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ELUVEITIE + ARKONA + SKALMOLD - New Age Club, Roncade (TV), 31/10/2014
06/11/2014 (2165 letture)
Questo 2014 si sta rivelando un anno impegnativo per gli svizzeri Eluveitie, che dopo l'uscita dell'ultimo album Origins stanno girando quasi senza sosta tra festival e locali di tutto il mondo. A poco più di una settimana dalla fine del loro tour nordamericano, il 31 ottobre ha avuto inizio a Roncade il loro tour europeo. D'altro canto, viste le tematiche alle quali si ispirano non poteva esserci giorno migliore del capodanno celtico per dare il via ad una nuova serie di date. Ad accompagnare gli svizzeri in questo nuovo giro ci sono i russi Arkona e gli islandesi Skálmöld. Un ricco bottino quindi per gli appassionati di folk e pagan metal: una delle band più popolari degli ultimi tempi (Eluveitie), supportata da uno dei nomi più amati dagli intenditori di questo genere (Arkona) e da una band relativamente recente (Skálmöld) che con i suoi primi due album (Baldur in particolare) è riuscita ad attirare parecchio l'attenzione dei fedeli alla scena. Un po' per questo motivo, un po' per la data decisamente favorevole, la sera del concerto il New Age è strapieno, con la gente che assedia il palco già dalle prime note degli Skálmöld, che iniziano alle 21, puntualissimi, a circa mezz'ora dall'apertura del locale. Un ottimo riscontro di pubblico, insomma, soprattutto considerando che l'evento avveniva in concomitanza con un altro evento folk, l'Halloween Fest ad Osoppo, che probabilmente avrà trattenuto almeno parte dei folkster friulani.

SKÁLMÖLD

Ad aprire la serata è questa band islandese composta da sei membri: batteria, basso, tastiera e ben tre chitarre. Il genere proposto è un viking metal piuttosto caratteristico, con elementi folk da una parte e contaminazioni heavy e thrash con frequenti assoli dall'altra. Ciò che rende gli Skálmöld immediatamente riconoscibili, però, sono le voci piuttosto atipiche dei due cantanti: tanto sorda e gutturale quella di Björgvin Sigurðsson quanto acuta e stridente quella di Baldur Ragnarsson.
In occasione del live di Roncade, i sei devono suonare disposti tutti su una fila, dato che parte del palco è già occupato dalla batteria e dall'allestimento per gli Eluveitie e che tutti partecipano ai cori, il che li obbliga a rimanere fermi davanti alle aste dei microfoni. Questo comunque non smorza l'entusiasmo della band e la resa della musica, che è epica e marziale e piuttosto adatta ad essere eseguita in sede live. La scaletta pesca quasi interamente dal secondo album Börn Loka, ma contiene anche due assaggi dal prossimo album Með Vaettum, Að Hausti e Með Fuglum. Si tratta di brani d'impatto, diretti e coinvolgenti con un che di militaresco, che sicuramente hanno convinto parte dei presenti ad acquistare il nuovo album degli islandesi, in uscita il primo dicembre ma già in vendita in anteprima alla bancarella del merchandise. Momenti più classicamente viking si accompagnano a sfuriate thrash piuttosto inconsuete per il genere, ma che in sede live sono sempre l'ideale per scatenare l'headbanging. Il concerto si conclude con due brani più malinconici e melodici: dapprima Narfi, con i suoi cori dal sapore nostalgico, e infine la struggente Kvaðning, in cui i chitarristi si sono esibiti in una pioggia di assoli. Un'ottima apertura per la serata, che è stata ricompensata da una grande partecipazione da parte del pubblico, la maggior parte del quale era già presente davanti al palco.

