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SABATON - I nuovi eroi - A tu per tu con Pär Sundström
01/05/2014 (2365 letture)
È il giorno di San Patrizio, una delle prime giornate calde dell'anno a Milano. Nel pomeriggio ho un appuntamento in un hotel vicino alla stazione per incontrare Pär Sundström, bassista del gruppo svedese Sabaton; quando arrivo, accompagnata dalla mia amica fotografa, lui eJoakim Brodén stanno incontrando alcuni fan. Appare subito evidente quanto siano diversi, il cantante esuberante e allegro, il bassista più pacato e incredibilmente gentile. Dopo pochi minuti ci accomodiamo con lui, che osserva con educata curiosità mentre dispongo davanti a me i fogli fitti di domande che ho preparato...

Unknown Danger: (seguendo il suo sguardo e indicando i fogli, ndr) ho molte domande per te oggi.
Pär Sundström: sono felice che tu le abbia! Mi sarebbe dispiaciuto se oggi non fossimo stati qui.

Unknown Danger: bene, innanzitutto parliamo di Heroes, che uscirà nel mese di maggio. Come descriveresti il sound di questo nuovo album?
Pär: direi che chiunque abbia sentito i Sabaton prima d'ora riconoscerà qualcosa dei primi Sabaton. In questo album però il sound, le canzoni e in particolare il modo in cui sono scritte hanno fatto un piccolo passo in avanti. Penso sia successo in parte perché abbiamo imparato qualcosa in più in quello che facciamo ma anche perché abbiamo subito molta pressione, una pressione estremamente forte, dopo Carolus Rex, che per noi è una pietra miliare della nostra carriera. Molte persone ritengono che sia un grande disco e quindi dobbiamo fare meglio. Ora abbiamo anche dei nuovi membri, se non scriviamo un ottimo album alcune persone potrebbero dire che i Sabaton erano meglio prima. Quindi abbiamo sentito questa forte pressione e, a volte, quando si fa qualcosa sotto estrema pressione, si dà il meglio di sé; ci metti tutto te stesso e credo che sia quello che abbiamo fatto per il nuovo album. Abbiamo stabilito la regola che ogni canzone avesse una sua individualità, che fosse separata dalle altre; penso che abbiamo avuto successo in questo, ogni brano è diverso dagli altri.

Unknown Danger: e si tratta di una differenza musicale o che riguarda anche i temi e i testi?
Pär: i temi e i testi sono tipicamente Sabaton, sono ciò che i fans si aspettano. Il suono invece... abbiamo lavorato con Peter Tagtgren, che ha prodotto anche Carolus Rex. Quando fai qualcosa per la prima volta con qualcuno, impari. Anche se Peter ha registrato molti album e noi abbiamo fatto molti dischi, non avevamo mai collaborato prima di Carolus Rex. Ora invece sapevamo già come lavora e lui sapeva come lavoriamo noi, quindi l'insieme suona meglio; abbiamo lavorato in maniera veloce e semplice.

Unknown Danger: hai accennato brevemente ai nuovi membri dei Sabaton. Per quanto riguarda la fase di scrittura, come hanno collaborato con la band?
Pär: penso che abbiano decisamente aiutato a trovare nuovi modi di pensare, ma facendo comunque le cose con il nostro stile. Per esempio, quando Thobbe, Hannes o Chris scrivono una canzone, non suona come Sabaton, non suona in quel modo particolare. Ma lavorando poi sulla melodia o su alcune idee, allora suona come Sabaton.

Unknown Danger: che cosa vi ha ispirato nella stesura di questo disco?
Pär: diverse cose. Per quanto riguarda i testi, siamo stati ispirati dalla storia di Witold Pilecki, che ha ispirato il brano Inmate 4859. Nel 2010 abbiamo pubblicato l'album Coat of Arms e. anche se il disco era completo, avevamo ancora una storia da raccontare; ci siamo detti che un giorno avremmo dovuto scriverne e l'abbiamo tenuta in mente per quattro anni. Ora abbiamo pensato che Heroes avrebbe potuto parlarne. Quindi... la storia è sempre stata nella nostra mente. Poi un giorno Joakim è arrivato dicendo “ho appena scritto una canzone per Heroes”, ed era il brano intitolato Smoking Snakes. Prima di scrivere i testi avevamo una versione demo delle canzoni, e da qui è nato Heroes. Questa è stata la spina dorsale dell'album, insieme alla storia di Witold Pilecki, da cui è partito l'intero processo di scrittura.

Unknown Danger: parlando dei testi, i temi che affrontate sono ispirati alla storia e riguardano battaglie storiche. Puoi spiegarci perché prediligete questi argomenti? Qual è la tua opinione sulla storia dell'uomo?
Pär: in generale, la storia esiste per permetterci di ricordare e per ispirarci. La mia opinione sulla storia dell'umanità? Troppe persone sono morte. Purtroppo è nella natura umana essere egoisti e distruggersi a vicenda, uccidersi. Anche se abbiamo molte cose di cui scrivere, preferirei che non ci fossero guerre e che di conseguenza Sabaton non esistessero; sarebbe un ottimo sacrificio.

