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NEGURA BUNGET + L`ALBA DI MORRIGAN + DELIRIUM X TREMENS - Seven Live, Vigodarzere (Padova) - 01/05/2014
07/05/2014 (2338 letture)
Era bastata l'esibizione al Fosch Fest per convincere molti (sottoscritto compreso) del valore dal vivo dei Negura Bunget così, quando è stato annunciato il tour europeo (con tanto di quattro date in Italia) i dubbi erano pochi: un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.
Dunque, eccoci un giovedì sera nella provincia padovana, alla ricerca delle allucinanti emozioni che solo gli sciamani del black sanno regalare...

DELIRIUM X TREMENS
Tocca ai bellunesi dare fuoco alle polveri e, dopo un tormentato line-check, i quattro prendono posto sul palco, abbigliati con i tipici costumi di scena ed accompagnati, come di consueto, dal gonfalone del comune di Belluno, disposto accanto al palco.
Per chi non li conoscesse, i Nostri propongono un death metal molto caratteristico: i brani hanno un ritmo molto cadenzato e sono ricchi di inserti di strumenti tipici che, accanto alla scelta lirica di narrare una serie di storie legate alla città natale della band facendo anche uso dell'italiano, forniscono una solida identità alle composizioni dei Delirium X Tremens.
La setlist propone molti estratti da Belo Dunum, riuscendo a dar vita ad uno spettacolo impeccabile dal punto di vista sonoro e scenicamente coinvolgente, nonostante il pubblico fatichi a sciogliersi in prima battuta. Questo non scoraggia il frontman Ciardo, che invita ripetutamente i presenti a fare un passo avanti verso il palco: grazie all'impatto dei brani e al carisma del cantante i Delirium X Tremens riescono a conquistare il pubblico brano dopo brano, riuscendo a scuoterlo con le ritmiche serrate (Teveròn, The Sleeping Giant, The Legend Of Càzha Selvàrega) e a sorprenderlo con gli inserti più particolari (come nel break di I Was o nell'apertura di Artiglieria Alpina). Tra i pezzi proposti nella quarantina di minuti a propria disposizione c'è spazio anche per un inedito, Owl, che si propone come prosecuzione della linea stilistica intrapresa con Belo Dunum, rinforzato dalla solida prova alle sei corde di Med e dal lavoro minuzioso alle pelli di Thomas; in chiusura invece il quartetto propone New-Clear File da CreHated From No_Thing, con cui conclude la performance.
Nonostante i presagi non fossero dei migliori, i Delirium X Tremens portano a casa un'esibizione potente e ben riuscita sotto tutti i punti di vista: consiglio a chi ancora non conoscesse quest'interessante realtà che, tra le altre cose, dà lustro ad un pezzo di storia e folklore tutto nostrano, di affrettarsi a recuperare.

SETLIST DELIRIUM X TREMENS:
1. I Was
2. Teveròn, The Sleeping Giant
3. The Legend Of Càzha Selvàrega
4. Artiglieria Alpina
5. 33 Days Of Pontificate
6. Owl
7. New-Clear File


L'ALBA DI MORRIGAN
Di tutt'altra natura, la proposta de L'Alba di Morrigan si piazza come un cuscinetto tra le due band estreme della serata, riuscendo comunque a non sfigurare in questo contesto grazie alla propria ricercata delicatezza. Il post-rock dei torinesi è ricco di aperture atmosferiche e viene riproposto in un clima intimo e sognante, che rende ancor più evocativo e malinconico il fiume di note sciorinato dalle sei corde, tra correnti di arpeggi e turbinii del basso di Alessio Caruso.
Tutto lo show pesca da The Essence Remains e si comincia con Holy Mountain (pt 1), ma ben presto Ugo Ballisai e soci decidono a spiazzare il pubblico proponendo prima una cover di The Crown And The Ring (che sorprende piacevolmente Viç) e poi reinterpretando Lilith in chiave più soft, in cui Ugo si dedica al solo lavoro vocale, rendendolo più deciso rispetto alla versione studio ed inasprendone il ritornello.
La band dimostra di essere molto compatta a livello strumentale, tanto da lasciarsi andare a lunghi passaggi senza voce e scegliendo poi di proporre anche una traccia senza cantato (24 Megathons) in cui si odono echi folk impreziositi dai giochi di batteria di Alex Scarpulla. Il mix tra le chitarre acustiche riverberate ed i lunghi accordi distorti risulta essere una delle più azzeccate scelte del quartetto, che si mantiene in equilibrio sul filo del post e sa dosare le apertura più energiche ai momenti in cui l'atmosfera si fa novembrina.
Seppure non ci sia nulla da eccepire sull'esibizione de L'Alba di Morrigan, lo show si conclude presto e con un po' di amaro in bocca a causa della breve durata. Sicuramente una band da rivedere in un contesto più calmo e con più tempo a disposizione.

