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PROPHILAX - Divertimento, libertà e tanta goliardia
03/08/2014 (4808 letture)
Sono da oltre vent'anni un'istituzione dell'underground romano, grazie alla loro irresistibile simpatia ed ai loro testi anticlericali ed a sfondo sessuale. In quest'intervista, concessaci di persona nel cuore di Roma, oltre a mostrare la loro nota verve comica, ci hanno però rivelato anche diverse curiosità sulla loro attvità, oltre ad esprimere posizioni tutt'altro che banali sul mondo della musica, su internet e su molti altri aspetti della nostra società.

Barry: Ciao ragazzi, è un onore essere qui con voi oggi! Innanzitutto grazie di aver accettato e di esservi presentati di persona per rispondere alle nostre domande. Iniziamo subito: il prossimo anno, se non vado errato, i Prophilax compiono la veneranda età di 25 anni!
Sbohr: Ma come, abbiamo celebrato il ventennale nemmeno sei mesi fa…
Ceppaflex: Sì è vero, ma del resto io e Ludo abbiamo iniziato quando io avevo cinque e lui sei anni.

Barry: In fasce, dunque…a tal proposito volevo innanzitutto chiedervi se avete in mente qualcosa di speciale per celebrare l’anniversario, poi volevo sapere il segreto che vi ha fatti andare avanti per così tanti anni!
Ceppaflex: Intanto per quel giorno avremo finito il nuovo disco…vero, Ludo? Molto probabilmente presenteremo questo album, che si chiamerà Pornado, direttamente alla grande festa che organizzeremo, a cui parteciperanno tutti i musicisti che hanno suonato con noi e dove faremo un grande concerto educativo, con orge anali, logicamente per soli uomini e regolarmente filmate.
Sbohr: Io in realtà volevo farne una con gli scarafaggi.
Ceppaflex: Ah, quindi uomini e scarafaggi assieme?
Sbohr Sì sì, ho visto un video di una ragazza che se li beve anche, li mette in un frullatore e ne fa un cocktail.
Ceppaflex: Fantastico! Beh, in Asia se ci pensi se li mangiano anche, ci fanno gli spiedini; del resto sono proteine, a loro piacciono…alla fine c’è chi mangia da Burger King e non è che la qualità sia tanto migliore.
Sbohr: Poi se vuoi ti do anche il link a questo sito dove trovi questi video, così lo mettete su Metallized e gli fate pubblicità…ci sono anche video porno particolari, dove ad esempio si inculano le attrici per sbaglio, a freddo, o dove ci sono quelle che si mettono a piangere, perché si pentono. Ci ho visto anche un video dove un nero spacca la cervice ad una ragazza.

Barry: Uno snuff, più che un porno…
Ceppaflex: Gli snuff, a parte quelli che abbiamo fatto io, Ludovico e due nani finlandesi, sono illegali…i nostri in compenso li trovi sul sito.

Barry: C’è a chi piace.
Ceppaflex: Ed a noi piace infatti. No, a parte tutto, per il venticinquennale faremo questa festa, poi ci avevi chiesto del nostro segreto, giusto? Un po’ la droga, indubbiamente, che ci ha tenuti uniti; poi sicuramente il fatto che abbiamo sempre suonato per divertimento, per passione e non per i soldi o la gloria, perché se suoni per la gloria ti scanni dopo due album. Io e Ludo invece eravamo già famosi, essendo due ex star del porno anni 90, quindi vivevamo già della nostra gloria. I Prophilax praticamente erano un side-project.
Sbohr: Porno gay, specifichiamo.
Ceppaflex: Hai ragione, ma pensavo fosse sottinteso. Piuttosto, registra questo tuo telefono, sì? No, perché è un iPhone ed io odio la Apple.

Barry: Ha creato qualche problema anche a me…tu come mai la odi?
Ceppaflex: Primo: sono dei monopolisti; secondo: fanno prodotti che costano tre volte tanto ed hanno tre volte di meno, però chiunque, cinese, italiano, ricco o povero paga sempre settecento euro. Se invece vuoi uno smartphone, trovi modelli che vanno dagli ottanta ai settecento euro, quindi hai già una scelta maggiore; perché spendere per forza settecento euro? Oltretutto è uno status symbol ed io, di mio, detesto gli status symbol, quindi figurati quanto mi può stare sul cazzo la Apple. Però in compenso ho conosciuto i bambini cinesi che li fanno e sono tutti molto simpatici. Il problema è che ho dovuto conoscerli di corsa perché ne muoiono quindici al giorno.

