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SODOM + ASPHYX + GUESTS - Demodè Club, 15/03/2014, Bari (BA)
19/03/2014 (3147 letture)
UN PIACEVOLE PRE-CONCERTO
Nuovo interessante evento che vede Bari protagonista, con la Rockcult che propone una serata con un bill composto da una nutrita serie di gruppi locali e non, oltre ai protagonisti assoluti: Asphyx e Sodom. Per quanto riguarda lo scrivente, partenza intorno alle dieci del mattino, tempo clemente e compagnia giusta; le premesse per una bella giornata di sano metal ci sono tutte. Viaggio che procede senza alcun intoppo sino a destinazione, dove giungiamo intorno alle 16,30, quando sul posto stazionano ancora solo gli addetti ai lavori. Dopo aver testato lo spirito organizzativo di un nostro amico partito in solitaria dalla Sicilia con il solo conforto di un frigo portatile, una ventina di birre da mezzo litro e qualcosa da mangiare (Catania rulez, non c'è niente da fare) e dopo esserci coscientemente applicati nell'assottigliare le sue vettovaglie, accediamo all'interno del Demodè. Tutto ciò non prima di incontrare il secondo esponente di Metallized giunto a Bari e col quale, come state per leggere, ho diviso le impressioni sulla manifestazione pugliese: Francesco Lariccia "Precision 88", al quale lascio la parola per la descrizione della prima parte della serata.

Per fortuna questa volta siamo riusciti a fare una trasferta a ritmi umani, con un appoggio a metà strada tra Roma e Bari che ci è stato quanto mai utile. Partiamo subito dopo pranzo e arriviamo davanti al Demodè in perfetto orario. Ritardiamo di qualche minuto l’ingresso al locale a causa del fatto che la politica dello stesso non prevede di introdurre bevande all’interno, pertanto finiamo le nostre birre ed entriamo. Arriviamo nella sala dove è allestito il palco e troviamo già all’opera gli Human Devastation che stanno per cominciare. Una premessa è d’obbligo: i giudizi sulle band di supporto sono tutti espressi con riserva, data la pessima acustica che ha penalizzato loro e reso impossibile a noi capire chiaramente quanto stava avvenendo. Il volume eccessivamente spinto per una sala pressoché vuota, ha creato un marasma totale, rendendo praticamente impossibile percepire tutte le frequenze medio basse. Detto ciò, andiamo ad analizzare le prestazioni dei gruppi:

HUMAN DEVASTATION
Alle 18:00 in punto entrano in gioco gli Human Devastation band barese con all’attivo un demo pubblicato durante lo scorso anno. Dal palco arriva una carica di aggressività notevole, il mood che esprimono è pregno di cattiveria e rabbia. A livello tecnico possiamo parlare di una buona prestazione, i brani non sono particolarmente infarciti di tecnicismi, ma le parti sono eseguite con una precisione più che accettabile. Il difetto, se così lo vogliamo chiamare, è da ricercare nel modo di stare sul palco, molto statico e poco coinvolgente. Questo però ha diverse scusanti, in primis la sala semivuota che di certo non aiuta. Probabilmente anche la mancanza di esperienza nei live di questo genere, data anche l’età media non certo alta, potrebbe aver avuto un peso. Possiamo parlare di una prestazione sicuramente buona per una band emergente.

MOTHERLY SIN
Alle 18.35, trascorso il tempo tecnico per il cambio palco, vediamo salire un’altra band del luogo, i Motherly Sin. Band attiva da ben 14 anni, anch'essa con un demo alla spalle e diverse presenze nei festival. Anche in questo caso possiamo parlare di una buona prestazione tecnica, ma i brani soffrono di scarsa varietà e il tutto risulta abbastanza piatto. Di questo possiamo senza dubbio incolpare l’acustica, ma allo show è mancato quel qualcosa che gli avrebbe permesso di prendere il volo. L’impegno c’è stato, la preparazione dei singoli anche, l’esperienza non manca, ma qualcosa difetta in fase compositiva. Non è presente quella caratteristica in più che li differenzia dal resto della scena, rendendoli una buona realtà, che però non eccelle.

SYMBOLYC
Dopo 10 minuti esatti dalla fine della precedente band, ecco pronti i partenopei Symbolyc. Attivi anche loro da più di 10 anni, possono vantare un full length e sono in procinto di registrarne un secondo. La prestazione è sicuramente di buon livello e mostra un riffing molto interessante con un sapore di death nordico, anche se questo aggettivo può suonare strano attribuito una band del sud. Ottima precisione ritmica condita da una copiosa dose di aggressività. Prestazione di buon livello, particolarmente danneggiata dall’acustica.

