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MOTORHEAD + PINO SCOTTO - CITY SOUND, Ippodromo del Galoppo, Milano, 24/06/2014
02/07/2014 (2891 letture)
Ho appreso con un forte sconforto la notizia dell'annullamento del tour scorso a causa delle precarie condizioni di salute di Lemmy e, nonostante la conferma del concerto del 24 giugno 2014 sia stata data abbastanza subito, i timori che un altro possibile rinvio potesse verificarsi erano alti. Ho deciso comunque di prendere il biglietto perché in fondo no, non poteva finire così, nei miei ricordi c'erano ancora le luci della serata di Roma sparate in faccia e nelle orecchie sentivo il roboante frastuono delle diciannove canzoni suonate all'Ippodromo di Capannelle nel 2009, quando i Motörhead ci regalarono un concerto davvero indimenticabile.
Con questi presupposti, mi sono organizzato la trasferta milanese armato di zaino e biglietto, partendo in mattinata dalla stazione Tiburtina per arrivare a Milano con una implacabile ansia di assistere al ritorno in terra italica di una colonna portante del rock 'n roll mondiale.
La location è stata molto comoda da raggiungere e mi ha ricordato molto l'organizzazione del Rock In Roma, nonostante l'Ippodromo del Galoppo sia molto più confortevole anche solo per la presenza nelle vicinanze di una fermata metro e di una tranquilla piazza alberata dove attendere rilassati l'apertura dei cancelli, prevista per le 16.00.
Mi appresto a raggiungere le transenne per il controllo biglietti e, tra imprecazioni varie per la partita Italia - Uruguay trasmessa sui maxi schermi e l'assalto frontale delle zanzare (veramente troppe, se la disinfestazione non funziona, provate col napalm), l'attesa diventa decisamente snervante. Ma alle 19:00 -con una mezz'ora di ritardo- finalmente si può entrare e prendere posto sottopalco.
Il termine della partita coincide purtroppo con l'inizio del diluvio, che non ci ha colti totalmente di sorpresa perché già preannunciato e che si è rivelato un buon diversivo per rinfrescarsi dopo un'intera giornata afosa. A questo punto, non mi resta che attendere l'inizio del concerto, leggermente posticipato proprio a causa del temporale, che avrebbe creato alcune complicazioni con la strumentazione.

PINO SCOTTO
Non appena il tempo diventa meno minaccioso, ecco salire sul palco l'amato/odiato Pino Scotto con i suoi musicisti. Mi è capitato di vederlo più volte e, se devo essere onesto, non mi ha mai detto molto nella sua carriera da solista, ma ciò nonostante durante il live ha mostrato di avere più energia del solito, portando a termine un efficiente, sporco lavoro da special guest. Il cantante ha scaldando gli animi dei presenti, messi a dura prova dalla corposa secchiata d'acqua, ed il concerto è risultato piacevole, ma forse un pochino lungo, come constatato anche dalle persone attorno a me. Durante l'esibizione abbiamo visto alternarsi in scaletta pezzi propri e cover, spaziando da Morta è la Città e Angus Day, alla cover Still Raising Hell di Ted Nugent, per poi continuare con Codici Kappaò, Come Noi e la conclusiva cover dei Motörhead, Stone Dead Forever. Riflettendoci meglio, probabilmente la scelta di far suonare così tanto Pino Scotto potrebbe leggersi come tentativo di rimediare alla durata più circoscritta dello show degli headliners, proprio in conseguenza dei problemi di salute del loro leader.

SETLIST PINO SCOTTO
1. La Resa Dei Conti (Kiss My Ass)
2. Morta è la città
3. Angus day
4. Rock 'N' Roll Core
5. Still Raising Hell (Ted Nugent cover)
6. Codici Kappao
7. Spaces and Sleeping Stones
8. Hoochie Coochie Man (Muddy Waters cover)
9. Get up Shake up
10. Come Noi
11. Stone Dead Forever (Motörhead cover)


