Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Primal Fear
Apocalypse
Demo

Talbot
Magnetism
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

17/08/18
EXOCRINE
Molten Giant

17/08/18
DORO
Forever Warriors, Forever United

17/08/18
CARNATION
Chapel of Abhorrence

17/08/18
FEUERSCHWANZ
Methämmer

17/08/18
CEMETERY URN
Barbaric Retribution

24/08/18
FOSCOR
Les Irreals Versions

24/08/18
ANCESTORS
Suspended In Reflection

24/08/18
DIABOLOS DUST
The Reaper Returns

24/08/18
PAUL FERGUSON
Remote Viewing

24/08/18
HOPELEZZ
Stories Of A War Long Forgotten

CONCERTI

16/08/18
FRANTIC FEST (DAY 1)
TIKITAKA VILLAGE - FRANCAVILLA (CH)

17/08/18
FRANTIC FEST (DAY 2)
TIKITAKA VILLAGE - FRANCAVILLA (CH)

17/08/18
NEREIS + GUESTS
CASTALDI FESTIVAL - SEDICO (BL)

17/08/18
NECRODEATH + GUESTS
ZONA INDUSTRIALE - PULSANO (TA)

17/08/18
RADUNOROCK FESTIVAL (day 1)
BAITA PENNA NERA - VALLE DI CEMBRA (TN)

17/08/18
HARD ROCKOLO FESTIVAL
PARCO ROCCOLO - PIEVE DI CADORE (BL)

18/08/18
FRANTIC FEST (DAY 3)
TIKITAKA VILLAGE - FRANCAVILLA (CH)

18/08/18
DESTRAGE + GUESTS
SUMMER CROCK FESTIVAL - BORGHETTO DI SAN MARTINO DI LUPARI (PD)

18/08/18
HIRAX + GUESTS
MU CLUB - PARMA

18/08/18
RADUNOROCK FESTIVAL (day 2)
BAITA PENNA NERA - VALLE DI CEMBRA (TN)

LOOKING FOR EUROPE - La Recensione
09/03/2014 (1920 letture)
Fin dalla sua apparizione sulle scene, figlio degenere della rivoluzione industrial, il neofolk ha attirato su di sé gli strali degli appassionati maggiormente interessati ai risvolti politici di questa forma d’arte che da circa trent’anni, si fa portatrice di una posizione ideologica sovente confusa.
I tedeschi Andreas Diesel e Dieter Gerten si propongono di illuminare i lettori assumendo una posizione del tutto imparziale, consegnando alle stampe Looking For Europe, voluminoso testo abbinato ad una compilation portante il medesimo nome, composta da un ricco libretto (50 pagine in tedesco, 50 pagine tradotte in inglese) e 4 cd contenenti una rapida ed esaustiva summa della varie declinazione che ha assunto lungo la sua parabola artistica il genere solitamente associato ai numi tutelari Current 93, Death in June e Sol Invictus; non a caso, le tre personalità principali, David Tibet, Tony Wakeford, Douglas Pearce, provengono dallo stesso retroterra culturale.

