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CORREVA L’ANNO - # 32 - 1996 prima parte
12/03/2014 (5161 letture)
Erano sempre stati gli anti-divi per eccellenza, i ribelli incorruttibili, la spina nel fianco del music-business. Capelli lunghi, t-shirt provocatorie, jeans strappati e tanta musica a livelli eccezionali, il perfetto bilanciamento di violenza, velocità, melodia, epica e contenuti tecnici. Si erano issati a bandiera dell'intero movimento heavy metal negli anni ottanta, come solo gli Iron Maiden, forse, avevano saputo fare: pionieri del thrash, lo avevano svezzato, sviluppato, elaborato, stratificato e portato ai suoi massimi storici, dimostrandone la maturità, la duttilità, lo spessore lirico e la polidimensionalità strutturale, come nessuno aveva fatto prima di loro. Poi qualcosa si è rotto. O forse no. Con l'omonimo Metallica, i Cavalieri del Fulmine cambiarono pelle, pur rimanendo potenti, cupi, nichilisti; portarono il metal nelle classifiche, fuori dall'underground e nulla fu più come prima. Tra il 1995 ed il 1996, i leggendari Metallica si presentarono ai mass media con un aspetto fisico differente, che annunciava il terzo mutamento del quartetto: chi era rimasto deluso dal passaggio dal technical thrash all'heavy-thrash melodico del Black Album -passaggio comunque apprezzabile dal punto di vista artistico, dato che il disco del 1991 era, in ogni caso, un lavoro molto valido- ora si trovava di fronte a quattro trentenni agiati, riemersi dai tour disumani di inizio anni novanta con i capelli corti e look improbabili. Lars Ulrich avvolto in pellicce variopinte e penne d'uccello, Kirk Hammett con canottiera da pappone e sigaro cubano, James Hetfield con la bionda criniera del tutto sfoltita: fu il putiferio, l'inizio del gioco al massacro. Il sesto studio album dei californiani, giunto a cinque anni dal precedente, si intitolava Load e rappresentava l'addio alle sonorità metal tanto quanto il Black Album aveva sancito la rottura con il thrash da loro stessi coniato: li trasformava in cupi e beceri garage-rockers e, tutto sommato, non era neppure malaccio come lavoro. Un disco gradevole, di rock radicato nel blues e nel suono degli anni settanta, quello che i Metallica avevano nel sangue per averlo vissuto, in diretta, da ragazzini. Era dunque molto più tranquillo e melodico di tutto quello che i quattro americani avevano composto fino a quel momento, del tutto lontano dalla vecchia furia: Ain't My Bitch era una zampata vigorosa di hard rock dinamico, mentre 2x4 e The House That Jack Built attingevano dai monolitici e cadenzati riff sabbathiani; Until It Sleeps era un disagiato quadro di sofferenza, con improvvisi picchi rabbiosi, mentre King Nothing recuperava certi slanci figli del Black Album e Hero of The Day sorprendeva tutti con il suo arpeggio estremamente melodico, delineandosi come ballata semi-pop prima di convogliare in un robusto finale. Tra tanti brani pregni di decadenza come Bleeding Me, Wasting My Hate o la lunghissima The Outlaw Torn, tuttavia, spiccava la ballata acustica Mama Said, un brano country che venne additato dalla massa come il pomo della discordia, il limite che mai i Metallica avrebbero dovuto superare. In realtà si trattava di un pezzo molto toccante, nel quale Hetfield ripensava alla madre -persa quando era ancora un adolescente e sempre detestata per il suo fanatismo religioso- con la maturità dell'uomo e non più quella del ragazzino: 'Mamma, ora che ho bisogno di essere accolto dalle tue braccia l'unica cosa che vedo è solo una fredda pietra tombale'. La prova vocale di James su questo disco era ancora più impostata rispetto al passato e ne denotava gli ulteriori miglioramenti come cantante, già avvertibili negli ultimi dischi in misura sempre crescente. Fan e media non compresero la svolta dei Nostri: non capirono che, ancora una volta, i Metallica stavano facendo quello che avevano sempre fatto, ovvero andare controcorrente e distaccarsi dagli stereotipi, dalle forzature, dai cliché. Non fare mai quello che volevano gli altri, ma soltanto quello che loro sentivano nel cuore: li hanno chiamati "venduti" -è sempre facile utilizzare il dio dollaro come capro espiatorio quando un disco non piace- ma come dare torto a dei trentenni ormai ricchi e realizzati che, per forza di cose, non possono più provare la rabbia feroce dei vent'anni e scelgono di suonare un hard rock affine alle proprie origini, comunque gradevole e grezzo quanto basta, senza degenerare nel pop, nelle mode o in sperimentalismi troppo azzardati? Tutti vorremmo sentire in eterno i Metallica alle prese con un thrash metal velocissimo ed elaborato; tuttavia è errato negare il fascino dell'evoluzione e il mutare delle esigenze artistiche di ogni individuo: Master Of Puppets non lo tocca nessuno, lo si può ascoltare quanto si vuole, ma Load permette di esplorare nuovi territori, conoscere nuove sfumature all'interno di una band che la gente ha amato visceralmente. Anche dal punto di vista tematico, dato che da questo disco James Hetfield abbandona la critica alla società americana per concentrarsi sul suo inconscio, segnato dai primi problemi con l'alcool e dalla perdita -anche in questo caso per cancro- del padre, col quale si era appena riappacificato dopo anni privi di contatti, comunicazioni, rapporti. Il cambiamento era stato tanto forte e clamoroso da non essere capito neanche a distanza di tanti anni: sapeva di beffa, ma invece i Metallica erano sempre coerenti con la loro indole e la loro scelta di fare sempre e comunque a modo loro, alla faccia delle pretese popolari. I musicisti, del resto, sono artisti liberi di esprimere le proprie sensazioni e non mestieranti costretti a suonare vita natural durante quello che il pubblico brama.

Coerenti fino all'ultimo, nonostante l'apparente incoerenza: forti di questo paradosso, gli ex thrasher erano determinati a sfidare le forche caudine del dogmatico ed incontrovertibile universo metallico. James Hetfield dichiarava fiero: 'Noi non siamo come gli AC/DC, che da vent'anni continuano a pensare di essere obbligati a scrivere sempre la stessa canzone. E il bello è che certi fan abbiano legittimato questa autentica stupidaggine, dicono di andare a vedere gli AC/DC e sapere esattamente cosa attendersi. Stesso discorso vale per gli album. Per quanto riguarda noi, invece, credo che i ragazzi non possano immaginarsi in anticipo il contenuto del disco che si apprestano a comprare, noi garantiamo sempre una discreta percentuale di sorpresa e mistero, una cosa che ci sembra davvero eccitante. Noi siamo felici di aver trovato le ispirazioni giuste per rinnovarci e molto è dipeso dal nostro grande amore per la libertà. Non abbiamo mai voluto essere associati ad una corrente o ad una moda, è incredibile, talvolta, vedere come la gente cerchi di delimitarti in un certo campo d'azione. Noi, fatta eccezione per il periodo iniziale della carriera, abbiamo sempre combattuto questo'. Lars Ulrich ribadiva il concetto: 'Noi usciamo dalla massa. Questa ricerca della novità è vitale per noi. Il fatto è che oggi ci sentiamo così sicuri di noi stessi da poter affrontare qualsiasi tipo di rischio, questo fa parte di un proficuo processo di maturazione e l'essere più vecchi di cinque anni, individualmente, ha giocato un ruolo fondamentale in tutto ciò'. La scelta di semplificare oltremodo le composizioni, che stava alla base del Black Album, si fece sentire in maniera ancora più corposa in occasione del nuovo lavoro, secondo il drummer: 'Nell'ultimo anno ci siamo concentrati sulla spontaneità e in questo ci ha aiutato parecchio l'aver scritto canzoni tutto sommato semplici come alcune di quelle apparse sul disco precedente, considerato anche che venivamo da un disco come 'And Justice For All', ben più complesso. In seguito abbiamo potuto suonare quelle cose semplici per diversi anni dal vivo e questo ci ha aiutato tanto dal punto di vista della naturalezza e della spontaneità'. In quel periodo Hetfield dichiarò di aver lasciato molto spazio a Kirk per scrivere le tracce di chitarra ritmica sul disco -cosa che in passato non accadeva- dando un volto differente ad un sound comunque più scarno. I pochi riff che reggevano i vari brani erano nati improvvisando, per reazione proprio alle trame elaborate di And Justice For All, album in cui era tutto calcolato al millimetro e nel quale ogni composizione annetteva un gran numero di riff ed intersezioni; già il Black Album era più semplice dei precedenti lavori, ma Load lo era ancora di più ed era nato apposta per essere divertente da suonare. Nonostante fossero passati da un pezzo gli anni d'oro delle faide tra thrasher e glamster, Ulrich non perdeva lo smalto giovanile e soprattutto il concetto di fondo che animava gli ideali di ieri come quelli di oggi: 'I Bon Jovi e molti altri gruppi di successo della nostra generazione restano al top perché hanno trovato una formula e si accontentano di ripeterla all'infinito. Noi non siamo così. Qualcuno potrebbe dire che lo fanno per soldi, ma io non sto qui a disquisire sulle motivazioni ma sulla scelta. Bon Jovi fa uscire il medesimo album tre volte di seguito con la copertina differente, io non conosco il motivo e me ne fotto. Il pericolo ci stimola, questa volontà di tentarci ad ogni costo'. A inizio giugno la band tenne due show 'Truckload' suonando sul pianale di un camion dopo tre concerti, poi si esibì l'11 giugno allo Slim's Club di Frisco in uno dei primi concerti trasmessi sul web, seguito da due spettacoli per i fan-club e dalla partecipazione ad un evento alternative-rock-pop come il Lollapalooza: la prova definitiva della trasformazione della band. Gli organizzatori del festival diedero ai Metallica la possibilità di scegliere alcuni degli altri gruppi in cartellone e Lars scelse gli Oasis ed i poco noti Black Grape, attirandosi ironie e malumori. Il Lollapalooza partì da Kansas City il 27 giugno e prevedeva anche la partecipazione di Soundgarden e Ramones; fino ad agosto toccò decine di stati nordamericani, attirando appassionati di rock di ogni tipo. Fu un primo assaggio dei nuovi Metallica, quelli più morbidi, anche se in scaletta non mancavano mai pezzi forti come Master Of Puppets o qualcosa del Black Album. Terminato il Lollapalooza, la band intraprese il Poor Touring Me per portare Load in giro per il mondo: il four pieces attraversò in poco tempo Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Belgio, Francia, Spagna e Portogallo. Una scena raccapricciante si verificò quando il Top Of The Pops inglese chiese alla band un video live del singolo Hero Of The Day, che già aveva un videoclip su MTV: la formazione, per far combaciare perfettamente la versione dal vivo con quella su disco suonò il pezzo tre volte, col suono del metronomo a sconcertare il pubblico e Lars che ad ogni sessione chiedeva alla folla di essere più rumorosa. Il tour proseguì con due date in Italia, spostandosi poi in Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Galles, Germania, Svizzera, Olanda. I Metallica furono ospiti al programma TV inglese 'Later With Jools Holland' il 13 novembre: i ragazzi improvvisarono un set con Wasting My Hate, King Nothing ed una versione acustica di Mama Said suonata dal solo James. La band tenne concerti in Svezia e Finlandia, mentre il singolo di Mama Said uscì il 18 novembre riscuotendo enorme successo commerciale; per due serate i californiani ebbero come spalla gli Apocalyptica, una band scandinava di soli violoncelli che riproponevano cover dei Four Horsemen in versione classica. La carovana si spostò in Norvegia e Danimarca, prima di tornare negi USA per il Capodanno: dopo sei date californiane, alla vigilia del 1997 la band suonò un set in cui improvvisava spezzoni di celebri pezzi metal, tra i quali spiccò Reign In Blood degli Slayer; alle 23.58 i Metallica attaccarono 2 Minutes To Midnight degli Iron Maiden, salutando così la venuta del nuovo anno.

Ben quattro anni si erano fatti attendere i gloriosi Manowar che, dopo una prima parte di carriera ricca di uscite frequenti ed epocali, aveva iniziato a centellinare le proprie pubblicazioni. Il nuovo lavoro, Louder Than Hell, era un disco molto più semplice e diretto del precedente e si avvaleva del contributo di un nuovo chitarrista, Karl Logan, dopo l'abbandono del virtuoso David Shankle. Inoltre sanciva l'inatteso ritorno del drummer Scott Columbus, al quale il suo sostituto Rhino lasciò il posto senza attriti. L'album era aperto dalla discreta seconda parte di Warlord e veniva infuocato da un anthem grandioso come Brothers of Metal, caratterizzato da un refrain travolgente e da un assolo orgasmico dell'eccellente Karl Logan; un pezzo degno dei grandi classici, irresistibile e dal tiro notevole. Molto avvincenti erano anche la rombante The Gods Made Heavy Metal, la ballata Courage e le micce più veloci come Outlaw e Power, scandite da ritmi speed metal. Qualcuno criticò la semplicità degli arrangiamenti, ormai figli di un archetipo fatto e finito che necessitava soltanto di essere riproposto disco dopo disco; al contrario, fino al full-length precedente si era potuta osservare un'evoluzione costante e coerente. Tuttavia Louder Than Hell rimaneva un lavoro piacevole e più che buono -soprattutto se ascoltato con il senno di poi- posto a coronamento di un secondo ciclo di carriera tanto importante quanto il primo. Eric Adams spiegò così il lungo periodo intercorso tra The Triumph of Steel ed il nuovo disco: 'Il fatto è che più vai avanti nella tua carriera e più tempo ti serve per scrivere canzoni valide e originali. Non siamo mai stati un gruppo di quelli da tre canzoni in due settimane e via, noi ci mettiamo a comporre solo quando sentiamo di avere dentro la giusta ispirazione'. La band partì per un lungo tour mondiale e nel 1997 pubblicò i suoi primi due dischi live, Hell On Wheels ed Hell On Stage, contenenti tutte le canzoni più importanti di una carriera eccezionale. Alle riviste di settore, DeMaio e compagni rifilavano le consuete esternazioni ridondanti: 'Il metal siamo noi e pochissimi altri gruppi e se qualcuno sostiene che siamo sorpassati lo sfido su un palco, davanti al pubblico, a dimostrare di sapere fare meglio di noi e di poter risultare più acclamato. I falsi profeti, certi magazine e fanzine, MTV non hanno spento il sacro fuoco che scorre nelle vene dell’esercito degli immortali'. I quattro egocentrici Kings furono anche protagonisti di un curioso siparietto in occasione della loro calata italica al Gods of Metal, episodio così riportato dalla stampa specializzata: 'I Metal Warriors, per percorrere i cento metri scarsi che separavano il loro albergo dal luogo dell'intervista hanno dovuto per forza prendere ciascuno la propria monumentale e rombante motocicletta -altrimenti lo spettacolo dove lo mettiamo?- e percorrere quel piccolo tratto di strada tutti insieme parallelamente, facendosi notare da chiunque fosse in giro in quel momento. Voglio aggiungere che il povero Eric Adams, una volta arrivato a pochi centimetri dai tavoli del pub all'aperto, per fare la frenata da 'figo del cinema' ha rischiato di finire addosso a un tavolino dove una coppia di settantenni stava consumando il suo tè: ne sono derivate delle ovvie imprecazioni ed invettive al suo indirizzo, mentre lui guardava dritto innanzi a sé facendo finta di niente'. I quattro Kings of Metal non erano gli unici esponenti dell'Acciaio classico a mantenersi attivi con una certa costanza sul mercato: riformatisi da qualche anno, i Mercyful Fate confermarono un discreto stato di forma attraverso il loro quinto studio album, Into The Unknown, che mostrava la consueta ricchezza melodica ma anche un approccio vocale a tratti più aggressivo -in alternanza del consueto falsetto- da parte di King Diamond; la band danese esprimeva ancora una volta tutta la sua sinistra malignità in canzoni oscure, ben strutturate e dalle liriche controverse come da tradizione. Nello stesso anno il Re Diamante rilasciava anche il suo settimo lavoro solista, l'ancor più valido The Graveyard, prodotto di buon livello che -pur non ergendosi al livello dei masterpiece del musicista nordico- manteneva ancor più vivida la presenza di un'icona del metal ottantiano. Sempre affidabili, due grandi vecchi dell'hard'n'heavy internazionale come Lemmy Kilmister e Ronnie James Dio proseguivano la loro scia di buone pubblicazioni con lavori di livello come Overnight Sensation e Angry Machines, mentre i vecchi Accept si cimentavano con Predator, l'ultimo disco con Udo alla voce prima della nuova separazione. Da solista, proseguiva anche la carriera di Bruce Dickinson che, dopo aver lasciato gli Iron Maiden, si stava dedicando ad un hard rock di discreta fattura con i suoi Skunkworks, band che prese il nome dal pregevole disco omonimo. Dickinson spendeva parole importanti per i suoi compagni di band e giurava di credere tantissimo in quel progetto, riversando un grande entusiasmo nelle interviste concesse alla stampa: l'album era valido e le canzoni piacevoli per quanto semplici e lontane dalle maestose composizioni maideniane, ma ben presto il singer avrebbe sentito l'esigenza di far marcia indietro, tornando sui suoi passi innanzitutto dal punto di vista musicale. Il potente Plugged In Permanent, intanto, segnò l'avvio di una nuova vita per i canadesi Anvil, pionieri del metal ottantiano e ispiratori di tante band speed e thrash con i loro seminali Hard’n'Heavy o Metal On Metal: dopo cinque dischi rilasciati nel corso degli anni ottanta, infatti, il terzetto aveva rilasciato nei nineties il solo Worth the Weight. Dal nuovo album in avanti sarebbero ritornati a sfornare dischi con una certa continuità. Lavoro di classe ma tutto sommato d'ordinanza per i vecchi Def Leppard, che con Slang accorparono nel loro sound influenze tipicamente novantiane sfornando un sound più introspettivo e malinconico del solito.

