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DEVIN TOWNSEND - A tu per tu col genio
15/09/2014 (1840 letture)
Appena ho avuto la conferma dell’intervista non stavo nella pelle, mi sudavano le mani ed avevo il desiderio di chiedergli vita morte e miracoli. Entrati sul tour bus, tutto è sparito, l’ansia si è volatilizzata e l’idea di stare accanto ad un amico che non vedi da tanto tempo ha preso forma. Rimanere accanto a Devin Townsend è meditativo, lui ha quello charme e quel fascino che non muoiono mai, scavano dentro e ti prendono in profondità. Dalle sue parole traspaiono tranquillità e serenità. Traspare quel lato oscuro che sul palco viene celato, un’esperienza di vita, un’emozione.

Ad Astra: Ciao Devin è un piacere incontrati, spero tu stia bene, anche se ti vedo un po' stanco.
Devin: No, mi sento bene, anche se c’è davvero troppo caldo (all’interno del tour bus la temperatura era intorno ai 28 gradi N.d.R.). E’ stato un anno molto lungo e faticoso, ho lavorato tantissimo e la vita da tour ti sfianca, anche se oramai dovrei essere pronto a questo ma ogni volta è sempre dura.

Ad Astra: Capisco, certo, anche perché oggi è davvero una giornata afosa. Mi stavo chiedendo come mai hai deciso di fare il tour proprio ora, in questo periodo in cui Casualties of Cool è uscito da pochissimo mentre la seconda parte di Ziltoid è prevista molto più avanti. Avevi bisogno del palco o ci sono altre motivazioni?
Devin: No, è stata solo una questione di organizzazione, in fin dei conti dobbiamo vivere anche noi, il genere che suoniamo poi non è pop e easy listening per cui se vuoi rimanere sul mercato devi produrre, mi sembra logico questo. Credo però che a breve ci sarà un periodo in cui mi concederò una pausa e potrò rilassarmi.

Ad Astra: Quindi mi stai dicendo che anche il nuovo Ziltoid è finito.
Devin: Sì certo, esce il 27 Ottobre, ci siamo quasi.

Ad Astra: Prima parlavi di fare concerti per tirare su un po’ di quattrini, so che anche tu negli ultimi periodi hai utilizzato il famoso crowdfunding, come lo giudichi?
Devin: Penso ci siano due facce della stessa medaglia: da una parte è grandioso e lusinghiero nei confronti del musicista, d’altro canto credo ci sia la possibilità che alcuni arrivino ad abusarne, usufruendo costantemente del servizio. Credo però che chi aiuti attraverso il crowdfunding siano le stesse persone che comprano e ti supportano regolarmente.

Ad Astra: Questo probabilmente succede perchè la gente che ti supporta vuole vederti dal vivo e tu vuoi essere lì con loro, è reciproco.
Devin: Assolutamente, credo sia proprio così. Concludendo credo di averlo usato perché avevo piacere che la gente potesse contribuire al progetto senza però pensare di essere usata. Ci sono persone là fuori che sfruttano l’audience per i soli soldi e per poterseli intascare, è orribile. Non ho mai dovuto sfruttare la mia audience, per cui avevo un po’ di aspettative da questo risultato, volevo comprendere quanto ci tenessero, a volte sono stanco e mi demoralizzo, così ho preso la carica invece. Ho amici che lo utilizzano costantemente, ad ogni nuova uscita, è difficile così.

Ad Astra: Ma così non ti sembra sia quasi come usare i propri fan? È un po’ disonesto.
Devin: Sì lo credo anche io, è un comportamente che non ha senso. Ma incoraggio le persone che non hanno i soldi, loro hanno lo stesso diritto degli altri di ascoltare musica, scaricatela se volete. Ovviamente mi piacerebbe fare anche un po' di soldi, non lo nego, ma non è questo il motivo che sta alla base di tutto.

Ad Astra: Negli ultimi periodi, come tutti sappiamo, però si dice sempre che nella musica, specialmente nel metal, non ci sono più soldi.
Devin: Certo, non sto qui a negarlo, ma ci sono ancora abbastanza soldi per fare tutto questo. Siamo all’interno di un lussuoso autobus come vedi e il tour in sé costa. E’ una linea sottile quella che separa lo sfruttare ed il condividere tutto con il tuo pubblico, non lo fai solo per te stesso ma anche per tutti gli altri. Ho sentito uno dire che pretendeva di avere qualcosa in cambio dal suo pubblico, mi sono chiesto “A che scopo? Cosa ci guadagni?”. Ho preso i soldi che ho racimolato dal crowdfunding e li ho disseminati in diversi progetti, credo che riuscirò a farci tre dischi con quei soldi. Tutto questo è anche per le persone che non hanno i soldi necessari, prendetelo, è anche per voi.

