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HYBRID CIRCLE - Questioni di Fede
14/10/2014 (1679 letture)
MrFreddy: Ciao ragazzi e bentornati su Metallized! E’ passato un po’ di tempo da Before History, il vostro precedente album, volete raccontarci cosa è successo nel frattempo?
Hybrid Circle: Ciao Federico. In questi due anni è davvero successo di tutto all'interno degli Hybrid Circle. Abbiamo avuto, ovviamente, il tempo di assimilare completamente il nostro precedente Before History e di riflettere sulle scelte effettuate nella stesura, nella registrazione, nella produzione in generale e nelle scelte promozionali. Penso che riconoscere obbiettivamente errori e pregi non sia un lavoro facile, ma noi ci siamo certamente riusciti. Il percorso per arrivare a A Matter of Faith è stato abbastanza lungo e ostacolato, però siamo arrivati al target finale. In tutto questo c'è stato anche un cambio di line-up, difatti abbiamo cambiato cantante inserendo Antonio Di Campli (per gli amici Metal-Nano). E' stato proprio questo cambio ad aver consolidato il nostro nuovo sound e il nostro nuovo shading. Abbiamo deciso di allontanarci ancora dal panorama death metal e di enfatizzare di più il nostro concetto di prog, il tutto condito con un po' di core. Alcuni hanno un po' storto il naso su quest'ultima scelta, ma capisco che non è un genre seguito da tutti.

MrFreddy: Potete dirci nel dettaglio come si svolga il processo di composizione delle vostre canzoni?
Hybrid Circle: Non utilizziamo sempre lo stesso metodo per scrivere i pezzi. La cosa può partire veramente da qualunque parte, da qualunque strumento o magari può partire in regia o direttamente in studio mentre facciamo le prove. Alla fine però va a finire direttamente tutto in regia. Qualunque cosa viene prodotta alla fine arriva in regia per costruire la struttura in bozza, in modo tale da essere sempre riascoltabile e modificabile al volo. La comodità sta nel fatto che una volta che hai registrato la bozza puoi riascoltarla quando vuoi e riflettere seriamente su quello che hai fatto. Questo dettaglio ti fa risparmiare un tempo notevole nella decisione di continuare o buttare il prodotto.

MrFreddy: L'atmosfera è una componente molto importante del vostro nuovo album. Colpisce la maniera in cui la musica ed i testi corrispondono. Il testo nasce adattandosi alla musica oppure è il contrario?
Hybrid Circle: Anche qui la modalità è mista. A volte il testo ispira la musica e a volte la musica ispira il testo. Quindi alla fine le due componenti si evolvono quasi contemporaneamente. Puo' anche capitare che a volte una strofa può modificare un momento o viceversa. Tutto il processo compositivo si svolge in modo molto "sentimentale".

MrFreddy: A cosa vi siete ispirati per i testi di “A Matter of Faith”? “Before History” era molto originale in questo senso, in questo caso a quali fonti avete attinto?
Hybrid Circle: Il tema principale è sempre il sci-fi. L'unica differenza è che Before History è un concept album mentre A Matter of Faith è semplicemente un tematico. Quindi in questo ultimo disco l'importante è stato mantenere sempre la tematica. L'unica eccezione è la trilogia finale Trial of Trust che è una piccola suite, appunto, divisa in tre tracce per facilitarne l'ascolto.

