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HATEBREED + NAPALM DEATH - Orion Live Club, Ciampino (RM), 19/02/2014
24/02/2014 (2888 letture)
Un'accoppiata insolita, ma che senz'altro ha suscitato estremo interesse fin da quando è stata annunciata: Hatebreed e Napalm Death questa sera si preparano ad infiammare il palco dell'Orion di Ciampino con uno show che, a dispetto della "regola di anzianità", vede in veste di supporters i grinders di Birmingham, che accompagnano gli Hatebreed nel loro lungo tour in promozione all'ultimo, ottimo lavoro The Divinity Of Purpose.
Ma prima di lanciarci subito in commenti, è opportuno addentrarci nel vivo del concerto, per riassaporare l'energia che il live ci ha regalato.

BUFFALO GRILLZ
Giunti al locale insieme al collega Francesco Lariccia "precision88", autore di tutte le foto allegate all'articolo, incontriamo anche l'altro amico e collega metallizato Fabio Rossi "Hm is the law", con cui trascorreremo l'intera serata. Ad aprire il concerto -puntualissimi alle 21.00- sono i romani Buffalo Grillz, con un pubblico ancora non molto numeroso, ma destinato ad aumentare in brevissimo tempo.
La band è già nota a tutta la crew che frequenta i concerti della Capitale ed abbiamo già avuto modo di ascoltarla dal vivo in occasione di numerosi live, di spalla a gruppi del calibro di Entombed,Decapitated, Nasum e Wormrot. Gli ingredienti della ricetta proposta dai Buffalo Grillz sono essenzialmente due: ironia e velocità, entrambe portate ai massimi livelli. Non ho mai fatto mistero nel dire che non apprezzo molto la loro proposta: sebbene certe soluzioni possano essere vincenti e divertenti, altre fanno calare l'entusiasmo, tanto da risultare in certi frangenti un po' stucchevoli e confusionarie, soprattutto per ciò che riguarda la resa sonora. Al di là dell'opinione personale, c'è da riconoscere come la performance sia stata comunque apprezzata dal pubblico in sala, che si è mostrato partecipativo e divertito per le battute del frontman Enrico Giannone "Tombinor", che molti ricorderanno per la sua militanza negli Undertakers. I pezzi in scaletta sono presi in maniera sparsa dai due lavori finora prodotti, Grind Canyon e Manzo Criminale, con opener Gux e Gabbana, omaggio al bassista Gux, e con le immancabili Forrest Grind e La Canzone del Sale, quest'ultima (come facilmente intuibile) revisione e reinterpretazione del celebre singolo di Lucio Battisti.
Un po' di stanchezza viene accusata sul finale dell'esibizione dal drummer Zibbo, dati i ritmi serrati cui la band ci (e lo) sottopone; ma tutti raccolgono le ultime briciole di energia per concederci come pezzo conclusivo New World Disagium.

NAPALM DEATH
Arriva il momento dell'ingresso dei Napalm Death.
E' superfluo ribadire il grande contributo che hanno dato alla scena grindcore, così come è doveroso riconoscere quanto la parabola che li vede coinvolti da quache release a questa parte sia, purtroppo, discendente.
Sono passati ben cinque anni dall'ultima volta che li ho visti, era il 2009 ed in quel frangente suonarono insieme ai Cripple Bastards, un concerto che ricordo ancora con piacevole soddisfazione per l'ottima performance regalata da entrambi i gruppi. Eravamo in occasione del tour di supporto a Time Waits for No Slave, release precedente all'ultimo Utilitarian, che ha disatteso le aspettative di quanti seguono i Napalm Death con costanza e rispetto e che, tuttavia, restano attaccati al grande ed insuperabile passato discografico.
Seppure le occasioni di bissare quella esperienza non siano mancate, data la sempre più costante presenza del gruppo sul suolo italico, riesco a rivederli solo in questo frangente, e l'attesa di trovarmi di fronte a loro dopo questo lasso di tempo è mista ad un certo timore che la resa dal vivo venga un po' a mancare, rispetto all'impatto che avevo avuto in quella prima esperienza.
I dubbi vengono momentaneamente accantonati quando Mark Greenway, Shane Embury e co. calcano il palco e ci danno il benservito con Multinational Corporations Part II, pezzo scelto in apertura come antipasto gustoso per tutti noi che affolliamo l'oramai gremita sala circolare dell'Orion.

