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MOONSPELL - Parla la band
28/04/2006 (3013 letture)
Memorial rappresenta il nuovo, oscuro viaggio, della band lusitana. Scopriamolo insieme a Ribeiro e soci, cercando di non tralasciare le altre loro passioni: la letteratura, il Portogallo e…la luna

Il merito principale che bisogna riconoscervi, e’ che avete dimostrato al mondo intero, che il black metal poteva crescere (e bene) anche lontano dalle fredde terre scandinave e soprattutto, che poteva essere suonato con molte influenze dark\gotiche…dopo il capolavoro Wolfheart, l’oscuro Irreligious, il “criptico” Sin\Pecado che richiamo’ parti vocali di David Gahan dei Depeche Mode e il modernissimo Butterfly Effect, ecco che avete trovato una vostra dimensione “dark” con due album atmosferici e tribali come Darkness And Hope e The Antidote, che mi avevano ricordato le rarefatte tematiche dei Tiamat di Wildhoney e i lati piu’ oscuri di Peter Steele e Nick Cave. Memorial pero’ sembra un ritorno alla prime sonorita’, con i possenti growls di Fernando Ribeiro in primo piano e un sound decisamente granitico. Potete descriverci questa nuova opera? Mi e’ parso di capire che abbiate voluto riprendere le vostre influenze iniziali, Celtic Frost, i Bathory del compianto Quorthon…e tanto sano metal…
Prima di rispondere vorrei ringraziarti per le tue sagge e lusinghiere parole che si riferiscono ad alcuni aspetti della nostra storia come band, che molti hanno deciso di ignorare o di rifiutare all'interno dell'odierna, sempre più piatta, scena metal. Ci sono, e ci saranno, molti modi per descrivere Memorial, e il mio e' solamente uno di essi. Per me, questo album e' il consolidamento di molte idee che in altri album avremmo potuto solamente sognare. E' come se tutte le coincidenze si siano verificate, come se tutte le stelle oscure fossero allineate... non lo so, mi sento molto fiducioso riguardo a questo disco. Memorial per me e' musicalmente un punto d'arrivo, dove le varie sfaccettature dei Moonspell si sono unite, dove lo spirito e la potenza scorrono come un tuttuno...e’ qualcosa che abbiamo iniziato a progettare con l'album precedente, The Antidote. Metaforicamente, Memorial e' come il paese nel quale sei cresciuto (e nel quale hai avuto le tue esperienze piu' felici), nel quale torni 30 anni dopo e vedi che ora tutto e' vuoto ed etereo. Tutto quello che ti rimane sono i ricordi, che rappresentano ora la luce piu' fulgida e stentorea nei giorni della tua vita. Memorial non e' un monumento monolitico del passato, ma piuttosto un ricordo positivo delle cose che non sono ancora svanite.

Cosa ci cela dietro Memorial a livello di tematiche? E come e’ nato questo titolo?
Io e Pedro stavamo facendo un po' di pulizia nella nostra sala prove, e abbiamo trovato le bozze originali di un progetto di fanzine risalente al 1992, chiamata "Ars Tenebrarum (The Art of Darkness)". Non vide mai la luce del giorno perchè non avevamo i soldi per pubblicarla, ma riusci' comunque a completare la propria missione segreta : l'editoriale era stato intitolato “Memorial”. Ecco come abbiamo deciso il titolo dell'album. Il suo significato e' ovviamente multiplo, e potrebbe variare da persona a persona. Per me, come ho detto sopra, rappresenta un'epoca, che, dopo tutti questi anni, e’ ancora viva dentro di me. Cosi' tanto da avere forse dato vita al nostro album piu' ispirato.

