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Folk Metal - Dalle Origini Al Ragnarök - La Recensione
10/02/2014 (2583 letture)
I lettori più “vecchi” di Metallized si ricorderanno certamente di Fabrizio Giosué, in arte Fabriziomagno, per il suo ruolo di responsabile nella sezione relativa al folk metal. Oggi fa ritorno sulle nostre pagine grazie al suo libro, pubblicato tramite Crac Edizioni, intitolato Folk Metal - Dalle Origini al Ragnarök. L’opera può essere considerata senza problemi come la Bibbia del folk metaller (o di chi vuole interessarsi a questo particolare tipo di musica). Come è giusto che sia, le prime righe inneggiano ai Bathory, band maggiormente legata al viking, ma assolutamente fondamentale per lo sviluppo del genere e delle sue svariate influenze. Pagina dopo pagina si possono visionare con attenzione le principali formazioni mondiali, queste inoltre sono divise per Paesi ed aree tematiche (ad esempio il pirate metal ha un proprio capitolo). Le storie dei gruppi sono arricchite a volte da interviste e citazioni che accompagnano con piacere la lettura. Al giorno d’oggi oramai quasi tutti sono in possesso di uno smartphone ed è per questo motivo che l’inserimento dei QR codes tra le pagine si rivela estremamente azzeccato, in modo da consentire ad ognuno di andare immediatamente a testare con l’orecchio ciò che si sta leggendo. Detto questo vorrei sottolineare come il libro non sia un mero elenco di band, ma come ognuna abbia il suo spazio con la sua descrizione, la quale è direttamente proporzionale all’importanza che il gruppo ha (e ha avuto) all’interno della scena. Credo sia inutile dire che qualche gruppo è assente, specialmente se parliamo della scena dell’est, dove la vastità delle band e i vari ostacoli linguistici non hanno certo aiutato la raccolta di informazioni, ma in generale sono presenti quasi tutti quelli che hanno prodotto qualcosa negli ultimi decenni.
Nel corso della lettura ci imbattiamo in una serie di approfondimenti riguardanti le varie fonti di ispirazioni come Tolkien, le rune e la mitologia norrena. Ovviamente si tratta, per motivi di spazio, di spiegazioni molto dirette e basilari, ma che spero portino i lettori a voler approfondire questi determinati argomenti. Per completezza sono presenti anche un paio di pagine legate agli strumenti tradizionali e una spiegazione da parte dell’autore del suo parere riguardo ai vari sottogeneri del folk, utile ad inquadrare il metro di misura utilizzato.
Ho trovato molto interessante il modo in cui viene snocciolata la scena nostrana, un mondo ricco di gruppi giovani con tutte le carte in regola per produrre qualcosa di significativo. Alla fine dei giochi, in Italia, la domanda resta comunque sempre la stessa: perché così poche band prendono spunto dalla nostra immensa storia e dalle nostre tradizioni? La risposta è contenuta con semplicità nelle parole di Ursus Actos, tastierista degli ormai sciolti Draugr: “il nostro paese è da sempre caratterizzato da una forte diffidenza riguardo al concetto di ‘tradizione’, spesso questo tipo di iniziative artistiche vengono fraintese e osteggiate”, un atteggiamento che anno dopo anno sembra non cambiare.
Le pagine finali sono un grande “riassunto” di quello che si è letto in precedenza: ne sono una prova le svariate righe dedicate a Quorthon, le parole di Jarle Kvåle (attuale bassista dei Vreid) riguardanti il mai troppo compianto Valfar, l’intervista a Trollmannen dei Trollfest (più che mai simbolo dell’attitudine legata al folk), la strana intervista all’irriverente Fenriz e all’artista Kris Verwimp chiudono con piacere il libro.
Per la precisione il tutto termina con la discografia minima consigliata, dove in poche parole si tenta di fare una mappa concettuale di quello che è il genere, sicuramente utile a chi vuole affacciarsi al folk.
In conclusione il pregio di questo libro è quello di saper approcciarsi sia agli ascoltatori più navigati, magari in cerca di opinioni diverse dalle proprie, ma soprattutto ai neofiti del folk metal, cioè a chi vuole cominciare ad appassionarsi a questo tipo di musica. Ed è proprio a questi ultimi che sconsiglio di leggerlo tutto di un fiato, ma di concentrarsi a piccoli passi sulle band più importanti e significative, evitando così di imbattersi in uno sconfinato flusso di informazioni.
Rinnovo i miei complimenti a Fabrizio per l’opera confezionata e invito gli appassionati (o i futuri appassionati) di queste sonorità ad avere tale libro nella propria libreria, non si tratta solo di uno scritto ricco di informazioni, ma tra le pagine si evince anche la passione e il legame di una persona con questo misterioso e affascinante mondo.

