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AXEL RUDI PELL - Una nuova, ignota avventura
04/01/2014 (1781 letture)
Barry: Buonasera Axel, bentornato su Metallized!
Axel: Buonasera e ben trovati! Come stai? Tutto bene?

Barry: Tutto a posto, grazie, spero sia lo stesso per te. Questa è la seconda volta che ci sentiamo per un'intervista, ricordi la prima per Circle of the Oath?
Axel: Certamente, io ricordo tutto!

Barry: Ahah buon per te! Sai, era la mia prima intervista telefonica e devo confessarti che ero un po' nervoso. Spero che stavolta vada meglio!
Axel: Ma andava benissimo anche l'altra volta, nessun problema!

Barry: Meglio così, grazie! Allora, cominciamo questa nostra seconda chiacchierata proprio con una domanda relativa al vostro ultimo album. Mi dicesti all'epoca che lo ritenevi con ogni probabilità il vostro miglior lavoro; lo pensi ancora adesso o magari vi siete superati con il nuovo Into the Storm?
Axel: Questa è una domanda molto facile a cui dare una risposta: certo che sì! E' ovviamente molto meglio ahah! A parte tutto, effettivamente ogni volta che pubblichiamo un nuovo album dico sempre che è il nostro lavoro più riuscito, ma in questo caso penso davvero che Into the Storm sia migliore di Circle of the Oath: due anni fa, quando lo abbiamo dato alle stampe, pensavo fosse un album eccellente, ma se ora lo riascolto non penso più che sia il migliore che abbiamo prodotto; voglio dire, ci sono ovviamente ancora delle canzoni che amo, è un buonissimo lavoro, ma ci sono anche un paio di brani che, se dovessi riscrivere oggi, concepirei in modo diverso. In sostanza penso che il nuovo album sia sicuramente più riuscito, più maturo e devo dire che rappresenta tutto quello che desideravo realizzare in questo momento.

Barry: Questo mi fa piacere; cosa puoi dirmi riguardo al titolo? Ha un significato particolare?
Axel: In realtà no! E' semplicemente un titolo che si sposa bene ad opere fantasy e cose del genere; prima ancora di ideare il titolo avevo già in mente il tipo di artwork che volevo, avevo in mente la nave, il teschio dall'aspetto sinistro, quel tipo di atmosfera magica…così, quando ho avuto materialmente in mano l'artwork, ho pensato a che tipo titolo si adattasse alla perfezione ad esso ed Into the Storm è venuto naturale: abbiamo un mare in tempesta, mostri marini e, se guardi molto da vicino, puoi notare tre persone sul ponte della nave, che si dirigono verso una nuova, ignota avventura. C'è un che di mistico, di misterioso…cose del genere insomma!

Barry: Ed ha anche bei colori vividi, il che non guasta. A proposito dell'artwork, possiamo vedervi raffigurato, come su molti tuoi album, un teschio…se non sbaglio per te è un simbolo di libertà, giusto?
Axel: Non tanto il teschio in sé, quanto il teschio inserito nel logo della band! Hai presente, i teschi assieme alla chitarra, ai draghi ed ai serpenti? Quello sì, rappresenta effettivamente un simbolo di libertà per me.

Barry: Ah perfetto, grazie del chiarimento; e cosa puoi dirci invece del pianeta Saturno, presente nella parte serena del cielo altrove in tempesta?
Axel: Anche se somiglia effettivamente a Saturno, nelle mie intenzioni non è detto che sia effettivamente lui! Mi spiego, l'idea che voglio dare è che gli oceani in tempesta che la nave sta solcando appartengano ad un altro mondo, forse persino ad un altro Universo! Chi può dire dove si trovi? Magari sul prossimo album avremo la risposta a questa domanda, chi lo sa!

Barry: Ahah va bene, speriamo di sì allora! Venendo alla parte più prettamente musicale, come hai lavorato per comporre la musica ed i testi del nuovo album? Sei stato ispirato da qualche evento o situazione in particolare?
Axel: Non ho tratto particolari ispirazioni perché le mie canzoni generalmente nascono nel corso degli anni. Magari mi trovo a casa mia, mi metto a fare un po' di pratica con la chitarra e mi viene in mente un riff che giudico interessante; a quel punto prendo il mio smartphone, che dispone di un apparecchio di registrazione vocale e che praticamente ormai è uno studio musicale portatile, canto la melodia di turno per catturarla e registrarla. Così è stato anche per Into the Storm, quindi, sostanzialmente, si può dire che la mia fonte di ispirazione sia quel po' di magia che circola nell'aria!