Ad Astra: Quindi mi stai facendo capire che il download e la musica condivisa in rete sia un bene, che sei favorevole a questo.
Devin: Mi piacerebbe risponderti che vorrei guadagnare abbastanza da non dovermene preoccupare, non sto dicendo con questo che d’ora in poi regalerò la mia musica, perché essa ha un costo. Anche questo tour non puoi farlo gratuitamente, guarda che macchina abbiamo messo in piedi, alla fine della giornata fai musica per le persone che la apprezzano. Credo ci siano lì fuori persone che apprezzino tutto questo.

Ad Astra: Credo proprio anche io che, dato che sei in giro da oltre vent'anni, un minimo di base di fan ce l'hai di sicuro.
Devin: Certo certo, ne sono consapevole, mi piacerebbe però pensare che tutto questo continuerà per sempre, ma come faccio a saperlo? Ma puoi contribuire comprando una maglietta o un cd, te ne sarei grato. (Ride N.d.R.)

Ad Astra: Certo capisco, io fortunatamente mi riesco a permettere i dischi originali, degli artisti che mi interessano, tra cui i tuoi, ma condivido il tuo pensiero appieno, non bisogna giudicare nessuno.
Devin: Posso solo ringraziarti per averli comprati ma come te altri magari non ci riescono e mettere in prigione delle persone perché scaricano e non riescono a permettersi altro è quasi come compararlo alla droga se ci pensi, un mercato illecito.

Ad Astra: Capisco perfettamente, andiamo avanti. Hai rilasciato qualche tempo la quadrilogia Ki, Addicted, Decostruction e Ghost; ognuno di questi album può essere visto quasi come uno dei quattro elementi…
Devin: Sì diciamo di sì, anche se non era intenzionale, ma ci può stare.

Ad Astra: Ah ok beh potrebbe essere solo una chiave di lettura diciamo. Ad ogni modo hai intenzione di metterti al lavoro su un altro progetto gigantesco come quello oppure è stato un caso che non si ripeterà più?
Devin: Non lo so, chissà, tutto può succedere. La cosa bella del mio lavoro è che non so cosa può succedere da un giorno all’altro, sperimento ogni volta e ogni giorno. Penso che in molti ci vedano i quattro elementi che hai visto tu, per me invece è semplicemente un modo per suonare buona musica. Sono altri gli aspetti della vita che mi interessano di più oltre alla musica, spesso è meglio che io sia un buon padre, che suoni per la gente che è venuta a vedere il concerto. Ogni giorno è un giorno in meno e sono già contento di poter esser qui, non ho un messaggio o un'agenda di appuntamenti nel futuro, non sono un messia. Voglio solo contribuire a creare musica che alla gente possa piacere e che possa essere apprezzata.

Ad Astra: Beh direi che di uscite con le quali hai contribuito ne hai diverse…
Devin: (Ride N.d.R.) Sì in effetti, sai però il mio obiettivo oggi non è più di reinventarmi, piuttosto di essere onesto con il pubblico che mi segue e con la musica che propongo.

Ad Astra: Quindi come giudichi quei ragazzi che vogliono spaccare il mondo e diventare delle rockstar a tutti i costi?
Devin: Non ho idea di cosa ci sia nella loro testa, magari potrebbe succedere, il futuro è strano. Oggi non credo di essere così diverso da quello che ero quando ho iniziato, non mi sento per nulla una rockstar, mi sento fortunato già solo ad avere gente che mi segue e mi apprezza. Ho fatto Casualties of Cool indipendentemente e ha funzionato, a qualcuno piace, non so cosa succederà dopo. Voglio onestà ma prima di questo ora ho bisogno di respirare un pochino, staccare la spina, magari il prossimo disco non piacerà a nessuno. Sai è stato difficilissimo per me rendere Ziltoid interessante, ero un po’ timoroso e ho dovuto prendere fiato per crearlo, ero convinto di volerlo realizzare, ho pianificato tutto fino all'ultimo e alla fine è nato. E’ stata dura sai crearlo…

Ad Astra: Ziltoid è un pò come te in miniatura, la tua caricatura.
Devin: Sotto certi aspetti direi di sì, è divertente, e ha delle metafore dietro.

Ad Astra: Come dire, attenti umani, qualcosa vi accadrà presto.
Devin: Sì direi che può funzionare, è sempre una questione di onestà. Se riesci a far capire certe sfumature, anche i messaggi nascosti dietro verranno raggiunti dagli altri.