SETLIST SKÁLMÖLD
1. Árás
2. Gleipnir
3. Að hausti
4. Miðgarðsormur
5. Með fuglum
6. Narfi
7. Kvaðning


ARKONA

Si fa buio per gli Arkona, il cui concerto si svolge quasi interamente tra tenebre, cupe luci blu, fumo e luci stroboscopiche. La gente si accalca davanti al palco: tra i presenti, infatti, una grandissima parte si trova al New Age anche per assistere al concerto del combo moscovita, diventato ormai imprescindibile in ambito folk metal grazie ad una serie di produzioni di altissima qualità contenenti brani sempre originali, ispirati e genuini. La band è capitanata dalla bionda Masha, una figura estremamente carismatica che si distingue dalle classiche frontwomen non solo per la sua capacità di passare fluidamente dalla voce pulita al growl (ormai non è più una cosa così rara), ma anche per lo stile "unisex" con cui si presenta: pantaloni di pelle, camicia folkloristica, pelle di lupo sulle spalle e rigorosamente niente trucco. Oltre alla classica formazione "di base" per una band metal (basso, chitarra e batteria), gli Arkona comprendono anche un multistrumentista folk, Vladimir "Wolf" Reshetnikov, che si occupa soprattutto di flauti e cornamuse e che, con la sua espressione sempre allegra, fa da contrappunto a quella arcigna del chitarrista Sergey "Lazar" Atrashkevich. I quattro entrano sul palco introdotti dall'apertura di Yav', l'ultimo lavoro degli Arkona: un disco oscuro e trasognato, evocativo e mistico che si distanzia un po' dai lavori precedenti dalla band e trascura un po' le melodie popolari a favore di un'atmosfera notturna e silvana alla Negura Bunget. In occasione del live di Roncade si parte proprio con due dei brani più introspettivi di quest'album, Yav' e Serbia. Questa musica così ipnotica, accompagnata dalle movenze teatrali ed ispirate di Masha nell'oscurità del locale crea immediatamente un'atmosfera quasi liturgica che tiene l'attenzione del pubblico saldamente ancorata al palco. Da Yav' vengono tratte anche Na Strazhe Novikh Let e Chado Indigo, che contribuiscono a mantenere l'atmosfera "spirituale" del live, e anche i brani tratti dagli album precedenti vengono scelti in modo da mantenere quel tipo di mood (parlo di Zakliatie e Slav'sja, Rus'!). Non mancano però i momenti di sana violenza e di danze scatenate, tra cui Goi, Rode Goi!, Stenka na Stenku, durante la quale si scatena anche un wall of death, e Yarilo, che conclude il concerto.
Con questo live gli Arkona si confermano uno dei nomi di maggior qualità in ambito folk e pagan metal. I brani, estremamente emozionanti già su disco, rendono alla perfezione dal vivo, anche se purtroppo alcuni degli strumenti folk e molti dei cori vengono, per motivi logistici, riprodotti con delle basi. Eccezionale la performance di Masha, che riesce sempre a stupire grazie alle sue capacità di cantante e frontwoman: voce potente e perfetta, interpretazione sentita e coinvolgente. Il tutto è stato valorizzato da suoni ben bilanciati che hanno permesso al pubblico di godersi tutti gli strumenti, con un basso ben udibile e gli strumenti folk che si sentivano il giusto.

SETLIST ARKONA
1. Yav'
2. Serbia
3. Zakliatie
4. Na Strazhe Novikh Let
5. Slav'sja, Rus'!
6. Goi, Rode, Goi!
7. Chado Indigo
8. Stenka na Stenku
9. Yarilo


