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POEMISIA - La sinfonia del grottesco
22/02/2014 (1180 letture)
Flight 666: Ciao ragazzi e benvenuti su Metallized! Per iniziare, potete presentarvi ai nostri lettori che ancora non vi conoscono o hanno avuto poche occasioni per scoprire la vostra musica?
Marco: Ciao a tutti! Innanzitutto grazie a voi di Metallized per questa intervista! Sono Marco dei Poemisia, gruppo symphonic metal da Napoli. Abbiamo, lo scorso 31 ottobre, pubblicato, tramite la romana Spider Rock Promotion, il nostro primo LP di nome La Danza degli Spiriti e che oggi potete trovare sulle maggiori piattaforme digitali, quali iTunes, Amazon, etc. Ma adesso basta descrizioni, andiamo avanti e lasciamo al pubblico il piacere di scoprire qualcosa in più su di noi, poco a poco, tramite le domande che ci farai.

Flight 666: Siete attivi dal 2011 e ad oggi avete pubblicato un EP, ma soprattutto un album uscito da poco che personalmente mi ha lasciato tante buone impressioni. Quali sono stati i feedback ricevuti fino ad oggi sia da parte del pubblico che della critica specializzata?
Marco: Per quanto riguarda l’EP ci sono state opinioni contrastanti. Da un lato una buona fetta di utenti e fruitori hanno apprezzato il lavoro, ma dall’altro lato, soprattutto per i “tecnici” e per gli addetti ai lavori, sono emersi subito tutti i limiti del caso, cioè quelli di un lavoro con ancora una personalità molto immatura, come è giusto che sia dato che parlavamo di un gruppo ancora infante. Con l’album la situazione è un po’ cambiata. Devo dire che stiamo avendo degli ottimi consensi. Non sono pochi i cd che sono stati acquistati all’estero e addirittura c’è chi chiede la copia autografata del disco per conservarla in collezione. Non ti nascondo che su YouTube sono comparsi i primi utenti che caricavano i nostri brani e su parecchi siti di torrent abbiamo beccato i nostri file! Tutto questo ci fa capire che non siamo passati del tutto inosservati al popolo di fruitori del symphonic metal e questo ci riempie di orgoglio! Per quanto riguarda la stampa e la critica, posso estendere il discorso che ho fatto poco fa. Al di là delle recensioni più o meno belle che fino ad ora ci sono state fatte, noto un sempre crescente interesse nel nostro lavoro. Insomma, nel nostro piccolo posso ritenermi davvero soddisfatto!

Flight 666: La Danza degli Spiriti non si limita a piacere dal punto di vista strettamente musicale, ma anche da quello lirico, data la qualità dei testi. Di cosa trattano principalmente questi ultimi?
Marco: Allora, i testi sono tutti scritti dalla nostra cantante Tina a meno di Cruda Amarilli che è ispirata ad un Madrigale di Claudio Monteverdi, di cui sfrutta parte del testo. Si può dire che per linee generali essi abbiano come tema predominante quello della morte. Nulla di nuovo direte voi. In effetti da un lato è cosi, ma l’approccio che noi abbiamo nei confronti di questa tematica è diversa dai canoni convenzionali del genere. Questa tematica viene affrontata in chiave grottesca, sempre con un pizzico di ironia, un qualcosa che riesce ad esorcizzare la carica drammatica di un argomento così pesante. E questo non è altro che il riflesso di noi stessi. Noi riteniamo che la morte sia uno dei tanti aspetti della vita stessa e come tale va trattato.

Flight 666: Il nuovo album può vantare un ospite di tutto rispetto, ovvero il frontman dei Rotting Christ Sakis Tolis. Com’è nata l’idea di questa collaborazione? Avete avuto la possibilità d’incontrarvi di persona o avete lavorato in sedi separate?
Marco: Abbiamo conosciuto i Rotting Christ all’Agglutination Metal Fest a cui abbiamo avuto l’onore di suonare nell’edizione 2012. Fin da subito, Sakis ha dimostrato di essere la grande persona quale egli è, avvicinandosi a noi e complimentandosi per la nostra esibizione. Da allora siamo rimasti in contatto e ci siamo anche visti più volte. Durante una di queste volte, sapendo che stavamo scrivendo i brani per l’album, è stato lui stesso a proporsi per questa collaborazione. Purtroppo, data la distanza, non è sempre stato possibile lavorare fisicamente insieme, anzi, le sue parti vocali sono state registrate in Grecia, ma siamo comunque molto soddisfatti del risultato.

Flight 666: Dopo l’uscita dell’album avete dovuto far fronte all’abbandono del vostro tastierista Giuseppe Carillo. A distanza di un po’ di tempo, avete già trovato un valido sostituto? Quali sono le novità in cantiere per i Poemisia?
Marco: Esatto, purtroppo è stato così. Per motivi personali ha dovuto prendere questa decisione che noi tutti rispettiamo. Infatti oggi siamo rimasti in ottimi rapporti con lui. Vi dico “in anteprima” che al momento stiamo provando una nuova formazione che per noi funziona alla grande, perciò aspettatevi a breve grossi aggiornamenti!

