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LEGENDS OF ROCK - # 34 - Black Widow
11/11/2014 (1896 letture)
Eravamo ancora più o meno a metà degli anni 60 quando una band chiamata Pesky Gee muoveva i suoi primi, incerti passi. Dall'evoluzione di quel gruppo sarebbero nati i Black Widow, una delle band più influenti per lo sviluppo di un filone che pesa tantissimo sugli sviluppi della scena più oscura e teatrale del mondo rock-heavy e dintorni. Ecco la loro storia.

DEGLI STUDIOSI SENSALI DEL MALIGNO
E' il 1966 quando sette giovanissimi abitanti di Leicester, tra i quali spicca già un poco più che imberbe diciannovenne di nome Clive Jones, formano una band chiamata Inside Outfit, poi Pesky Gee!. I ragazzi suonano quel che si suonava al tempo, ossia un blues rock/soul relativamente canonico che li porta nel 1969 ad incidere in quattro ore nel cuore della notte, unico momento in cui gli studi erano liberi, un album intitolato Exclamation Mark. Se vi state chiedendo il perché di un titolo così singolare, questo si deve ad una segretaria poco sveglia la quale, sollecitata a non dimenticare il punto esclamativo compreso nel monicker del gruppo quando compilava le note per la stampa, lo scambiò invece per il titolo dell'album; classico retroscena rock. Nonostante non fosse di per se stesso affatto male (interessanti in particolare l'iniziale Another Country ed A Place of Heartbreak), il vinile non ottiene un grande successo e la cantante Kay Garret decidere di lasciare per sposare il batterista Terry Abbs per poi lavorare con le ambulanze aeree prima di tornare molto più tardi al canto. Come innumerevoli altre volte abbiamo visto, sono i cambiamenti apparentemente di secondo piano a determinare conseguenze difficilmente immaginabili al momento in cui questi si verificano. L'abbandono del vocalist provoca un rimescolamento delle carte che nel 1970 porta alla nascita di una nuova formazione: i Black Widow. Sempre nel 1970 esce il primo parto del nuovo gruppo intitolato Sacrifice, ed è subito chiaro che qualcosa di importante, di molto importante, è accaduto. "Il genere musicale proposto dal combo inglese si concretizzava in una sorta di hard rock progressivo, con venature folk e jazz, tendente a ricercare atmosfere oscure" (dalla recensione di Fabio Rossiprima linkata), li impone come una della band più avvincenti mai apparse sulla scena, tra le primissime a sposare con decisione le tematiche occulte ed il satanismo, con spettacoli dal vivo che erano veri e propri happening. Va detto che dal punto di vista prettamente musicale, il motore della band era senza dubbio Jim Gannon (più tardi guru della meditazione in Australia), la cui assenza peserà moltissimo sulla debacle del terzo album. L'accostamento con i Black Sabbath -opportuno o meno che sia- è scontato, ma anche in seguito i gruppi che ne saranno toccati saranno innumerevoli e tra questi, come vedremo, occuperanno un posto di rilievo i nostri Death SS. L'organo Hammond e le chitarre sono ovviamente basilari (come potrebbe essere diversamente se parliamo di rock a cavallo tra gli anni 60 e gli anni 70?), ma è proprio l'apporto di Clive Jones a fornire quel quid destabilizzante alla musica ed alle parole cantate da Kip Trevor mediante i suoi fiati, con Come To The Sabbat, uno dei pezzi più famosi di sempre in ambito rock, introdotto proprio dal flauto di Clive. Anche i famosi versi

Wives and husbands bring your kin.
We´ll be as one within the hour.
Let the Sabbat now begin.
Come, come, come to the Sabbat.
Come to the Sabbat - Satan´s there


