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AUTOPSY - Seguendo l'emozione
14/04/2014 (1913 letture)
Nicolò, Francesco, Federico: Ciao Chris, è un piacere intervistare una leggenda del death metal per la nostra webzine, grazie per questa opportunità!
Chris: Hey hey, ciao a tutti voi tre e ovviamente a chiunque stia leggendo! Yyeeaagghh!
Nicolò: Come possiamo notare, gli Autopsy stanno attraversando una seconda primavera. Dopo esservi separati nel 1995, dal 2009 avete pubblicato moltissimo materiale, tutto di eccellente qualità. Com’è essere di nuovo attivi come Autopsy? Che cosa vi sta ispirando così tanto?
Chris: Penso sia fantastico! Certamente abbiamo molta ispirazione! Da dove viene? Si tratta semplicemente di sentire l’atmosfera, suppongo. Null’altro di particolare. Questo è quello che fa la magia… seguire l’emozione e lasciare che determini che cosa succeda e cosa no.
Francesco: Parliamo del vostro nuovo album. Come sarà e cosa ci sarà di nuovo? In che cosa si distingue dal precedente The Headless Ritual e quali sono le somiglianze con i lavori passati? Anche se ovviamente ci aspettiamo un altro classico Autopsy!
Chris: Secondo me è piuttosto simile a The Headless Ritual, ma ha anche questo il suo piccolo mondo di depravazione. Il sound è simile, ma non identico. In ogni caso, è davvero pesante e distruttivo e oserei dire che suona come un album death metal dovrebbe suonare. Beh, suona alla Autopsy, questo in ogni caso è abbastanza. Che cosa c’è di nuovo? Le canzoni e l’artwork sono i principali colpevoli: non ci sono ripetizioni o ricicli, solo nuovi modi per consumarvi la mente.
Francesco: Come è andato il songwriting questa volta?
Chris: Come al solito. Normalmente, si inizia con qualcuno che suonicchia con la chitarra finché la canzone comincia a prendere forma, quindi il resto della band la impara. Nulla di complesso o scientifico. Se qualcuno seguisse il processo di composizione di un pezzo, lo troverebbe probabilmente noioso. Comincia ad essere eccitante solo quando l’intera band comincia a lavorarci e il brano inizia a suonare nella sua interezza.
Francesco: Circa il nuovo album, cosa ci diresti dell’aspetto dei testi? Segue la linea dei vostri lavori passati come Mental Funeral o Severed Survival? Ritieni che le tue lyrics stiano migliorando in qualche modo?
Chris: Ci sono più tematiche che si adattano alla musica degli Autopsy, semplicemente le inserisco. Ci sono moltissimi modi per catturare l’emozione che la musica intende richiamare. Questa è la cosa interessante: trovare i testi che rispecchino la musica o trovare la musica che rispecchi i testi. Ma sì, credo che le liriche si adattino all’oscurità che la musica scatena.
Federico: Tourniquets, Hacksaws and Graves includerà una canzone omonima, che concluderà l’album. Solitamente, è più comune vedere canzone e/o album omonimi nelle prime fasi della carriera di una band. Perché avete deciso di scrivere una canzone omonima adesso? È una canzone particolarmente significativa?
Chris: Mi è semplicemente sembrato il momento giusto per qualcosa del genere. Penso che stessi riflettendo sull’immagine complessiva degli Autopsy. Così ho avuto l’idea di scrivere un testo che contenesse elementi dall’intera storia della band, una sorta di visione d’insieme in una qualche strana maniera. Non è autobiografica, ma ci sono moltissimi riferimenti che salteranno all’occhio di chi presterà attenzione. Era una di quelle cose che poteva finire per essere molto banale o al contrario molto buona, e penso che sia risultata essere davvero interessante e unica. In più, è un ottimo modo per chiudere l’album musicalmente e testualmente.
Nicolò: Cosa diresti a proposito della registrazione e del processo di mixaggio? Che suono avrà il nuovo album? Ne sei soddisfatto?
Chris: Lo stesso di sempre. Abbiamo registrato batteria, basso e chitarre ritmiche in presa diretta. Sì, esatto, nella stessa stanza e contemporaneamente! Whoa! Praticamente nessuno lo fa più. Finisce sempre con “batteria registrata qui e là, chitarre registrate qua e lì, ecc.” Noi sovra-incidiamo solo assoli, armonizzazioni e voci, e questo è quanto. E per quanto riguarda la registrazione, non ci sono tracce di metronomo, tracce guida, samples, ri-amplificazioni, trigger o nient’altro di quelle cose insensate. Che suono avrà? Quello di una vera band che suona vero death metal. È quello a cui abbiamo sempre puntato ed è così ancora oggi. E sì, cazzo, siamo soddisfatti! Abbiamo ottenuto esattamente quello che volevamo, in tutti i sensi.
