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TURISAS + STARKILL + OBLYVION - Zona Roveri, Bologna, 07/02/2014
11/02/2014 (1826 letture)
La serata di cui vi sto per parlare si svolge al Zona Roveri di Bologna, un locale di cui avevo sentito spesso parlare molto bene, anche su queste stesse pagine, ma che non avevo avuto mai occasione di visitare di persona. Entriamo nella sala cinque minuti dopo le nove, quindi in leggero ritardo dato che l'inizio della prima band era programmato per le nove in punto, e veniamo sorpresi dalla puntualità svizzera della serata, dato che gli Oblyvion sono già sul palco. La seconda sorpresa è l'incredibile qualità del suono: durante il live dei nostri connazionali i suoni sono nitidi, potenti e precisi, un'ottima presentazione per il locale.
L'unico problema è che la maggior parte del pubblico si trova ancora al di fuori dei cancelli, in coda per la famigerata tessera Arci, e riesce ad accedere al locale solo alla fine dello show dei death metallers nostrani. Sicuramente questo in parte è dovuto al fatto che noi italiani non siamo ancora abituati al fatto che i concerti inizino all'orario indicato e quindi tendiamo ad arrivare ai locali in ritardo. C'è anche da dire che molte persone avevano comprato il biglietto in anticipo, e che se avessero potuto fare in anticipo anche la tessera probabilmente l'avrebbero fatto. L'organizzazione del Zona Roveri ha cercato di sveltire la burocrazia dando la possibilità di pre-compilare il modulo online, ma bastano il pagamento e la scansione delle carte d'identità a creare rallentamenti. Se Arci e simili trovassero il sistema di far rinnovare le tessere interamente online, spedendo le nuove direttamente a casa, sicuramente le code ai circoli nei primi mesi dell'anno diminuirebbero parecchio.
In ogni caso, devo dire che mi piace questa nuova puntualità che alcuni locali stanno mostrando negli ultimi tempi: la maggior parte dei concerti metal si svolge in serate infrasettimanali, e per chi lavora andare ad un concerto indicato alle 10 sapendo che con tutta probabilità inizierà anche una o due ore più tardi è un problema non da poco. Senza parlare di chi, tra i più giovani, non è ancora automunito e deve supplicare qualche parente per un passaggio in macchina. Se "Mi verresti a prendere all'una?" suona malissimo alle orecchie di un genitore, sicuramente ha più possibilità di strappare un assenso rispetto ad un "Mi verresti a prendere in un qualche momento tra l'una e le tre? Ti squillo quando finisce!"

OBLYVION
Una bellissima sorpresa il live di questi italiani. Gli Oblyvion (che, da buoni laziali, pronunciano "Obblìvion") consistono di 4 membri più un turnista alla batteria, tutti in camicia nera a maniche corte con ideogrammi sul colletto. Sul palco sono disposti, batterista compreso, in fila orizzontale davanti al pubblico, dato che il resto dello stage è allestito per gli show di Turisas e Starkill. Sicuramente anche a causa dello spazio risicato, durante il live i musicisti sono estremamente statici, con chitarre e basso saldamente ancorati alle loro postazioni. La musica però è talmente coinvolgente e ben suonata da mettere in fuga ogni rischio di noia. Si tratta di un death molto melodico e non troppo veloce che, pur essendo di chiara derivazione scandinava, risulta dotato di una certa personalità. Tutto questo è valorizzato dai suoni, come già dicevo assolutamente perfetti, che permettono di godersi questi brani allo stesso tempo compatti e ricchi di variazioni. Una band decisamente di valore che spero averò occasione di rivedere in futuro.

