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NIGHTINGALE - Io, Me & Dan Swanö
06/12/2014 (1431 letture)
Nightingale e Dan Swanö sono un'accoppiata vincente, con la quale è difficile ascoltare musica di bassa qualità. Con l’occasione ghiotta di poter far due chiacchiere con una delle menti più geniali del panorama musicale si è arrivati a toccare tantissimi temi, più o meno importanti. Non c’è solo musica in questa intervista ma uno stralcio di vita quotidiana, personale, e la visione di una generazione alla ribalta. Una lunga intervista, certo, che però offre succulenti spunti di discussione.

Ad Astra:Ciao Dan , è un piacere conoscerti! Spero tu stia bene!
Dan:Grazie Andrea, in questo momento sto benissimo, è un piacere anche per me.

Ad Astra:Ottimo, direi che possiamo partire in quarta e parlare di questo nuovo Retribution, ti va in introdurcelo? Cosa ci puoi dire in merito?
Dan: Penso seriamente che sia il miglior disco che abbiamo mai creato, ma credo che chiunque lo pensi in merito al proprio nuovo album (ride, N.d.R). Ho lavorato a lungo e duramente per crearlo, molto tempo, anche perché io non ho necessità di scrivere musica per vivere, faccio i soldi in tutt’altra maniera. Siamo una band sotto un'etichetta importante e molti di noi sono musicisti a tempo pieno, volevamo dunque qualcosa che ci soddisfacesse nel profondo. Quando avevamo qualcosa che non ci soddisfaceva, ogni volta cancellavamo e registravamo nuovamente da zero in base alle sensazioni del momento. Sono soddisfatto di ogni album composto per i Nightingale; sono anche cosciente del fatto che nel mondo ci sono persone che adorano questo o quell’album in base ai loro sentimenti, ma per quello che mi riguarda non avrei mai potuto registrare un nuovo album se non avessi avuto l’idea che questo sarebbe stato migliore dei precedenti.

Ad Astra: Capisco benissimo le tue parole e capisco che parli così perché, essendo un tuo progetto, devi prima di tutto esserne orgoglioso tu come musicista.
Dan: Certo, anche perché non conosco nessuno che facesse promozione o pubblicizzasse il proprio album quando faceva schifo, a meno che non lo facessero per il puro denaro. Non sono quella persona che una notte si sveglia, decide di fondare un gruppo death metal, crea il disco e usa i soldi solo per pagarci le bollette.

Ad Astra:Ma quel punto non è musica, è solo business e interesse monetario.
Dan: Certo, certo, la musica diventa denaro e niente più. Ci abbiamo messo sette anni e non sarò mai dispiaciuto di tutto questo tempo impiegato.

Ad Astra: Ma ci credo, ho letto infatti che avresti dovuto finire questo album molti anni addietro, ma avevi messo la band in pausa perché non riuscivi a ritrovare l’ispirazione giusta. Ho letto male oppure è andata proprio così?
Dan: No no. hai perfettamente ragione, è andata così. Sin da quando era giovane c’è stata la volontà dentro di me di continuare a comporre costantemente musica, ma quello che tiravo fuori erano canzoni e basta, musica allo stato puro. Ho scritto canzoni per ogni mia band a livello meccanico in passato andando direttamente in sala prove senza avere uno straccio di idea, mentre ero li pensavo già a un nome da dare alla canzone, alla cover del demo e alle registrazioni. Ma non potevo farlo sempre da solo e questo mi toglieva molte possibilità, buttando spesso all’aria le idee che mi venivano. Ora che ho questa band a cui tengo moltissimo sentivo che dovevo scrivere canzoni che mi facessero provare emozioni, che fossero notevoli e mi portassero sentimenti. Queste canzoni non potevano andare su nessun’altro album che non fosse stato Nightingale, quando inizi a comporre musica che dentro non senti benissimo e non provi emozioni, dovresti fermarti a pensare. È un po’ come un giardiniere che cerca di far nascere dei fiori solamente da rivendere senza passione della natura, sicuramente verrà fuori merda e non fiori, non trovi? Così mi son messo d’impegno, ho scelto una masterizzazione migliore, un suono migliore e ho lasciato che le canzoni si scrivessero da sole guardando cosa poteva succedere. Ho scoperto che avevo talmente tante idee accumulate in questi anni che in ogni momento mi sorprendevo: “Oh, questo mi piace”, “Guarda che riff è venuto fuori, questo è figo”. Penso di aver avuto un orgasmo musicale con tutto il materiale scritto che posso anche stare fermo per diversi anni. (ride, N.d.R.)