Purtroppo, la "botta" di adrenalina iniziale sarà destinata ad essere incostante, in un altalenarsi di momenti di estremo coinvolgimento e momenti in cui, in realtà, l'entusiasmo toccherà livelli più bassi. Intendiamoci, i Napalm Death restano un'ottima band, ma la differenza di impatto tra i vari pezzi del repertorio è talmente palese che in certi frangenti è sembrato di assistere al live di due band diverse. Sembra difficile credere che chi ha scritto capolavori come Social Sterility, Taste the Poison e Necessary Evil possa partorire pezzi senza il giusto mordente, come Everyday Pox e The Wolf I Feed, entrambe tratte dall'ultimo lavoro. Si sa, ai Napalm Death non è mai piaciuto restare adagiati sugli allori e si sono sempre lanciati in sperimentazioni, cosa apprezzabile e rispettabile. Ma l'esito delle ultime prove lo trovo abbastanza discutibile e in un certo senso "snaturante", con le parti in pulito e l'incrociarsi delle voci di Greenway e del chitarrista Mitch Harris che un po' lasciano interdetti.

La sterzata finale, però, è da capogiro: dopo la bellissima Necessary Evil, tratta da Enemy Of The Music Business del 2000, avremo una serie ininterrotta di pezzi estratti dal più celebre dei full length degli inglesi: il debutto Scum.
Quando il singer ci annuncia che il pezzo che eseguiranno da lì a pochi secondi risale al 1987, le carte sono chiarissime e le urla di approvazione si sprecano, prima di venire letteralmente spazzati via dalla potenza e dalla cattiveria della combinazione composta da Scum, Life?, Deceiver, The Kill e dalla famosissima You Suffer. Averle sentite in successione è stata una dura prova di autocontrollo, miseramente fallita perché è stato impossibile non lanciarsi in un furioso pogo ed in un incessante headbanging. Un momento del genere ha quasi fatto dimenticare l'incertezza suscitata dai precedenti episodi poco entusiasmanti ed ha riacceso la miccia che ha favorito gli ultimi attimi di deflagrazione con la classica cover dei Dead Kennedys, Nazi Punks Fuck Off, e la conclusiva Siege of Power.
Insomma, non il loro live migliore, un'eterogeneità di sensazioni che non ha tenuto fede alla proposta di mantenere costantemente teso il filo della tensione e, per tutte queste ragioni, trovo giusta la loro collocazione come band di spalla agli Hatebreed, che, al contrario, ci regaleranno uno show sempre in crescendo e dall'impatto devastante.