Dati per morti ed invece ancora capaci di far sentire la propria voce: era destino, per gli Helloween, risalire la china dopo l'infinita serie di tribolazioni conseguite all'avvento degli anni novanta, dal mai accettato pop-rock di Chameleon ai dissidi fratricidi Weikath-Kiske, passando attraverso l'addio del singer ed il suicidio del drummer Ingo Schwichtenberg. Con l'ingresso del nuovo vocalist Andi Deris e la pubblicazione di un ottimo album di heavy/power come Master Of The Rings, le Zucche avevano mostrato umiltà e voglia di ripartire dalle proprie radici; il nuovissimo The Time of the Oath ribadiva la voglia di riprendersi il ruolo elitario in un genere da loro stessi creato e rappresentava non solo uno dei migliori prodotti dell'intera era-Deris, ma addirittura uno dei dischi migliori dell'intera carriera per l'act di Amburgo, che qui tornava a far fluire il più puro power metal tedesco come un fiume in piena, molto più tenebroso, duro e veloce del predecessore - che dunque era stato solo un gustoso assaggio della rinascita completa. Ecco dunque cori fastosi, velocità straripanti, impellenti assalti di doppia cassa, riff possenti e assoli squillanti, canzoni articolate e cavalcate elettrizzanti, quasi al livello dei classici appartenenti agli intoccabili primi tre dischi, che comunque possedevano connotati simili ma mai identici al nuovo corso. La band dimostrava eccezionale ispirazione melodica tanto nelle linee vocali quanto nelle elaborate e calde sezioni strumentali, nelle quali imbastiva trame e assoli di ottimo livello tecnico. Una produzione corposa esaltava i pezzi più tirati e dirompenti: l'opener We Burn era una grandiosa power metal-song in pieno stile Helloween, una corsa sfrenata scandita dal tellurico e compatto lavoro ritmico di Uli Kusch, dal grandioso refrain vocale di un ottimo Deris e dalle melodie incrociate di Weikath e Grapow, le due asce; gli altri up-time più tirati rispondevano ai nomi di Power, molto melodica, Before The War, Kings Will Be Kings e Mission Motherland. In particolare, Before The War era uno dei pezzi più duri mai scritti dai nostri: poggiava su un riffing serratissimo e su uno scrosciante lavoro di Kush con la doppia cassa, oltre che sull'ennesimo refrain clamoroso, epico e trascinante. Il pezzo puntava forte sull'alternanza tra la violenza delle strofe, davvero devastanti e l'ariosa melodia del ritornello, prima di prodursi in un assolo scintillante e prolungato, nel quale la spinta ritmica creava un martellamento compatto e velocissimo. Di fronte ad un gioiello di caratura era difficile non restare impressionati, accogliendo con immensa gioia la definitiva rinascita delle icone tedesche. La stessa Kings Will Be Kings si presentava come una ridondante rasoiata veloce, una poderosa avanzata ritmica dalle metriche incalzanti e dal riffing affilato: l'ennesima dimostrazione di come deve essere un grande pezzo power metal. Il debordante drumming a rincorsa e le sferzanti melodie soliste ribadivano una volta di più come Weikath e soci avessero a pieno ritrovato le coordinate portanti del proprio sound e sapessero come imbastire alla perfezione dei nuovi classici del genere. Del resto il power metal era un settore capace di vivere un momento di immensa popolarità, in quella metà di anni Novanta, tanto da rappresentare assieme al death il movimento più fervente del decennio. Lo stesso Weikath, chitarrista tradizionalmente dipinto come arrogante e dispotico, era felice del risultato: 'Era dai tempi dei Keeper che non mi sentivo così orgoglioso di un lavoro degli Helloween. Questo è il disco che ho sognato di pubblicare per anni ed anni e ti garantisco che tutta la band sembra consapevole di aver realizzato qualcosa di veramente importante. L'intesa con Andi e Uli, poi, si è ulteriormente cementata rispetto a Master of the Rings, in quanto quello fu un album scritto e registrato molto velocemente. Per Time of the Oath abbiamo avuto molto più tempo per sviluppare ed arrangiare i brani'. La già citata Mission Motherland rappresentava un altro assoluto apice di durezza e qualità del lotto: mai si era udito gli Helloween alle prese con riff tanto granitici e ritmiche così ciclopiche, break massicci -molto moderni- e ripartenze pressanti. Andi Deris, probabilmente, non è mai stato un singer all'altezza di Sua Maestà Michael Kiske, eppure si è sempre rivelato un cantante power metal più che azzeccato: la sua voce epica e graffiante risaltava pezzo dopo pezzo, destreggiandosi in chorus maestosi ed irresistibili, come quello di Steel Tormentor, un brano dinamico e dal riffing tagliente. E pensare che nel tour di Master of the Rings aveva sofferto di gravi problemi alle corde vocali, i quali rischiarono addirittura di compromettere la sua carriera, come ricorderà in seguito Weikath: 'Si è trattato di un virus asiatico che ha colpito tutti noi, provocandoci febbre altissima e forti convulsioni. Una situazione veramente di merda! Andi se l'è beccato nel bel mezzo del tour ma lo ha brutalmente trascurato, continuando a cantare senza sosta e questo ha finito per compromettere il suo stato di salute. Siamo andati avanti così per mesi, con la sua voce che non dava segni di miglioramento; anzi, ad un certo punto gli era diventato impossibile persino parlare: lui muoveva la bocca e nessun suono usciva dalla sua gola, una cosa impressionante! Gli fu quindi prescritto un periodo di riposo totale, con divieto anche di parlare, tanto che per esprimersi Andi iniziò a scrivere su foglietti di carta. Per fortuna le cose si sono poi normalizzate, ma ce la siamo vista brutta'. Non mancavano, nel platter, coinvolgenti mid-time, rocciosi e dotati di ampie melodie vocali, capaci di conferire un buono spettro stilistico al platter: la splendida Wake Up the Mountain e l'anthemica A Million to One erano un chiaro esempio di ciò, mentre Forever and One (Neverland) era la ballad, piuttosto toccante, ed Anything My Mama Don’t Like rappresentava il classico episodio happy a sé stante, una sperimentazione dai tratti heavy-rock, se vogliamo, con ritornello e cori decisamente atipici, quasi gospel. A conclusione del disco spiccava la marziale title-track, un mid-tempo intimidatorio, forzuto e minaccioso: un'altra lezione ai novellini, questa volta del fatto che il power metal non è soltanto fughe irruenti -che comunque rimanevano e devono rimanere prominenti e centrali- ma anche ieratici tempi medi. Weikath parlava a pieno titolo di credibilità recuperata: 'L'avevamo perduta con Chameleon, ma eravamo determinati a recuperarla ad ogni costo. Con Master of the Rings abbiamo deciso di tornare al nostro sound classico e devo dire che ci siamo riusciti pienamente; mi è capitato tuttavia di riascoltarlo recentemente e ho riscontrato che le differenze con Master of the Rings sono enormi (l'ultimo, infatti, è molto più speed-power, ndr). Il precedente è infatti un disco più melodico ed easy, anche se si è trattato comunque di un salutare ritorno a quelle sonorità che ci stanno più a cuore. Anche le lyrics di quel disco sono più rilassate e impegnate rispetto a quelle del nuovo album'. Markus Grosskopf, membro fondatore e bassista della band, era sulle medesima linea d'onda: 'Se già con Master of the Rings ci eravamo riportati alla ribalta con ottimi riscontri di critica e vendita, eravamo convinti fin dall'inizio delle registrazioni che The Time of the Oath avrebbe rappresentato un ulteriore passo avanti nel nostro songwriting. E così è stato, le recensioni si sono rivelate molto positive, mentre il responso commerciale risulta a dir poco lusinghiero. Con l'ingresso di Andi e Uli abbiamo iniziato a respirare di nuovo aria fresca all'interno della band, un po’ come successe quando Michael Kiske si unì a noi ai tempi di Keeper I per sostitutuire Kai Hansen alla voce. Andi e Uli ci hanno spronato tantissimo nel cercare di raggiungere di nuovo quei livelli che competono ad una band come gli Helloween e Master of the Rings è stato il primo importante passo verso la riconquista di una piena credibilità agli occhi dei nostri fans. The Time of the Oath riscosse un successo strepitoso e riportò meritatamente le Zucche tedesche tra le metal band più acclamate d'Europa: le burrasche erano alle spalle, il sound gioioso e colorito degli amburghesi era più vivido e potente che mai e permise ai suoi fautori di imbarcarsi in un lungo tour mondiale, dal quale fu tratto il documento High Live.

Lo scettro del power metal, intanto, stava per passare in mani nuove. Con Episode, infatti, i finlandesi Stratovarius fecero il salto decisivo verso la consacrazione e diventarono una band di fama mondiale. Si trattava del quinto studio album in una carriera in costante ascesa, la quale già con Dreamspace e, soprattutto, Fourth Dimension aveva rivelato potenzialità enormi: Episode proiettava ai massimi livelli la classe dei finnici, che l'anno successivo avrebbero fatto ancora di meglio. Nel disco coesistevano le due anime della band: brani tirati e velocissimi uniti a composizioni mid-tempo più ragionate, con una tecnica brillante e quasi progressiva a cementare il tutto sotto un'aura di epicità sognante e melodiosa. Il sound era potente e maestoso, a tratti dirompente, ma mai eccessivo o fine a sé stesso, a dimostrazione di un songwriting pulito e intelligente. Timo Tolkki, leader assoluto della band, sciorinava una serie memorabile di riff poderosi, concentrati pezzo per pezzo; Timo Kotipelto, ormai consolidatosi al microfono dopo due dischi, rapiva l'ascoltatore con vocals ariose e positive, sostenute dall'incalzante martellamento della doppia cassa in folate elettrizzanti come Father Time, un up-tempo irresistibile e carico di emozioni, accelerazioni e stop'n'go, a proposito del quale Timo Tollki affermò: 'Father Time è uno dei migliori brani mai scritti dagli Stratovarius, non ci sono dubbi: metal veloce, molto melodico e con un refrain semplicemente stupendo. Se tutto ciò non bastasse, la canzone contiene anche un lavoro di batteria mostruoso ed una prova vocale, quella di Timo Kotipelto, di assoluta qualità'. Il giudizio del chitarrista a proposito del cantante era eccellente, se è vero come è vero che anni dopo Tolkki dichiarerà: 'Timo ha preso coscienza delle sue grandi potenzialità e credo sia molto cresciuto come vocalist. E' anche il musicista più serio che io abbia mai incontrato: non beve mai durante il tour, neanche alla fine degli show, per non compromettere minimamente la propria voce. Timo considera il canto alla stregua di uno sport: per migliorare deve continuamente allenarsi, come i grandi maratoneti. A volte gli consiglio di rilassarsi un attimo, di farsi un drink insieme a noi dopo il concerto, ma non c'è niente da fare: nulla è più importante della sua voce'. Nel corso dell'intero full-length, ricche scale neoclassiche rendevano trepidanti ed avvolgenti i lunghi assoli di chitarra, mentre cori imponenti conferivano ulteriore pathos a pezzi potenti e accattivanti, degni di issarsi a nuovo vangelo del power metal: impetuosa e trascinante era Will the Sun Rise, un'altro up-time travolgente nel chorus, poderosa nel riffing e dotata addirittura di partiture classiche, oltre alle consuete scorribande ritmiche alla velocità della luce. Rapidità e potenza si scatenavano nelle cicloniche Speed of Light e Tomorrow, brani dirompenti nei quali la chitarra di Tollki tracciava ribollenti graffi di melodia neoclassica, affiancata da succulenti rifiniture di tastiera, chorus grandiosi e terremotanti tappeti di doppia cassa a briglia sciolta; la qualità messa in gioco toccava vertici eccezionali con la strumentale Stratosphere, un incrocio esplosivo di funambolismi ad alta velocità e rallentamenti atmosferici. I pezzi meno serrati, invece, puntavano forte su una marcata carica introspettiva: rocciosi mid-time come Eternity, Uncertainty, Babylon e la sacrale Night Time Eclipse, innervata da isolate e fibrillanti accelerazioni strumentali, o episodi del tutto riflessivi come la toccante Season of Change e la solenne Forever non facevano che portare varietà e stratificazione al platter. Tollki non si è mai vergognato di parlare delle sue grandi fonti di ispirazione: 'E' del tutto evidente che l'influenza ed il background classico hanno rivestito un ruolo primario nella mia formazione di musicista e questo, ovviamente, si rispecchia nel sound degli Stratovarius. Tuttavia, oltre agli Helloween -molto importanti per l'impostazione melodica di alcuni nostri brani- e Malmsteen citerei anche l'influenza esercitata su di noi dalle prime storiche heavy rock band, in particolar modo Deep Purple, Rainbow e Black Sabbath. Anche se gli Stratovarius sono una power metal band, sono convinto che sia la melodia a giocare il ruolo più importante nel nostro songwriting'. Curiosamente, Episode era anche il primo disco della band senza nessuno dei componenti fondatori: il drummer Tuomo Lassila, che era l'unico ad aver resistito alle turbolenze dei primissimi anni, aveva infatti mollato la band dopo l'ultima tournée, sia a causa di divergenze professionali sia per lo stress conseguito alla vita “on the road” ed era stato rimpiazzato da Jörg Michael. Tolkki spiegò che il cambio di line-up era necessario: 'E' vero. 'Fourth Dimension' fu un album molto difficile soprattutto a causa di Tuomo Lassila e Anti Ikonen, è triste dover dire certe cose ma dal punto di vista tecnico non erano migliorati al livello che desideravo. Oggi come oggi, se possiedi una buona padronanza in studio è facile mascherare certe carenze e con Tuomo e Anti è successo questo; grazie anche all'ingresso di Kotipelto alla voce, 'Fourth Dimension' rappresentava un salto di qualità e professionalità rispetto a 'Dreamspace', ma loro due erano diventati un problema. Dal vivo, infatti, quando sei praticamente nudo davanti alla platea, non puoi camuffare certe mancanze; ti assicuro che a volte ero davvero terrorizzato dal salire sul palco, perché non sapevo se Tuomo e Anti sarebbero riusciti a reggere. Dopo che li ho cacciati dalla band hanno smesso di suonare e da questo atteggiamento puoi ben capire che sono dei perdenti. Con Jens e Jörg, invece, gli Stratovarius sono diventati un blocco di granito; ognuno di noi è allo stesso livello e questo ci permette di fare tutto quello che vogliamo, senza limitazioni. Per me è la situazione ideale, perché posso scrivere i pezzi senza preoccuparmi se il batterista ed il tastierista saranno in grado di suonarli'. Con un nuovo disco di simile caratura, peraltro registrato grazie all'ausilio di un coro composto da 40 cantanti e di un'orchestra di 20 musicisti, la band finlandese poteva fregiarsi del ruolo di nuova icona della scena power metal mondiale.

Dall'altra parte dell'Oceano, il metal classico e, dunque, le sue derivazioni -power compreso- rimanevano un territorio non sempre apprezzato come nella gloriosa Europa. Eppure vi era una band capace di scrivere importanti pagine di storia del genere nonostante ponesse la propria base a Tampa, in Florida. Certo, quello degli Iced Earth non è mai stato un power metal canonico, quanto più un intricato incontro tra l'epicità del settore e la ferocia del thrash; tuttavia, la formazione capitanata dal mastermind Jon Schaffer non poteva che rientrare in modo inequivocabile nell'orbita dello speed-power grazie ai suoi connotati epici e melodici, peraltro molto evoluti rispetto alle velocissime serrate ritmiche dei primi due dischi. Con Burnt Offerings la formazione floridiana aveva maturato il proprio sound delineando bordate esplosive ma variegate nelle ritmiche e nelle atmosfere; col nuovo The Dark Saga essa riprendeva il medesimo discorso stilistico, confermando il grande coefficiente tecnico dei suoi musicisti e la straordinaria capacità di creare trame elaborate e ambientazioni cupe molto emozionanti, aspre, dai tratti acuminati eppur intrise di atmosfere molto coinvolgenti, senza perdere un'oncia della sua straripante forza ritmica e chitarristica. L'eccezionalità degli Iced Earth era quella di articolare la propria musica, potentissima e devastante, in canzoni complesse e ben strutturate, spaziando da accelerazioni dirompenti a passaggi più prestanti nel giro di pochi minuti, grazie al mirabile lavoro alla sei corde di Schaffer: una produzione nitida, corposa ed esplosiva contribuiva a rendere impattante il sound del combo americano e slanciava i granitici riff power-thrash dell'ispiratissimo chitarrista, mentre il singer Matt Barlow narrava il concept del disco -basato sulle avventure fumettistiche del supereroe Spawn- con una performance eccellente. Barlow era un cantante di grande livello tecnico, capace di interpretare ottimamente le liriche scritte da Schaffer ed impostando la propria voce su molteplici registri; il miglioramento rispetto a Burnt Offerings era sensibile e rappresentava un ulteriore punto a favore di un disco meraviglioso, che di fatto costituiva un altro grosso calibro -il quarto su quattro pubblicazioni- nella discografia dei cinque statunitensi. Fin dall'opener e title-track erano prominenti i tratti massicci tipici del combo americano, ottimo nel creare melodie ed atmosfere molto oscure attraverso un mid-time spesso e roccioso; inconfondibile, in tutto il disco, era il riffing 'grattuggiato' e poderoso delle due chitarre, un elemento cardine che si definiva granitico, ricco di groove epico, tensione ed adrenalina. La meravigliosa I Died for You evolveva sprazzi struggenti da mid-ballad in avanzate più robuste, mentre la feroce Violate metteva in primo piano la grande forza d'urto da sempre nelle corde dei suoi fautori: riffing tagliente e nervosissimo, vocals feroci, una sezione ritmica scrosciante, affidata alla tellurica doppia cassa del drummer Mark Prator, velocissimo e poderoso con i pedali. Un'autentica sfuriata di power-thrash, in piena regola: un brano che ben rappresenta la differenza tra il power metal tedesco, già di per sé velocissimo e aggressivo e quello, per così dire, americano, che proprio grazie alle sue venature thrash suona ancor più duro e violento. Altrettanto poderose erano le terremotanti The Last Laugh, Dephts of Hell, Vengeance Is Mine o Slave to the Dark, tutte costruite su tesissime strutture thrash: riff serrati e spigolosi, spinta ritmica debordante, suoni pieni e impattanti, un'ispirazione sempre vivida che permetteva a Schaffer e compagni di rendere irresistibili e memorabili queste composizioni dense di pathos drammatico. In particolare, spiccava l'altissima resa di Vengeance Is Mine, autentico archetipo che gli Iced Earth rincorreranno in tutte le loro successive release: ancora una volta, le due potenti chitarre imbastivano una nervatura di riff quadrati e muscolari, sui quali si adagiavano vocals angosciate, desolanti striature melodiche ed un drumming prorompente. Le evocative parti corali della conclusiva A Question of Heaven davano al platter l'ultimo, raggelante tocco di classe, arricchendo un pezzo altrettanto nerboruto ma, al contempo, abbellito da struggenti aperture malinconiche. Non che la melodia venisse meno, nell'opera degli Iced Earth, sia ben chiaro: The Hunter, che pure era sostenuta da una vibrante e massiccia base ritmica -imbastita dall'assalto simultaneo di chitarre e batteria- possedeva infatti una linea musicale di rara bellezza e la stessa Dephts of Hell era abbellita da un valido guitar-solo: le prestazioni dei singoli musicisti, del resto, erano tutte eccellenti e coinvolgenti, degne del nuovo classico che andarono a realizzare. Per Schaffer, la realizzazione di un disco è sempre stata una vera e propria opera di architettura, nella quale ogni tassello deve incastrarsi perfettamente per creare un complesso organico ed omogeneo: 'Uno degli aspetti più interessanti della musica è che ciascuno la ascolta in maniera diversa. Alcuni sentono solo la voce, altri sentono tutto tranne quella; ci sono alcuni ascoltatori che riescono ad avere la visione d'insieme e percepire l'arrangiamento completo, mentre altri ascoltano ogni singolo strumento. Ci sono persone che prestano attenzione ai testi e persone, invece, a cui questi non interessano minimamente. C'è chi si focalizza sulle chitarre, chi sulla batteria: insomma, a ciascuno il suo. Dal punto di vista mio, di compositore, non potrò mai permettere che le limitazioni umane diventino limiti alle mie canzoni. Ogni canzone deve vivere e respirare e la voce è solo un altro strumento nel mix. Per le mie canzoni scrivo le melodie di chitarra, di voce, le parti di basso e batteria: ho una visione specifica e precisa di ogni strumento. Permettere che un altro componga con me, pur intervenendo con delle ottime idee, cambierebbe il risultato che ho in testa e che sto cercando di ottenere'. The Dark Saga era un album notevole ed intenso, un piccolo gioiello che ben contribuiva a tener vivo anche in America una scena -quella power metal- che nella seconda metà degli anni Novanta divenne centrale sulla grande scacchiera del metal mondiale. Era il giusto anello di congiunzione tra due pubblicazioni epocali, Burnt Offernings -del quale riprendeva certi tratti- ed il successivo Something Wicked This Way Comes, ritenuto dallo stesso Schaffer uno dei suoi vertici creativi assoluti. Sempre a proposito di power-thrash, negli stessi mesi si rifacevano vivi i tedeschi Rage, alle prese con l'ennesima bordata dai connotati devastanti ma dai risvolti melodici -End of All Days- ed i loro connazionali Grave Digger, veterani del settore; il loro sesto lavoro, Tunes Of War, era arcigno e corposo come sempre, anche se abbandonava le micidiali velocità speed-thrash abbracciate con convinzione nei due precedenti album, per sterzare verso un sound molto più epico e anthemico. Non mancava qualche up-time sfrenato, come William Wallace - Braveheart, ma nel complesso si demarcava dunque una parziale evoluzione stilistica nella carriera del quintetto, che liricamente andava a trattare la storia delle lotte per l'indipendenza scozzese dalla Madrepatria inglese: seppur differente, il disco rappresentava il terzo capolavoro consecutivo per il vigoroso e roccioso team capitanato dal sempre aspro ed evocativo Chris Boltendahl. Per la cronaca, i già citati Rage rivisitarono anche alcuni loro cavalli di battaglia in chiave sinfonica, registrandoli assieme all'orchestra di Praga nel progetto Lingua Mortis.

