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ALMOST FAMOUS - # 8 - Agent Steel
02/02/2014 (3414 letture)
Come abbiamo più volte visto anche all’interno della nostra serie, per molte bands le ragioni di un mancato successo pur nelle condizioni teoricamente migliori, provengono spesso dall’esterno, sotto forma di label incapaci o in mala fede, di un pubblico che improvvisamente volta la faccia o cambia gusti, di manager sleali, tour disastrosi, problemi economici e così via. In alcuni casi, invece, le minacce nascono dall’interno, da rapporti difficili e sempre sul filo del rasoio, comportamenti autodistruttivi, ingenuità non perdonate né perdonabili, le famose divergenze musicali. Il caso degli Agent Steel sembra rientrare maggiormente nel secondo ordine di eventi, almeno per quanto riguarda la prima parte della loro carriera, mentre forse siamo nel primo ordine di eventi per quanto riguarda la seconda parte. Vediamo com’è andata e come un gruppo che sembrava destinato a raccogliere gli allori del successo sia diventato un candidato per la galleria degli Almost Famous

UNA BAND MISTERIOSA
Che gli Agent Steel non fossero un gruppo come tutti gli altri lo si capiva sin dalla loro fondazione. L’identità tutto sommato misteriosa della band è infatti un tratto distintivo di tutta la prima parte della carriera del gruppo, in particolare per quanto riguarda il carismatico e imprevedibile frontman e leader, John Cyriis. Attivo sin dai primi anni ottanta nella scena musicale californiana, ma dalle origini mai del tutto chiarite (pare che il vero nome sia João Campos e che il nostro abbia in realtà origini brasiliane, ma una conferma ufficiale in merito non l’abbiamo e altrettante voci sostengono che il vero nome sia Jean Pierre Camps), il cantante si fa notare con una formazione dal nome Sceptre, con la quale compone dei brani che poi troveranno la loro forma definitiva solo qualche anno più tardi, proprio nel debutto degli Agent Steel, lo straordinario Skeptics Apocalypse. La band non ha però un futuro e viene presto abbandonata dal singer che preferisce unirsi agli Abattoir con il nome di John Syriis poi cambiato in Cyriis. Il gruppo è uno dei veri pionieri dello speed metal e la formazione comprende oltre al cantante anche il chitarrista Juan Garcia, altro membro di quelli che saranno gli Agent Steel. Questa line up realizzò un demo molto promettente e una delle canzoni in esso contenuta, Screams from the Grave, trovò posto addirittura nel quarto episodio della storica serie Metal Massacre edita dalla Metal Blade. Ancora una volta però Cyriis si mostrò scostante e incontentabile e decise di lasciare anche questa band per unirsi al batterista Chuck Prophus in quella che diventerà la prima line up dei neonati Agent Steel. Numerosi cambi di formazione caratterizzeranno i primi mesi di vita della band e la realizzazione del primo demo 144,000 Gone dal titolo di uno dei brani che Cyriis portava in dote dai tempi degli Sceptre, fu con una line up instabile che comprendeva anche Mark Marshall (poi negli altrettanto fondamentali Savage Grace), Bill Simmons e George Robb come bassista. Il demo ottenne un discreto air play durante una trasmissione dell’emittente KMET e il nome della band cominciò a girare, tanto che lo show di debutto al Country Club di Reseda arrivò come spalla per gli Slayer. La discreta fama underground raccolta a quel punto e l’arrivo in formazione di Juan Garcia e Kurt Colfelt ad occupare stabilmente il posto di chitarristi, garantì agli Agent Steel l’agognato contratto con la storica Combat Records, label indipendente che ha legato indissolubilmente il suo nome all'avvento dello speed/thrash metal, dell’hardcore e perfino del primordiale death metal. Le condizioni ottimali nelle quali gli Agent Steel si trovarono a lavorare, condussero velocemente al superbo esordio Skeptics Apocalypse pubblicato negli States il 17 agosto 1985. Il disco è a tutti gli effetti uno dei caposaldi dello speed metal mondiale e resta a quasi trent’anni di distanza uno dei migliori esempi di estremizzazione dei canoni del metal classico, condotto su velocità folli, ma con un occhio sempre aperto alla melodia e a rapidi quanto intensi scambi chitarristici spesso armonizzati. In effetti, molti critici definirono la band come una sorta di Iron Maiden on speed”. L’incredibile voce di Cyriis costantemente su note altissime e proibitive per i più, costituisce un altro dei tratti distintivi il sound della band, così come le tematiche imposte dallo stesso singer, interamente centrate sull’ipotesi “aliena”, sulle teorie del complotto e sull’archeologia ufologica o "alternativa" oggi tanto care a programmi di intrattenimento pseudoscientifico, che allora erano piuttosto originali per l’ambito heavy. In effetti, se questo accresceva la fama “misteriosa” della band e dei suoi membri, dall’altro l’assoluta serietà e convinzione con cui Cyriis affrontava l’argomento anche nelle interviste, provocò di riflesso una reazione piuttosto sarcastica e un lieve velo di discredito sul crescente successo che il gruppo andava raccogliendo. Questo non impedì comunque che Skeptics Apocalypse raggiungesse più che discreti margini di vendita e che il nome degli statunitensi cominciasse a circolare anche nel Vecchio Continente e a distanza di anni è quasi impossibile non sentire un brivido e restare indifferenti quando Cyriis intona l’irresistibile refrain di Agent of Steel.