MrFreddy: Personalmente trovo che lo stile musicale a cui vi dedicate sia già adottato da tantissime band, molte delle quali si limitano a proporre sempre le stesse cose risultando alla fine noiose. Voi come la pensate in proposito? Cosa ritenete che debba avere una band per riuscire a distinguersi dalle altre in questo campo?
Hybrid Circle: Di certo noi ora non abbiamo la pretesa di far percepire una rivoluzione biblica , però allo stesso tempo penso che sia troppo facile dire "adottate uno stile musicale che molte band gia utilizzano". E' una conclusione oltremodo minimizzante e denigrante per racchiudere un intero lavoro, e questo non vuole essere ne una giustificazione ne una conferma. Detto questo penso che ogni band, intrinsecamente, possiede un'identità che può manifestarsi in molti modi. E' difficile comprendere un disco ascoltandolo in modo approssimativo come la maggior parte delle persone fa al giorno d'oggi. La conclusione è che ogni band si distingue dalle altre gia per il fatto di suonare qualcosa di originale, basta osservare attentamente un lavoro. Anche quando è uscito Michael Jackson è stato detto "ma tanto è la stessa roba alla Motown". La stessa sorte di Michael Jackson l'ha avuta il signor Mark Zuckerberg: il tizio appena citato è stato addirittura accusato di plagio, furto di idee ecc. e la sua risposta all'accusa "hai rubato questa idea", traducibile in "fate sempre la stessa roba" è stata farla meglio. Rimango davvero dispiaciuto quando un lavoro viene prima coperto dal velo del "tanto non avete fatto nulla di che" e poi viene esaminato sotto la luce di questo pregiudizio. Ci sono persone che lavorano duro dietro tutto quello che sentite e lo dimostrano a differenza di molti altri chiacchieroni.

MrFreddy: Avete deciso di includere in A Matter of Faith una particolare cover dei Deftones. Ho avuto modo di leggere in giro come ad alcuni questa sia piaciuta e ad altri no; io sono uno di questi ultimi, principalmente perché trovo che non si adatti perfettamente al resto dell'album. Sarei però curioso di sapere come mai abbiate aggiunto questa interpretazione del pezzo in chiusura al disco; penso che sapendolo possa esserci la possibilità di rivedere la canzone sotto una diversa luce.
Hybrid Circle: La scelta dei Deftones è stata fatta per fare un tributo ad una band a cui siamo molto affezionati. Teoricamente la spiegazione sarebbe finita qui, però non ti nego che è un piccolo suggerimento per il prossimo album.

MrFreddy: Avete ricevuto riscontri positivi anche al di fuori dell'Italia? Se sì, c'è qualche specifico paese che ha apprezzato in modo particolare il vostro album?
Hybrid Circle: Si, all'estero stiamo andando molto bene, sorpattutto in USA, UK e Finlandia. Devo dire che questa volta l'Italia mi ha stupito. Ci seguono in molti dall'Italia e ne siamo davvero contenti, una bella sorpresa e una bella notizia per il nostro underground.

MrFreddy: Trovo degna di lode la scelta di distribuire l'album gratuitamente: cosa vi spinge ad effettuare queste scelte?
Hybrid Circle: Una volta nei pressi della pubblicazione ci siamo guardati un attimo intorno e ci siamo resi conto che il mercato musicale è piuttosto messo male. Le case discografiche non spendono praticamente più nulla sulle scene emergenti, difatti riescono appena a mantenere i grandi nomi. La cosa più importante per una band emergente è quella di far affermare il nome e le label non ti garantiscono questa cosa se non sei nessuno. Siamo arrivati a questa conclusione tendo a mente di essere padroni del nostro lavoro, dalla A alla Z, e abbiamo preferito investire da soli sulla promozione del disco, senza etichette tra le scatole. La risposta degli ascoltatori è stata ed è tutt'ora molto positiva. Abbiamo una media di stream mensili veramente eccelente. L'album è anche acquistabile in copia fisica, che è sempre più un oggetto da collezione, quindi consigliamo l'acquisto solo a chi davvero ne voglia una copia per la propria collezione, altrimenti siamo contenti del download e di un po di sano passaparola.