Il libro, ora reperibile nella lingua d’Albione, è suddiviso principalmente in tre aree tematiche fondamentali: la prima ha l’obbiettivo di introdurre, attraverso un rapido excursus storico le radici del neofolk, tracciando una filo rosso che parte dal fenomeno punk per approdare, svanito l’effetto del nichilismo primigenio dei primi manipolatori di nastri, ad un’espressività che sposa una visione profondamente tradizionale, quasi romantica in senso letterario (uno dei testi di riferimento è lo studio di Mario Pranz La Carne, La Morte, Il Diavolo nella Letteratura Romantica, reso in inglese come The Romantic Agony) ad una strumentazione appartenente allo sperimentalismo, all’avanguardia, pur mantenendo elementi canonici nell’impiego diffuso di semplici pattern di chitarra acustica. La seconda, atta a descrivere didascalicamente le formazioni di ogni angolo del globo, dall’Europa mediterranea (Camerata Mediolanense, Spiritual Front, Ain Soph tra le altre), all’Est (Scivias, A.C.T.U.S. , Agnivolok), dagli USA (Blood Axis, corredata da un’intervista al frontman Michael Moynihan, incentrata sulla posizione filosofica piuttosto che sulla reale attività musicale), alla Germania ed Inghilterra (Fire+Ice, While Angels Watch, Sonne Hagal, Hekate). La terza è anche la più foriera di discussioni e, dal punto di vista accademico, la meglio riuscita, concernendo la disamina delle influenze presenti all’interno dell’universo post-industriale, arricchita da paragrafi introduttivi dedicati al Barone Nero Julius Evola, da cui numerosi adepti hanno tratto l’ispirazione per formare la propria coscienza “tradizionale” in netta opposizione ad un mondialismo globalizzante che è individuato nelle vesti di nemico mortale dell’uomo nella sua completezza, a Nietzsche, ovvia ed innegabile eminenza grigia, Junger (ripreso inoltre nell’appendice), ispiratore, con il Waldganger (o Il Trattato del Ribelle) del ritorno ad una spiritualità selvatica, vergine, nuova.
Benché lo sforzo di superare il pregiudizio abbia generato un risultato altalenante, in quanto gli autori, nei capitoli Playing With Fire e Illusion And Reality, dedicano forse fin troppe pagine a rispondere alle accuse di neo-fascismo lanciate da -mi si permetta l’impiego della categorizzazione- individui superficiali o banalmente ignoranti (nell’accezione che ignorano le fonti e di conseguenza, non afferrano i riferimenti), invece di focalizzare l’attenzione su argomenti di rilevanza nettamente superiore (la breve analisi sul significato del legame Amore-Morte del neofolk e nel gothic poteva, e probabilmente, doveva, essere ampliata, recuperando il corpus dell’opera di Mishima e la sua riverberazione nella scrittura di Douglas Pearce), Looking For Europe soddisfa le elevate aspettative, sia sotto il profilo della mera completezza -difficile sia necessario, in un futuro prossimo, un ampliamento- sia nello studio degli addentellati che, come ogni cultore della materia può testimoniare, rappresenta il centro della proposta del neofolk. Non curarsi della visione del mondo condivisa da questa sottocultura, mancando quindi di sottolineare la critica continua al “one dimensional man”, l’essere umano costretto ad una uniformazione figlia diretta di americanismo e social-democrazia, la quale conduce ad un discorso ampio sulle categorie del vestiario (il camouflage, simbolo dell’essere in lotta, del combattere una guerra solitaria e silenziosa, si ricordi “it’s the fate of our age that we fight in isolation” dei Death In June); sull’attivismo dal basso (ricordato dai Blood Axis, risposta ad una politica distante, incapace di intervenire localmente, dimentica del benessere interiore delle persone); sull’importanza del revival delle usanze pagane di matrice nordica, diverso dallo sfruttamento delle saghe norrene all’interno del black metal, ossia prescindendo dal loro valore di contrapposizione ad una religione organizzata come il Cristianesimo, optando per una dedizione alla coltivazione delle proprie radici indipendente dalla temperie culturale esterna. Infine una panoramica sul ruolo del Satanismo, con Lavey e Crowley presenti più in guisa di primi motori dell’estremo individualismo che caratterizza la scena dai suoi albori -individualismo che diventa prima elitismo poi folle solipsismo, incapace di realizzare i limiti personali per via di una ragione obnubilata dal perseguimento indefesso di un’amoralità da Superuomo- tanto da spingere i commentatori del celebre paper di Anton Shekhovtsov a suggerire l’impossibilità di una concretizzazione del “fascismo metapolitico”, cioè di un ritorno, a partire dalla venerazione per il tradizionale e per valori “altri” rispetto all’oclocrazia dominante, in condizioni favorevoli, di una consustanziazione delle astratte divagazioni degli esponenti del neofolk, riunite sotto una bandiera politicamente consapevole, a causa della natura monadica delle differenti proposte, sarebbe da computare sotto la casella dei peccati capitali, trattandosi di cenni chiave alla piena comprensione e contestualizzazione del fenomeno, altrimenti svuotato della sua strutturazione ideologica.
Poco o nessuno spazio è predisposto al concetto di Europa, continente celebrato in virtù della sua preminenza nel processo di civilizzazione globale, nonché per la ben conosciuta centralità nello sviluppo delle vicente moderne e contemporanee, almeno fino al termine del secondo conflitto mondiale. Lungi dall’essere una mancanza, poiché tale ricerca è condotta usualmente da frange del movimento affini al martial, (Triarii, Arditi etc..), lambendo gli act principali solo in determinati brani, abbinata ad un generale sconforto dinnanzi alla vista delle rovine di un gloriosa terra, oggi schiava del materialismo consumistico, tale assenza rappresenta, in ogni caso, un'occasione perduta per donare ulteriori risvolti filosofico-culturali al discorso in atto.

