesta la depressione provocata anche -pare- da sopraggiunti problemi economici.

SETTE ANNI, QUARANTACINQUE CHILI
Nel 1838, però, l'amore rientra prepotentemente nella sua esistenza, che si intreccia con quella della scrittrice George Sand. Nella sua figura forte e decisa, dedita anche a battaglie femministe, seppur abbastanza di retroguardia, attiva in politica, libera nell'amore (per lei anche una relazione con lo scrittore Alfred de Musset) e più grande di lui di sei anni, Chopin individua anche una figura materna. Il fatto è confermato dalle parole della Sand, la quale ebbe a dire di nutrire per lui "una sorta di adorazione materna". Il loro amore dura sette anni, durante i quali il musicista peggiora notevolmente in salute, arrivando a pesare solo quarantacinque chili. La situazione è così grave che la donna cerca di interrompere i rapporti sessuali, temendo siano troppo faticosi e pericolosi per un uomo nel suo stato. Il tutto si interrompe definitivamente nel 1839, quando un litigio circa l'esito del matrimonio della figlia di George (per la quale, si sussura, egli nutrisse anche un certo trasporto), porta alla rottura definitiva tra i due, lasciandolo solo, di nuovo alle prese con problemi di depressione e, conseguentemente, in difficoltà nello scrivere musica.
La concomitanza di questi fattori assesta un colpo micidiale al fisico di Chopin, con i sintomi di bronchite purulenta, tosse sanguinolenta e svariati altri relativi all'inesorabile incedere del suo male, aggravato dalla scarsissima resistenza che l'uomo può offrire preda della depressione, sempre più evidenti. Da qui in poi comporrà pochissimo.

UN PERNICIOSO TRASFERIMENTO
All'approssimarsi della fine, si trasferisce in Inghilterra, convinto a farlo dalle sorelle Stirling -una, Jane è una sua allieva- alla ricerca di maggiore tranquillità, ma la scelta si rivela infelice. Il rigido ed umido clima isolano non è precisamente quello più indicato per la tubercolosi, ma c'è qualcosa di ancora peggiore, l'idea delle Stirling di fargli fare vita mondana in quella situazione già così precaria. Le sue condizioni precipitano, inducendolo ad un frettoloso ritorno in terra di Francia, ma l'escursione albionica gli ha già dato il colpo di grazia. Con al fianco alcuni amici fidati come la contessa e musa ispiratrice Delfina Potocka il pittore Eugène Delacroix e la sorella Ludwika, si spegna durante la notte del 17 ottobre 1849. E' sepolto a Parigi, ma il suo cuore giace invece in Polonia, nella Chiesa di Santa Croce a Varsavia. Noto principamente come solista, Chopin compose comunque anche due concerti per pianoforte ed orchestra, cinque composizioni da camera ed una ventina di romanze, legando una buona parte della sua musica alla Polonia, da lui molto amata. In questa terra, la figura di Fryderyk Franciszek Chopin è ancora oggi mitizzata e fa parte della cultura popolare, tanto che a Varsavia, per fare un esempio, un teatro si occupa di mettere in scena esclusivamente sue opere. In suo onore viene poi organizzato il Concorso pianistico internazionale Frédéric Chopin che ha lanciato, tra gli altri, il nostro Maurizio Pollini, impostosi a livello mondiale già dagli anni '60. Parlando di influenza chopeniana sulla cultura popolare, quelli che tra voi sono appassionati di videogiochi e possiedono Halo 3, forse ricorderanno una campagna pubblicitaria che comprendeva l'uso del Preludio op. 28 n. 15, o addirittura un videogioco a lui ispirato come Eternal Sonata. Poetico esponente del romanticismo che pervase l'intera società del suo tempo -non è casuale la sua profonda amicizia con Delacroix- incarnò tra i primi la figura del professionista in musica, libero dai formalismi del classicismo. Una simile figura all'epoca era da considerarsi nuova, ed è ancora suscettibile di analisi profonda, come chiunque cerchi od abbia cercato di vivere con le sette note potrebbe testimoniare. Qui nacquero anche quelli che oggi chiameremmo shredders e quelli che cominciarono ad esplorare l'universo interiore, portando infine anche alle forme più estreme che oggi consideriamo tipiche del nostro tempo e fruibili da una ristrettissima elite di ascoltatori. Ma ora, per approfondire questi ed altri aspetti tecnici dell'opera di Chopin, lascio, come di consueto, la parola al nostro Giovanni "Giomaster" Perin.

