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IQ - Strada di Ossa
03/10/2014 (954 letture)
Ci troviamo a parlare con una delle band che hanno maggiormente caratterizzato il movimento neo prog dagli anni '80 ad oggi. In questa intervista entreremo nel vivo del processo compositivo della band andando anche a scoprire chi sono gli IQ fuori dal palcoscenico.

Precision88: Ciao ragazzi, e benvenuti su Metallized. E’ uscito proprio in questi giorni, a cinque anni da Frequency, il vostro undicesimo album in studio che vede, tra le tante cose, anche un rientro in line up di Paul Cook alla batteria e Tim Esau al basso. Come vi siete trovati a lavorare di nuovo insieme dopo tutti questi anni? Siete soddisfatti del risultato o credete che sarebbe potuto uscire qualcosa di meglio?
Mike: E 'stato bello lavorare con tutti di nuovo. Ci conosciamo da tanto tempo, tutto è sembrato molto naturale per noi. Conosciamo tutti gli stili e l'umorismo degli altri quindi è stato tutto molto 'facile'. Ora che siamo un po' più vecchi e un po' più rilassati possiamo anche rispettare i ruoli e punti di forza di tutti gli altri della band, piuttosto che cercare di fare tutto contemporaneamente. Devo dire che Neil (Durant, il nostro nuovo tastierista) è stato in grado di adattarsi con la band senza soluzione di continuità, sia in termini musicali che sul piano personale.

Precision88: Cosa vi ha spinto a ricomporre la vecchia base ritmica e variare nuovamente il tastierista? Per quali ragioni avete scelto Neil Durant rispetto ad una rosa di musicisti anche più blasonati?
Mike: Non è stato qualcosa che abbiamo scelto di fare, è successo che Andy Edwards, nostro recente batterista, ha dovuto prendere una pausa per motivi personali e sembrava logico per noi per entrare in contatto con Cookie - fortunatamente per noi è stato pronto a rientrare all'ovile. Allo stesso modo, quando John (Jowitt - bassista) ha lasciato ci è sembrata una cosa ovvia offrire la posizione a Tim.
Abbiamo scelto Neil come nuovo tastierista su consiglio di Marco (Westworth, il nostro tastierista temporaneo). Aveva lavorato con Neil prima e sentiva che sarebbe stato un ottimo sostituto per lui quando ha lasciato. Come succede, Neil era un grande fan degli IQ da oltre 20 anni, quindi conosceva tutto il materiale ed era molto desideroso di unirsi.

Precision88: In più di trent’anni di attività avete avuto diverse variazioni, sia stilistiche, di sound e di line up creando dei veri e propri cicli creativi. The Road of Bones secondo voi è la conclusione del ciclo iniziato con Dark Matter oppure ci dobbiamo aspettare l’inizio di una nuova serie di lavori?
Mike: Hmm, non ho mai pensato agli IQ in questi termini. Essenzialmente, quando mettiamo insieme un album ci concentriamo su quello che stiamo facendo in quel particolare momento, piuttosto che cercare di collegare qualcosa ai lavori precedenti. Personalmente scrivo tutto ciò che è nella mia testa in quel momento e cerco di conferirgli un senso in qualche punto più avanti. Non sono mai stato uno che scrivere a comando, per me è importante che la musica fluisca naturalmente senza forzature. Penso che si capisca quando un brano musicale è stato scritto senza passione, suona sempre artificioso secondo me.

Precision88: Secondo voi cosa ha di differente The Road of Bones rispetto al resto della vostra discografia, ma soprattutto rispetto ai lavori più recenti?
Mike: Ad essere onesti, probabilmente non sono la persona più adatta a rispondere a questa domanda: come ho detto prima, quando scrivo per il IQ metto dentro tutto ciò che ho in testa in quel momento piuttosto che guardare indietro e tratto ogni progetto come una cosa a sé. E’ stato detto che The Road of Bones ha un approccio più hard, questo credo sia vero e penso che derivi dal voler trasmettere un senso di' urgenza 'e' disagio 'nella musica. Ciò detto, suona molto come un album degli IQ secondo me.

