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TRAFFIC CLUB - ROMA

PRIPJAT - Unica Regola: Thrash!
23/03/2014 (2922 letture)
Posta al confine tra Ucraina e Bielorussia, la città di Pryp'jat' fu frontalmente colpita dalla drammatica esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, il 26 aprile 1986. Da allora è una città fantasma, nella quale tutto è rimasto come nel giorno della tragedia: solo lo sciacallaggio ha in parte modificato gli interni delle abitazioni, anche perché le radiazioni si sono insediate ovunque, in ogni oggetto, rendendo altamente rischioso il contatto. La ruota panoramica, al tempo nuova di zecca, troneggia sulla città con un'aura spaventosa e fatiscente, quasi come a fungere da monito a chi tentasse di avvicinarsi senza una guida preparata ed esperta. Il nome della cittadina ucraina funge da ispirazione per quattro ragazzi di Colonia, Germania, che nel 2011 assemblano la prima incarnazione, appunto, dei Pripjat, nuova promettente realtà del thrash metal continentale.

The Thrasher: Ciao ragazzi, benvenuti su Metallized. Prima di tutto, vi andrebbe di presentare la vostra band ai nostri lettori? Sembrate molto giovani, potreste raccontarci quando vi siete conosciuti e come è nata la band?

Eugen Lyubavskyy: Ahoy amigos! Grazie molte per averci dato uno spazio per parlare di musica. La storia della nostra nascita è allo stesso tempo stereotipata e speciale. Kirill e io ci siamo conosciuti ad una festa e abbiamo deciso di fondare una thrash metal band con le palle e lo spirito dei grandi modelli. Siamo stati cresciuti con tutta quella merda core senza anima, che ha investito l’underground da anni. A noi piace qualunque tipo di musica, ma ci manca l’onestà delle giovani band, la voglia di distruggere lo stage e non preoccuparsi dei soldi o di correre dietro alle pollastrelle. La parte speciale a proposito di me e Kirill è che veniamo entrambi da Kiev, Ucraina, ma ci siamo conosciuti per la prima volta a Colonia. Lui e Bobo (il batterista) suonavano insieme sin da quando erano ragazzi. Michi è arrivato dopo qualche concerto ed ecco come i Pripjat sono nati.

The Thrasher: Impossibile non notare il vostro monicker, che si rifà al nome della città fantasma di Pryp'jat', in Ucraina, situata nella zona adiacente alla famigerata centrale di Chernobyl. Tale scelta è riconducibile alle origini ucraine tue e di Kirill? Ce ne volete parlare?

Eugen: In realtà avevamo pensato anche a Nuclear Chainsaw come possibile nome, ma c’è già una band thrash italiana che si chiama così (naturalmente!). I metallari sono gli stessi in tutto il mondo (ride), Pripjat era uno dei miei suggerimenti e i ragazzi lo hanno amato. La catastrofe di quel reattore ci colpì duramente allora. Io sono nato nel 1986 solo un mese dopo il disastro. Nessun super potere però, anche se ci stiamo ancora provando (ride). Pripjat è un buon nome per noi: rappresenta la nostra origine ed ha un significato profondo. L’interesse per il nucleare non è solo un’immagine: ha influenzato in maniera significativa la nostra vita. Kirill conosce molto bene ciò di cui sta urlando.

The Thrasher: Se non erro, la città di Pryp'jat' è tutt'ora visitabile da turisti accompagnati da una guida specializzata; voi ci siete mai stati di persona?

Eugen: Sì, è la verità. Non ci sono mai stato ancora. Stavo per andare, ma a causa degli eventi che stanno accadendo in Ucraina temo che ci vorrà un bel po’ adesso.

The Thrasher: I temi trattati nelle liriche del vostro disco si incentrano dunque sul terribile disastro nucleare di cui abbiamo detto; vi va di illustrarci sinteticamente i contenuti delle varie composizioni?