Flight 666: Se non vado errato, l’album è uscito al momento solo in versione digitale sulla piattaforma musicale di iTunes. Come mai questa scelta? Avete intenzione di pubblicare anche una versione fisica, magari più avanti? Penso di parlare anche a nome di tutta quella schiera di ascoltatori che non riescono proprio fare a meno di tenere tra le mani un disco fisico e che non vedono tanto di buon occhio il solo formato digitale.
Marco: Eheh, stai parlando con uno che appartiene alla categoria di persone da te appena citata. Anche io stesso preferisco il cd, il vinile, la cassetta piuttosto che il download digitale. Purtroppo, però, la scelta di distribuire solo in digitale è stata una scelta forzata, di natura commerciale e comunque comune alla stragrande maggioranza delle band underground odierne. Parliamoci chiaramente: quanti, oggi come oggi, sarebbero andati al negozio e avrebbero chiesto il nuovo cd dei Poemisia? Quanto sarebbe costata una distribuzione del supporto fisico? La soluzione a questi problemi è stata appunto l’adozione del supporto digitale che ha comunque il grande pregio di essere economico e raggiungibile, con un solo click, a chiunque voglia acquistare l’album, in qualsiasi parte del mondo si trovi! In ogni caso, proprio per venire incontro alla fetta di utenti più esigenti e che proprio non riescono a non storcere il naso alle nuove tecnologie, abbiamo stampato dei supporti fisici che vendiamo come merchandising ai live o su ordinazione sulla nostra pagina Facebook e sul nostro sito.

Flight 666: La strada che una giovane band come la vostra deve percorrere per riuscire a rendersi distinguibile all’interno della scena metal odierna è sicuramente ardua. Qual è l’elemento del vostro sound che può rendervi subito riconoscibili a chi vi ascolta per la prima volta?
Marco: Questo lo lascio dire agli altri. Da “interno” sarei troppo di parte. Noi, dal nostro canto siamo consapevoli che un gruppo, oggi, se non ha una personalità forte e riconoscibile, è fuori dal giro. Per questo noi cerchiamo di lavorare secondo uno standard di qualità che sia, per le nostre possibilità, quanto più alto è possibile. Curiamo gli arrangiamenti nei dettagli, così come anche il sound complessivo, i testi sono visti e rivisti e via dicendo. Per noi un aspetto importante del nostro lavoro è che i brani, al di là dei contenuti, devono essere curati anche dal punto di vista estetico/formale.

Flight 666: Parlando di influenze e gusti musicali, quali sono i gruppi che più di tutti ascoltate e da cui traete ispirazione per comporre nuovi pezzi?
Marco: Beh, sicuramente non è semplice darti una risposta secca a questa domanda! Come in ogni band che si rispetti, ciascuno di noi ha le sue influenze, il proprio background ed il proprio bagaglio, quindi sicuramente non posso dirti che le nostre influenze hanno radici esclusivamente nel symphonic. Personalmente, una delle band che al momento sto apprezzando di più sono gli Haggard, di cui ammiro la grande finezza ed eleganza stilistica. Come band, essenzialmente, siamo aperti a tutto a 360° e queste nostre influenze spaziano da generi più estremi quali black, death, etc., alla musica classica sinfonica ed operistica, di cui Tina, la nostra cantante, è studentessa e cerchiamo, da ciascuno di questi generi, di prendere gli aspetti che più ci piacciono per fonderli in uno stile che poi diventi personale.

Flight 666: Il symphonic metal è un genere che negli ultimi anni è stato spesso criticato per il fatto che tutte le nuove band che si approcciano ad esso sembrano essere esclusivamente dei cloni dei vari Nightwish, Epica e via dicendo. Personalmente ritengo che possa essere vero solo fino a un certo punto, in quanto è naturale che un gruppo giovane in un primo tempo possa assomigliare ai propri idoli, alle varie formazioni da cui trae ispirazione, ma più avanti, per riuscire ad emergere completamente, è necessario trovare una certa personalità e tutti prima o poi proveranno a raggiungerla. Cosa pensate a riguardo?
Marco: Santissime parole! Finalmente una opinione simile alla mia. Molte volte siamo stati assimilati ai Nightwish e agli Epica. Senza dubbio un comune denominatore c’è, in quanto è inevitabile che si segua il canone generale del filone stilistico, però dire che si è il clone dei suddetti gruppi solo perché, ad esempio, si ha una voce femminile lirica... Beh, mi sembra a dir poco riduttivo. È esattamente come dici, per distinguersi bisogna tirare fuori una propria personalità. Questa deve essere ciò che ti contraddistingue, quel quid che ti fa riconoscere tra mille e purtroppo (o per fortuna) oggi come oggi, con tantissimi gruppi in circolazione questo aspetto è di fondamentale importanza, ancora più della tecnica, forse. Noi stiamo cercando di curare molto questo aspetto, sia per quanto riguarda la parte scenica on stage, sia per quanto riguarda l’aspetto prettamente musicale.