NEKA
Sono quasi le 20:00 quando sul palco salgono i foggiani Neka. La band può vantare un tasso tecnico invidiabile, potenza, velocità e precisione sono senza dubbio le migliori frecce al loro arco, peccato per la eccessiva somiglianza con gli americani Cannibal Corpse che svilisce un po’ la loro eccelsa preparazione. Per loro possiamo tranquillamente parlare di una ottima prestazione, anche in questo caso penalizzata fortemente dall’acustica che ha reso praticamente incomprensibile quasi tutto il lavoro di accompagnamento che era percepibile come un unico pappone di suono.

HOUSEBREAKING
Di estrazione thrash/death e proveniente da Cassino, la band ha proposto un set quadrato, pur non molto originale. Davanti ad un pubblico ancora esiguo, i cinque hanno cercato di mediare alla gente la loro proposta con una certa convinzione, puntando sul groove che dovrebbe essere il loro marchio di fabbrica. L'impatto del loro concerto è stato purtroppo limitato da un settaggio del basso poco indovinato, che tendeva a sovrastare le chitarre, con le conseguenze che si possono facilmente intuire. Da riascoltare in condizioni tecnicamente migliori e pubblico che, comunque, ha complessivamente abbastanza apprezzato.

ONICECTOMY
Suoni più brutal(i) per gli Onicectomy, i quali, contando sia su un impianto musicale molto pesante, sia sul fatto che giocavano in casa (i ragazzi sono proprio di Bari), hanno ottenuto un responso comprensibilmente più partecipato da parte della sala. La gente, infatti, oltre ad essere nel frattempo aumentata di numero, seppur non di moltissimo, ha cominciato a fornire un pogo relativamente continuo, manifestando di apprezzare la band. In questo caso suoni complessivamente accettabili, pur non esenti da qualche pecca, ed originalità che non è la qualità migliore del gruppo, ma anche un certo divertimento nel suonare che si è ben trasmesso alla gente. Alla fine, trattandosi di un live, si tratta di un risultato importante.

TALES OF DELIRIA
Forse il gruppo più interessante tra quelli "di contorno", i Tales of Deliria si sono dimostrati aggressivi, scenici, tecnicamente interessanti e, nonostante qualche problema di suono non abbia risparmiato nemmeno la loro esibizione, decisamente performanti. Su una base thrash irrobustita da influenze death nord-europee, il cantante Vittorio Bilanzuolo ha fisicamente occupato lo stage, dimostrando una certa presenza scenica e capacità di coinvolgere. Proponendo alcuni pezzi tratti dal recente Beyond the Line e pur non essendo nemmeno loro il top dell'originalità, i ragazzi sono risultati la band più intrigante della prima parte della serata.

CANCRENA
Sala che ormai offre un bel colpo d'occhio, con un buon numero di persone ad affollarla, quando sul palco salgono i Cancrena. Thrash metal con un bel groove nel segno dei mostri sacri del settore, attitudine ed esperienza sono le qualità che hanno messo sul piatto i ragazzi di Barletta. Buono il lavoro degli strumentisti ed aggressiva la prova di Frank alla voce. Non mi sbilancio ulteriormente, in quanto non ho potuto seguire il totale della loro esibizione per motivi "mangerecci" e perchè, nel frattempo, ho avuto modo di farmi un paio di birre con gli Asphyx, allegramente a passeggio in attesa del loro turno, ma buone sensazioni su di loro. Tuttavia, la gente non aspetta altro che i due gruppi principali, spazio dunque agli

ASPHYX
Sono circa le 23:00 quando un suono enorme di chitarra ci annuncia che gli olandesi stanno preparandosi a scatenare l’inferno. Difatti rientriamo subito in sala mentre stanno effettuando il soundcheck e ci andiamo a posizionare sotto palco. Le note angosciose di The Quest For Absurdity ci preparano alla guerra che sta per scatenarsi, esattamente come tutto ebbe inizio nel lontano 1991 la violenza di Vermin esplode nel Demodè. Il muro di suono prodotto è impressionante esattamente come l’intensità della prestazione di Van Drunen e compagni. Forse la sala piena contribuisce all’assorbimento dei suoni, ma al contrario di quanto avvenuto in precedenza l'acustica è asciutta e pulita e tutte le frequenze sono ben definite, il che ci permette di goderci uno spettacolo unico. Quasi senza soluzione di continuità eseguono Scorbutics, una delle tracce più riuscite dalla penultima fatica. L’alternanza di parti veloci a quelle più doom, si ripercuote sul pubblico, che a sua volta alterna il pogo selvaggio all’headbanging lento e cadenzato. Queste “pause” permettono alla folla di riprendere fiato per ripartire con tutta la violenza possibile nella successiva accelerazione. La setlist prosegue incentrandosi sugli ultimi due album e verso il finale, su The Rack e Last One on Earth. Purtroppo il tempo a loro disposizione è limitato e dopo poco più di un'ora sono costretti a scendere dal palco, lasciandoci però più che soddisfatti da una prestazione assolutamente maiuscola, perfetta sia dal punto di vista tecnico che emozionale. L'effetto è ancor più sconvolgente, se consideriamo che abbiamo assistito forse alla prima apparizione della new entry (alla data del concerto non ancora ufficializzata) Stefan "Tormentor" Hüskes, che mai avremmo potuto considerare un nuovo elemento, dato il perfetto amalgama trovato con la band. A fine concerto gli Asphyx si sono fermati con noi a bere e scherzare, firmando autografi e facendo foto con i presenti.

