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WE ARE THE ROADCREW - #0 - Over-Tour: gli Overtures al Brazitalian Metal Tour
08/01/2014 (1833 letture)
Introduzione a cura di Andrea Trecarichi "Metal3K"

Cari amici,
prima di iniziare apro una breve parentesi per comunicarvi che questo articolo aprirà una nuova serie, dal titolo
We Are The Roadcrew, che avrà lo scopo di raccontarvi aneddoti, sensazioni, episodi vissuti dalle band e dalle rispettive crew durante i loro tour. Ciascuno di questi articoli sarà impostato attingendo direttamente alle fonti, raccogliendo e rielaborando pensieri e ricordi di chi ha vissuto questo tipo di esperienze in prima persona, dai tecnici ai componenti delle band stesse.
In questo numero seguiremo insieme le tappe di una band goriziana, gli
Overtures, che a Novembre ha supportato e seguito i power progster brasiliani Almah e gli italiani Secret Sphere in giro per l'Europa in occasione del Brazitalian Metal Tour.
Lascio la parola ad
Enrico Latino "tino84" che, nel suo racconto, vestirà i panni del vocalist Michele Guaitoli facendoci rivivere non solo i momenti salienti di un tour, ma soprattutto lo spirito di una giovane band nel corso di un viaggio indimenticabile.


PREMESSA
Sapevo già da tempo del tour degli Overtures a fianco di Secret Sphere ed Almah, così ho avuto modo di chiedermi cosa possono provare musicisti di una solida realtà, che partono da una piccola provincia, portando la loro musica lontano in prima persona. È inutile, io non saprei dirlo e questa volta un semplice report non può essere d'aiuto. Bisogna chiedere ai diretti interessati; così il giorno prima della loro partenza, parlando con Michele Guaitoli, gli propongo una cosa "diversa": prendere nota di tutto, sensazioni, emozioni, aneddoti, casini e quant'altro. Una volta in possesso della voce dei protagonisti, non mi sarebbe rimasto altro da fare che arrangiare e descrivere il tutto in una sorta di racconto, idealmente narrato in prima persona dagli Overtures stessi.
Prima di iniziare, si tenga quindi presente che i dialoghi sono solo frutto di una rielaborazione operata dal sottoscritto che, basandosi su materiale raccolto direttamente dagli Overtures, ha adattato le sensazioni e le emozioni del gruppo alle necessità del racconto; l'uso della prima persona singolare è solo un artificio narrativo.

PARTENZA!
Lo ammetto, un po' non ci credo. Sono qui che guido, su un'autostrada che sembra non finire mai. Gli altri della band sembrano tranquilli a vedersi, ma sento che anche loro sono impazienti di arrivare. Se è almeno la metà di quello che riesco solamente ad immaginare, salire sul tour-bus sarà incredibile.
Gli altri mi leggono nel pensiero, d'altronde stiamo insieme da tanto tempo e l'affinità tra noi non fa altro che aumentare. Non è la prima volta che andiamo in tour, eppure questa emozione è diversa, magnetica. Non so perché, saranno forse i paesi che visiteremo, dove il metal è sentito in maniera diversa, con un maggior interesse, o il fatto di ritrovarci con band come i Secret Sphere (diavolo, ho i loro cd sul comodino!), o l'idea di aver la possibilità di portare la nostra musica in posti che non conosco. Non lo so, sarà tutto l'insieme probabilmente, però è una bella sensazione, ecco. Chissà quanto pubblico riusciremo a fare, se riusciremo a non fare cazzate, a non sprecare occasioni; basta, è inutile pensarci adesso, anche perché ormai ci siamo: "oh ragazzi, guardate laggiù", ecco il Tour-bus!

