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CRYPTOPSY + DISGORGE + JUNGLE ROT - Circolo Colony, Brescia - 14/09/14
19/09/2014 (1736 letture)
Per questo September Crypt Tour 2014 i veterani del technical death canadese Cryptopsy si avvalgono dell’appoggio dei pionieri del brutal death statunitense, i Disgorge, e del quartetto old school death Jungle Rot dal Winsconsin. La seconda tappa italiana è fissata al Colony di Brescia, ormai punto di riferimento per il metal estremo e non in Lombardia e Nord Italia in generale. Dal taglio trascinante dei Jungle Rot, alla brutalità chirurgica dei Disgorge, fino alle maestose macchinazioni musicali degli headliner, la serata non manca di stupire. Ecco come è andata.


DISGORGE
È l'istituzione brutal di San Diego ad aprire la serata, anticipando il proprio show e suonando prima dei compagni di tour Jungle Rot; il motivo è il fastidioso infortunio alla mano del batterista Ricky Myers, fondatore dei Disgorge stessi nel 1992 e noto per la propria velocità nei blast beat. Sebbene l’esibizione sia stata messa a rischio dall’imprevisto e dallo scoraggiante gonfiore della mano, il drummer californiano s’è fatto forza per condurre comunque lo show dei propri, dando prova di una precisione e di un’intensità che non possono che impressionare, date le sue condizioni.

La travolgente brutalità dei Disgorge è garantita da una precisione ineccepibile delle contorte ritmiche chitarristiche, alle quali aderisce un’accoppiata basso/batteria perfettamente coordinata con l’ascia di Diego Sanchez, ormai veterano della formazione. A ricoprire l’oneroso ruolo di vocalist, il growler di San Diego Angel Ochoa, direttamente dai Cephalotripsy, band sufficientemente conosciuta nel panorama brutal odierno. In un’esibizione impeccabile, che conta l’esecuzione di classici dai primi due album, Cranial Impalement e She Lay Gutted, la voce di Angel rappresenta forse l’unico neo, essendo per lo più impiantata su una timbrica vicina agli stilemi dello slam e del brutal più moderni; soprattutto considerando che i pezzi suonati hanno celebrato un’istituzione del canto gutturale come Matti Way (attualmente nei Pathology), il paragone è certamente dovuto e un po’ invalidante per il vocalist attuale, che mostra un livello discreto e una voce fognosa, ma senza la profondità e l’impatto della prestazione che potrete udire invece nei primi due album dei Disgorge, appunto a cura di Way.

Al di là di questa parentesi, il concerto dei Disgorge lascia il segno, soprattutto grazie alla curatissima regolazione dei suoni, che rende ogni nota comprensibile (fattore non trascurabile considerato il genere) e ogni palm-mute detonante, tanto che non risulta difficile seguire il dipanarsi delle trame articolate dei pezzi, che contano numerosi cambi di tempo, passando da sfuriate rapidissime e fill impensabili a rallentamenti pesantissimi (si vedano per esempio alcuni degli estratti dell’eccellente She Lay Gutted, come Revelations XVIII e la conclusiva Exhuming The Disemboweled).

Resta certo particolare la scelta di incentrare l’esperienza concertistica, seppur non troppo estesa, esclusivamente sui primi due lavori, ma date le vicissitudini della line-up, risulta abbastanza comprensibile l’intenzione di riesumare lo spirito primorde della band, a partire da Womb Full of Scabs, che Angel ricorda essere il primo pezzo che hanno scritto (mentre Sanchez ride, considerando forse l’ingresso molto più recente del vocalist californiano). Il giudizio finale resta fin troppo chiaro: hanno sbancato la serata.