MOTÖRHEAD
Alle 22.00 il cappellone da cowboy di Lemmy fa capolino e, accompagnato dai soliti Mikkey Dee e Phil Campbell, inizia l'atteso concerto italiano dei Motörhead. Il calore dei presenti si fa subito sentire e la setlist parte come una mazzata con la tripletta -da lasciare senza fiato- sancita da Damage Case, Stay Clean e Metropolis. Sin da subito si può constatare come Lemmy abbia qualche difficoltà nel cantare e ciò diventa più evidente quando ci rivolge qualche parola; ma purtroppo così è la vita e in 70 anni di rock 'n roll è doveroso fare un'ovazione ad una vera e propria leggenda.
Si passa a Over the Top, leggermente rallentata, e con il conclusivo assolo di Phil Campbell, per poi continuare con la mitica The Chase Is Better Than the Catch, tratta da Ace of Spades, e Rock It, uno dei brani contenuti in Another Perfect Day. E' davvero un piacere sentire live queste perle di puro ed incondizionato rock 'n roll, nonostante il ritmo rallenti con la successiva, Lost Woman Blues, dal sapore blues, tratta dall'ultimo disco Aftershock. In realtà questa sarà solo una parantesi che ci rilasserà prima di essere travolti dall'artiglieria pesante di Doctor Rock e di Orgasmatron, disorientante pugno in pieno volto infarcito dall'ignorante assolo di Mikkey Dee alla batteria, a cui seguirà un breve respiro grazie a Just 'Cos You've Got the Power, tratta dal singolo Eat the Rich e presente nella ristampa di Rock 'n' Roll. La setlist è strutturata in maniera tale da permettere anche a Lemmy di recuperare un po' di energie, accompagnandoci verso la parte conclusiva del live con le immancabili Going to Brazil, Killed by Death e Ace of Spades, accolta con una vera esplosione collettiva, che fa sfogare i presenti sottopalco che si lasceranno, successivamente, coinvolgere anche dalla ormai classica canzone finale: Overkill. Suonata a tre riprese, come la nuova versione, provoca una violenta e meravigliosa centrifuga di schiaffi tra il pubblico, rappresentando il perfetto finale per una serata targata Motörhead, fatta di pura e sfacciata attitudine rock 'n roll, che, tuttavia, lascerà un velo di ansia per le condizioni di Lemmy, uscito abbastanza provato dopo una performance durata un'ora e mezza circa. Intoppi fisici a parte, sicuramente non possiamo fare a meno di omaggiare una vera icona del rock: eterna gloria a Lemmy, dunque, ed ai suoi Motörhead.

SETLIST MOTÖRHEAD
1. Damage Case
2. Stay Clean
3. Metropolis
4. Over the Top / Guitar Solo
5. The Chase Is Better Than the Catch
6. Rock It
7. Lost Woman Blues
8. Doctor Rock / Drum Solo
9. Just 'Cos You Got the Power
10. Going to Brazil
11. Killed by Death
12. Ace of Spades
---Encore---
13. Overkill



Daveg68
Martedì 15 Luglio 2014, 13.24.04
7
Sarà ma a me il buon Scotto quando manda affanculo quello degli Oasis o altri personaggi di minchia come VascorRossi che a 60 anni dice di voler fare Heavy Metal, mi sta solo simpatico, IMHO.
Carmine
Sabato 5 Luglio 2014, 11.47.22
6
Ma perchè si da ancoira spazio a Pino Scotto? Come si può pensare a creare uno scenario metal in Italia con palloni gonfiati simili? Possibile che non ci siamo band italiane valide che possano aprire degnamente concerti di questo calibro e ci togliamo dalle palle una volta per tutte Pino Scotto , Extrema, Sadist e Labyrnth?
Elluis
Venerdì 4 Luglio 2014, 17.23.51
5
Concordo al 100% per quanto riguarda #motorheadforlife, tuttavia mi duole molto vedere che, per ovvie ragioni, in scaletta non compaiono più i pezzi più tirati tipo Sacrifice, Rock Out, o In The Name of Tragedy, e invece continuano a suonare quella merda di Just Cos You Got the Power, una delle songs più brutte che siano mai stata scritta da Lemmy e soci, ma che inspiegabilmente continua ad essere proposta dal vivo !
brainfucker
Venerdì 4 Luglio 2014, 15.32.52
4
fortuna che non ho più sky da anni, preferirei spararmi al ginocchio sinistro piuttosto che sentire scotto che dice "il mio amico lemmy" o qualche stronzata simile
Khristianburton
Venerdì 4 Luglio 2014, 13.13.13
3
Presente,grande serata!!É vero che Lemmy era provato,d'altronde tra l'età e lo stile di vita é già tanto che sia ancora li.... #motorheadforlife
Elluis
Giovedì 3 Luglio 2014, 13.28.47
2
Nemmeno io ce l'ho fatta, e mi rode il culo parecchio..........
Matocc
Giovedì 3 Luglio 2014, 13.04.29
1
purtroppo non ce l'ho fatta ad andare al concerto ... spero che Lemmy si rimetta in forma e mi dia la possibilità di vedere al più presto i Motörhead dal vivo
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