In conclusione, Looking For Europe è un passo verso l’accettazione di un pensiero che, sotto lenti critiche, risponde alle questioni precipue dell’esistenza umana, una volta assolti i bisogni primi. La spinta a scoprire, a considerare oggettivamente un gruppo di musicisti in opposizione radicale, non può essere sostenuta se non da una base di partenza ampia, assemblata con criterio e storicamente motivata. Tre prerogative che trovano terreno fertile tra le 525 pagine del testo qui recensito.
Per coloro i quali posseggano una discreta esperienza, vedere cristallizzate permanentemente alcune linee guida a cui, eventualmente ricorrere per abbracciare in profondità il messaggio di un nuovo messaggero della glorificazione dell’isolamento spirituale (si veda anche: Cavalcare La Tigre, di Evola, titolo di una famosa compilation, il cui creatore è intervistato verso il termine del libro), aiuta a non smarrire la direzione della propria esplorazione musicale, accrescendo inoltre la consapevolezza della presenza sottotraccia di una rete di autori il cui operato è complementare agli accordi minori ed alle atmosfere malinconiche incise nei solchi di innumerevoli LP.

Bibliografia essenziale tratta dal libro:
Mario Pranz: The Romantic Agony
Julius Evola: Ride The Tiger
Yukio Mishima: Death In The Midsummer
TYR magazine
Re\Search: Industrial Culture Handbook
Julius Evola: Revolt Against The Modern World
Edmund White: Jean Genet
Oswald Spengler: The Decline Of The West



::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
TITOLO: Looking For Europe - The History of Neofolk
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
AUTORI: Andreas Diesel, Dieter Gerten
EDITORE: Index Verlag (distribuzione via Prophecy)
N° PAGINE: 525
PREZZO:
24,95 €



Franco
Venerdì 9 Febbraio 2018, 23.26.34
6
Direi di correggere in "Mario Praz". La bibliografia non era meglio inserirla, laddove possibile, in italiano? Se un gruppo si ispira agli autori citati, facilmente viene accusato di neo-nazismo o di neo-fascismo... C'è poco da lamentarsi.
MorphineChild
Giovedì 13 Marzo 2014, 21.04.46
5
un genere musicale che mi ha sempre appassionato, sia dal punto di vista musicale, al quale mi sono avvicinato partendo dai Tenhi e dagli Empyrium, sia da quello, un po' più controverso, dell'ideologia. e questo pur essendo politicamente orientato parecchio a sinistra, per quanto ormai la dicotomia destra/sinistra sia superata. per questo motivo, un approfondimento come quello offerto dal libro in questione mi interessa non poco. sarebbe anche un buon punto di partenza per approfondire i nomi "storici" del neofolk, che nei miei ascolti sono sempre stati in secondo piano rispetto a cose più vicine al mio background metal (i suddetti Tenhi ed Empyrium, gli October Falls) o ad un gruppo come gli Argine che mi ha fatto innamorare monopolizzando i momenti in cui ero nel giusto stato d'animo (ed il neofolk è a mio parere un genere musicale che ha assolutamente bisogno di essere ascoltato con il giusto stato d'animo). grazie per la segnalazione, sulle recensioni di libri state facendo un lavoro eccellente
enry
Mercoledì 12 Marzo 2014, 14.36.53
4
Unia, sinceramente darei la precedenza alla compilation, oltre ai soliti noti ci sono tante band valide e poco conosciute del settore neo-folk con qualche sconfinamento nel martial-industrial. Poi certo, può tornare utile anche il libro, ci mancherebbe.
Unia
Lunedì 10 Marzo 2014, 18.36.13
3
Sembra utile per approfondire un genere affascinante con i suoi più vari artisti (Tibet, Douglas P. , Triarii...) Ce fo un pensiero, può essere un ottimo regalo.
enry
Lunedì 10 Marzo 2014, 16.02.34
2
Ho la compilation Looking for Europe, 4 cd per 52 brani che offrono un buon punto di partenza per chi vuole avvicinarsi al genere, un po' meno utile per chi segue il genere fin dalla sua nascita. Bene la presenza di ottime band italiane come Kirlian Camera (un po' fuori contesto però), Ataraxia e Camerata Mediolanense. Da segnalare la presenza di Empyrium e Tenhi, sicuramente più conosciuti dal popolo metal. Il libro però non penso che lo prenderò, per quanto ben fatto per me avrebbe una utilità minima.
Luca
Lunedì 10 Marzo 2014, 11.59.36
1
Grandissimo movimento musicale e ideologico... onore a Sol Invictus. Death in June, Blood Axis!
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Looking for Europe - La recensione
ARTICOLI
09/03/2014
Articolo
LOOKING FOR EUROPE
La Recensione
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]