SETLIST L'ALBA DI MORRIGAN:
1. Holy Mountain (pt 1)
2. Holy Mountain (pt 2)
3. The Crown And The Ring
4. Lilith
5. 24 Megathons
6. The Fairies Circle


NEGURA BUNGET
Il suono del tulnic di Țara De Dincolo De Negură apre lo show dei Negura Bunget ed immediatamente il pubblico viene trasportato nei boschi transilvani, in cui il quintetto si muove a proprio agio tra riti ancestrali e fumi allucinogeni. La nuova formazione è a proprio agio sul palco, seppure toaca, tulnic e tastiera siano relegate in una posizione in cui occupano meno spazio possibile. La musica ammaliante e la curiosità dei presenti per gli strumenti tipici riescono immediatamente a conquistare il pubblico si è radunato davanti al palco, ad occhio e croce almeno una cinquantina di persone stanno assistendo al concerto da una posizione ravvicinata ed il responso è molto positivo.
Si prosegue con un nuovo brano, Schimniceste, che farà parte di Tau ed ha un ritmo ipnotico, quasi doom, e lunghi cori liturgici, per poi tornare a Vîrstele pămîntului con Pămînt. La setlist trova spazio anche per OM, richiamato attraverso l'oscura Cunoașterea Tăcută. Siamo alle battute conclusive del brano quando una corda della chitarra di Adi "OQ" Neagoe si rompe, ma prontamente Ugo Ballisai fornisce la propria ascia al collega, mentre gli altri membri de L'alba di Morrigan si affrettano a sostituirla per ridare lo strumento al rumeno. È in quest'occasione che si nota che non solo Adi suona da mancino, ma con una chitarra che ha le corde montate a rovescio!
Tărîm Vîlhovnicesc, il secondo inedito di Tau presentato stasera (se non si conta Curgerea Muntelui, già pubblicata come singolo lo scorso anno), riesce a catturare i presenti mostrando tutte le caratteristiche del Negura-sound a cui i rumeni hanno abituato il proprio pubblico: ritmiche serrate su cui le asce dipingono melodie ipnotiche e inserti particolari degli strumenti tipici, che confluiscono in un ritornello solenne, in cui la voce di Tibor K. si fa rituale.
Non appena il guasto è riparato e viene restituita la chitarra ad Adi "OQ" Neagoe, questo la posa sul treppiede, perché nell'atmosferica Curgerea Muntelui il suo ruolo è alle tastiere. Il brano, che presentato come singolo poteva apparire fuori contesto (non era semplice riuscire a bissare Norilor), trova una sua dimensione in sede live, riuscendo a creare un ottimo diversivo per spezzare il ritmo.
Restano solo un paio di tracce a separare i Negura Bunget dalla conclusione, il cavallo di battaglia Dacia Hiperboreană, sinistro e lisergico inno alla regione della band, e Blăznit, concessa come encore dopo una finta uscita dal palco; il pubblico non è ancora sazio del rituale dei boschi oscuri, ma sfortunatamente questa celebrazione si è conclusa.
Un lungo applauso congeda Negru e soci, con la speranza che ci siano presto nuove occasioni di poter vedere i Nostri nel bel paese.

SETLIST NEGURA BUNGET:
1. Țara De Dincolo De Negură
2. Schimniceste
3. Pămînt
4. Cunoașterea Tăcută
5. Tărîm Vîlhovnicesc
6. Curgerea Muntelui
7. Dacia Hiperboreană
8. Blăznit


La serata si conclude ed i presenti lasciano il Seven Live con un po' di malinconia, ma estremamente soddisfatti: si sono susseguite tre ottime band e l'organizzazione dell'evento è stata all'altezza delle aspettative. La scelta logistica non poteva essere delle migliori, pur figurando pieno, il locale manteneva un'aura di intimità adatta alla proposta dei nomi coinvolti e tutte le performance valevano il prezzo del biglietto. Peccato solo che la partecipazione italiana rimanga in eterno un fattore su cui lavorare: la scena ha molto da offrire e spesso i nomi meno altisonanti sono in grado di regalare grandi soddisfazioni, basta solo avere la voglia di seguirli ed investire su di loro, l'augurio è questi continuino a credere nel pubblico tricolore ed aver voglia di fare tappa in Italia.

Tutte le foto a cura di Vincenzo Cappelleri “Viç”.



Theo
Mercoledì 7 Maggio 2014, 14.57.23
5
Io è la seconda volta che li vedo (anche l'anno scorso la presentavano) con questa formazione... Per me molto meglio di quella del Fosch Fest, senza paragone, dove pure erano stati molto bravi. Visti a Bresso questo tour, splendidi, mi hanno lasciato per la terza volta senza parole, non credevo riuscissero a bissare il concerto magnifico dell'anno scorso, e invece mi hanno smentito
Punto Omega
Mercoledì 7 Maggio 2014, 12.11.26
4
Devo vederli in questa formazione.
GioMasteR
Mercoledì 7 Maggio 2014, 10.46.36
3
@Zess: Tibor K mi sembra più in gamba di Chakravartin e, pur non essendo Hupogrammos, ha una buona resa vocale anche nei pezzi più datati. Ho anche avuto l'impressione che i nuovi brani siano stati plasmati sul suo timbro, senza forzarlo ad adottare uno stile che non gli appartiene. Quanto all'affiatamento strumentale, la performance è stata ineccepibile.
Doomale
Mercoledì 7 Maggio 2014, 10.19.28
2
....Mi sembra esser statp un interessante concerto!! E sopratutto grandissimi Delirium x Tremens....uno dei pochi gruppi death che riesce a farmi venire i brividi con le loro drammatiche visioni riguardo il passato del popolo dolomitico. Onore a loro...meriterebbero di raccogliere molto di piu!
Zess
Mercoledì 7 Maggio 2014, 2.23.52
1
I Negura hanno migliorato l'affiatamento dal vivo e, soprattutto, la resa del cantante? Li ho visti prima e dopo il cambio di formazione, non rimanendo affatto convinto da quella voce.
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La locandina dell'evento
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Live Report
NEGURA BUNGET + L`ALBA DI MORRIGAN + DELIRIUM X TREMENS
Seven Live, Vigodarzere (Padova) - 01/05/2014
 
 
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