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NOTHIN` TO LOSE - LA NASCITA DEI KISS 1972-75 - La recensione
26/03/2014 (2976 letture)
Volume semplicemente eccezionale. La più esauriente raccolta di analisi, capace di ripercorrere i primissimi momenti, la nascita e l’affermazione di una realtà ultra-quarantennale come quella di Ace e soci, una delle band più importanti del hard rock, ancora oggi in vita. Longevità artistica non da tutti, anzi. Tanti testi editoriali sono stati pubblicati sui mascherati, ma mai un volume di questo tipo aveva trovato spazio. Forse non è un libro adatto a tutti, nel senso che chi non ama i Kiss non degnerà nemmeno di un respiro queste pagine, ma chi li ammira o li adora, rintraccerà delle perle eccezionali sepolte tra la polvere delle decadi, con l’intero disegno che prenderà corpo. Con alcune verità anche scomode, se volete. Di un tomo del genere se ne sentiva proprio il bisogno per la sua completezza di documentazione, per l’eccezionalità delle testimonianze dirette, per la cruda storicità degli avvenimenti, spesso coperti da un’aura patinata che finisce per deformare l’autenticità, facendo prevalere esclusivamente l’aspetto della leggenda.

Ken Sharp, autore quotatissimo di alcune delle biografie più vendute del pianeta in ambito musicale, ricostruisce fedelmente gli energici anni formativi del mitologico gruppo americano, rastrellando una serie impressionante di affermazioni e dichiarazioni concrete e vissute. E allora non attendetevi solo parole pro forma da parte dei quattro protagonisti della prima formazione, Paul Stanley, Gene Simmons, Ace Frehley e Peter Criss, ma addentratevi nella lettura e scoprirete il verbo di tutte le persone che hanno, in qualche modo, gravitato nell'orbita Kiss tra il 1972 e il 1975, gli anni che hanno sancito la nascita del nucleo strafamoso per il cerone facciale, la gavetta, le paure, le sicurezze, le critiche, la fiducia, la pervicacia critica e i colpi di fortuna che hanno poi decretato il successo di un marchio ancora oggi vivo e scalciante. Ottima la forma propria sfoderata tra le pagine, a differenza della stragrande maggioranza delle biografie in circolazione, questa inerente i Kiss si focalizza unicamente su dichiarazioni sequenziali dove, ad ogni capitolo, tanti soggetti, con Paul e Gene a spiegare e puntualizzare, intervengono, rilasciando le sensazioni e gli aneddoti legati a quel primo triennio durissimo di vita con il make-up rivoluzionario della band, mentre l’autore funge da collante, ordinando le singole dichiarazioni e occupandosi di una brevissima prefazione di ognuno dei trentasei capitoli presenti. Una scelta atipica di sicuro, ma fermamente vincente e assai allettante fino all’ultima riga; nessuna elucubrazione, teoria o concezione partorita a tavolino, solo la nuda e cruda realtà di fatti e avvenimenti realizzati per strada, in tour, il rapporto con le etichette discografiche, e ancora la promozione e la voglia di stupire il mondo fottendoselo per intero.