Francesco: Parlaci dell’artwork del nuovo album! Il disco sarà disponibile anche in qualche tipo di edizione speciale?
Chris: Wes Benscoter, l’autore dell’artwork di Macabre Eternal, è lo stesso di questa copertina. È un classico immediato secondo me. Si adatta perfettamente e totalmente alla musica. Ho sentito diverse persone dire cose diverse circa quello che credevano stesse accadendo nel disegno. Storie e concept differenti, e credo sia fantastico. Se non solo sembra bello, ma ti permette di pensare più approfonditamente ai dettagli, è grandioso! In ogni caso, l’album sarà disponibile in vinile, CD media book e normale jewel case. C’è anche un package speciale che comprende anche una maglietta. Controllate il sito della Peaceville per ulteriori dettagli.
Nicolò: Gli Autopsy hanno sempre segnato delle linee guida per qualsiasi band death metal, dando al sound death metal old school sia un attitudine grind che un’impronta doom. Che sound avrà il nuovo album e come credi che gli Autopsy saranno ancora una volta un punto di riferimento per la scena death odierna?
Chris: Più parti veloci, più sezioni doom, pezzi più assortiti, sai. Che altro potrei dire, suona da Autopsy, ovviamente! Se sarà influente per qualcuno, non spetta a me dirlo. Il nostro lavoro è fatto e l’album è diventato una sorta di essere vivente. Cosa accadrà oltre a ciò è da vedere ancora. Sono contento che l’abbiamo completato e che suona esattamente come volevamo.
Nicolò: Oggi, quale definiresti il miglior album degli Autopsy e perché?
Chris: Direi Tourniquets, Hacksaws and Graves. Dovremmo sempre sentire che il nostro ultimo lavoro è il migliore, altrimenti non ci sarebbe nessun senso nello scrivere qualcosa di nuovo. Non dovremmo assolutamente mai completare un album e dire “bene, ragazzi, questo è un buon lavoro, ma non tanto quanto Severed Survival o l’ultimo, o qualsiasi altro”. Se le cose arrivassero a quel punto, saremmo al capolinea. In altre parole, dovremmo sempre cercare di superare quello che si è fatto in passato. Bisogna puntare sempre in alto!
Federico: Presto sarà il venticinquesimo anniversario di Severed Survival, pochi giorni dopo la data di uscita del nuovo album. È una coincidenza o no? Oggi, come vedi Severed Survival? Pensi di festeggiarlo in qualche modo?
Chris: Assolutamente una coincidenza, non ci avevo mai pensato, onestamente. Come vedo Severed Survival oggi? Mi sembra ancora fantastico, posso sentire un gruppo di giovani idioti che bevevano birra e suonavano metal. È una piccola grande macchina del tempo e regge ancora oggi. Niente male considerando che spendemmo letteralmente metà del budget delle registrazioni in erba. Haha! Non c’è nessun festeggiamento in programma comunque. Abbiamo sentito quell’album migliaia di volte a dir poco, quindi non credo che sarà necessario organizzare un evento per ascoltarlo o suonarlo di nuovo.
Federico: Negli ultimi album degli Autopsy avete rilasciato materiale death/doom tra i migliori degli anni recenti, sempre con il tipico stile che vi ha reso così influenti nel corso degli anni. In alcuni dischi più vecchi, e sto pensando specialmente a Shitfun, avete espresso una genuina attitudine punk. Shitfun ha ricevuto alcune critiche nel corso degli anni, ma qual è la tua opinione sulla questione? Possiamo aspettarci nuovi album degli Autopsy con una sfumatura punk similmente pronunciata o ritieni che questa attitudine sia meglio espressa in altri progetti?
Chris: Sai, è divertente: ho sentito moltissima gente dire che Shitfun ha un attitudine punk, ma io semplicemente non la sento. È death metal nudo e crudo per me, ma hey, che ne so io? Tutti i nostri album hanno ricevuto decine di critiche negli anni e di norma alcuni di questi vengono apprezzati solo anni dopo. Oggi sto sentendo che sempre molta più gente adora quel disco e che sta attirando su di sé nuovo interesse. E’ di certo uno sporco bastardo di un disco! Haha! E per quanto riguarda sonorità simili in un disco futuro, chi lo sa? Devi sapere che viviamo giorno per giorno il nostro percorso musicale.
