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EPICA + DRAGONFORCE + DAGOBA - Alcatraz, Milano, 24/11/2014
30/11/2014 (2211 letture)
C'era grandissima attesa per la prima tappa sul suolo italiano degli Epica, accompagnati dai marsigliesi Dagoba e dai londinesi DragonForce, finalmente dopo due anni gli olandesi sono di nuovo a Milano per l'European Enigma Tour.
Giunti al locale con largo anticipo -si vocifera infatti di un sold out- ci aggiudichiamo una buona posizione nella coda che si è formata davanti all'Alcatraz nell'attesa dell'apertura dei cancelli prevista per le 18.30. Sin dai primi istanti si avverte la frenesia percorrere la lunga fila fino al momento in cui si inizia ad entrare, pian piano la coda avanza e riusciamo a conquistare uno dei posti migliori dell'Alcatraz: sul balconcino a dominare il palco di fronte a noi, dopo poco finalmente si comincia ad intravedere movimento on stage, la musica si abbassa e le luci si spengono... si parte!

DAGOBA
Sono all'incirca le 19 quando si presentano puntuali sul palco di Dagoba, band francese forse poco pubblicizzata, ma attiva addirittura dal 1997.
I marsigliesi, fautori di un groove metal piuttosto intenso, si ritrovano su un palco occupato per più della metà della sua estensione dal backline delle altre band, ma nonostante questo (e anche un Alcatraz ancora non pieno) riescono comunque a mettere in piedi uno show godibile e scatenato.
Il chitarrista Z ed il bassista Werther (che ha sofferto di alcuni problemi al jack wireless e pare al basso stesso), non riescono a stare fermi per più di due secondi, continuando a scambiarsi di posto sul palco e a supportare la voce principale con cori estremamente grintosi.
I suoni di chitarra non sono troppo nitidi ma il riffing di Z non appare intaccato nella sua violenza, mentre il basso rimane spesso più indietro con un andamento del volume più altalenante.
Dietro le pelli il batterista Franky Costanza fornisce un supporto ritmico fondamentale e nel contempo fa parecchia scena con movenze studiate e virtuosismi “estetici” non legati all'esecuzione in sé ma che comunque ben figurano, specie durante una scaletta così breve.
Alla voce Shawter è autore di una prova ruvida ma sincera, riesce in breve tempo a conquistare il pubblico che pare reagire bene, pur non obbedendo in maniera troppo convinta alle richieste di circle pit, ma d'altronde gli spettatori che si è trovato davanti non erano probabilmente avvezzi alle sonorità proposte dalla band transalpina.
Si è trattato in ogni caso di una prestazione assolutamente godibile e che pur nella sua breve durata -mezz'ora- ha riscaldato i presenti.

SETLIST DAGOBA
1. I Reptile
2. The Man You're Not
3. Black Smokers
4. When Winter
5. The White Guy on a Black Cerimony


DRAGONFORCE
Guardandosi in giro e ascoltando le voci tra la folla appare abbastanza chiaro che i DragonForce hanno decisamente contribuito al sold out dell'Alcatraz, molti dei presenti sono infatti qui soltanto per loro e questo nonostante la scaletta breve (giusto 45 minuti a disposizione).
Che dire?
I DragonForce o si amano o si odiano, difficilmente ci sono mezze misure; personalmente non sono avvezzo a sonorità iper-veloci con un tasso tecnico elevato e molto ostentato, in certi casi fine a se stesso. Non mancano gli assoli lunghissimi con centinaia di note e tutto quello che si può criticare ai DragonForce non essendone fan, ma, detto questo, non si può non constatare come lo stile della band sia sempre stato questo sin dalle origini e difficilmente potrebbero mai essere criticati per altro se non per il gusto personale, visto che indubbiamente stanno rimanendo fedeli alla loro linea e hanno fan che per questo li amano.
Fa molto piacere comunque vedere in questo gruppo ormai internazionale (sono rappresentate Inghilterra, Hong Kong, Ucraina, Francia) anche un po' d'Italia nella persona del batterista Gee Anzalone, al suo primo tour con la band.
Gee è infatti autore di una prova con la p a dir poco maiuscola, anche se la cosa stupisce molto poco conoscendo il percorso accademico e professionale del batterista italiano, ed è condita da poche ma sincere frasi rivolte al pubblico dell'Alcatraz, incitato appassionatamente a continuare ad inseguire i propri sogni musicali.
Il resto della prestazione della band è comunque su livelli accettabili, con un Sam Totman in grande spolvero che guida il comparto chitarristico ai danni di un Herman Li incredibilmente penalizzato da un suono della chitarra, piuttosto smorto e poco udibile.
Vadim Pruzhanov e Frédéric Leclercq sono udibili ma piuttosto in sottofondo mentre la prova di Marc Hudson al microfono è anch'essa tanto tecnicamente ineccepibile nell'esecuzione quanto un po' troppo standardizzata nell'atteggiamento sul palco (presentazioni frugali, frasi di circostanza già sentite mille volte e un copione che appare molto recitato).
Insomma, un bel concerto per i fan dei DragonForce, che hanno potuto godere di una band professionale e in grado di esprimersi bene anche con una scaletta breve.