Esponenziale fu la crescita dei brasiliani Angra, che dopo il clamoroso debutto Angel’s Cry del 1993 confermarono tutte le loro qualità ed affinarono uno stile ancor più personale col secondo capolavoro della loro giovane discografia: Holy Land era un superbo concept album incentrato sui viaggi di colonizzazione del continente sudamericano avvenuti nel 1500, caratterizzato da una produzione raffinata che vedeva la presenza di frequenti influenze etniche e tipiche percussioni brasiliane, oltre agli arrangiamenti classici già presenti nell'esordio. Tutti questi eleganti elementi facevano da contorno alla prorompente matrice power metal della band di San Paolo, che dunque si confermava all'apice del movimento tech-power: le volteggianti sezioni soliste si incrociavano fluide in sublimi fraseggi all'interno di dirompenti galoppate speed metal come la bellissima Nothing to Say, un pezzo in costante movimento capace di alternare riff affilati e vocals melodiche ora aggressive ed ora più sinuose, quelle dell'impressionante singer Andrè Matos. Che al tempo affermava: 'Holy Land ha colpito nel segno. Il nostro obbiettivo infatti era quello di allargare il raggio di azione degli Angra, e a giudicare dai risultati lo abbiamo raggiunto. Volevamo dimostrare a tutti coloro che pronosticano la fine dell'heavy metal che c'è ancora una via di uscita. Modestia a parte, credo che Holy Land abbia portato un po’ di freschezza al mondo del metal. Operazioni come la nostra sono anche molto rischiose, perché esistono paesi molto conservatori come il Giappone che non vorrebbero ascoltare altro che speed metal melodico come quello di 'Angels Cry', ma passo dopo passo anche loro hanno apprezzato Holy Land'. Il chitarrista Raffael Bittentourt, musicista preparatissimo dal punto di vista tecnico -così come il suo 'gemello' Kiko Loureiro- ribadiva il concetto: 'Holy Land è un album molto più personale del precedente, che risentiva maggiormente dell'influenza degli Helloween e del metal tedesco in genere; quando ti trovi a incidere il tuo primo disco, la label pretende di ottenere un adeguato riscontro economico ed un mercato sul quale piazzare un determinato numero di copie. Questo è successo anche a noi nel caso di 'Angel's Cry': dovevamo partire con sonorità piuttosto classiche e dare un grosso spazio all'elemento melodico, perché inserire sin dall'inizio sonorità etnico-tribali poteva rivelarsi un rischio troppo grosso. Gli Angra amano tutto ciò che fa parte della cultura e delle tradizioni latine, dalla musica alla letteratura, soprattutto quella portoghese. Finalmente, dopo essere andati incontro ad un solido successo grazie alle vendite del debut, ci siamo potuti dedicare ad uno stile e ad un songwriting decisamente più distintivo e personale. Non rinneghiamo affatto quell'album, in quanto si è trattato di un passaggio obbligato per una band all'esordio. Se Silence and Distance era uno degli episodi più melodici, Carolina fungeva da pezzo-simbolo dell'intero disco proprio grazie alle sue disparate sfaccettature etniche, come spiegava Bittencourt: 'Carolina IV rappresenta gli Angra in ogni loro minima sfaccettatura: musica classica, metal potente e veloce, influenze di folk brasiliano e via dicendo. Come ci siamo riusciti? Non me lo ricordo proprio! Non abbiamo rispettato un ordine cronologico nel mettere insieme le diverse parti, visto che non possediamo un vero e proprio metodo di lavoro; Carolina IV è venuta fuori in maniera naturale e spontanea, semplicemente seguendo ciò che il cuore e l'istinto ci dettavano mentre provavamo. E' stata una lunghissima jam-session che ha fatto confluire in un'unica canzone tutte le nostre influenze'. Il brano si avviava tranquillo ed era permeato da melodie delicate ed avvolgenti, ma possedeva anche una sferzante accelerazione up-time accompagnata da una ritmica vigorosa e da un corposo wall of sound imbastito dal basso di Luis Mariutti. In oltre dieci minuti di musica si dipanava tutta la ricchezza e la ricercatezza stilistica dei cinque brasiliani, alle prese con arpeggi suggestivi ed esplorazioni soniche di ogni sorta, riconducibili tanto al power/heavy tradizionale quanto alla musica classica, sia in chiave orchestrale che elettrica; poderosa e granitica, come in tutto l'album, il drumming di Riccardo Confessori, tellurico e sugli scudi in accompagnamento ai fastosi assoli di chitarra, mentre ancora una volta emergeva la classe unica di un Matos alle prese con linee irresistibili. La title-track Holy Land era una fusione di ritmica brasiliana, orchestrazione classica di estrazione europea e metal melodico; se Make Believe e diversi altri passaggi lenti mostravano il lato più intenso ed introspettivo dell'act sudamericano, ZITO ne rinvigoriva l'essenza speed metal, delienandosi come una robusta cavalcata, enfatica e melodica. Holy Land fu il disco della definitiva consacrazione a livello mondiale, il disco che definì in tutto e per tutto le peculiarità tipiche del quintetto americano e gli permise di scrivere un'ulteriore pagina di storia del genere, ampliandone gli orizzonti verso lidi un tempo inimmaginabili.

Sperare in un ritorno in auge del thrash ottantiano era diventata quasi un'utopia per i puristi del genere. Meglio accontentarsi, in certi casi: del resto c'era pure qualche vecchia gloria che, seppur rivista e aggiornata nello stile, dispensava ancora mazzate vigorose. Come gli Overkill, che dopo cinque dischi epocali di thrash classico avevano svoltato in qualcosa di più moderno e groovy, per quanto ancorato alle radici: il loro The Killing Kind, terzo e migliore capitolo del nuovo corso, era il prodotto più convincente dai tempi di Horrorscope, pur non potendo avvicinarsi certamente alla qualità di quel disco e dei suoi predecessori; era una sonora ed esplosiva mazzata di thrash-groove che, se non altro, regalava serrate ritmiche da headbanging e alte velocità, senza tuttavia eleggere nuovi classici o riff da antologia. Un buon prodotto, che esprimeva forza e potenza, conferendo alla band capitanata dal solito, vetriolico Bobby Ellsworth un buon momento di forma. Abituatisi alle misure del nuovo vestito, insomma, gli Overkill ci avevano preso gusto ed in una certa misura erano ancora letali. Lo stesso Ellsworth -che in questo album sperimentò alcuni toni vocali più bassi, ammettendo di aver imparato ad utilizzare in modo più vario la propria voce- dichiarò che si trattava di un disco capace di mostrare nuove sfaccettature della sua band: 'Horrorscope è stato sicuramente l'album più aggressivo che abbiamo fatto, mentre The Killing Kind racchiude in sé emozioni diverse e modi di suonare differenti. A mio avviso mette in luce gli elementi cardine della musica che facciamo, rivela gli Overkill oscuri, gli Overkill incazzati, gli Overkill veloci e aggressivi ma anche gli Overkill tristi. E tieni presente che questi elementi rispecchiano ciò che noi siamo come persone. Insomma, questo album è sì ancorato al passato ma al tempo stesso dimostra che siamo cresciuti'. La band più ispirata in ambito thrash sembrava essere quella degli americani Nevermore che, tuttavia, non erano certamente definibili come esponenti di un thrash canonico e ottantiano: essi, infatti, introdussero marcate componenti progressive sul loro canovaccio, che si sublimò in The Politics of Ecstasy grazie alla rapida aggressività di fondo e al vocalism solenne di Warrell Dane, il quale -col suo piglio evocativo- dava una dimensione quasi inedita ad un genere che fino a quel momento era stato per lo più feroce e stridente. Persino gli irriducibili Slayer tentarono la strada della divagazione stilistica, seppur con un album di cover: era un periodo fertile per il punk ed il punk pop, con la fresca reunion dei Sex Pistols e band come Green Day e Offspring ad eccitare i ragazzini, i temibili thrasher di Los Angeles decisero con Undisputed Attitude di mostrare al mondo quale fosse il punk più vero e verace, quello abrasivo e spietato delle proprie radici hardcore. Non tutti capirono tale mossa e il disco -inizialmente pensato come raccolta di cover classic heavy- scivolò via come un mezzo passo falso. Non andò molto meglio a Dave Mustaine, che cercò di imbastire un progetto parallelo -gli MD45- coi quali pubblicò il non eccelso The Craving. Ultima citazione, infine, per Tom Angelripper, che dopo aver giocoforza dovuto sciogliere i Sodom si dedicò al progetto Unkle Tom, coverizzando filastrocche popolari e celebri drink-song tedesche nel suo goliardico Ein Schöner Tag. Abbastanza discreto era invece il momento dei canadesi Annihilator: dopo King Of The Kill, Jeff Waters confermò la ripresa della sua creatura, pur senza poter garantire ai fan la qualità inarrivabile dei primi due lavori, quelli che a fine anni ottanta avevano reso la band un'icona del techno-thrash. Refresh The Demon possedeva le stesse caratteristiche di King Of The Kill, piuttosto che quelle di Alice In Hell o Never Neverland: ecco dunque un thrash energico e veloce ma anche assai melodico, contraddistinto anche da alcuni mid-time potenti e orecchiabili oltre che da qualche ballad. I pezzi più duri e thrashy, sostenuti da suoni corposi ed una poderosa sezione ritmica, erano la tirata titletrack e la nervosa Ultraparanoia, mentre The Pastor of Disaster era uno dei momenti più ispirati del disco: un pezzo dinamico e vivace, non velocissimo ma comunque catchy e trascinante, alimentato da riff rocciosi, aperture melodiche e tanta energia. Simili erano anche A Man Called Nothing, Anything for Money e la bellissima City of Ice, altri brani potenti ma anche molto piacevoli ed easy-listening che ben riassumevano l'heavy/thrash melodico che caratterizzava gli anni novanta della band canadese. Hunger esaltava il lato più melodico del terzetto, presentandosi come brano rilassato, radiofonico e fortemente musicale; se Syn. Kill 1 e Voices and Victims erano i pezzi dai tempi medi, molto compatti e quadrati ma non eccezionali, Innocent Eyes si presentava come una bellissima e dolce ballata dedicata da Waters al figlioletto nato da poco. Si trattava di un album più che discreto e molto piacevole, che confermava la bontà del songwriting di Waters: bene o male, fino a quel momento l'one-man-band canadese aveva vissuto alcuni alti e bassi ma senza mai confezionare un disco definibile brutto, mantenendo dunque una notevole soglia di qualità e rilasciando lavori molto gradevoli. Per la seconda volta, il chitarrista canadese si occupò anche di registrare il basso e le vocals, rivelandosi capace e dotato anche in questi ambiti: la sua voce si è sempre adattata in modo ottimale al mix di forza e melodia iniettato nelle corde del suo progetto, e anche questo disco non faceva differenza in tal senso. Fu un anno di grandi addii ed epocali reunion, il 1996: mentre il riccioluto Slash mollava per sempre i Guns'N'Roses, la line-up storica dei Kiss si riuniva in pompa magna per attirare appassionati di ogni generazione; gli stessi Van Halen si separavano da Sammy Hagar e richiamarono a casa il mai dimenticato David Lee Roth, mentre il bassista Greg Christian si lasciava alle spalle il monicker dei Testament. Ispirato da un'idea della moglie Sharon, il Madman Ozzy Osbourne diede al via la prima edizione dell'Ozzfest, il suo tour itinerante, esibendosi da solista ed invitando band come Slayer e Danzig.



gianmarco
Domenica 23 Marzo 2014, 22.43.55
100
iniziavano gli Arch Enemy con Black Earth .
Sambalzalzal
Domenica 23 Marzo 2014, 22.19.14
99
Arrraya@ guarda io sono d'accordo con te, infatti appunto avevo scritto che nessuna delle bands che faceva parte del movimento "grunge" di fatti lo è poi veramente stata. Già poi l'appellativo (stropicciato/trasandato) la dice lunga su quanta attenzione al lato musicale la critica dava. la cosa totalmente manipolata dai media ha fatto comodo al mercato ed i più tonti come al solito ci sono cascati senza starsi a preoccupare. tutta la moda assurda che ne è venuta fuori (la storia delle camice a scacchi di flanella e dei capelli unti e bisunti fu micidiale). Non sono state le bands di quel periodo ad uccidere il metal ma lo ha fatto quel tipo di modo vivere la musica. Non ucciso nel senso di sterminato ma lo ha messo in quel periodo abbastanza in croce tanto appunto come dicevamo da far sentire chi lo aveva sempre ascoltato quasi come discriminato.Tutte quelle persone che s'erano da un momento all'altro buttate a capofitto nel mondo della depressione e del disfattismo fine a sé stesso di fatto hanno smontato ciò che c'era stato prima. Per tanti (pure leggendo qualche commento sotto) scrivere testi intimisti è sinonimo di "grunge" e allora mi viene il sospetto (parlando sempre dei Metallica) che veramente c'è qualcosa che non va o che non è andata come sarebbe dovuto essere. Mi pare assurdo che una persona che dice di aver seguito i metallica dagli esordi poi se ne esce dicendo che Load cavalcò il fenomeno "grunge", se capisci quello che intendo. sono pareri postumi e pure molto distorti che si basano sicuramente su ascolti sommari sia per quanto concerne i Metallica e sia su ciò che fu il movimento originario di Seattle. Detto tra noi a me quel tipo di proposta a livello di ideologia ed immaginario non è mai piaciuto... gli istinti suicidi, il degrado urbano e la solitudine, le droghe, ma sono comunque consapevole (Alice In Chains su tutti) che di bands con le palle ne giravano in quella scena. Per questo mi soffermavo su un fatto curioso poi, ovvero che chi osanna il grunge poi se ne esce dicendo quasi come fosse un insulto che i Metallica si misero a fare grunge. quindi il problema per quelle persone qual è? che i 4 non erano "true grungers"!? bella roba considerando che di fatto il grunge non è esistito mai a livello di genere musicale. E' stata da parte di molti una scusa come un'altra per vestirsi da straccioni e fare gli zozzi. Avere il proprio momento "alternativo", senza impegno e con un sacco di rotture di palle verso chi invece ascoltava e viveva il metal da sempre. Durava un anno e poi indietro ai vestitini firmati comprati da mamma e papà. Quando sento dire "Metallica venduti" o "falsi" e poi penso a questa gente qua non sai come mi girano i coglioni. Sul new metal non so che dire a dire il vero... c'è stata si anche la un eco pazzesca ma non così oltranzista a livello di costume come quella degli "stropicciati"
Arrraya
Domenica 23 Marzo 2014, 21.21.41
98
Samba@ tutta la storia del grunge è stata pompata soprattutto dai media, i musicisti in questione (parlo della prima vera ondata) hanno odiato fin da subito quella manipolazione, visto che si trattava semplicemente di rock, e di buona fattura nei casi maggiori. Personalmente la scena di Seattle la considero rock/ Hard/Punk e non proprio metal, ma penso che tutti quei cambiamenti siano stati traumatici solo tra coloro privi di carattere e formazione: Io ascoltavo metal e rock e durante l'era Seattle ho continuato ad ascoltare metal insieme alle cose migliori della scena, dando la priorità alla qualità musicale. Purtroppo come sempre è inevitabile per molti lasciarsi plagiare: in città iniziarono a spuntare le camice di flanella che mai e poi mai certe persone si sarebbero sognate di mettere solo pochi mesi prima, e in questo giocò anche la paraculata dei Megadeth al Mosters of Rock con le loro camice a quadri. In realtà sta parola qua continua a portarsi dietro un equivoco grosso come una casa, dal momento che non esiste un genere grunge, ma solo la classica trasformazione che i media fanno per produrre e poi gettare una moda. Per me Seattle ha regalato della buona musica ma almeno nel mio cuore non ha ucciso il metal, perchè quello non lo uccide nessuno. Ho invece mal sopportato l'ondata new metal e quella strana commistione tra metal e rave party e certi tipi di droga che ho sempre trovato fuoriluogo.