Ad Astra: Cavolo, ci credo, in sette anni avrai messo via talmente tante idee che un album non sarà abbastanza!
Dan: Ma sai che ogni volta che prendevo in mano la chitarra veniva fuori un riff nuovo? Non riuscivo a fermarmi! A differenza di me ci sono alcuni artisti come Peter Gabriel a cui piace prendere tempo, rilassarsi e stare comodi: magari scrivono canzoni che una volta risentite ad un anno di distanza non gli piacciono più, ma le tengono comunque; ecco un altro motivo del mio ritardo, non posso accontentarmi di qualcosa che non mi soddisfa appieno.

Ad Astra: Ma ci credo, così non hai imposizioni, scadenze e pressioni che vanno ad inficiare le tue scelte musicali.
Dan: Infatti deve essere così, questo disco vivrà in eterno perché una volta registrato sarà immortale. Ho degli album scritti negli anni Novanta che oggi la gente venera mentre io non li riesco più a sentire, non mi rendevo conto che facevano schifo e faranno schifo per l’eternità. Non c’erano streaming, download e cose simili, per cui dovevi stare attento a cosa producevi perché spesso e volentieri non te ne rendevi conti sul momento. Ora non potrei mai riscrivere merda come quella solo per guadagnarci sopra, devi essere orgoglioso del materiale composto e questo richiede tempo.

Ad Astra: E allora se noi mettiamo in paragone questo nuovo disco con gli ultimi che hai composto per la band quale differenze trovi? Ti senti ancora orgoglioso ascoltandoli ora?
Dan: La differenza è che negli ultimi anni io ho scritto nove album e dieci canzoni. Era sempre stato mio fratello a prendere il peso maggiore sulla composizione negli ultimi dischi, questa volta c’è solo una canzone scritta da lui come successe poi all’inizio del progetto dove lui era solo un ospite. Sento questo nuovo album più vicino a quello che era inizialmente il mio progetto a differenza del recente passato. Se metti insieme tutti gli ultimi dischi e isoli le canzoni che ho scritto noterai che non sono così lontane dallo stile di Retribution; mio fratello è più sulla scia degli anni '70, io sono più attaccato agli anni '80 invece. Gli anni '80 per me non erano solo “hair band” ma anche un periodo dove le band degli anni '70 erano ancora in vita e scrivevano quei dischi odiosi per molti ma splendidi per me. Sono cresciuto negli anni '80 e quando dico che adoro The Division Bell più di ogni singola canzone presente su Dark Side of the Moon mi prendono per pazzo, non ci posso però fare nulla se sono cresciuto con certe sonorità e le altre non mi regalano tanto quanto queste. Così come ti dicevo ho scritto nove canzoni del disco a dispetto delle classiche cinque del passato, ecco la differenza maggiore. (ride N.d.R.)

Ad Astra: Ma giusto perché lo hai accennato tu, hai sentito per caso il “nuovo” album dei Pink Floyd?
Dan: Il nuovo cosa? No, no, è materiale che proviene da quel periodo dove scrivevano assoli da settanta minuti, mi addormenterei subito e non credo che mai lo sentirò. Mi piacciono come band e trovo interessante anche il progetto solista di Gilmour, ma il tutto si ferma all’aspetto canzone, con gli assoli infiniti che fanno non li riesco a sopportare.