Barry: Un’ecatombe, praticamente. Adesso ho per voi una domanda che vi avranno fatto diecimila volte, ma, essendo la prima occasione in cui vi ospitiamo qui, devo farvela per forza.
Sbohr: Ma tanto noi abbiamo l’arteriosclerosi, quindi anche se ce l’hanno fatta non ce la ricordiamo.

Barry: Perfetto, non è un problema allora. Come si sceglie, in presenza di capacità tecniche e compositive importanti come le vostre, di costruire un gruppo come i Prophilax e non puntare al successo commerciale?
Ceppaflex: Paradossalmente i Prophilax hanno trovato il successo proprio non cercandolo. Io ho scritto le prime canzoni con una tastierina, la fantomatica PT-20 della Casio, di cui si narra in termini leggendari, che aveva gli accordi pre-impostati, una cosa fantastica! Avevo scritto queste canzoncine che giravano nel liceo dove andavo, il Mamiani, in cui sono cresciuto; Ludovico venne a scuola quello stesso anno e gli arrivarono queste cassette, quindi fu proprio lui a proporre di suonare quelle canzoni! Abbiamo raccattato un batterista che era il fratello di un mio amico, Paolo “Chiavator” Morgantini -il vero, non quello posticcio- e siamo andati in questo scantinato di un negozio di biancheria intima femminile: sopra vendevano mutande e sotto suonavamo i Prophilax!

Barry: C’era uno stretto rapporto fra il luogo ed i vostri testi, insomma.
Ceppaflex: Tutto casuale ovviamente! Il negozio era della madre di Paolo e c’era insomma questo scantinato, fra l’altro molto triste, dove però c’era una batteria della Madonna, una Tama Rockstar! Rimbombava tutto, era terribile, ma le prime canzoni sono nate là; poi piano piano ne abbiamo scritte altre ed abbiamo fatto il primo demo. Tutto però è nato perché Ludovico colse il potenziale di quelle stronzate che avevo registrato su cassetta, fra cui la prima canzone “ufficiale” del gruppo, Il Mongo è Qui. Insomma, è nato tutto per divertimento, non è che puntassimo ad essere i nuovi AC/DC, volevamo solo fare qualcosa di simpatico e che ci piacesse. Il grande boom dei Prophilax in tutta Italia c’è poi stato grazie ad internet, prima giravano le cassette, ora gli MP3; finché c’è pubblico, finché ci divertiamo, noi suoniamo. Il prossimo disco avrà canzoni sulla necrofilia, perché noi ci evolviamo, cresciamo ed andiamo sempre oltre!