Arvssynd: Ciao Fabrizio, bentornato su queste pagine. Quando e da dove nasce l’idea di dar vita a questo particolare tipo di libro? E soprattutto, quali tematiche, generi, argomenti possiamo trovare e anche non trovare all’interno di esso?
Fabrizio Giosué: Ciao, è un piacere essere di nuovo su Metallized :-) Ascolto questo genere dal 1998 e con il tempo è diventato parte di me, sono arrivato ad avere una buona conoscenza di gruppi, musicisti e storie da raccontare; con il mio libro ho semplicemente voluto mettere a disposizione di tutti parte del mio sapere, tanto più che nell’editoria musicale mancava un prodotto del genere. All’interno del volume c’è la storia e l’evoluzione del folk/pagan/viking metal, i gruppi più importanti e le realtà underground, alcuni approfondimenti e interviste esclusive, mie teorie sulla nascita e sulla fine del genere e tanto altro ancora, compresa qualche gustosa pagina sul cosiddetto “pirate metal”. Non sono presenti, invece, gruppi facenti parte di generi “vicini” come il mittelalter rock (quello di In Extremo e Subway To Sally per intenderci), il neofolk e il cascadian. Ho cercato di scrivere un libro interessante sia per chi conosce già la scena che per il neofita che si avvicina incuriosito a queste sonorità: a tal proposito sono presenti all’interno del volume delle schede dove in poche parole spiego alcuni argomenti che tendiamo a dare per scontati, ma che possono risultare utili a chi non è avvezzo a ghironde e tin whistle. Tengo a menzionare l’amico Luca Taglianetti, grande esperto di folklore scandinavo (su quello norvegese ha curato il bellissimo libro dal titolo “Racconti e leggende popolari norvegesi”) e appassionato anche lui di folk metal, il quale mi ha aiutato, tra le altre cose, con i testi di Windir, Otyg e Storm; infine, fondamentale è stata la fiducia ricevuta da Marco Refe di Crac Edizioni e l’incoraggiamento della mia Alice (Persephone, ex responsabile della sezione black di questo sito, quindi sono doppiamente legato a Metallized!).

Arvssynd: In che modo e con quali mezzi (fonti) si è svolta la fase di scrittura? Veramente sei andato a riguardarti ogni rivista degli anni Novanta oppure avevi già le idee chiare su dove cercare?
Fabrizio Giosué: Nella mia vecchia casa nell’Appennino umbro-marchigiano ho centinaia di riviste italiane degli anni ’90, oltre a giornali stranieri, fanzine e flyers: ho sfogliato tutto il materiale a mia disposizione per riscostruire come è stato “trattato” il folk/viking dai magazine e scovare dichiarazioni interessanti o buffe (vedi, ad esempio, sul come si sono conosciuti i membri dei futuri Enslaved), dare uno sguardo alle recensioni ed avere, così, un discreto numero di fonti. Poi chiaramente ho sfruttato internet per i contatti con i musicisti e altre informazioni dai principali portali tricolori ed europei, ma sicuramente il grosso del lavoro è stato sfogliare ogni singola pagina alla ricerca di qualcosa di utile per la scrittura del libro.