SETLIST ASPHYX
1. The Quest For Absurdity
2. Vermin
3. Scorbutics
4. Deathhammer
5. MS Bismarck
6. Death The Brutal Way
7. We Doom You To Death
8. Wasterland of Terror
9. Forgotten War
10. The Rack
11. Last One On Earth


SODOM
Non era facile salire sul palco dopo un'esibizione così devastante e contemporaneamente divertente come quella degli Asphyx, ma un gruppo col curriculum vitae e l'esperienza che possono vantare i Sodom, si è permesso di farlo con una certa tranquillità. Il loro set è stato -e non era lecito aspettarsi nulla di diverso- una corsa folle attraverso lustri e lustri di una carriera che li ha portati da piccola band underground a realtà mondiale, punto di riferimento per la scena thrash più cruda. Inutile parlare dei singoli pezzi (la scaletta ufficiale, peraltro, è stata stravolta), quel che più conta è che il concerto, iniziato con un leggero ed accettabile ritardo, è stato all'altezza della loro fama. I due ventilatori piazzati vicino ai monitor cominciano subito a far sventolare i capelli di Tom Angelripper e Bernemann, mentre Makka si piazza dietro quelle pelli che continuerà a picchiare forsennatamente per tutta la serata, senza soluzione di continuità. Angelripper (il quale indossa una maglietta di uno dei suoi gruppi preferiti: i Tank) si sposta spesso sul palco, sfruttando due dei tre microfoni piazzati allo scopo, in maniera similare alla disposizione on stage dei Destruction. Col tempo, alcune birre corrono dal palco verso il pubblico, col bassista/cantante il quale, utilizzando i fotografi sotto il palco, provvede a dissetare qualche fortunato in prima fila. Lo show si snoda attraverso alcuni dei pezzi più devasanti ed attesi e quelli più recenti: Outbreak of Evil, Burst Command, Proselytism Real, The Art of Killing Poetry, I'm the War, Blasphemer, le osannate Agent Orange e Sodomized, poi Remember the Fallen e In War and Pieces, giusto per dare un'idea del tutto. Dall'ultimo Epitome Of Torture la scaletta ufficiale prevedeva l'estrazione di My Final Bullet, S.O.D.O.M., Epitome Of Torture, Stigmatized e Into the Skies of War. Da notare anche l'esecuzione della classica cover di Iron Fist dei Motorhead, risultata anche questa molto divertente. Qualcuno cerca di scavalcare le transenne per salire sul palco, un paio di questi palesemente ubriachi. Gli addetti sono costretti ad intervenire, ma senza nessun particolare problema, se non per gestire il disappunto per un paio di birre in bottiglia sequestrate per motivi di sicurezza. Concerto che termina poco oltre le due del mattino, dopo un paio di bis e con la gente più che soddisfatta sia di loro, che della serata in generale. Nota stonata, pur nel contesto delle sonorità tipiche dei Sodom: il basso di Tom, assolutamente troppo alto e distorto. Concerto del quale rimangono in mente essenzialmente due cose, ossia la grandissima carica da parte di gente sulla breccia da un così alto numero di anni ed il divertimento col quale suonano, cosa che li ha accomunati, almeno in parte, con gli Asphyx. Come quasi sempre accade in questi casi, non si può come rilevare per l'ennesima volta come gli assenti abbiano avuto torto.