HATEBREED
Nella breve pausa che intercorre prima che gli statunitensi ci trascinino con il loro metal/hardcore, ci concediamo una birra al bancone e, mentre commentiamo l'appena conclusa performance dei Napalm Death, veniamo distratti dalla colonna sonora di Rocky. Le celeberrime note scritte da Bill Conti nel 1977 ci annunciano l'ingresso in pompa magna degli Hatebreed, un intro pomposo e trash come solo gli americani sono in grado di fare.
La band viene accolta con un calorosissimo boato e, girandomi attorno, noto come la gente riempia letteralmente ogni angolo dell'Orion come da tempo non mi capitava di vedere. A sancire l'inizio della corposa setlist iniziano le note di Defeatist, tratta dal full length del 2006, Supremacy, che subito ci dà prova dell'incredibile capacità di Jamey Jasta e soci di tenere il palco a testa alta. Un po' bistrattati e snobbati da alcuni ascoltatori dell'ambiente metallico, soprattutto per l'ultimo orientamento più commerciale e meno hardcore rispetto agli esordi, che piacciano o no, è doveroso riconoscere quanto gli Hatebreed riescano ad incitare la folla ed a rendere alla perfezione la ferocia e la potenza dei loro pezzi dal vivo.
La scaletta passerà in rassegna tutti gli album della discografia, con particolare attenzione rivolta a Satisfaction is the Death of Desire, secondo lavoro scritto dal gruppo del Connecticut e da cui verranno estratti la maggior parte dei brani trita-ossa della serata, con grande piacere di coloro che speravano di ascoltare una manciata di hc degli esordi.
La band era assente da Roma da ben dieci anni e Jasta si dice molto contento ed emozionato di essere di nuovo qui, promettendoci di non farci aspettare altrettanti anni prima di rivederlo di nuovo all'opera con la sua band. Sembrerebbe, infatti, che già nel 2015 gli Hatebreed torneranno, con alte probabilità anche a Roma, in occasione di una serie di selezionate date per festeggiare i venti anni di militanza nella scena.

Sull'ondata dell'eccitazione, proseguiamo con una manciata di brani presi dall'ultimo album, The Divinity of Purpose.
A quattro anni di distanza dal suo predecessore, l'ultima release è stata senza ombra di dubbio una delle migliori uscite dell'appena trascorso 2013, per la solidità e la compattezza dei brani presenti in tracklist, soluzioni che la band ha già adottato in passato, senza particolari virate stilistiche che abbiano introdotto novità all'interno della loro proposta, ma con il recupero di quelle venature più hardcore e dure di cui si faceva menzione in precedenza, che sent'altro rendono il lavoro degno di un ascolto approfondito ed appassionato.
Il pubblico è davvero molto coinvolto, tanto che il circle pit, incoraggiato dagli stessi Hatebreed, sarà praticamente continuo. I ritmi sono sempre più insistenti e i maggiori picchi vengono registrati in concomitanza con l'esecuzione di In Ashes They Shall Reap, in cui l'accorata partecipazione durante il refrain sarà un'ulteriore prova dell'affezione che i fans presenti nutrono nei confronti della band.
Insomma, oramai abbiamo tutti perso il controllo e veniamo letteralmente presi a pugni in faccia da Straight To Your Face, che come un cazzotto ci stordisce ed allo stesso tempo ci porta ad agitare i pugni al cielo con forte impeto. Ma ora che le nostre energie sembrano quasi essere a secco, ecco che l'adrenalina si rialza quando ci rendiamo conto che siamo quasi giunti al finale. Essere eccitati di essere al termine di un concerto, che gusto si prova, vi domanderete voi? Ebbene, quando si ha la certezza che la chiusura del live è affidata da rito al pezzo più celebre, "quel" pezzo.. beh, la tristezza per il fatto che tutto tra pochi minuti si concluderà è decisamente l'ultimo dei nostri pensieri.

Le prime note di Destroy Everything strappano via gli ultimi brandelli di equilibrio che avevamo in parte conservato, per scaraventarci con rabbia nel pieno di quello che per tutti i sostenitori della band costituisce oramai un must, uno di quegli inni che quando siamo incazzati con il mondo viene spontaneo e doveroso ascoltare per vomitare tutto il rancore ed azzerare il cattivo umore. Un finale da infarto, che ci lascia sudati e soddisfatti.
Prima di lasciarci ed augurarci la buona notte (ma con quest'adrenalina, chi riuscirà a dormire subito?!), gli Hatebreed ci chiedono di accatastarci verso il centro della sala per un ultimo scatto dallo stage con noi sullo sfondo, immortalando in questo modo gli ultimi istanti di un concerto devastante come pochi.
Come recitano le parole del pezzo di chiusura, posso fermamente dire che questa sera abbiamo davvero "distrutto tutto". Non ci resta che aspettare che Jasta e soci arrivino presto per un altro, esaltante show.

