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L‘ARCHIVIO DELLA ‘ZINE - # 14 - Rainbow, Pretty Maids, Jorn, Trouble, Raven, Iron Maiden.....
09/06/2014 (1927 letture)
La stagione delle rondini è ormai tecnicamente passata a dispetto di un meteo che solo adesso pare essersene definitivamente accorto, ed è ora di svuotare gli armadi per poi riempirli di vestiti più leggeri ed estivi. Dal nostro cambio di stagione sono venute fuori tante, ma tante recensioni che erano rimaste sepolte nei cassetti più lontani e nelle ante più alte della nostra webzine. Ora non aspettano altro che di essere lette da voi. E' proprio il dato numerico quello che più teniamo a sottolineare, il quale evidenzia il sostanziale mantenimento da parte dei nostri redattori di un ritmo che, vi assicuro, è proibitivo se sommato agli altri impegni che la nostra testata richiede per restare ai livelli cui vi abbiamo abituato. In mezzo agli scritti che leggerete, oltre alle consuete recensioni redatte appositamente per la rubrica, ne troverete alcune altre rifatte ex novo e rese più in linea rispetto ai criteri qualitativi che ci contraddistinguono. Rimane solo da aggiungere: buona estate e buona lettura..

NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE
Visto il numero delle recensioni a disposizione, almeno per stavolta abbiamo raggruppato tutto in sole tre macro-sezioni, contenenti quindi dischi di un certo settore principale unitamente ad altri connotati da sfumature musicali diverse, ma a queste accostabili in linea generale. Vi ricordiamo che in mezzo ci sono anche quelle riscritte che, altro nostro piccolo sfizio per questa puntata, vi lasciamo scoprire da soli. Direi allora di cominciare e di farlo dal settore più tradizionale, ossia quello hard rock, coprendo con questo primo lotto di scritti un periodo che va dal 1972 al 2013.

Jeronimo - Time Ride
Non è mai semplice avere a che fare con un disco hard rock dei primi anni 70. E’ necessario immergersi in atmosfere e suoni ormai di altri tempi, soprattutto se non si tratta delle produzioni stellari di quegli anni, come Led Zeppelin o Deep Purple, che già potevano contare di budget elevatissimi quindi suoni e mixaggi che il più delle volte fanno invidia ai dischi di oggi. Superato lo scoglio sonoro e immergendosi mentalmente in un periodo in cui la musica rock era ancora tutta da scoprire e scrivere (ah… che sogno) si scoprono spesso chicche particolari e con fascino tutto unico, come nel caso dei Jeronimo.

Rainbow - Rising
Sir Richard Blackmore sapeva, nella sua infinita saccenza, di dover sfornare una pietra miliare per trovarsi ancora una volta al di sopra del resto del mondo. La sua nuova creatura arcobalenica arrivava da un disco d’esordio di buon livello, vittorioso sui vecchi Deep Purple grazie soprattutto ai problemi interni di questi ultimi dopo il suo abbandono. Malgrado ciò, per colui che in undici anni di carriera ha firmato album storici e leggendari, un buon disco non sarebbe stato comunque sufficiente: vi era la necessità del masterpiece, di uno di quei dischi che entrano nella storia di un genere per la loro insindacabile qualità compositiva ed esecutiva.

Pretty Maids - Motherland
A tre anni di distanza dall’ottimo Pandemonium, ecco quindi il quintetto riproporsi con 13 nuovi pezzi appena sfornati, con il singolo eccezionale Mother Of All Lies ad aprire le danze e mostrare muscoli ben levigati. Questo nuovo cd si rivela un calibrato mix di energia, esuberanza e melodie che scaturiscono dalle menti musicali del duopolio inossidabile creato da Hammer e Atkins: a distanza di decadi ancora in grado di regalare suggestioni metalliche senza mai risparmiarsi.

Def Leppard - Yeah!
Il metal e l’hard rock non hanno mai fatto eccezione alle mode. C’è stato un periodo in cui grandi numi tutelari della nostra musica, con il naso che si allungava e il ghigno satanico e dollaroso sotto i baffi, affermavano che il circuito rock e hard era scevro dalle mode: cazzata micidiale. Se è fashion il live, tutti ad incidere live; riscoperta delle cover? Tutti a fare album di cover; set acustici? Tutti ad imbracciare dodici corde badando bene di farsi vedere. Insomma il mercato ha sempre imposto le sue leggi, qualsiasi fosse il genere sviscerato e presentato.

