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LEGENDS OF ROCK - # 33 - Dick Wagner
16/08/2014 (1775 letture)
Se pensate che il frastuono che apre In Rock dei Deep Purple sia l’atto di nascita ufficiale dell’hard rock, probabilmente avete ragione. Ma se pensate che fosse il primo disco hard rock ad aprirsi in quel modo, vuol dire che non avete mai ascoltato Rock and Roll Music dei The Frost e, forse, che non conoscete così bene Richard Allen "Dick" Wagner, la sua importanza di compositore e musicista e l’influenza immensa che ha esercitato su tutto il mondo dell’hard’n’heavy a partire da quel fatidico 1969.

NOT ONLY WOMEN BLEED
Dick Wagner ci ha lasciati il 30 luglio di quest’anno. Nei suoi ultimi anni di vita, il musicista e compositore statunitense aveva sofferto per dei seri problemi di salute, seguenti a un arresto cardiaco e al successivo infarto che nel 2007 lo avevano ridotto in uno stato di coma durato due settimane. Al risveglio, l’artista aveva scoperto che il braccio sinistro era rimasto paralizzato. Le conseguenze furono però anche più gravi, comportando problemi di concentrazione, di equilibrio, di deambulazione, finché nel 2011 gli venne diagnosticata una forma di demenza. Sottoposto ad un intervento, Wagner aveva mostrato fortissimi segnali di recupero, sotto tutti i punti di vista. Nel frattempo il musicista aveva comunque continuato a scrivere canzoni (pubblicando un album nel 2008, Full Meltdown) e a lavorare alla sua autobiografia Not Only Women Bleed (libro che riceverà poi cinque premi internazionali), scrivendo la colonna sonora del film horror Silas Gore, contribuendo a Welcome 2 My Nightmare dell’amico Alice Cooper, nel quale suona anche l’assolo della conclusiva The Underture e proseguendo anche la sua carriera di produttore. Incredibilmente, dopo due attacchi di cuore, un infarto, un arto paralizzato, una diagnosi di demenza, due operazioni al cervello, l’inserimento di un pacemaker e a tutto il resto, l’inarrestabile Wagner dimostrò di essersi ripreso al punto da poter andare in tour, continuando con tutte le sue altre innumerevoli attività e collaborazioni (anche con il cantante italiano Chris Catena). Purtroppo, la sua straordinaria corsa doveva interrompersi il 30 luglio, per un arresto respiratorio, che lo ha condotto alla morte all’età di 71 anni. La voglia di vivere e la fame di musica che quest’uomo straordinario aveva ancora, nonostante dei problemi fisici e di salute che avrebbero stroncato persone anche più giovani di lui, testimoniano l’amore infinito per lo strumento che lo accompagnava ormai da sempre e per la musica rock in ogni sua forma.
Ma chi era Dick Wagner e perché merita l’ingresso trionfale in una ipotetica Hall of Fame delle Leggende del Rock?