Sambalzalzal
Domenica 23 Marzo 2014, 19.49.09
97
Hulk@ si, esatto! a quei tempi si era in pieno periodo centri sociali e la le persone presero il grunge come religione. Parlavano tanto di essere contro chi discriminava ma alla fine della fiera erano i peggiori sotto questo punto di vista. Di gente oltranzista ne ho conosciuta ma mai ai livelli di quelli la. Non generalizzo ma perlomeno tutti quelli che sono capitati a me sono stati dei pezzi di merda ignoranti di un certo livello. Ricordo in particolare proprio un aneddoto che ha a che fare con i Metallica, anzi. Erano i primi mesi del 97 ed eravamo con amici in uno degli allora nuovi internet bar vicino a via ottaviano a Roma ed un mio amico aveva la maglietta a maniche lunghe bianca di And Justice For All. Noi stavamo per i cazzi nostri e alla postazione vicina c'erano sti due coglioni coi rasta che non la finivano più di borbottare e commentare. beh alla fine per farla breve st'amico si ruppe le palle e diede un bello sganassone in faccia a uno di questi. Quegli anni musicalmente furono belli ma socialmente fecero proprio cagare. Come dici tu fu proprio in quegli anni che mai come prima nacquero faide e litigi tra gente che ascoltava hard n heavy (purtroppo la cosa a quanto pare si sta ripresentando, invece di usare la musica come collante la gente la usa per aumentare le distanze, valli a capire tanti idioti come ragionano) tutti a tentare di buttare in mezzo la politica e cappellate simili e a girarsela a proprio piacimento. in quegli anni da metallari era semplice essere etichettati come "di destra" ma a dire il vero me ne sbattei sempre le palle. Come nel caso delle bands, alla gente fa piacere e comodo vedere solo quello che vuole.
hulk
Domenica 23 Marzo 2014, 19.07.55
96
@Sambalzalzal,hai ragione,me li ricordo quei tempi,anche a me hanno detto metallaro nazi,metallo fascista ecc.,una volta mi ricordo che mi circondarono in 3 e incominciarono a picchiarmi e insultarmi,fortuna che sono grosso e mi chiamo "HULK"riuscii a cavarmela,ma anche di più si veniva spesso alle mani con litigate furibonde e con scontri tra gruppi,allora lo odiavo fortemente,il grunge ora però lo comprendo perchè fu un tentativo anche quello di reagire a critiche fortissime,anche dalla stampa di settore che diceva che il rock era ormai "morto" e sepolto e non si sarebe più saputo rinnovarsi,ho perdonato da tempo(con l'età si impara a farlo) quegli insulti e vorrei che certe scene oggi non si ripetessero più tra i diversi generi mrock e metal.Comunque condivisione piena per la tua analisi perfetta,se uno vuole prendersela con un gruppo che magari non ha mai seguito di pretesti sicuramente ne trova sempre a migliaia,e su questo hai pienamente ragione.
Sambalzalzal
Domenica 23 Marzo 2014, 18.35.46
95
Hulk@ secondo me il "grunge" (che poi nessuno dei gruppi che ne facevano parte si sono mai definiti tali, vabè) è stata la morte del metal nel senso che chi ha iniziato a seguire musica con quel genere per motivi che non sono mai riuscito a capire fino in fondo ha preso come moda lo spalare merda su ciò che era venuto prima. in quegli anni ne sentì di tutti i colori "i metallari sono nazi" "il metal è per maschilisti e guerrafondai" ecc ecc. tutto di un botto in poche parole chi ascoltava metal era un troglodita che non aveva sensibilità. va bene. quello che mi fa un po' ridere è che ora a distanza di anni le stesse persone che parlavano bene del grunge mazzolano i Metallica perché a loro detta iniziarono a fare grunge con Load. Sarà che ricordo male io ma quando uscì Load non mi pare di aver letto da nessuna parte che fosse un grunge copycat. Giudizi postumi di gente che magari all'epoca nemmeno era nata fanno un po' cagare, per dirla in parole semplici. Comunque sempre la stiamo, se uno vuole prendersela con una band, di motivi e scuse ne trova a centinaia.
hulk
Domenica 23 Marzo 2014, 18.06.40
94
Mah!prima tutti a dire Load è figlio intero del grunge,è un disco grunge,è pop,si è aggregato a quel periodo,ora che ho parlato di elementi country o southern rock e di blues di cui nessuno aveva parlato prima,si dice che c'erano già prima ,certo che c'erano già prima,se non era per il blues/rock e il rock che poi si è modificato,non avremmo l'hard/rock e di conseguenza l'heavy metal che è una sua evoluzione e derivazione,ma non mi sembra che qualcuno abbia detto che sia innovativo,ma neanche che sia un plagio o una fotocopia di altri gruppio che sia un capolavoro,ma soltanto si voleva puntualizzare per quelle persone che non l'hanno mai ascoltato, e sputano veleno per sentito dire o per partito preso,nella carriera di una band ci possono stare album cosiddetti diversi,ad esempio rimanendo nel 1996 per i Carcass l'album Swansong fu un album "diverso",molto criticato spaccò il gruppo deiloro fan con l'accetta,ora molti anche tra i miei amici l'hanno rivalutato,questo per dire che ogni volta che una band "svolta",ci sono quelli che lodano e quelli che urlano odio eterno.le critiche soprattutto per i gruppi storici ci sono da sempre,altro esempio l'ultimo album dei Black Sabbath,ha spaccato i fan,con critiche molto accese.Questo ragazzi è per dire una cosa,che è difficilissimo scrivere un album,e accontentare i diversi tipi di fans è impresa ardua,poi vabbè le critiche ci stanno,ma io per esmpio a gruppi che non mi sono mai piaciuti o mai seguiti non vado a divertirmi sotto le loro recensioni,leggendo i vari commenti in giro per internet mi da l'impressione che i Metallica li ha sempre odiati sin dall'inizio e si diverte ad insultarli pesantemente approfittando di questo momento di stallo creativo,e questo è disgustoso,altro appunto è che ho notato qui su Metallized molti commenti negativi sul Grunge come se fosse una bestemmia nella storia del rock,ma allora le persone che andranno a vedere gli Alice in Chains insieme ai Metallica a Roma cosa faranno?.Già perchè sono stati Grunge! gli faranno un processo revisionistico per il loro passato di alto tradimento e li condanneranno seduta stante?.Ripeto criticare è sacrosanto,ma vi do un consiglio(ormai ho superato la quarantina),non arrivate mai all'odio e agli insulti più sfrenati verso un gruppo specialmente a quello che amate di pù.
VomitSelf
Domenica 23 Marzo 2014, 16.06.26
93
L'annata di The Great Southern Trendkill...che comprai forse un giorno dopo la sua uscita
Sambalzalzal
Domenica 23 Marzo 2014, 15.41.54
92
Sadwings@ no aspetta però perché non penso nessuno abbia gridato al capolavoro con Load, anzi. perlomeno nel mio caso non lo considero affatto un capolavoro ma un album che reputo godibilissimo. Se voglio ascoltare thrash metal vecchia scuola vado sugli Overkill, ovvio che Load deve vedersi e leggersi in altra ottica. Anche secondo me era probabilmente l'unica cosa che avrebbero potuto fare dopo il Black che di fatto fu e ancora rimane un album epocale per un sacco di motivi diversi. Se è considerato capolavoro un album che ha la capacità di influenzare generazioni diverse, metodi di registrazione e soluzioni musicali, allora il Black di fatto lo è. Dipende sempre da ciò che uno cerca nella musica. Ecco poi parlando anche del progetto di halford, quello è un esempio di come a volte i musicisti abbiano un forte bisogno di andare fuori dalle righe per sentirsi realizzati. Io non penso ci sia alla base solo il desiderio di cavalcare un'ondata. Stessa cosa per Dickinson con Tattooed Millionaire, balls to Picasso e Skunkworks. Albums che sono usciti avendo attorno un sacco di pregiudizi, io ammiro sia Halford che Dickinson per aver tirato fuori quelle palle che pochi altri avrebbero esposto. Il quesito è uno, supportare le scelte ed il coraggio artistico di un musicista o volere ad ogni costo che per tigna infantile continui all'infinito a riproporre la formula che piace. Come dici i Metallica ora stanno tentando di far piacere ai fans che comunque da bravi incontentabili hanno comunque a che ridire. Se uscisse il nuovo album e suonasse come Load (dopo tutta l'attesa per un ritorno al thrash) io personalmente farei un bel monumento ad Hetfield. Nel 1997 si presentò sul mercato una band finlandese, Am I Blood che fu marchiata con la dicitura "post thrash". Quella fu la mia alternativa dell'epoca ai Metallica visto che il cantante ha la stessa identica voce di Hetfield (prova a dargli un ascolto). Se ne parlò un po' e poi basta, la gente preferì continuare a menare mazzate sui Metallica invece.
Sadwings
Domenica 23 Marzo 2014, 15.22.26
91
Infatti il rispetto per le scelte stilistiche c'è da parte mia però ci deve essere anche la libertà di essere critici, sempre nel rispetto delle persone. Anche le critiche aiutano. Per quanta riguarda i judas hanno fatto un album come demoltion in pieno apice nu metal, quindi si sono uniti al calderone, e quindi non l'ho visto come album di rottura con il passato ma semplicemente come voler far parte di una scena musicale di non loro appartenza ottendo risutalti non certo esaltati. E questo ragionamento lo faccio anche con rob halford all'epoca dei suoi 2wo, con un album buono ma che nulla aggiungeva ad una scena industial in cui veda l'apica compositivo in band come nine inch nails e manson. Con la conseguenza che i fans di quei generi non se li sono filati di pezza e hanno soltanto saturato il mercato. Personalmente infatti ho più apprezzato, anche se non li considero assolutamente come dei capolavori, demolition e l'album dei 2wo successivamente, quando queste due ondate di generi musicali erano finite che al momento della loro uscita. Poi se c'è chi adora demoliton alla follia ben venga per lui. Per i metallica il discorso è diverso, perchè con il senno del poi si può dire che forse load è stato l'album che più sentivano di fare dopo il black album, ma di qui a dire che è un capolavoro e che è innovativo beh mi sembra sempre una esagerazione (gli elementi blues o country nel hard rock credo che c' erano ben prima di load). Posso sostenere che forse era meglio che i metallica continuassero a seguire questa strada piuttosto che tentare di riacquisire uno spirito metallaro per fare felici i fans.
Sadwings
Domenica 23 Marzo 2014, 15.22.26
90
Infatti il rispetto per le scelte stilistiche c'è da parte mia però ci deve essere anche la libertà di essere critici, sempre nel rispetto delle persone. Anche le critiche aiutano. Per quanta riguarda i judas hanno fatto un album come demoltion in pieno apice nu metal, quindi si sono uniti al calderone, e quindi non l'ho visto come album di rottura con il passato ma semplicemente come voler far parte di una scena musicale di non loro appartenza ottendo risutalti non certo esaltati. E questo ragionamento lo faccio anche con rob halford all'epoca dei suoi 2wo, con un album buono ma che nulla aggiungeva ad una scena industial in cui veda l'apica compositivo in band come nine inch nails e manson. Con la conseguenza che i fans di quei generi non se li sono filati di pezza e hanno soltanto saturato il mercato. Personalmente infatti ho più apprezzato, anche se non li considero assolutamente come dei capolavori, demolition e l'album dei 2wo successivamente, quando queste due ondate di generi musicali erano finite che al momento della loro uscita. Poi se c'è chi adora demoliton alla follia ben venga per lui. Per i metallica il discorso è diverso, perchè con il senno del poi si può dire che forse load è stato l'album che più sentivano di fare dopo il black album, ma di qui a dire che è un capolavoro e che è innovativo beh mi sembra sempre una esagerazione (gli elementi blues o country nel hard rock credo che c' erano ben prima di load). Posso sostenere che forse era meglio che i metallica continuassero a seguire questa strada piuttosto che tentare di riacquisire uno spirito metallaro per fare felici i fans.
Sambalzalzal
Domenica 23 Marzo 2014, 12.22.14
89
Sadwings@ io credo il problema di fondo, sia per i Metallica di Load che i Priest di Demolition o Jugulator nei giudizi dei fans è il non rendersi conto che tante volte ai vari musicisti possa piacere anche altro rispetto a quello che hanno fatto per anni. A meno che uno non rimane internato in una cantina a vita rifuggendo il contatto con l'esterno, mi pare normale che possa sentirsi attratto ed influenzato da cose "nuove" in un determinato periodo. Se Tipton e Downing in quel periodo stavano in fissa per i Limp Bizkit (tanto per fare un nome a caso) è ovvio che il soundwriting ne abbia risentito. Da qua a parlare di "errori" ce ne vuole. Si tratta di scelte stilistiche che o piacciono o no. Mi riaggancio al discorso di Hulk@ sotto. Parlare di capolavori o di albums "brutti" o addirittura "sbagliati" e volerli comparare per forza a distanza di anni con cose che sono a livello di tutto distanti anni luce secondo me lascia un po' il tempo che trova. ogni tipo di musica è figlia e frutto del periodo storico in cui viene scritta. Quando venne scritto Load io non ricordo poi tanti dischi che suonavano come Load. Qualcuno ha parlato di grunge per quanto riguarda i testi "negativi" ed intimisti ma i Metallica non mi pare fossero mai stati giocherelloni o festaioli nelle loro canzoni. Sanitarium, One, tutti i testi di And Justice For All. My Friend Of Misery, Sad But True, non mi sembrano esattamente la colonna sonora per una scampagnata all'aria aperta con gente che passa il tempo ballando il limbo. Invece no, subito l'etichetta negativa schiaffata sopra "ecco adesso fanno gurnge" . E' un album di rock metallizzato (tanto per rimanere in tema) alla Metallica, niente di più e niente di meno. Che poi i 4 all'epoca avessero virato su altre preferenze musicali in fatto di ascolti personali è ovvio, lo dissero pure loro varie volte. S'erano rotti le palle di suonare la musica che suonavano da quando avevano 15 anni, questo è e hanno voluto sperimentare altro, per me con buoni risultati. Mi piacque pure la furia ed il disagio mentale che trasudava St. Anger che suona molto Helmet (band che da sempre avevo amato). Ho apprezzato pure Lulù ed anche la altre bastonate. La gente non ha capito che è stata una parentesi fatta per divertirsi con uno dei loro idoli di gioventù, poi uno compra o non compra l'album ma per loro deve aver significato qualcosa a livello umano.
hulk
Domenica 23 Marzo 2014, 0.04.12
88
@Lord of fever non intendevo sperimentale in quel senso che intendi tu,ma per loro che hanno provato a fare qualcosa di diverso(passare dallo speed trash metal in cui sono stati tra i gruppi pionieri all'hard rock non è mica cosa da niente e facile come sembri),non ho poi mica detto che sia un capolavoro,bensì per me(gusti personali)un buon lavoro,e non capisco la ferocia di critiche che gli è stata buttata addosso,a me ad es. fanno cagare i Deep purple,e adoro i Led Zeppelin,I Raimbow,i Def Leppard,i Van Halen,Alice CooperGli Aerosmith ,i Guns 'n Roses,gli Overkill,krokus,AC/DC,Alter Bridge e via di seguito,li ho elencati così perchè penso il contrario di te,per me non è vero che prima c'era musica piu buona e di qualità,e poi è venuto ad aumentare il peggioramento,la qualità ce ne è tantissima anche dagli 80 ai giorni nostri,di musica buona e cattiva se ne fa in tutte le epoche,e ribadisco il metro di giudizio è personale e non va a presunte qualità ma ad emozioni che esprimono e quelle divergono da persona a persona,e da epoche ed epoche,ciò che per te è un capolavoro "all'altezza" secondo i tuoi canoni valutativi per me non può esserlo ,e penso che se avessero fatto in quel periodo un disco di impronta ispirativa sul modello dei Deep Purple penso che i fan di allora li avrebbero linciati,spero di essere stato chiaro.
Lord_of_all_Fevers
Sabato 22 Marzo 2014, 22.07.36
87
e poi non capisco una cosa, il giustificare dischi non all'altezza dei capolavori usciti negli anni 70 e 80 solo perche, appunto non sono usciti in quegli anni... se un disco non è all'altezza, mettiamo, di led zeppelin 4, se è uscito negli anni 70 è una schifezza, se è uscito nei 90 no, perche non sono piu gli anni d'oro e non bisogna aspettarsi niente di rivoluzionario... questa mentalita, secondo me, uccide la musica
Lord_of_all_Fevers
Sabato 22 Marzo 2014, 22.02.06
86
@hulk il confronto era solo per il termine hard rock, e serviva a evidenziare il peggioramento che questa musica nel corso degli anni ha avuto, se load rientra in questa categoria... e poi dai, definire load sperimentale è una bestemmia, i celtic frost erano sperimentali, i samael (passage è anche quello del 96), gli edge of sanity: sperimentali erano in un certo senso, per rimanere su gruppi metal che hanno ammorbidito il loro sound con qualita i katatonia e gli anathema, angel rat dei voivod, la sbandata hard rock di meta anni 90 presa dai cathedral... musica che usciva fuori dagli schemi del metal al periodo ce n'era parecchia, e load, purtroppo, non ne era all'altezza, metal o meno
black
Mercoledì 19 Marzo 2014, 11.53.28
85
@The Thrasher perché non scrivi un libro? con tutti sti articoli che racconti anno per anno tutte le uscite chi non vorrebbe il libro??ottimo articolo come sempre!!
