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ALMOST FAMOUS - # 10 - Crimson Glory
28/03/2014 (3307 letture)
Una delle band più talentuose emerse nel calderone degli anni 80, capace di lasciare un segno praticamente indelebile nel cuore dei fans di un heavy metal raffinato, progressivo e affascinante, unico. I Crimson Glory sono indubbiamente una grandissima band, ancora oggi molto amata e in un certo senso rimpianta. Eppure, rispetto ad altre protagoniste della stessa mutazione, che ha portato dall’heavy classico all’invenzione del prog metal, il gruppo di Sarasota è rimasto confinato in una sorta di limbo, che gli impedito di raggiungere la consacrazione definitiva che ha invece baciato band ormai leggendarie come Queensryche e Fates Warning. Cosa li ha resi parte della galleria degli Almost Famous proprio nel momento in cui anche la loro stella stava per raggiungere il firmamento dei grandi?

UNA LUNGA MARCIA
Come testimoniato anche dalla volontà di John Cyriis di portare i suoi Agent Steel in Florida, in fuga dalla fin troppo svenduta Los Angeles, la scena heavy metal sulla costa atlantica aveva un radicamento profondo. Tanto profondo che già dalla fine degli settanta si possono riscontrare numerose formazioni che andavano a formare un sottobosco nutrito e creativo. Tra queste, troviamo i Pierced Arrow, band che poi cambierà il proprio nome in Beowulf nei primi anni 80. A quel tempo, la band ha una formazione che comprende al suo interno Ben Jackson e Dana Burnell, chitarra e batteria, ai quali si affiancherà presto Jeff Lords al basso. La formazione resta instabile a lungo, finché nel corso del 1983 fa il suo ingresso Jon Drenning alla chitarra e Jeff Lords incontra un vecchio amico della scuola, John Patrick McDonald Jr. che canta sulla spiaggia e lo convince a provare per la band. Il gruppo così formato inizia a comporre dei brani e trova un nuovo monicker prendendolo dal nome di un ibrido di rosa: nascono così i Crimson Glory. Il casuale incontro di personalità e talenti così diversi è composto e si tratta senza dubbio della formazione più significativa che il gruppo avrà mai. Le affilate chitarre della coppia Drenning/Jackson prendono corpo dall’heavy classico di stampo Judas Priest, ma ad esso uniscono senza dubbio un sentore diverso e magico, che risentiremo nei primi Queensryche e Fates Warning, loro coevi e contemporanei pionieri di un sottogenere che ancora non esiste, ma che da lì a pochissimo avrebbe sempre più preso piede. L’incredibile voce di McDonald, che assume da subito lo pseudonimo di Midnight è l’elemento in grado di fare la differenza: una sorta di versione metallizzata di Robert Plant, il nostro divide senza dubbio con Geoff Tate il primato tra i cantanti di scuola heavy americana, senza nulla togliere agli straordinari Ray Alder, Carl Albert o James Neal, per citare altri tre mostri sacri. La particolare enfasi emotiva che Midnight riesce a comunicare nei brani da lui cantati è magica e inarrivabile e trasforma il metal raffinato, potente ed elegante dei Crimson Glory, in un qualcosa di unico, che si spinge verso barriere allora ancora non toccate e, forse, mai più solcate degnamente. Il gruppo sceglie di lavorare duramente sui brani e sulla propria identità e non affretta i tempi per la pubblicazione dell’album di debutto, che infatti arriverà solo nel 1986 attraverso una piccola etichetta come la Par Records. Un nuovo e migliore contratto con l’allora Roadracer Records (oggi universalmente nota come Roadrunner) porta alla ristampa dell’album e al suo lancio internazionale, a cui segue un tour europeo in compagnia di Celtic Frost e Anthrax. La particolare mistura musicale messa a punto rende il gruppo davvero unico ed immediatamente riconoscibile e i nostri puntano proprio su questa unicità per ampliare il mistero e l’alone magico attorno a sé, portando sul palco delle maschere argentate che coprono interamente il volto dei musicisti, con la sola eccezione di Midnight, la cui maschera per forza di cose lascia scoperta la metà inferiore del viso. Un impatto visivo molto forte, che unito alla carica di pathos incredibile che già il debutto mostra, contribuisce ad amplificare il riscontro che la band suscita tanto dal vivo quanto su disco. Il lavoro di preparazione compiuto fa valere il suo peso e Crimson Glory è già un disco splendido, di fattura superiore, che contiene al suo interno delle perle inestimabili, tra le quali è impossibile non citare una delle canzoni più intense e significative dell’intera storia del metal, quella Lost Reflection che ancora oggi fa venire i brividi per l’insieme di capacità compositive, esecutive e comunicative messe in campo.