Y&T - Earthshaker
Siamo nel 1981 e deve ancora scoppiare l'ondata di hard rock pompato e platinato a cui, da lì a pochi anni, verrà dato l'appellativo di "glam metal" (o hair metal, in modo più dispregiativo). Eppure, in quello stesso anno, ecco che gli Y&T rilasciano un album in grado di anticipare i tempi, di una freschezza impressionante e che ottiene inoltre un notevole riscontro sul suolo statunitense: stiamo parlando di Earthshaker, terzo disco per la band capitanata da Dave Meniketti, ma il primo ad ottenere un tale successo.

Pino Scotto - Progetto Sinergia
Progetto Sinergia viene usualmente catalogato come secondo album della carriera solista di Pino Scotto (cronologicamente succede a Il Grido Disperato di Mille Bands, uscito nel 1992), anche se potrebbe essere pure valutato a tutti gli effetti come il "one shot" di una super band. Nonostante le esperienze e la provenienza da realtà differenti, le doti tecniche dei musicisti coinvolti vengono fuori alla grande fin da subito.

NON SOLO HEAVY
Dopo questo primo assaggio nel segno di un passato sempre presente, è ora di passare all'heavy. In realtà, come leggerete, in questo gruppone abbiamo inserito sia dischi effettivamente tali che qualcosa di power, di symphonic ed altro, per una sezione centrale della rubrica maggiormente improntata alla modernità.

Jorn - Traveller
Il problema principale della carriera solista di Jørn Lande è sempre stato essenzialmente uno: un songwrinting non all’altezza di quello delle band (Ark, Masterplan, etc.) nelle quali ha militato. Se egli è assolutamente inattaccabile quale vocalist puro ed interprete, le composizioni incise sui suoi lavori in proprio, pur essendo solo raramente brutte, sono sempre state complessivamente di qualità media; troppo media.

Lethal - Maza
Autentiche leggende dell’heavy metal argentino, gli storici Lethal si sono formati addirittura nel 1987 ed hanno contribuito con cinque full length -tra 1990 e 1999- all’evoluzione della scena locale, ritornando poi sul mercato nel 2010 col più recente Inyeccion Lethal. Artefici di un heavy/thrash molto melodico, hanno raggiunto uno dei loro vertici creativi nel 1993, col qui presente Maza, un disco con tanti pregi e qualche difetto, che probabilmente non può competere con i giganti del thrash americano o europeo (che a quel tempo erano già in evidente declino), ma che rappresenta un piccolo motivo di vanto per la terra delle Pampas.

Trouble - Simple Mind Condition
Dedicato alla memoria di Barry Stern, ex sia dei Trouble che degli Zoetrope, Simple Mind Condition rappresenta il ritorno sulla scena di questo gruppo, dopo la bellezza di dodici anni dal precedente Plastic Green Head. Oltre a ciò, si tratta anche del lavoro dalla gestazione più lunga, dato che, tra scrittura e sessioni di registrazione, sono serviti ben quattro anni per confezionare il tutto, oltre a vari ritardi ulteriori per questioni contrattuali con l’etichetta precedente che ne hanno decretato l’uscita solo nel 2007.

Loudness - Live Loud Alive
Facendo seguito a The Law of Devil’s Land uscì, solo in Giappone, un monumentale doppio live ristampato in Europa dalla Roadrunner nel 1984 a causa del clamoroso successo della versione inglese di Disillusion, che era la somma di tutto quello che la band fino ad allora era riuscita a costruire. Non si può a questo punto che concentrarsi sulla figura del miglior chitarrista del Sol Levante, il quale pur risultando profondamente in debito con la lezione di Van Halen, rivaleggiava a pieno titolo con il ben più noto europeo nell’uso del tapping e di scale eseguite a velocità ultrasonica.

Raven - Rock Until You Drop - A Long Day's Journey
Forse oggi è relativamente difficile da comprendere per alcuni, ma l’impatto che il gruppo ebbe sulla scena albionica prima ed internazionale dopo, sia in termini di seguito personale che -cosa forse ben più importante- su tantissimi colleghi, ispirati talvolta a cambiare stile, talaltra ad iniziare vere e proprie carriere, è semplicemente incalcolabile. A quattro decadi di distanza dall’inizio delle ostilità musicali dei fratelli Gallagher, l’uscita di un corposissimo DVD è assolutamente opportuna, sia per lasciare una traccia ai posteri, che per far luccicare gli occhi a chi ha avuto la fortuna di seguire la loro ascesa sin dall’inizio.