Eugen: Io scrivo la maggior parte dei testi e la maggior parte finisce per riguardare argomenti politici. È la maniera di tirare fuori tutta la merda dalla mia mente, i media ci nuclearizzano ogni giorno con delle immagini terribili. La grande maggioranza sono stronzate, non mi fido affatto dei media pubblici. Voi ragazzi in Italia dovreste sapere di cosa sto parlando, a causa delle televisioni controllate dal governo e cose del genere. Quindi le canzoni sono la mia valvola di sfogo per la rabbia. Noi suoniamo musica aggressiva e dovevo scrivere comunque dei testi aggressivi per le nostre canzoni. Gli argomenti comunque sono disparati: Liquidators parla delle persone che sono morte mentre tentavano di sistemare le cose a Tschernobyl. Destruction Manifesto è ispirato dal documentario Heavy Metal Made in Baghdad. Quei ragazzi hanno vissuto in guerra per decenni, per loro la musica era più potente e importante delle armi da fuoco. Questa è vera dedizione! Qui in Europa le persone preferiscono lamentarsi piuttosto che cambiare quello che non piace loro. Gli altri ragazzi delle band scrivono di cose più divertenti: Toxic parla del divertimento di suonare on stage o anche di come pugnalare le spie con un cucchiaio affilato (Snitches Get Snitches). Ci divertiamo un sacco assieme e le cose non sono sempre così serie come potrebbe apparire dalla copertina dell’album, ma essa era perfetta per il disco!

The Thrasher: Passiamo all'aspetto musicale in sé e dedichiamoci al vostro esordio discografico. Ascoltando il vostro disco si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un thrash metal violento, veloce e senza orpelli; ma al contempo si denotano strutture ben arrangiate e talvolta persino qualche abbozzo di melodia, sintomo dunque di una certa maturità compositiva. Vi ritrovate in questa analisi?

Eugen: Assolutamente! Abbiamo una sola semplice regola: THRASH! Ma questo tipo di musica può essere anche così diversificato! Se ascolti i vecchi Sepultura, qualcosa dei Megadeth o degli Overkil: è tutto thrash, ma c’è un mondo intero tra i rispettivi sound. E questo è ciò che facciamo, prendiamo tutto ciò che ci piace di questa musica e le mettiamo assieme. Se qualcuno dice questo pezzo suona come un qualcosa degli Slayer noi diciamo "thanks, dude!" Non vogliamo suonare prog thrash (ride)! Il nostro lavoro è far ubriacare e rendere felici gli headbangers. E noi facciamo un buon lavoro.

The Thrasher: Il vostro suono è veemente e concitato: quali sono gli elementi che scatenano la rabbia dei Pripjat? Cosa vi fa incazzare così tanto?

Eugen: Potresti fare un disco basato sulle notizie della sera ogni giorno. Questo mi fa arrabbiare. Non solo quello che dicono, anzi, soprattutto quello che NON dicono. Ma non siamo dei frustrati: siamo solo degli amici che si divertono. La nostra musica è uno strumento per creare qualcosa di positivo dalle brutte cose. Quando Kirill canta i miei testi a proposito dell’Ucraina e ci sono così tante persone completamente diverse di fronte al palco che sentono tutto e scatenano l’inferno, è incredibile. La connessione tra le persone è quello che la musica rappresenta per me.

The Thrasher: Durante l'ascolto del full-length ho trovato irresistibili i pezzi più veloci come Destruction Manifesto o Toxic, ma anche Born to Hate è una gran bella mazzata; invece per voi quali sono i brani migliori o quelli che preferite?

Eugen: Non ho canzoni preferite. Amiamo molto questo disco e ne siamo orgogliosi al massimo! Questa è la prima volta per ciascuno di noi che pubblichiamo la nostra musica. Siamo parte del mondo del metal adesso e questo è fottutamente meraviglioso. E poi le canzoni sono così diverse tra loro che non riesco a sceglierne una e lo stesso vale per tutti gli altri. Scriviamo solo quello che vorremmo sentire come fan.

The Thrasher: Il suono del vostro disco è abbastanza nitido e pulito, molto preciso; come è avvenuta la scelta degli studio nei quali incidere l'album?

Eugen: Non abbiamo usato alcuno studio per l’album: solo le tracce di batteria sono state registrate in studio da noi. Tutta la registrazione, il mixaggio e il mastering sono opera di Kirill. È meraviglioso e sono sicuro che la tua domanda lo farà davvero felice. Lui ha registrato anche il demo Liquidators che fu il suo primo tentativo di sound engineering e adesso l’album. Ha un sacco di talento. Sons of Tschernobyl è stato creato da noi e solo da noi. Oggi come oggi una band deve combattere più che mai se vuole farsi notare. Stare seduti sui nostri culi ad aspettare la fama è la cosa più stupida che potremmo fare! È sempre una cosa del tipo fai da te per noi, in tutti i sensi.