SETLIST DISGORGE

Atonement
Cranial Impalement
Revelations XVIII
She Lay Gutted
Deranged Epidemic
Womb Full of Scabs
Cognative Lust of Multilation
Exhuming the Disemboweled



JUNGLE ROT
Il quartetto death metal di Dave Matrise sale sul palco del Colony poco dopo il termine del concerto dei Disgorge, spostando quindi il focus dal brutal death dei californiani all’old school di marca Obituary delle loro composizioni. Nonostante la naturale immediatezza dei pezzi, ricchi di sprazzi thrash-oriented o groove cadenzati e quindi adatti al movimento sia sopra che sotto il palco, l’esibizione dei Jungle Rot fatica a carburare nei primi istanti, complice il pubblico ancora un po’ freddo e rarefatto, ma anche un attitudine da palco che sulle prime sembra proprio non esserci.

Ma dopo giusto un paio di pezzi, gli astanti più coinvolti in headbaning e moshpit trascinano l’intero pubblico in una disponibilità più calorosa verso la proposta musicale del gruppo, che ne risente dunque in positivo. I ritmi si fanno serrati e l’incedere è bellicoso, sostenuto da un drumming essenziale ma preciso, vera dinamite nell’esplosione del groove dei deathster statunitensi, assieme, d’altro canto, ai riff immediati e potenti. Notevoli soprattutto i rallentamenti che si combinano ottimamente alle tempistiche più veloci, sviluppando un discorso musicale tipicamente old school, ma comunque vario e divertente. Il pace dei pezzi è generalmente mid-tempo, con vari sprazzi più serrati, in cui sono sempre le chitarre ad aver la meglio, dato che pur mantenendo la stessa formula di pezzo in pezzo, i buoni riff sembrano non finire mai. Niente virtuosismi o ricercatezze: lo scandaglio musicale dei Jungle Rot si limita alla potenza sonora e all’immediatezza. Pezzi come Gasping For Air, che comprende anche dei breakdown detonanti, o Strangulation Mutilation, ne sono un ottimo esempio. Basso e cassa scandiscono con definizione l’incedere del gruppo, e sul finale il pubblico dà il meglio di sé, come d’altra parte gli stessi Jungle Rot, che continuano a sondare la propria discografia, che conta all’attivo sette album.

In conclusione, tralasciando l’incipit un po’ indifferente, lo show è stato comunque apprezzabile e divertente, nonostante l’azzardato accostamento a due realtà decisamente più estreme del panorama death metal. Ma non si può dire che i Jungle Rot non si siano saputi difendere, ma hanno anzi conquistato l’attenzione di molti dei presenti.

SETLIST JUNGLE ROT
Voice Your Disgust
Terror Regime
Savage Rite
Their Finest Hour
Worst Case Scenario
Gasping for Air
Demon Souls
Strangulation Mutilation
Let Them Die
Strong Shall Survive



CRYPTOPSY
Quando i Cryptopsy iniziano il soundcheck non sono ancora le dieci; il Colony conta ormai molti presenti, e probabilmente l’idea di impostare orari non troppo notturni ha giovato a molti dei presenti, dato che si trattava di una domenica. Ad aprire il concerto, la subito riconosciuta intro di Crown of Horns, intro del leggendario None So Vile, con il ruggito del leone a portare gli astanti in atmosfera di brutalità palpabile, sotto le incitazioni del giovane vocalist Matt McGachy, raccolto dalla band nel 2007 e presente sugli ultimi due lavori in studio del gruppo. Se qualcuno non avesse seguito le vicende della line up canadese, ricordo che è il batterista Flo Mounier l’unico membro rimasto della formazione originale. Assieme alla storica istituzione del drumming estremo, l’eccellente chitarrista Christian Donaldson, in effetti presente in casa Cryptopsy dal 2005, e il bassista Olivier Pinard dei Neuraxis, l’ultimo in ordine cronologico d’ingresso. La perdita di un chitarrista, specie in sede live, risulta ovviamente un handicap abbastanza evidente, sia nelle sezioni solistiche che, in generale, nella resa sonora complessiva.

