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CREMATORY - Il giusto rimedio per il rinnovamento
26/02/2014 (1208 letture)
I Crematory non si sono fatti per nulla spaventare dai cambiamenti che hanno attraversato in questi ultimi anni la scena metal in Germania, ma anche un po’ in tutta Europa. È però proprio la band tedesca e nello specifico il batterista Markus Jüllich che ci ha svelato quale sia la cura usata. Nessun panico, non è l’odiato antibiotico, questa volta è la musica ad essere sia il virus ma anche la terapia per una rinascita stilistica del quintetto teutonico.

Arianrhod: Ciao Markus, sono molto contenta di averti come ospite a Metallized.it! Ma ora andiamo subito al nuovo album: qual è il concept che si nasconde dietro Antiserum e quale sarebbe il virus secondo te?
Markus Jüllich: Vogliamo comunicare un nuovo stile musicale: electronic blast gothic metal e secondo me il virus è proprio il nuovo album e le dieci sorprendenti canzoni contenute in esso.

Arianrhod: Rispetto ai primi album, a partire da Revolution, la vena più oscura ed estrema è stata sostituita da molti elementi elettronici che affiancano ritmiche solide e riff aggressivi, come siete riuscita a raggiungere questa mescolanza?
Markus Jüllich: L’idea principale in Antiserum è quella di unire i campionamenti EBM cupi con delle chitarre energiche. È di sicuro uno sviluppo rispetto a Revolution, in cui avevamo usato per la prima volta gli elementi elettronici della scena dance/trance, ora volevamo un sound più oscuro ed è per questo che abbiamo scelto di usare suoni EBM.

Arianrhod: Un altro elemento, che si può notare fin da subito, è il contrasto tra le harsh vocals e le parti in pulito e per di più avete scelto di cantare alcune strofe in inglese e altre in tedesco, c’è un motivo dietro questa scelta?
Markus Jüllich: Abbiamo iniziato ad alternare i due cantati fin dal nostro secondo album, ci piace molto passare dal growl profondo di Felix al pulito di Matze, soprattutto mescolare testi in inglese e in tedesco, penso che proprio il mix che ne risulta sia molto interessante.

Arianrhod: Dato che siete sulla scena musicale da più di vent’anni, com’è cambiata in questo tempo? E la vostra concezione sulla musica è rimasta la stessa?
Markus Jüllich: Il panorama gothic metal è cambiato totalmente. Negli anni ’90 si vedevano nelle band solo cantanti maschi, come i Paradise Lost e Tiamat che erano i gruppi gothic di spicco. Le prime band con una donna alla voce sono stati i The Gathering e poi i Theatre Of Tragedy, che mescolavano growl con voci femminili e più tardi l’etichetta gothic metal inizia ad essere usata per formazioni come Nightwish, Within Temptation, Epica e Leave’s Eyes, da quel momento c’erano solo le voci femminili e molte orchestrazioni in più. I buoni gruppi dei vecchi tempi hanno incominciato a cambiare leggermente il loro stile e sviluppare la loro musica, come del resto abbiamo fatto anche noi.

Arianrhod: Siccome la vostra formazione è stata praticamente la stessa in tutti questi anni, c’è una “ricetta” per la vostra longevità?
Markus Jüllich: Certo, perché siamo come una grande famiglia e rispettiamo la personalità che sta dietro ad ogni musicista.

Arianrhod: Cosa ne pensate delle band che hanno appena iniziato il loro percorso, vi riconoscete in loro quando avevate appena cominciato a suonare?
Markus Jüllich: Quando abbiamo incominciato nel 1991, ciò che avevamo raggiunto come Crematory era il grande sogno di ogni membro. Eravamo una delle gothic band in primo piano, con concerti fissati in tutto il mondo e moltissimi fan. Siamo davvero orgogliosi di questo.

Arianrhod: Riuscite a vivere di musica o siete impegnati in altri ambiti?
Markus Jüllich: Tutti abbiamo anche dei lavori normali, perché non riusciamo a guadagnare abbastanza solo con la musica e vivere di questo.

Arianrhod: Avete programmato alcune date in Germania, potresti confidarci se ci saranno dei vostri concerti in Italia?
Markus Jüllich: Stiamo aspettando delle offerte dall’Italia e speriamo di suonarci il prima possibile, perché amiamo molto il vostro cibo e le vostre ragazze. Faremo come in passato, ogni anno suoniamo in solo 25 date, perché abbiamo tutti altri lavori e le nostre famiglie e figli. Per i prossimi due anni programmeremo concerti soltanto per i fine settimana in tutta Europa.

Arianrhod: La nostra chiacchierata è ormai giunta al termine, vorresti aggiungere ancora qualcosa per i nostri lettori? Grazie mille e buona fortuna per il futuro!
Markus Jüllich: Grazie mille ai nostri fan per il loro supporto e speriamo di suonare molto presto in Italia!



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