Tutte le foto sono a cura di Francesco Lariccia "precision88".



HIRAX
Martedì 25 Febbraio 2014, 15.11.35
17
Bel concerto, c’ero anch'io! E pure a milano con slipknot e slayer. Ho goduto come pochi. In quell'occasione dovetti picchiare a sangue un cretino che sotto il palco degli slayer voleva rubarmi un braccialetto d'oro! Se lo ricorderà sicuramente il coglione ladruncolo!
Elluis
Martedì 25 Febbraio 2014, 1.02.45
16
C'ero anch'io a quell'Unholy Alliance, ma arrivai dopo che gli Hatebreed avevano già suonato, stavano facendo il cambio palco per gli Slipknot: cavolo, sono già passati 10 anni da quel concerto..........
Hm is the law
Lunedì 24 Febbraio 2014, 22.43.40
15
@ Metal Maniac: esattamente
Metal Maniac
Lunedì 24 Febbraio 2014, 21.37.55
14
@hm is the law: anch'io li vidi in quell'occasione, era l'UNHOLY ALLIANCE del 2004 nel defunto (ahimè) mazda palace di milano... bei tempi...
stevejocker
Lunedì 24 Febbraio 2014, 21.09.27
13
Concerto Stupendo... gran bel report Selenia...e belle anche le foto Francesco! ps sono il figlio di Hm is the law
Valereds
Lunedì 24 Febbraio 2014, 20.37.00
12
IO C'ERO!!! Pogo devastante e ritmo sempre altissimo!! Grandissimo il contro canto di Mitch dei Napalm...acido ed infernale!! Gli Hatebreed hanno spaccato! Anche i Buffalo simpatici e sopra le aspettative!! Grande serata!!!
hm is the law
Lunedì 24 Febbraio 2014, 20.21.46
11
Bellissima serata passata insieme a Selenia, Francesco e i miei figli Valentina e Stefano. Piacevoli e divertenti i Buffalo Grillz, strepitosa la loro Forrest Grind. I Napalm li ho visti varie volte e non deludono mai; non convincente la parte centrale del loro show, quella con i pezzi più recenti, ma Scum, You Suffer, Nazi Punk Fuck Off (durante la quale ho pogato come un assatanato) sono evergreen imperdibili. Strepitosi gli Hatebreed in grado di scatenare un circle pit assolutamente da paura; Me li ricordavo esattamente così (li vidi a Milano anni fa come gruppo di supporto agli Slayer e Slipknot) e da allora li ho sempre seguiti. Grande cnmcerto, un po' penalizzato dall'acustica. Daje!
Metal Maniac
Lunedì 24 Febbraio 2014, 20.01.05
10
esatto, bravo brainfucker.
Numbered Days
Lunedì 24 Febbraio 2014, 19.04.24
9
@er colica, la penso esattamente come te soprattutto per il prezzo, gonfiato solo per la presenza degli Hatebreed visto che i Napalm Death ne fanno anche a solo 10 euri
brainfucker
Lunedì 24 Febbraio 2014, 18.51.07
8
se non sbaglio jamey sta su "the code is red, long live the code"
er colica
Lunedì 24 Febbraio 2014, 15.50.28
7
comunque credo che questa tour tra di loro sia stato organizzato per via del rapporto d'amicizia che c'è tra i napalm e gli hatebreed , se non sbaglio jasta è stato ospite loro per un disco ora non ricordo quale. comunque mi dispiace i napalm potevano suonare pure tutto scum o tuto utopia ecc il risultato non saprebbe cambiato , un suono schifoso indecente e sono stato contento se da una parte non hanno suonato solo classici perché avrebbero solo macchiato la loro performance già devastata da quel macello, e questo fatto mi avrebbe fatto incazzare ancora di più di quello che già ero, 20 euro per un gruppo .... lasciamo sta va.
Metal Maniac
Lunedì 24 Febbraio 2014, 15.50.01
6
sulla bravura degli hatebreed io non ho mai avuto dubbi... sarà perché appertengono all'odiato filone metalcore, e quindi via di pregiudizi, ma loro sono estremi e il loro disco perseverance è un album coi controcogghioni, che io ho chiaramente... infine un plauso all'insospettabile embury, che a quanto pare è uno che rimorchia di brutto!