Certo, i suoni sono ottimamente calibrati e ogni pezzo risulta assolutamente comprensibile, accortezza che si sposa perfettamente con la scelta di riesumare, per questa scaletta, alcuni pezzi dal periodo DiSalvo, ossia da Whisper Supremacy, da cui traggono le violentissime Emaciate e White Worms, e And Then You'll Beg, riproposto in We Bleed, uno dei picchi del concerto per tecnica e articolazione. La perizia di Flo Mounier è impressionante, tanta è l’eleganza con cui riesce a gestire cambi di tempo e fill di incredibile complessità, mostrando altresì una dinamica senza cali durante tutto il concerto, sebbene in assenza di trigger, invero piuttosto usati nel metal estremo. Altrettanta è la precisione sul manico da parte degli altri due strumentisti, che si destreggiano in partiture complesse, che mettono in luce il songwriting da sempre articolato dei Cryptopsy, ma anche scelte melodiche e strutturali rare nel death metal più tecnico, che rendono ogni pezzo un discorso ineccepibile nel contesto dell’esibizione.

Giungendo a parlare della voce di Matt, devo per la prima volta muovere una critica al gruppo, che avevo già avuto occasione di ponderare. La timbrica del cantante si adatta poco alla musica dei Cryptopsy, dato che pur raggiungendo volumi notevoli in scream e squeal, l’uso di vocals gutturali più profonde è decisamente rarefatto e quando eseguito, piuttosto scarso in termini di impatto e livello sonoro. Una caratteristica che si confà più ad un cantante deathcore, ma che risulta piuttosto innocua se rapportata al contesto di una band come i Cryptopsy, di cui si ricorda certo l’eccellente voce di Lord Worm, potente e cavernosa (caratteristica, quest’ultima, che la voce di Matt non ha, essendo impostata su un registro più high-pitched). Certo, la cosa inficia sul risultato finale, ma non al punto tale da invalidare pezzi eccellenti come Graves of the Fathers, il cui breakdown centrale ha spezzato la metà dei colli presenti, o Benedictine Convulsion, e funziona ovviamente molto bene sugli estratti dal periodo più recente, quelli appunto di McGachy. Per spezzare un lancia in suo favore, Matt ha una personalità carismatica ed è un ottimo frontman, in grado di incitare e coinvolgere il pubblico, nonché farlo muovere fisicamente, magari passando il microfono a qualche ragazzo delle prime file per cantare il refrain di Worship Your Demons. Tra l’headbanging e l’insistente domanda di alimentare con carne nuova il pit già piuttosto accaldato, il frontman coglie anche l’occasione di ricordare il fatto che i Cryptopsy siano un gruppo indipendente, che ha rotto qualsiasi legame con etichette discografiche nella consapevolezza di saper fare da sé quanto producono, e di poter contare su una fan-base devota, ricordando poi di supportare monetariamente il gruppo. Insomma, normale amministrazione, ma si apprezza la convinzione del gruppo.

Ritornando all’aspetto musicale, ci attende ancora un finale assolutamente memorabile. Tralasciando il trito e ritrito teatrino della band che saluta ed è poi richiamata sul palco per suonare, sorprendentemente, altri pezzi, il delirio è assicurato quando è Defenestration che attacca, e il Colony si fa piuttosto scomodo, come è giusto che sia. La manifestazione della forma più primordiale del gruppo trascina con sé un mosh pit nervoso e un headbanging senza sosta, primo tra tutti quello dei musicisti sul palco. Irrefrenabile è anche Matt, visibilmente divertito, che finge di tagliarsi il ventre con il microfono ed estrarne le interiora, allegoricamente rappresentate dal filo, per una presentazione pittoresca della velocissima Slit Your Guts, eseguita con una definizione chirurgica, specie sugli stacchi di basso che ci hanno dato una pettinata permanente. E l’esibizione non finisce qui, ma si conclude invece con uno dei classici immancabili della formazione, con tanto di intro di tastiera e poi di basso: inneggiata a gran voce dai presenti, è Phobophile l’ultima creatura della perversione musicale dei Cryptopsy ad esserci presentata, prima di un caloroso saluto e qualche sentita e sudata stretta di mano con i musicisti.