ROMPIAMO IL GHIACCIO
-"Ciao Michele (Luppi, cantante dei Secret Sphere, N.d.R.), tutto bene?" "ehi, ciao ragazzi, sì, tutto ok"-. Siamo prontissimi, saluto Gabriele, che ci farà da fonico; già lo conosco, è fenomenale nel suo lavoro. Ecco Tiziano ed Arthur, i backliner, l'autista, poi gli Almah… -"Ciao"-, lui è Jeep, il tour manager, la ragazza invece è Vic, per il merchandise, -"Ciao a tutti"-. Ok, siamo una ventina, tutti pronti, carichi, ora però torno con gli altri, mi serve un attimo stare con facce conosciute, devo ancora assestarmi un poco, salgo sul tour-bus e... -"Guarda che roba"- mi viene da dire, è immenso dentro. Abbiamo anche la tv, pure la play, guarda lo spazio per dormire e... possiamo anche fare il caffè! Beh, ci mancherebbe, d'altronde siamo italiani e brasiliani, non si può stare senza caffè. Cominciamo a caricare l'attrezzatura, siamo tutti in movimento, nessuno escluso, ci si dà una mano senza problemi ed in poco tempo siamo già pronti per partire!
-"Oh ragazzi, come vi sembra?" "stratosferico, davvero, sembrano tutti simpatici no?"-.
Il viaggio è lungo, -"Facciamo due chiacchiere con gli altri?"- Ah, eccoli che vengono verso di noi, -"Ehi sì tutto bene e voi? Sì a me piace molto quel gruppo, è grandioso anche live, a me piace quell'amplificatore, gli dà un suono particolare ecco; ah, tu usi quello? Sì ne ho sentito parlar bene, davvero"-. Nel giro di due minuti siamo qui tutti assieme, a parlar con tutti di tutto, da non crederci, Michele lo conosco e so che è un personaggio, socievole e simpatico, ma anche i ragazzi degli Almah, non pensavo, ok non vuol dire niente, però insomma, a me musicisti che si ritrovano al Rock in Rio davanti a migliaia di fan adoranti, sembrano sempre un poco irraggiungibili e lontani. Mi sto rilassando, il clima è veramente disteso, non riesco a pensare ad altro che a questo momento ed è tutto così incredibile. Ora mi sento più tranquillo, sicuro e sento che sarà un tour grandioso. Abbiamo rotto il ghiaccio con gli altri, con qualche nostra ansia ed il viaggio si fa più piacevole.

PRIMA TAPPA
Ah, siamo arrivati, fantastico. Amburgo si presenta bene e solo per il fatto di essere in Germania, mi chiedo come andrà la serata, si sa che qui sono molto ricettivi su queste cose. È davvero bello il locale, non me lo aspettavo così grande da fuori. Dai che si comincia, i backliner Tiziano ed Arthur sono già lì che scaricano e portano dentro l'attrezzatura, anche Edu (Falaschi, cantante degli Almah, N.d.R.) e Michele Luppi danno una mano, e poi via via gli altri, un unico gruppone con il solo obiettivo di preparare tutto al meglio per suonare. -''Dai ragazzi, sbrighiamoci che dobbiamo andare al soundcheck e poi preparare il nostro palco''-, non possiamo perdere tempo. Quanto pesa sta roba, -"Ecco mettilo lì. Come scusa Marcelo (Barbosa, chitarrista degli Almah N.d.R.)? Sì, quello puoi metterlo lì, grazie, ma tranquillo facciamo noi, senza problemi, no no, ok semplicemente non serve che vi disturbiate a darci una mano, ah ok se avete piacere, ottimo, ci fa comodissimo"-. Incredibile, non l'avrei dato per scontato, ecco, dopotutto sono il fulcro su cui si reggerà il tour, gli headliner, ma vedere le persone dei gruppi per cui apriamo il concerto sbattersi per aiutarci ad allestire il tutto è veramente bello. Discuto un attimo con il fonico, Gabriele e gli spiego un paio di cose su cosa mi piace; mi capisce al volo il ragazzo, si sa con lui non ci saranno problemi, grande! Si parte con le prove. Ed è il turno dei Secret Sphere, -"senti che roba"-, dimmi che non si vede lontano un chilometro che questi sono professionisti; è difficile spiegarlo, ma come li vedi calcare il palco, capisci che sono ad un altro livello, hanno tutta un'altra armonia, dosi di tecnica. –"Abbiamo da lavorare ancora parecchio per essere come loro ragazzi"-.