Parliami di colori. Il rosso di Memorial, che riprende Irreligious, allontana il nero delle due precedenti releases. Nel mezzo, il colore prevalente era stato il bianco…esiste un legame umore\colore\musica? So che avete dichiarato: “Nel nuovo disco c'è una forte presenza di sangue”
Il minimo che io possa dire e' che il rosso e' un colore positivo, e adattissimo all'attitudine di Memorial. Che il disco abbia successo o no, non cambierà la nostra convizione su cio' che abbiamo realizzato. Non ha nulla a che fare con Irreligious, un grande album, con grandi brani ma una cover, artwork e colori orrendi. Volevo che Irreligious fosse rosso! E piu' sull'arancione; volevamo che fosse color fuoco, ma alla fine ne e' uscita una via di mezzo... l'elemento sangue e' assolutamente vitale per comprendere questo disco, perciò in pratica il sangue e' diventato il quinto elemento che ha legato insieme i testi, le sensazioni e gli argomenti : rassegnazione, dolore, isolamento, amore, rivelazione, impegno, e cosi' via. Il sangue può essere associato a tutti questi elementi, che sia un patto di sangue di un bambino con un amico per mantenere un segreto, o nel cuore sanguinante di un amante.

Capitolo produzione. Siete tornati all’antico con il guru Waldemar Sorychta (Wolfheart, Irreligious, Sin). Come mai avete abbandonato Hiili Hiilesmaa e i Finnvox? Mi era parso di capire che vi eravate trovati veramente bene.
Ed e’ vero. La gente deve pero’ capire che cambiamento non significa necessariamente insoddisfazione. Anzi, HH era, e’ e sarà, un grande produttore che ci ha aiutato a trovare noi stessi sempre di più con Darkness e Anti. Il motivo del cambiamento risiede nel fatto che avevamo già preso questa decisione prima di registrare Anti, a prescindere dal risultato, ed e’ stata messa in atto quando Waldemar e’ ritornato nella nostra compagnia per la preproduzione di Anti, a Lisbona. Al tempo e’ stato un salto nel buio per tutti, ma quando abbiamo ricominciato a lavorare assieme eravamo stupitissimi del fatto che la vecchia scintilla era stata nuovamente accesa, ed era piu’ forte che mai. Perciò, anche se e’ stato un rischio per tutti, abbiamo preso questa decisione, della quale non ci pentiamo assolutamente, perchè Waldemar, con Memorial, ha compreso, tradotto e sviluppato le nostre idee ancora di più.

Sorychta, fra gli altri ha prodotto anche i tanti acclamati Lacuna Coil. Seguite anche la scena italiana? E qual e’ a la band che piu’ vi ha colpito?
A dire la verita’, no. L’unica nuova band della quale ho sentito parlare ultimamente sono i Macbeth. Non li ho ancora ascoltati, ma dalla loro immagine mi sembra che possano essere influenzati dai Lacuna Coil, anche se non ne sono sicuro. In passato seguivo la scena italiana e conoscevo un sacco di grandi band underground come Sadist, Sinoath, Opera IX, Necrodeath, Death SS, Mortuary Drape, ma la maggior parte di esse o non le ascolto piu’ o sono state uccise dal tempo e dalla stanchezza (non proprio n.d.r.) Se vuoi sapere la mia opinione, e’ un vero peccato perche’ abbiamo bisogno di piu’ band proveniente dal sud Europa per risollevare la scena e renderla piu’ variegata. Non sono particolarmente impressionato dalla maggior parte dei nuovi progetti, perche’ tentano di emulare e copiare piu’ che creare, ma sono sempre pronto a farmi soprendere.

12 anni di carriera, 7 album e 2 EP. Con i Moonspell siete riusciti a esplorare i vostri lati piu’ oscuri\ intimi\ nascosti?
No. Ogni album ha qualcosa di eterno dentro di se’ (se e’ realizzato bene), ma ha anche qualcosa di “volatile”. E’ necessario comprendere questa fatalita’, questa limitazione. Ovviamente ci sono molte band, forse la maggior parte, che non sprecano tempo a pensare a questa cosa. Forse hanno ragione loro, e io sono solamente troppo drammatico... ma noi siamo cosi’, e non c’ e’ niente che possiamo fare al riguardo. Come dicevo, tutto e’ volatile, anche se eterno in qualche modo, ed e’ per questo che guardo sempre in avanti, verso il prossimo concerto, il prossimo album, i prossimi testi, e il prossimo giorno. Quello che mi importa maggiormente non e’ se le persone capiscano, apprezzino o desiderino : quello che mi importa e’ che influenzino quello che succedera’ dopo, la possibilita’ stessa che ci sia un dopo. Ecco perche’ trasmettere la nostra musica e’ vitale come crearla.