MrFreddy: L'artwork del vostro album è molto suggestivo. Parlateci dell'artista che lo ha realizzato e del motivo per cui vi siete rivolti a lui. Inoltre, noto una certa somiglianza con la cover art dell'ultimo album dei Born of Osiris, è un omaggio da parte vostra oppure una coincidenza?
Hybrid Circle: Sam Hayles è matto da legare! Questo è stato il primo motivo per cui ci siamo rivolti a lui. Sam cura la parte grafica di artisti di musica elettronica (e non) che seguiamo molto, come Celldweller, Pitchshifter ecc ecc. A Matter of Faith tradotto letteralmente significa "Una Questione di Fede" e Sam ha condiviso pienamente con noi la visione di un Dio tecnologico in cui l'uomo confida, ed effettivamente è la condizione in cui ci troviamo nei giorni attuali. E' stato molto eccitante lavorare con una persona che è riuscita ad immedesimarsi completamente nei nostri pensieri, nelle nostre "allucinazioni". Quando abbiamo visto l'idea della copertina il nostro cuore ha avuto un sussulto di emozione. A Matter of Faith dice che la fede verso il progresso è lecita a patto che non ci renda pigri e stagnanti nei pensieri, nelle azioni, nel nostro stile di vita, perché il pericolo dell'eccesso è cadere nel regresso. L'automa ha in mano la Terra, la guarda in maniera quasi malinconica come a voler dire "non costringetemi a resettare questo pianeta". Cerchiamo di essere razionali, dovremmo essere i padroni di quello che creiamo. Sfortunatamente la somiglianza (che ci è stata fatta notare da molti) con il disco dei Born of Osiris è stata una sfortunata coincidenza. Nulla di premeditato.

MrFreddy: Parlando di concerti dal vivo, avete fatto una serie di tour con molte band importanti. Con quali altre band vi piacerebbe dividere il palco?
Hybrid Circle: Ci piacerebbe dividere il palco con nomi come Deftones, Devin Towsend, At The Gates... e tanti altri che al momento non mi vengono in mente. La lista arriverebbe alla Luna.


MrFreddy: In conclusione, giacché il domani pare essere un argomento che vi sta particolarmente a cuore, cosa riserva il futuro agli Hybrid Circle?
Hybrid Circle: Tutto è possibile! Magari saremo diventati un pilastro della scena italiana, magari no. Magari ci divideremo, forse restermo insieme. Il passato è storia, il futuro è mistero, ma nel frattempo sappiamo chi siamo e questa è la cosa più importante per noi per costruire il domani.

MrFreddy: L’intervista è finita, grazie per il vostro tempo. Vi lascio lo spazio per aggiungere qualcosa se volete o per salutare i nostri lettori.
Hybrid Circle: Grazie a voi per lo spazio che ci avete concesso. Supportare la scena è un'azione fondamentale, non mi stancherò mai di dirlo anche se suona come una banalità. La musica, oltre ad essere una passione, è un lavoro e bisognerebbe comincare a vederla come tale.
Stay Hybrid



Soulfly
Martedì 4 Novembre 2014, 1.16.19
5
Andate a zappare, la cover è tristissima!
Kyrt
Venerdì 31 Ottobre 2014, 2.18.09
4
Dopo aver sentito il loro ultimo disco e aver letto questa intervista, credo di aver fatto il pieno di Hybrid Circle Ma il plagio della copertina...Non basta copiare (male la loro musica) ma anche prendere di peso la copertina dei Born of Osiris?
jeff
Venerdì 24 Ottobre 2014, 15.15.21
3
prendo spunto da questa frase -la cosa più importante per una band emergente è quella di far affermare il nome e le label non ti garantiscono questa cosa se non sei nessuno-evidentemente se il tuo assegno è a vuoto o non vali un cazzo effettivamente hai ragione.Le band non capiscono che devono andare avanti per merito e non perchè c'è gente che investe sui progetti fallimentari montagne di soldi.Ma abbassare un pò la cresta ogni tanto?
Er cotica
Venerdì 17 Ottobre 2014, 17.38.26
2
Disco scaricato alle 17.00 e alle 17.10 nel cestino.
Sasquatch
Mercoledì 15 Ottobre 2014, 13.46.50
1
"Personalmente trovo che lo stile musicale a cui vi dedicate sia già adottato da tantissime band, molte delle quali si limitano a proporre sempre le stesse cose risultando alla fine noiose." Idem. "la sua risposta all'accusa "hai rubato questa idea", traducibile in "fate sempre la stessa roba" è stata farla meglio" La vecchia cara umiltà.
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