Barry: Sei fortunato a percepirla, allora! Into the Storm è stato anche il primo album con alla batteria Bobby Rondinelli, fra parentesi a mio parere un'ottima scelta, vista la sua esperienza ed il suo stile potente e melodico al tempo stesso; come lo avete scelto per rimpiazzare Mike Terrana? Vi ha aiutati con la composizione di qualche arrangiamento?
Axel: Per quanto riguarda la seconda parte della tua domanda, le canzoni erano già state tutte scritte ed arrangiate prima che Bobby si unisse alla band; quanto alla prima parte, Mike è stato costretto a lasciarci perché non aveva materialmente il tempo per suonare con noi dal vivo nel tour del prossimo anno: aveva infatti già preso impegni con Tarja Turunen, che sarebbero andati a coincidere con le nostre date dal vivo, quindi mi ha detto che sarebbe stato disponibile a registrare l'album, ma non a venire con noi in tour. Ho parlato con Mike e gli ho detto che probabilmente era meglio separarsi ancor prima di iniziare le registrazioni, perché mi sembrava avesse poco senso tenere un batterista solo per registrare e poi presentarsi dal vivo con un nuovo musicista. A quel punto mi sono chiesto chi potesse sostituirlo e per me è stato chiaro fin da subito che Bobby fosse l'uomo giusto: lo considero uno dei migliori batteristi di sempre, ha suonato con Rainbow, Black Sabbath e band del genere, ha un bel suono ed uno stile eccellente. Sapevo che un mio carissimo amico si teneva in contatto con Bobby, con il quale si conoscono dai tempi dei Rainbow dal momento che, quando Bobby suonava con loro, all'inizio degli anni 80, lui era assistente di Ritchie Blackmore; si vedono ancora per Natale, per i compleanni ed occasioni di questo tipo! Ho chiesto allora al mio amico di fornirmi l'indirizzo e-mail di Bobby, al quale ho spiegato chi fossi ed ho scritto che eravamo alla ricerca di un nuovo batterista…lui mi ha risposto che sì, aveva sentito il mio nome, ma non aveva mai ascoltato la mia musica. Ho pensato: Iniziamo bene!, mi ha chiesto di mandargli un po' di file, di link di youtube e, dopo averli ascoltati, mi ha risposto che era proprio il tipo di musica che amava e che gli sarebbe piaciuto suonare. Gli ho detto che però avrebbe avuto poco senso fargli registrare l'album se poi non avesse potuto venire con noi in tour, ma mi ha risposto che era libero e disponibile anche a suonare con noi il prossimo anno. A quel punto ha preso un volo da New York alla Germania ed ha registrato l'album assieme a noi. Sai, fin dal primo momento in cui l'ho visto lavorare con noi mi sono sentito come se lo conoscessi da oltre dieci anni, quasi come fosse un fratello! Mi ha detto che la mia era esattamente la musica che amava di più ed ha partecipato alle registrazioni con un entusiasmo incredibile!

Barry: Insomma l'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto!
Axel: Esatto! Non ho fatto nessun altra audizione per altri batteristi, perché era palese che fosse perfetto! Non cos'avrei fatto se avesse detto di no…ma per fortuna non l'ha fatto!

Barry: Buon per voi allora! Nell'album c'è anche una cover di Hey Hey My My, di Neil Young; a me piace moltissimo, ma è indubbiamente una scelta sorprendente per un gruppo heavy metal, quindi vorrei chiederti come mai hai scelto proprio questo brano e, visto che ci siamo, cosa ne pensi del suo celebre verso It's better to burn out than to fade away.
Axel: L'ispirazione per realizzare questa cover non mi è venuta tanto dal brano originale di Neil Young, quanto dalla serie tv americana Sons of Anarchy, che racconta le vicende di un immaginario club di motociclisti; ero alla tv quando è stato trasmesso questo episodio –mi pare fosse nella terza stagione- in cui vi era una cover del brano da parte di Battleme. La cosa che mi ha più colpito è stata il fatto che questa cover fosse realizzata solo con voce e piano, senza altri strumenti ed ho pensato che fosse stata una splendida idea reinterpretare un brano di rock classico di Neil Young in quella maniera. Ho proposto quest'idea ai ragazzi della band ed anche a loro è piaciuta, quindi l'abbiamo realizzata, ovviamente inserendo qualche arrangiamento in più rispetto al solo piano, come la batteria e la chitarra elettrica. Quanto al verso, è indubbiamente un classico e mi piace molto! La canzone è interamente basata sul rapporto fra la vita e la morte e devo dire che concordo conNeil Young, anche io preferirei bruciare in fretta che spegnermi lentamente!

Barry: Vero! Peraltro è interessante che tu abbia scelto una canzone che parla del rapporto fra la vita e la morte, quando se non sbaglio tale rapporto era l'argomento di base di Circle of the Oath!
Axel: Esatto, tutto torna alla fine!