Parliamo di alcuni pezzi che mi hanno colpito molto. Il primo singolo estratto (di una potenza impressionante) Finisterra, Memento Mori e Upon The Blood Of Men. Avete ancora una volta voluto scioccare fans e critica, realizzando qualcosa di veramente estremo. Insomma, dopo la tribalita’, ecco giungere la vera essenza del metal…
Affermare che siamo una band estrema vuol dire raccontare solo una parte della storia e ignorare molti aspetti fondamentali. Vuol dire ascoltare alcuni album ma trascurare brani come “Luna” o “Sanguine” o “Best forgotten”, che contribuiscono a creare l’intera atmosfera del disco nel modo in cui dovrebbe essere percepita. Anche se adoro la musica estrema, essa mi colpisce solo se e’ “musicale”. I Morbid Angel, i Bathory, i Celtic Frost e i Mayhem sono alcuni degli esempi migliori. Non apprezzo gli ammassi di rumore, lo stridore senza significato o il black metal. Mi piace tutto cio’ che ha spazio per espandersi e contrarsi, che offre un viaggio e ti permette di essere al comando invece di sbatterti all’interno della brutalita’ e dell’ oscurita’. L’essenza dei Moonspell e’ di permettere quel viaggio, quell’indipendenza, quell’intelligenza. Attraverso il gothic, il black o l’elettronica, questi sono semplici accessori.

Parafrasando un vostro disco, dentro di voi, e’ piu’ presente l’oscurità o la speranza? Ed e’ possibile trovare un legame fra questi due aspetti della vita?
“Oscurita’ e speranza” e’ una metafora della vita, nient’altro. Una metafora facile da comprendere. Percio’, parlare della vita in ogni suo aspetto e’ ciò che mi spinge a scrivere. Odio quando la gente dice che la vita e’ noiosa e da trascurare, e bisogna concentrarsi solo sulla fantasia. A quel punto chiedo sempre da dove derivi quella fantasia, e a cosa essa faccia riferimento : alla vita, ovviamente. In verita’ e’ cio’ che la rende difficile, speciale e la trasforma in un rifugio. E quando dico vita, parlo di cio’ che conosciamo e cio’ che non conosciamo. Cioe’, getto uno sguardo su di essa con le mie parole...

Qual e’ il vostro rapporto con la letteratura? Nel precedente The Antidote era allegato addirittura un libro del giovane Josè Luis Peixoto (romanziere, e poeta, considerato la voce in lingua portoghese più significativa della sua generazione). Puo’ essere considerata una vera e propria fonte di ispirazione per la vostra musica? E chi sono i vostri autori preferiti?
Sicuramente. La letteratura e’ un dialogo, e io adoro ascoltare e parlare. E’ una delle mie ispirazioni principali, qualcosa a cui torno in tempi di abbondanza e di magra. E’ senza dubbio una delle cose piu’ importanti nella mia esistenza, e percio’ sara’ sempre un elemento al quale stare attenti, nell’ascoltare i Moonspell.

Rimaniamo in Portogallo. So che sentite molto il legame con la vostra terra e non perdete occasione di dimostrarlo, vedi la cover Os Senhores Da Guerra dei Madredeus (band folk che suona con strumenti acustici) presente in Darkness And Hope, alcune liriche dei Mao Morta (cult band del territorio lusitano, autori di un rock sperimentale con passaggi noise e liriche militanti) nella canzone Than The Serpents In My Arms, e il testo di Opium basato sul pensiero del poeta Fernando Pessoas…ma che tipo di rapporto avete con gli altri gruppi lusitani, dal momento che siete quasi l’unica band metal ad essere esplosa a livello mondiale?
In effetti siamo una band che si basa sulle influenze derivanti direttamente dalle particolari caratteristiche del nostro paese, per quanto riguarda gli aspetti culturali o persino geografici. Il nostro rapporto con il nostro paese e’ molto forte e importantissimo nei brani e collaborazioni/influenze che hai citato. Per quanto riguarda il nostro rapporto con la scena e le band portoghesi, devo dire che si trova di tutto: ci sono nostri ottimi amici, persone di grande talento e desiderose di condividere le esperienze e ascoltare i nostri consigli, come anche band che continuano a sprecare il loro tempo e motivazioni pensando a cosa abbia reso i Moonspell differenti e “speciali” e al motivo per il quale non sono al nostro posto. Quest’ultima e’ la tipica mentalita’ portoghese, che ha portato le band non molto distanti dal nulla. A me vanno bene entrambe le situazioni, ma preferisco ovviamente avere amici e band che possano seguirci nei tour e nelle nostre vite. Non siamo certo i salvatori della scena. La gente dovrebbe fare tutto da se’, come abbiamo fatto noi : non bisogna perdere tempo inutilmente a tentare di umiliarci.