Ad Astra: Ma c’è stato qualcuno che ti ha detto “cosa stai combinando?”
Devin: Sì certo, è successo, ma se gli dessi retta non sarei sincero con me stesso, scriverei per gli altri, vado fuori casa e ascolto quello che apprezzano o meno, ma non prendo suggerimenti in base a cosa vorrebbero sentire e cosa no. Questo è ciò che mi piace e questo è quello che spero possa essere apprezzato.

Ad Astra: Questo mi fa pensare alla prossima domanda. Hai suonato e realizzato dischi con nomi diversi, passando da Devin Townsend Band a Devin Townsend, Strapping young Lad, Punky Bruster; ma quale è il vero Devin Townsend?
Devin: Tutti, ognuno di loro è vero, in base alle situazioni e alle necessità musicali, ognuno di loro è diverso in base alle sonorità che incarnano quel progetto. Suggerirei ai Metallica di fare lo stesso (Ride N.d.R.). Hai presente Lulu o St. Anger? Sono molto diversi dagli esordi per cui potevano pensarci; a chi ascolta il tutto questa cosa crea fastidio, non lo riesce a capire. Se ascolti gli album degli Strapping Young Lad sono tutti simili tra loro; questa si chiama coerenza, mentre ora Casualties of Cool ha una vita propria.

Ad Astra: Condivido pienamente, anzi non sai quanto condivido sul discorso Metallica. Mi viene da chiederti allora: pensi che senza la collaborazione con Steve Vai non saresti mai sbocciato oppure saresti comunque venuto fuori direttamente con gli Strapping Young Lad?
Devin: No, sicuramente no, senza Steve Vai e Sex & Religion non sarebbero mai esistiti gli Strapping Young Lad, questo è poco ma è sicuro. Io sono il risultato di tutto quello che è accaduto dopo l’uscita di quel disco, è stato l’inizio di tutto perché prima avevo solo band locali e stronzate varie. Nulla di paragonabile.

Ad Astra: Vedremo qualcosa di nuovo sul versante elettronico? Mi riferisco al progetto Hummer
Devin: Non ne ho davvero idea, nemmeno ci penso più. Mi piace la musica elettronica ma ora è tempo di andare a pescare (Ride N.d.R.).

Ad Astra: Eh beh di pesci ne prendi tanti in Canada, è pieno di laghi. Dove ti sei trovato più a tuo agio all’estero? C'è stato qualche postoin cui ti sei sentito quasi come casa?
Devin: No, nessun luogo sarà così però il nord della Svezia si avvicina molto, è simile a Vancouver. Sono una persona molto casalinga e non vorrei rimanere in nessun altro posto rispetto a dove sono cresciuto ed è cresciuta la mia famiglia. Credo sia lo stesso anche per te se ci pensi bene. A Vancouver piove sempre e quelle rare volte in cui c’è il sole non so cosa fare, mi trovo spiazzato, cammino per le strade col mio cappello nell’ombra e lontano dal sole. La pioggia mi aiuta a scrivere la mia musica. Una volta mi trasferii a Los Angeles e non riuscii a comporre niente di decente, anzi niente di niente.

Ad Astra: Los Angeles mi manca anche se non credo sia molto distante da San Francisco come clima e zona. Quando ci andai mi sembrava tutto di plastica, finto diciamo.
Devin: No dai non è così malvagia, niente di eclatante sia chiaro ma non fa per me. Ti svegli la mattina col sole, c’è sole ogni giorno, sole sole sole sole e ancora sole (lo dice con espressioni buffe e in un simil growl N.d.R.).

Ad Astra: Sì, ci saranno 300 giorni di sole pieno all’anno, sembra interessantissimo (ironicamente N.d.R.)
Devin: You know what? Fuck that L.A. (lasciato in lingua originale perché rende meglio l’idea N.d.R.) Preferisco casa mia, dove c’è pioggia, neve, sole, vento. Come la musica, che non può essere tanto diversa dal tempo metereologico se ci pensi; se abitassi a Los Angeles ogni mio album sarebbe come le canzoni dei Teletubbies. No grazie.

Ad Astra: Ahahaha, si immagino che tristezza, sarebbero tutti gruppi alla Motley Crue; comunque che ne pensi delle cover band che stanno infestando il mondo della musica sempre più negli ultimi anni?
Devin: Ma le devi vedere sotto un aspetto ironico, sono divertenti. Io se avessi la mia cover band la farei degli AC/DC, sarei al posto di Malcom.