UNO SPLENDIDO PRECURSORE
Probabilmente troppo impegnati a raccontare al mondo quanto il Regno Unito abbia contribuito alla nascita dell’hard blues, dell’hard rock e, poi, dell’heavy metal, molti critici e altrettanti amanti di questa musica, si dimenticano o tendono a sottovalutare il peso e l’importanza della scena statunitense e dei suoi autori. Una delle figure di spicco di questa tradizione, nonché uno dei massimi chitarristi e autori provenienti dagli States è proprio il sig. Richard Allen Wagner. Un uomo che ha ridefinito il concetto di hard rock e lo ha portato ad un livello totalmente nuovo, sia nelle band in cui ha militato, sia come compositore, che come musicista e poi produttore.
Nato nello Iowa il 14 dicembre 1942, Wagner si trasferisce presto nel Michigan e qui inizia prestissimo la carriera musicale, con la sua prima band The Bossmen, fondata nel 1964. Riallocatosi nell’area di Detroit, una delle vere capitali del rock mondiali, il gruppo diventa uno dei più richiesti della zona e dell’intero Michigan, pubblicando anche qualche singolo, tutti firmati da Wagner, tra i quali spicca Baby Boy, che raggiungerà il numero uno nelle radio del Michigan. La prima band destinata a lasciare decisamente il segno saranno però i The Frost, seminale gruppo di orientamento hard che a partire dal 1969 realizza tre album: Frost Music, il successivo e già citato Rock and Roll Music ed il conclusivo Through the Eyes of Love. In particolare, si ricorda il secondo album, parzialmente registrato dal vivo, come uno dei primi veri vagiti hard rock della storia: anche se il sound risente ancora in maniera chiara delle influenze sixties, blues e psichedeliche e potrebbe essere avvicinato a quanto fatto a partire dallo stesso anno dai Grand Funk Railroad, si sente molto chiaramente quanto l’evoluzione finale bussasse alle porte. Il cantato piuttosto deciso e aggressivo dello stesso Wagner, che usava spesso inserire degli acuti notevoli nelle linee melodiche, le malcelate venature hard’n’heavy degli spezzoni registrati dal vivo, le lunghe sezioni indiavolate di chitarra distorta e quel frastuono di watt in apertura, testimoniano che qualcosa stava per cambiare per sempre. Basti in tal senso ascoltare la furibonda Help Me Baby con la sue velocissime e fiammeggianti sezioni soliste o le urla che squarciano il brano e fanno urlare la folla presente, o la rovente cover di We Gotta Get Out of this Place degli Animals, per apprezzare lo stile ricercato e già molto tecnico del chitarrista.
L’avventura con i The Frost era però destinata a concludersi e, poco dopo, Wagner si trasferirà a New York e fonderà un altro gruppo fondamentale nella storia dell’hard’n’heavy mondiale, per quanto misconosciuto, gli Ursa Major. La formazione, un power trio formato con Greg Arama (ex-Amboy Dukes) e Rock Mangone, diede alle stampe un solo album nel 1972 che diventerà presto merce per collezionisti. Il disco è uno dei capolavori sconosciuti dell’hard rock statunitense dei seventies e dimostra quanto fosse avanti la scrittura di Wagner e che razza di riff maker fosse diventato in così poco tempo. Il brano di apertura, Sinner, è semplicemente stupefacente tanto a livello di scrittura che di esecuzione: nell’intro in particolare si può decisamente parlare di puro heavy metal con diversi anni di anticipo, mentre il cantato da parte di Wagner sembra anticipare i Judas Priest, con un’atmosfera doomish irresistibile. Pur non restando per tutta la sua durata su queste coordinate e tornando poi su un più “classico” hard rock settantiano, con la sua alternanza di duri brani hard rock e intense ballate acustiche, il disco è indubbiamente una perla assoluta per tutta la sua durata (come non citare Silverspoon o la colossale Stage Door Queen o lo splendido riff della bellissima Back to the Land, piuttosto che l’epica e splendida Liberty and Justice?) e va considerato come quasi avanguardistico considerando l’anno di uscita; meriterebbe di essere immediatamente riscoperto e idolatrato ed è peraltro un ottimo indizio di quello che da lì in avanti Wagner avrebbe realizzato per altri. A seguito della pubblicazione dell’album il gruppo ebbe l’opportunità di andare in tour come opening act per Jeff Beck e poi Alice Cooper, ma si scioglierà da lì a poco, a causa di una chiamata che non si poteva davvero rifiutare. Nel 1973, infatti, Lou Reed, ex leader dei Velvet Underground, stava riformando la propria band e decise di chiamare Dick Wagner per ricoprire il ruolo di chitarrista solista assieme a Steve Hunter. Trovava così consacrazione ufficiale una delle più grandi coppie chitarristiche di tutti i tempi. L’esordio della formazione fu sull’album Berlin, disco controverso e difficile, ma innegabile pietra miliare del rock. E’ però sul successivo disco dal vivo Rock’n’Roll Animal che l’influenza di Wagner diventa fondamentale e predominante. La sua capacità di arrangiatore viene fuori in maniera evidente proprio in questo leggendario live, nel quale le canzoni dei Velvet Underground vengono totalmente riforgiate e trasformate in roventi brani hard’n’heavy in una dimensione totalmente nuova, maestosa e indimenticabile, grazie anche alla clamorosa prova del duo chitarristico, qui veramente splendido e autore di una prestazione da tramandare ai posteri.

