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BOLT THROWER + MORGOTH + INCANTATION - Arena, Vienna, Austria, 25/09/2014
07/10/2014 (1544 letture)
Onestamente, se otto anni fa mi avessero detto che nel 2014 avrei visto dal vivo i Bolt Thrower, gli avrei riso in faccia e anche di gusto. Era il 2006, infatti, quando annullarono la data in Toscana, mettendo una croce sopra il nostro Paese. Successivamente, la band rimase in silenzio per un po’ di tempo, fino al tour europeo del 2009, senza Italia ovviamente, per cui mi rassegnai all'idea di non vederli. Ci fu il meraviglioso Boltfest del 2011 e poi tutto tacque di nuovo, fino a questo 2014, quando si si è vociferato di un nuovo tour europeo, divenuto poi realtà con la pubblicazione delle date e dei rispettivi guest.
Tra le tappe del tour, ho scelto Vienna. Il trittico Bolt Thrower, Morgoth e Incantation, mi stuzzicava terribilmente ed ho colto l'occasione anche per visitare la città per la prima volta. L’ansia di partire è cresciuta giorno dopo giorno e, giunti alla fatidica partenza, mi sono imbarcato dall'Aeroporto di Fiumicino per raggiungere la capitale austriaca, approdando sin da subito in una realtà completamente diversa alla nostra.

INCANTATION
È il 25 settembre e, passata la precedente notte in preda ai fumi dell’alcol, mi appresto a raggiungere l’Arena insieme ad altri quattro amici giunti da Roma. All’ingresso c’è già molta gente e, superato il varco con tanto di perquisizione, raggiungo la prima fila per l’orario di inizio. Sono le 20:00 e gli Incantation salgono sul palco in perfetto orario, quando ecco partire l’intro: ci siamo, il concerto inizia ufficialmente.
Salta subito all'occhio l’approccio dei viennesi, impassibili e silenziosi, che si spingono solo in qualche cenno di headbanging e niente più. John McEntee e soci imperversano con il loro death metal plumbeo e catastrofico, proponendo in primis i pezzi tratti dal nuovo album Dirges of Elysium del 2014. Siamo solo noi italiani a movimentare la situazione nel par terre e gli altri presenti non sembrano gradire particolarmente la nostra partecipazione caotica. Tuttavia, nei loro 40 minuti a disposizione, gli Incantation ci deliziano con un tuffo nel passato sin dalla terza traccia, eseguendo Shadows of the Ancient Empire e facendo accrescere in noi un entusiasmo palpabile. E' davvero impossibile restare fermi e con l’arrivo di Profanation si tocca il picco dell’ignoranza durante il concerto degli statunitensi.
John McEntee è abbastanza freddo, nonostante parli e ringrazi il pubblico presente, ma è palese come non apprezzi l'ostentata voglia di restare impassibili dei viennesi, al contrario dell'atteggiamento compiaciuto che mostrò durante l’evento di Calenzano (FI) al quale partecipai. Lo show prosegue, lasciando largo spazio allo sfogo musicale dei deathsters con The Ibex Moon, Carrion Prophecy e la conclusiva Impending Diabolical Conquest, che mette un punto al live entro i minuti prestabiliti, per lasciare il palco ai quasi connazionali Morgoth. Comunque sia, gli Incantation sono la solita macchina da guerra, devastanti come pochi ed è sempre un immenso piacere vederli live.
Impending triumphs, thy trinity will perish... die!

SETLIST INCANTATION
Dirges Of Elysium
Debauchery
Shadows of the Ancient Empire
Vanquish in Vengeance
Oath of Armageddon
Portal Consecration
Profanation
The Ibex Moon
Carrion Prophecy
Impending Diabolical Conquest