Il passo successivo non può che essere un ulteriore salto in avanti e i Crimson Glory dimostrano al mondo di essere in grado di migliorare ancora se stessi dando alle stampe uno dei dischi più belli e importanti in assoluto del metal anni 80: parliamo ovviamente di Transcendence. L’album è indubbiamente figlio di una ulteriore evoluzione e di un lavoro praticamente maniacale in fase di scrittura e arrangiamento dei brani. Rispetto al debutto, le canzoni appaiono più coese tra loro, con una qualità altissima e strepitosa in tutti gli episodi e con un continuo alternarsi di brani dal maggior impatto e dalla natura heavy/power quasi vicina al thrash, levigata e resa unica dall’identità progressiva della band, che nelle semiballad arriva a toccare picchi inauditi di qualità. Il disco, che in Europa esce ancora per Roadrunner, mentre negli Stati Uniti ottiene la copertura del colosso MCA, raccoglie una grande attenzione e riesce ad entrare nelle classifiche, ottenendo da subito un riscontro decisamente più elevato del debutto, tanto che per la bellissima Lonely verrà girato anche un video che otterrà una robusta rotazione su MTV e il gruppo finì sulla copertina di Kerrang! A maggio del 1989. Una lunga serie di tour di spalla a Metallica, Ozzy Osbourne, Queensryche, U.D.O., Doro e Anthrax, coronati dalla partecipazione al Metal Hammer Festival davanti a 20000 persone, consolidarono un successo che sembrava davvero ormai raggiunto. Altre conferme vennero da un’altra tappa classica negli States, ovverosia la vittoria degli Award, nei quali nel 1989 la band ottenne il premio come “Most Outstanding Male Vocalist” per Midnight, “Most Outstanding Local Release” per Transcendence e “Most Outstanding Metal Band”, lasciando al secondo posto i connazionali Savatage. Sembrava tutto perfetto e per i Crimson Glory si andavano aprendo le porte del successo, eppure proprio in quel momento avvenne il fatto che condizionerà per sempre la storia della band.