ALICE COOPER
La collaborazione con Lou Reed si esaurisce per il momento con questo grande live, ma per Wagner e Hunter la carriera musicale è tutt’altro che esaurita. I due avevano infatti collaborato a School’s Out (nel brano My Stars), noto capolavoro dell’inventore dello shock rock e Wagner conosceva Cooper fin dai tempi dei Frost e continuerà a collaborare anche ai successivi dischi del gruppo (ad esempio, scrivendo I Love the Dead per Billion Dollar Babies). Così, quando il buon Alice sciolse la band per dare il via alla propria carriera solista, si rivolse proprio all’ormai celebrata coppia per quelli che si sarebbero rivelati album a dir poco fondamentali nella sua ormai lanciatissima carriera. Wagner in particolare, diventerà co-autore e band leader, contribuendo in maniera decisiva alla scrittura di Welcome to My Nightmare. Il Nightmare Tour sarà il più lungo ed esteso tour fino a quel momento (120 città in 18 mesi) e diventerà il grande evento del 1975, mentre i duelli chitarristici di Wagner e Hunter passeranno alla storia e saranno anche ripresi in un film che verrà messo in onda come speciale TV e poi pubblicato come home video nel 1976. Da qui in poi Wagner diventerà collaboratore fisso di Alice Cooper e parteciperà alla scrittura di tutti i suoi album successivi, compresi quelli del periodo più buio del cantante, ovverosia il passaggio tra anni settanta e ottanta, inaugurato comunque da un ottimo disco come From the Inside, e seguito poi da album oggi dimenticati come Flush the Fashion, Special Forces, Zipper Catches Skin e DaDa, che perfino i fan più sfegatati hanno avuto difficoltà a digerire. In particolare, quest’ultimo sarà scritto a sei mani da Cooper, Wagner e dal produttore Bob Ezrin, in isolamento in Canada, nel tentativo di chiudere il contratto con la Warner Bros e viene ricordato dallo stesso Alice come uno dei suoi dischi più oscuri e sperimentali in assoluto. Fortunatamente, il caro vecchio zio Alice ritroverà il bandolo della propria matassa e attraverso dischi come Constrictor e Raise Your Fist and Yell cominciò a ricostruire la propria carriera, sapendo di poter sempre contare sull’aiuto del fido Wagner, fino al successo ritrovato con i ruffianissimi e indimenticati Trash ed Hey Stoopid al quale Wagner contribuisce con la bellissima Might as Well Be on Mars, ballata splendida e degna discendente della celeberrima Only Women Bleed, capolavoro musicale che risaliva addirittura ai tempi dei The Frost e alla quale Wagner era riuscito a dare una forma definitiva solo su Welcome to My Nightmare.
Nel 1978 è la volta del primo disco da solista, Richard Wagner che, curiosamente, venne da molti scambiato per un album del famoso compositore ottocentesco con tutte le complicazioni e gli equivoci del caso.