The Thrasher: La scelta di includere una versione in lingua russa di Liquidators è un omaggio che avete voluto tributare ai vostri fan o pensavate che il russo si adattasse in particolare a quella canzone? Scriverete altre canzoni in quella lingua?

Eugen: Liquidators è stata la nostra prima vera canzone e l’argomento si presta ottimamente ad essere cantato in russo. Vogliamo tributare il nostro rispetto ai Liquidators. Sono dei veri eroi, guardate qualcuno dei documentari su youtube dedicati a loro. Non so se scriveremo altre canzoni in russo, ce lo dirà il prossimo disco (ride).

The Thrasher: L'interpretazione vocale del vostro cantante mi è sembrata meno comune, potrei fare una similitudine con quella di Schmier dei Destruction: c'è qualche vocalist particolare al quale Kirill si è ispirato?

Eugen: (Ride) Ognuno ci sente qualcosa di diverso. Mille, Tom Araya, Schmier Tutti ottimi complimenti, direi. Naturalmente lui è stato influenzato da loro in un modo o nell’altro, ma non cerca in particolare di assomigliare a qualcuno. È solo il modo in cui le cose vengono fuori, quando apre la bocca. Le voci nel thrash sono spesso da prendere o lasciare. A me piace moltissimo il suo tono isterico!

The Thrasher: Il vostro sound ricorda molto proprio quello dei Destruction: possiamo considerare i tedeschi come la band a cui vi avvicinate di più?

Eugen: Non credo. In realtà, sono l’unico della band che ama i Destruction. Tutti noi abbiamo degli artisti preferiti: Bobo e Kirill sono dei fanatici degli Slayer (Bobo può indovinare il titolo di una qualunque canzone degli Slayer dopo averla sentita per quattro secondi). Michi invece ama maggiormente Pantera e Testament.

The Thrasher: Soprattutto negli assoli di chitarra, ricordate da vicino anche gli Slayer; quanto siete debitori della band di Los Angeles e quali suoi dischi vi hanno ispirato maggiormente? Curiosità personale, visto che siamo in tema: cosa ne pensate della morte di Hanneman, dell'addio di Lombardo e della scelta della band di continuare l'attività senza di loro?

Eugen: Mi piacciono moltissimo gli Slayer. Ma non quanto a Bobo e Kirill: per loro, gli Slayer sono DIO. Gli assoli selvaggi nel nostro disco sono ispirati da loro, naturalmente, ma abbiamo anche molti soli melodici e bluesy. Non cerchiamo di copiare, siamo solo aperti all’ispirazione. La perdita di Jeff Hanneman è veramente tragica. Lui era un elemento fondamentale della band. Molte persone pensano a Kerry King quando si tratta degli Slayer, ma Hanneman era il vero songwriter. È anche molto triste che Lombardo sia fuori, il suo modo di suonare è incredibile. Ma sono ancora gli Slayer, credo che andrò ad un loro show e mi farò un’opinione solo allora.

The Thrasher: Vorrei chiedervi anche qualcosa a proposito della scena thrash in Germania. Avete ascoltato gli ultimi album di Destruction, Kreator e Sodom? Cosa ne pensate? Cè qualche altra thrash band tedesca che vi piace?

Eugen: Ho ascoltato solamente l’ultimo disco dei Kreator, se devo essere sincero. È allucinante l’evoluzione che la band ha avuto dai vecchi tempi quando riuscivano a malapena ad andare a tempo per dieci secondi. Per i miei gusti è un po troppo dolce, ma mi è piaciuto Phantom Antichrist. I Kreator sono fantastici. Parlando della scena thrash in Germania, non conosco molte nuove band. Ci sono Final Depravity, Dust Bolt, Polaris. Ma sono tutte abbastanza piccole e non c’è una vera scena connessa. I tedeschi hanno perso la loro dedizione. Ho spesso la sensazione che stiano lì a guardare per la maggior parte del tempo quello che NON gli piace in una band. Naturalmente, abbiamo un sacco di amici nelle altre band di Colonia e cerchiamo di supportarci gli uni con gli altri. È solo divertimento, non per cercare di essere migliori. I gruppi dovrebbero cominciare a ricordarsi questo!