IL SOGNO INFRANTO
L’evento in questione è uno dei più tristemente banali nella vita delle band. Si possono sprecare fiumi di parole sull’importanza di uno o più membri negli equilibri interni di una formazione, nel bene o nel male. Ad esempio, nessuno poteva immaginare che una band inglese dal curioso nome Pink Floyd, rimasta improvvisamente senza leader, avrebbe trovato nei rimanenti quattro musicisti la nuova linfa per una carriera tra le più straordinarie della storia del rock. Più spesso, invece, un equilibrio perfetto finisce per essere irrimediabilmente danneggiato anche dall’uscita di membri apparentemente secondari, che rivestono invece un’importanza fondamentale. Non si conosce esattamente il motivo per il quale Ben Jackson e Dana Burnell, i due membri originali, decisero di mollare il gruppo proprio al termine del trionfale tour di supporto a Transcendence, ma questo evento costituirà uno spartiacque totale, che causerà una serie di eventi forse imprevedibili, che a loro volta saranno la causa della mancata consacrazione dei Crimson Glory ai massimi livelli del metal mondiale. In effetti, se si vanno a vedere i fatti, era sempre Drenning a detenere in gran parte la fase compositiva del gruppo assieme a Jeff Lords, con l’apporto di Midnight per quanto riguarda le tematiche e i testi. Quindi l’uscita di Jackson e Burnell non avrebbe dovuto impattare in maniera così determinante sulle sorti della band, eppure qualcosa accadde. Il primo segnale di cambiamento, fu l’arrivo di Ravi Jakothia alla batteria. Musicista di caratura tecnica senz’altro superiore al suo predecessore Jakothia aveva però un feeling decisamente diverso nel suonare, con una impostazione assolutamente meno legata al metal vero e proprio. Un cambio che si sentirà in maniera netta da lì a poco. Inoltre, la decisione del gruppo di non sostituire Jackson e lasciare il solo Drenning ad occuparsi della chitarra, influì pesantemente sulle dinamiche ritmiche della band, che persero la centralità degli sviluppi tra le sei corde, a favore di un impatto decisamente più basato sulla ritmica, esaltata del nuovo batterista. Questo lasciò molto più spazio a Midnight in fase compositiva e il cantante non mancò di far pesare le proprie influenze, decisamente più tendenti all’hard rock di scuola Zeppelin (leggenda vuole che l’ingresso nella band avvenne dopo una straordinaria versione di Immigrant Song). L’album che scaturì da tutto questo si rivelò essere drasticamente diverso da quanto realizzato dai Crimson Glory fino a quel momento, con una fortissima impronta hard rock e questo non piacque affatto ai fans del gruppo e nemmeno a gran parte della critica mondiale. Strange and Beautiful pagò in maniera drammatica la netta cesura col passato, sicuramente anche in maniera eccessiva rispetto a quello che era il reale valore delle composizioni in esso contenute. Certo è che il gruppo stupì davvero tutti con questa scelta, ma le reazioni furono così distanti dall’accoglienza auspicata da spingere Midnight, subito eletto a capro espiatorio, a lasciare la band ancora prima dell’inizio del tour e a ritirarsi per un lungo periodo dalla scena musicale. Tradito e ferito da un mondo che evidentemente non aveva capito né apprezzato la sincerità con la quale il cantante aveva perseguito la propria ispirazione, Midnight, minato peraltro da problemi di alcool e droga che ne compromettevano pesantemente anche l’equilibrio mentale, si ritirò in un isolamento totale. Anche in questo caso, alla storia passerà che fu lui a determinare la svolta di Strange and Beautiful e quindi il suo clamoroso flop, ma in verità tutta la band aveva spinto in quella direzione, sin dall’arrivo di Jakothia e le dichiarazioni di un seccato Drenning dell’epoca erano piuttosto nette in merito, tanto che il chitarrista negava l’evidenza giurando e spergiurando che i Crimson Glory non erano mai stati realmente un gruppo metal. Polemiche a parte, la band reclutò il singer David Van Landingper un breve tour di supporto all’album, ma vista l’impossibilità di proseguire senza Midnight l’unica scelta plausibile divenne quella di sciogliersi alla fine del 1992. Fu così che un evento che apparentemente poteva sembrare lontano dall’avere pesanti ripercussioni, come l’uscita di Jackson e Burnell portò alla rapidissima fine di una band che solo due anni prima sembrava pronta a conquistare il mondo.