Barry: Mi sembra giusto dai, lo hanno fatto anche gli Slayer anni fa! Proprio a proposito della diffusione di MP3, voi siete noti fra le altre cose per la vostra posizione anti-SIAE, anti-label ed a favore del download di musica da internet. Come mai?
Ceppaflex: Per svariati motivi: intanto, quando un artista fa un disco, si pensa sempre che ci guadagni tanto; in realtà non c’è niente di più falso, perché l’artista su un disco non guadagna un cazzo. Ci guadagnano il distributore, il produttore, la SIAE, tutti tranne te che l’album lo hai scritto! In più, in tempi recenti abbiamo visto come ormai il supporto digitale sia defunto. Chi cazzo se li compra più i dischi al giorno d’oggi? C’è ancora rimasto qualche pazzo che ha soldi da buttare per i CD originali, ma sono in pochi; il problema, attenzione, non è ovviamente il comprare dischi in sé, cosa in cui non c’è nulla di sbagliato, il problema è il prezzo a cui te li vendono! Un CD a venticinque euro per me, oggi, è una follia, quando un DVD ne può costare anche cinque e negli USA trovi CD a tre o cinque dollari. Siamo poi anti-SIAE perché sono un branco di ..... , come peraltro hanno confermato anche notizie uscite sui giornali: per anni hanno stipulato assicurazioni che non erano in grado di coprire! Oltretutto fanno gli interessi dei soli grandi artisti, mai dei piccoli. Noi ancora abbiamo tutti i diritti depositati presso di loro, ma è nostra intenzione, prima o poi, andarcene. Comunque sia, il fatto che i dischi dei Prophilax girino in MP3 in tutta Italia non è uno svantaggio, tutt’altro; solo un cretino può pensare che lo sia! Perché dovrei essere dispiaciuto se, grazie ad internet, le nostre canzoni vengono ascoltate ad Udine, o a Caltanissetta? Chi si va a comprare un mio disco a venti euro a Caltanissetta, anche considerando che i negozi di dischi ormai non esistono più? Io, se vedo un fan che si compra un nostro disco in un negozio, mi incazzo! Che te lo compri a fare là? Al massimo vieni al concerto e, se ci tieni, te lo compri là: noi i nostri CD ai concerti li vendiamo regolarmente, ma a cinque euro, che è un po’ diverso! Noi lasciamo libera scelta, chi vuole può acquistare i CD ai nostri concerti, chi vuole invece se li scarica tranquillamente dal nostro sito. Lo hanno fatto anche i Radiohead, hanno messo sul loro sito l’album in diversi formati, di modo che chi vuole lo acquista, chi non vuole invece lo ascolta liberamente in streaming. Se poi i fan vengono ai concerti io sono comunque contento, ormai l’attività live ha superato quella in studio; la musica è un biglietto da visita per invogliare la gente a venirti a sentire, non un mezzo per fare i soldi. Pensa che anche le vendite di Vasco Rossi sono calate, rispetto ai nuovi album, dai due milioni di qualche anno fa a sei/settecentomila, che sono comunque moltissime, ma rappresentano una perdita notevole…a me ovviamente poi se Vasco Rossi perde quei soldi non me ne frega un cazzo, di certo non finisce in mezzo ad una strada! E’ Ludo il vero fan di Vasco, anche se adesso che ha fatto la svolta metal sarà sicuramente tutt’altra storia.

Barry: Ci hanno fatto anche una pagina FB stupenda, raffigurandolo su varie copertine di album metal storici, poi te la passo! Visto che abbiamo parlato del nuovo album, vorrei fare anche a voi una domanda che rivolgo a tutti coloro che intervisto; sono passati quattro anni dall’album del ventennale e sei dall’ultimo album in studio, Coito Ergo Sum
Ceppaflex: E’ vero, quattro anni dall’ultimo lavoro in studio…è ora che ne rifacciamo uno! Io voglio, è Ludo che non è convinto…in realtà sta cercando di entrare nei San Culamo, ha già fatto tre provini, ma deve farne almeno dieci per essere ammesso.

Barry: Come mai? Suona troppo bene?
Ceppaflex: No, suona troppo male.
Sbohr: Sono canzoni troppo difficili, vanno fatte al computer.

Barry: Mi sembra giusto, sono pezzi complessi. Tornando alla domanda che volevo farvi, a distanza di questo periodo, c’è qualcosa che avreste voluto realizzare meglio? Rimpianti di qualche genere? O siete comunque pienamente soddisfatti?
Ceppaflex: Tu hai dei rimpianti sui dischi, Ludo?
Sbohr: Ho tanti rimpianti, ma non sui dischi.
Ceppaflex: Un’intervista esistenziale.
Sbohr: No, comunque secondo me un disco fotografa un momento, un periodo; se il disco è stato fatto in una determinata maniera vuol dire che in quel momento rappresentava ciò che volevamo dire. Rifare i dischi è un’operazione che magari fanno i cantanti italiani alla frutta.
Ceppaflex: In realtà purtroppo anche gli americani. Hai visto pure i Manowar? Hanno rifatto già un paio di album ex novo, una cosa che secondo me non ha alcun senso…vengono dagli anni 80, hanno il sound degli anni 80 e parlano di cose che magari reputavi importanti negli anni 80, che cazzo li rifai a fare?
Sbohr: A me magari quelli che danno più fastidio sono i demo, quelli vecchi, registrati malissimo.
Ceppaflex: Ah, tipo Voci dall’Oltrechiavica…che ancora qualcuno dice che sia registrato bene. Come facciano non si sa.

Barry: Quelli registrati, per usare le vostre stesse parole, nello studio del “Bruschetta”, a registrare con quel quattro tracce di merda?
Ceppaflex: Esatto, era un quattro tracce Fostex di merda…però all’epoca c’era quello, anzi, fortunati ad avercelo! Non avevamo i soldi per permetterci di spendere cinque milioni di vecchie lire per un demo.