SETLIST DRAGONFORCE
1.Fury of the Storm
2. Three Hammer
3. The Game
4. Seasons
5. Symphony Of The Night
6. Cry Thunder
7. Valley of the Damned
8. Through the Fire and Flames


EPICA
Dopo l'ultimo saluto dei DragonForce il palco viene liberato dalla strumentazione della precedente band e inizia a far capolino la batteria, vengono posizionati i microfoni, anche quello con l'asta ricurva, ormai diventato un segno di riconoscimento per la cantante degli Epica, mentre viene ultimato un veloce sound-check.
L'attesa è ormai alle stelle quando parte Originem e non appena iniziano a comparire le sagome dei Nostri esplode un boato generale, ma è quando si parte con l'arroventata Second Stone e fa la sua comparsa la rossa Simone che il pubblico va in delirio.
Fin da subito il gruppo olandese non si risparmia, nonostante ci siano ancora i volumi da perfezionare, la voce della Simone infatti è leggermente sovrastata dalle orchestrazioni e dagli altri strumenti, ma tutto viene prontamente risolto e si prosegue rapidamente con The Essence Of Silence.
Le due chitarre di Isaac e Mark continuano a macinare violenti riff e scariche di palm muting devastanti, mentre Rob Van Der Loo imbraccia il suo basso con sicurezza e va a completare le trame intessute dalle sei corde, finalmente ho il piacere di vedere gli Epica al completo, per il Requiem For The Indifferent Tour infatti il bassista aveva dovuto rinunciare alla data milanese per motivi di salute e ovviamente l'andamento della performance aveva risentito di questa mancanza.
Il live procede velocemente e si arriva a Storm The Sorrow, unica canzone tratta dal precedente album, e si passa tra le acclamazioni del pubblico all'emozionante Fools Of Damnation in cui Simone riesce a dimostrare la sua forma smagliante (non sono quella fisica, ma quella vocale soprattutto); si continua a pescare dall'ultima fatica degli Epica con Victims of Contingency che viene presentata da Mark come una tra le più aggressive, ed effettivamente Arjen è inclemente con le pelli della sua batteria, ma preciso visto che non perde un colpo e con la stessa energia ci ammalia con un lungo assolo al termine di Cry For The Moon, mentre Simone duetta con il pubblico che ne canta a squarciagola il ritornello.
I musicisti sembrano non solo essere felici della risposta della folla, che la band continua a ringraziare per tutto il supporto, ma anche essere completamente a proprio agio sul palco tanto che per alcune battute iniziali di Sancta Terra c'è un tastierista d'eccezione: Isaac abbandonata solo per un momento la sua chitarra si diverte a suonare l'introduzione mentre Coen è impegnato ad incitare il pubblico sfoggiando la sua tastiera curva, ritornati alla loro postazione normale i due continuano a giocare unendo le mani e facendo un cuore rivolto agli spettatori.
Si ritorna ancora al passato della band con Design Your Universe, ultima canzone prima che i Nostri abbandonino il palco, tra le acclamazioni rientra però poco dopo Coen che chiede, ma sa già quale sarà la risposta, se vogliamo ascoltare ancora altre canzoni, neanche a dirlo parte un frammento di The Fifth Guardian prima delle scatenate Chemical Insomnia e Unchain Utopia.
Ultima canzone è un altro classico degli Epica: Consign To Oblivion chiude infatti il concerto, è quindi tempo degli ultimi saluti e della foto rituale insieme al pubblico.
Dopo un live così emozionante rimane davvero poco da aggiungere, la scaletta serratissima e ben costruita non ha lasciato un attimo di respiro né al pubblico e tanto meno al gruppo, manca infatti la presenza di una ballad alla Delirium, ma poco importa, questa volta gli Epica hanno realmente saputo superare se stessi con un live da pelle d'oca che lascia un bellissimo ricordo a chi è stato presente.