ELUVEITIE

Prima che gli headliner salgano sul palco la scena viene ridisposta, andando a scoprire la batteria di Merlin e tre grossi pannelli recanti il logo degli Eluveitie e l'artwork di Origins, talmente grandi che sul palco quasi non ci stanno: vengono sovrapposti e di quello centrale si legge solo "Uveit"! Si vede subito che la band ci tiene anche all'aspetto scenico, curato in modo professionale con led aggiuntivi ai lati del palco, sul quale appaiono anche diversi stativi per sorreggere tutti gli strumenti folk: uno, attaccato all'asta del microfono di Chrigel, contiene il mandolino e i flauti, l'altro invece sorregge gli strumenti a fiato suonati da Päde ed un violino, dato che Nicole ne alterna due durante il live, uno elettrico ed uno classico. Gli otto svizzeri entrano in scena sull'intro dell'ultimo album Origins ed iniziano subito con un'aggressiva King. Vengo piacevolmente sorpresa dalla buona qualità del suono, che permette di sentire bene tutti gli strumenti, flauti e ghironda compresi (almeno dalla mia posizione accanto al mixer - in prima fila, per via della struttura del locale, c'era un po' più di rimbombo ed i suoni erano meno nitidi). Gli Eluveitie sono caratterizzati nella composizione dei brani da un utilizzo quasi orchestrale dei vari strumenti folk, che suonano su più voci complementari piuttosto che ripetere tutti la stessa melodia, per cui basta che non se ne senta uno per rovinare parecchio l'effetto complessivo, cosa che accade praticamente in maniera sistematica ai festival, dove i tempi ristretti spesso non permettono di ottenere delle buone regolazioni dei suoni per i gruppi non headliner. Assieme alla scaletta ridotta, questo è sicuramente uno degli svantaggi dei festival rispetto ai concerti nei locali. A proposito di scaletta, rispetto al set che veniva proposto durante i festival estivi, incentrato al 99% su Origins e sul precedente Helvetios, i brani scelti per questo tour continuano a vedere Origins in primo piano, ma non si soffermano particolarmente su Helvetios e pescano anche dai lavori precedenti. Da Everything Remains as it Never Was c'è Nil, suonata per seconda, l'epica Thousandfold, che scalda il pit nella prima parte del live, una scatenata Kingdom Come Undone e la fiabesca Quoth the Raven, che si conclude, come su disco, con un parlato molto teatrale ad opera di Anna Murphy, con tanto di scream finale. Da Evocation I e da Spirit vengono tratte, rispettivamente, le danze tradizionali Omnos, nella quale la voce di Chrigel accompagna quella di Anna nel ritornello, e la strumentale AnDro. Neanche Slania viene trascurato, con una Gray Sublime Archon posta a metà concerto e la classica (e richiestissima) Inis Mona alla fine. Infine, da Helvetios vengono tratte A Rose for Epona, accolta da una serie di strilli femminili abbastanza inconsueti per un concerto di questo genere (e con questo non voglio insinuare niente, è solo che la cosa mi ha sinceramente stupita), Havoc e Helvetios, che scatenano il pogo rispettivamente prima e durante l'encore. Origins invece viene proposto quasi per intero (ne vengono lasciati fuori solo tre brani tra cui, purtroppo, Celtos, che sarei molto curiosa di sentire dal vivo). A sorpresa, The Call of the Mountains viene cantata, per la prima volta dal vivo, nella versione in italiano, con grande entusiasmo da parte del pubblico. A dire la verità, queste iniziative mi avevano sempre lasciata piuttosto dubbiosa, finora: cosa ci si guadagna a registrare un pezzo in lingue diverse? Chi se lo ascolta? E invece a quanto pare la cosa riscuote un certo successo tra il pubblico. C'è da dire che Anna Murphy ha una buonissima pronuncia in italiano, e quindi in effetti il brano cantato nella nostra lingua non suona affatto forzato (a differenza delle varie Frutto del Buio, Padre, ecc.). In ogni caso, in questo pezzo, così come in A Rose for Epona e Vianna, Anna Murphy ha dato prova di un'ottima prestazione, raggiungendo i livelli di cui si è dimostrata capace su disco e sfoggiando una bella voce potente ed espressiva. L'altro lato della medaglia è stato invece un Chrigel un po' senza voce, che non aveva problemi nel growl più spinto ma che suonava un po' affaticato nelle parti più melodiche. Niente, comunque, di così evidente da rovinare l'effetto complessivo. Nel complesso, anche in sede live la caratteristica vincente del combo elvetico è stata l'alternanza tra pezzi dalla forte carica come From Darkness, Thousandfold ed Helvetios e pezzi più lenti e quasi sentimentali come The Call of the Mountains, A Rose for Epona e Quorth the Raven. Dal punto di vista della presenza sul palco, devo dire che gli svizzeri appaiono piuttosto tranquilli e pacati, in contrasto con i momenti più ritmati della loro musica. Le uniche due eccezioni sono per forza di cose il batterista Merlin ed il cantante Chrigel. Il primo per questa occasione era posto su un piedistallo rialzato e, seminascosto dalle luci, con il suo aspetto selvaggio incombeva sul resto della band come una sorta di spirito irrequieto. Il secondo era invece quello che aveva più spazio d'azione sul palco, anche grazie al suo non essere legato ad uno strumento per la maggior parte del concerto. In ogni caso, quando si trattava di parlare al pubblico anche il suo tono dimostrava sempre un certo aplomb, quasi più da accademico che da cantante di metal estremo, scomponendosi un po' solo nell'incitare il pubblico al wall of death.
Assolutamente positiva, quindi, anche la prestazione degli Eluveitie: gli svizzeri hanno dimostrato grande professionalità, offrendoci un live lungo ed intenso con una scaletta variegata e ben studiata, ricca di alternanze tra momenti diversi. La star dello show è stata senza dubbio la ghirondista Anna, che sta diventando sempre più una figura carismatica all'interno della band, nonostante non sia affatto appariscente come aspetto e modo di fare: per la maggior parte del concerto se n'è stata al suo posto a suonare il suo strumento al pari degli altri musicisti, eppure le attenzioni del pubblico erano tutte per lei, come dimostrato dai cori inneggianti il suo nome. Inoltre, un plauso va alla nuova violinista Nicole, davvero brava a livello tecnico e già perfettamente integrata nella band.