Flight 666: Finora possiamo dire che vi siete tolti qualche soddisfazione anche sotto l’aspetto delle esibizioni dal vivo, suonando affianco di nomi importanti e conquistando la vostra meritata prima fetta di fan. Quali sono stati i concerti che ricordate con particolare orgoglio e a quali palchi aspirate?
Marco: Posso dire che tutte le esibizioni dal vivo riservano sempre forti emozioni e belle sensazioni! Finora abbiamo fatto un discreto numero di live: parliamo di circa una cinquantina di show in due anni, di cui solo 35 nel primo anno di vita, tra localini, bettole e palchi importanti e di prestigio! Senz’altro è vero che delle piccole soddisfazioni le abbiamo avute. Come non ricordare con piacere l’Agglutination 2012 dove abbiamo suonato con nomi quali Rotting Christ, Rhapsody of Fire e Dark Tranquillity? Oppure al Palapartenope insieme al mitico Blaze Bayley! Oppure ancora nei Paesi Bassi! Insomma, i bei ricordi non mancano! Quello a cui aspiriamo per il futuro? Sicuramente è suonare sempre e comunque, al di là del palco e degli headliners!

Flight 666: Per il tipo di canzoni che proponete quanto è importante l’impatto scenico in un contesto live? Avete già avuto occasione di suonare riuscendo a mettere in piedi una scenografia “professionistica”?
Marco: Assolutamente l’aspetto scenico per noi è fondamentale! I nostri concerti sono un mix di scenografia e musica al 50%! :) Poco alla volta stiamo mettendo su una scenografia tutta nostra che ci aiuta a rendere la tematica della morte, a noi tanto cara: luci, fumo, petali, candele e addirittura a volte la nostra cantante esce da una BARA! La fautrice di tutto questo è la nostra Tina, che a riguardo ha una grande fantasia e col passare del tempo escogita espedienti scenici sempre più arditi che poi andiamo a realizzare, spesso artigianalmente, improvvisandoci falegnami, elettricisti, sarti, tappezzieri e chi più ne ha, più ne metta! Oltre questo aspetto, ci teniamo tanto che lo spettatore si senta “nello” show e per questo, spesso, partono interazioni col pubblico il quale quasi sempre rimane meravigliato di come sia venuto per un concerto metal e si sia trovato ad interagire col gruppo in maniera quasi teatrale.

Flight 666: Volendo fare una critica personale, in cosa sentite di essere migliorati dal vostro EP d’esordio ad oggi e quali sono i passi importanti che ancora ritenete di dover compiere per progredire ulteriormente?
Marco: A volte ascoltando l’EP L’Occulto Desìo non sembra di sentire i Poemisia. Così come quando oggi suoniamo in sala prove alcuni dei brani del suddetto EP ci sembra di suonare delle cover e non dei brani nostri. Questo significa che da allora la nostra personalità è maturata e questo è logico. Oggi sento che i Poemisia hanno finalmente creato una propria personalità che all’epoca ancora non esisteva. Per il futuro più prossimo, immagino che questa personalità subirà ancora grosse evoluzioni (guai se così non fosse). Attualmente, come dicevo qualche domanda fa, ci sono grosse novità in cantiere per i Poemisia e queste sicuramente impatteranno (spero in positivo) anche sul nostro stile musicale. Per il futuro più remoto, ovviamente non posso dire già da adesso, ma le nostre intenzioni sono sempre quelle di essere in continua crescita, di evolverci sempre, senza mai perdere, però, la nostra identità.

Flight 666: Quali sono i progetti dei Poemisia per il 2014? Avete in programma molte date a supporto del nuovo album?
Marco: Di progetti ce ne sono tanti! Abbiamo delle date in programma nei prossimi mesi e stiamo pensando di organizzare una serie di concerti nel nord Italia a supporto dell’album. Tutto ciò anche contornato dalle prime “sonwriting sessions” per un eventuale secondo disco, il quale, se tutto va per il verso giusto, riserverà non poche sorprese!

Flight 666: Bene, l’intervista volge al termine. Vi ringrazio per il tempo che ci avete concesso e vi auguro tutto il meglio per il futuro dei Poemisia. Se volete potete aggiungere qualcosa per i nostri lettori.
Marco: Ancora grazie mille per l’intervista! Un carissimo saluto alla redazione e a tutti i lettori. Se vi va, potete trovarci sulla nostra pagina Facebook oppure sul nostro sito. Alla prossima!



Le Marquis de Fremont
Martedì 25 Febbraio 2014, 18.25.13
1
Hanno una cantante strepitosa e sanno scrivere ottime canzoni. Mi dispiace per il tastierista, veramente eccellente sul disco. Spero che con le "novità" (un trio d'archi, mi sembra...) non perdano la bellezza delle composizioni. Il primo disco di symphonic metal che mi è piaciuto da alcuni lustri, I suppose... Au revoir.
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