IL SOLITO BALLETTO E UNA FINE INASPETTATA
Sembrava che le cose si mettessero bene, eppure per la band internamente non c’era pace. Subito dopo la pubblicazione di Skeptics Apocalypse, infatti, Kurt Colfelt abbandonò dopo uno screzio con Cyriis e andò a formare un altro mito dell’underground come gli Holy Terror, con i quali registrerà nuovamente la canzone Back to Reign intitolandola Debt of Pain. Al posto di Colfelt entrò in formazione il ben più tecnico Bernie Versailles, con il quale nell’ottobre 1985 viene registrato l’EP Mad Locust Rising, che uscirà poi nel gennaio 1986 con la distribuzione della Music for Nations in Europa. L’EP era ancora fortemente ancorato alle sonorità ultraspeed del debutto e confermò la band come una delle realtà emergenti più interessanti nel settore. Un ulteriore cambio di formazione vide il licenziamento del bassista George Robb, sostituito da Michael Zaputil subito dopo le registrazioni dell’EP (nel quale risulta nei credits, pur non avendo suonato una sola nota). Si fa notare anche la cover del classico The Ripper dei Judas Priest evidente influenza per la band californiana e per lo stile canoro di Cyriis in particolare. Dopo pochissimi mesi, con l’evidente intenzione di sfruttare il momento di attenzione guadagnatosi, la band tornò ancora in studio e nel marzo del 1986 cominciarono le lavorazioni per il secondo album. Un buon proposito che venne però subito messo da parte per far fronte a un nuovo tour, in parte in Europa e in parte negli States assieme ad Anthrax e Overkill, durante il quale venne registrato un video dal titolo US Speed Metal Attack, a conferma dello status presto guadagnato. La band non riuscì a tornare in studio prima di giugno e, a causa dei ritardi accumulati, i master furono consegnati alla label che pubblicherà Unstoppable Force solo nel marzo 1987, un anno dopo l’inizio delle registrazioni. Il disco si rivelò un deciso passo avanti in termini di personalizzazione e diversificazione della proposta e anche a livello tecnico si registrarono notevoli miglioramenti con Versailles che offre degli splendidi spunti in fase solista e la band che rallenta appena i giri in alcune tracce, rilasciando anche uno strumentale e una splendida ed evocativa ballad, Traveler, oltre all'ottimo midtempo Still Searchin’. Cyriis si confermò come una delle voci più squillanti del panorama metal e anche la produzione registrò un deciso passo avanti, risultando più profonda e potente di quella del debut. A livello di tematiche invece Cyriis decise di non mollare la presa, incentrando tanto i testi quanto l’immagine della band sulla teoria atlantidea all’origine della leggenda del Triangolo delle Bermude, del cui fondale venne riportata una foto in copertina.