MORGOTH
È tempo di rilassarsi qualche minuto e concedersi una sigaretta e quattro chiacchiere. Nel frattempo, il movimento sul palco è forsennato per rispettare le tempistiche e nel giro di 20 minuti è tutto pronto per accogliere i Morgoth.
Ammetto che la loro prestazione la attendevo particolarmente perché è, sì, un gruppo storico, ma anche un gruppo che torna in attività dopo molti anni, motivo per il quale nutrivo una sostanziale preoccupazione su come sarebbero stati live, a fronte del fatto che avevo già avuto modo di vedere Marc all’opera al Party.San 2012 insieme agli Skeletal Remains e non mi sembrò particolarmente in forma. Gli anni del grande death metal dei primi EP e Cursed sono lontani, ma mentre viene mandato l’intro del primo full-length, inizia a salire un’adrenalina indescrivibile. I ragazzi sono tutti pronti e con l’arrivo di Marc Grewe si può sancire il vero inizio del concerto, che parte a cannone con Body Count. Il pezzo è molto coinvolgente e permette al cantante di sfoderare tutto il suo quantum espressivo, dimostrando che, nonostante siano passati tanti anni, il suo growl è rimasto più o meno invariato, con l’inconfondibile urlo del refrain che ci dilania i timpani.
La situazione sottopalco peggiora, in senso buono, notevolmente: infatti, sempre noi italiani, ci concediamo la briga di rincarare la dose di pogo, incuranti delle reazioni dei viennesi. Anche perché, onestamente, come si fa a star fermi, a maggior ragione se le prime quattro canzoni proposte sono suonate ottimamente e tutte provenienti da Cursed? Per giunta, con un Marc Grewe veramente ispirato e grande trascinatore!
Body Count, Exit to Termination, Suffer Life e Sold Baptism, hanno una carica travolgente e finalmente anche il pubblico locale decide di scatenarsi, unendosi a noi ed al fomento che già si era insediato tra i presenti in prima fila.
I ritmi si abbassano un po’, diventando più tranquilli, con i brani tratti dall’ultimo singolo God is Evil a cui si aggiungono un paio di pezzi da Odium, non molto incisivi in verità, ma che vengono maggiormente apprezzati dai viennesi. Non possiamo far altro che attendere i pezzi forti che i Morgoth stanno tenendo al caldo per il grand finale ed infatti, terminata Die as Deceiver, Marc torna al glorioso passato della death metal band, sfoggiando una grandiosa tripletta di canzoni: Burnt Identity, Isolated e Pits of Utumno. Durante queste ultime infatti si crea una furiosa pogata sottopalco, Isolated viene accolta molto calorosamente ed il concerto inizia a prendere la forma di un vero concerto death metal con la giusta carica e la corale partecipazione di tutti i presenti.
Tirando le somme, i Morgoth sono stati indubbiamente ottimi, l’esecuzione dei brani e l’atteggiamento sul palco è stato molto professionale e l’unica cosa poco apprezzata è quella parte centrale di scaletta che comunque ci aspettavamo.
Sulle note conclusive di Pits of Utumno, il gruppo ci lascai, ringraziando il baccano fatto ed annunciando i grandi protagonisti di serata: i Bolt Thrower.

SETLIST MORGOTH
Body Count
Exit to Temptation
Suffer Life
Sold Baptism
God is Evil
Under the Surface
Resistance
Die as Deceiver
Burnt Identity
Isolated
Pits of Utumno