-"Oh Andrea (Cum, batterista degli Overtures, N.d.R.), senti qui che pattern, che ritmo"-, cacchio, parte l'headbanging in automatico. Marcelo (Moreira, batterista degli Almah, N.d.R.) è perfetto, senti cosa crea con Raphael (Dafras, bassista degli Almah, N.d.R.), non riesci a stare fermo, è proprio vero, questi vengono da un altro continente, da un altro posto e la differenza di ritmo si sente, ce l'hanno proprio nel sangue i brasiliani.
E senti Marcelo come vola su quelle corde, -"ma come fa?"-. Sono uno spettacolo già adesso questi, veramente incredibili. -"Ehi ragazzi, grandiosi"-, oh adesso Marco (Falanga, chitarrista degli Overtures, N.d.R.) vuol sapere come si fa quel passaggio lì, è già piombato su Marcelo a chiedere lumi. Certo però, stare con professionisti del genere non può che farci bene, possiamo solo imparare da musicisti come loro. Questi momenti ti fanno capire che c'è ancora tanta strada da fare, tanto lavoro da perfezionare e soprattutto capisci quanta fatica, quanto studio, quanto sudore deve esserci per arrivare a diventare headliner, non lo diventi per caso o per fortuna, ma con impegno. Magari anche noi un giorno saremo lì, a portarci dietro band di supporto, a dispensare consigli e scambiarci opinioni con band nuove e promettenti, chissà. E se penso che condivido questa esperienza con persone umili e professionali come loro, mi viene ancora più voglia di dare solo il massimo.
Adesso realizzo che faremo il soundcheck, davanti agli altri. Ok, è solo il soundcheck, è ovvio che siamo tutti qui, però insomma è la nostra prima esibizione di fronte a tutti i nostri compagni di viaggio. C'è sempre un po' di tensione con queste cose, non che mi preoccupi di fare dei casini, ma sono in lieve paranoia, metti che non gli andiamo bene o per una stupidaggine non riusciamo a fare una buona impressione, rovinandoci il tour? Siamo all'inizio, non sarebbe bello proseguire con gli altri che non ti considerano al loro livello, sarebbe un disastro.
Raggiungo i miei, cerco un attimo di tranquillità, parlo con i ragazzi per stemperare le ansie, -"beh, se siamo qui comunque qualcosa di buono lo abbiamo fatto, lo abbiamo dimostrato lungo tutti questi anni di avventure, dobbiamo solo continuare a suonare come fatto fino ad ora"-, via preoccupazioni ed angosce dai, bisogna essere professionali, -"suoniamo come sappiamo, come sempre"-. Parti con la musica! –"Aggiusta un attimo qui, un poco sulla cassa, alza la voce, taglia qualcosa sulla chitarra, ottimo, uno due tre prova, dai facciamone una"-. Metal!
Ok, perfetto, ora lasciamo il palco, chissà gli altri che idea si saranno fatti. –"Eh, dici davvero? Grazie Edu, mi fa piacere sapere che vi siamo piaciuti"-, da non credere, anche Aldo (Lonobile, chitarrista dei Secret Sphere, N.d.R.), Federico (Pennazzato, batterista dei Secret Sphere, N.d.R.) e Michele vengono da noi, -"Grazie, grazie dei complimenti, sì speriamo in bene stasera"-. E chi se lo aspettava che i ragazzi sarebbero stati così contenti di noi già dal soundcheck, li abbiamo convinti! E adesso, ho una voglia matta di suonare! Ed in men che non si dica siamo sul palco, davanti ad una folla appassionata e divertita, non li ho contati stasera, lo giuro, non mi interessa quanti sono, ma non è importante, la risposta del pubblico c'è, ed è positiva, ed è questo quello che conta, ed io sono tranquillo, sereno, il perfetto stato d'animo per far vibrare di energia Amburgo!

IL VIAGGIO CONTINUA
Serata magnifica, partenza ottima, sembrano tutti contenti delle esibizioni di oggi, anche il gestore è soddisfatto, -"auf-wiedersehen"-, ora tocca caricare tutto sul bus, altra sfacchinata, ma ne vale la pena. Ok si riparte verso Kerkrade, Olanda; sono affaticato certo, ma non stanco, non ho voglia di dormire e neppure gli altri sembra. L'euforia ci circonda, ci si scambia opinioni sulla serata, su cosa è andato benissimo e su cosa migliorare, ed è un fondersi impressionante di esperienze e situazioni quelle che fluiscono lungo la strada tra noi. Fino ad oggi avrei pensato di avere a che fare con musicisti professionisti, ok, ma anche con persone distaccate, lontane, estranee insomma, ed invece siamo qui, neanche fossimo vecchi amici che si rincontrano assieme dopo tanto tempo, è una sensazione impagabile.