Sembrava proprio che le porte per la decisiva affermazione del gruppo dovessero spalancarsi di fronte ad un secondo album di questa portata, ma a questo punto accadde l’incredibile. Forse a causa di conflitti mai del tutto sopiti all’interno del gruppo per la leadership, o forse per altri motivi mai del tutto chiariti, la band si spezzò in due tronconi: da un lato Cyriis e Prophus, dall’altra il resto del gruppo, con i primi due che addirittura presero armi e bagagli e si trasferirono a Tampa, in Florida, forse proprio per avvicinarsi al famoso Triangolo. Una decisione che lasciò l’amaro in bocca e che in seguito si dirà figlia della delusione del cantante nei confronti della scena di Los Angeles dominata da band fondate sull’immagine e che in gran parte provenivano in realtà da fuori in cerca della grande occasione. I due rifondarono brevemente la band chiamando il sessionman di lusso James Murphy e partirono per un tour europeo di grandissimo successo, che culminerà nel concerto assieme ai Nuclear Assault e agli Onslaught del 20 giugno 1987, ripreso in un video di congedo che sarà pubblicato a fine anno. All’inizio del 1988, Cyriis annunciò il suo ritiro dalle scene, disgustato dalle falsità del mondo dello spettacolo e dai continui litigi. In realtà, il cantante assieme a Chuck Profus o per suo conto, formerà diverse band e parteciperà ad altri progetti, tra cui Pontious Prophet, Solar Seed, Black Reign, S.E.T.I. e così via. Gli altri musicisti della band formeranno altre band: Juan Garcia darà vita agli speed/thrashers Evildead con altri ex membri degli Abattoir, mentre Versailles diventerà a sua volta un riconosciuto sessionman e produttore, suonando tra gli altri con i progsters Fates Warning e Redemption.

UNA NUOVA VITA
Come abbiamo visto, proprio nel momento in cui la band stava per spiccare il volo, alla luce di due album ottimi se non eccellenti, che continuano a distanza di anni ad essere considerati dei piccoli classici, fu la decisione del carismatico e difficile leader a decretarne la fine. Un comportamento indecifrabile, se non nell’ottica di una persona enigmatica e scostante, dall’indubbio talento e dalle idee radicali che non resse o scelse di non reggere alle pressioni e ai compromessi necessari per raggiungere il successo. Ma queste sono solo supposizioni, perché il vero motivo per cui subito dopo l’uscita di Unstoppable Force di fatto Cyriis abbia messo uno stop all'esperienza degli Agent Steel, resta ignoto e le sorprese di questo istrionico cantante non finiscono qui.
La parola fine per la band statunitense però non era ancora stata scritta e, nel 1999, Juan Garcia, Bernie Versailles e il ritrovato Chuck Profus unirono le loro forze per una inattesa ma benvenuta reunion, assoldando un nuovo bassista, Karlos Medina (anche lui ex Evildead e Terror) che sostituì dopo poco tempo l’originale Mike Zaputil. A loro si unì il talentuoso singer Bruce Hall, conosciuto da Versailles nei Sybil. In realtà, pare che la volontà di coinvolgere nuovamente Cyriis fosse primaria, ma di fatto questo non fu possibile e addirittura girarono voci sul fatto che il cantante fosse del tutto irreperibile. Solo anni dopo, in una intervista, Cyriis chiarì che fu proprio Versailles ad insistere per l’ingresso di Bruce Hall in formazione, a causa delle incomprensioni con lui che perduravano proprio dal 1988 e dalla volontà di trasferire la band in Florida a cui il chitarrista si era opposto con fermezza. L’album che emerse dopo tanti anni, Omega Conspiracy si dimostrò assolutamente all’altezza della fama del gruppo rinnovando in buona parte l’approccio speed dei primordi senza rinunciare ad una evoluzione del songwriting con l’introduzione, in particolare nella seconda parte del disco, di qualche innovazione e di una maggiore ricercatezza nelle composizioni oltre ad una più marcata vena thrash. Per alcuni, Omega Conspiracy è addirittura il miglior album del gruppo, ma non per tutti. L’accoglienza infatti fu buona ma non eccellente e sebbene il gruppo riuscì a realizzare numerosi tour e potesse contare anche sulla partecipazione ad alcuni importanti festival (tra i quali Wacken), Omega Conspiracy non sfondò nei gusti del pubblico. Probabilmente, in