potete ritrovarli mutati di poche parole o addirittura identici nel titolo, in un altissimo numero di album degli artisti che più amiamo, così come la canzone stessa è stata coverizzata innumerevoli volte. Tra le più riuscite versioni ricordiamo proprio quella dei Death SS. Il grande successo ottenuto sia dal disco che dal relativo tour promozionale li porterà nel 71 anche in Italia insieme agli Yes. Di un live di quel tour esiste anche un bootleg poi approvato dopo molti anni da Jones. Lo spettacolo allestito dai Black Widow, basato su una autentica passione per l'occulto, supportato da adeguati studi e sulla presenza sul palco di una ragazza seminuda/nuda ad impersonare il demone Astaroth, lancia i Black Widow nell'olimpo dei gruppi più in vista del circus rock, con la band che viene osteggiata pesantemente dai benpensanti dell'epoca, peraltro ben poco mutati ai nostri giorni. A proposito dello show va detto che, benché l'età media della band si aggirasse attorno a vent'anni, questo era studiato molto a fondo fin dalle prime uscite dal vivo con un prete in scena che brandiva una croce attendendo l'arrivo del demone, ed il giornalista Paul Green che scrisse di loro come band dal "cattivo gusto satanico". La genuina curiosità verso le tematiche occulte indusse la band a studiare circa sei mesi prima di organizzare tutto lo show di supporto all'album, con coreografie basate sui veri rituali di magia nera studiati anche presso un antico testo in possesso del Royal and Albert Museum e con l'aiuto dei membri del Leicester's Phoenix Theatre Company. Tutto ciò dimostra anche come la trattazione di certe tematiche sia stata molto più intellettuale da parte dei Black Widow che non dei Sabs, decisamente più cazzari in questo. Per ciò che riguarda la ragazza, questa veniva "evocata" in scena mediante un apposito rituale, poi appariva improvvisamente in punti spesso diversi rispetto ai concerti precedenti e compatibilmente con le possibilità offerte dalla location. Indi, la donna veniva spostata sul palco con l'ausilio di corde e dando al tutto una dimensione mistica mediante l'uso delle luci, degli odori e dei fumi fornendo al pubblico così stordito l'illusione del volo. La donna cominciava a danzare al di fuori di un cerchio magico al cui interno era posto Kip Trevor. Tra loro cominciava un combattimento che prevedeva la vittoria iniziale del demone-ragazza che così attirava in territorio scoperto e dominato dal male il cantante, privo della protezione del pentacolo. Il tutto mentre la band eseguiva Attack of the Demon. Lo spettacolo era ammantato anche da un gioco sessuale sfacciato e con il combattimento che si protraeva lungamente durante Sacrifice fino alla vittoria del bene. Un "succoso" aneddoto riguarda un concerto del 1970 presso l'Electric Ballroom di Londra. Il sacrificio finale della ragazza non prevedeva un nudo integrale, ma preso dalla foga, Trevor decise lì per lì di spogliarla del tutto. Le conseguenze si concretizzarono nel solito articolo scandalizzato del Sun, ma anche nell'avvio di un pesante ostracismo nei confronti del gruppo che contribuì in parte al suo scioglimento. Da notare che la performer era qualche volta Maxine Sanders, moglie di Alex Sanders, personaggio ben noto agli appassionati di scienze esoteriche e collaboratore esterno del gruppo quale consulente per lo show. Nel 1970 partecipano anche al celeberrimo fest dell'isola di Wight, dove suonano davanti ad un pubblico sterminato ed entusiasta.

VERSO LA NORMALITA'; LO SCIOGLIMENTO
Nel 1971 è il turno di Black Widow, buon album comunque inferiore al precedente, il quale segna già un distacco da certe tematiche ed una "rimodulazione" della musica. Il perché di tutto questo è (purtroppo) facilmente spiegabile: la fortissima pressione dei benpensanti di cui sopra. Questa infatti, alla fine sortì degli effetti concreti dato che il management e parte del gruppo ne risultarono spaventati e cominciarono ad agire per spostare il kernel dell'attività della band verso posizioni più comode da sostenere, mentre il nocciolo duro del gruppo, ossia Clive Box e Clive Jones (ma la questione su chi fece cosa è molto controversa ed è possibile trovare varie versioni sulle posizioni assunte dai vari musicisti nel quadro di questa vicenda, tanto che nella recensione di Sacrifice mi esprimo in termini diversi e a dirla tutta la versione più accreditata è quella) a cercare di mantenere l'identità della formazione contro gli altri, "imbeccati" dai manager. Per spiegare meglio il tutto, bisogna considerare il contorno che si era creato attorno a loro. L'uscita di Sacrifice risultò essere grosso modo concomitante con gli efferati delitti perpetrati dalla cricca di Charles Manson, con la conseguenza che alla band venne proibito di suonare negli U.S.A. ed al loro posto vennero inviati i Black Sabbath, nel frattempo entrati a far parte dello stesso roster dal punto di vista manageriale, i quali ne trassero grande giovamento per la loro carriera internazionale nonostante lo spavento per l'impatto con gente che credeva davvero che loro praticassero la magia, ma si tratta di un'altra storia. Ritornando "in diretta", nessuno vuole suonare la musica dei Black Widow, ed in un'epoca in cui il concetto di coverizzazione era diverso da quello di oggi e le cover erano ancora uno dei veicoli principali con cui la musica di un gruppo veniva diffusa nei locali e quindi presso il pubblico dei concerti che poi acquistava i dischi, la cosa creò gravi tensioni. I manager imposero loro diventare una normale, banale rock band come tante, con il duo Kip Trevor/Jim Gannon (il primo diventerà negli anni 80 un personaggio importante della Carlin Music, che si occupava della pubblicazione di prodotti composti da Duran Duran, Meat Loaf, The Cars ed altri) possibilista e quello Jones/Box contrario. Box alla fine viene licenziato, la band vive un momento di anarchia e il disco ovviamente ne soffre. Tuttavia questo riesce ancora ad essere abbastanza buono nel suo complesso, ma la situazione è ormai destinata ad esplodere. Il terzo disco Black Widow III del ‘72, è assolutamente trascurabile, mentre un live che fotografava i tempi d'oro viene perso nel famoso incendio di Montreaux che genererà Smoke on the Water; è la fine. Il quarto album non verrà pubblicato che nel 1997, recuperato dall'italiana Black Widow -appunto- che lo immette sul mercato in 500 copie. Del 2007 il DVD Demons of the Night Gather to see Black Widow Live che si riferisce al periodo Sacrifice, finchè nel 2010 esce il pezzo Hail Satan con Tony Martin alla voce in veste di ospite. Nel 2011 infine, il ritorno del moniker Black Widow con il discreto Sleeping With Demons, album comprendente il pezzo appena citato, allestito da una formazione a due con Clive Jones ad occuparsi di flauto, tastiere, sax e voce e Geoff Griffith di voce, chitarra, tastiere e armonica, oltre a guest come Paolo Apollo Negri dei Wicked Minds alle tastiere ed all'Hammond e la rediviva Kay Garret al microfono.