Nuovo locale, vecchia storia, solito andirivieni di bagagli e persone, e dopo l'esibizione mi godo il concerto degli altri, -"senti Michele cosa prende, è impressionante la tecnica che si ritrova, davvero un mostro. La serata prosegue senza intoppi, vediamo se anche il proprietario è contento; -"non c'è male"- dice, ma a suo dire, -"la crisi si sente forte anche qui, molti rinunciano a questo tipo di serate perché soldi ce ne sono sempre meno"-, che peccato; invece gli appassionati, i fan, ti seguono dove possono, facendo piccoli e grandi sacrifici per essere lì a vederti ed è per loro che dobbiamo essere al meglio, sempre! Domani c'è il day-off in Belgio, ma ora è tempo di aiutare gli altri a portar fuori gli strumenti. Poi una veloce uscita a bere qualcosa e via ancora una volta. Si fa mattina, stiamo cercando il posto, -"Ma come mai siamo fermi?"- Mi sa che il tipo davanti a noi ha qualche problema all'auto, -"gli serve una spinta"-, un gruppetto misto tra ragazzi dei Secret Sphere ed Almah scende a dare una mano, con quei quattro a spingere, quell'utilitaria potrebbe registrare il nuovo record sul giro di Monza, altroché! Arriviamo finalmente al club, è piccolino, lo spazio è quello che è, semplice, quasi intimo, fa molto rock 'n' roll. Montiamo gli strumenti, soundcheck, -"quindi che si fa ragazzi, jam"-? Canzoni vecchie, conosciute, vai con la cover degli Iron, io provo a suonare il basso, -"Edu, vieni a cantare"-, la chitarra passa da musicista a musicista, -"Michele, vieni su anche tu dai"-, condividiamo tutti lo stesso palco, tutti assieme, cantiamo di tutto, ci scambiamo strumenti, ruoli ed il pubblico apprezza, sarà anche un day-off ma ne sta uscendo una serata inimitabile. Altra serata qui in Belgio, altro locale, a Roseleare, entriamo.. ma quella roba là sopra che è? –"Ma è veramente spazzatura?"- Non ci credo, ci sono rifiuti ovunque, mah, speriamo non sia un concerto da buttare quello di stasera allora. Ovvio che no, anche questa serata esce splendida, a sentire l'opinione dei presenti. -"Ragazzi, anche questa data è stata mitica"-, e mano a mano che suono in questo tour, sento che acquisto sempre più fluidità, naturalezza; suonare dal vivo è davvero la palestra migliore. Carichiamo tutto e –"facciamoci un giretto per la città"-, poi via alla volta di Parigi. –"Edu, partita a calcio alla play, che dici? Italia contro Brasile, occhio che son allenato. Te l'ho detto che son forte, vuoi la rivincita?".
Arrivati, -"oh, fermati un attimo, non posso andarmene da qui senza una foto della Tour Eiffel, se no chi li sente i miei a casa quando torno"-. È ora di andare, il locale è veramente bello, il pubblico caloroso, anche qui apprendo dal gestore che i soldi latitano, a noi va bene lo stesso, pazienza, la serata al solito è perfetta, poco da dire, fino ad ora siamo stati tutti bravi, regalando show di assoluto livello. Non è superbia o autocelebrazione, è che sono sempre tutti contenti, pubblico, gestori, fonici, backliner, tutti insomma e tutto ciò ci dà forti indicazioni sul fatto che riusciamo a dare il meglio di noi stessi, sempre. E poi tutti sappiamo di voler migliorare il più possibile anche i più piccoli particolari e questo è un bene, soprattutto per noi Overtures. Saliamo sul bus verso la Spagna e via... beh non proprio, -"qui c'è qualcosa che non va''-, il tour-bus sembra avere dei problemi, -"quindi che si fa ora?"-.