tempi di estremizzazione del suono, l’approccio schiettamente speed/thrash della band risultava superato in termini di aggressività, mentre il trionfo del power metal e della sua enfasi rendeva troppo “semplice” e asciutto il loro modo di suonare. Non scordiamoci inoltre che in quel periodo il thrash metal aveva subito una progressiva “panterizzazione” e vedeva nei Nevermore i suoi nuovi Messia, mentre Machine Head e gli Slayer inserivano influenze nu metal nel loro sound e la velocità pura aveva fans solo nella vecchia guardia che, per converso, poco apprezzò la svolta “modernista” del sound del gruppo e perfino la diversa vocalità di Bruce Hall, decisamente meno votato all’acuto impossibile, ma probabilmente anche più aggressivo del suo predecessore. Nel complesso, quindi, la band probabilmente pagò qualcosa al ritorno non riuscendo a conquistare appieno i vecchi fans né guadagnandone molti di nuovi. Il nome era comunque ancora abbastanza forte da attirare la curiosità, mentre la serie X Files aveva sdoganato le tematiche “aliene” presso il grande pubblico e la band decise comunque di provare a continuare in questa nuova incarnazione per cercare di riconquistare il terreno perduto. Purtroppo, il vizio iniziale dell’instabilità della line up sembra davvero insuperabile e stavolta fu Chuck Profus a mollare il gruppo, sostituito da Rigo Amezcua, ex compagno di Garcia nei Terror, prima in modo provvisorio a causa di un infortunio alla mano sofferto dal batterista originario e poi in pianta stabile. Gli anni passarono e per il nuovo album i fans dovettero aspettare il 2003: Order of the Illuminati uscì per l’italiana Scarlet Records, ma ormai anche il piccolo fuoco acceso dalla reunion sembrava essersi sedato e gli interessi del pubblico girarono interamente da altre parti. Un vero peccato, perché ancora una volta il gruppo tirò fuori una prestazione superba, forse appena inferiore nel complesso a Omega Conspiracy, ma comunque di grandissimo spessore, con un ulteriore irrobustimento del sound, che ora incamerava influenze di thrash evoluto in maniera palese, mentre l’opener Avenger è era forse una delle più belle canzoni del gruppo e di quegli anni in ambito speed/thrash. Ancora una volta comunque il gruppo riuscì ad organizzare un buon numero di tour e da uno di questi venne tratto un DVD contenente l’esibizione al Dynamo Festival, mentre nel 2003 uscì un nuovo EP dal titolo Earth Under Lucifer, ennesima dimostrazione di classe e potenza, con tre classici resi magnificamente dal vivo a testimoniare il grande valore di questa line up e di Bruce Hall in particolare. Altri quattro anni passarono, ma stavolta l’uscita di Alienigma nel 2007 mise tutti d’accordo: il nuovo album passò del tutto inosservato e raccolse ben poche lusinghe, rivelandosi probabilmente il meno riuscito tra quelli editi dalla band. Ma il vero problema, il fantasma che si agita tanto nel cuore dei fans quanto all’interno del gruppo è il fatto che nonostante tutto Bruce Hall non veniva ancora considerato come il “vero” cantante degli Agent Steel e tutti si aspettavano ancora il ritorno di John Cyriis riducendo l’apporto e il permanere di Hall a una parentesi poco gradita e destinata a chiudersi quanto prima. E’ così che il 24 aprile 2010 Bruce, stufo della situazione, decide di lasciare con una dichiarazione che non lascia dubbi:

Sono sicuro che per le persone che ci conoscono bene questa sarà una sorpresa relativa. Mi spiace molto e ho perso molto del mio entusiasmo rispetto ad interessarmi a qualunque cosa di nuovo possa accadere agli Agent Steel. Tristemente, il dover continuamente camminare nelle scarpe di John (Cyriis, ndA) ha interamente prosciugato la mia passione per considerare gli Agent Steel qualcosa di più che una cover band. Sapete, partire, suonare i primi due album per un viaggio gratis per dovunque e chiamare tutto questo un hobby piacevole e remunerativo? Bene, questo può funzionare per chiunque altro nella band, ma non per me. Loro hanno ancora il fuoco e il desiderio di continuare a fare nuova musica con gli Agent Steel e auguro a loro davvero la miglior fortuna possibile con chiunque sceglieranno per riempire le scarpe di John.”