STARKILL
Ed ecco la seconda sorpresa della serata. Ammetto di non aver raccolto uno straccio di informazione su questi americani prima di recarmi al concerto. Sapevo solo che venivano da Chicago, e dal nome mi aspettavo una band glam. Quando sono saliti sul palco, invece, complice anche il logo pensavo di avere davanti dei thrasher di quelli che virano un po' verso il black (guardate le foto e ditemi se l'impressione non è quella). Poi iniziano a suonare e mi rendo conto di avere sbagliato di nuovo. D'altro canto, non avrei mai potuto indovinare, dato che gli Starkill non sono facilmente classificabili sotto nessun genere standard. Lo scream di Parker è da black metal, così come alcuni passaggi di chitarra e batteria. Molti altri passaggi, invece, sono indubbiamente death. A complicare le cose giungono frequentissimi assoli a cavallo tra power e thrash. Come se non bastasse, su tutto torreggiano tastiere epiche (sul palco sostituite da basi preregistrate) che richiamano ora i Children of Bodom, ora gli Ensiferum. Purtroppo i suoni sono meno nitidi rispetto a quando erano sul palco gli Oblyvion e le due chitarre soccombono un po' sotto a basso e batteria, ma la qualità è comunque buona e permette di godersi il concerto. I ritmi cambiano decisamente rispetto all'esibizione della band precedente, accelerando in modo deciso. I giovani americani sono scatenati: il mastermind Parker non fa che incitare il pubblico, ed il chitarrista Tony nelle pause tra un assolo e l'altro si muove freneticamente sul palco. Nonostante la band non sia ancora molto conosciuta in Italia, non essendo ancora passato un anno dal debutto sul mercato Fires of Life, il pubblico è molto partecipe e si fa facilmente convincere da Parker a cantare "raise up your swords!" nel ritornello di This is Our Battle, This is Our Day. Una band decisamente interessante: originale, di alto impatto ed a suo agio sul palco come ci si potrebbe aspettare da musicisti ben più navigati.

TURISAS
Giunge il momento della portata principale. I sei finlandesi salgono solennemente sul palco ad uno ad uno, raccogliendo i crescenti applausi del pubblico. Si comincia subito con una Ten More Miles in cui Mathias "Warlord" Nygård trova subito l'occasione per sfoggiare le sue capacità di cantante, e rimango stupita dal fatto che dal vivo la sua voce sia esattamente come su disco: profonda, potente, espressiva, senza sbavature che non siano volute. Oltre ad essere un cantante eccezionale, Mathias è anche un ottimo frontman: il pubblico è nelle sue mani dall'inizio alla fine, salvo i momenti in cui cede il comando alla seconda figura carismatica della band, il violinista Olli Vänskä. Una breve presentazione, e seguono a stretto giro Take the Day, To Holmgard and Beyond (accolta con un boato dal pubblico) e The Land of Hope and Glory. Anche da vedere la band è spettacolare, grazie alle classiche pitture da guerra ed al caratteristico look, che ultimamente ha abbandonato pellicce ed armature ed è più sul post-apocalittico, ma non meno aggressivo. Il migliore è decisamente Olli che, con il trucco ed il codino da samurai, quando si mette davanti al riflettore sembra un demone giapponese. Dopo The Land of Hope and Glory metà della band lascia il palco, e rimangono solo il tastierista ex-Amorphis Kasper Mårtenson, recentemente assoldato per i live, ed il nuovo batterista Jaakko Jakku, che deliziano il pubblico con qualche minuto di assolo in stile progressive rock. Il resto della band torna in scena, e l'assolo muta in Greek Fire, leggermente modificata per dare modo ad Olli di inserire uno dei suoi famosi assoli di violino elettrico. A questo punto tocca a For Your Own Good, e dopo aver provocato il pubblico cercando di istigare la proverbiale voglia di fare casino italiana ("e questo sarebbe un venerdì sera in Italia? A me sembra più un martedì in Svezia!") si parte con la classica Battle Metal. Dopodichè l'atmosfera torna goliardica con la nuova drinking song No Good Story Ever Starts with Drinking Tea, già ribattezzata Alcohol dal fan. Si tratta del brano che più mi aveva lasciata perplessa dall'ascolto del cd ma, come ci si poteva aspettare, in sede live svolge benissimo il suo lavoro, con la gente che canta in coro, il pogo festoso e tutto il resto. Si torna alle atmosfere epiche con We Ride Together, dopodiché segue un altro siparietto in cui Mathias si lamenta scherzosamente del fatto che il locale gli ha fornito delle Budweiser ("American piss!"), mentre loro non vedevano l'ora di essere in Italia per gustarsi una Peroni (contenti loro...). Per adeguarsi alla birra americana la band parte con un'improvvisazione in perfetto stile country... Il pubblico si immerge immediatamente nell'atmosfera e parte addirittura qualche "Iiiih-Haaaaa" da cowboy. Ed ecco un nuovo cambio di toni ed un ritorno all'epico, con una splendida Miklagard Overture. La band esce, e dopo pochi minuti di "Tu-ri-sas! Tu-ri-sas!" giunge il momento del bis, con l'energica Stand Up and Fight. Il live si conclude con l'immancabile cover Rasputin, per la quale il locale mette in funzione la classica sfera a specchio da discoteca. La cosa curiosa è che, mentre per il resto del concerto i suoni erano buonissimi e la performance impeccabile, quest'ultimo pezzo viene fuori come una strana accozzaglia. Comunque, penso che nessuno dei presenti fosse andato al concerto con il desiderio di sentir suonare Rasputin come su disco, dato che è un brano che la band suona quasi per scherzo con il solo scopo di fare casino, quindi poco male. Molto più importante è che il resto del live sia stato più che soddisfacente, sia da un punto di vista prettamente musicale, che per quanto riguarda l'intrattenimento, con una band in gran forma. Appagante anche la scaletta, che ha pescato tutti i brani più riusciti dell'ultimo lavoro ed alcuni dei pezzi più belli ed attesi della discografia della band.