ANCORA ON THE ROAD
Ok, rimediamo una corriera, trasferiamo tutto da una parte all'altra; beh, ovviamente tra i due mezzi non c'è paragone, ma non è un problema, nessuno si lamenta, l'importante è poter continuare, -"siamo di nuovo on the road"-.
-"Che caldo che fa qui"-, 22 gradi ad Ottobre, magari anche da noi fosse così, nello sperduto Nord-Est italico.
Il locale è veramente bello, veramente grande, caratteristico, l'atmosfera è calorosa, come anche l'accoglienza, -"si sta bene qui"-. Altra serata con i fiocchi, anche di più, l'energia che i fan raccolgono qui sotto è favolosa e ci fa dare quel qualcosa in più per rendere la serata irripetibile. Penso ad un certo punto che siamo già a metà strada ed è facile per me tracciare un primo bilancio: stiamo migliorando. Davvero, non siamo gli stessi di quando abbiamo lasciato l'automobile nel parcheggio, ci stiamo continuamente confrontando con i migliori, che non esitano a parlarci ed a darci consigli. Io ho ricevuto importanti trucchetti su come gestirmi on stage e Marco, beh dovreste vederlo zompettare sul palco, roba che se la racconti in giro non ci credono, e tutto grazie ai piccoli suggerimenti degli altri. Inutile, mi ripeto, ma essere in compagnia di persone così fenomenali, oltre che di musicisti navigati, fa solo del bene alla nostra band. Considerando il nostro livello di partenza rispetto a loro, siamo quelli che ci stanno guadagnando di più da questo tour. Avanti, altro posto, siamo a Gjion. No, aspetta, questo non è un "posto", -"ma è un casinò"-. Ed è anche dannatamente di classe, oltre che immenso. Addirittura prima di noi danno la serata di liscio per coppie di anziani, assurdo. Mi aspettavo qualche occhiata torva da parte di qualche anziano, invece no, si vede che sono abituati a metallari con i capelli lunghi qui. Vai, si parte. Il pubblico presente è spettacolare, davvero vibrante e coinvolto. Il locale poi è davvero grande e sembra ci tengano davvero molto al metal da queste parti. –"Oh ragazzi, ma quello non vi sembra di conoscerlo? Ciao, sì, ma sbaglio o tu eri anche ieri sera a Erandio? Dai, ti sei fatto 300km per vederci di nuovo, perché ieri sera ti siamo piaciuti?"-. Ma grandissimo, ma pensa te, la sera prima è venuto a vedersi Almah e Secret Sphere, gli siamo piaciuti anche noi e si è fatto tutta questa strada per venirci a sentire di nuovo: mitico! Contando che anche qui la crisi è più forte che mai, è davvero una fortuna aver conosciuto un fan così innamorato della nostra musica. Possiamo solo dirti -"grazie"-, davvero. Il concerto va avanti, sentire Luppi è per me uno spettacolo nello spettacolo, è veramente immenso oltre che un casinaro di prima categoria, con lui si ride e si scherza praticamente sempre, il compagno di viaggio ideale. Tutti molto contenti e soddisfatti anche qui e così possiamo salutare la Spagna e il suo calore al meglio. Ora si va a Marsiglia, poi si torna verso casa. Ma qui è tutto oltre le mie più rosee aspettative. Il locale è grande, curato ed accogliente, il pubblico è elettrizzato! E fa quasi più casino di noi, cerchiamo di dare il massimo, e ci riusciamo, ed è la migliore serata del tour, non che le altre fossero da meno, però qui siamo davvero in forma, siamo un meccanismo di precisione perfetto ed in più abbiamo assimilato alla grande tutti gli insegnamenti raccolti qui e la durante le altre date; il calore dei fan ha fatto il resto. Bellissima serata per noi, ma ora sono contento di tornare a casa, anche se questo significa purtroppo che siamo vicini alla conclusione di questa esperienza.