The Thrasher: L'attività live è sempre fondamentale per testare l'abilità di una band. Avete la possibilità di suonare spesso dal vivo in Germania? Promuoverete l’album con un tour?

Eugen: Cerchiamo di suonare il più spesso possibile e, per essere sinceri, la nostra musica appartiene al palco prima di tutto. Tutto il sudore, l’adrenalina, il moshpit... dal vivo è l’unico posto dove puoi realmente sentire i Pripjat. Abbiamo suonato in qualunque situazione: sotto un ponte con un generatore elettrico, in uno strip club, in locali e nei festival. Non ci interessa veramente se il pubblico è affamato, noi lo siamo sempre! (ride). E sì, andremo in tour ad aprile. Due settimane: Germania, Svizzera, Repubblica Ceca, probabilmente Francia, non ne sono ancora sicuro. Ma siamo eccitati! Tutto questo è davvero un sogno. Siamo dei metalheads e questo significa tutto per noi.

The Thrasher: Avete già scritto materiale nuovo per il successore di Sons of Tschernobyl?

Eugen: Certo, lo facciamo sempre. Non c’è motivo per fermarsi adesso. E posso già dirvi che il nuovo album sarà diverso. Non so esattamente quanto, dato che non abbiamo ancora moltissimo materiale pronto, ma stiamo cercando di definire il nostro stile ancora di più. Quindi, vedremo cosa ne verrà fuori. Garantisco comunque che sarà headbang-friendly!

The Thrasher: Conoscete qualche band italiana? Siete mai stati nel nostro Paese?

Eugen: Sì, abbiamo degli amici nei Burning Nitrum. Non ci siamo mai incontrati, ma quei ragazzi sono dei grandi: giovani e affamati. Spero che ci troveremo in tour un giorno. Naturalmente conosco Lacuna Coil, Fleshgod Apocalypse, Graveworm e così via. Non mi piace moltissimo il symphonic power metal che è quello per cui gli italiani sono conosciuti. Mi domando perché non ci siano molte band thrash: avete un sacco di sole laggiù, questo fa venire sete di birra e inevitabilmente questo conduce al thrash (ride).

The Thrasher: Uno dei vostri motti dice così: 'You can only play metal credibly if you love and live it'. Vi va di aggiungere qualcosa a proposito?

Eugen: Come ho detto prima, noi non fingiamo niente. Facciamo quello che amiamo e le persone lo sentono. Non abbiamo nessuna stupida immagine o rituali folli. Noi siamo solo alcuni ragazzi abbastanza fortunati da non morire di fame o da vivere in una zona di guerra. È un privilegio fare musica. E siamo anche dei fan! Tre di noi vivono assieme e ascoltiamo metal di continuo. Non solo in realtà, siamo interessati a tutti i tipi di musica, ma l’heavy metal è il nostro modo di vivere. Ci tocca nel profondo. È per questo che i Pripjat fanno vera musica, dal cuore. Mi manca questa attitudine in troppe giovani band. Vogliono il successo veloce, soldi, ragazze, droga, rispetto, tutto. Amo anch’io queste cose, non c’è dubbio (ride) ma non è per questo che andiamo nel nostro bunker, lasciando il mondo fuori e jammando sui riff. Facciamo questo perché ne abbiamo bisogno. È parte di noi.

The Thrasher: Grazie della disponibilità, a voi l'opportunità di salutare i nostri lettori!

Eugen: Grazie a voi ragazzi per il vostro interesse! Cercate la nostra musica, diffondete la malattia se vi piace quello che avete sentito. Siamo niente senza i pazzi ragazzi e ragazze delle prime file che scuotono le loro teste. We love you!



hulk
Lunedì 24 Marzo 2014, 22.04.42
3
Ottima intervista per un ottima e promettentissima band di bravi musicisti nel nuovo panorama trash,persone simpatiche ma veri spaccatutto sul palco dei loro concerti,spero che si migliorino sempre di più.Complimenti ancnche per le belle domande con conseguenti belle risposte.
The Thrasher
Lunedì 24 Marzo 2014, 21.34.06
2
grazie jek, ero proprio curioso di poter affrontare questi argomenti con loro!
jek
Lunedì 24 Marzo 2014, 20.20.07
1
Che bella intervista Thrasher, non solo musicisti stupendi ma anche persone disponibili e sincere. Amo sti crucchi alla follia (musicalmennte parlando )
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