La luna e’ sempre presente nella vostra musica. Lunar still, Lua D´Inverno, il commosso addio al lupo di Wolfheart, Full Moon Madness…e adesso semplicemente Luna…potete parlarci piu’ approfonditamente del vostro rapporto con essa?
Per una band che si chiama Moonspell, la cosa si spiega praticamente da se’. Ho sempre creduto che la Luna fosse un fantastico simbolo per la nostra musica, la semplicissima spiegazione di “luce nell’oscurita’”. Sono sicuro che i Moonspell camminino sulle linee di confine tra una luce che cresce, che si irradia da noi verso di voi, e una cupa atmosfera opprimente che ti obbliga a fermarti e a sentire col tatto. Inoltre, il comportamento che dipende dalle fasi lunari ha un forte legame con la nostra musica, per questo non perdo mai l’occasione di rendergli omaggio.

Vi ritrovate maggiormente nella scena metal di meta’ anni 90, (l’epoca del vostro esordio Under The Moonspell, 1994), dove moltissime nuove band si facevano strada con grandissimi lavori rimasti nella storia (vedi Amorphis, Paradise Lost, Anathema e Katatonia) o in quella attuale? E che ne pensate dell’abbandono (in parte) delle sonorita’ estreme da parte di queste band?
Quel periodo e’ stato probabilmente il piu’ felice della mia vita in qualita’ di ascoltatore e di musicista appena arrivato. Una scena che ribolliva di fantasia, potenza, sensualita’, e specialmente, una forte volonta’ di progredire, sia per quanto riguardava le band sia per quanto riguardava il pubblico. Nonostante cio’, dopotutto i tempi cambiano e non si puo’ vivere nel passato...ma la cosa piu’ importante e’ preservare cio’ che era speciale in quell’epoca e renderlo attuale nelle epoche e mentalita’ odierne. Molte band da te citate si comportano cosi’ e hanno quindi il mio massimo rispetto. Ogni nuovo album dei Katatonia e’ sempre una sfida per me, che accetto con grande piacere. Per quanto riguarda altre band che sono arrivate in seguito, raramente trattengo il respiro, ma spesso vengo stupito positivamente. Nuove band come Daylight Dies, Isis e altre sono una benedizione in una scena rock/metal altrimenti prevedibile.

Esiste un disco in particolare che vi ha catapultato nel mondo del metal e al quale siete ancora legati?
Sono troppi per citarli tutti…prendiamo quindi solamente cinque pietre miliari nella storia della musica metal (dal mio punto di vista, ovviamente) : “Morbid Tales” dei Celtic Frost, “Blood Fire Death” dei Bathory, “Abigail” di King Diamond, “Blood Ritual” dei Samael e “Wildhoney” dei Tiamat.

Quando non siete in tournee’ o in studio, cosa vi piace fare? Quali sono i vostri interessi extra-musicali?
I miei interessi sono vari…scrivere, leggere, viaggiare per il Portogallo, camminare per Lisbona, bere vino rosso e mangiare buon cibo…sono un tipico ragazzo del sud! Se non suonassi, sicuramente sarei un insegnante.

Ok, siamo alla fine, grazie per l’intervista. Allora, se e’ confermata la data del prossimo 16 luglio a Brescia, ci si vede presto! Volete dire qualche cosa al pubblico italiano che vi sta leggendo?
Si, la data e’ confermata! Sara’ la prima occasione per saggiare il nuovo live show per Memorial in Italia... non mancate!!! Ringraziamo tutti i nostri fans italiani dal profondo dei nostri cuori...spero di vedervi presto!



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