POESIA DI NOTE RUBATE
Non si pensi ad un'esagerazione quando Chopin viene chiamato "il poeta del pianoforte", perché questa dicitura rappresenta pienamente la grandezza e la dimensione evocativa delle sue composizioni, che vertono quasi esclusivamente sul solo pianoforte, ad eccezione di poche opere: i due concerti ed il giocondo Rondò Alla Cracoviana, Op. 14 (in cui non mancano citazioni ai capricci di Paganini) ne sono i più celebri esponenti.
Tra le caratteristiche peculiari dello stile del polacco vi sono l'elevato virtuosismo, l'uso del rubato ed una forte vena evocativa, legata all'atmosfera di intimità che pervade alcune opere.
Il primo emerge sia tecnicamente, con l'uso di complessi arpeggi, trilli e accordi ribattuti (come nella Polacca Op. 26, no. 1 o in Fantasia-Improvviso, Op. 66, su cui molti chitarristi si sono cimentati in tapping), uniti a doppio filo al un meticoloso lavoro di revisione che il compositore svolse negli anni ed alla sua incessante volontà di apportare variazioni ed abbellire un determinato tema, che sotto forma di esplorazione armonica, legata non solo alle forme tradizionali ma anche all'uso di scale modali (Mazurka, Op. 6, no. 1, Rondò à la Mazur) e traendo spunti per innovative soluzioni anche dalla musica popolare, come testimoniano le numerose polacche e mazurche presenti nel catalogo chopiniano.
Il rubato, tecnica romantica fino al midollo (se non nell'origine, almeno nell'accezione) consiste nell'esecuzione di una frase senza seguire rigidamente lo schema del tempo imposto dal metronomo, ma sfruttando accelerazioni e decelerazioni per enfatizzare particolarmente un passaggio. Non è raro trovare nelle partiture chopiniane indicazioni a proposito che scorporano ulteriormente l'esecuzione di una mano da quella dell'altra; è anche stato tramandato che il compositore insistesse particolarmente su questo aspetto con i suoi allievi, perché questo insieme alla dinamica fornisce una vitalità ed un'imprevedibilità che vanno a rinforzare l'apporto emotivo di un'opera, contrapponendosi al bilanciamento e l'ordine tipici del classicismo.
Un 'ulteriore caratteristica che avvicina molto Chopin al metal è la profonda e malinconica intimità esplorata nelle brevi composizioni, che trova in preludi e notturni il proprio coronamento. Queste composizioni vertono tipicamente su strutture semplici e spesso tecnicamente non troppo elaborate, ma molto intense dal punto di vista emotivo. Tra i più celebri vanno ricordati Preludio, Op. 28, no. 15, Notturno, Op. 9 no. 2 e Notturno no. 20 in Do# minore in passato utilizzati anche in episodi cinematografici o pubblicitari.

NON SOLO FUNEBRI MELODIE
Tra i vari omaggi che il polacco ha ricevuto, come non citare la Marcia Funebre su cui gli Shining svedesi hanno costruito un intero brano (Through Corridors Of Oppression), che i Candlemass hanno tributato nell'album Nightfall ed i Bathory hanno inserito nella sezione solista del brano Call From The Grave; i russi Wine From Tears hanno invece optato per un omaggio più modesto, evocando qua e là lo spirito di Chopin nel fraseggio di For Those Who Died Sleeping.
I doomster Pantheist hanno preferito inserire un passaggio del Preludio, Op. 28, no. 20 nel brano Envy Us; invece ai Pensées Nocturnes va il merito di aver saputo fondere la musica del maestro con il black metal, nella traccia Dés-espoir, sfruttando il tema del Notturno Op. 55, no. 1. Anche i riferimenti cinematografici non mancano, ma su tutti domina il film Il Pianista di Roman Polanski che, oltre a contenere nella sua colonna sonora numerosi brani del maestro, scandisce i momenti salienti della storia (vera) del protagonista tramite alcune significative esecuzione delle opere chopiniane.
Un'ultima caratteristica chopiniana che spesso passa inosservata è l'uso del bordone (il termine indica l'utilizzo costante di una determinata nota come accompagnamento all'interno di un brano, che può arrivare ad interessare l'intera esecuzione), che si può notare ad esempio in Preludio, Op. 28, no. 15 e Mazurka, Op. 6, no. 3. A questo proposito è interessante ipotizzare che non solo Chopin, ma tutto il mondo della classica abbia contribuito ad influenzare coloro che poi daranno origine alla drone music, il cui nome significa proprio "musica di bordone", contrapponendo un carattere minimalista all'opulenza di cui viene tipicamente tacciata la musica classica. Si scorge la grandezza di un artista non dalla sua capacità di sapersi esprimere in modo unico ed inarrivabile con molte note, ma quando questo riesce a scolpire della musica immortale anche solo usandone poche.



Badlands
Mercoledì 9 Settembre 2015, 2.24.10
6
Solo una cosa: fu Chopin a voler essere seppellito accanto a Bellini, poichè morì dopo di lui (Bellini 1835, Chopin 1849)
Piero
Martedì 4 Agosto 2015, 2.07.28
5
Il mio compositore classico preferito
Delirious Nomad
Sabato 28 Dicembre 2013, 11.34.06
4
Splendido articolo! Seguo sempre con grande interesse questa rubrica, nonostante le mie limitate conoscenze nel campo. Bravi!
Raven
Venerdì 27 Dicembre 2013, 20.35.17
3
In effetti gli esempi nel mondo della classica non mancano..
jek
Venerdì 27 Dicembre 2013, 20.26.52
2
Altro bellissimo articolo di un'altro gigante, la sua marcia funebre mi fa venire sempre la pelle d'oca. Comunque tirando le somme genio musicale non va molto d'accordo con vigore fisico.
dario
Venerdì 27 Dicembre 2013, 10.39.50
1
Ottimo articolo che rende omaggio ad un genio assoluto della classica che ho sempre apprezzato. Non conosco tutte le composizioni, ma Il concerto numero uno per pianoforte è eccezzionale. Così come molti notturni.
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Prometheus #7, Fryderyk Chopin
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