L’INEVITABILE RITORNO E I NUOVI TORMENTI
Le dure, disilluse parole di Bruce Hall svelarono lo stato delle cose all’interno della band: nonostante il giusto tentativo di portare avanti il glorioso nome del gruppo e dare un senso alla reunion fondata su una nuova line up, per il pubblico il fantasma di John Cyriis restava troppo ingombrante e i fasti di quei due primi album praticamente insuperabile, anche a fronte di una discografia ampliata da dischi assolutamente validissimi e di un cantante comunque più che meritevole. E’ così che neanche dieci giorni dopo, il senso delle dimissioni di Hall diventò chiaro al mondo e il 3 maggio la band annunciò la reunion con John Cyriis. Il gruppo nel comunicato riconosceva ampiamente il merito di Bruce Hall e il suo contributo e stando a quanto riportato, i contatti con Cyriis sarebbero stati una volontà di quest’ultimo, che avrebbe fatto il grande passo del riavvicinamento con la band dopo aver saputo dell’uscita di Bruce Hall dalla formazione. Il gruppo annunciò di essere al lavoro su del nuovo materiale e che sin dallo stesso 2010 e per tutto il 2011 si prospettava di essere in tour per dare ai fans l’opportunità di vedere la band all’opera con John Cyriis dopo più di venti anni. Infine, la band volle precisare di non essere in grado di prevedere quanto la reunion sarebbe durata e che frutti avrebbe portato. In realtà, nella stessa intervista citata in precedenza, Cyriis rivelò di aver contattato Garcia dopo averlo sognato, chiedendogli la sua opinione a proposito di una reunion per portare in tour il loro classico materiale per un’ultima volta. La risposta di Garcia fu stranamente molto calorosa e Cyriis avvisò il chitarrista che non voleva creare problemi con il loro attuale cantante e che avrebbe avuto piacere di avvisarlo lui stesso. Garcia rimandò e dopo pochissimo tempo l’annuncio del tour comparve ovunque. Fu solo a quel punto che Cyriis scoprì dalla stampa che Hall aveva lasciato il gruppo da giorni. Ma come detto, le sorprese da parte di Cyriis non erano ancora finite e dopo alcuni show tenuti nel 2010 e l’esibizione allo Sweden Fest del 2011, il silenzio calò nuovamente sul gruppo. Fu lo stesso cantante comunque a chiarire che nonostante fosse molto contrariato ai tempi della prima reunion, aveva dato il suo assenso a che la band usasse il nome, il monicker e il materiale dei primi dischi dal vivo, senza chiedere niente in cambio; un accordo che non aveva più intenzione di rinnovare, precisando che se il gruppo aveva intenzione di andare avanti avrebbe dovuto farlo con lui o pagandogli le royalties. Pare davvero che la situazione sia in effetti giunta ad uno stallo, dato che dopo la pubblicazione di un singolo nell’aprile 2011 con l’ex cantante degli Steel Prophet, Rick Mythiasin, dal titolo Tomb of Ra, nulla si è più saputo e un fantomatico nuovo album con la line up “originale” sembra destinato a restare una chimera. Mentre, al contempo, una nuova incarnazione della band sembrerebbe ostacolata dall’obbligo di versare a John Cyriis buona parte dei proventi. Un finale “aperto” perfettamente in linea con il personaggio Cyriis, che sembra però condannare la band ai suoi sbalzi di umore ancora una volta, ammesso che un nuovo ritorno della band possa interessare qualcuno, ormai.