BOLT THROWER
Terminato lo show dei Morgoth, il via vai sul palco si fa frenetico e l’atmosfera si fa bollente, non appena viene mostrato il logo Bolt Thrower: a questo punto i viennesi cambiano atteggiamento, ammassandosi verso il palco in attesa dell'ingresso degli headliners. È palpabile la grande attesa ed io stesso ancora non ci credo che sto per vedere i Bolt Thrower. L’aria si fa carica come un cielo in tempesta e, mentre si esauriscono i preparativi, fa capolino dalle retrovie Jo Bench. Siamo tutti pronti al massacro finale, che inizia a prendere forma sin dall’introduttiva Battle for Britain Theme, che insieme all’esplosiva War ed a Remembrance, fanno accrescere in maniera esponenziale la nostra eccitazione. Si genera un vortice di schiaffi sottopalco che non può far altro che compiacerci: non si capisce più da dove arrivino i colpi e progressivamente la situazione peggiora con casi di stage diving sbilenchi e pericolosi: un paio di ragazzi rischiano di spaccarsi la testa, una ragazza minuta e gonfia di alcol cade rovinosamente a terra di testa, barcolla un istante, ma si riprende ed ogni preoccupazione fortunatamente svanisce. E' il momento, quindi, del divertimento puro con Mercenary, accolta con un forsennato pogo, con l’Arena che esplode letteralmente di presenti, contando ad occhio tra le 500 persone, o forse di più. Ma quantificare è impossibile per via della calca e senza alcun momento di pausa, la scaletta prosegue e risulta devastante da ogni punto di vista. Sulle ultime note di Mercenary, ecco partire la combo World Eater/Cenotaph. Durante la prima, Karl Willetts si mostra molto divertito dal gran baccano che si sta facendo sottopalco ed il suo lavoro viene momentaneamente messo da parte durante World Eater per lasciare che a cantare sia tutta l’Arena. Dei brividi veri affiorano.
Il cantante riprende il microfono per Cenotaph alimentando una devastazione totale: non c’è tempo di lamentarsi per il dolore alle gambe, si va avanti a testa bassa e spalle alte con brani tratti qua e là da ogni loro release con il solo primo disco, In Battle there is No Law!, ahimè, lasciato da parte. Ciò, tuttavia, non comporta alcun problema, tanta è la professionalità mostrata sul palco. Il loro modo di suonare è semplicemente impeccabile, ogni strumento è ben udibile anche grazie all’ottima acustica del locale ed è piacevole affermare che non sono stati fatti favoritismi di alcun genere. Il suono è stato lo stesso per tutti i gruppi ed anche Incantation e Morgoth hanno goduto dello stesso trattamento.
Le canzoni proseguono con le immancabili Anti-Tank, Warmaster, This Time It’s War e The IVth Crusade. Viene poi annunciata No Guts, No Glory e la situazione si fa pesantissima: tutto il locale sembra aver atteso spasmodicamente questa canzone, con un pubblico che dà il meglio di sé partecipando ad una bella centrifuga senza esclusione di colpi che diverte molto anche gli stessi Bolt Thrower, assolutamente cordiali con tutta la gente che sale sul palco per lo stage diving, concedendo tanto di strette di mano e pacche sulle spalle prima del lancio sulla folla.
Gli inglesi si avviano verso la conclusione della sessione principale sulle note di Powder Burns per poi andare nel backstage a rifocillarsi un istante. Tornano di prepotenza sul palco a regalarci At First Light e When Cannons Fade, concludendo quest’ultima tra l’ovazione del pubblico che inizia a spostarsi verso il bancone bevande. A sorpresa, ecco che tornano di nuovo on stage e stavolta è Silent Demise a mietere vittime ed a rappresentare la vera ultima canzone del set, molto sentita da tutti, soprattutto da Karl che, liberatosi della maglietta, incita e travolge i presenti con la sua voce, andando ad incorniciare una serata magnifica targata Bolt Thower.

Siamo tutti senza parole, sapevamo e immaginavamo che saremmo andati a vedere un signor gruppo, ma non avremmo mai sognato di vedere uno show di questa caratura. Non riuscivamo a credere ai nostri occhi ed alle nostre orecchie: tutti i gruppi ci hanno regalato una prestazione perfetta che a permesso a questa trasferta di diventare letteralmente indimenticabile.

SETLIST BOLT THROWER
Battle for Britain Theme (intro)
War
Remembrance
Mercenary
World Eater / Cenotaph
Anti-Tank (Dead Armour)
Warmaster
Forever Fallen
This Time It's War
The IVth Crusade
No Guts, No Glory
...For Victory
The Killchain
Powder Burns

--- ENCORE ---
At First Light
When Cannons Fade

--- ENCORE 2 ---
Silent Demise



Er Trucido
Domenica 12 Ottobre 2014, 14.38.53
7
Sì, e c'è pure un nuovo brano in giro, cerca tra le news di questa settimana
Punto Omega
Domenica 12 Ottobre 2014, 14.32.06
6
Ma hanno riformato anche i Soulburn?
Steelminded
Giovedì 9 Ottobre 2014, 16.48.22
5
Li ho persi causa sold out, con grande rammarici,,,
Denak
Giovedì 9 Ottobre 2014, 5.58.42
4
Presente sia a Bassano nel 2006 che a Vienna quest'anno!!!! Semplicemente i migliori, dal vivo fan paura!!!
kroky78
Mercoledì 8 Ottobre 2014, 22.10.48
3
Oltre alla data in toscana saltata nel 2006, era in calendario, la sera seguente, uno show a Bassano del Grappa. Io c'ero! Grandi Bolt Thrower, per me Warmaster è L' ALBUM death metal totale!
fear_factory84
Mercoledì 8 Ottobre 2014, 11.51.40
2
grazie di avermi fatto rosicare ancora di più.... io volevo andarli a vedere a praga, ma non si è riuscito ad organizzare nulla...........
Unia
Martedì 7 Ottobre 2014, 15.11.24
1
Una triade niente male!
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07/10/2014
Live Report
BOLT THROWER + MORGOTH + INCANTATION
Arena, Vienna, Austria, 25/09/2014
 
 
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