UN EFFIMERO RITORNO
A distanza di qualche anno, Drenning e Lords decisero di rispolverare il glorioso monicker ma dovettero incassare il rifiuto di Midnight per un ritorno a cui il cantante non era interessato, anche a causa di condizione fisiche che non gli consentivano di far fronte agli impegni che una reunion avrebbe comportato. Fu così che al suo posto venne reclutato l’allora sconosciuto Wade Black, mentre dietro la batteria andò a sedersi il grande Steve Wacholz, storico e possente batterista dei Savatage. Anche Ben Jackson tornò all’ovile per quello che sembrava essere un vero e proprio nuovo inizio. In realtà, i problemi insorsero già nel momento delle registrazioni, con i master dell’album che furono rubati costringendo il gruppo a registrare nuovamente tutto daccapo. Al solito fu Drenning a prendersi in carico la gran parte delle composizioni e stavolta la linea presa fu netta: ritorno alle sonorità metal dei primi album e tentativo chiaro di riposizionarsi all’interno della scena con un forte richiamo ai primi due album. Un intento che Drenning perseguirà in maniera netta addirittura rilasciando interviste piuttosto dure nelle quali abiurava totalmente la svolta di Strange and Beautiful, disconoscendolo come album dei Crimson Glory e addossando a Midnight tutto il peso della svolta; il chitarrista poi enfatizzava in maniera molto forte la propria felicità per l’ingresso in formazieone di Wade Black, talento indubbio, ma soprattutto vero metalhead. Un comportamento a dire il vero un po’ forzato e ingiusto che suona obbligato dalla necessità di ritrovare il feeling col pubblico metal, quando invece nel frattempo lo stesso Drenning, assieme a Van Landing, Lords e Jakothia aveva realizzato un album a nome Erotic Liquid Culture che proseguiva in pieno nella linea musicale di Strange and Beautiful. Fatto sta che Astronomica, uscito nel 1999, riuscì ad attirare nuovamente l’attenzione sulla band, anche se il risultato delle vendite va attribuito in gran parte all’effetto reunion più che all’effettiva consistenza del disco, che solo parzialmente riesce nel compito di rinverdire il passato della band, con un Wade lontano anni luce dalle capacità interpretative del predecessore, alle prese con una operazione che potrebbe richiamare in maniera piuttosto similare quella compiuta dai Judas Priest con l’ingresso di Tim Ripper Owens in formazione. Il timbro del nuovo cantante è infatti decisamente più aggressivo e ruvido rispetto a quello di Midnight ed anche se indubbiamente si adattava in maniera ottimale alla nuova versione dei Crimson Glory, il rimpianto nei fans restò fortissimo. Da segnalare, tra l’altro, come all’interno del disco si celasse un brano come The Other Side of Midnight, ambiguo richiamo allo pseudonimo di McDonald, nel quale peraltro veniva replicato lo straordinario e drammatico finale di Lost Reflection. Qualcosa comunque anche all’interno del gruppo non funzionò come doveva e praticamente subito dopo il tour, ancora una volta la band entrò in stallo, sciogliendosi di fatto.

UN CAOS SENZA TERMINE
Sopravvivere a un doppio scioglimento è un’impresa quasi impossibile per un gruppo e in effetti da qui in avanti la storia diventa quasi paradossale finendo per minare drasticamente la credibilità dei Crimson Glory. In tutta la prima parte della nuova decade infatti i membri originali del gruppo continuarono a cercarsi e collaborare in molteplici progetti, ma nonostante l’insistenza di tutta la comunità e il ritorno di fatto di Midnight sulla scena, sembrava che una reunion della formazione originale fosse ormai una chimera. Improvvisamente, nel marzo 2005 la band annunciò il proprio ritorno e l’inizio dei lavori sul nuovo album Metatron, Lucifer and the Divine Chaos sotto Black Lotus Records. L’etichetta annunciò di voler ristampare anche i primi due album e voci che Midnight avrebbe registrato il disco, ma non sarebbe andato in tour con la band furono smentite dall’annuncio che il singer avrebbe addirittura registrato nuovamente anche tutte le parti vocali di Astronomica. Purtroppo, a questi annunci trionfali fece seguito il ben più drammatico fallimento della Black Lotus Records che di fatto tarpò le ali a tutto il progetto. Il gruppo partecipò infatti al Rockwave Festival nel luglio 2006, ma già a settembre Ben Jackson tornò in tour con la propria band solista; cosa ben più grave, Midnight venne arrestato nel gennaio 2007 per guida in stato di ebbrezza. Il gruppo decise quindi di licenziare il cantante, annunciando che le sue condizioni fisiche e mentali impedivano un qualsiasi impegno. A sostituire Midnight dal vivo fu chiamato nuovamente il buon Wade Black, ma subito dopo il gruppo decise ancora una volta di sciogliersi.