The Thrasher
Martedì 18 Marzo 2014, 23.05.00
84
mah, che io sappia fu accolto in maniera discreta, del resto non possedeva certo cedimenti commerciali...
hulk
Martedì 18 Marzo 2014, 17.35.42
83
scusate coreggo "avete" scritto al posto di "avrei", e chiaramente con ovenight sensation il lavoro dei Motorhead.
hulk
Martedì 18 Marzo 2014, 17.26.59
82
The Traher n.72 e freedom n.79,sembra che mi avete letto nel pensiero,avrei scritto per filo e per segno quello che avrei scritto io,Load non ha niente di pop,è hard rock,tra l'altro anche sperimentale e secondo me ben fatto perchè contiene un forte impronta blues/rock e country/rock,ripeto capisco chi ascolta solo metal,anche io ero così 8 anni fa,e mi sono persa tanta di qella musica favolosa che me ne pento amaramente.Poi cosa cavolo ci azzecca fare confronti con i Deep Purple e i loro lavori di settantiana memoria,(che poi è un gruppo che non ho mai sopportatato),con Load dei Metallica,sono figli di 2 epoche diverse,è come se paragonassi i D.P.che come detto riesco a digerire a malapena con gli AC/DC.Per quanto riguarda la qualità a me non è mai fregata una minchia,nel senso che i metri di giudizio riguardono l'ambito soggettivo dei gusti personali,il mio per esmpio riguarda le emozioni che mi trasmette,se le sento bene,altrimenti lascio stare.Invece volevo chiedere a @The Trasher autore di questo bell'articolo se anche Overnight Sensation (che adoro)ricevette allora delle critiche visto che c'è po di country e blues/rock anche in quell'album.
sadwings
Martedì 18 Marzo 2014, 17.10.28
81
Non riesco ad equiparare gli sbagli di band come quelle citate con quelli dei metallica soprattutto per le modalità, ma sarebbe un discorso troppo lungo. Ma sicuramente meglio loro che tante altre band che si sono in giro. Per quanto riguarda demolition a me non dispiace però c è anche da considerare che quando uscì eravamo in piena ondata nu metal e quindi le critiche non erano cosi campate in aria(poi ripper vestito stile fred durst in una band come i judas era inguardabile).
Sambalzalzal
Martedì 18 Marzo 2014, 15.47.34
80
Il fatto certo è che la maggior parte dell'audience non vuole che una band cambi. Se succede sono cazzi. Sono mazzate, c'è poco da fare. Si parlava prima dei Judas Priest che anche a mio parere non hanno mai fatto passi falsi, però pure la tra Jugulator e Demolition ne presero poche di mazzate (se parliamo di tempi "recenti"). Successe anche prima con Turbo con il quale furono anche loro accusati di alto tradimento. Questo il pubblico. D'altra parte io penso sia normale che durante gli anni una band cambi, è naturale. Cambiano gli stimoli, l'ispirazione. Ci sono passati tutti come dice Freedom@ le eccezioni sono appunto quelle bands la arrivando all'estremo dei manowar che a forza di suonare sempre allo stesso modo ora sono arrivati all'autocoverizzazione. Sadwings@ su Lulù vorrei aprire un discorso a parte ma poi andiamo in OT clamoroso!
freedom
Martedì 18 Marzo 2014, 15.25.00
79
Si vabbé allora anche i Black Sabbath o gli Iron Maiden sono "pop" in quel senso. Ovvio che qui si parla di bands strafamose, i Metallica a conti fatti hanno fatto gli stessi errori (chiamiamoli così) di molti big del passato. Gli stessi Sabbath (e parlo di Iommi) si fecero trasportare dalle mode durante gli '80 e '90, ascoltando Master of Reality e The Eternal Idol o Forbidden sembra di sentire tre band differenti. I Metallica hanno partorito Load e St. Anger così come i Deep Purple The House of Blue Light, o i Kiss Carnival of Souls ecc...son cose che capitano a quasi tutti gli artisti prima o poi. Secondo me l'errore di fondo sta nel fatto di voler catalogare i Metallica in un filone di gruppi tipo Maiden, Manowar o Motorhead, che invece, tra alti e bassi, non si sognano nemmeno lontanamente di stravolgere il loro sound preferendo essere coerenti, noiosi magari, ma coerenti. Quindi onestamente non vedo dov'è che i 'Tallica abbiano dimostrato poca professionalità o di non avere classe. Sono in giro da 30 anni, sempre al centro dell'attenzione, vendono ancora oggi milioni di album e biglietti, sono sopravvissuti molto meglio di altri ai vari cambi generazionali....se non è classe o talento questo, allora non lo so.
sadwings
Martedì 18 Marzo 2014, 15.20.55
78
Condivido la tua analisi circa la chiusura mentale di chi tende a vedere il metal come l'unica musica valida esistente al mondo. Infatti apprezzo le band che osano andare oltre i soliti schemi o che comunque vogliono evolversi. Ed è anche umano che anche le più grandi band possono commettere degli errori solo che nel caso dei metallica alcuni loro errori secondo me potevano esser evitati e che quindi alcune critiche se le siano un pò cercate ( per esempio con st anger e lulù).P
Sambalzalzal
Martedì 18 Marzo 2014, 15.05.07
77
sadwings@ guarda se vogliamo intendere come hard rock Load e paragonarlo a lavori di altre bands che hanno fatto cose "migliori" a livello qualitativo citerei qualcosa di Axel Rudi Pell per esempio. Nonostante le sue canzoni trasudino qualità e bravura da ogni poro, il responso se parliamo di Italia è stato nullo. Quindi non è il rock dei Metallica a non essere di classe ma è proprio l'interesse delle persone in generale che si è spostato da quei lidi musicali. Per quello io parlo di musica datata. Comporre un capolavoro di "hard rock" nel 1996 era impresa difficile se non impossibile. Bon Jovi fa rock e (lo faceva) pure bene, però le bastonate dai metallari se le prendeva ugualmente. c'è qualcosa che non torna. Il Black Album è un album di classe ma anche la c'è gente che lo schifa perché secondo loro dovevano continuare a fare thrash vecchia maniera. Secondo me Load è un bellissimo album per chi lo ascolta e quindi lo capisce senza mettersi i paraocchi o i tocchetti di mortadella nelle orecchie, sono gusti, non si tratta di giudizi papali inoppugnabili. C'è chi reputa per esempio gli album dei Beatles come delle pietre miliari, io non li sopporto e preferisco quelli dei Rolling S, sono modi diversi di sentire la musica.
sadwings
Martedì 18 Marzo 2014, 14.45.41
76
Io condivido il discorso di Lord_of_all_Fevers @ il quale ovviamente si riferisce alla qualità delle composizioni, non nella riproposizione di sonorità più datate. Poi vorrei ricordare che un album come burn è uscito dopo che i deep purple avevano perso due membri fondamentali come gillan e glover e dopo un album sottotono come who do you think we are e quindi la situazione era tutt'altro che facile ma ne sono usciti a testa altissima. Tutto questo per dire che secondo me i metallica nelle situazioni in cui si doveva dimostrare di avere la classe e la grandezza di una grande band si sono persi con operazioni poco riuscite. Poi sinceramente faccio fatica a santificare persone come lars ulrich perchè poi nella mia mente penso a gente come iommi, dio, lord , blackmore etc che secondo me hanno avuto un professionalità che non vedo sempre nei metallica.
Sambalzalzal
Martedì 18 Marzo 2014, 14.12.19
75
Lord_of_all_Fevers@ si io ho capito quello che dici, ovvio che a livello di albums quelli che citi tu furono epocali però furono epocali perché uscirono 30 anni prima. In 30 anni sul mercato musicale era già stato detto di tutto e di più, se Burn o DAW fossero usciti nel 96, ma come se uscissero oggi, la gente non penso, a parte pochi, li accoglierebbero con tanto calore. Assolutamente non li accoglierebbero se proposti da bands che fino a qualche tempo prima facevano tutt'altra musica. Io penso sia questo il peso che grava su un album come Load. lasciamo stare la qualità dei pezzi perché è sempre soggettiva al gusto personale di chi ascolta. Io penso che, e mi ci metto pure io perché non è che so de coccio, a volte facciamo l'errore di andare a prendere albums del passato (che durante gli anni sono diventati leggendari dimenticando che quando quegli albums uscirono sul mercato erano di un altro pianeta si, perché non c'erano tante bands che facevano certe cose) paragonandoli a lavori distanti anni con in mezzo una marea di roba. ovvio che Load dei Metallica non dice nulla di nuovo e non penso lo abbiano scritto nell'ottica di fare il "colpaccio" della carriera. Sul discorso del pop sono d'accordo a metà... i Metallica di fatto sono una band "pop" nel senso di largamente conosciuta ed all'epoca erano al loro apice di notorietà però come dice the thrasher quei due albums di pop a livello concettuale hanno veramente poco. testi molto intimisti ed oscuri, molto malati. Insomma se un The Unforgiven Two poteva far colpo su qualche ragazzina in cerca di fregole facili pezzi tipo Devil's Dance o The House Jack Built gli avrebbero fatto passare la voglia nel giro di qualche secondo...
deedeesonic
Martedì 18 Marzo 2014, 14.03.28
74
@the thrasher, non sono d'accordo sulla definizione di "pop". Deriva da popolare (fenomeno di massa) e quindi ciò che va per la maggiore al momento e che è più di "moda" e di "tendenza" in un determinato periodo. In questo senso all'epoca il grunge era pop (passato a rotazione su radio e tv, osannato e idolatrato da un pubblico "incompetente" da MTV solo perché era la Il nuovo fenomeno mediatico e quindi pop). Che poi sia allegra o triste non fa differenza per definire una cosa più o meno pop. A mio avviso è un errore in cui incorrono molte persone nel definire un prodotto.
Lord_of_all_Fevers
Martedì 18 Marzo 2014, 13.57.48
73
i testi e la musica sono sicuramente figli del grunge, che non è noto per essere chissa quale musica ostica... hanno solo seguito il carrozzone del periodo, con risultati, secondo me, scadenti (2X4 e the house jack built sono forse tra le canzoni peggiori mai scritte dai metallica)... non sto facendo il discorso classico sul fatto che la qualita è finita quando hanno cambiato genere, ne che fanno schifo perche sono diventati piu orecchiabili, ma che, in questa metamorfosi hanno perso una cosa fondamentale, il songwriting... ci sono un sacco di altri gruppi che hanno sempre mantenuto standard alti nonostante il cambio di genere, anche verso uno piu commerciale... non è il caso dei metallica
The Thrasher
Martedì 18 Marzo 2014, 13.38.07
72
Mah, secondo me si può discutere della qualità, si può dire ''queste canzoni non mi piacciono'' ma travisare il genere proprio non lo capisco.. non vedo cosa ci sia di ''pop'' in load e reload... le canzoni sono molto pessimiste, oscure, poi possono anche far cagare ma di sicuro non sono pop.. io per pop intendo roba colorita e accattivante alla green day, non mi sembra che in load ci sia qualche ritornello irresistibile da mtv o qualche pezzo diventato un tormentone per il suo taglio catchy....
Lord_of_all_Fevers
Martedì 18 Marzo 2014, 13.19.33
71
boh, secondo me quello che manca è la qualita, lo spessore dei pezzi, ho citato 2 dischi che avevano in comune la definizione di hard rock, non per l'anno di uscita, appunto per confrontarne la qualita... quello dei metallica è un disco figlio del grunge e di quel pop rock da classifica che ne è scaturito... se i metallica nel 96 avessero fatto un disco della qualita di burn invece che scrivere canzoni imbarazzanti come 2X4 o ain't my bitch magari avrebbero preso meno calci nel culo
Phantom Lord
Martedì 18 Marzo 2014, 12.36.27
70
Grande intenditore Sambalzalzal ti quoto .
Sambalzalzal
Martedì 18 Marzo 2014, 12.30.30
69
Vabè Lord_of_all_Fevers@ ma che discorsi sono, Demons And Wizards è del 1972 e Burn del 74', se i metallica avessero provato a fare cose simili nel 1996 lo sai i calci nel culo che avrebbero preso. La agente già ha storto il naso con Load che era figlio di quei tempi, figurati con una proposta più retrò. Load è un album di hard rock suonato dai Metallica, che poi piaccia o no è un altro discorso però fare certi paragoni non mi pare tanto sensato.
Lord_of_all_Fevers
Martedì 18 Marzo 2014, 12.21.21
68
guarda, una cosa è sicura, lo speed metal non l'hanno inventato i metallica... per quanto riguarda load, definirlo hard rock è insultare dischi come burn o demons and wizards... è un disco pop rock e, per me, anche abbastanza scialbo (oltre che infinito in quanto a durata)
hulk
Lunedì 17 Marzo 2014, 23.31.26
67
Sono daccordo su Load,non è la migliore opera metal(di metal ha ben poco) dei Metallica,ma per chi ascolta anche rock e non solo metal,è veramente un bel lavoro hard rock con dei suoni veramente belli,testi scritti bene ed eseguiti egregiamente.Gli Stratovarius erano veramente un bel gruppo e nel 96 trovarono la quadra col bellissimo Album Episode,dove father time,will the sunrise,speed of light eforever fanno di esso un capolavoro,poi tolkki è insieme a Turilli forse l'ultimo dei grandi chitarristi neiclassici.Ora sono curioso a Maggio nel suo progetto Avalon 2 come impiegherà le 2 voci ospiti Lione e De Feis due grandi voci del metal,grande orgoglio italiano nel mondo,vedremo.ritornando alle critiche fatte ai metallica,va bene ci possono pure stare , ma oggi c'è gente che li critica persino per la loro storia e questo è inaccetabile e ingeneroso,proprio ad un gruppo così geniale che ha inventato 2 generi musicali,lo speed metal e il trash metale e per di + in un solo album,il magnifico Kill' em All,che ha fatto scuola per L'Intero metal,speriamo che l'ultimo album cui stanno lavorando li risollevi da questo stallo creativo.Atro gruppo geniale i Tool col bellissimo album Aenima,grande voce Keenan con vocal range stupefacente e con prestazioni dal vivo in cui da apposianatamente anche l'anima al pubblico artista straordinario veramente,spero se ne parli perchè portò una boccata di ossigeno per il metal di allora e di oggi.
entropy
Lunedì 17 Marzo 2014, 21.34.20
66
Per quanto riguarda load, l 'articolo mi ha fatto venire voglia di riascoltarlo. é oggi dopo quasi vent'anni, senza le aspettative altissime e un pò con i paraocchi dell'epoca, avendo nel frattempo imparato ad apprezzare altre sonorità, mi viene da dire che non è poi sta gran schifezza! Non è un album trash, e neppure metal, però è un discreto albumdi hard rock, e scorre via anche abbastanza piacevole. E pensare che ai tempi dopo until it sleeps lo toglievo!! Insomma un disco che se gli si toglie il nome del gruppo un 70 potrebbe anche prenderlo!!
entropy
Lunedì 17 Marzo 2014, 14.45.35
65
@Radamanthis. Io non trovo che questo 1996 sia un anno poi così brutto. in particolare non condivido la tua scarsa opinione di the dark saga. Invece trovo mediocre time of the oath, all'epoca lo reputavo davvero orribile e banalotto, pieno di canzonette. Poi con il tempo l'ho un pò rivalutato, forse sarò un nostalgico dei due keeper, ma a me tutta la produzione con deris non mi ha fatto impazzire, salverei un paio di pezzi ad album, ( a parte di master of the ring che invece è un ottimo album). Poi sono piuttosto fiducioso che la seconda parte di correva l'anno , possa dare giustizia ad alcuni grandi album di quell'annata: Cradle of filt "dusk and her embrace", novembre "arte novecento", anathema "eternity, opeth "morningrise", psychotic waltz "bleeding", tool "aenima" e volendo anche the jester race degli in flames...
deedeesonic
Lunedì 17 Marzo 2014, 11.00.46
64
@Samba, l'episodio che citi riguardo al tour in Sud America, lo trovi anche sul tubo, Si scatenò una lite furiosa tra Blaze, Steve e qualcuno dell'audience che sputava e insultava il singer, con Steve incazzatissimo che faceva il gesto di staccargli la testa! Comunque anche i Maiden quando uscirono facevano una musica di nicchia (forse ancor più del thrash per l'epoca), ma in seguito tennero sempre la rotta su coordinate ben precise e con una loro identità. Justice lo reputo un bellissimo album però un tantino freddo e asettico per via di quel basso che manca, e forse sembra più un esercizio di stile che un'opera vera e propria (imho).
Sambalzalzal
Lunedì 17 Marzo 2014, 7.48.03
63
Deedeesonic@ e Celtic Warrior@ sicuramente fu una botta tremenda per chi lo seguiva dagli inizi (no Deedeesonic@ assolutamente non fa ridere la storia dell'altarino, anzi massimo rispetto, avrei reagito allo stesso modo come successe a Celtic W@ quando morì Mercury... non passai un bel periodo). A me Newsted è sempre piaciuto e solo con gli anni compresi bene cosa deve aver passato andando a sostituire Burton. La stessa cosa deve essere accaduta a Bayley nei Maiden anzi con modalità se possibile pure peggiori. Ricordo in particolare una cosa che lessi se non erro su Flash a ridosso del tour di X-Factor dove in sud america interruppero uno show perché la gente aveva preso a sputargli addosso. Episodi simili fanno veramente schifo e danno un po' l'idea di come una bella fetta di audience non risponda sempre in maniera assennata alle novità. Non ti piace il nuovo componente e vabè, non vai allo show, ma porta rispetto se decidi che proprio non puoi fare a meno di buttare quei soldi. Allora io comunque farei delle differenze tra le modalità di successo ottenuto dai Maiden e quelle dei Metallica. I Maiden hanno seguito una costante che alla fine si è imposta nel mercato. I Metallica arrivati ad And Justice si erano affermati nel thrash ma teniamo comunque presente che il thrash era di fatto un movimento di nicchia che non era seguito automaticamente da tutti quelli che ascoltavano metal. Leggendo vecchi numeri di HM anzi la cosa che salta all'occhio dalle interviste dei 4 nel periodo pubblicazione del Black Album è che molti dei vecchi fans non si ritennero propriamente soddisfatti da And Justice a causa dei pezzi troppo complicati e quasi impossibili da seguire con piena partecipazione nei live, da li il desiderio di tornare a composizioni più brevi ed orecchiabili. Con il Black Album arrivarono a picchi di vendite che bands normali si sognano nell'arco di una carriera ed una cosa simile ti cambia per forza di cose, non ritorni indietro ed infatti non lo fecero. L'alternativa è sciogliersi,venire annientati dal successo o cambiare totalmente. Come del resto successe ai Guns n Roses del post Use Your Illusion. A quel tempo il mercato se lo smezzavano loro ed i Metallica. I Guns soccombettero a quel peso e scoppiarono, i Metallica andarono avanti, penso, nell'unico modo possibile. I Maiden non furono mai alle prese con situazioni simili, aggiungo, per loro fortuna. La cosa certa oggi è comunque una e molte persone che sparano a zero contro queste due bands tanto per noia dovrebbero capirla, ovvero che dubito fortemente ci siano e potranno esserci in futuro gruppi in grado di suscitare nel bene e nel male lo stesso clamore e linfa nella scena metal.