Nicolò: Agli inizi quali batteristi ti hanno ispirato maggiormente e quali band (metal e non)?
Chris: Alcuni batteristi del passato e del giorno d’oggi che stimo assolutamente sono: Keith Moon, Dave Lombardo, Clive Burr, Neal Smith, Marc (Marky Ramone) Bell, Buddy Rich, Bill Ward, Max Roach, Jeff “Oly” Olsen. Ce ne sono molti altri ovviamente, ma questi sono alcuni di quelli che mi sono subito venuti in mente.
Nicolò: Gli Abscess sono stati il tuo progetto principale dopo gli Autopsy e avete annunciato lo scioglimento nel 2010. Quali sono stati i motivi e sentiremo ancora parlare degli Abscess in futuro?
Chris: Gli Abscess si sono separati quando Clint Bower ha lasciato la band. Ne aveva avuto abbastanza e noi abbiamo dovuto rispettare la sua decisione. Non ci possono essere Abscess senza Clint. È una parte vitale della formula e senza di lui, non sarebbe genuina. Il futuro è imprevedibile come abbiamo potuto vedere finora, ma a questo punto una reunion degli Abscess è inverosimile. Almeno ci siamo lasciati alle spalle un catalogo onestamente mostruoso, quindi potete ascoltarci fino alla nausea.
Federico: Puoi dirci qualcosa riguardo il tuo nuovo progetto, i Violation Wound? Sarà una sorta di successore “più punk” degi Abscess o qualcosa di completamente differente?
Chris: Ah, i Violation Wound sono un gruppo puramente punk/HC vecchia scuola. Suona quasi come “quella band punk dimenticata dal 1983” o qualcosa del genere, che per me è grandioso. È molto lineare ma pieno di energia e con ottime canzoni che ti si incollano in testa. La band è composta da Joe Orterry al basso, Matt O’Connel alla batteria e io alla chitarra e alla voce. Il nostro album di debutto sarà pubblicato il 26 maggio su VIC Records. Se amate il punk grezzo delle origini, date un ascolto!
Federico: Qual è il segreto della relazione estremamente longeva tra gli Autopsy e Peaceville Records? Avete mai pensato di cambiare etichetta o addirittura di autoprodurre degli album?
Chris: Autoprodurre assolutamente no. Siamo sotto contratto con la Peaceville dal 1988 e penso che qui siamo tranquilli. Ci danno tutto ciò che ci serve e noi cerchiamo di fare lo stesso. Quando firmammo per loro, stavano giusto decollando e lo stesso valeva per noi, quindi ci trovammo in sintonia. Come dice il vecchio detto: “se non è rotto, non ripararlo”.
Nicolò: Avete già pianificato un tour di supporto per il nuovo album? Avete intenzione di venire a radere al suolo qualche locale italiano in futuro o prendere parte a qualche festival estivo in Europa?
Chris: Nessun tour, ma non è certo una novità dato che non lo facciamo dal 1993. Abbiamo suonato in moltissime fantastiche date selezionate in tutto il mondo, comunque. Per il momento non c’è nulla di programmato, ma non si sa mai. A volte ci sorprendiamo da soli, come per il fatto che per 15 anni abbiamo detto che non avremmo mai più suonato come Autopsy e ora eccoci qua, 5 anni dopo la reunion. La vita è una follia in quel senso, a volte.
Nicolò, Francesco, Federico: Grazie mille, Chris! Vuoi dire qualcosa ai tuoi fan italiani per chiudere questa intervista?
Chris: Nessun problema, grazie per il vostro tempo e supporto. Un saluto a tutti quelli che hanno letto questa intervista fino alla fine! Spero di vedervi tutti un giorno. Sotto con Tourniquets, Hacksaws and Graves e via con gli incubi!!!


ENGLISH VERSION
Nicolò, Francesco, Federico: Hi Chris, it's a pleasure to interview a death metal legend for our webzine, thanks for this opportunity. .
Chris: Hey hey, cheers to all three of you! And of course anyone reading this. Yyeeaagghh!
Nicolò: As we can see, Autopsy is going through a second spring. After splitting up in 1995, since 2009 you've release so much material, all of excellent quality. How's to be back as Autopsy? What is inspiring you so much?
Chris: I guess it’s been pretty damn enjoyable. We’ve certainly been inspired. What’s the inspiration? Just feeling the vibe, I guess. Nothing in particular otherwise. That’s what makes the magic work…..going with the feeling and letting that dictate what does or doesn’t happen.
Francesco: Let's talk about your new album. How is it like and what's new? In what does it diversify from The Headless Ritual and what are the similarities to the previous? Even if we are expecting another Autopsy classic!