Ad Astra: Siamo in due a pensarla così, ci sono momenti dove davvero diventano indigeribili, ma andiamo avanti dai. Ho ricevuto il promo dell’album solamente ieri (al momento della scrittura, N.d.R.), per cui non sono riuscito a sentirlo bene, ho notato comunque che a dispetto di quello che è successo su White Darkness la presenza di elementi A.O.R. è maggiore in questo caso.
Dan: E hai sentito bene! Come ti ho detto sono cresciuto con moltissimi stili di musica diversi, ma ho notato che negli anni tuttiprima o poi hanno intrapreso la via commerciale. Erano brutali e diventano ad un tratto commerciali, suonavano prog e diventavano commerciali, questo perché la melodia è bella da sentire e adoro anche i periodo più commerciali di quelle band. Penso ai Gentle Giant e adoro le canzoni che riesco a ricordare, non quelle troppo articolate che non entrano in testa. Voglio riuscirle a cantare certe canzoni e se non riesco perché troppo pazze, almeno vorrei ricordarmi i passaggi. Ho un “vibe” in ogni gruppo che ha fatto parte della mia crescita anche se hanno fatto una sola canzone e poi sono svaniti nell’ombra. Il mio DNA musicale è dentro Retribution, radicato negli anni '80. Personalmente, se penso a tutto ciò che è venuto dopo Pyromania (album del1983 dei Def Leppard) ma ancora di più dopo Hysteria del 1987 ho la sensazione di essere dentro Star Wars, vedo i primi cinque anni degli anni '80 eccellenti, il massimo raggiungibile a livello di potenza.

Ad Astra: Ma se pensi alla musica metal tutto è praticamente nato negli anni '80, e anche band come i Queen , per farti un esempio banale, hanno avuto il loro salto di qualità definitivo in quegli anni, e loro non c’entrano nulla col metal, teoricamente la nostra generazione è debitrice verso quel decennio.
Dan: Ma certo, però… Aspetta, io sono nato nel 1973 e già nell' '86/'87 ero grande abbastanza per decidere cosa ascoltare senza stare a sentire costantemente i miei fratelli. Mi viene da pensare agli Iron Maiden e il mio album preferito da parte loro è Somewhere in Time, Seventh Son ho difficoltà già a farmelo piacere tutto perché iniziavano a usare suoni che non erano di mio gusto. Da quel momento ho incominciato a tornare indietro come scelte musicali, ma più andavo indietro e più sentivo la matrice hard rock nei loro dischi non riuscendo quasi a riconoscerli. Ho comprato ogni loro album e ho provato a diventare un loro fan, ma in verità mi piacciono solo alcune canzoni, ci sono tracce troppo lunghe che per me abbassano la qualità.

Ad Astra: Ma se devo dirtela tutta io non ho mai apprezzato gli Iron Maiden per cui caschi male.
Dan: Ma è giusto, sono gusti personali! Nemmeno io posso definirmi un loro fan a conti fatti, apprezzando un disco solamente e alcune sporadiche canzoni da tutto il resto. Posso dire di essere un fan degli Iron Maiden apprezzando solo un lato della medaglia oppure no? Credo proprio di no e spero che tu capisca il mio ragionamento. Gli anni '80 funzionavano come un grande recipiente in cui si scoprivano nuove band: ho conosciuto i Journey dei quali acquistai la versione giapponese di Escape grazie a mio fratello che me li fece sentire la prima volta. Dopo comprai Frontiers e li ho adorati anche lì e poi anche nella loro verve più rockeggiante degli anni precedenti, non mi piace tutto ma ci sono molte tracce che apprezzo nella loro discografia. Per me i Journey sono Jonathan Cain e nulla più, è solamente questione di come cresci e in quale periodo. Vedo i Nightingale come un mix tra Escape dei Journey e qualche nota dei Judas Priest sulla scia di canzoni come Blood Red Skies; ma ci metto anche del rock sulla scia dei Kansas. Ecco, questa è la mia visione di questa band.