Arvssynd: Sicuramente la documentazione cartacea è stata supportata dall’immenso materiale che è possibile reperire online, ma anche qui non mancano i problemi. Nel libro parli giustamente della difficoltà di raccogliere informazioni riguardo alcuni gruppi russi, ci sono stati altri ostacoli di questo tipo non necessariamente legati alla scena est-europea? E in generale, quali sono state le difficoltà maggiori?
Fabrizio Giosué: La scena dell’est Europa è sterminata e poco conosciuta, il grande problema risiede nel fatto che molti gruppi hanno siti e dischi unicamente nella propria lingua e molte realtà russe non hanno Facebook (ormai indispensabile), ma il corrispettivo sovietico VKontakte. Detto questo, ho contattato molti musicisti, la maggior parte dei quali mi ha risposto rapidamente e con garbo, qualcuno mi ha completamente ignorato e altri si sono dimenticati fino a quando il libro è stato pubblicato, per mandarmi successivamente le informazioni o le risposte ormai inutilizzabili. La difficoltà maggiore, però, è stato concentrare tutto il materiale in sole 446 pagine, ho dovuto fare delle scelte e tagliare molte cose, fosse dipeso da me ne avrei scritte altre 200 eheheh!!!

Arvssynd: Il libro ha il particolare pregio di essere scritto in maniera molto semplice e quindi piacevole alla lettura. In questo quanto è stato utile il tuo lavoro come recensore e quanto ti ha aiutato l’esperienza fatta anche con Metallized?
Fabrizio Giosué: Scrivo di musica, con alterne fortune, dal 1998, e chiaramente quella di Metallized è stata una grande e importante esperienza. Nel corso degli anni ho affinato la mia tecnica e, credo, di essere migliorato sotto molti aspetti. È possibile esprimere lo stesso concetto in vari modi, Metallized mi ha lasciato in eredità questa consapevolezza, ed è molto importante. Altro fattore non da poco, essendo stato il responsabile della sezione folk, ho intrecciato rapporti con label, distributori e musicisti, il che è stato utilissimo nel corso della scrittura per poter avere dei preziosi download o il contatto con alcuni musicisti per le interviste che si trovano a fine libro.

Arvssynd: Folk Metal - Dalle Origini al Ragnarök rappresenta una sorta di enciclopedia di quello che è stato il genere fino al 2013 inoltrato. Quanto tempo credi che possa passare prima che sia necessario scrivere un “aggiornamento”, considerando anche il significato del titolo, tale da contenere un numero sufficientemente elevato di nuove e meritevoli band?
Fabrizio Giosué: Mi piacerebbe “aggiornare” il libro dopo il famoso Ragnarök del folk metal che cito nell’ultimo capitolo: sarebbe il momento giusto per tirare le somme su quanto accaduto negli ultimi anni e capire fino a dove si sono spinti i gruppi. Nel frattempo i lettori, come ho scritto in seconda di copertina, possono rimanere aggiornati e conoscere l’evoluzione delle band attraverso il sito che ho fondato la primavera scorsa. Qui mi prendo un paio di righe per fare i complimenti a te, a Piero e Carolina per il buon lavoro che continuate a fare su Metallized, siete tra i pochi a trattare in maniera adeguata il nostro genere preferito. Tornando al libro, chiaramente poter fare una versione estesa e aggiornata sarebbe un piccolo sogno… vedremo!

Arvssynd: Inoltre, dato che comunque ci sono stati acquisti anche all’estero, sono state pianificate delle traduzioni in inglese? A mio parere non sarebbe una cattiva idea, visto che l’argomento trattato è di livello globale, ma capisco quanto il processo non sia esattamente immediato.
Fabrizio Giosué: Il mio è il primo libro al mondo a trattare il tema del folk/pagan/viking metal, per cui riuscire ad avere una versione inglese, magari leggermente rivista per alcune cose, sarebbe fantastico. Nonostante il volume sia in lingua italiana ci sono stati degli acquisti dall’Europa, più per collezionismo che per altro. Avere una versione in lingua inglese di Folk Metal - Dalle Origini al Ragnarök sarebbe grandioso: in questo periodo con Crac Edizioni stiamo lavorando alla cosa, bisogna aspettare e vedere come si evolvono gli eventi.

Arvssynd: Come ultima domanda abbandono il tema letterario per concentrarmi su quello musicale: cosa pensi possa fare il genere per recuperare credibilità? Al di là di quello che scrivi giustamente nelle pagine conclusive del libro, pensi ci siano le condizioni per dare vita a nuovi gruppi in grado di passare alla storia?
Fabrizio Giosué: Non penso che il genere debba recuperare credibilità, piuttosto i gruppi storici devono fare attenzione a non produrre lavori inferiori rispetto a quanto prodotto in passato e le giovani leve lavorare sodo per fare qualcosa di interessante: lavori fotocopia o “evoluzioni” strambe non fanno che accelerare il declino del genere. Non posso dire se in futuro ci saranno gruppi in grado di passare alla storia, quel che posso sperare è solamente che i ragazzi con gli strumenti si divertano nel suonare e che la loro musica sia genuina e sincera, già questo sarebbe una gran cosa.