Chris: In my opinion, it’s quite similar to The Headless Ritual, but it’s also it’s own little world of depravity. The sound is similar, but not identical. Anyways, it’s really heavy and crushing and sounds like what a death metal album should sound like I dare say. Well, it sounds like Autopsy, anyways for whatever that’s worth. What’s new? The songs and art are the main culprits. No repeats or recycling at all, just new ways to ruin your mind.
Francesco: How did the songwriting go this time?
Chris: Same as always. It normally starts with one person messing around with a guitar until a song takes shape, then they show it to the rest of the band who learns it. Nothing fancy or scientific going on at all. If someone were to watch a song being written, it would probably be very boring. It only gets exciting when the whole band starts working on it and it starts to sound like a complete piece.
Francesco: About your new release, would you tell us something about the lyrical aspect? Does it stand on the line of your past works such as Mental Funeral and Severed Survival? Do you feel your lyrics are getting somehow stronger in any way?
Chris: It’s more themes that work well in the Autopsy world, simply put. There’s plenty of ways to capture the feel of what the music is calling for. That’s the interesting thing, coming up with lyrics that read like the music sounds or coming up with music that sounds like the lyrics. But yeah, I think the lyrics are quite suitable for the darkness that the music conjures.
Federico: Tourniquets, Hacksaws and Graves is going to include a self titled song, which will close the album. Usually, it’s more common to see self titled songs and/or albums in the first phases of a band’s career. Why did you choose to write a self titled song now? Is it particularly significant to you?
Chris: Just seemed like a cool time for something like that. I suppose I felt like thinking about the big picture as far as Autopsy is concerned. So I had the idea to write lyrics that contained elements from the whole history of the band, sort of like an overview in a strange way. It’s not autobiographical, but there’s a lot of reference dropping for anyone who’s paying attention. It was one of those things where it could have come out really cheesy or really cool and I think it came out really cool and unique. Plus it’s a great way to close out the album lyrically and musically.
Nicolò: How about the recording and mixing process? How this new album will sound like? Are you satisfied with it?
Chris: Same as always. We record drums, bass and rhythm guitars live. Yes, that’s right, in the same room at the same time. Whoa! Practically no one does that anymore. It’s always “drums recorded here and then, guitars recorded here and then, etc….” We only overdub solos, harmonies and vocals, that’s it. And for the record, there are NO click tracks, guide tracks, samples, re-amping, triggers or any of that nonsense. How will it sound? Like a real band playing real death metal. That’s what we’ve always been about and that still stands today. And hell fucking yes, we’re satisfied. We achieved exactly what we were going for in every way.
Francesco: Can you tell me anything about the artwork of the new album? Is it going to be available also in some kind of special edition?
Chris: Wes Benscoter, who did Macabre Eternal did it. It’s an instant classic cover in my view. Totally fits the music perfectly. I’ve heard different people say different things about what they think is happening in the art. Different stories and concepts, and I think that’s great. If it not only looks cool, but also gets you thinking more deeply about the details within, that’s awesome! Anyways, the album will be out on vinyl, media book cd and normal jewel case cd as well. There’s also a bundle package where you get a shirt with it as well. Check the Peaceville site for details on that one.
Nicolò: Autopsy has always been setting guidelines for every death metal band out there, giving the old school death metal style both a grinding attitude and a doom oriented sound. How does the new album sound like and how do you think Autopsy will be once again influential for today's death scene?
Chris: More fast stuff, more doom, more other assorted bits, you know the drill. What can I say, it sounds like Autopsy, you know? As far as it influencing anyone in any way, that’s not for me to say. Our job is done now and the album has become a living being of sorts. What it does from here on out is yet to be seen. I’m just happy we got it done and that it sounds just the way we wanted it to.
Nicolò: Today, what would you call the best Autopsy musical effort and why?
Chris: I have to say Tourniquets, Hacksaws and Graves. We should always feel like our newest album is the best, otherwise there’s no point in doing anything new. We should never ever finish up an album and say “well boys, this one’s good, but not as good as Severed Survival, or the last one, or whatever.” If things ever feel that way, we’ve officially arrived at the end of the road. In other words, we should always feel compelled to outdo everything we’ve done before. Gotta shoot for the stars instead of the trees!
Federico: Soon it will be Severed Survival’s 25th anniversary, just a few days after the release date of new album. Is it a coincidence or not? Today, how do you see Severed Survival? Do you plan to celebrate it in some way?