UNA CARRIERA INFINITA
A questo punto della propria carriera, Wagner sceglie di concentrarsi maggiormente sul suo lavoro di compositore e inizia ad occuparsi anche di produzione discografica, rallentando le proprie uscite come musicista da palco, seppur restando, come detto, stretto collaboratore di Alice Cooper. Il chitarrista partecipò con le proprie composizioni a diverse produzioni, anche distanti dal suo classico repertorio hard, come ad esempio la canzone Remember the Child, scritta per un progetto di sensibilizzazione contro gli abusi minorili, che lo porterà in giro per tutti gli States con lo scrittore e giornalista John Bradshaw. La canzone sarà anche sigla di una trasmissione televisiva dedicata alla stessa tematica ed è tutt’oggi utilizzata da psicologi e psichiatri nello loro sedute con pazienti problematici e incapaci di esprimere i propri sentimenti a causa degli abusi sofferti. Trasferitosi a Phoenix nel 2005, Wagner ha continuato la propria attività scrivendo canzoni per Alan Gordon, Wensday, Chris Catena, fondando la sua casa discografica, la Desert Dreams Recordings e cercando di completare il film Rock’n’Roll Animals dedicato al duo con Steve Hunter, che però non è mai stato terminato, anche se spezzoni sono rintracciabili su Youtube. Nel 2007, come abbiamo anticipato, i problemi di salute cominceranno ad infierire sul musicista, che comunque riceverà enormi riconoscimenti, come l’inserimento da parte di Gibson.com di due performance con Steve Hunter nella classifica dei 50 Top Guitar Solos of All Times (al numero 25 con il celeberrimo intro a Sweet Jane da Rock’n’Roll Animal e al numero 41 con il doppio assolo di Train Kept A Rollin’ degli Aerosmith, all’epoca non accreditati nelle note di copertina). Nella sua carriera, Wagner ha vinto moltissimi premi come autore e i dischi a cui ha partecipato negli anni hanno vinto qualcosa come 35 dischi di oro e platino. Nel 2013, la sua canzone If I Had the Time (I Could Change the World), che ha visto la partecipazione di oltre 50 musicisti, è stata lanciata su decine di piattaforme digitali per raccogliere fondi per il St. Jude Children Research Hospital e attraverso la sua casa discografica, ha realizzato numerose campagne anche per raccogliere fondi a favore della lotta contro la violenza sulle donne, oltre a lanciare la carriera di numerosi musicisti.

IL MAESTRO DEL ROCK
Con questo affettuoso e grato soprannome, Dick Wagner è stato onorato dagli infiniti artisti a cui ha offerto la propria collaborazione, tra i quali è d’obbligo citare anche i Kiss per gli album Destroyer e Revenge, Peter Gabriel per il suo primo album da solista, gli Air Supply, Burton Cummings, Mark Farner leader dei Grand Funk Railroad, per il quale ha prodotto il primo disco da solista, la stella del Rocky Horror Picture Show, Tim Curry, del quale ha curato un paio di album e, ancora, Meat Loaf, Steve Perry, Etta James, Rod Stewart, Tina Turner, Hall & Oates, Ringo Starr, Guns n’ Roses, Tori Amos, Frank Sinatra, Lee Aaron, Lita Ford, e così via, tanto che Il suo nome appare in 350 album prodotti in cinquanta anni di carriera. Alcune frasi dedicate a Wagner da parte dei suoi collaboratori:

- ”Nominate I vostri assoli di chitarra favoriti di ogni tempo e ci sono ottime probabilità che almeno in uno di quelli sia presente il leggendario Dick Wagner.” David Foster, produttore (Celine Dion, Josh Groban, Whitney Houston)

- ”Il mio musicista e compositore di riferimento nella maggioranza dei progetti che mi hanno visto coinvolto negli anni 70 e 80 e ancora oggi, nel nuovo millennio.” Bon Ezrin, produttore (Pink Floyd, Alice Cooper, KISS)

- ”Posso contare i miei chitarristi di riferimento in questo paese sulla metà della dita di una mano. Dick Wagner è uno di loro.” Jack Douglas, produttore (Aerosmith, John Lennon)

- ”Quando le registrazioni avevano bisogno di qualche strepitoso assolo di chitarra, chiamavi Wagner e Hunter per primi. Punto. Chiedetelo ai Kiss. O, ancora meglio, chiedetelo agli Aerosmith.” Vintage Guitar Magazine

- “Insuperabile abilità di cesellare riff memorabili, splendidi assoli, accordi e addirittura sezioni acustiche pastorali. Assieme alle abilità chitarristiche, Wagner ha sconvolto il mondo dell’hard rock con le power-rock ballads.” Music Business Monthly