Celtic Warrior
Lunedì 17 Marzo 2014, 6.59.55
62
deedeesonic : Pensa che io piansi , la stessa forte commozione mi capitò quando venne a mancare Freddie Mercury , comunque dopo la morte di Cliff per me i Metallica non erano più quelli di prima.
gianmarco
Domenica 16 Marzo 2014, 22.44.33
61
degli slayer che dite ? penso che anche il periodo bostaph sia buono
deedeesonic
Domenica 16 Marzo 2014, 20.40.20
60
@Samba, io i Metallica li seguivo dall'inizio, e quando Cliff se ne andò rimasi traumatizzato, e sebbene adolescente già prevedevo che non sarebbero più stati gli stessi se avessero continuato ad esistere. Credo di non dire un'eresia affermando che la corposità e dinamica del suono che avevano gli album con Cliff non è più stata eguagliata dalla band. Comunque ricordo che tenni per due anni un altarino in memoria di Cliff in camera. So che può far ridere, ma ero adolescente e mi sembrava giusto così; solo per dire quanto fossi affezionato alla band. Riguardo a Jason, credo che per lui siano stati momenti duri all'interno dei Metallica per i motivi da voi già citati. Quando si deve raccogliere l'eredità di un grande, solo il fatto di accettare la sfida merita grande rispetto, se poi si viene anche "boicottati" dagli stessi membri della band, è tutto dire... Poi credo che avrebbero raggiunto lo stesso grandi traguardi perché erano "predestinati". Sfido chiunque ha vissuto quel periodo a dire che i Maiden del primo album, a distanza di trentaquattro anni sarebbero stati quasi un fenomeno mainstream nel 2014, senza snaturare il sound e il concept della band! I Metallica avrebbero potuto fare lo stesso perché avevano gli stessi "geni", e questo è il mio rammarico.
Celtic Warrior
Domenica 16 Marzo 2014, 19.59.04
59
Burton suonava il basso con le mani nude e non con il plettro come fanno di solito i chitarristi , aveva inoltre una tecnica molto particolare e usava solo bassi a quattro corde , durante alcuni pezzi il suono del suo basso si confondeva con le chitarre . James disse più volte che gran parte della loro musica nacque per le influenze di stile che portò nella band Cliff , dal vivo era una selva di capelli rossi che si muoveva sul palco e accarezzava il suo basso in modo spettacolare , immenso! uno dei migliori bassista del genere mai esistiti , io lo ricordo così .
Sambalzalzal
Domenica 16 Marzo 2014, 19.27.20
58
Ah questo io l'ho sempre detto. Newsted sul palco aveva un'attitudine parecchio "Death metal" , sicuramente più aggressivo di Burton. Io ho cominciato ad ascoltare i metallica nel 1988 ed il dramma della perdita di Burton non l'ho vissuto ma è comunque vera una cosa però e cioè che quella perdita ha offerto da subito terreno fertile per gli attacchi alla band che nella stragrande maggioranza dei casi viene bastonata per i bassisti che l'hanno succeduto. Prima erano mazzate a Newsted, una volta andato lui si è passati a Trujillo mentre Jason è diventato un musicista in odore di santità automaticamente. Insomma, quando si tratta dei tallica è molto difficile fare i conti con ragionamenti obbiettivi.
er colica
Domenica 16 Marzo 2014, 15.58.26
57
e vorrei pure vede se l'avessero messo all'angolo pure nei live sarebbe stato osceno e poi c'avrebbero rimesso pure loro dato che live Jason era un mastino. per certi versi per me live era pure più incazzato di Burton.
Sambalzalzal
Domenica 16 Marzo 2014, 15.33.28
56
si, contava come il due de coppe e questo è vero, specie su And justice gli fecero una stira pazzesca, ma proprio a livello di atti di nonnismo. io penso che gli hanno fatto pagare il dolore che patirono per la perdita di Burton in qualche modo ma qua entriamo nella psicologia. E' anche da dire comunque che dal vivo ricopriva una posizione paritaria ad Hetfield, metà del palco era il suo e questo penso si vede bene pure dal Binge n Purge. In ambito live non è mai stato "relegato" all'angolo, anzi. Poi vabè riavutosi dai soldi e dal successo degli ultimi anni avrà probabilmente capito che stava sotto dittatura e ha sbroccato. Fossi stato in lui ci avrei pensato non una ma 5000 volte, perlomeno prima di dire "sto fuori" mi sarei assicurato di avere bene in mente cosa fare. lui ha sbroccato e basta e poi è andato alla rinfusa.
er colica
Domenica 16 Marzo 2014, 15.12.19
55
samba tanto a Jason se quei pezzi piacevano o non piacevano non cambiava nulla perché era sottomesso se quei pezzi piacevano a hetfield o a lars dovevano uscire su disco punto. tutta sta sottomissione alla fine l'ha smontato dato che non poteva manco suonare altre cose e se ne è andato e poi si è pentito ma questo è un altro discorso. Jason registrava poi gli segavano gli assoli di basso è questa la verità come sul black album dove c'era quell'introduzione di basso su my friend of misery che in origine doveva durare di più ma l'hanno segata, c'è so tutte piccole cose che sommate lo hanno fatto sbottare e non metto in mezzo neanche la storia di justice perché senno dovremmo starne a parlare per ore. Jason era un duro a cui però hanno imposto pure dove doveva andare a cagare e dopo un po' è sbottato.
Sambalzalzal
Domenica 16 Marzo 2014, 14.28.22
54
Io penso più o meno la stessa cosa. La macchina Metallica era già in moto, la guidavano lui ed Hetfield ed andava in un modo (anche qua bisogna poi vedere che piega avrebbero preso le sperimentazioni di Burton ma è un altro discorso), lasciata la guida ad Hetfield le cose si sono evolute in maniera diversa. E' probabile che sarebbe arrivato al bivio cui poi è arrivato Jason che ha optato per l'uscita. parlando di Jason, oddio Colica@, sul fatto che a lui quei pezzi non stessero bene ho i miei dubbi... a sua detta volle uscire dai Metallica per intraprendere strade più "dure" e senza compromessi. la traduzione di questo suo modo di pensare furono gli Echobrain che al confronto Load è Once Upon The Cross dei Deicide. E' probabile che resosi conto della cazzata sia andato fuori di capoccia ma probabilmente non sapremo mai il perché di tante cose in casa Metallica.
er colica
Domenica 16 Marzo 2014, 13.37.48
53
io credo che Burton non sarebbe durato nei metallica o meglio Burton era uno che aveva carisma e non era un seguace era un leader per cui penso che una volta compiuto il suo percorso con i metallica sarebbe passato ad altro perché lui poteva farlo. era un che si poneva degli obbiettivi e una volta raggiunti se ne poneva altri con i metallica avrebbe potuto fare tante altre cose ma credo che ad un certo punto se ne sarebbe andato di sua viltà in rapporti pacifici, non credo avrebbe avuto un futuro troppo lungo con loro per via della sua personalità e libertà di fondo. Jason era anche lui duro ma nel periodo di load ha dovuto sottostare e scrive brani che magari si sua iniziativa non avrebbe mai scritto ma dato che c'erano in ballo soldi e altre cose ha caduto e posso pure capirlo, cosa che non sarebbe successa a clif ripeto lui era un leader non un seguace e lo ha sempre fatto vedere nei metallica non in maniera prepotente sia chiaro ma era visibilissimo.
Sambalzalzal
Domenica 16 Marzo 2014, 10.56.20
52
Sadwings@ sui Judas Priest penso nessuno possa dire il contrario! Anche i super massacrati albums con Ripper alla voce secondo me rappresentano capitoli degni di nota per la band. Anche io quando devo fare esempi in questo senso il primo nome che mi viene in mente è proprio il loro. Deedeesonic@ sul discorso di Cliff sono in linea di massima d'accordo e penso che ne siano ben consci anche loro. Mi sono fatto tante volte questa domanda ovvero se è possibile che una band possa essere in crisi di identità da 30 anni a seguito di una perdita drammatica in ogni senso (sia musicale che umano) tipo quella subita da loro. Io credo di si. Ovvio che non possiamo fare il discorso del "se" ma cosa sarebbe successo ai tallica se Burton non se ne fosse andato? Il Black Album sarebbe uscito fuori comunque? Magari qualche anno dopo del 91? Forse si o forse no. Forse se non fosse scomparso i Metallica avrebbero continuato a suonare Thrash alla vecchia maniera, rimanendo a galla ma non andando mai in alto come invece è accaduto. Mi sono chiesto pure se a Burton un album come Load sarebbe piaciuto considerando che come musicista fu sempre molto "psichedelico" ed aperto a sperimentazioni. Non potremo mai saperlo. L'unica cosa certa è che Newsted è sempre stato dipinto come la vera anima metal della band, però in Load c'è pure lui, va bene che in sede decisionale non ha mai contato tanto ma di fatto anche lui compose quei brani. Se per assurdo (e speriamo di no) Harris mollasse i Maiden sicuramente i Maiden cesserebbero di esistere. oggi che hanno una bella età ma sarebbero finiti anche se fosse capitato quando avevano 30 anni. Gli equilibri in una band sono fondamentali, se vengono a mancare certe alchimie la band cambia totalmente direzione, sia in bene che in male, credo. Me ne vengono in mente veramente poche che sono riuscite ad andare avanti cambiando uno o più pezzi originali riuscendo a rimanere intatte o addirittura a guadagnare punti. Con i Maiden è successo con l'entrata di Dickinsonper esempio ma d'altra parte anche se il motore (Harris) è rimasto una costante, la band negli anni di "botte" difficili da assorbire ne ha ricevute. L'abbandono di Smith, quello di Dickinson ed anzi considero come una "botta" anche il rientro di entrambi. di fatto ne ha stravolto gli equilibri. Perlomeno in sede di stesura mi sembra gli effetti si vedano abbastanza chiaramente. Il fatto dei brani prolissi è uno di questi. Per il resto sono d'accordo con te, come quando parlavamo di The X-factor e Virtual XI. Ci può essere il commento in negativo scaturito da una delusione ma il rispetto non dovrebbe mai venire a mancare, né nei confronti di musicisti che tanto hanno dato e che ancora tanto rappresentano seppure a livello di iconografia e né nei confronti di chi li apprezza. Io nel frattempo continuo ad ascoltarmi (come adesso!) Piece Of Mind ma per esempio non vedo l'ora che esca il nuovo disco sperando che mi piaccia!
Iano "the mad man"
Sabato 15 Marzo 2014, 18.19.01
51
Anche io ricordo Load uscito nell'estate del' 96 ricordo di aver aquistato il cd negli States erano pochi anni che seguivo il metal e il black album devo dire che mi era piaciuto un pochino ma Load di metal aveva poco anzi pochissimo. Io ero nato con il punk e quel disco ero troppo lento era lontano anni luce da master of .. o and a justice for ...
FadeToBlack
Sabato 15 Marzo 2014, 16.21.56
50
Hanno sempre fatto quello che hanno voluto i 'Tallica....contro tutto e tutti x questo li ho adorati e continuerò a farlo x il resto della mia vita.Chi li critica lo fa solo x invidia si sa....è la vita.
Argo
Sabato 15 Marzo 2014, 14.47.23
49
Che io ricordi, per me era stato un anno di assoluta disperazione e smarrimento nell'ambito del metal che seguivo, parlo dei miei gusti personali. Ricordo come fosse ieri il primo ascolto di Load, che ho sempre amato, e reputo stupendo, poco mi importa del cambiamento "morale" dei Metallica. Ormai non capivo più cosa seguire, tutto ciò che amavo degli anni 80 era definitivamente scomparso e in quel periodo cominciai ad accantonare un pò alla volta il metal per passare al blues di Stevie Ray Vaughan e mi buttai a capofitto su Doors (soprattutto) e Beatles. Uno smarrimento per me che sarebbe durato ancora qualche anno, sperando sempre in un ritorno (mai successo) del metal alla grande come io lo idealizzo.
deedeesonic
Sabato 15 Marzo 2014, 14.15.18
48
@Samba, ti sei spiegato benissimo, e per essere chiaro, anch'io preferisco un "Accident..." a un "Virtual..." e anche ad un "Fear of the dark" (album che per i miei gusti, per metà è una bomba e un'altra metà insipido), ma questo non significa che non li reputi comunque dei buoni album; non dei capolavori ma dei buoni album. Per quanto mi riguarda, non sono uno che ascolta solo "il capolavoro" (atteggiamento che sa tanto da snob) e schifa tutto il resto, ma riesco ad apprezzare anche lavori che stanno qualche "gradino sotto" . Che poi Steve sia un testardo non è una novità, ma lo ammiro anche per questo. Credo sia raro trovare una persona con una forza di volontà, convinzione e dedizione assoluta nelle proprie idee come Mr. Harris! Vorrei chiudere l capitolo 'Tallica dicendo che quando uscì il "Black..." ,anche se rimasi delusissimo dalla svolta, lo ascoltai volentieri per un periodo, perché era comunque ben fatto, ma col tempo è diventato uno di quei dischi che come dici tu non mi trasmette più niente e non mi viene voglia di mettere sullo stereo. Su quello che hanno fatto dopo posso dire proprio non mi piace la proposta musicale, eccetto "St.Anger" che reputo molto bello e a differenza tua a me viene da dire che è un peccato che non si siano "ostinati" a seguire quelle linee guida per ricrearsi un'identià. Ma come ho già detto altre volte secondo me l'identità dei Metallica se ne è andata con Cliff... lui stava ai Metallica come Steve sta ai Maiden. Infine ribadisco fortemente che al di là dei gusti, e valutazioni personali di qualsivoglia natura e totalmente legittime, queste band meriterebbero solo rispetto e stima da parte del popolo metallico, senza star li ogni volta a creare delle guerre di quartiere che poi non portano da nessuna parte, tanto ognuno le su idee ce le ha e nessuno gliele toglie. Mi sembra piuttosto che certi commenti sono dettati solo da una sorta di odio/invidia per "imporre" il concetto: "La "mia" band è meglio della "tua", e basta!". Non si tratta di una gara si tratta di arte, un mondo dove qualsiasi giudizio è aleatorio. Ma una cosa certa , invece, è che queste band hanno fatto la storia del nostro genere, forse più di qualsiasi altra.
Sadwings
Sabato 15 Marzo 2014, 13.53.06
47
io credo che il "tradimento" dei metallica vada contestualizzato. Una band che nei primi anni di vita ha un atteggiamento puro e duro, contro gli aspetti più commerciali della musica (tipo girare videoclip) e poi all' improvviso si comporta esattamente all'opposto di quanto sempre sostenuto, secondo me tradisce quei fans che magari prendevano le loro parole come oro colato. E sinceramente i Metallica con load(album che trovo discreto non un capolavoro da riscoprire) danno dato l'idea di voler abbracciare un diverso tipo di pubblico. Gli Iron maiden possono aver pubblicato album al di sotto delle loro aspettative, e forse questo è accaduto anche troppo volte, ma sicuramente non hanno avuto una metamorfosi di idee e di musica come i metallica. Detto ciò non sono contro la sperimentazione o l' evoluzione, ma in questo caso tiro in ballo i judas priest che secondo me sono una delle poche band che ha sempre dimostrato di andare avanti senza rinnegare il passato.
Phantom Lord
Sabato 15 Marzo 2014, 13.23.31
46
nuovi video su una delle mie band preferite , posso vedere anch'io
freedom
Sabato 15 Marzo 2014, 10.23.14
45
Eh già...prevedo che succederà un casino!