SETLIST TURISAS:
1. Ten More Miles
2. Take the Day
3. To Holmgard and Beyond
4. The Land of Hope and Glory
5. Greek Fire
6. For Your Own Good
7. No Good Story Ever Starts with Drinking Tea
8. We Ride Together
9. Miklagard Overture

--- ENCORE ---

10. Stand Up and Fight
11. Rasputin


Il live si conclude lasciando i presenti soddisfatti: tutte le band hanno fatto un ottimo lavoro, creando una serata a cui valeva la pena di assistere dall'inizio alla fine, e la varietà dell'offerta ha reso il tutto ancora più interessante. Il Zona Roveri si è dimostrato un locale all'altezza dei grossi nomi che spesso ospita, dato che è garanzia di puntualità e qualità del suono. Caldamente consigliato, ma mi raccomando: se dovete andarci, fate in modo di arrivare in buon anticipo!

Tutte le foto a cura di Vincenzo-Maria "Viç" Cappelleri



Viç
Giovedì 13 Febbraio 2014, 9.11.55
6
Ahahah, geniale! Che razza di soggetti!!!
Theo
Giovedì 13 Febbraio 2014, 0.12.49
5
@Viç: Peroni!! Ahahah, infatti Mathias era tutto contento e ci ha espletato la sua felicità di bere Peroni in Italia anche a noi :lol:
Viç
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 21.58.26
4
@Theo: come curiosità mia... che birre gli ha passato il locale?
Theo
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 20.52.48
3
Visti a Romagnano e confermo tutto! Grande gruppo anche dal vivo, presenza scenica più che notevole. A Romagnano il giorno dopo hanno fatto però Rex Regi Rebellis e Five Hundred And One
Viç
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 14.23.20
2
Grazie Andrea! (Anche da parte di Carolina!)
Ad Astra
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 13.24.09
1
mi p dispiaciuto non esserci ad ogni modo bel report e belle foto!!!
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TURISAS + STARKILL + OBLYVION
Zona Roveri, Bologna, 07/02/2014
 
 
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