Barry: Adesso invece sì, quindi non c’è alcun problema.
Ceppaflex: Ovvio, infatti l’ultimo disco ci è costato sedici milioni…di euro però. Il cambio ci ha sfavoriti. Del resto i Temple of Noise di Christian Ice sono cari.

Barry: L’avete presa bene però, tutto sommato. Sempre per il discorso della registrazione, il vostro album del ventennale si conclude con la scenetta del Mentulatore che vi rivela come i vostri pezzi gli facciano tutti schifo…voi, invece, fra i pezzi nuovi e vecchi, quali preferite? Sia a livello affettivo, sia a livello tecnico.
Ceppaflex: Io preferisco sicuramente i nuovi. Li amo tutti dal primo all’ultimo, ci mancherebbe altro, ma a livello di arrangiamenti c’è stata un’evoluzione tale che per me il miglior album dei Prophilax è l’ultimo, Coito Ergo Sum. Ovviamente anche Il Quinto Escremento è un capolavoro, parliamo comunque dei migliori album fatti in Italia negli ultimi venti anni.
Sbohr: Delle pietre miliari.
Ceppaflex Tu ovviamente preferivi Voci dall’Oltrechiavica come arrangiamenti…ecco, per farti un esempio: su Voci dall’Oltrechiavica abbiamo registrato assieme, in presa diretta, chitarra, batteria e tastiera in una sola traccia…abbiamo fatto a parte solo voce, basso e cori. Tu renditi conto come cazzo abbiamo lavorato! Comunque, come dicevo, preferisco i pezzi nuovi anche per le tematiche, che sono più divertenti. Alla fine, quando abbiamo scritto i primi pezzi, io avevo cinque anni e Ludo sei, ricordi? Quindi è anche normale. Vedrai sul disco nuovo che roba!

Barry: Qualche succosa anticipazione al riguardo?
Ceppaflex: Sicuramente, come ti dicevo, ci sarà una canzone sui necrofili, che si chiamerà Pompe Funebri: la necrofilia è un argomento molto caro a me e Ludovico, trovo che fra le perversioni sia di gran lunga la più divertente…

Barry: La zoofilia non vi ispira invece?
Ceppaflex: No, la zoofilia no, sono un grande amante degli animali.
Sbohr: Beh, però se sono consenzienti non c’è nulla di male.
Ceppaflex: Se è il tuo cane, è consenziente per forza, sennò non mangia. Però ecco, fra le perversioni la necrofilia è sicuramente la più comica…una canzone sui pedofili non farebbe ridere, si tratta di un argomento troppo drammatico, non divertente neppure per i nostri standard, che notoriamente sono piuttosto elastici.

Barry: Vero. Ma quanto c’è di vero e di fantasia nei vostri testi? Spero che almeno qualcosa appartenga alla fantasia…
Sbohr: 100% verità.
Ceppaflex: Anche 110%, anzi, a volte dobbiamo contenerci perché non possiamo mettere proprio tutte le verità. No, in realtà non si deve sapere quanto c’è di vero e quanto no, il divertimento sta proprio nel fatto che la gente è libera di farsi una propria idea. Molti pensano che noi viviamo secondo i dettami dei Prophilax; Ludovico ovviamente lo fa, io no, mi limito a seguirne il 95%. La cosa bella, il motivo per cui continuiamo è che io mi sveglio la mattina, chiamo Ludovico e gli dico: Senti, facciamo una canzone sui necrofili? e lui: Aaaah, fantastico! Non c’è un filtro, non c’è qualcuno che ci dica: Ma che cazzo dite? Una canzone sui necrofili? Ma voi siete scemi! Noi facciamo quel che ci passa per la testa. Una volta Ludovico mi chiamò dicendomi che aveva scritto una canzone, Big Bamboo, perché aveva letto di una ragazza che, a seguito di un rapporto con un nero, aveva riportato lacerazioni interne; non è che gli ho detto: Ma no dai, è troppo pesante, poi il discografico non ce la passa, io ho preso e ho scritto il testo. Noi facciamo quello che cazzo ci pare ed è per questo che ci apprezzano.
Sbohr: Beh, però l’intro centrale di Frate N’Kiappetto me l’avete censurata.
Ceppaflex: Ah sì! Vabbè quella però poteva essere un problema in termini di denuncia; noi siamo un po’ borderline con le denunce, dobbiamo stare attenti! Questo poi è un Paese strano, dove puoi rubare ed ammazzare impunemente, ma se tocchi certi tasti scoppia un casino. E’ un po’ l’ipocrisia dell’italiano medio, che va a mignotte e poi si indigna se il vicino fa lo stesso.