Unknown Danger: recentemente ho avuto occasione di vedere l'artwork di Heroes. Come hanno reagito i vostri fan quando lo avete pubblicato?
Pär: beh, è sempre emozionante, molte persone ne parlano e si emozionano. Penso... di sicuro per molte persone siamo una parte molto importante delle loro vite. Quando facciamo qualcosa, qualsiasi cosa sia, loro reagiscono, in un modo o nell'altro, ed è fantastico. È un potere che dobbiamo usare nel modo giusto. Quando abbiamo pubblicato l'artwork, in molti hanno reagito con sentimenti diversi... ma significa che c'erano molti sentimenti. Se nessuno avesse detto nulla, avremmo fallito. È come quando fai uscire un disco e le persone non lo ascoltano, è triste. Ma se pubblichi un disco e le persone ne parlano, lo ascoltano, allora va bene.
A me piacciono entrambi gli artwork, ne abbiamo anche uno per la limited edition. Pensando alla limited edition volevamo che si potesse avere davvero qualcosa di limitato.

Unknown Danger: quindi è per questo che avete creato due copertine?
Pär: sì, ma le amo entrambe.

Unknown Danger: abbiamo detto che Thobbe, Chris e Hannes sono i nuovi membri dei Sabaton. Puoi raccontarci perché i precedenti elementi hanno deciso di lasciare la band e come avete incontrato i nuovi?
Pär: dunque, per quindici anni abbiamo fatto questo nella vita. Quando avevamo diciassette anni era tutto molto diverso; non avevamo pensieri, tutti volevano divertirsi e suonare. Dopo quindici anni, però, alcuni di noi hanno messo su famiglia, alcuni hanno una moglie e dei figli; allo stesso tempo, viaggiamo per duecentocinquanta giorni all'anno. Quindi... ci siamo trovati in disaccordo su dove il gruppo volesse andare; io volevo suonare di più, altri volevano suonare di meno. Abbiamo preso strade diverse e dovevamo trovare nuove persone per la band. Ho iniziato a chiedere in giro: “conosci qualcuno che voglia suonare la chitarra?”. Ho iniziato col chiamare Thobbe per presentarmi e lui si è chiesto che cosa volessi; gli ho detto: “voglio che tu prenda un aereo domani per venire a Stoccolma ed incontrarci”. Lui è venuto a Stoccolma e abbiamo fatto una chiacchierata; gli ho detto: “so già che sei un bravo chitarrista, non hai bisogno di dimostrarmelo. Volevo solo conoscerti personalmente. Ok, torna a casa, prendi la chitarra, lascia il tuo lavoro, torna fra due settimane e impara tutte le canzoni”. Il giorno dopo ho incontrato Chris e anche con lui è stata la stessa cosa: “puoi venire qui ora?”. Lui mi ha raggiunto, abbiamo pranzato insieme e poi anche lui ho detto: “torna a casa e prendi la chitarra”; ed è ciò che ha fatto.
Hannes, il batterista, è arrivato un po' più tardi. Abbiamo fatto dei tour insieme, lo avevo incontrato ad un festival perché era con gli Evergrey. Dopo è diventato il tecnico della batteria per il nostro batterista provvisorio. Ci piaceva Hannes, è un bravo ragazzo ed è un piacere lavorare con lui. Un giorno mi ha chiesto: “se non avete un batterista, e so che non l'avete, mi piacerebbe suonare con voi”. Non ci avevo mai pensato! A volte non c'è bisogno di cercare lontano. Lui era sempre stato lì, era in tour con noi e conosceva già le canzoni.
Non abbiamo voluto cercare in modo ufficiale i membri per la band, è una strada più lunga. Magari qualcuno si presenta e sembra buono all'inizio, per poi dimostrarsi non così buono; così invece sappiamo che i ragazzi sono fantastici.

Unknown Danger: come ci hai appena ricordato, siete stati molto tempo in tour dopo l'uscita di Carolus Rex. Puoi raccontarci i momenti più divertenti e le esperienze spiacevoli che avete vissuto?
Pär: non abbiamo avuto così tante brutte esperienze e non abbiamo fatto nulla di pazzesco. Però, quando inizi un tour con dei nuovi membri nel gruppo... Sai, Joakim ed io facciamo questo da molto tempo, sappiamo cosa aspettarci... e non beviamo così tanto. Ai nuovi ragazzi abbiamo detto: “non vi diremo cosa dovete fare e cosa no, dovrete imparare da soli”. Alcuni dei ragazzi bevevano ogni giorno e dopo un po' hanno iniziato a chiedersi “come diavolo riuscite a fare questo ogni giorno? Fare festa ogni giorno? E lo fate da così tanti anni...”, oppure “ho i postumi di una sbornia” e cose del genere. Esattamente. Noi non lo facciamo, è impossibile far festa ogni giorno e rimanere concentrati. In più, non abbiamo bisogno di essere ubriachi per suonare, noi amiamo suonare.