Ad Astra: Sei il primo che sento parlare bene delle cover band sai. Di solito mi dicono che uccidono la musica e tolgono spazio alle band che hanno voglia di suonare i loro pezzi.
Devin: Ma no, i ragazzi devono avere delle cover band da giovani, poi cosa succede succede, per iniziare deve essere così invece. Non c’è giusto o sbagliato nella musica, l’importante è suonare.

Ad Astra: Invece tu cosa ascolti di norma al di fuori del palco?
Devin: Assolutamente musica rilassante, non voglio nulla che sia drammatico, incazzato o altra roba. Preferisco canzoni soft e atmosferiche, simili al chill-out. Sono costantemente stressato, se poi ci metto anche altri fattori che mi alterano ancora di più non potrei sopportarlo, voglio roba serena e pacifica. Di ascoltare qualcuno che parla dei suoi problemi non me frega un cazzo “la mia vita è difficilissima ma in un qualche modo ne verrò fuori” (imitando una canzone inventata sul momento N.d.R.). Fanculo, non son qui per questo, non mi interessa.

Ad Astra: Capisco sì... non sono prettamente come te a livello musicale ma lo rispetto; io solitamente necessito di sfogarmi. Ma andiamo avanti, c’è qualcosa che vuoi o devi ancora raggiungere a livello prettamente musicale?
Devin: No, nulla di nulla, mi sento felice. Suono musica perché mi lascia esprimere, nella vita quotidiana ho difficoltà a relazionarmi con le emozioni e con i rapporti umani, per cui mi dà modo di andare oltre alcuni aspetti. La musica è soltanto il modo migliore che ho per connettermi all’umanità. In quanto a obiettivi, al momento non ne ho, a differenza della cultura moderna che è sempre protesa verso il raggiungimento di qualcosa, non seguo questa scia. Non vado in giro e cerco un posto che potrebbe darmi da mangiare ma prima guardo se mi ispira. Trova un luogo con del cibo e dammi da mangiare. La musica è così, come il cibo in questo caso, non devi guardare cosa ti ispira, suoni e basta, quello che esce lo accetti.

Ad Astra: Capisco, condivido in parte lo stesso pensiero. Siamo arrivati verso la fine, mi viene da chiederti se ci sarai l’anno prossimo con Arjien in Olanda per la rappresentazione teatrale di Human Equation.
Devin: No, sicuramente non ci sarò perché avrò molti impegni, di preciso non so cosa ma sarò impegnato, non mi è stato chiesto e non ci sarò, ma sarà sicuramente sarà uno spettacolo fantastico. Io poi dovrò preparare lo spettacolo con Ziltoid a Londra, sarà il 13 Aprile.

Ad Astra: Davvero? Sarà sulla scia del Retinal Circus?
Devin: No, ancora più grande questa volta, ci saranno più stronzate e pupazzi da ogni parte, sarà estremo.

Ad Astra: Ok, ora inzia la caccia ai biglietti; dai toglimi una curiosità, è vero che il tuo primo demo era avvolto dentro delle mutande e poi l’hai spedito?
Devin: No, è stato il secondo demo e quello ha funzionato, dunque se non sapete come fare, mettetele dentro le mutande (ride N.d.R.). Non so perché ho fatto quella stronzata ma all’epoca per me aveva senso e se son qui forse un senso l’ha avuto (ride N.d.R.).

Ad Astra: Ahahah, ok devo consigliarlo a degli amici allora. Ecco la fatidica ultima domanda: hai detto che ti vuoi prendere una pausa, dopo la fine di questo tour quindi sei in pausa a tempo indeterminato oppure farai altro?
Devin: No, avrò un altro tour negli Stati Uniti da co-headliner insieme agli Animals As Leader poi tornerò di nuovo in Europa con una band molto valida ma di cui per ora non posso dirti niente. Andrò in India, farò delle clinic in Australia, poi farò lo show di Ziltoid e solo lì mi prenderò una pausa.

Ad Astra: Lo spero per te, sarai stanco morto dopo.
Devin: Si anche perché per Casualities of Cool non faccio nulla a livello promozionale per cui devo dare un senso alle giornate (Ride N.d.R.).

Ad Astra: Ok, ok diamo un senso al tutto ringraziandoti, sono estremamente contento di aver avuto la possibilità di passare del tempo con te. Grazie!Devin.
Devin: Di nulla figurati, Grazie a te. Ci vediamo dopo. Ciao!



Mirko
Lunedì 15 Settembre 2014, 16.02.50
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"abitassi a Los Angeles ogni mio album sarebbe come le canzoni dei Teletubbies. No grazie"
Giangianni
Lunedì 15 Settembre 2014, 15.29.15
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Devin fantastico! l'italiano un pò meno eheh
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