ALLA BASE DELL'OSCURITA'
Basilari per l'affermarsi della vena autenticamente oscura del rock e quindi per i vari Death SS, Mercyful Fate e Cradle of Filth per giungere ai nostri giorni, i Black Widow lo hanno fatto sostanzialmente con un solo disco e senza la spocchia di certi gruppi più costruiti, ed anche le storie di rivalità con i Sabs sono soltanto tali, ossia montate ad arte e sulle quali i due gruppi hanno sempre scherzato. Ancora una volta c'è un divertente aneddoto da raccontare in proposito: quando i due gruppi si incontrarono per la prima volta di persona ad un fest, dapprima si salutarono come fossero vecchi amici sentendo probabilmente un'affinità elettiva, poi inscenarono un finto inseguimento facendo poi toccare i loro mezzi ed infine facendo finta di far scadere il tutto in una rissa. Questa venne regolarmente e prevedibilmente ingigantita oltre il lecito dai giornalisti che la spacciarono come vera. Circa la loro pseudo-rivalità, corre voce che in tempi più recenti sia stata Sharon Osbourne ad opporsi a dichiarazioni pubbliche di ammirazione nei confronti dei Black Widow, probabilmente per dissapori manageriali risalenti ai tempi in cui sui padre ne ebbe col manager della Vedova Nera. Dopo la fine del gruppo Jim Gannon e Kip Trevor collaboreranno per brevissimo tempo in una band chiamata Cottonmouth, ma vista la sua recente dipartita è su Clive Jones che è il caso di insistere un po'.