IL NEMICO IN CASA
A conclusione di questa lunga carrellata, non resta che riprendere l’assunto iniziale: per molte band la minaccia arriva da fuori e può assumere le più svariate forme. Per altre, invece, i problemi nascono da dentro e per gli Agent Steel il nemico, usando un termine volutamente paradossale e forte, è stato proprio l’uomo che ha dato loro la vita e un’identità di band. E’ indubbio che la personalità di John Cyriis e il suo particolare modo di cantare, oltre alle sue idee liriche, abbiano in tutto e per tutto fatto la fortuna di un gruppo che ha finito per trovarsi poi schiacciato dal suo fantasma, anche molto al di là dell’effettivo contributo degli altri membri. Che infatti la band non fosse costituita dal solo Cyriis lo prova il valore dei dischi realizzati con la prima reunion e se è vero che il pubblico non ha mai riconosciuto a questa nuova incarnazione lo stesso valore della band originaria, costringendola a rincorrere proprio quello stesso fantasma che non sarebbe mai riuscita a raggiungere, questo va a demerito di chi continua a preferire il “mito” alla sostanza. Certo è che il treno del successo per gli Agent Steel stava aspettando sul binario dopo l’uscita di Unstoppable Force e quell’incomprensibile trasferimento in Florida con tanto di rottura della line up, ha significato la fine commerciale del gruppo e il suo definitivo confinamento all’interno dell’angusto spazio delle cult band. La reunion undici anni dopo, pur con i migliori auspici e con una indubbia qualità delle uscite, non poteva riannodare i fili col tempo trascorso, con la scena metal completamente diversa rispetto a quella lasciata e senza quel frontman che tanto aveva caratterizzato gli anni dell’ascesa. Un baratro che probabilmente non sarebbe stato colmato neanche dall’effimero ritorno di John Cyriis, di fronte ad un mondo che probabilmente non è mai stato così ricettivo nei confronti delle teorie del complotto e all’ipotesi aliena tanto care alla band, ma che ha forse perso interesse per una band tremendamente sottovalutata e ancora oggi misconosciuta ai più.

DISCOGRAFIA AGENT STEEL
1. Skeptics Apocalypse (1985)
2. Mad Locust Rising (1986) (EP)
3. Unstoppable Force (1987)
4. Omega Conspiracy (1999)
5. Order of the Illuminati (2003)
6. Earth Under Lucifer (2003) (EP)
7. Alienigma (2007)



rik bay area thrash
Sabato 23 Aprile 2016, 18.56.18
7
A parte il concept 'futurista' del buon cyriis, era, ed è, l'aspetto musicale quello che a me interessa. È vero, il timbro del singer è già di per sé un marchio di fabbrica, ma musicalmente siamo di fronte a un ottimo gruppo di speed metal. (I primi due album, almeno per me ). Certo che 'se' non ci fossero state tutte quelle 'bizze' del cantante, sicuramente avrebbero ottenuto risultati migliori. Certo che ogni gruppo ha le sue, ognuno è fatto a modo suo, ma tante volte proprio non capisco ....ci rimangono (a chi piace) due ottimi album, più un ep, stiamo contenti così ....anche loro hanno contribuito a rendere grande il bellissimo mondo dello speed metal, evviva.
Cynic
Domenica 2 Febbraio 2014, 19.31.44
6
1985 - Skeptics Apocalypse 1987 - Unstoppable Force due SUPER ca.po.la.vo.ri - MUST HAVE. Anche gli altri album venuti dopo meritano, quasi alla pari.
er colica
Domenica 2 Febbraio 2014, 14.54.07
5
io ancora parto con agent of steaaaaaaaaaaaal in un acuto tremendo hahahah band che chi apprezza lo speed dovrebbe conoscere.
herr julius
Domenica 2 Febbraio 2014, 14.00.02
4
adoro questa band che sono per me di culto, all'ennesima potenza. unstoppable force è uno dei migliori metal album di tutti i i tempi. Ho vissuto all'epoca la loro popoalrità e mi ricordo che la cosa che mi folgorò soprattutto per la voce di John che era di fatto un clone di Geoff Tate (come anche Michael Kiske). L'influenza Quuensryche è palese nei brani più rallentati, traveler su tutti. Mi piace molto anche il taglio techno thrash (alla metallica) evidente nella stupenda strumentale The day at guyana. Il valore aggiunto poi sono i testi ufologici, frutto delle passioni visionarie di John. I testi di Unstoppable force (la song) e indestructive sono pazzeschi!
zagor
Domenica 2 Febbraio 2014, 9.17.04
3
grande 'unstoppable force' ,gran bell'esempio di potenza e gusto ,cyrus determinante!
Lele ारमेलल
Domenica 2 Febbraio 2014, 2.58.18
2
Maestri di metallo, agenti d'acciaio, maestri di metallo, agenti d'acciaioooooooo!
S.V.
Domenica 2 Febbraio 2014, 0.50.46
1
Mamma mia che band, i primi 2 imprescindibili per ogni metallaro, due pietre miliari di valore enorme. Scusate ho commentato prima di leggere ma faccio già i complimenti in anticipo, sarà sicuramente un ottimo articolo e lo leggerò con vigore!
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