Purtroppo, le condizioni di Midnight non erano destinate a migliorare e l’8 luglio 2009 il cantante morì in seguito ad un aneurisma allo stomaco. Si sa che dopo la morte qualunque artista diventa leggendario e immortale e improvvisamente tutti i difetti spariscono per lasciare spazio unicamente alle lodi, ma è davvero difficile negare che il rimpianto per quella che è una vera e propria perdita incolmabile resta e a maggior ragione resta alla luce dei tanti anni di silenzio, rotti unicamente dall’uscita di Sadaka, album solista del 2004 che ancora lo vedeva vocalmente in splendida forma. John Patrick McDonald Jr. resterà sempre una delle voci più belle e significative emerse in ambito rock e uno degli interpreti più intensi e sofferti ed è giusto che in questo caso siano le lodi a restare a commiato dalla sua figura tormentata ed enigmatica e che il vissuto personale resti sullo sfondo, anche se ovviamente è quello che ha avuto la più grande rilevanza sulla sua carriera e sulle sue scelte.
Dopo la morte di Midnight, la band volle onorare il suo ricordo con una esibizione da headliner al ProgPower Fest del 2009 ad Atlanta. Per l’occasione, furono molti i vocalist a succedersi sul palco: Lance King (Pyramaze), Nils K. Rue (Pagan's Mind), Chris Salinas (Zero Hour), Ronny Monroe (Metal Church), Andy Franck (Brainstorm), Sean Peck (Cage), Danilo Herbert (Mindflow), Joakim Brodén (Sabaton), Michael Eriksen (Circus Maximus), Rob Rock, Mark Boals, Clay Barton (Suspyre), Kelly Sundown (Beyond Twilight) e il primo sostituto di Midnight, David Van Landing. Tra questi, infine, si presentò sul palco come ospite Todd La Torre, un conosciuto batterista floridiano che da oltre vent’anni militava in band locali e che mai aveva accarezzato l’idea di diventare cantante. Eppure, la sua performance fu talmente convincente che La Torre divenne a quel punto il nuovo frontman ufficiale dei Crimson Glory e la band tenne diverse altre esibizioni, tanto da far credere che anche un ritorno discografico fosse alle porte. Invece, nel corso del 2013, dopo l’ingresso nei Rising West, progetto dei membri dei Queensryche successivo all’allontanamento di Geoff Tate, venne annunciato che La Torre sarebbe diventato il nuovo cantante proprio dei ritrovati Queensryche. Dalle parole rilasciate in seguito proprio da La Torre, si capisce l’aria che tirava in casa Crimson Glory: di fatto, dopo un iniziale entusiasmo, le cose semplicemente si erano fermate e la band aveva smesso di avere interesse nella propria esistenza, tanto che per sei mesi nessuno lo aveva contattato e nessun passo avanti era stato fatto nella composizione di nuovi brani. A quel punto, non restava che prendere atto della situazione e fare le proprie scelte. Si potrebbe pensare a questo punto che gli stessi membri della band avessero ormai smesso di credere in un ulteriore ritorno e, forse, dopo la morte di Midnight in effetti questa sembrava tutto sommato la scelta migliore, invece, un nuovo capitolo di questa incredibile saga si è aperto quando sulla pagina facebook ufficiale della band apparve il seguente sibillino annuncio: Time to make someone else's dreams come true...Who's the next Crimson Glory singer....is it you? Annuncio a cui, per adesso, non ha fatto seguito alcuna notizia.