LA FINE DEL VIAGGIO
E siamo qui, al Colony, scarichiamo tutto, proviamo, -"il suono non mi piace moltissimo"-, stasera Gabriele mi ammazza, gli sto facendo fare davvero gli straordinari, ma alla fine il suo lavoro è apprezzato dovunque andiamo; è incredibile come riesca a tirare sempre fuori il massimo dai nostri amplificatori, sono certo che, grazie ai suoi settaggi, il pubblico oggi sarà soddisfatto. E non può essere altrimenti, è stata una serata perfetta ed ora siamo qui tutti assieme sul palco, a suonare con i Secret Sphere, ed accanto a noi ci sono anche gli Almah, è un tripudio fantastico, sembriamo veramente una cordata di amiconi, ed il pubblico se ne va contento di aver assistito ad una performance davvero unica. Si passa a Torino, dobbiamo organizzarci con il mixer, ma ce la facciamo, senza problemi, è un altro successo indimenticabile.
Non riesco a crederci, siamo all'ultima data, qui in Toscana, forti del nostro viaggio diamo sfoggio ancora una volta di un concerto bellissimo a detta di tutti, anche i brasiliani –"spaccano di brutto"-, e pensare che all'inizio credevo si sarebbero sentiti sprecati a suonare in locali così piccoli, invece sono a proprio agio dovunque, non si sono fatti mai problemi ed hanno dato sempre il massimo anche loro, mi hanno colpito veramente. Ora chiudono i Secret Sphere, Michele chiama a raccolta tutti per il bis e le immancabili foto di rito, anche noi, ma che dico, tutti, anche i ragazzi, i favolosi backliner Tiziano Righini ed Arthur Bevilaqua, ed il fonico Gabriele Gritti, anche Jeep Moncorger, il tour manager, tutte persone eccezionali, fa bene Michele a ringraziarli così, dandogli questa bella soddisfazione.
È tempo di saluti, la malinconia mi assale, -"è finito tutto"- e non è solo per le date in giro per l'Europa, per i fan adoranti che abbiamo trovato lungo la nostra strada e che ringrazio sempre per averci fatto intraprendere questo viaggio, o per i locali che abbiamo avuto il piacere di vedere. Ma è soprattutto per le persone che hanno condiviso tutto con noi, persone che non avrei mai pensato essere così umili ed amichevoli, nuovi amici che ti sembra di conoscere da sempre, che non vedi l'ora di rivedere. Ci si scambia abbracci, saluti, ricordi, ovviamente anche i cd, -"sì ora te lo firmo Marcelo, anche tu però, ecco grazie, prego, è stato incredibile sì, grazie, ciao Gustavo (Di Padua, chitarrista degli Almah N.d.R.) , in gamba eh"-. Si avvicina Edu, -"ciao Edu, sì ti do la rivincita a FIFA la prossima volta, ok. Vorrei dirti di firmarmi il cd, ma no, io e te non possiamo, sai che si fa? Me lo firmi la prossima volta che ci vediamo, ok? Perché non ci si può lasciare così, senza avere altre occasioni di incontrarci, sei stato un compagno di viaggio magnifico, ci si vede al più presto, ciao, grazie di tutto"-, finiamo di salutare gli altri, -"ciao a tutti ragazzi, grazie, alla prossima"-.
Ed è veramente finita qui ragazzi, siamo di nuovo noi, gli Overtures che tornano nella loro cittadina, dopo aver raggiunto alcune delle più grandi capitali europee. Avevo una terribile paura che tornassimo fin troppo esaltati, o peggio arroganti, ritenendoci più bravi di quelli che siamo ed invece siamo giunti carichi, un po' stanchi, ma contenti. L'umiltà che regnava tra noi ha mantenuto vivo il nostro contatto con la realtà, siamo cresciuti, abbiamo imparato tanto, tantissimo, abbiamo potuto toccare con mano il risultato della nostra musica, questo significa che la strada intrapresa è quella giusta, -"dobbiamo continuare così"-, per noi e per i fan che, nonostante le poche risorse a disposizione in questi tempi, ci seguono sempre. Torniamo pieni di entusiasmo, di preziosi insegnamenti ed alla fine di questo viaggio non sono più il vecchio Michele, sono un Michele nuovo, con un bagaglio sempre più grande, una consapevolezza maggiore di ciò che sono e faccio, e come me anche gli altri, torniamo nella nostra Gorizia come dei nuovi Overtures, anche se siamo sempre gli stessi. E con dei nuovi fantastici amici al seguito. Tutto ciò grazie alla musica, a quella passione che ci lega a prescindere da dove andiamo, grazie al metal.