SETLIST UFFICIALE SODOM
1. Final Bullet
2. An Eye for an Eye
3. Outbreak of Evil
4. M-16
5. S.O.D.O.M.
6. Burst Command
7. Proselytism Real
8. The Art of Killing Poetry
9. I'm The War
10. Among the Weirdcong
11. The Vice of Killing
12. Blasphemer
13. Stigmatized
14. Agent Orange
15. Sodomized
16. Ausgebombt
17. Into the Skies of War
18. City of God
19. Remember the Fallen
20. Sodomy & Lust
21. In War and Pieces

---- Encore ----

22. Bird/Saw
23. Stalinhagel


TANTE ORE DI SANO, DISTRUTTIVO DIVERTIMENTO
Note positive per l'organizzazione, con la serata che si è svolta rispettando gli orari, in una atmosfera di grande divertimento e con una buona partecipazione di pubblico. Per ciò che attiene al bill, possiamo ritenere complessivamente abbastanza interessante il lotto dei gruppi spalla, con la riserva del suono poco comprensibile che ci riporta a valutazioni analoghe espresse in altre occasioni circa la regolazione dei volumi, che nessuna legge impone di alzare al massimo, specie in sale grandi ed ancora semi-vuote. Se questo semplice dato di fatto venisse compreso da fonici e gruppi, molti concerti risulterebbero più fruibili. Per quanto riguarda le due band principali, alcune cose vanno aggiunte. Se da parte dei Sodom, lo spettacolo offerto era in un certo senso atteso, quello degli Asphyx è stato decisamente superlativo. Il gruppo di Onkel Tom è ancora in grado di dare parecchi punti alla gran parte della concorrenza, dimostrando buona forma, voglia di suonare e rispetto per la gente che li viene a sentire. Gli Asphyx, però, hanno trasmesso davvero un entusiasmo, una voglia di condividere con la gente le emozioni che la musica produce ed una voglia di comunicare che molto raramente ho potuto riscontrare. Inoltre, cosa che non guasta affatto, non hanno eretto barriere di sorta con la gente, sedendosi molto tranquillamente ad un tavolo del locale e lasciandosi avvicinare da chiunque ne avesse voglia, tanto che un paio di sorsi di birra insieme li ha trangugiati anche il vostro cronista, con i musicisti molto interessati al fatto che della serata sarebbe stato scritto un report. Sembra una cosa scontatissima, ma non tutti sono così disponibili e non a tutti piace condividere il contorno di un concerto con i propri fans. La cosa, poi, si è manifestata con grande evidenza on stage, con un concerto davvero, ma davvero coinvolgente e su un piano di parità concettuale con la gente, rendendo il tutto memorabile, pur nel tempo più ristretto naturalmente concesso loro rispetto agli headliners. Alla fine della fiera, i soliti saluti, i soliti abbracci, l'appuntamento per i prossimi eventi e tanti, tanti chilometri di autostrada per rientrare a casa. Distrutti, ma non vedendo già l'ora di ripartire.


Report di Human Devastation, Motherly Sin, Symbolyc, Neka, Asphyx e seconda parte dell'introduzione a cura di Francesco Lariccia "Precision88"
Report di Housebreaking, Onicectomy, Tales of Deliria, Cancrena, Sodom, prima parte dell'introduzione e conclusioni a cura di Francesco Gallina "Raven"

Foto di Carmelo Currò



Nuclear Frank
Venerdì 21 Marzo 2014, 9.18.59
6
quando i SODOM hanno eseguito 'Agent Orange' si è scatenato un pogo ultra feroce...che emozione...che serata indimenticabile \II/
Raven
Venerdì 21 Marzo 2014, 8.59.21
5
Infatti è riportato nel report che la scaletta è stata stravolta e la dicitura riporta: "Setlist Ufficiale".
Nuclear Frank
Giovedì 20 Marzo 2014, 23.18.33
4
da fan ultra sfegatato dei SODOM, che per giunta ha avuto l'onore di farsi autografare l'intera discografia dallo zio Tom, tendo a precisare che il set list dei SODOM in realtà ha incluso i seguenti pezzi, che vi elenco in maniera non ordinata: - My final bullet, - outbreak of evil - surfin' bird / the saw is the law - fuck the police - an eye for eye - ausgebompt - sodomy and lust - burst command till' war - in war and pieces - city of god - remember the fallen - blasphemer - bloody corpse - iron fist (con tanto di dedica a Lemmy) - stigmatized - into the skies of war - proselytism real - agent orange - stalinorgel / bombenhagel
pasticcius
Giovedì 20 Marzo 2014, 13.48.59
3
Napolecani! SymbolYc...ahahah
Raven
Giovedì 20 Marzo 2014, 10.04.36
2
Il nome della band sarà modificato nel minor tempo possibile, ci scusiamo per l'errore e grazie per la segnalazione. Per le foto, puoi controllare il profilo fb dell'autore.
Sox_Symbolyc
Giovedì 20 Marzo 2014, 10.00.08
1
Ciao ragazzi qui Sox dei SYMBOLYC grazie per il report volevo chiedervi se avevate altre foto dell' evento da poterci inviare ..e se era possibile aggiustare il nome della band SYMBOLYC..un saluto \mm/
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SODOM + ASPHYX + GUESTS
Demodè Club, 15/03/2014, Bari (BA)
 
 
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