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CRYPTIC WRITINGS - # 35 - Locust - Machine Head
19/04/2014 (2132 letture)
Formatisi nel lontano 1992 in quel di Oakland (California) i Machine Head sono considerati, assieme a realtà quali gli Exhorder e i Pantera da Cowboys From Hell in poi (giusto per fare due nomi) fra i principali portavoce del groove metal nel mondo,se escludiamo il quadriennio di parentesi nu-metal 1999-2003 che ha visto la nascita dei due controversi lavori The Burning Red e Supercharger. I testi delle canzoni, frutto del mastermind della band Robb Flynn, trattano per lo più di temi molto cari a tutti i vari sottogeneri di metal: rabbia, conflitti interiori e ribellione, con riferimenti anche alla religione e alla guerra.
Il testo che andiamo a prendere quest'oggi in esame è Locust, tratto dall'ultimo album dei Machine Head Unto the Locust del 2011, album che ancora una volta conferma il sound groove del combo californiano accostando in più delle parti melodiche che vanno ad armonizzare tutto l'insieme.

Iniziamo dal titolo del brano: conosciamo un po' tutti ciò che rappresenta la locusta nell'immaginario collettivo dell'umanità. Sin dall'antichità il nostro simpatico insetto è sempre stato associato all'immagine del portatore di morte e distruzione, dall'epopea di Gilgamesh agli episodi biblici (le famose Piaghe), ed è raffigurato persino nelle monete (stateri) della colonia greca di Metaponto. Inoltre Locusta (o Lucusta) è il nome di una fattucchiera, vissuta durante l'impero romano. Le sue origini sono ignote (forse era una druida celtica) e al suo emporio sul colle Palatino si recarono vari esponenti della nobiltà di Roma, tra cui Messalina, Agrippina Minore e suo figlio Nerone, a chiederle intrugli e pozioni per eliminare le persone scomode, data la sua vasta esperienza in campo erboristico.
Una volta caduto Nerone, Locusta fu accusata di aver commesso più di 400 omicidi per avvelenamento, quindi fu torturata e giustiziata pubblicamente: narra la leggenda che per l'esecuzione fu impiegata una giraffa in calore affinché la violentasse, poi fu data in pasto alle belve feroci!

Dopo questo breve excursus passiamo all'analisi del brano.
Osservando la prima strofa, introdotta dai corposi riff di Flynn e Demmel:

Sweet caress
Grazes my skin
It's loveless
These hooks sink in
Behind an angel's disguise
An insect preys
Mandibles cut like a knife
The reckoning


Dolce carezza
Scortica la mia pelle
è senza amore
Questi uncini affondano
Dietro il travestimento di un angelo
Un insetto caccia
Le mandibole tagliano come un coltello
Un regolamento di conti


vi è la descrizione della natura di questa locusta: nonostante l'apparenza innocua (celata sotto una veste angelica) e rassicurante, è un'orrida creatura antropomorfa, un parassita che nasconde uncini e mandibole taglienti come coltelli, sempre alla spasmodica ricerca di una vittima da prosciugare.
In effetti questa descrizione non si discosta molto da quella che ci fornisce l'Apocalisse di Giovanni (9, 7-11); Dopo la liberazione dei Quattro Cavalieri e l'apertura dei Sette Sigilli, sette angeli suonano le loro trombe, provocando sette piaghe sulla terra; ecco cosa vede il santo quando suona la quinta tromba:
 E nella forma le locuste eran simili a cavalli pronti alla guerra; e sulle teste aveano come delle corone simili ad oro e le loro facce eran come facce d’uomini. E aveano dei capelli come capelli di donne, e i denti eran come denti di leoni. E aveano degli usberghi come usberghi di ferro; e il rumore delle loro ali era come il rumore di carri, tirati da molti cavalli correnti alla battaglia. E aveano delle code come quelle degli scorpioni, e degli aculei; e nelle code stava il loro potere di danneggiare gli uomini per cinque mesi. E aveano come re sopra di loro l’angelo dell’abisso, il cui nome in ebraico è Abaddon, e in greco Apollion.
Ora passiamo al ritornello, diviso in due strofe:

Forming clouds
Their shadow shrouds
Louder the tattered wings they sound
Descending


In forma di nubi
La loro ombra avvolge
Sempre più forte suonano le ali lacere
Discendendo


Down they come
The swarm of locusts
Skies above
Converge to choke us
Feast of souls
Consume the harvest
Young and old
Suffer unto the locust


Giù, arrivano
Gli sciami di locuste
I cieli al di sopra
convergono per soffocarci
Banchettano di anime
Consumano il raccolto
Giovane e vecchio
Patiscono al cospetto della Locusta


Nella prima strofa del ritornello viene descritto il comportamento della nostra creatura: si sposta in grossi sciami compatti di campo in campo (tanto da oscurare il cielo) e durante la discesa emette il suo caratteristico frullare d'ali, sempre più forte man mano che si avvicina al suolo, quasi un segnale d'allarme.
Nella seconda strofa troviamo invece un altro riferimento biblico: l'episodio dell'Ottava piaga d'Egitto descritto nell'Esodo (10,1-20).
Dopo ben sette catastrofi, vedendo che il faraone egizio si ostinava a non voler liberare dalla schiavitù il popolo ebraico e a non riconoscere Dio come grande e onnipotente:
Allora l'Eterno disse a Mosè: «Stendi la tua mano sul paese d'Egitto per le locuste, perché salgano a coprire il paese d'Egitto e divorino tutta la vegetazione del paese, tutto quello che la grandine ha lasciato».
Allora Mosè stese il suo bastone sul paese d'Egitto; e l'Eterno fece levare un vento orientale sul paese tutto quel giorno e tutta la notte; come venne la mattina, il vento orientale portò le locuste. 
E le locuste salirono su tutto il paese d'Egitto e si posarono su tutto il territorio d'Egitto in gran quantità. Non c'era mai stato un simile flagello di locuste prima e non ce ne sarà più un altro. 
Esse coprirono la faccia di tutto il paese, tanto da oscurare la terra; e divorarono tutta la vegetazione del paese e tutti i frutti degli alberi che la grandine aveva lasciato; e non rimase più nulla di verde sugli alberi e sugli arbusti della campagna, per tutto il paese d'Egitto.

Arrivato a quel punto il faraone, sgomento, implorò il perdono del Signore, il quale fece levare un fortissimo vento di ponente che spazzò via tutte le locuste e le fece annegare nel Mar Rosso, senza lasciarne una.

Proseguendo nell'analisi, con la seconda strofa:

Surrender
These veins are bled
Devoured
Nothing sacred
Strings pull the marionettes
See how they dance
Upon the winds that beget
Our pestilence


Arrenditi
Queste vene sono sanguinanti
Divorate
Niente di sacro
I fili muovono le marionette
Guarda come danzano
Sopra i venti che generano
la nostra pestilenza


vediamo l'attacco della nostra locusta che inizia a consumare senza pietà, con voracità, manovrata da qualcuno o qualcosa che la porta ad agire in questo modo, appunto come un burattino in mano al suo burattinaio. Evidente anche qui il parallelismo con le locuste dell'Apocalisse, alle quali viene impartito l'ordine di attaccare gli infedeli per un periodo di tempo limitato:
E fu loro detto di non danneggiare l’erba della terra, né alcuna verdura, né albero alcuno, ma soltanto gli uomini che non aveano il suggello di Dio in fronte. E fu loro dato, non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi; e il tormento che cagionavano era come quello prodotto da uno scorpione quando ferisce un uomo. E in quei giorni gli uomini cercheranno la morte e non la troveranno, e desidereranno di morire, e la morte fuggirà da loro.