Barry: Ma sì, hai visto pure il casino scoppiato in Federcalcio? Eleggeranno Presidente uno che ha sparato quella frase, magari in forma di battuta, ma pur sempre grave per uno in quella posizione, dopo aver passato un anno a chiudere Curve per cori.
Ceppaflex: E’ lo stesso motivo per cui quel testa di cazzo di Prandelli ha tirato fuori ‘sto codice etico che ha applicato come pareva a lui. Questo è il problema tipico degli italiani, che hanno due pesi e due misure per tutto; per me il coro Se saltelli muore Balotelli è uno dei più divertenti in assoluto, non perché sia nero, ma perché lui è uno stronzo! Invece tutti a tirar fuori questo politicamente corretto…la gente non capisce che molti lo odiano perché troppo spesso sta con le mani sui fianchi a centrocampo invece di correre, non per il colore della sua pelle. Pirlo non lo ha criticato nessuno perché, pur con i limiti imposti da una squadra alla frutta, ha giocato e corso e ne è stato apprezzato anche l’impegno. La frase sulle banane è una cosa gravissima, se l’avesse detta un tifoso sarebbe scoppiato un macello.
Sbohr. Precisiamo però che noi non siamo razzisti…non abbiamo mai avuto problemi coi bingo bongo…
Ceppaflex: Né con i mangiacrauti di merda…no vabbè, noi scherziamo, per noi è semplice goliardia e ci divertiamo, ma non siamo razzisti nel modo più assoluto. La fica non ha colore.

Barry: Una grande verità.
Ceppaflex: Se non accendi la luce, la fica non ha colore. Questa potrebbe essere una frase di Combucio, l’entità di cui io sono messaggero. Domani su Metallized farete un’intervista a Combucio, se riuscirò ad intercedere presso di lui; farai talmente tante visualizzazioni che ti faranno direttamente proprietario del palazzo dove lavorate.

Barry: Sarà felice il mio caporedattore. Sul nuovo album avrete ancora parti appannaggio di voci femminili?
Ceppaflex: Sì! Avremo addirittura due cantanti, perché ci sarà un pezzo particolare, intitolato Doppia: praticamente è Il Triangolo di Renato Zero al contrario, ci sarà questo tizio che porta a casa una donna, ma questa ne trova già un’altra, perché il tizio vuole fare una cosa a tre; allora le due donne si incazzano e se lo inculano…lo impalano ripetutamente con oggetti vari ed alla fine lui capisce di essere gay, quindi la prende con filosofia. In realtà ho improvvisato, ho inventato quasi tutto, ma a questo punto mi sa che la faremo sul serio. No, comunque a parte scherzi, le voci femminili ormai sono uno dei nostri marchi di fabbrica, anche perché abbiamo due cantanti bravissime, Tizianal e Germanal, detta Madame Lonkù, con timbri differenti, ma entrambe bravissime. Le voci femminili in contesto Prophilax sono troppo divertenti.

Barry: Giustamente le sfruttate. Un altro argomento che, come sito, abbiamo molto a cuore e sul quale vorrei conoscere il vostro parere, è la tendenza dell’audience italiana a predicare il supporto alle band e poi a muoversi quasi sempre solo per i grandi nomi, ripiegando su youtube per il resto. Che ne pensate?
Ceppaflex: Il problema, secondo me, sostanzialmente è la mancanza di una vera e propria cultura musicale in Italia, ma non parlo solo a livello di pubblico: anche a livello di locali, sono pochissimi quelli attrezzati, mentre in qualunque altro Stato ogni pub dispone delle attrezzature per far suonare le band dal vivo. Inoltre, negli altri Stati, le band che suonano vengono pagate, mentre qui magari suonano per hobby o per divertimento, quando non devono pagare di tasca loro per supportare artisti più importanti. Oltretutto, in questo momento c’è anche molta crisi; ho sentito tanti ragazzi dire che, con il budget a loro disposizione, possono andare a vedere Iron Maiden, Testament e poi basta. Che gli vuoi dire ad un ragazzo che ti fa un discorso del genere? No, fai male, devi venire a vedere gli Inculator, gli Sborofango ed i Centocelle Vaselina?