Da applaudire a scena aperta l’iniziativa delle Edizioni Bd che ha deciso di tradurre e stampare nel nostro paese questo favoloso libro, un chilo e 71 grammi per 546 pagine di pura libidine, da ghermirsi con avidità famelica. Inutile partire dalla ricostruzione che ormai tutti conoscono a riguardo di due ragazzi convinti di poter sfondare che cambiavano il nome dei Wicked Lester in “Bacio”, meglio concentrasi sui numerosissimi vocaboli di personaggi che hanno annusato, sudato, vissuto e lavorato in maniera ossessiva e pazzesca affinché il sogno diventasse realtà. E allora parole e microfoni a roadie, tecnici del suono, produttori, manager, impresari, esponenti di label discografiche, professionisti del music-biz, dee jay radiofonici, fan della primissima ora, fotografi, giornalisti dell’epoca, proprietari di locali, e soprattutto grandi colleghi musicisti diventati immarcescibili rockstar come Alice Cooper, Aerosmith, Rush, Black Oak Arkansas, Styx, Mott The Hoople, Slade, Nazareth, Ted Nugent, Blue Oyster Cult, Reo Speeedwagon, New York Dolls, Iggy Pop, Wishbone Ash, Ramones, Red Hot Chili Peppers, Status Quo, Todd Rundgren, Journey, e hit maker a cinque stelle come Michael Des Barres, Rod Argent, Leslie West, Donna Summer, Ronnie Montrose e Russ Ballard. Fantastiche le scansioni temporali della nascita del trucco, le evoluzioni, le prove, i tentativi, e le foto della band che, prima di adottare il cerone bianco e nero, si truccava con fard, rossetto ed eyeliner, e Gene Simmons con i capelli agghindati da uno spray grigio talmente osceno da farlo sembrare una drag-queen di terza categoria, con i restanti membri del gruppo a fare, anch’essi, magre figure: in uno scatto Ace sembra Shirley McLaine con una sigaretta in bocca. Inguardabile nella sua totalità. Strepitose le descrizioni delle prime topaie dove i Kiss provavano, un loft pulcioso e freddo, sfolgorante la ricostruzione dei primi mesi di concerti della band, che passarono attraverso locali fetenti, dal Coventry al Daisy, fino all'esibizione dell'hotel Diplomat di New York prima di un tour canadese tutto da leggersi: interamente inedite le affermazioni dei proprietari, le descrizioni degli ambienti e della gente che lì bazzicava, con alcol annacquato a poco prezzo, attaccabrighe, le prime groupie e i buttafuori. Paul Stanley dice a riguardo:

Una volta iniziato a suonare nei club, eravamo molto attenti a centellinare i nostri concerti. Non volevamo che la gente pensasse che suonavamo soltanto nell'area di New York ma volevamo che pensassero che fossimo famosi anche altrove. Così ce ne restavamo a girarci i pollici nel nostro appartamento, contando i giorni che ci separavano dal concerto successivo. E quando salivamo sul palco mentivamo dicendo: "Di ritorno dal nostro concerto a..." e mi inventavo qualche posto

Performance strabuzzaocchi in club con quattro metri di soffitto, topaie con tavoli unticci, un palco ricoperto di moquette bucata e forse cinquanta persone davanti a loro, ma Paul gridava: "Alright, New York!", come se stessero suonando al Madison Square Garden, insomma il dna non è acqua. Importantissimi e imprescindibili i contributi pazzoidi, in termini di denaro investito, forniti alla carriera dei quattro da boss quali Neil Bogart, padrone indiscusso della label Casablanca e il manager Bill Aucoin, sulla soglia della bancarotta a più riprese per foraggiare e spingere verso il successo un manipolo di folli che vomitavano sangue, sputavano fiamme avevano una batteria che si levava da terra con dietro un’insegna luminosa e facevano musica ad un volume foratimpani. Scoprirete come la Casablanca, ormai in rosso perenne si salverà dal baratro del fallimento, capirete come si faceva musica nei seventies, le strategie, i tentativi, le mosse bastarde della Warner Bros per sabotare il tutto, la testardaggine e la lungimiranza artistica di uno smisurato personaggio come il compianto Neil Bogart. Ma non finisce certamente qui. Scoperchierete il calderone e vi nutrirete di notizie spettacolari, mai svelate. Il primissimo trucco di Paul Stanley aveva due stelle sugli occhi, i Kiss suonavano nei primi tempi una lunga suite titolata Life In The Woods, mai incisa nemmeno su demo, percorsa da un grosso riff con il testo che arrivava molto dopo, liriche assurde che recitavano: living with the birds and the trees…..; questa era una song usata come tappabuchi nel set list delle prime live-gig quando la band non aveva pezzi a sufficienza da proporre e i gestori dei locali pretendevano tot pezzi a serata. Autore Paul Stanley. E ancora lo show case di Palisades con tanti vecchietti tra l’audience, le follie del tour canadese, il malore di Paul che dovette abbandonare per un lasso di tempo l’attività dal vivo, l’unica data nella carriera dei mascherati, a parte la presenza di Joe Perry degli Aerosmith on stage nel 2003, suonata in cinque sul palco con una giornalista, quinta Kiss, e autrice di un reportage nel cuore del gruppo. E ancora il disgusto provocato dalla band ai super papaveri e pezzi grossi dell’industria presenti per il lancio della neonata etichetta Casablanca al Century Plaza Hotel il 18 febbraio ‘74, che costò una fortuna per ambientazione hollywoodiana con Gene e soci che piacquero solo ad Alice Cooper, e ancora il tour con i Rush con l’ultima data finita a torte in faccia, come nacque la Kiss Army e l’indimenticabile giornata di Cadillac con la cittadina tutta truccata da Kiss e una cronistoria folle di quell’evento, la nascita del merchandising, la decisone obbligata di fare un disco dal vivo, e poi il rapporto conflittuale con le radio, i tentativi per imporre la musica dei baci più selvaggi d’America o ancora la jam session infuocata e senza trucco in un localino delle Hawaij o come rischiò di morire Paul su un catamarano in mare. I giornali che giurarono di non metterli mai in copertina e le riviste, pochissime in verità, che sposarono da subito l’idea folle del trucco e del concept.