Osservando invece i versi seguenti:

Bleeding from my eyes
This plague is sent to erase us
Bleeding from inside
These vermin can't infiltrate us


Sanguinando dai miei occhi
Questa piaga è stata mandata per sopprimerci
Sanguinando dall’interno
Questi parassiti non possono violarci


Faith appears and holds a candle
Hark the angels sing


La fede appare e stringe una candela
udite gli angeli cantare


Notiamo tramite un'immagine cruenta, che la nostra vittima è ormai allo stremo delle forze, le sue energie sono state succhiate da questi parassiti, che tuttavia non potranno mai ucciderla perché non è nel loro intento.
All'improvviso vi è un'epifania: un essere celestiale che regge una candela, un monito a non perdere la speranza nei momenti più bui poiché essa sarà la nostra luce per andare avanti nel nostro cammino.
Dopo l'invito ad ascoltare gli angeli possiamo sentire le due chitarre di Demmel e Flynn che si alternano tra di loro: il primo utilizza dei toni lenti e melodici, mentre il secondo al contrario risulta più oscuro e incalzante, rendendo l'idea della lotta tra le forze del bene e quelle del male.

Al culmine di questo confronto, ecco il nuovo ritornello

Forming clouds
Their shadow shrouds
Louder the tattered wings they sound


In forma di nubi
La loro ombra avvolge
Sempre più forte suonano le ali lacere


Tear the veil
The lies derail
Purity ever will prevail
Trumpets sound
The shattered crown
Halos of truth now they surround
The charade comes down


Strappa il velo
Le menzogne deragliano
La purezza prevarrà per sempre
Le trombe risuonano
La corona infranta
Aure di verità ora loro circondano
La farsa crolla


Con il dualismo bene/male e la conseguente vittoria del primo arriviamo alla fine del testo: le trombe squillano per annunciare la vittoria, le locuste soccombono e battono in ritirata. Con la ripetizione della seconda strofa del ritornello e un breakdown ci viene resa l'idea della ritirata: le nostre bestiole saranno state sconfitte definitivamente o sono soltanto andate via a cercare una nuova vittima? Non è dato saperlo... E lasciandoci con questo interrogativo si conclude la canzone.

Arrivati alla fine viene ovviamente spontaneo chiedersi: qual è il messaggio che l'autore ci vuole comunicare con questa canzone?
E' presto detto: Phil Demmel e Robb Flynn hanno spiegato che la locusta è la metafora di esperienze personali avute a contatto con quel genere di persone che entrano nella vita di qualcuno, ispirando fiducia e sicurezza, ma in realtà si rivelano meschine e approfittatrici; in questo modo esse si rifanno sulla bontà del malcapitato, che sarà vessato emotivamente fino a quando sarà scoperto l'inganno. A quel punto questi esseri subdoli saranno costretti a ritirarsi altrove per compiere una nuova “strage”.
Per cui, concludendo, Locust è un piccolo grande insegnamento per noi ascoltatori: non bisogna mai fidarsi a primo acchito delle persone che abbiamo davanti. Può sembrare un avvertimento scontato ma questo tipo di persona si nasconde ovunque: può essere il nostro capo, il nostro collega o addirittura il/la nostro/a partner; alle volte uscire fuori da queste situazioni può risultare parecchio difficile (se non impossibile), basti pensare, ahimé, ai vari casi di cronaca su stalking, mobbing e violenze psicologiche che al giorno d'oggi avvengono con maggiore frequenza di quanto avveniva in passato e talvolta portano addirittura alla morte.



anvil
Giovedì 24 Aprile 2014, 9.51.39
2
Brava , mi è piaciuto , ottimo pezzo dei Machine Head.
EdoHard
Sabato 19 Aprile 2014, 11.41.41
1
brava! ottima spiegazione per una grande canzone...
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monete (stateri) della colonia greca di Metaponto
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Machine Head
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Robb Flynn e Phil Demmel, autori delle lyrics
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