Barry: Sì, certo, è ovvio che il discorso non riguarda chi non può permettersi più di tanto, ma chi può e non lo fa, salvo poi predicar bene. Non li conoscevo comunque i Centocelle Vaselina, dovrò approfondire…
Ceppaflex: Eh fanno un genere un po’ particolare, grindcore in rumeno. Un tempo era diverso, giravano più soldi, mentre oggi, magari, se ho pochi soldi preferisco spenderli solo per il gruppo che amo. Mettici anche che un tempo qui a Roma non veniva nessuno, quindi all’epoca c’erano i soldi, ma non i gruppi, mentre oggi accade esattamente il contrario. Mi hanno detto che perfino agli Anthrax non c’era molta gente e stiamo parlando di una band storica; per Rob Zombie, a Milano c’erano quattro gatti, a Roma si sono inventati la storia della pioggia per giustificare le scarsissime prevendite. Credo quindi che, al di là della scarsa cultura musicale, la gente ripieghi su youtube per mancanza di denaro.
Sbohr: Di Rob Zombie però mi piace molto la moglie ed anche l’ultimo film non era male, con le sue atmosfere alla Carpenter. Per quanto riguarda la tua domanda, invece, secondo me la musica live l’ha uccisa proprio youtube. Prima di youtube si aveva accesso a musicisti e gruppi solo tramite poche riviste, che lasciavano grande spazio all’immaginazione e quasi ti costringevano ad andare ai concerti, mentre ora si è un po’ persa quella sacralità che possiede un live.
Ceppaflex: Beh però grazie a youtube puoi anche vedere cose che dieci anni fa magari ti sognavi.
Sbohr: Non saprei, io uso più youporn.

Barry: Anche quello può avere il suo perché…
Ceppaflex: Io youporn non so cosa sia, me lo nomina spesso Ludovico…in realtà sulla pornografia abbiamo idee diverse. Lui se la vede otto ore al giorno, io solo cinque.
Sbohr: Anche a livello artistico, secondo me, internet non è positivo: troppe influenze tutte assieme danneggiano la creatività, mentre un musicista dovrebbe ricercare l’ispirazione nel proprio ambiente. Questo naturalmente non significa che io non utilizzi internet o non usi youtube, ma credo che alla lunga la rete danneggi la musica, come i concerti e la vendita dei CD.
Ceppaflex: Questo sì, ma secondo me alla fine danneggia più le major che l’artista.
Sbohr: Per dirti, io ricordo che da pischello andavo a certi concerti emozionatissimo, andavo a vedere determinati chitarristi anche per capire che tecnica usassero, in che modo muovessero la mano; avevo letto al massimo qualche intervista, ma non è che ci fossero video, quindi molte cose le ho solo immaginate ed ho provato a rifarle, magari malamente, con la mia creatività. Oggi, invece, alcuni chitarristi anche importanti ti fanno lezione da casa, se li contatti, il che da un lato è molto bello, dall’altro però secondo me danneggia la creatività; anche gli stili musicali hanno bisogno di un luogo per potersi formare, di un tipo di scambio che non è questo della rete. Io, come ho detto, non sono contrario, vado su internet anche per la musica…anche io vado a vedere video di certi musicisti, così come scarico una quantità enorme di video pornografici, ma pure qua si è perso il gusto del cercare quella particolare videocassetta…a parte gli scherzi, questo è un discorso che hanno fatto anche diversi studiosi: lo sviluppo tecnico, alla fine, disumanizza, perché toglie all’uomo quel potere quasi magico che ha sulla realtà. E’ come per i medici: un tempo andavi dal medico di famiglia, che ti dava un’occhiata e già ti diceva quel che avevi; oggi, invece, vai in questi centri dove sanno dirti solo di fare questa o quella analisi. Magari morivi prima, però il ruolo del medico era più umano, quasi sciamanico, oggi invece sono semplici impiegati; i tempi, da questo punto di vista, sinceramente non li vedo bene. Poi a me alla fine non me ne frega un cazzo…non è che mi interessi particolarmente se la musica va in una data direzione, magari mi limito ad ascoltare più musica del passato. Per la pornografia, invece, preferisco quella del presente.