Arvssynd: L’intervista si conclude qua, grazie ancora per il tempo concesso e saluta come preferisci i lettori di Metallized.
Fabrizio Giosué: Grazie a te Giacomo per questa intervista, è strano ma piacevole tornare su Metallized! Un saluto a chi è arrivato a leggere fin qui, spero di avervi messo un po’ di curiosità e che il libro vi piaccia… folk on!!!

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
TITOLO: Folk Metal – Dalle Origini al Ragnarök
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
AUTORE: Fabrizio Giosué
EDITORE: Crac Edizioni
N° PAGINE: 446
PREZZO:
24,00 €



Neige93
Lunedì 17 Febbraio 2014, 9.46.44
6
Vabbe, qua mancano Cascadian e Neofolk, che discutiamo a fare? Se vuoi fare un libro sul folk levi tutta quella marea di gruppi spazzatura che parlano di birra e fai spazio ai gruppi folk veri, alle vere tematiche del genere.
Master Killer
Venerdì 14 Febbraio 2014, 20.27.28
5
Prenotato alla Feltrinelli, spero che oltre al libro ci sarà pure l'autografo
the raven
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 19.02.42
4
Lo acquisterò sicuramente!!!
Unia
Martedì 11 Febbraio 2014, 11.59.20
3
Non ho comprato il libro, ma congratulazioni ancora fabrì! Magari un pensiero ce lo faccio, sempre interessante e bello approfondire i generi.
Master Killer
Martedì 11 Febbraio 2014, 0.15.27
2
spero che lo troverò questo libro nei negozi di libreria, sono curioso (dopo aver letto l'intervista) di conoscere il mondo del metal folk, viking e chi ne ha ne metta, anche io amo i Bathory e che li considero uno dei migliori gruppi della scena black/viking metal europeo (anche mondiale eh) comunque bella intervista e ribatto di nuovo: spero di trovarlo in qualche libreria questo libro
Theo
Lunedì 10 Febbraio 2014, 23.47.05
1
Il libro l'ho comprato subito ed è molto ben fatto. Porgo di nuovo i miei complimenti a Fabrizio perchè ne è uscito un davvero lavoro coi controfiocchi. Peccato per l'esclusione di due gruppi in particolare che, nonostante le spiegazioni esaustive e nonostante uno dei due sia stato brevemente citato, io personalmente avrei trovato adatti e anche importanti: Agalloch e Arsaidh. Secondo me sarebbero rientrati in pieno nello spirito del libro, sia musicalmente che a livello lirico/tematico ma anche, se lo vogliamo, a livello culturale/filosofico. Ad ogni modo non si poteva parlare di tutto, giustamente Fabrizio lo ha chiarito, e dispiace per la scena dell'Est che si è diciamo "chiusa in se stessa" spesso negando informazioni che sarebbero state essenziali per coloro vorrebbero avvicinarsi, ma tant'è! Comunque la mia opinione è che tutte le parti del libro siano molto curate (ottima l'idea di mettere molte copertine di dischi accanto alle parole, rende bene il contesto, e ottima l'idea del codice per ascoltare -per chi non è pratico del genere- i pezzi più rappresentativi degli artisti) e anche di lettura scorrevole. Per il resto, tutto è stato già ampiamente spiegato da Fabrizio e Giacomo. Quindi complimenti ancora a Fabrizio per il bellissimo libro e a Giacomo per il bell'articolo/intervista! Bravi ragazzi P.S.: Spero anche io che vi sarà un seguito magari tra qualche anno, sarebbe molto interessante... E mi auspico anche una traduzione in inglese dato che potrebbe davvero essere utilissimo anche all'estero!
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La copertina del libro
ARTICOLI
10/02/2014
Articolo
Folk Metal - Dalle Origini Al Ragnarök
La Recensione
 
 
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