Sambalzalzal
Sabato 15 Marzo 2014, 9.07.14
44
Freedom@ grazie!!!!! Lunedì mi raccomando qua su Metallized coltello tra i denti
Sambalzalzal
Sabato 15 Marzo 2014, 9.06.10
43
The Thrasher@ assolutamente, grazie a voi per il servizio che rendete! Ripeto, se anni fa aveste avuto la posizione su cartaceo tante persone sarebbero cresciute con una visione più chiara di molte cose, ne sono più che sicuro. Certo è che anni fa su carta non c'era la possibilità di interagire con chi scriveva e quindi avere un riscontro diretto ma ci avrei messo la firma ugualmente. Dovessi paragonare Metallized a riviste del settore d'annata direi che sarebbe un buon misto tra HM ed il lato "buono" di Flash Allora, per quanto riguarda il discorso Maiden, rispondo anche a te Deedeesonic@ (grazie e ricambio totalmente ) io penso il discorso è da intendersi come lo fa Arrraya@ non si tratta di cali a livello di qualità o passi falsi nel senso che uno suona bene fino al 1989 e poi inizia a non capirci più nulla componendo lavori sommari per un motivo o per un altro. Il fatto è restare nella propria dimensione in maniera testarda (ed in molti casi si ha la sensazione che una band continui quasi per forza solo per mantenere i propri fans anche se ha voglia di altro) oppure seguire la propria vena compositiva ed andare dove ti porta, anche fregandotene dei responsi. Io penso che i Maiden (Steve, quindi) abbiano optato per la prima opzione. Eh ovvio che non sta a me dire se abbia fatto bene o no però mettiamo a confronto il periodo Maiden dal 92 fino ad oggi con quello Dickinson solista. Sempre secondo me, a livello qualitativo, i lavori di Dickinson (lasciamo stare la parentesi retrò di Tattooed Millionaire dedicato neanche in modo troppo velato a steve Harris ed il capriccioso Skunkworks) stanno passi avanti rispetto ai lavori della vergine con la sola eccezione di Dance Of Death probabilmente. Mettiamo un The Chemical Wedding a confronto con un Virtual XI per esempio. Quello che intendo è che Dickinson non ebbe paura di osare e suonare cose diverse arrivando così ad ottimi risultati. L'incaponimento di Harris invece come dici Deedeesonic@ ha portato appunto a composizioni prolisse, che suonano stanche, già sentite. No non sono assolutamente suonate male ma a livello di passione non mi lasciano tanto dentro. Nessuna voglia di far girare il disco ad oltranza come invece mi capita con Piece Of Mind o con Accident Of Birth di Dickinson. Io penso che a volte il passo falso di una band sia proprio il rimanere fermi, di non farlo proprio quel passo che magari sbloccherebbe la situazione. parlando dei due discussi The X-Factor e Virtual XI (Deedeesonic@ btw ti ho risposto sulla recensione di Xfactor) torno a dire che su uno, per come la vedo io, ci furono alcuni errori a livello di gestione della voce (i pezzi sono belli e Blaze si danna l'anima ma la sua prestazione sembra non essere amalgamata al resto) sul secondo anche belle idee ma distrutte da una produzione che da veramente l'idea di amatoriale. I Metallica cambiano totalmente faccia con Load. Il punto è, il disco è mazzolato perché "brutto" o perché porta sopra il marchio Metallica? Il fatto che molte persone come per esempio Iano "the mad man"@ o pure altri miei amici oggi a distanza di anni riscoprono il disco dicendo "ma lo sai che non è assolutamente malvagio" mi porterebbe a pensare che si tratta della seconda cosa. Certo è che va anche a livello di orecchio e gusti, se ad una persona piace solo il Death o il thrash ed assolutamente non riesce ad ascoltare hard rock o alternative rock o qualsiasi tipo di cosa che diverga dai suoi ascolti primari è ovvio che Load risulterà sempre e comunque indigesto con anche sopra il carico che è stato fatto dai Metallica. Insomma, alla fine come sempre si tratta di punti di vista e gusti personali, ho scritto un post lunghissimo e non sono arrivato a niente ahahahahahah o si?
freedom
Venerdì 14 Marzo 2014, 23.58.07
42
@Sambalzalzal: Scusa il ritardo...in pratica domenica inizierà il tour "Metallica by Request", vale a dire 18 brani in scaletta, 17 scelti dai fans e uno scelto dagli stessi Metallica, che sarà appunto un brano inedito...ma credo che alla fine ne suoneranno almeno due durante l'intero tour. Cerca sul tubo lunedì mattina, chissà quanti video pubblicheranno...
Iano "the mad man"
Venerdì 14 Marzo 2014, 22.55.06
41
Ricordo il 96 anno pieno di pubblicazione metal tra cui Load il disco della svolta dei metallica all'epoca odiai tantssimo quel cd adesso lo riesco a capire dopo 18 e aimè ai tempi erani 18 adesso alla soglia dei 36 anni capisco la svolta dei four horsemen... Ricordo i Manowar protagonisti del Gods of Metal con i loro muscoli pompati e l'epic metal. Da segnalare undispute attitude degli Slayer disco di cover punk tranne gemini l'ultima traccia. Seguono i Motorhead sempreverdi e l'immortale Lemmy e il mai dimenticato Ronny James DIO R.I.P.
deedeesonic
Venerdì 14 Marzo 2014, 21.05.53
40
@Samba, ahahah! Figurati se me la prendo! A me piace di più confrontarmi e parlare con gente che ha opinioni diverse da me, piuttosto che con quelli che hanno le mie stesse idee, altrimenti il dialogo costruttivo non esisterebbe! E ti dico che sei uno dei pochi con cui si può avere un dialogo basato sul rispetto delle opinioni in modo civile.Per quanto riguarda il discorso che i Metallica hanno vinto l'oscar dei "traditori" (io l'ho messo tra virgolette e tu no !) ha risposto bene The Trasher@, loro sono passati dal thrash, al mainstream,, all'hard rock, al "new metal" ecc. i Maiden sono cambiati ed evoluti, ma coerentemente, su delle linee guida sempre fedeli al concept. Al di là di questo mi sembra ingeneroso dire che non siano dischi di qualità, perché da musicista, ti posso dire che quando mi confronto con altri musicisti, gli ultimi album dei Maiden sono enormemente apprezzati da "addetti al settore" che con il metal non c'entra un cazzo! Le uniche critiche che ritengo si possano muovere nei loro confronti sono la prolissità di fondo in alcuni brani, l' autocitazionismo in altri (ma chi non lo fa?), e il non essere più heavy in senso stretto come una volta. E a mio avviso nessuna di queste ragioni giustifica certi giudizi sarcastici e perentori nei loro confronti. Certo anch'io mi auguro che il prossimo album viri su qualcosa di "imprevisto" perché ormai dal post reunion hanno perseguito con insistenza queste coordinate, ma ripeto che al di là delle mie aspettative, poi devo valutare il lavoro come concepito dalla band ed entrare nel mood stesso dell'intezione. Cosa che con i Maiden riesco a fare, e con i Metallica no, perché è da un po' che non li capisco più!
The Thrasher
Venerdì 14 Marzo 2014, 20.17.57
39
grazie Samba, quello che dici è molto bello da parte di tutta la redazione! cmq io credo he i maiden di grossi passi falsi non ne abbiano fatti, forse il solo no prayer for the dying mi risulta sottotono... certo, i due con blaze sono leggermente meno belli ma anche li ci sono perle troppo spesso sottovalutate, e io sono quelli che ritiene gli ultimi 3-4 veramente belli, con brave new world a livello diei classici. in ogni modo non si può parlare, per i maiden, di cambi drastici: i metallica sono passati dal thrash all'hard rock, i kreator da pleasure to kill a endorama.. ma i maiden sono sempre rimasti coerenti, si sono evoluti ma all'interno del loro genere.. si può dire ''questi loro dischi non mi piacciono'' ,ma nessuno, secondo me, è un qualcosa di clamoroso come poteva essere ascoltare 'the memory remains'' da chi un tempo suonava ''fight fire with fire''...
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 20.09.29
38
The Thrasher@ meritato! E' sempre un piacere leggerti e stampo perché mi manca tantissimo il cartaceo di riviste ce ne sono ma nessuna italiana che sta ai livelli di Metallized. penso che se aveste avuto voi la gestione di testate tipo Metal Shock all'epoca parecchie cose a livello di informazione sarebbero andate molto meglio! Deedeesonic@ no aspetta, non si diceva che non hanno fatto musica di qualità si diceva che hanno fatto passi falsi pure loro come i metallica! Però i Metallica hanno vinto l'oscar come traditori ed i Maiden come tanti altri invece sono andati avanti nella maggior parte dei casi graziati! vabè, ovvio che ci risiamo ed ecco infatti che parlavo del rapporto sentimentale che ognuno di noi ha con certe bands, non me ne volere
deedeesonic
Venerdì 14 Marzo 2014, 19.43.20
37
OK! Prenderò atto del fatto che i Maiden non fanno musica di qualità! Comunque mi sembra siano tutt'altro che inattaccabili
The Thrasher
Venerdì 14 Marzo 2014, 17.57.40
36
@samba grazie 'per gli apprezzamwnti ai miei articoli, come in questo caso la vecchia bio sui metallica: solo il fatto che qualcuno li stampi e li conservi mi rende orgoglioso! grazie anche @HeroOfSand_14 per la stima e la fiducia!
er colica
Venerdì 14 Marzo 2014, 17.01.28
35
per me l'ultimo colpo di reni i metallica l'hanno dato co metallica poi si sono spremuti fino al midollo con i concerti, discograficamente parlando per me l'ultima uscita interessante è il live shit (come credo per il 90% delle persone) poi purtroppo non hanno più avuto quella forza di entrare in studio e fare cose micidiali come avevano fatto prima. metallica è stato l'ultimo disco micidiale che hanno prodotto dopo a livello creativo sono rimasti prosciugati.
HeroOfSand_14
Venerdì 14 Marzo 2014, 16.43.36
34
Rino, ti faccio i complimenti come sempre anche se devo ancora leggere l'articolo, mi fido A occhio del 96 ricordo con grande piacere Time Of The Oath, in cui gli Helloween dimostrarono le loro qualità con composizioni raffinate, evidenziate dal tocco di Grapow e dalla difficoltà di esecuzione (sopratutto si noterà in Better Than Raw). Poi non posso dimenticare un masterpiece come Holy Land, in cui la Musica diventa proprio un'opera d'arte avvalorata dalle cose disumane che faceva Matos con la voce; The Dark Saga per me significa I Died For You e A QUestion Of Heaven, grande disco che conosco da poco ma è di classe pura; Episode degli Strato significa Forever, una delle ballet più emozionanti che abbia mai sentito (e che sono un fan delle ballate); chiudo con Louder Tha Hell, per me un disco da 83-84, chicche com Brothers Of Metal, Outlaw e sopratutto Courage lo rendono grande alle mie orecchie. Insomma, come si fa a lamentarsi di un'anno del genere? Load...quante ne ho sentite e se ne dicono su questo..per me, un buon disco HR, molto buono, con ballate ottime e canzoni carine. Mi fa pensare che non tutto quello che i Metallica hanno pubblicato dopo il 1991 sia da buttare..
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 15.39.27
33
Arrraya@ ah vedo che hai capito al volo di chi parlavo! Loro ma come loro tanti altri che per motivi mai compresi sono sempre inattaccabili da critiche di qualsivoglia tipo. Il problema di fondo è proprio quello che indichi, penso. non si tratta di cambiare o no, si tratta di scrivere musica di qualità. Tutto ciò vale se non usiamo i paraocchi e vale sia per chi rimane uguale e sia per chi tenta di osare. Qua nel 1996 si parla come dicevo pure di Sentenced che osarono ed osarono pure con risultati molto buoni... The Thrasher@ si, come avrei potuto non leggere il tuo lavoro sui Metallica che regolarmente ho stampato per potermelo gustare meglio no, parlavo di una biografia ufficiale condita da pensieri ed esperienze personali di Hetfield e company... non credo ne sia mai uscita una o mi sbaglio? Colica@ hai ragione. Cinque anni sono tanti (adesso siamo arrivati pure a di più ma vabè...) ed in 5 anni ne succedono di tutti i colori, dagli ascolti, alle esperienze per finire all'ispirazione che poi penso va di pari passo con le altre due cose. I Metallica nel 91 fecero un botto di proporzioni planetarie e da una cosa così volente o no ne esci cambiato. Io sono convinto che ancora oggi abbiano qualcosa che magari si salvò da quel periodo, qualcosa che non finì sul black album... magari salterà fuori prima o poi ma starà a noi capire che viene da la, non credo si sbottonerebbero mai al riguardo. Freedom@ ma veramente? concerto o lo mettono a disposizione solo nel sito ufficiale????
er colica
Venerdì 14 Marzo 2014, 13.29.38
32
io penso che load sia figlio del tempo, nel senso che se notiamo dal black album 91 a load 96 sono passati molti anni e in quegli anni ci sono stati solamente tour su tour in mezzo c'è stato solo il live shit che è stato anche il motivo per imbarcarsi in un altro tour intorno al 94 e poi altri festival nel 95 insomma da paura. giustamente dovevano far girare il più possibile metallica dato l'enorme successo ma credo veramente che se i metallica avessero fatto uscire un album intorno al 93 o 94 le cose sarebbero andate in modo un po' diverso. tutti quegli anni di tour hanno inevitabilmente spompato il gruppo sia a livello fisico che a livello di scoglionamento non contando che nell'arco di quegli anni le loro teste stavano cambiando insieme agli ascolti ed ecco che per "disintossicarsi" hanno deciso di fare un disco più soft e rilassato in tutti i sensi. ripeto se avessero prodotto roba successiva a metallica tipo intorno al 93 o 94 per me la musica sarebbe stata diversa o quantomeno meno soft di load.
freedom
Venerdì 14 Marzo 2014, 13.17.19
31
Mah vi dirò, St. Anger l'ho odiato al momento dell'uscita ma poi col tempo l'ho parecchio rivalutato...stessa cosa mi succede con Death Magnetic. Il primo però aveva una spontaneità e una rabbia (a momenti un po' esasperata) che mancano nell'ultimo lavoro che invece è molto più un disco di "mestiere" diciamo. Resto comunque convinto che si tratti del loro album meno riuscito (ma non per questo meno interessante, anzi), soprattutto per la volontà spudorata di rientrare nel filone delle band che spopolavano in quegli anni, anni in cui - per esempio - suonare un assolo era quasi una vergogna. Ad ogni modo credo sia stato un album/terapia per il gruppo, e quindi indispensabile. Ora sono ansioso di conoscere le loro prossime mosse, e a tal proposito vorrei ricordare ai fans più accaniti che domenica sera i Cavalieri suoneranno finalmente un brano inedito...occhio quindi!
Macca
Venerdì 14 Marzo 2014, 12.35.39
30
E' uno degli argomenti più annosi della musica (prevalentemente rock/metal) il quasi matematico declino di molti big nel corso della carriera, ed è dovuto a moltissime motivazioni...oltre al fatto che nella maggior parte dei casi "gli artisti nascono piromani e diventano pompieri". Una chiave di lettura sta anche nel fatto che la massa non è accontentabile in toto in quanto, oltre ai cambiamenti, sono di solito mal viste anche le posizioni conservatrici e poco inclini alla sperimentazione alla fine la questione si può vedere da diverse angolazioni, tutte condivisibili o meno. In ogni caso se la seconda metà dei '90 per alcuni generi ha rappresentato il tramonto, per altri ha rappresentato un nuovo inizio, e lo dimostra l'elenco di gruppi e album che molti di voi hanno già fatto nelle righe sotto.
The Thrasher
Venerdì 14 Marzo 2014, 12.06.21
29
@Samba: c'è la bio dei Metallica, in due puntate, che fu se non ricordo male il mio primo articolo scritto per Metallized Non so se è questo che intendi però.
Arrraya
Venerdì 14 Marzo 2014, 12.01.07
28
Spiderman@ #14, bravo, avevo dimenticato i Tool, forse una delle band che ha detto veramente qualcosa negli anni successivi. Aenima è un grandissimo album.
Arrraya
Venerdì 14 Marzo 2014, 11.59.33
27
Beh, qui mi inviti a nozze: I Maiden hanno fatto album molto, ma molto, piu discutibili di Load, che almeno ha un suono fantastico, Album che non si possono nemmeno considerare Metal, eppure stanno li intoccabili. Cambiare e dispiacere , oppure rimanere uguali a se stessi peggiorando? alla fine è solo una questione di qualità dei brani.
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 11.42.56
26
Arrraya@ io capisco il tuo disappunto e sono d'accordo specialmente per quanto riguarda St Anger, come dicevo prima, che per me rimane un signor album e molto "cattivo" anche, però c'è anche da dire che sono stati perdonati ad altre bands passi ben più falsi di Load dei Metallica senza però essere mai accusati di essersi piegati alle leggi del mercato nella speranza di abbracciare più pubblico possibile. Io penso che nel caso loro abbia remato contro proprio il fatto di essersi conquistati il ruolo di "padri" dello spirito ribelle metal e con Load la gente è rimasta spiazzata. P.s. ma una biografia dei metallica per rispondere ad alcuni quesiti (tipo come sono arrivati a Load) esiste?
Arrraya
Venerdì 14 Marzo 2014, 11.23.49
25
Load a distanza di (gulp) 18 anni si può considerare un normale album di rock, piacevole in alcuni brani, stucchevole in altri, vedi la gia citata Hero Of the Day veramente oscena, ma non certo memorabile, e fece parlare di se per il fatto che fu un album dei Metallica, ma a conti fatti lo considero un passo falso (e non lo scindo dal fratello gemello ReLoad). In questo senso non sono mai riuscito a capire come si possa apprezzare questo album e schifare St. Anger, non lo concepisco proprio, aldilà della scusa del suono del rullante...ma chi se ne frega del rullante. St. Anger è un grande album metal sparato, difficile, ostico e abrasivo, e lo apprezzo soprattutto perchè la band stessa non lo considera per niente, a testimonianza della crisi stilistica del quartetto, ma preferisco ascoltare i Metallica sparati e con il rullante a tambullana che sentirli suonare una Mama Said (a quel punto preferisco ascoltarmi gli Eagles che quel genere lo suonano meglio), The Memory remains ecc. ecc. e vederli nella discografia di qualche (ora si chiamano truzzi) occasionale, perchè non dimentichiamocelo, i Metallari hanno sempre sofferto quando "agenti esterni" entrano ad ascoltare quello che per 360 giorni all' anno, per decenni, è una musica denigrata. L' odio nei confronti dei Metallica è iniziato proprio per questo motivo. il mio è durato fino al 2003, anche perchè poi la massificazione di internet ha addolcito la famosa polemica Ulrich-Napster, e poi perchè St. Anger , a mio parere, è stato un grande album metal.
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 11.22.15
24
hai completamente ragione Macca@ alcune cose riviste col senno del poi acquistano tutt'altro aspetto. vale pure per cose che magari uno aveva apprezzato in principio e che poi arriva a disprezzare eheheheh a me è capitato con alcuni dischi, poche volte ma è capitato. Un po' come le relazioni sentimentali e di fatto il rapporto che ognuno di noi ha con alcune band è "sentimentale". Facile gridare al tradimento quando sei coinvolto emotivamente o quando alcuni dischi sono stati la colonna sonora di eventi importanti della vita. Io penso che sia stato un po' questo tipo di rapporto che ha fregato i Metallica con molti fans. Fortunatamente però c'è comunque chi è stato ragionevole ed ha capito cosa passava per la testa dei 4 cavalieri eheheheh
Macca
Venerdì 14 Marzo 2014, 10.41.40
23
Samba@ io me lo feci prestare da un amico al liceo nel 1996, avevo 13 anni e stavo iniziando ad avvicinarmi al metal: ti dirò, ai tempi per motivi di tenera età o per mancanza di orecchio a certe sonorità mi piacque più di Kill 'em All! Per me i Metallica erano quelli del Black, il primo che ho ascoltato, e solo intorno ai 17 - 18 anni allenando un pò le orecchie ho apprezzato i primi capolavori fino a divorarli rivedendo le cose a distanza di anni ovviamente si fanno le dovute distinzioni (per fortuna!), ma ancora oggi considero Load un ottimo album.