Unknown Danger: parlando di brutte esperienze, però, ricordo che una volta sono andati persi tutti i vostri strumenti.
Pär: succede, è qualcosa che bisogna mettere in conto. A volte l'attrezzatura può andare persa; è una brutta esperienza ma non è un disastro, siamo preparati per questo.
Una vera brutta esperienza invece è quando vengono cancellati i concerti, senza che ciò dipenda da noi. Molte persone comprano i biglietti e sono dispiaciuto per i fans.

Unknown Danger: a gennaio avete anche suonato in una palestra, prendendo parte ad una lezione di spinning. Come vi è venuta questa idea?
Pär: vedo che sorridi quando ne parli e penso che finché fai questo, allora non abbiamo sbagliato. Se mi viene un'idea, la spiego alle persone e loro semplicemente dicono ok, o reagiscono male, non va bene; ma se mi viene un'idea e ricevo sorrisi, allora dev'essere una buona idea.

Unknown Danger: ho anche notato che dedicate molto del vostro tempo, quando siete in tour, a fare esercizi per mantenervi in forma. Perché è così importante per la band?
Pär: a molti fan piace vedere un gruppo che beve molta birra o whiskey, ma nessuno davvero vuole vedere uomini vecchi, grassi e brutti. Credo che alla fine tutti vogliano vedere una band che si diverte e che ha molta energia. Per i Sabaton questo è molto importante, quindi passiamo molto tempo a sviluppare questa energia, per essere in grado di divertirci e far divertire e anche per non essere deboli. Se tutto va bene potremo suonare per ancora molto tempo; spero di poterlo fare finché avremo sessant'anni e dimostrarne venti! (risate, ndr)

Unknown Danger: quali sono i tuoi gruppi preferiti al momento?
Pär: in questo periodo? Mi piacciono molto i Battle Beast; sono la band migliore che ho visto in molti anni, probabilmente la migliore che conosco, sono grandi.

Unknown Danger: pensi che la scena musicale svedese sia diversa rispetto a quella degli altri paesi?
Pär: n Svezia abbiamo avuto negli anni molti artisti di successo. È bello essere un artista in Svezia... intendo, intraprendere questa strada. Le scuole di musica sono per tutti e se vuoi fondare una band e non hai soldi, né altro, lo stato ti fornisce un posto dove fare le prove, chitarre, amplificatori, microfoni, ti aiuta a registrare il tuo cd... Supportano molto la musica, molti artisti hanno la possibilità di diventare grandi. È qui che arrivano i problemi; ci sono così tanti artisti in Svezia che è difficile emergere.

Unknown Danger: navigando sul vostro sito web ho visto che avete una sezione dedicata alle persone che vogliono incontrare la band. Quanto è importante per voi avere una relazione diretta con i fan?
Pär: per noi è molto importante. C'è qualcosa di più. Mi chiedo sempre se possiamo fare qualcosa di speciale e a volte possiamo davvero, dando alle persone ricordi che conserveranno per una vita. So che esistono dei momenti significativi nella vita di ognuno di noi; amo essere presente in quei momenti per qualcuno. Mi piace suonare sul palco ma anche incontrare le persone, che ti dicono “amiamo la band”; te lo dicono, te lo spiegano e tu ci credi. È una cosa più forte. Possiamo farlo in diverse occasioni e amo farlo; forse possiamo essere un momento significativo, sarebbe bello.

Unknown Danger: mi dispiace ma abbiamo terminato il tempo a nostra disposizione... e avrei voluto chiederti molte altre cose!
Pär: ho parlato troppo!

Unknown Danger: no, anzi è molto bello sentirti parlare con questa passione. Vorresti dire qualcosa ai tuoi fan che non ho avuto modo di chiederti e che per te è importante?
Pär: beh, ci sono molte cose importanti per me e i fan sono una di queste. Questa è sempre la domanda più difficile perché mi sento sempre vuoto in un certo senso; è molto difficile quando qualcosa è richiesto da te in questo modo. Vorrei dire che sono molto felice, ora; oggi sono molto felice. Per l'album Carolus Rex non ci era stato permesso di venire in Italia per promuoverlo; non c'era interesse. Ora abbiamo avuto un'intera giornata di richieste quindi ho realizzato che l'Italia è più interessata a noi. Sono felice che abbiamo potuto fare questo e di aver incontrato tutte queste persone.

Unknown Danger: grazie mille.
Pär: grazie a voi.


Grazie ad Anna Fortini per le foto allegate all'intervista.



GorgoRock
Venerdì 2 Maggio 2014, 18.56.58
4
A me piace moltissimo il cantante Joakim Brodén sia come voce, che come frontman. E il loro sound......cosa dire.....SPACCANO!
Sonny
Venerdì 2 Maggio 2014, 16.21.59
3
Ottimo gruppo, li vedrò quest'estate ed ho grandi aspettative! Complimenti per l'intervista
Cristiano
Venerdì 2 Maggio 2014, 15.24.54
2
Speriamo vengano!!
Painkiller
Venerdì 2 Maggio 2014, 11.05.27
1
Bene Gaia, bella intervista! Dalle ultime parole posso sperare che vengano in Italia a supportare heroes?
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