MUSICA, DISSACRAZIONE & SHOCK = CLIVE JONES
Proveniente da una famiglia di musicisti dediti al pianoforte, giunge agli strumenti a fiato mentre è ancora a scuola e poi al sax quando già suona con i Pesky Gee!. E' Phil Spector con le sue produzioni da wall of sound ante litteram che nei decenni porterà a quelle attuali, a fare da punto di riferimento per lui durante tutta la sua carriera. Nel corso della sua permanenza nei Black Widow, Clive Jones si rivela un punto di riferimento costante, anche nei periodi più bui, spesso non compiutamente considerato dalla critica specializzata e non. I suoi momenti meno felici infatti, corrispondono ai momenti meno felici del gruppo, sostanzialmente quindi a partire dai mesi che precedettero la pubblicazione del secondo album e fino allo split, che lo coinvolsero al pari degli altri. Il suo stile però -prettamente al flauto mentre col sax risulta più crudo, ma comunque efficace- ha caratterizzato le trame musicali di una band che ha prodotto gran parte del prog rock-metal e del dark più teatrale, senza considerare parte del glam e non solo e per questo deve essere considerato come merita. La sua storia però, non si è certo esaurita con la fine della band che gli ha dato il successo. Circa due anni dopo infatti, eccolo negli shockanti Agony Bag, punk band prima del punk. In questa nuova realtà Clive può ricoprire il ruolo di front-man, compositore e mettersi al centro dell'attenzione con un look che mischia glam e punk. Per farlo impara certi trucchi da "primadonna" dal suo manager proveniente dal mondo del cinema, mette in piedi il solito show con molto sesso "live", testi che entro un certo limite possono essere considerati la continuazione di quelli di prima ed una musica che è una miscela di punk, hard rock, glam e pop dalla struttura relativamente semplice e sui quali il nostro non manca di inserire parti ritagliate per se stesso e per i suoi cari strumenti a fiato. Dopo Rabies is a Killer, singolo del 78 anche questo coverizzato dai Death SS ed un 7", la band sembra incontrare grosse difficoltà discografiche. Troppo punk, ma anche troppo glam, o forse troppo poco di ognuno e sicuramente poco N.W.O.B.H.M., il nuovo genere che si va imponendo in Gran Bretagna, quindi troppo difficile da incasellare in un settore e pertanto in un mercato, senza contare i rischi di guai durante i loro show; nessuno vuole investire su di loro. La band, nonostante possegga ottimo materiale, incontra la sua fine nel 1980 per poi essere riportata in vita dopo poco più di vent'anni indovinate un pò? Si, proprio dalla Black Widow Records, illuminata etichetta nostrana che raccoglie il loro materiale nel CD Feelmazumba (in calce a questa nostra recensione c'è un commento firmato da lui, anche se non c'è modo di dimostrare che sia autentico), che ottiene un ottimo successo. Sulla scia della pubblicazione e della reunion della band madre, anche per loro esce del materiale nuovo, ossia il mini del 2009 Piss Out Your Trash che mostra ancora in evidenza la loro vena dissacrante con un pezzo -Evil Clock- che il musicista ha dichiarato essere stato scritto con il suo cane (!). Clive Jones collabora con innumerevoli artisti di svariati settori musicali come Propagandhi, Death SS (vedere The Seventh Seal), Tony Martin, Taxi, K-Boy Brooks, Roy Thomas-Baker, Electric Swan, Soyfa Baccani, Paolo Apollo Negri, Witchfield, Tillion, Frank Fish, The Airwaves, Andrew Keeling, Sonisk Blodbad, Abiogenesi, David Armitt, Masada, Teratism e svariati altri, oltre ad occuparsi di un proprio musical intitolato Metalheart. Altro suo progetto, forse quello più sinistro in senso lato, è quello dei Dr. Pesky, one man band che lui definisce come "crazy pop music", qualcosa "come Lily Savage e Margaret Thatcher fatti di speed!" che risulta decisamente all'interno del tipico mood dell'artista. Infine, da segnalare anche la sua militanza nei Dirty Duvet, gruppo in cui ebbe la possibilità di mostrare meglio le sue doti di sassofonista cresciuto ammirando Junior Walker della Motown. Venuto su con il pop, il soul ed il blues degli anni 60, Clive Jones ha attraversato, con meno fortuna di quella che avrebbe meritato, epoche diversissime, distinguendosi sempre per scelte musicali poco allineate e un po' fuori tempo, come spessissimo accade ai più grandi, i quali vengono riconosciuti tali solo dopo morti e suonando via via in maniera sempre più eclettica. Clive Jones è venuto a mancare all'età di sessantacinque anni a causa di un cancro, meno ricordato di come sarebbe stato giusto. Anche questo però, è pienamente in linea con la sua storia.

DISCOGRAFIA BLACK WIDOW
Sacrifice - 1970
Black Widow - 1971
Black Widow III - 1972
Black Widow IV - 1997 (registrato nel 1973)
Return to the Sabbat - 1999 (registrazione originale di Sacrifice del 69, vocalist Kay Garret)
Come to the Sabbat: Anthology - 2003
Demons of the Night Gather to see Black Widow Live - 2008 (live CD + DVD)
Sleeping With Demons – 2011


DISCOGRAFIA CLIVE JONES
Pesky Gee - Exclamation Mark 1969

con i BLACK WIDOW
vedi discografia dedicata

con gli AGONY BAG
Rabies Is a Killer - Single, 1980
Feelmazumba - Compilation, 2001
Piss Out Your Trash - EP, 2009



Lizard
Martedì 11 Novembre 2014, 11.21.29
1
Sacrifice è uno dei dischi più evocativi di tutti i tempi, credo ci siano pochi album che reggano il confronto. Amore incondizionato per i Black Widow e massimo rispetto per Clive Jones, una delle persone più gentili e signorili che abbiano fatto parte del mondo della musica.
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