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 10.31.00
22
Macca@ io ricordo ancora come fosse ieri i periodi che precedettero l'uscita, l'uscita e ciò che ne seguì. Veramente un bordello ricordo che appena lo comprai, in serata, ci chiudemmo in macchina con altri tre amici, ci fermammo armati di birre e panini vicino al Circo Massimo e ce lo sparammo tutto d'un fiato. Nella macchina la tensione si tagliava col coltello. Poi arrivarono i commenti e le discussioni all'arma bianca ahahahahah! Allora, di noi 4 il bilancio complessivo fu che a due piacque (uno ero io) e agli altri due no però a quei due amici non piacque perché aveva sopra il nome Metallica ma riconobbero che era un gran bel disco di rock!!! Subito dopo mettemmo su And Justice tanto per rinverdire i vecchi tempi ma vabè, oramai i giochi erano fatti e a quel punto la storia aveva preso nel bene e nel male i connotati che tutti sappiamo
Macca
Venerdì 14 Marzo 2014, 10.10.04
21
Samba@ secondo me Load è un gran bel disco, e mi piaceva anche a pochi anni dall'uscita!
Sambalzalzal
Venerdì 14 Marzo 2014, 9.55.33
20
Sicuramente salterà fuori nell'articolo sul 2003 quando si parlerà di St Anger (annata di merda sotto ogni punto di vista btw) ma sono fermamente convinto che lavori tipo Load nonostante la macellazione sommaria ricevuta all'uscita ed ancora in atto, avranno successo postumo. penso anzi in qualche modo stia già accadendo con le persone che fanno il discorso di Rino@ nella prima parte di queste righe e che sono andate alla riscoperta di questo disco non fermandosi a certe porte che per tigna o paura difficilmente vengono aperte da chi ascolta metal.
freedom
Giovedì 13 Marzo 2014, 23.35.22
19
Perfettamente d'accordo con quanto scritto da Rino sui Metallica. Quello che molti non hanno capito è che dopo aver creato il black album e praticamente un "metal da classifica", loro stessi, i Metallica, fecero l'unica cosa "anticonformista" che potessero fare (tornare a fare thrash tipo MOP sarebbe stato ammettere i propri errori), e cioè tirare dritto per la strada ormai intrapresa, pubblicando prima Load e poi Reload. Tutte le menate sulla presunta volontà di vendere più album...cazzate. Ottenere maggiore visibilità sicuramente, perché è più facile far girare una Mama Said piuttosto che una Damage Inc., ma a conti fatti, Load e Reload (assieme a St. Anger e Kill 'Em All mi pare) sono gli album dei Metallica ad aver venduto meno copie (si parla sempre di milioni di copie, ovvio)...quindi fate un po' voi. Comunque, periodo strano la metà dei '90...il grunge era/stava morendo, il metal era in crisi d'identità, e tanta ma tanta roba nuova e buona stava venendo fuori e/o si stava consolidando: Korn, Deftones, Marilyn Manson, Tool, Nevermore, Rammstein...per non parlare poi della musica rock "commerciale" o per così dire "leggera" di quegli anni che era riuscita ad elevare il valore di quella cosa chiamata tv grazie ai videoclip (belli, fatti col cuore, non come quelli di adesso) in rotazione su Mtv, TMC2 o The Box. Roba tipo Placebo, Blur, Oasis, Prodigy, Verve, Radiohead...che tempi!
Master Killer
Giovedì 13 Marzo 2014, 21.54.50
18
The Thrasher: Perfetto, grazie mille
Sambalzalzal
Giovedì 13 Marzo 2014, 20.18.46
17
The Thrasher@ per favore fai una citazione ai Morgana LeFai!!!
The Thrasher
Giovedì 13 Marzo 2014, 19.16.36
16
@Master Killer questa è solo la prima parte, dei sepultura, dei pantera e di tanto altro parleremo nella seconda parte!
spiderman
Giovedì 13 Marzo 2014, 17.47.57
15
Ora che mi viene in mente allora sperimentavano eccome anche gli Slipknot con un album che oggi forse e raro e introvabile,in cui mescolano groove,doom,jazz, funk, e progressive metal,ma ce ne sono tanti altri che sicuramente si discuteranno nella seconda parte,ripeto bella annata e' stata il 96.
spiderman
Giovedì 13 Marzo 2014, 17.35.31
14
Sono stato iniziato al Metal a 13 anni da mio zio(che ora non c'e' piu')proprio con gli Slayer,Metallica,e Manowar.Comunque ci sono album sperimentali e insoliti come Aenima dei Tools,Swansong dei Carcass con un ritornello appassionante e con sound decisamente melodic death'n'roll,vero e proprio capolavoro dei Carcass,poi i Sepultura con Roots,i Mothorhead con Overnight Sensation grande capolavoro per me,Predator degli Accept,Pure instinct degli Scorpions,per il rock citerei il lavoro dell'irlandese Rory Gallagher,uscito postumo dopo la sua morte,un mostro del blues/rock dalla bravura impressionante.Ah dimenticavo i Def Leppard con Slang,In Flames con Jester Race,gli Amorphis con Elegy,Anathema con Ethernity,insomma e' una bella annata anche questa,la parabola discendente soprattutto delle band storiche comincia dal 2000 fino ad arrivare ai giorni nostri,perche per tutti i "90",c'e' ancora voglia di stupire il pubblico e di sperimentare anche ascapito della tecnica pur di creare dei capolavori che resteranno anche ai posteri.
Master Killer
Giovedì 13 Marzo 2014, 16.00.32
13
sono nato nello stesso momento che i Rage rilasciavano End of all Days e tutt'ora mi ascolto questo capolavoro immenso, poi naturalmente bello anche Refresh the Demon dei Annihilator, Episode dei Stratovarius e Undisputed Attitude dei Slayer, ma il lavoro più convincente fu quello degli Overkill che sfornavano The Killing Kind, un altra perla targata da Blitz e D.D.Verni e compagnia bella. Insopportabile Load dei Metallica (nella foto avevo scambiato Kirk per una donna..) comunque sia Time of the Oath per carità è un bell'album, ma Master of the Rings rimane quello un vero capolavoro e ritorno (insieme a Better than Raw micidiale!!) poi non dobbiamo dimenticarci che i Machine Head sfornavano The More Things Change... e i Korn con Life is Peachy o i Pantera con The Great Southern Trendkill e naturalmente ROOTS dei Sepultura.. e strano che non ho visto qualcosa sui Sepultura :/
gianmarco
Giovedì 13 Marzo 2014, 14.21.16
12
grandi slayer , mi han fatto scprire bands che non conoscevo
vitadathrasher
Giovedì 13 Marzo 2014, 14.06.29
11
In assoluto è così, altrimenti tutti i nerds che escono dal conservatorio sarebbero artisti. L'artista deve creare, inventare e piacere, non deve essere "bravo". Poi se è bravo tecnicamente tanto meglio........per lui, che dura meno fatica a fare quello che deve fare.
Sambalzalzal
Giovedì 13 Marzo 2014, 12.01.45
10
Beh io penso invece che abbia attinenza Arrraya@ anche in apertura di articolo giustamente Rino@dice dei Metallica "Erano sempre stati gli anti-divi per eccellenza, i ribelli incorruttibili" è un po' quello che era il modo di essere comune per tutti noi che ascoltavamo un certo genere di musica, poi qualcosa è cambiato. Mi viene da domandarmi se sono stati gli ascoltatori ad influenzare molte bands in alcune scelte o viceversa, fatto sta che la pazzia attitudinale che aveva dato forza e sangue al genere qui inizia a normalizzarsi e ad asciugarsi. Un po' come fanno in America con i bambini iperattivi che per calmarli li stordiscono con gli psicofarmaci. Certo si calmano si ma diventano delle povere sagome. la stessa cosa per una serie di motivi come dici tu "sociali" è successa nella musica. Personalmente parlando me ne sono sempre fregato della tecnica. Io credo che ogni musicista, se capace, inventa la sua personale. Se guardiamo a Slash per esempio, non mi pare si tratti di un professore di conservatorio, stessa cosa per Hendrix prima di lui ma cazzo se non hanno fatto scuola. Lo stesso Hetfield che con i suoi riffs continua a formare e ad avvicinare alla musica tanti ragazzi. Insomma, ad avercene di musicisti così "ignoranti" oggi. Fosse stato solo un discorso di tecnica=bell'album oggi con tutti i mezzi a disposizione e le persone che studiano musica dalla mattina alla sera da quando hanno 5 anni il mondo dovrebbe essere un continuo uscire di capolavori. Non mi pare sia esattamente così, anzi...
Arrraya
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.38.56
9
Se la sono*
Arrraya
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.36.39
8
Samba@ inevitabilmente è stato cosi, ma non solo in ambito musicale. ripensare a 18 anni fa è come guardare ad un altro mondo.Del resto il pianeta è uno e ogni cosa influenza l'altra, le vicende politiche, sociali ed economiche si riflettono su tutto, poi dal 2001 la sterzata decisa. non vorrei fare la solita polemica, ma molti ragazzi sono stati sedotti dalla nuova frontiera della massificazione, quella che sembra che ti accarezzi e ti consoli e che è invece uno spietato sistema di controllo spersonalizzante. Non sarà un caso che un mucchio di manichini abbiano solo aumentato il livello tecnico, ma senza riuscire a realizzare il cosidetto capolavoro...magari delle belle riproduzioni d'autore, ma manca il genio e la sfrontatezza, quella se l'a sono mangiata i burattinai. vabbè, non è l'argomento del post, anche se.....
Sambalzalzal
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.17.55
7
... appunto Arrraya@ noto sempre di più che non sono solamente io a far coincidere il crollo con la fine del millennio...
Sambalzalzal
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.14.06
6
In questo senso Vitadathrasher@ penso tu abbia ragione, nel senso che è proprio dal 95' che maggior parte dei "big" iniziano a perdere i pezzi, da la in poi da parte loro ci saranno pochi episodi di rilievo e ritorno alla qualità degli inizi. D'altra parte però la metà dei 90' è stata anche l'apice ed il coronamento di carriere di bands che fino ad allora (tipo Grave Digger e Rage) non avevano avuto che un esiguo numero di seguaci, se ne affermano di nuove tipo i Nevermore. Altre come i Sentenced cambiano veste sapendo comunque trovare formule ottime (Down di quest'anno è una perla). I Type 0 Negative pure danno nuova linfa al filone gothic con il capolavoro October Rust che ancora oggi rimane ineguagliato. Insomma, belle cose se guardiamo alla scena metal a tutto tondo non fermandoci su un solo filone. Purtroppo tutto questo fermento che faceva sperare veramente in bene per una svolta epocale in fatto di qualità e movimento, come avremo modo in seguito di commentare con gli altri articoli di Rino@, durerà ben poco...
Arrraya
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.11.19
5
I Metallica meriterebbero un commento a parte. 1996, che dire? Quest'anno iniziarono a morire un pò di cose, anche se all' epoca non me ne accorsi subito, spinto dall' onda lunga e sempre speranzosa degli anni precedenti. Si può dire che iniziarono un pò a mutare delle cose, di pari passo alle esperienze di vita, essendo musica ed emozioni quotidiane strettamente legate. I Metallica li attendevo trepidante, come tutti del resto, e li attendevano al varco coloro che rimasero bruciati dal black album, non tanto per la musica, ma per quella sorta di "sputtanamento" progressivo mal digerito dai puristi della prima ora, ma che con LOAD li videro inasprirsi ulteriormente. Devo dire che ne rimasi deluso pure io...progressivamente e lentamente fu la vera fine di un epoca che toccò altre tappe "mortuarie" l'anno successivo con la pena di Reload e "Hear in..." dei Queensryche. Quando i mostri sacri iniziano a scantonare e le nuove leve iniziano a scalciare, proponendo per la maggior parte merda, cosa si può dire se non chè è finita un epoca? Quando chi ti ha cresciuto come un fratello maggiore scrive un pezzo come "Hero of the Day" tratto da Load, come si fa a non rimanere spiazzati, uno dei brani piu irritanti dei quattro? passando per foto con abiti da pappone e sigaro, unghie smaltate e pellicce, dichiarazioni che anni dopo verranno lette con lo stato di confusione stilistica all' interno della band che sbandierava invece la propria libertà di scelta. L'album contiene anche buoni pezzi, anche belli tosti, ma è tutto l'universo Metallica e quello che ci stava intorno a spaccare un pò il cazzo. I mostri sacri perdono Halford alla voce, i Maiden come gruppo infallibile, i Metallica come delle grandi puttane, e si affacciano i pregievoli Korn dei primi due album (Ma dopo per carità......), il tanto odiato grunge si esaurisce ed è un altra grave perdità perchè ultimo baluardo di un rock vero e genuino, il live acustico degli Alice in Chains è li a testimoniarne il funerale (anche se la chiusura ufficiale secondo me arriverà con Euphoria Morning di Chris Cornell del 1999) e si fa strada una delle scene piu plastificate e inconcludenti che il rock abbia mai conosciuto: il new Metal che si sostenta sul solito riff sulla solita settima corda e i soliti "fischietti" del feedback.Inizia a tornare di moda l'acido, le pasticche e la fusione dei metal head con l'ambiente dei Rave...UNA MERDA TOTALE. Certo, escono ancora molti album interessanti e gratificanti in campo strettamente Metal, le uscite ci sono, e sotto certi punti di vista il metal in senso stretto tornerà ad essere piu di nicchia dopo la sbronza di popolarità, Ma di capolavori in sequenza nemmeno a parlarne, album buoni e piacevoli si, ma nessun capolavoro, anche perchè l'atmosfera intorno non è delle migliori. Si affaccia Internet piano piano, porterà cose positivissime ma anche l'ennesimo repentino cambiamento nei costumi, iniziando a scalfire quelle certezze su cui la scena si fondava. Sono gli anni degli odiatissimi (da me) Stratovarius, degli indigesti Nevermore...era questa la roba emergente?? per carità... per le altre amare cartucce aspetterò il 1998/1999
AL
Giovedì 13 Marzo 2014, 11.11.02
4
solito articolo ben curato di Rino! ormai i complimenti si sprecano... del 96 mi ricordo 2 soli album veramente scadenti: Load e quello di Bruce Dickinson. album invece spettacolari ce ne furono tanti. Mercyful fate grandioso! rage, grave digger e soprattutto Iced earth li ho consumati. e poi Louder than hell, scadente rispetto ai loro capolavori, ma disco che mi prende sempre un sacco! Number one, Gods made hm, courage... dei miti!
Vitadathrasher
Giovedì 13 Marzo 2014, 8.11.35
3
L'inizio della fine......Passato il 95 con la delusione Maiden che sancì per quanto mi riguarda la morte creativa della band, passa un anno e mi ritrovo quella dei Metallica: Il disco lo rivendetti facilmente dopo poco più di due settimane, non lo sopportavo proprio, la musica, il cambio della font, la copertina, il taglio dei capelli, il trucco......finiti anche loro a livello creativo...l'anno dopo, il 97, tocca ai Megadeth. Invece, grande sorpresa furono i Nevermore, una delle migliori band degli anni 90.
Sambalzalzal
Giovedì 13 Marzo 2014, 8.00.14
2
Grande Rino@ come sempre, quoto Radamanthis@! Secondo me questo 1996 fu un altro gran bel periodo in fatto a pubblicazioni. Mi esaltarono i lavori di helloween, manowar, grave digger, Rage e Iced Earth con Dark Saga che ancora oggi rimane uno dei miei albums preferiti! Ricordo tutto il bordello che si venne a creare intorno a Load dei Metallica, in special modo la storia del Metallitrain pompata a livelli incredibili ed inusitati da Metal Shock. Ricordo tutte le discussioni con altri fans di vecchia data dei Metallica, tra chi era a favore ed entusiasmato della loro nuova svolta e chi non ne voleva proprio sapere. A me piacque parecchio e la prima cosa che pensai fu "questi non fanno finta, se ne fregano veramente!" ahahahahah. Altro bell'album fu Refresh The Demon (Rinfresca il Demone!) Nevermore, Stratovarius. Non so cosa ci aspetterà nella seconda parte ma vorrei citare anche Maleficium degli svedesi Morgana LeFay, quello fu uno degli albums più belli di quell'anno e ricevette ovunque buoni consensi, peccato furono in pochi quelli che poi si misero alla scoperta dei lavori precedenti ed al seguito della band. Fu anche questo il periodo in cui i Manowar iniziarono a raccogliere un sacco di attenzioni nella stampa di settore italiana. Si passò dalle notizie degli anni precedenti date a spizzichi e a bocconi ai paginoni e agli speciali. Flash, metal Shock, Metal Hammer, erano ovunque! E certo che Louder Than Hell è un gran bel disco ma penso che sia stata proprio questa gloria un po' postuma ad averli affossati. Visto il successo riscosso a causa di questo album che era alla fine un po' più alla portata di tutti dei precedenti (sia per tematiche e sia per impatto dei pezzi) iniziarono con i tour mastodontici e le raccolte live + dvd senza sforzarsi più di tanto per comporre lavori validi e comparabili agli antichi fasti. Una frase come quella che disse Adams "'Il fatto è che più vai avanti nella tua carriera e più tempo ti serve per scrivere canzoni valide e originali" oggi a distanza di TANTI ANNI e considerata l'ultima uscita mi fa abbastanza ridere!
Radamanthis
Giovedì 13 Marzo 2014, 0.31.41
1
Il sempre lodevole lavoro di Thrasher qui deve fare i conti con un'annata non certo indimenticabile...album di qualità elevatissima come Time of the oath (uno tra i migliori ancora oggi dell'era Deris...), Episode (fenomenale, consumato a furia di ascolti) e Tunes of war (con certi dischi si impara la storia, altro che i libri di scuola...) ma soprattutto End of all days (basta ascoltarlo...non servono commenti....) che si alternano a dischi abbastanza mediocri (Load con i 4 cavalieri dal look improponibile...e non solo il look..., Angry machine non cero a livelli di altre gemme a firma RJD, The dark saga lontano parente di capolavori di Schaffer e Barlow, i due a firma King Diamond). Poi i Manowar con un disco di grande appeal ma soprattutto alla luce di ciò che fecero poi...(oggi preghiamo Odino per dischi come quello a firma DeMaio e soci). Il resto trascurabile direi....Che dire...un'annata da 6,5 ma dal mondo del metal uno vorrebbe molto di più...
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