Insomma, quelli appena citati sono solo alcuni brevi dettagli di ciò che vi attende all’interno di queste pagine, ve lo garantisco, scoprirete particolarità e indiscrezioni mai sentite prima e dal grande gusto impregnato di curiosità, il tutto corredato con immagini rarissime che faranno la gioia di tutti, passando per peculiarità come le fatture dello studio per la registrazione dei primitivi dischi, alle locandine dei primissimi concerti, alle setlist scritte a mano, all'inserzione sulla rivista che portò all’audizione-scoperta di Ace Frehley. Insomma, una vera e propria bibbia della band più rovente del mondo. Notinh' to Lose è realmente un capolavoro pazzesco, un pezzo di storia incontaminata dei Kiss da avere a tutti i costi. Buy Or Die guys!!

A me venne in mente il nome KISS. Quando una cosa è giusta lo senti subito. Una volta proposto trattenni il fiato, pensando, "Speriamo che i ragazzi siano abbastanza intelligenti da accantonare ogni ego, perché questo è il nome giusto..." (Paul Stanley)

::: ::: ::: RIFERIMENTI ::: ::: :::
AUTORE: Ken Sharp con Gene Simmons e Paul Stanley
TITOLO: Notin’ to Lose – La nascita dei KISS 1972-75
EDITORE: Edizioni BD
USCITA: Febbraio 2014
N° PAGINE: 564
PREZZO:
24,90 €



Appg
Martedì 5 Maggio 2015, 14.44.15
7
Grande libro emblema del sogno americano fatto di dedizione sudore e sacrificio allo stato puro... Di tutti dai membri della band ai roadie e non per ultimo manager e discografico che hanno rischiato il fallimento se le cose non fossero andate come tutti sappiamo. Consiglio la lettura specialmente a chi non li conosce e a chi pensa che siano del clown magari si ricrede.......l'ignoranza e i paraocchi sono cose da Miseri.
hj
Domenica 25 Gennaio 2015, 11.52.42
6
Il bello (brutto) dei forum e' leggere le boiate dei detrattori...
uncle gene
Domenica 25 Gennaio 2015, 9.16.07
5
Dare dei clowns ai Kiss significa non conoscerli proprio. Un consiglio Ercole, leggilo pure il libro.
Ercole
Venerdì 31 Ottobre 2014, 1.40.20
4
pure dare 25 euro a sti clownz...ma manco morto
Hm is the law
Lunedì 31 Marzo 2014, 20.32.54
3
Lo comprerò di certo
LAMBRUSCORE
Mercoledì 26 Marzo 2014, 19.26.35
2
25 euro non sono pochi....
alifac
Mercoledì 26 Marzo 2014, 14.17.40
1
...il racconto dei rodies, tra cui uno di colore, capitati giusto giusto in mezzo ad un raduno del KKK mi ha fatto morire... Grandissimo libro... in attesa della Bio di Paul!
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26/03/2014
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NOTHIN` TO LOSE - LA NASCITA DEI KISS 1972-75
La recensione
 
 
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