Precision88: Come approcciate la composizione? Partite da una idea musicale e poi andate successivamente a costruire un testo sopra oppure fate l’inverso? Questo ci interessa principalmente per quanto fatto su The Road of Bones ma la domanda è estesa anche tutte le altre release.
Mike: Praticamente tutti i brani scritti dagli IQ (con pochissime eccezioni) iniziano con la musica e una melodia vocale, quindi generalmente Pete si aggiunge i testi più tardi. Non c'è una vera ragione per questo, tranne che è il processo di lavoro che si è evoluto con IQ e sembra funzionare.

Precision88: Non ho avuto modo di avere ancora accesso ai testi (al momento della scrittura, NdR), quindi vi chiedo di raccontarci quello che vuole trasmettere l’album e l’idea da cui è nato.
Mike: Questa è probabilmente più una domanda per Pete. Io certamente ho cose in mente quando sto mettendo insieme la musica, e a volte mi siedo con Pete per discutere di quello che pensiamo sia la sensazione del pezzo e quello che suggerisce. Per The Road of Bones la musica (almeno per noi) ci trasmetteva delle sensazioni di morte e decadenza, sia in termini letterali e nei rapporti umani. La title track racconta la storia di un serial killer dal suo punto di vista, quello che sta pensando riguardo a quello che ha fatto alla gente, come ciò influisca sulla comunità e il potere che trae da questo.

Precision88: L’artwork come da tradizione è uno dei vostri punti di forza, cosa significa questa immagine e in che modo si lega alle tematiche trattate nei testi?
Mike: L’artwork per The Road of Bones si basa sulla title track. E' una visione attraverso gli occhi del killer del paesaggio e dello scenario dei suoi crimini. Gli piace vantarsi di quello che sta facendo e ci invita nel suo intimo in un modo molto complice, che in realtà è piuttosto inquietante se ci pensate.
Almeno questo è quello che prendo dall'immagine ...

Precision88: Voi fate parte di quella branca di progressive che si sviluppò in Inghilterra all’inizio degli anni '80 etichettata come neo prog. Questo genere è spesso associato ad una forte influenza da parte dei Genesis che anche in voi, nei primi anni, era presente. Questa caratteristica via via è andata diminuendo, facendo uscire sempre di più il suono IQ. Ad oggi secondo voi siete ancora catalogabili in nel neo prog o sentite che quell’etichetta vi vada stretta?
Mike: Ad essere onesti non ho mai capito la distinzione tra 'prog' e 'neo-prog' ... abbiamo sempre e solo suonato quello che volevamo suonare, con un evidente influenza progressive, non siamo mai stati veramente preoccupati di catalogare la musica. So che è più facile per la musica se le cose sono messe in compartimenti netti, e posso capire perché le persone lo fanno su un livello molto elementare, ma personalmente mi piace la musica.
Quanto alla questione se siamo ancora 'neo-prog': nessuna idea, dobbiamo solo fare quello che facciamo e sperare che alla gente piaccia.

Precision88: Togliendo l’ultimo che è notoriamente il migliore agli occhi della band, qual è secondo voi il vostro miglior disco e perché?
Mike: Oh caspita, davvero non sono in grado di scegliere tra gli album degli IQ. E' una cosa così personale scrivere e rilasciare un pezzo musicale che di solito non riesco a fare una valutazione oggettiva. Non so mai se abbiamo pubblicato un buon album fino a ottenere un feedback dagli altri. Per me album IQ sono solo 'lì'.