SETLIST ELUVEITIE
1. King
2. Nil
3. From Darkness
4. Carry the Torch
5. Thousandfold
6. AnDro
7. Sucellos
8. Il Richiamo dei Monti
9. Omnos
10. Gray Sublime Archon
11. The Nameless
12. Inception
13. Kingdom Come Undone
14. The Silver Sister
15. Vianna
16. A Rose for Epona
17. Quoth the Raven
19. Havoc

-------ENCORE-------

20. Helvetios
21. Inis Mona


LA DATA DI ROMAGNANO SESIA
Dopo la data a Roncade, finita nemmeno ventiquattr'ore prima, ecco che gli Skálmöld si ritrovano sul palco della Rock'n'Roll Arena a Romagnano Sesia per la seconda volta in poco più di un anno e, sulle note cupe dell'intro, i nostri islandesi si preparano ad infiammare il pubblico che sta ancora entrando alla spicciolata, il locale ha infatti ottenuto il sold out.
Nella setlist non mancano i pezzi più conosciuti come Gleipnir, ma il sestetto di Reykjavik non coglie impreparato il pubblico nemmeno con i brani tratti dal loro nuovo disco prossimo all'uscita Með Vættum e con la più spensierata, ma non meno impetuosa, Kvaðning l'ottima esibizione degli Skálmöld giunge al termine per lasciare lo spazio al combo russo capitanato dall'energica Masha.
Gli Arkona salgono finalmente sul palco immersi da luci blu che richiamano la cover del loro ultimo disco, e proprio con Yav' aprono il concerto, impossibile non rimanere catturati non solo dalla grinta della cantante russa che salta da una parte all'altra del palco incitando wall of death su Stenka Na Stenku, ma anche dalla sua formidabile voce capace di cambiare registro dal pulito più melodico agli aggressivi growl e screaming senza sbavature.
Così cambiano anche le atmosfere: da quelle più cupe dei brani dell'ultimo album come Serbia o la meravigliosa Chado Indigo, agli immancabili momenti più danzerecci di Stenka Na Stenku e Yarilo -in chiusura della breve setlist- che mettono alla prova Vladimir con i cambi tra cornamusa e fiati vari.
Ancora una volta gli Arkona hanno saputo coinvolgere il pubblico nonostante la lingua russa non sia alla portata di tutti.
Terminato il concerto degli Arkona tocca agli headliner concludere la serata, il cambio di palco è decisamente più lungo visto che c'è bisogno di liberare lo spazio per ben otto persone.
Dopo circa un quarto d'ora -di fronte ad una Rock'n'Roll Arena piena al punto di scoppiare- gli Eluveitie sono pronti a partire e -lanciati dalle note dell'intro di Origins - aprono subito con King seguita immediatamente da Nil, è chiaro fin da subito che gli svizzeri hanno intenzione di promuovere il nuovo disco fino in fondo, tant'è che proseguono con From Darkness e Carry the Torch e c'è bisogno di arrivare fino ad un'attesissima Thousandfold per sentire qualcosa di tratto da altri album.
La band è ormai ad un livello di professionalità elevatissimo, le gerarchie e le dinamiche di palco appaiono estremamente rodate, le canzoni vengono riproposte con una sicurezza disarmante e l'appeal sulla folla dei “leader” Chrigel Glanzmann e Anna Murphy è evidente: il primo con un aplomb ai limiti del britannico mentre presenta e narra la storia dietro i pezzi (comunque compensata da una grande grinta nell'interpretazione) e la seconda che via via che passano gli anni acquisisce maggiore sicurezza e si ritaglia sempre di più spazio sul lato vocale, visto che ha praticamente cantato da sola pezzi come Omnos, A Rose for Epona e Il Richiamo dei Monti (The Call of the Mountains eseguita appunto nella sua versione italiana, un bel pensiero ma probabilmente in inglese avrebbe reso meglio), una buona prestazione quella della ghirondista svizzera dunque, che forse risulta solo macchiata dai tentativi di screaming un po' eccessivi per un'ugola come la sua.
Il resto del concerto prosegue mischiando un gran numero di pezzi di Origins con alcuni grandi classici (AnDro, Gray Sublime Archon o la conclusiva ed immancabile Inis Mona), confermandoci -come se ne avessimo bisogno- il valore della band elvetica, ulteriormente aumentato dall'ingresso della bravissima Nicole Ansperger al violino in sostituzione della dimissionaria Meri Tadic.
Unica nota -relativamente- stonata è rappresentata dai suoni un po' sbilanciati (troppo violino, poche backing vocals, pochi fiati), ma suppongo che far suonare a meraviglia gli Eluveitie facendo sentire perfettamente ogni singolo dettaglio sia un'impresa ai limiti dell'impossibile anche per il più bravo dei fonici.
Nel complesso dunque si è trattata di una serata da ricordare.