Hell Theater - Reincarnation of Evil
omaggiano in modo palese gli album del frontman dei Mercyful Fate e della sua eponima band; sarebbe tuttavia altrettanto ingiusto ridurli a meri cloni del pur ottimo operato del Re, dal momento che la musica scritta dal quintetto risente anche di una considerevole influenza thrash, il che ci permette di indicare un’altra delle influenze della band nei seminali Metal Church; inoltre, sempre per ciò che concerne l’aspetto teatrale e luciferino, non possiamo non citare come inevitabili influenze il decano Alice Cooper ed i nostri Death SS. Non male, no?

Timo Tolkki`s Avalon - The Land of New Hope
Il 2013 è invece l’anno della metal opera chiamata Timo Tolkki’s Avalon, ambizioso tentativo di risollevare le proprie sorti artistiche con l’aiuto di un gran numero di ospiti come la tradizione delle metal opera a gran voce richiede. Su The Land of New Hope, primo capitolo di questo nuovo corso, partecipano nomi che fanno ben sperare per le sorti del disco.

Iron Maiden - The Number of the Beast
The Number of the Beast è probabilmente l’album heavy metal in senso stretto in assoluto più famoso al di fuori del circuito degli ascoltatori classici del genere. Questo vinile contribuì infatti in maniera determinante a sdoganare il movimento presso l’industria discografica ufficiale, piazzandosi al numero uno delle charts del Regno Unito e dando la stura vera e propria alla N.W.O.B.H.M. e ad una valanga di prodotti di genere che invasero letteralmente il mercato. Con questo lavoro, inoltre, gli Iron Maiden si posero con decisione alla testa del movimento ed in sostanza non lasciarono più questa posizione.

Baron Rojo - Volumen Brutal
prodotto dall’etichetta Chapa Records, fu registrato in due settimane presso i Kingsway Studios di proprietà del singer dei Deep Purple Ian Gillan e pubblicato in duplice versione, una con liriche in castigliano e l’altra in inglese (le traduzioni furono curate dal frontman degli Iron Maiden Bruce Dickinson). Volumen Brutal, munito di una cover tipicamente metallara, dovrebbe obbligatoriamente destare la vostra curiosità solo per il calibro dei summenzionati artisti.

Kerion - CloudRiders Part 1: Road to Skycity
Il disco si presenta innanzitutto ben prodotto, fatto questo assolutamente fondamentale per un tipo di musica basato sull’atmosfera, sugli arrangiamenti orchestrali e su esecuzioni strumentali chiare, a supporto della classica vocalità femminile di settore. Quella di Flora Spinelli, nondimeno, non calca particolarmente la mano sugli acuti, fornendo una prova misurata ed interpretativa, che risulta più godibile di altre, votate ad una maggiore apparenza.

Etherna - Etherna
L’indirizzo musicale della formazione toscana li porta inevitabilmente a proporre brani dotati di un costante tappeto ritmico e di numerosi inserti orchestrali e melodici, sui quali va a poggiarsi la prestante voce del singer, il quale mostra delle ottime doti canore che certo non ci aiutano a comprendere il motivo della separazione che avverrà in seguito tra le fila del gruppo.

L'IMPORTANZA DELLE MAZZATE
Bella sequenza, no? Ma non poteva certo mancarne un'altra, quella che riguarda l'ambito thrash/groove, da circa trent'anni imprescindibile per una vastissima platea di appassionati di vecchia scuola e non. Eccovi dunque il più martellante pane selezionato per i vostri denti.

Suicidal Angels - Bloodbath
I greci Suicidal Angels sono una delle realtà più interessanti e valide dell'odierno panorama thrash metal, una di quelle nuove leve destinate a tenere alto l'onore del genere riproponendone gli stilemi classici. Anche il loro quarto lavoro, Bloodbath, non si discosta troppo da questi elementi tradizionali e conferma il buon livello compositivo dei Nostri, i quali vanno a costruire le proprie canzoni su una buona manciata di riff febbricitanti.