Ad Astra: Sì, ma aspetta Dan, capisco perfettamente il tuo ragionamento e lo rispetto. Mi hai menzionato tutte queste band rock e non ma guardando al tuo passato c’è tantissimo death metal, avantgarde e musica che non ha nulla a che fare con i nomi di prima. Hai effettuato sperimentazioni oppure sentivi come tue anche queste diverse esperienze?
Dan: Che dirti… Le persone che mi conosco veramente sanno quanto adori comporre musica, nel periodo sulla fine degli anni '80 c’è stato un momento dove sentivo la necessità di scoprire nuovi territori, in quei territori c’era il thrash metal che stava muovendo i suoi primi veri passi. Penso alla nascita degli Slayer, tutti i teenager si stavano ribellando e la rivoluzione era in atto: per non caderci dentro dovevi avere un forte mentalità ma era difficile. Se non ti drogavi e non bevevi non eri figo, sentivo quelle musiche e dentro di me dicevo “Cazzo che musica figa, è davvero cattiva questa roba”; succedeva allora che volevo essere anche io come loro e indossavo croci rovesciate, mi coloravo i capelli. Dopo, qualcuno mi ha detto “Ma che cazzo succede con te? Prima ascoltavi i Journey ed ora sei conciato così”; sentivo però che era il momento della mia personale rivoluzione, anche se continuavo ad ascoltare la musica con cui ero cresciuto, come il jazz. Durò poco tempo, direi dall' '89 al '92, ma in quegli anni concepii all’incirca 25 album death metal (ride, N.d.R.) e poi quelle cose del progressive death metal e bla bla bla… Segretamente però suonavo sempre con gli Unicorn (prima band ufficiale di Dan, neo progressive, N.d.R.): c’erano giorni in cui andavo in sala prove per gli Edge of Sanity alle 4 di pomeriggio e quando uscivo alle 7 tornavo a suonare con gli Unicorn. Era la mia vita e a tutti i miei amici della scena A.O.R. nascondeva ogni mio progetto death metal, vivevo due vite distinte contemporaneamente. Mi ricordo che quando tra amici ascoltavamo Moontower o i Nightingale mi facevano apprezzamenti costanti, ma dentro di me sapevo che ero un ragazzo nato e cresciuto dentro l’A.O.R.. C’erano ragazzi che ubriachi ballavano insieme alle loro ragazze sulle note di Master of Puppets, mentre io non ci trovavo nulla, sapevo anche che per risultare figo ai loro occhi dovevo apprezzare centra musica e quindi mi trasformavo (ride, N.d.R.). Ho 41 anni e non credo di dovermi più nascondere, se tu mi dici che senti dell’A.O.R. dentro i Nightingale per me va bene, è così ed è la verità, perché da The Closing Chronicles abbiamo fatto canzoni sempre più soft e melodiche.

Ad Astra:Che vita hai avuto, mamma mia! Quanto ti capisco però, ero così anche io nel mio periodo black metal. Ma se rifletto su quello che mi hai appena detto sui Nightingale e li confronto con l’altro nuovo progetto, i Witherscape, vedo che tra l’uno e l’altro stai vivendo un periodo molto solare della tua vita.
Dan: Sì, è vero perché sto facendo uscire sempre più quella che è la mia vera natura musicale. Con i Witherscape siamo nel fattore crossover dove prendiamo quello che era stato creato con Moontower e cerchiamo di mixare il tutto con i Judas Priest degli anni '70 aggiungendoci del growl, se ascolti attentamente le canzoni di questo progetto noterai bene che c’è un passaggio da uno all’altro stile costante. Se posso confidarti una cosa, credo che rimarrai molto sorpreso dal progetto che sto realizzando, si tratta del mio primo album interamente solista e sarà totalmente death metal. Se tutto va come spero uscirà nella seconda parte del 2016 e sarà brutale al 100%; questo succede perché più scrivo musica A.O.R. e melodica e più la bestia del death Metal sale e si riaffaccia. Se ci pensi non scrivo nulla di decente in ambito death dal 2004 ed ora è arrivato il momento, dopo aver fatto i Witherscape e aver creato questo nuovo Retribution se continuassi su questa scia arriverei a danneggiarmi da solo componendo musiche troppo simili. Ho bisogno di evadere e l’evasione in questo momento è il death metal puro e grezzo.

Ad Astra: Wow, non vedo l’ora! Questo nuovo progetto ha già un nome che puoi darmi oppure mantieni il silenzio?
Dan: No, non è un segreto: credo proprio che uscirà sotto il mio nome e cognome: Dan Swanö. Sarebbe stupido se facessi uscire un ennesimo progetto con un altro nome, non ho bisogno di un altro nome strano per uscire sul mercato. Non ci sarà nulla di paragonabile con Moontower ma sarà strano e sorprendente, a chi non piace il death metal non piacerà anche se ci sarà il mio nome sopra.