Barry: Quindi da un lato vai indietro, dall’altro no. Un giusto mezzo…e se voleste dare un consiglio ad una band che inizia oggi la propria carriera, quale sarebbe?
Sbohr: Fate un’altra cosa.
Ceppaflex: Dipende: se siete fiche proseguite, oppure aprite una pizzeria. Se siete uomini, aprite una pizzeria e prostituitevi. No, io consiglio soprattutto di suonare sempre per passione e mai per inseguire il successo, specialmente qui in Italia, dove sfondi solo se fai Amici o X-Factor, fra l’altro relativamente, perché la metà di quelli che hanno vinto queste cagate sono spariti nel nulla. Il mercato è completamente saturo in quell’ambito. Perché io ascolto tuttora e tuttora amo l’heavy metal? Proprio perché nel metal c’è ancora chi suona per semplice passione, non per la gloria; molti miei amici suonano per il gusto di farlo, senza aspettare che li contatti la Sony e li porti in tournée, ma intanto si divertono e fanno dischi. Si è un po’ persa questa cosa, anche perché oggi tutti possono autoprodursi un demo in casa; ho conosciuto gente che si vantava di aver registrato un promo, capito? Che cazzo ti atteggi? Mica hai firmato con una major! Questo è il motivo per cui, alla lunga, anche il metal rischia di saturarsi con infiniti prodotti tutti uguali…degli ultimi album che ho ascoltato online, pochissimi mi hanno fatto venir davvero voglia di comprarli. Una delle poche eccezioni sono i Freedom Call, che adoro e che ancora adesso, ogni volta che fanno un disco, ci mettono almeno otto canzoni di grande qualità. Adoro anche Bon Jovi, ma purtroppo l’ultimo disco non era granché, per non dire che era una cagata. A proposito, ma è vero che Sambora se n’è andato?

Barry: Sì, ha lasciato per motivi imprecisati; peccato perché ha fatto di recente un album bellissimo, mentre effettivamente l’ultimo di Bon Jovi è stato un po’ un colpo al cuore.
Ceppaflex: Sì vabbè ma Sambora è bravissimo. Fra l’altro ho sentito di recente in radio una canzone tratta da The Circle, il penultimo di Bon Jovi, dove l’assolo di Sambora è stato editato…cioè la canzone aveva la stessa durata di quella originale, ma al posto dell’assolo, che pure era breve, sono stati messi due giri di chitarra che non c’entravano un cazzo. Possibile che Sambora avesse il copyright sugli assolo?

Barry: Non saprei, questa cosa onestamente mi giunge nuova; magari li ha tagliati Bon Jovi in persona...
Ceppaflex: Sì, però è strano, se il pezzo è accreditato ad entrambi i diritti vanno comunque a tutti e due, che senso avrebbe? Vabbè sti cazzi, parliamo di cose serie, i Prophilax, il gruppo del futuro.

Barry: Hai ragione. Direi allora che posso farvi un’altra domanda classica: in che modo lavorate oggi per comporre le vostre canzoni?
Ceppaflex: Eh questo è un segreto, non si può dire. Non so se tu vuoi rivelare qualcosa, Ludo
Sbohr: Estraiamo delle lettere cui abbiniamo note musicali a caso.
Ceppaflex: No vabbè, come ti dicevo io avevo ed ho tutt’ora questa famosa tastierina, la PT-20 della Casio, che ormai posso pubblicizzare perché non è più prodotta da almeno venticinque anni. In pratica tu spingevi dei tasti a cazzo, lei memorizzava le note e poi premendo altri due tasti potevi riprodurre tutto in sequenza. Io scrissi una canzone in questo modo, cioè spingendo tasti a caso, poi muovendo quei due tasti in un certo modo venne fuori una melodia. La canzone si intitolava Faciòl, erano tutte scorregge con questo assolo di tastierina in mezzo…Ludovico la apprezzò molto, perché sembrava un assolo velocissimo, mentre in realtà erano tutti tasti pigiati a cazzo! Un po’ come quegli artisti che dipingono spruzzando vernice sulla tela a caso; a volte vengono fuori delle cagate, a volte…delle cagate lo stesso, pagate però milioni di euro. Potremmo provare a spingere Faciòl a Sanremo, però.
Sbohr: Infatti il problema è che ora la tastierina è rotta, è per questo che il nuovo album ritarda.
Ceppaflex: Sì sì, l’abbiamo mandata a riparare a Singapore, ci sentiamo perduti senza di lei…ormai non la troveremmo più nemmeno su e-bay, mi pare che iniziarono a produrla nel 1982 e probabilmente andò fuori produzione già nell’83. Era un capolavoro, però! Vedi qui al polso? Io indosso ancora orologi Casio per riconoscenza verso quella tastiera.