LOST REFLECTION
In attesa di capire cosa il futuro riservi ai Crimson Glory facciamo un passo indietro e torniamo alla fine degli anni ottanta, quando la band stava vivendo il proprio momento di gloria, il futuro appariva brillante e il nome stava per essere scritto indelebilmente accanto a quello dei maestri assoluti del genere prog metal a fianco di band ormai entrate nel mito. In realtà, questa consacrazione non è mai arrivata e i Crimson Glory sono rimasti uno dei più clamorosi casi di band incompiuta di tutto il panorama. L’assurdo talento complessivo di questo gruppo non ha trovato lo sbocco definitivo e vive oggi solo del sempre più pallido riflesso di quei giorni, mentre il rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere regna incontrastato. Come abbiamo visto, dal 1983 al 1990 la continua ascesa della band da piccola realtà locale sotto piccola etichetta indipendente al contratto con una potente major seguito dai riconoscimenti internazionali, e sublimato da due album a dir poco strepitosi, sembrava davvero il preludio per tutt’altra storia. E’ ancora oggi quasi incredibile la sequenza di fatti che portò dall’uscita di Jackson e Burnell alla pubblicazione di Strange and Beautiful e quindi al primo scioglimento. Tutto il mancato successo e la mancata consacrazione della band vanno fatti risalire a questi eventi e, in seguito, alla impossibilità di ricostruire una line up stabile che comprendesse l’insostituibile Midnight. La sequela di fatti che si sono avvicendati da lì in poi non fa che confermare la terribile confusione che vige in casa Crimson Glory, contro la quale ben poco vale anche il più che discreto risultato di Astronomica, ormai distante quindici anni, il quale avrebbe potuto ben essere il primo passo per un ritorno magari sempre più convincente ed invece ha finito per rappresentare il canto del cigno di una band che non ha mai raccolto quanto meritato e, cosa forse ancora più grave, non è riuscita ad esprimere fino in fondo il proprio infinito talento. Chiudiamo questa lunga carrellata con un dovuto saluto a John Patrick McDonald Jr., alias Midnight, sicuri che ancora oggi il solo nome e l’ascolto di una qualsiasi delle sue canzoni, faccia mancare un colpo al battito del cuore di ciascun appassionato di heavy metal.

R.I.P. Midnight (John Patrick McDonald Jr., 29 Aprile 1962 – 08 Luglio 2009)



lux chaos
Lunedì 31 Marzo 2014, 23.33.14
19
Un gruppo che rappresenta la PERFEZIONE nella combinazione di classe, potenza e armonia....e in più quella voce inarrivabile, commovente...che gruppo ragazzi, che gruppo!
Delirious Nomad
Lunedì 31 Marzo 2014, 23.28.19
18
Fenomenali, due dischi assolutamente meravigliosi e di uno stile unico. Sono da anni in bilico sulla scelta del migliore... Per fortuna si possono avere entrambi! Midnight cantante tra i più dotati mai comparsi nella storia.
ayreon
Lunedì 31 Marzo 2014, 21.49.44
17
In dark places azrael heart of steel valhalla red sharks e posso andare avanti .altro che maiden e metallica
Mix
Domenica 30 Marzo 2014, 22.57.25
16
Quanta nostalgia, la voce di Midnight resterà sempre nel mio cuore.
HeroOfSand_14
Domenica 30 Marzo 2014, 15.33.43
15
Painted Skies. E ho detto tutto. Ascoltatela, gente, ascoltatela e anallizatela, cercando di capire se è una canzone "normale".
spiderman
Domenica 30 Marzo 2014, 13.24.29
14
Una band fenomenale,una delle migliori che il metal abbia mai conosciuto.Onore e tispetto sono d'obbligo.
Radamanthis
Sabato 29 Marzo 2014, 20.59.01
13
Cazzo che voce Midnight!!!!!!
ayreon
Sabato 29 Marzo 2014, 18.15.56
12
2 dischi entrati di diritto nella storia del metal,grandissima band,avrebbero meritato molto di più in quel periodo midnight era un singer pazzesco,un'ugola senza eguali,li vidi in un cinema a brescia con Wade (di spalla c'erano kamelot ed evergrey)ma la magia non c'era più. Ancora adesso non riesco a stare fermo a risentire "dragon lady","Red sharks", "Queen of masquerade","Where dragon rules" e mi fermo perchè le dovrei citare tutte, ho ancora i vinili e li avevo straconsumati,davvero bene che vi siete occupati di loro
Sambalzalzal
Sabato 29 Marzo 2014, 16.57.37
11
Grandissima band e leggendario Midnight. Vorrei segnalare anche la stupenda cover di Lost Reflection degli svedesi Morgana LeFay che appare nell'album Past Present Future. Degno tributo ad uno dei gruppi più validi mai esistiti.