Precision88: Parliamo dei vostri successori, come vedete l’attuale scena progressive e quali differenze trovate tra il vostro modo di comporre e quello delle band di recente formazione?
Mike: In genere non ho il tempo di ascoltare un sacco di nuove band, a parte le demo che vengono inviati al sito GEP per farcele sentire. Io ogni tanto capita di sentire altre band nei festival dove suoniamo, ma questo non è il miglior ambiente per formare una idea chiara dello stile di scrittura e del livello di qualità. Ho notato nel corso degli anni che un po' di gruppi prog costruiscono un brano basandolo su un riff, o su un certo suono della tastiera. A mio parere questo è OK per la base di una traccia, ma per me ciò che conta veramente nella musica è la melodia, gli accordi e la struttura ; in generale è quello che cerco nella musica.

Precision88: Vi saluto con una ultima domanda, avremmo la possibilità di vedervi qui in Italia a pubblicizzare The Road of Bones?
Mike: Ci piacerebbe tornare in Italia presto. Non abbiamo niente in programma al momento, ma stiamo cercando di fare alcuni concerti nel prossimo anno e ci torneremo sicuramente, siamo alla ricerca di buoni locali e promotori in Italia.

Precision88: Vi ringrazio augurandovi il miglior successo per il nuovo album
Mike: Grazie!



Versione Inglese--English Version

Precision88: Hello guys and welcome to Metallized.it. After five years from Frequency, your eleventh studio album has recently come out; among other things, it encompasses a return to the lineup of Paul Cook on drums and Tim Esau on bass. How has it been to work together again after all these years? Has the result met your expectations or has something not gone as foreseen?
Mike: It has been good to work with everyone again. We’ve known each other for so long, it all felt very natural for us. We all know each others’ styles and humour and its all been very ‘easy’. Now that we’re a bit older and a bit more laid back we can also respect the roles and strengths of everyone else in the band rather than everyone trying to do everything at once. I have to say that Neil (Durant, our new keyboard player) was able to fit in with the band very seamlessly, both in terms of playing and on a personal level.

Precision88: What pushed you to reassemble the old rhythmic base and to change the keyboard player again? For what reasons did you choose Neil Durant among other even more famous musicians?
Mike: It wasn’t something that we chose to do, it just happened that Andy Edwards our recent drummer had to take some time out of music for personal reasons and it seemed very logical for us to get in touch with Cookie – luckily for us he was ready to rejoin the fold. Similarly when John (Jowitt – bass player) left it was an obvious thing for us to offer the position to Tim first.
We went with Neil as the new keyboards man on the recommendation of Mark (Westworth, our temporary keyboards guy). He’d worked with Neil before and felt that he’d be a great replacement for him when he left. As it happens, Neil had been a big fan of IQ for over 20 years so he knew all the material and was very keen to join.

Precision88: In more than thirty years you have had several variations, both from a stylistic and from a lineup point of view, really producing some unique creative cycles. Is The Road of Bones the end of a cycle that began with Dark Matter, or should we expect for the beginning of a new series?
Mike: Hmm, I’ve never thought of the IQ catalogue in those terms. Essentially when we put together an album we focus on what we’re doing at that particular point in time, rather than try to link anything back to our previous work. Personally I’ll write whatever is in my head at the time and try to make sense of it at some point later. I’ve never been one to write to order – for me it's important that the music flows naturally and doesn’t feel forced. I think you can always tell when a piece of music is written with no passion – it always sounds contrived to me.

Precision88: What is it different in The Road of Bones compared to the rest of your discography, but especially to your more recent works?
Mike: To be honest I’m probably not the best person to answer that question – like I said before when I approach writing for IQ it's all about what’s in my head at that point, rather than looking back, and I treat each project as an individual thing. It has been said that The Road of Bones has a harder edge to it – I can see that’s true and I think that comes from wanting to convey a sense of ‘urgency’ and ‘unease’ in the music. Having said that it does sound very much like an IQ album to me.

Precision88: How do you approach the composition phase? Do you start from a musical idea and then you go on creating a text or vice versa? This question refers in particular to the work done on The Road of Bones , but can be extended to all your releases too.
Mike: Pretty much all tracks written by IQ (with very few exceptions) start with the music and a vocal melody, then generally Pete will add the lyrics later. No real reason for this except that’s the working process that has evolved with IQ and it seems to work for us.