CONCLUSIONE
L'idea per questo articolo è nata così, per caso e un po' per curiosità. Come detto, mi sarebbe piaciuto capire cosa si prova in una tale esperienza, come si riesce a rapportare, a livello musicale ed umano, una band che proviene dal "piccolo", a confronto con realtà più grandi, lontane, diverse. Cose che non si potevano riassumere nel classico live report di una sera, c'era bisogno di qualcosa di diverso, adatto. Ed è così che è nato questo report. Con una disponibilità pressoché totale da parte di Michele Guaitoli, dapprima ci si ritrova in un pub familiare tutta la sera, a visionare filmati, immagini, pensieri, mail, annotazioni e quant'altro; poi alle tre di notte, con carta e penna, in una panetteria notturna poco oltre il confine, un paio di brioche al cioccolato, metal in sottofondo, Michele che va a ruota libera ed io che cerco di stargli dietro il più possibile, tentando di non perdere nessun significato tra voce ed inchiostro. Ogni tanto ci fermiamo e divaghiamo sulla nostra amata musica, poi riprendiamo come nulla fosse il flusso di pensieri ed emozioni. Ascolto momenti divertenti, esaltanti, piccole ansie, dubbi, situazioni, emozioni. La mano corre, poi ci sarà da rivedere tutto, correggere, modificare, adattare, scrivere, scrivere, scrivere. Ora c'è tutto il necessario per cominciare: un lavoro lungo, certo, che ha richiesto un bel po' di tempo sia a chi ha avuto il piacere di raccontare, sia a chi si è impegnato a raccogliere e scrivere il tutto, per ricostruire in toto il viaggio. Ma alla fine di questa lunga chiacchierata, di questo lungo raccontare, spero di essere riuscito a portare un po' a tutti i lettori le emozioni del cammino degli Overtures in Europa.



HeroOfSand_14
Domenica 26 Gennaio 2014, 15.23.59
8
Veramente un ottimo articolo, letto in ritardo ma vale la pena di conservarlo, bravo! Ho sempre sperato di conoscere i retroscena dei tour della band emergenti con le band più famose e hai scelto veramente delle ottime band (solo gli Overtures non conosco). Luppi è uno dei migliori cantanti al mondo direi, a Falaschi ci sono affezionato per l'epoca che amo con gli Angra, anche se gli Almah sono gradini sotto. Ottima idea e spero ne farete altri!
Mauro Paietta "My Refuge"
Venerdì 10 Gennaio 2014, 8.12.23
7
molto bello quest'articolo! Complimenti! Hai trattato di 3 tra le mie band preferite, tra cui ovviamente inserisco anche gli Overtures, il cui ultimo album è bellissimo!
Metal3K
Giovedì 9 Gennaio 2014, 22.32.09
6
@Mozart: per i messaggi privati (più o meno comprensibili e sensati) esiste la mail, grazie.
Mozart
Giovedì 9 Gennaio 2014, 9.42.20
5
Blitzgrieg ! XD te son ti ? da quando te scrivi recinzioni metalliche
tino84
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 21.50.31
4
grazie per i complimenti so che è tosta arrivare fino alla fine (d'altronde è il riassunto di un intero tour europeo), quindi vi ringrazio per essere riusciti a leggere tutto il malloppo ringrazio anche Michele e gli Overtures per la disponibilità, ed il boss Andrea Metal3k per il tempo che gli ho richiesto @Vittorio: secondo me la presenza del discorso diretto aiuta ad immedesimarsi nella narrazione, comunque accetto il consiglio per la prossima volta
Radamanthis
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 14.44.20
3
Molto bello ed interessante, bravissimo tino84, complimenti per l'articolo e x l'idea!
Vittorio
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 12.02.52
2
Ottima idea, bell'articolo. Se si riuscisse, per le prossime volte, a limitare un po' il discorso diretto, faciliterebbe la lettura.
Alpaca
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 9.47.57
1
Devo finire di leggerlo, ma sembra davvero bello. Ottima idea
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WE ARE THE ROADCREW - #0 - Over-Tour: l’esperienza degli Overtures al Brazitalia
ARTICOLI
08/01/2014
Articolo
WE ARE THE ROADCREW
#0 - Over-Tour: gli Overtures al Brazitalian Metal Tour
 
 
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