Lizard
Sabato 29 Marzo 2014, 15.37.51
10
Grazie della segnalazione Diego! @D. Ci penseremo, anche se i Virgin Steele mi sembrano più definibili come cult band. Grazie del consiglio comunque!
CYNIC
Sabato 29 Marzo 2014, 15.35.48
9
non date retta ai commenti che dicono male di Strange and Beautiful 1991. Perchè Strange and Beautiful 1991 se la gioca quasi alla pari con Crimson Glory 1986 Transcendence 1988.
D.
Sabato 29 Marzo 2014, 14.41.20
8
Bellissimo articolo! Perché non ne fate uno sui Virgin Steele?
Diego
Sabato 29 Marzo 2014, 14.30.47
7
Per la redazione: alcune foto con LaTorre riportano la dicitura "con Wade Black"...
Diego
Sabato 29 Marzo 2014, 12.17.39
6
Gruppo che ho conosciuto con Trascendence e che ho amato alla follia. Ricordo anch'io la delusione di SAB, ma che ho rivalutato negli anni con una semplice lettura diversa, ma soprattutto alienandolo dalle prime due uscite. Astronomica, invece, lo ritengo un buon disco, che con Midnight avrebbe preso anche qualche punto in più. Midnight era semplicemente insostituibile, Todd LaTorre ha dato il 110% per riproporre i due primi album dal vivo, ma la teatralità e le capacità evocative di Midnight resteranno inarrivabili. Purtroppo temo che sia svanita la vena compositiva di Drenning (e da tempo), che è stato incapace di crescere musicalmente al passo con i tempi e quindi di sviluppare/aggiornare uno stile molto radicato in un filone di metal di fine 80/inizi 90.
Andy '71 vecchio
Sabato 29 Marzo 2014, 11.48.48
5
Band assolutamente storica e seminale,i primi 2 dischi sono capolavori assoluti,poi più nulla,e senza Midnight fatico a chiamarli Crimson Glory,oltretutto per la qualità scarsissima delle produzioni post "Transcendence"
Sadwings
Sabato 29 Marzo 2014, 11.43.07
4
Grandissima band, i primi due sono dei capolavori. Nemmeno io ho capito la svolta avuta con strange and beautifull e con astronomica non sembravano nemmeno i crimson glory( anche se lo considero un buon album). Peccato che con La Torre non abbiamo inciso nulla di nuovo.
CYNIC
Sabato 29 Marzo 2014, 11.39.12
3
Vi prego non credete a gente che dice male di un C A P O L A V O R O come Strange and Beautiful, voto 97/100. FATELI TUTTI VOSTRI I PRIMI 3 ALBUM IMMENSI di questa band magnifica, cioè Crimson Glory 1986 Transcendence 1988 Strange and Beautiful 1991.
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Marzo 2014, 11.23.35
2
Adoro i primi 2, il resto non mi è mai interessato, ascoltati ma non sono mai riuscito a mandarli giù...
Daveg68
Sabato 29 Marzo 2014, 9.50.12
1
Ricordo bene l'uscita di Strange And beautiful e ricordo bene la delusione di quei giorni. Comprai Astronomica a scatola chiusa ma devo ammettere che anche questo nuovo capitolo della storia dei Crimson Glory non mi convinse per niente, senza Midnight questa band non esiste e forse non sapremo mai con La Torre cosa sarebbe potuta essere. Forse il più grande rimpianto della Musica Metal.
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