Precision88: Since I haven't had the chance to access to the lyrics yet (at the time of writing, NdR), I'd kindly ask you to tell us what do you want to communicate with this album and the idea from which it was born.
Mike: That’s probably more a question for Pete. I certainly have things in mind when I’m putting the music together, and sometimes I’ll sit down with Pete to discuss what we both think about the feel of the piece and what it suggests. For The Road of Bones it seemed like a lot of the feel of the music (at least to us) was around death and decay, both in literal terms and in human relationships. The title track tells the story of a serial killer from the point of view of the guy himself, how he’s thinking about what he’s done to people, how it affects the community and the power he takes from it.

Precision88: As usual, the artwork is one of your strong points: speaking about the one you chose for your last release, what does it mean and how is it related to the lyrics?
Mike: The artwork for The Road of Bones is based on the title track. It’s a vision of the killer surveying the landscape and the scenes of his crimes. He likes to brag about what he’s doing and is inviting us into his confidence in a very conspiratorial way, which is actually quite unnerving when you think about it.
At least that’s what I take from the image…

Precision88: You are part of that branch of progressive that developed in England in the early '80s and has usually been referred to as neo prog. This genre is often associated with a strong influence from Genesis, that was also present in your early works. This feature has been gradually decreasing during your career, releasing more and more your own IQ sound. Nowadays do you think that you can be still considered as a neo prog band or do you feel that this label doesn't fit anymore with your sound?
Mike: To be honest I’ve never really understood the distinction between ‘prog’ and ‘neo-prog’… we’ve always just played what we wanted to play, with an obvious prog influence, and we’ve never been really bothered about categorising the music. I know it's easier in music if things are put into neat compartments, and I can understand why people do that on a very basic level, but personally I just like music.
As to whether we’re still ‘neo-prog’: no idea, we just do what we do and hope people enjoy it.

Precision88: Excluding the last album, that is usually the best one in a band's eye, according to you what is your best album and why?
Mike: Oh crikey, I really wouldn’t be able to choose between IQ albums. It's such a personal thing to write and release a piece of music that I generally can’t make an objective assessment of it. I never know if we’ve released a good album until I get feedback from others. For me IQ albums are just ‘there’.

Precision88: Let's talk about your successors: how do you see the current progressive scene? What differences do you find between the way you compose and the one of recently formed bands belonging to the same scene?
Mike: I don’t generally have the time to listen to a lot of new bands, apart from the demos that are sent into the GEP website for us to listen to. I do occasionally get to hear other bands at some of the festivals we play but that’s not a great environment to form a good impression of the writing style and quality. I have noticed over the years that a fair few prog bands will construct a track based on a riff, or even a certain keyboard sound. To my mind that’s OK for the basis of a track, but what really counts for me in music is melody and chord structure, and generally that’s what I’ll look for in music.

Precision88: I'd like to greet you with a last question: will we have the chance to see you soon here in Italy to promote The Road of Bones ?
Mike: We’d love to come back to Italy soon – we’ve nothing planned at the moment, but we’re currently looking to do some gigs next year and we’ll definitely be looking for good venues and promoters in Italy.

Precision88: Thank you, I wish you all the best for the new album.
Mike: Thanks…



Markus
Domenica 12 Ottobre 2014, 11.59.38
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Gran bell'album...si gode parecchio si
ayreon
Sabato 4 Ottobre 2014, 18.06.14
3
gran bel disco,comprate la versione doppia perchè le bonus tracks valgono davvero la pena
Awake
Sabato 4 Ottobre 2014, 4.19.34
2
Mi riferisco alla title track ovviamente...
Awake
Sabato 4 Ottobre 2014, 4.17.57
1
For now the need is met... I almost hate myself... almost... but not quite... e alla partenza del basso si gode in maniera definitiva...
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