Chris: Definitely coincidence. I hadn’t thought about that, to be honest. How do I see Severed Survival today? Still sounds great to me and I can hear a bunch of young scumbags drinking beer and making some metal. It’s a great little time capsule and it still holds up today. Not bad for us literally spending half of the recording budget on weed. Haha! No special celebrations planned though. We’ve heard that album plenty of times to say the least, so I don’t think we’ll feel like we need to make an event out of hearing or playing it again.
Federico: In the latest Autopsy records, you delivered some of the best death/doom material of the last years, always with the typical style that made you so influential over the years. In some of the older records, and I’m especially thinking of Shitfun, you expressed genuine punk attitude. Shitfun has received some criticism during the years, but what is your opinion on the matter? Can we expect new Autopsy records with a similarly pronounced punk edge or do you consider that kind of attitude to be best expressed in other projects?
Chris: You know, it’s funny. I’ve heard plenty of people say Shitfun has punk attitude, but I just don’t hear that. It’s death metal through and through to me, but hey, what do I know? All of our albums have gotten plenty of criticism over the years and it’s usually only years later that some of them get appreciated. Nowadays I’m hearing more and more about how people love that record and can only new get their head around it. It is a filthy fucker, that’s for sure. Haha! And as for future records, who knows? You have to remember we’re making this all up as we go along.
Nicolò: Back in the days what drummers inspired you more and what bands (in metal and not) mostly influenced you?
Chris: Some drummers I really dig past and present are: Keith Moon, Dave Lombardo, Clive Burr, Neal Smith, Marc (Marky Ramone) Bell, Buddy Rich, Bill Ward, Max Roach, Jeff “Oly” Olsen. There’s more of course, but those are some that come to mind right away.
Nicolò: Abscess has been your main project after Autopsy and you called it quits in 2010. What have been the reasons and will be someday be able to ear of Abscess again?
Chris: Abscess disbanded when Clint Bower quit the band. He had had enough and we had to honor his decision. There could be no Abscess without Clint. He is a vital part of the formula and without him, it wouldn’t be genuine. The future is unpredictable as we’ve seen so far, but at this point I’d say Abscess reforming is not likely. At least we left behind a fairly monstrous catalog behind, so you can always get an earful that way.
Federico: Can you tell us about your newest project, Violation Wound? Will it be a sort of “more punk-ish” successor of Abscess or a completely different beast?
Chris: Ah, Violation Wound is purely old style punk/HC. It kinda sounds like the “lost punk band from 1983” or something, which works for me. It’s very basic but chock full of energy and with really good songs that get stuck in your head. The band is Joe Orterry on bass, Matt O’Connell on drums and myself on guitar and vocals. Our debut album will be out on May 26th on VIC Records. If raw primitive punk is your thing, check it out!
Federico: What’s the secret of Autopsy’s extremely long-lived relationship with Peaceville Records? Have you ever thought of changing label or even self-producing records?
Chris: Self producing, definitely not. We’ve been signed to Peaceville since 1988 and I guess we feel safe there. They give us their all we try to do the same for them. When we signed with them, they were just getting off the ground and so were we, so it was a good fit. Like the old saying goes, “if it ain’t broke, don’t fix it.”
Nicolò: Have you already planned a tour to support your new full-length? Are you planning to destroy some Italian venues in the future or take part to some summer festivals in Europe?
Chris: No touring, but that’s nothing new since we haven’t done that since 1993. We have done plenty of really cool select gigs throughout the world though. At this point nothing is booked, but you never know. Sometimes we surprise ourselves, like how for 15 years we said we’d never play as Autopsy again and here we are, five years after getting back together. Life is crazy that way sometimes.
Nicolò, Francesco, Federico: Thank you very much! Do you want to say something to your Italian fans to end this interview?
Chris: No problem, thanks for your time and support. Cheers to all who’ve read this interview all the way to the end! Hope to see you all someday. Crank up Tourniquets, Hacksaws and Graves and let the nightmares begin!!!


Intervista a cura di Nicolò Brambilla "Nicko", Francesco Fambrini "Francisarbiter" e Federico Arata "MrFreddy"



Flv
Lunedì 14 Aprile 2014, 19.35.27
2
grandissimo immenso gruppo ! Shitfun pero' non si salva su
er colica
Lunedì 14 Aprile 2014, 1.07.52
1
non sapevo che Chris avesse messo in piedi un gruppo punk hardcore e dunque mi sono subito fiondato come un mandrillo arrapato sul loro facebook ed ho ascoltato delle tracce , punk e hardcore , o sia chiaro nulla di impressionante è roba classica e suonata sul serio ,però a me scatta sempre l 'arrapamento, grande er pelatone chris!!! e aspetto pure gli autopsy più marci che mai!
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