Lost Society - Fast Loud Dead
Fa effetto parlare di un talent-show vinto da una band alle prese con sonorità di stampo thrash metal ottantiano, ma in Finlandia possiamo trovare anche questo. I Lost Society non sono ancora tutti maggiorenni eppure hanno avuto la fortuna di trovare un accordo con la Nuclear Blast proprio in virtù del loro successo nella suddetta trasmissione, anche se tutto ciò non è certo garanzia di qualità, anzi.

Evile - Skull
Confermata la formazione di Five Serpent’s Teeth, disco che ci aveva mostrato una lieve maturazione generale, i quattro tornano in pista col nuovo Skull, pubblicato dalla Earache Records e capace di destare qualche buona sensazione, ma -come detto in apertura- senza mostrarci grandi novità rispetto al passato. Riff al fulmicotone e ritmiche claustrofobiche non sempre bastano a risollevare le sorti di un album destinato ad un ascolto privo di molte aspettative, ma gli Evile non demordono.

Stone - No Anaesthesia
Nati a metà anni 80, gli Stone sono un po' il gruppo simbolo della scena finlandese, conosciuti anche per la presenza di Roope Latvala, attuale chitarrista dei Children Of Bodom (i quali non hanno mai nascosto la loro passione per gli Stone, coverizzando addirittura il brano No Commands nelle edizioni speciali di Hatebreeder) e di Pekka Kasari, batterista degli Amorphis per sette anni dal 1996 al 2003.

Agony - The First Defiance
È un thrash metal fieramente ancorato alla vecchia scuola quello proposto degli svedesi Agony nel loro esordio The First Defiance, piccola reliquia dimenticata dell'Acciaio continentale. Non è mai stato il paradiso del thrash metal, la Svezia, terra ben più florida in ambiti diversi e completamente disparati (hard rock e death metal), eppure questi cinque ragazzi di Solna hanno voluto provare a giocarsi le proprie carte, manifestando tutta la loro passione per un genere che, nel 1988, aveva già raggiunto la sua maturità ed aveva ormai superato il romantico periodo pioneristico degli esordi nella Bay Area.

Incite - All Out War
Giovani rampolli crescono. Diciamocela tutta: chi di voi non ha notato l'illustre cognome del cantante che fa capolino nella line-up della band? Io stesso una volta preso il CD tra le mani e data un'occhiata al libretto ho storto un po' il naso... "capirai, ecco qua il solito figlio di papà che, grazie a una robusta pedata nel posteriore (leggi calcio nel culo) entra nel music business dalla porta principale alla faccia di tanti musicisti talentuosi e meritevoli che però non hanno gli agganci giusti e continuano a suonare in cantina". Ecco più o meno cosa ho -abbiamo- pensato appena letto il nome di Richie Cavalera.

RECENSORI DA SPIAGGIA
Bene, anche questa "infornata" passa in archivio (della 'zine). Speriamo che abbiate apprezzato sia il nostro sforzo in generale che, soprattutto, le recensioni che vi abbiamo proposto, inducendovi magari ad approfondire o riscoprire certe realtà musicali ormai lontane nel tempo oppure recentissime, ma sfuggite alla vostra attenzione nel marasma generale delle uscite che affollano il mercato. Adesso però è tempo di riposarsi. Intanto il caldo aumenta, le spiagge cominciano ad affollarsi ed anche per noi dovrebbe essere tempo di tirare un po' i remi in barca o di usarli per portare al largo la nostra dolce metà ed affog... e trascorrere lieti momenti con lei. Invece no, perchè tra un bagno e l'altro saremo come sempre sepolti dalle nostre scartoffie metalliche, al lavoro per produrre altre recensioni che finiranno nella prossima puntata de L'Archivio della 'Zine. Alla prossima.



AL
Giovedì 19 Giugno 2014, 14.24.14
5
bell'articolone! Suicidal Angels, Stone e Agony li ascolto sempre volentieri!
Raven
Lunedì 9 Giugno 2014, 21.54.07
4
Magari al prossimo giro.
GT_Oro
Lunedì 9 Giugno 2014, 21.47.35
3
Complimenti! C'è da leggere per settimane! Però almeno uno o due album di prog... sigh!
Raven
Lunedì 9 Giugno 2014, 20.47.35
2
E noi abbiamo bisogno dei vostri commenti per avere il giusto sprone per andare avanti
jek
Lunedì 9 Giugno 2014, 20.18.15
1
Tanto da scoprire e tanto da leggere, grandi!!
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