Numbered Days
Lunedì 24 Febbraio 2014, 15.01.32
5
Io ero esattamente davanti al palco dal lato sinistro e devo dire che dove mi trovavo io il suono era migliore, essendomi spostato apposta da dove mi trovavo prima che come ha detto er colica, non se capiva un cazzo; ottimi come sempre i Buffalo Grillz che ormai seguo da tempo, anche se come per i Napalm i suoni erano disastrosi; sono rimasto particolarmente deluso più che dal suono, che vabbè ormai a Roma apparte il Traffic non c'è un locale decente.. COME CAZZO E' VENUTO IN MENTE DI FAR CHIUDERE GLI HATEBREED?? Era la prima volta in assoluto che li ascoltavo e oltre che si parla di un songwriting piuttosto dozzinale, mi ha fatto storcere parecchio il naso che questi portatori di un hardcore/metalcore abbiamo chiuso una serata Grind! Niente da dire sulla presenze scenica e dei suoni, è vero non mi piacciono ma bisogna ammettere che hanno avuto un bel impatto sul pubblico....
Selenia
Lunedì 24 Febbraio 2014, 14.03.44
4
non sono stati tanto i suoni, quanto proprio i ND che a mio parere non sono stati così ottimali.. se leggete il report capite il motivo, ho trovato molta discrepanza tra pezzi vecchi e pezzi nuovi.
er colica
Lunedì 24 Febbraio 2014, 12.11.38
3
LAMBRUSCORE ti giuro non si è capita mezza nota del napalm, si riusciva a percepire qualche riff quando partivano con pezzi più lenti ma per il resto il caos. ora si grind vuol dire polverizzare ma non polverizzare le palle perché sentendo il loro concerto mi è calato tutto l'entusiasmo veramente ero proprio deluso. ho sentito gruppi grind crust hardcore ecc in un sacco di posti anche in centri sociali ma in questo locale c'era solo rumore bianco te lo assicuro!
LAMBRUSCORE
Lunedì 24 Febbraio 2014, 12.03.54
2
Er colica, io non c'ero però non sei l'unico ad esserti lamentato per dei suoni di merda ad un concerto del N.D.
er colica
Lunedì 24 Febbraio 2014, 11.49.40
1
allora sta botte ce stavo, e che dire sono rimasto deluso a sul serio deluso dal suono che avevano i napalm dato che ra osceno e non si è capita na nota ma sul serio ci sono rimasto di shit, io sono dell'idea che il grindcore se vuoi suonarlo live devi avere almeno un sound decente senno la gente non capisce un cazzo di quello che suoni. ora io sapevo le canzoni e le riconoscevo bene o male ma uno che non conosce bene il loro repertorio non avrebbe capito neanche che canzoni erano, ora non so bene di chi è stata la colpa ma i napalm non se sentivano era solo macello e lo dico con dispiacere visto che li seguo da anni e apprezzo il loro grind punk oltre che li stimo come musicisti e come concetti che stanno dietro al gruppo ma quella sera ero incazzato e non poco. gli hatebreed devo dire che sono stati molto bravi avevano un sound più qualitativo (dato anche il tipo di genere leggermente meno estremo rispetto ai napalm) e quindi è stato tutto migliore , poi jasta è un grande trascinatore e interagisce col pubblico in maniera accalorata e cosi deve essere. in definitiva peccato sul serio per i napalm dato che so tornato a casa con l'amaro in bocca.
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24/02/2014
Live Report
HATEBREED + NAPALM DEATH
Orion Live Club, Ciampino (RM), 19/02/2014
 
 
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