Insomma, si tratterà tutto sommato di una sorta di surrogato dei Cryptopsy originali, e lo dico in termini di formazione, perché sarebbe assolutamente fuori luogo dire qualcosa del genere circa la loro qualità, che è stata anzi ineccepibile, fatta eccezione per la critica che ho fatto allo stile vocale e quella (più trascurabile) della mancanza della seconda chitarra. Per il resto, una scaletta notevolissima e un’esposizione di tecnica e maestria musicale di rara reperibilità.

SETLIST CRYPTOPSY
Crown of Horns
Two-Pound Torch
Emaciate
White Worms
We Bleed
The Golden Square Mile
Graves of the Fathers
Worship Your Demons
Benedictine Convulsions

---- ENCORE ----

Defenestration
Slit Your Guts
Phobophile



iron
Sabato 20 Settembre 2014, 15.24.39
9
Abbadon87 io non l'ho mai visto mettere anche AceGamer...sarà perché non mi considero un suo fan (mi capita di vedere suoi video ogni tanto ma non lo seguo) tuttavia ( a parte in pochi video in cui il nick era gia stato utilizzato) non ho mai visto un video in cui nel nick mette anche AceGamer...comunque quello era il punto meno importante della frase che ho scritto al troll... comunque grazie della correzione
Abbadon87
Sabato 20 Settembre 2014, 1.18.13
8
Anzi già che c isono...
Abbadon87
Sabato 20 Settembre 2014, 0.54.03
7
Era scontato Iron Zeb non era mai stato il tipo a trattare robe musicali odiando anche il metal però ti sbagli su come si firma,spesso mette anche AceGamer.
brainfucker
Venerdì 19 Settembre 2014, 22.46.37
6
secondo voi se contatto lord worm mi può dire dove comprare delle costole di serpente da fumare?devono essere interessanti. comunque i cryptopsy con una sola chitarra devono suonare proprio vuoti dal vivo
CowboyFromHell
Venerdì 19 Settembre 2014, 17.11.11
5
@iron: KABOOOM
iron
Venerdì 19 Settembre 2014, 16.17.47
4
Zeb si capisce che non sei quello vero da un paio di cose che ti elenco: Zeb si firma solo Zeb89 e mai Zeb89AceGamer Il suo canale tratta di videogiochi e non di musica, non venirmi a dire che cambi tipo di video perché non ti crede nessuno Visto che Zeb non è un bimbominchia non credo che vada a commentare sotto roba riferita alla musica insultandola E, cosa più importante, Zeb non censura mai le parolacce... vai a mangiare i biscotti e non rompere.
Zeb89AceGamer
Venerdì 19 Settembre 2014, 14.38.28
3
Madonna ragazzi credo che dovrei un video di Gruppi di m*rda!.
Numbered Days
Venerdì 19 Settembre 2014, 13.39.53
2
Presente a Roma, dove la scaletta con gli stessi pezzi ma disposti differentemente per i Cryptopsy. Grandissimi i Disgorge che purtroppo per quel maledetto infortunio hanno dovuto suonare per primi e accorciando di molto la scaletta prevista, e personalmente avrei preferito avessero aggiunto qualche canzone da Parallels of Infinite Torture, ma sono assolutamente soddisfatto della loro esibizione. I Jungle Rot attesissimi a Roma, in quanto la prima volta che scendevano giù nella capitale hanno distrutto il traffic; ma mai quanto i Cryptopsy che hanno come ha detto giustamente Nicolò, spezzato molti colli!! L'unico neo, quella Cold Hate, Worm Blood che non la fanno praticamente mai!
Ad astra
Venerdì 19 Settembre 2014, 13.21.00
1
Spiaciuto rinunciarci all'ultimo momento... Rimarrà la serata con la formazione nei miei ricordi e condivido il tuo pensiero sui cryptopsy in toto Nick come ti ho già detto... Bavo!
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Circolo Colony, Brescia - 14/09/14
 
 
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