- ”Train Kept A Rollin’ degli Aerosmith, avrebbe potuto non uscire mai “dalla stazione”, se il modo di suonare di Wagner non fosse stato così pericolosamente fuori dai binari. E Great Expectations dei Kiss avrebbe potuto risultare del tutto inappropriata al titolo se lui non avesse scritto quel solo così elegante. Ma più che gli splendidi assoli, Wagner ha lasciato il gusto per arrangiamenti complessi e diversi hit single.” Daniel Siwek, Music Connection Magazine

- “Uno dei migliori chitarristi di sempre. E una delle più grandi persone di sempre. Mr. Wagner. You more than Rock.” Lita Ford, Rocker

- Dick è uno dei più grandi chitarristi rock venuti fuori da Detroit negli anni 70. E’ meraviglioso lavorare con qualcuno nel quale la musica conserva ancora tutta la sua gioia. E’ magico. Steve Hunter, rocker (Alice Cooper, Lou Reed, Peter Gabriel)

- “Steve Hunter e Dick Wagner erano potenti come duo come lo sono stati Keith Richards e Mick Taylor, e I quattro hanno costruito la ‘Golden Era’ di Lou Reed e dei Rolling Stones, quel periodo nel quale le registrazioni erano pura magia. Lo show di Lou Reed del primo settembre 1973 resta al numero uno per me, per rappresentazione, capacità teatrale, maestria e assoluta energia rock’n’roll” JOE VIGLIONE, Allmusic.com

- "Anche se sappiamo che è inevitabile, non ci aspettiamo mai di perdere davvero i nostri più cari amici e collaboratori. Dick Wagner ed io ci siamo fatti tante risate quanti hit single. Era unico. E’ insostituibile. Il suo modo di suonare e scrivere non si vede più in giro, e ci sono poche persone con le quali mi sono divertito così tanto a lavorare quanto con Dick Wagner. Molti dei successi radiofonici della mia carriera solista hanno a che fare alla collaborazione con Dick Wagner, non solo sul palco, ma anche in studio e nella scrittura dei brani, c’era una magia nel modo in cui scrivevamo assieme. E’ sempre stato capace di trovare l’accordo perfetto per combinarsi con quello che stavo facendo io. Credo che tutti noi pensiamo che i nostri amici rimarranno in giro almeno finché ci saremo noi, di conseguenza, la notizia della sua morte mi arriva come un tremendo shock ed è una enorme perdita per me, la sua famiglia e per tutto il rock.” Alice Cooper, rocker

Dick Wagner è stato uno splendido autore, un chitarrista dalle elevate qualità tecniche e dal gusto straordinario, un ottimo produttore, un ottimo cantante e l’uomo a cui molti produttori facevano riferimento quando c’era un assolo da inserire al momento giusto, un brano da far decollare, un artista da rilanciare. Era un musicista schivo e lontano dai riflettori, ma il suo stile era spettacolare e aggressivo, melodico e potente, orchestrale e magniloquente. Il suo percorso artistico è stato fondamentale per la creazione dell’hard rock, tanto con i The Frost, quanto con gli Ursa Major, per poi arrivare alla grande pubblico e al grande successo con Lou Reed e Alice Cooper. Quanto fatto in coppia con Steve Hunter resta uno dei punti più alti toccati dell’espressività chitarristica. Si può forse considerare l’uomo che più di tutti ha dato un senso alla parola “power ballad”. Ma più di ogni parola può la musica, quindi che sia quella a parlare per la straordinaria carriera di questo vero monumento, magari partendo proprio dai dischi meno conosciuti, quelli di inizio carriera, per poi passare agli album che per tutti gli anni 70 e fino ad oggi lo hanno reso una Leggenda del Rock. Buon viaggio, Dick Wagner.



Carlos Satana
Mercoledì 27 Agosto 2014, 15.28.58
2
Grande artista. Riguardo al discorso di "In Rock", secondo me no. Il primato spetta a "Vincebus Eruptum" dei Blue Cheer!
CYNIC
Domenica 17 Agosto 2014, 10.47.28
1
Dick Wagner = LEGGENDA !! lou reed - ''rock 'n' roll animal'' lo devono possedere tutti è ''OBBLIGATORIO'' un Must che in paradiso se lo sognano.
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Durante il Nightmare Tour
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