SETLIST EPICA
1. Originem
2. Second Stone
3. The Essence Of Silence
4. Unleashed
5. Storm The Sorrow
6. Fools Of Damnation
7. Victims Of Contingency
8. The Obsessive Devotion
9. Cry For The Moon
10. Sancta Terra
11. Natural Corruption
12. Design Your Universe

---- ENCORE ----

13. Chemical Insomnia
14. Unchain Utopia
15. Consign to Oblivion


LA DATA DI ROMA
Poco meno di seicento chilometri dividono l'Alcatraz di Milano dall'Orion di Ciampino. Se la serata al nord, stando alle parole dei colleghi è stata un successo, in maniera analoga si è svolta la data romana. Sin dall'arrivo si capiva che c'era qualcosa di diverso dal solito: più banchi delle magliette fuori e un maggiore fermento. Anche il locale dentro è molto pieno e lo stesso banco del merchandising -che da sempre boccio in ogni live report- questa volta è nettamente più fornito del solito. L'Orion è sempre un buon locale per i concerti e l'acustica si attesta a livelli discreti, sia durante l'esibizione dei DragonForce che degli Epica e, visto l'esaustivo parere espresso poco sopra e la forte somiglianza tra le due date, sarebbe superfluo ripetersi e dire le stesse cose sulle esibizioni.
Il tecnicismo ultrasonico, misto a un intrattenimento pacchiano, fatto di salti, assoli suonati con la lingua e scenette varie, rende la performance dei DragonForce esattamente come da aspettative: funambolica.
Di tutt'altro spessore invece lo show degli headliner, che non solo dimostra un'altra eleganza esecutiva, ma anche un grande rapporto con il pubblico, che francamente non mi aspettavo. Nonostante ci sia un palco a dividere gli artisti dai loro fan, quella distanza non si sente, c'è un gran calore e ripetute volte Simone e Mark ringraziano e omaggiano il pubblico accogliente ed esaltato. Coen Janssen guida lo spettacolo egregiamente e si fa carico della pausa prima dell'encore finale, risultando perfetto nel suo ruolo. Insomma, una gran data quasi priva di sbavature, se non per un settaggio sbilanciato dei volumi nelle prime canzoni che facevano risultare le due voci leggermente basse. Se dovessi descrivere il gruppo con poche parole, direi caldi, eleganti e professionali. Alla prossima Epica, avete guadagnato ampiamente il mio biglietto nelle future date.

Commento di Dagoba e DragonForce a cura di Gianluca Leone “Room 101”

Introduzione e commento Epica a cura di Giada Boaretto “Arianrhod”

Commento alla data di Roma a cura di Michele Ridolfi “Axoras”

Foto a cura di Giada Boaretto “Arianrhod” e Michele Ridolfi “Axoras”



klostridiumtetani
Martedì 9 Dicembre 2014, 19.14.24
9
Certe cose non dovrebbero mai apparire su un sito... e il fatto che compaiono su un sito metal (la mia musica preferita) è ancora più triste! Confido solo nel fatto che alcuni "interlocutori" siano solo degli "innocenti ignoranti" (troll o meno che siano) e non siano veramente perseguitori convinti di certe "ideologie". Siamo veramente a livelli di una tristezza assoluta!
Room 101
Martedì 9 Dicembre 2014, 19.10.13
8
Ragazzi portate pazienza e per ora don't feed the troll per favore...
rimosso
Martedì 9 Dicembre 2014, 18.21.33
7
rimosso
Martedì 9 Dicembre 2014, 18.17.57
6
spiderman
Martedì 9 Dicembre 2014, 16.43.13
5
Volevo vedermeli live gli Epica, cosa che per svariati motivi non ho mai potuto realizzare, ma qualcuno (Giuseppe) dice che sono dei falangisti e squadristi, sicuramente pretenderanno il famoso "saluto" in sede live, senno' giu' manganellate specialmente se non si e' in camicia nera, e i loro testi sono ricchi di olio di ricino, manganelli, faccette nere, sanzionami questo e "allarmi" si salvi chi puo'.Brrrrrrrrrr! Che paura! Grandi Epica e brava Simone Simons, sono contento che il pubblico li abbia seguiti con trasprto e passione.
Prometheus
Lunedì 8 Dicembre 2014, 23.02.36
4
Giuseppe, what? Gli Epica franchisti, reazioni e collusi... in che universo? E dove sarebbe la cacofonia? Bah...
Giuseppe Chiappa
Lunedì 8 Dicembre 2014, 18.13.49
3
Concerto immondo, "musica" che è solo cacofonia per franchisti e reacionari... Fascisti collusi
Steelminded
Domenica 30 Novembre 2014, 22.30.57
2
Grande Prometheus, questa sì che è passione
Prometheus
Domenica 30 Novembre 2014, 22.09.43
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Uno dei giorni più belli della mia vita!
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