Barry: Pare di sì; naturalmente, come tradizione, sul disco abbiamo anche una ballad, che è When Truth Hurts. Devo dire che apprezzo le ballad, penso sia molto più facile che un gruppo di musica pesante riesca a scrivere una buona ballad, piuttosto che un gruppo di musica leggera riesca a scrivere un buon brano di musica pesante! Cosa rappresenta per te scrivere una ballad? Che significato ha nell'ambito della tua produzione?
Axel: La ballad mi piace perché è possibile infondervi molte più emozioni e sentimenti rispetto ad un brano hard ‘n' heavy; anche quando scrivo un riff per un brano heavy normalmente cerco sempre di comunicare qualcosa, ma è sicuramente un po' più difficile, mentre la ballad è ideale per esprimere emozioni. A differenza di altri gruppi, che dicono Oh cavolo, adesso dobbiamo scrivere una ballad perché sul disco manca!, io posso dirti che magari sul prossimo album non ce ne sarà nessuna, perché non ho idea di quel che scriverò in futuro e non so se mi verrà in mente una buona idea per comporre una ballad! Quanto a When Truth Hurts, sono molto soddisfatto del risultato finale e credo sia una delle ballad più dolci che io abbia scritto da parecchio tempo a questa parte.

Barry: Molto bene, allora sarà un ascolto obbligato. Dopo la pubblicazione di Into the Storm lo porterete in tour in giro per l'Europa e nella prima parte di questo tour sarete accompagnati dai giovani glamster tedeschi Rebellious Spirit; vorrei quindi chiederti se hai scelto tu personalmente questi ragazzi, se ti piace la musica che fanno e se apprezzi in generale le sonorità glam metal.
Axel: La decisione è stata non solo mia, ma anche della band stessa, che si era offerta di accompagnarci e che peraltro è nostra compagna di label; devi sapere che abitualmente riceviamo molte richieste da parte di gruppi che vogliono venire in tour assieme a noi, solo stavolta ne avremo ricevute una ventina! La decisione finale è ricaduta sui Rebellious Spirit perché li ho visti dal vivo e li ho trovati giovani ed abbastanza selvaggi: penso siano perfetti come band di apertura per qualunque artista, perché suonano del puro hard rock, si divertono molto nel farlo e sono in grado di far divertire e scaldare a dovere l'audience. Per ciò che riguarda il glam metal, ti confesso che non ero nel complesso un suo grande fan negli anni 80! C'erano solo alcune band che effettivamente mi piacevano, come i Motley Crue, i Cinderella o i Ratt; diciamo che suonavano meglio di come apparivano, ecco!

Barry: Ahah indubbiamente! In effetti anche a me tutto sommato piace, ma trovo ci siano band che effettivamente suonano ottima musica ed altre basate quasi esclusivamente sull'aspetto. Visto che hai nominato i Motley Crue, loro sono indubbiamente fra i miei preferiti del genere, anche se devo dire che li ho visti live nel 2009 (era il Gods of Metal al Brianteo di Monza, ndt) e mi sono sembrati l'ombra del passato…Vince Neil soprattutto cantò abbastanza male, ricordo che lo paragonavano a Paperino!
Axel: Oddio, che cosa orribile! Non li ho visti dal vivo negli ultimi anni, ma mi è parso di averli visti di recente in un video e sono rimasto favorevolmente colpito perché mi sono parsi ancora forti, Vince compreso!

Barry: Ma sì, può anche darsi che fosse una serata storta! Va peraltro detto che i Motley in quell'occasione suonarono dopo gli Heaven and Hell e quindi il confronto con Ronnie James Dio era piuttosto difficile!
Axel: Ahah su questo sono d'accordo, chiunque sarebbe parso scarso rispetto a lui!

Barry: Già…a tal proposito, so che Ronnie è stato una tua grande fonte di ispirazione, lo conoscevi personalmente?
Axel: Sì! Abbiamo anche fatto da spalla all'ultimo tour degli Heaven and Hell in Germania, nel 2009. L'ho incontrato diverse volte a festival ed occasioni del genere e posso dire che eravamo divenuti amici, quindi sono stato davvero molto triste quando è morto. Anzi, per me era anche qualcosa di più di un amico, era quasi come un fratello…ricordo in particolare, sempre in occasione del tour del 2009, che una sera -mi pare fosse il secondo show del tour, a Berlino- Ronnie mi vide nel backstage e mi disse che gli avrebbe fatto piacere invitarmi nel suo camerino a prendere un drink ed a fare due chiacchiere; ovviamente gli dissi che avrebbe fatto piacere anche a me ed abbiamo trascorso le successive due ore a parlare praticamente di ogni cosa, di Ritchie Blackmore, dei Rainbow…era davvero una bella persona (successivamente ho controllato per curiosità le date del 2009…ed effettivamente la seconda fu a Berlino. Pensavo che la storia del ricordare tutto fosse stata un po' esagerata, ma mi sono dovuto ricredere! ndt).