Commento di Skálmöld e Arkona a cura di Giada Boaretto "Arianrhod"

Commento Eluveitie a cura di Gianluca Leone "Room 101"

Tutte le foto sono state scattate al New Age di Roncade e sono a cura di Vincenzo-Maria "Viç" Cappelleri



Riccardo
Sabato 8 Novembre 2014, 11.32.11
4
Doppio report stavolta. Sono contento per il RnR pieno. Se lo meritano locale, pubblico e naturalmente artisti.
Kara
Venerdì 7 Novembre 2014, 18.19.51
3
@Cerberus: per me Alissa White-Glutz è appariscente, o anche Simone Simons, o Angela Gossow (quest'ultima soprattutto per il modo di fare). Anna Murphy è acqua e sapone al confronto, ed ha un modo di fare molto dolce e tranquillo. In questo senso non la trovo appariscente. Poi per quanto riguarda gi Arkona, penso che i pezzi nuovi dal vivo siano impossibili da apprezzare per chi non ha gradito il disco, mentre canzoni come Stenka na Stenku sono molto più immediate e quindi più facili da far piacere. Comunnque io personalmente non ho notato alcuna sbavatura nella performance di Masha, nè questa volta nè nelle volte precedenti in cui ho visto gli Arkona dal vivo. Mi sembra proprio come su disco.
Svart
Venerdì 7 Novembre 2014, 11.45.54
2
Gli Arkona hanno scelto una scaletta noisissima
Cerberus
Venerdì 7 Novembre 2014, 7.27.34
1
Sul fatto che Anna "non sia affatto appariscente come aspetto e modo di fare" avrei da discutere. Poi dagli Arkona mi aspettavo molto di più, sia come prestazione che come scaletta: i brani di Yav non mi sembrano adatti da live e non coinvolgono il flautista. Basso e chitarra impastati e un doppio pedale troppo tagliente (colpa del fonico). Masha ottima frontman ma col pulito non ci siamo, poi è costretta a semplificare i suoi stessi pezzi (Goi rode goi). Per me i "veri" Arkona (quelli di Vo Slavu Velikim) sono finiti, ecco tutto!
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06/11/2014
Live Report
ELUVEITIE + ARKONA + SKALMOLD
New Age Club, Roncade (TV), 31/10/2014
 
 
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