Barry: Il successo dei Prophilax dunque è dovuto in parte anche alla Casio.
Ceppaflex: Soprattutto alla Casio…infatti sarà lo sponsor dei nostri prossimi concerti, avremo il loro endorsement sugli strumenti.

Barry: Sperando che facciano ancora strumenti e non solo calcolatrici…ultima domanda, così vi lascio liberi: quando vedremo la seconda parte della Passione di Mannaggia?
Ceppaflex: Dalla Passione di Mannaggia io mi dissocio, dentro ci sono delle brutte cose…se tutto va bene, comunque, vedrà la luce per Natale. Ovviamente non diamo un anno preciso, diciamo che a Natale uscirà. Pornado, invece, verosimilmente uscirà a primavera 2015.
Sbohr: Per il venticinquennale…o il trentennale?
Ceppaflex: No dai, per il trentennale magari ne faremo un altro ancora…faremo un album ogni cinque anni finché qualcuno non muore.
Sbohr: Come i Led Zeppelin.
Ceppaflex: Esatto. Un giorno, quando vedrete suo figlio alla chitarra, saprete che Ludovico non c’è più.

Barry: Va bene, dai, giusto qualche settimana fa ho visto Robert Plant all’Auditorium. Magari arriverete anche voi alla sua età suonando ancora alla grande…certo, non raggiunge più quegli acuti, ma sarebbe anche ingiusto pretenderli.
Ceppaflex: Ovvio, se vuoi sentire quelli basta sentirsi i dischi vecchi. Oppure i San Culamo, se proprio vuoi una controparte di maggior qualità.

Barry: Certo, loro prima di tutto. D’accordo ragazzi, grazie per questa divertente ed irriverente intervista ed auguri per il concerto di domani sera!
Ceppaflex: Grazie a voi per averci ospitato! Mi raccomando, sflatevi gli ombrelloni dal culo e venite a vederci!



Soad80
Lunedì 4 Agosto 2014, 22.27.39
8
Li ritengo semplicemente il miglior gruppo Metal Italiano........e non sto scherzando.
freedom
Lunedì 4 Agosto 2014, 14.27.09
7
L'intervista più interessante e divertente mai letta. Tra l'altro sono d'accordo con quasi tutto quello che c'è scritto, e anche sulla Berlusconi.
Ceppaflex
Lunedì 4 Agosto 2014, 14.21.13
6
Ma avete censurato la parte in cui dico che marina berlusconi è una succhiacazzi!!!! Scherzo, l'ho solo pensato.
Viç
Lunedì 4 Agosto 2014, 13.48.27
5
Loro sono degli artisti completi. Altro che. La Merda Non Muore Mai sempre attualissima.
Numbered Days
Domenica 3 Agosto 2014, 19.10.33
4
''ma non siamo razzisti nel modo più assoluto. La fica non ha colore'' Sono caduto a terra. ahahahahahahahahaha grandissimo Fabio! E grandi prophilax ormai so anni che vi seguo e continuate con le analità! Pornado deve uscire il prima possibile e così anche ''Tana pe Cristo'', il mondo ne ha bisogno.
Arrraya
Domenica 3 Agosto 2014, 18.13.09
3
Puttanic nella storia, per sempre!
metalupyourass
Domenica 3 Agosto 2014, 12.31.18
2
grandissimi prophilax. li ho visti due volte dal vivo e spaccano tantissimo e il pogo è estremamente valido. poi ovviamente suonano molto molto bene. ludo è semplicemente un mostro delle sei corde
Sonny
Domenica 3 Agosto 2014, 11.41.55
1
Sarò puerile, squallido, immaturo e facilone, ma questi mi hanno sempre ammazzato dalle risate... Bell'intervista, ora vado a riguardarmi Puttanic
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