Barry: Una bellissima persona ed un grande artista che continuerà purtroppo a mancare molto a tutti noi…oltre a Ronnie, mi piacerebbe sapere quali altri artisti ti hanno ispirato nel corso della tua carriera e se ci sono altre band magari più recenti e meno conosciute che apprezzi.
Axel: Normalmente non ascolto quasi nulla per il semplice fatto che non ho tempo! L'unica cosa che realmente ascolto è la radio, magari quando sono in macchina; ogni tanto mi capita di sentire qualche canzone che cattura la mia attenzione e non importa che sia hard rock, metal o pop, l'importante è che abbia una bella melodia. Per il resto non vado quasi mai in qualche club o locale ad ascoltare nuove band…non mi piace, non so perché, ma questo è quanto! Per quanto riguarda le fonti di ispirazione, mi piacciono un po' tutte le band hard ‘n' heavy degli anni 70. Ero ad esempio un grande fan degli UFO e di Michael Schenker che suonava con loro, e naturalmente dei Rainbow e dei Black Sabbath con Ronnie alla voce.

Barry: Ah, quindi li preferivi con Ronnie piuttosto che con Ozzy?
Axel: Assolutamente sì!

Barry: Ahah bene! Ti confesso ho sempre pensato ai Black Sabbath con Ozzy e Ronnie come due band diverse: amo entrambe le loro incarnazioni, ma trovo che avessero uno stile, un modo di comporre, una melodia e dei testi molto differenti fra loro, accomunate in pratica dal nome Black Sabbath, oltre che naturalmente dagli altri musicisti.
Axel: La penso come te, sono completamente d'accordo! Anche il fatto che nell'ultimo tour avessero cambiato nome in Heaven and Hell, al di là dei problemi legali, è la dimostrazione materiale del fatto che fossero due band diverse fra loro! A me piacciono entrambe, naturalmente, ma li preferisco con Ronnie anche per via del fatto che con lui le loro sonorità sono più vicine a quelle che personalmente amo.

Barry: Eh sì, allora è normale. Ok, direi che ti ho praticamente chiesto tutto quello che potevo chiederti! E' stata davvero un'intervista piacevole e, che dire…spero che prima o poi avremo finalmente l'occasione di vedervi qui in Italia!
Axel: Lo so, lo spero davvero tanto anche io! Ogni volta che organizzo un tour chiedo all'agenzia notizie riguardo al tuo Paese e mi rispondono sempre che non ci sono occasioni adeguate, che sarebbe solo uno spreco di denaro. Spero realmente che si riesca ad organizzare uno spettacolo in Italia, magari nella prossima parte del tour, in qualche club o a qualche festival! Fra l'altro farebbe piacere a tutti noi, anche perché sia Johnny sia Bobby hanno origini italiane, quindi gli farebbe molto piacere tornare a casa!

Barry: Allora speriamo che si riesca davvero ad organizzare! Per chiudere al meglio quest'intervita, visto che l'altra volta ho provato senza grande successo ad augurarti buona fortuna per il nuovo album in tedesco, stavolta, visto che è Natale, provo ad augurarti Buon Natale! Pronto? Frohe Weinachten Axel!
Axel: Ahaha grazie, anche a te! Mi spiace non poter ricambiare, ma in italiano so a malapena qualche parola…che so, pizza, spaghetti…ah, anche grappa (ovviamente le parole in corsivo sono state pronunciate nella nostra lingua, ndt)!

Barry: (dopo aver rischiato il collasso, ndt) Ahah beh se non altro sapresti bere e mangiare! Ok…che altro aggiungere, se non grazie per quest'intervista? Credo sia stata decisamente migliore della prima! La prima è stata buona, ma questa è stata grandiosa…un po' come Circle of the Oath e Into the Storm!
Axel: Meglio così! Auguro di nuovo un Buon Natale, buone vacanze ed un felice anno nuovo a te e naturalmente a tutti i vostri lettori. Spero che potremo vederci a qualche show, da qualche parte.

Barry: Speriamo di sì! Ciao Axel, confido che ci sarà una terza intervista!
Axel: Ahah perché no? Alla prossima!



videoklip
Domenica 5 Gennaio 2014, 21.52.58
3
La musica di Axel non è che sia tutta questa originalità,ma abbinata alla voce di Gioeli,da la carica giusta alle mie orecchie,ascoltarlo mi ha dato la spinta giusta per superare un annata terrificante da depressione,spero di comprarlo e di godermelo.
Sans
Domenica 5 Gennaio 2014, 10.02.59
2
mi associo al commento uno!
Sambalzalzal
Sabato 4 Gennaio 2014, 11.12.25
1
Grandissimo Axel e aspetto di ascoltare l'album!
IMMAGINI
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Axel, copertina di Rino Gissi
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