Ad Astra: Penso però che quando la gente saprà che esce un disco a tuo nome, crederà che al suo interno ci sarà musica dove tu metti I tuoi massimi sentimenti, un progetto personale più di ogni altra cosa.
Dan: Beh allora saranno molto dispiaciuti! (ride, N.d.R.)

Ad Astra: No ma aspetta, gente come me l’adorerà di sicuro, vivo di death metal. Penso più che altro a chi ti segue da sempre o ai fan dei Nightingale .
Dan: Se già pensi a Moontower, seppur uscito a mio nome non è mai stato un album di death convenzionale, si poteva magari accostare a qualcosa presente su Purgatory Afterglow. Ricordo che mentre lo sentivamo attraverso le prime demo capii che ero di fronte ad un album che sarebbe stato il mix perfetto tra il classico death e il prog degli anni '70. In quel momento non avevano ancora una identità ben definita essendo in fase demo, però appena compresi realmente dove stavo dirigendomi con quelle canzoni ri-registrai tutto per dargli un tocco ancora più settantiano. Quell’album sarebbe dovuto essere puro e semplice death ma non lo è stato, questa volta sarà così, senza se e senza ma. Scriverò quell’album che ho sempre avuto in mente e per qualche scusa che mi inventavo non è mai uscito, so che uscirà per Century Media e anche loro sono contenti di questa scelta. Dentro ci saranno influenze di tutta la mia vita passata come i primi Dark Angel fino ad arrivare agli ultimi Bloodbath.

Ad Astra: Figata, non vedo l’ora! Sai Dan che qualche settimana fa stavo chiacchierando con Anders dei Bloodbath, uno dei tuoi amici più stretti…
Dan:Non proprio così stretto, ma è un bravo ragazzo.

Ad Astra: Ops.. Ok. Beh, insieme si stava parlando della riscoperta delle radici più antiche del death metal da parte di molti grandi gruppi e musicisti. Mi sembra di capire che tu bene o male mi stai dicendola stessa cosa.
Dan: Quelle radici non andranno mai via. Magari per qualcuno quelle radici non sono così profonde da tornare in vita ma per qualcuno lo sono, per me sicuramente. Mi ricordo quando per la prima volta ebbi il desiderio di riscoprire le mie radici, era appena dieci anni dopo la scoperta del death metal e fu proprio grazie ai Bloodbath che fui in grado di riscoprire da dove venivo. Ascoltavo i demo dell’88 e avevo nostalgia del tempo trascorso, “Che cazzo è successo in tutti questi anni?” mi chiedevo. Erano già trascorsi dieci anni e non mi riconoscevo più, sentivo di avere necessità di omaggiare quegli anni già all’epoca. Credo che ora, venticinque anni, dopo sia un buon momento per celebrare nuovamente quel periodo guardando indietro. Ho riscoperto la mia prima canzone mai realizzata in stile death metal e non è mai andata su nessun album, la ri-registrerò mantenendola fedele perché sento che se lo meriti… non avevo assolutamente idea di cosa stessi componendo all’epoca e questo penso sia fantastico con gli occhi di oggi. Ho una canzone che registrai di nascosto ventisei anni fa che non ho mai fatto sentire in puro death/thrash style e ora è arrivato il suo momento.

Ad Astra: Ma le canzoni non muoiono mai!
Dan: Sì, giusto! Ecco perché vedo la musica come una portatrice di emozioni a dispetto dello stile utilizzato. Mi piacciono le belle canzoni, qualsiasi genere sia stato scelto per comporle.

Ad Astra: Ma certo scusa, se vai all’interno di un museo pretendi di vedere opere d’arte? Perfetto, la musica è definibile come arte? Certamente si! Dunque, in proporzione, quando ascolti un album, che è un museo in miniatura, hai il dovere di ascoltare qualcosa di qualità.
Dan: Condivido Andrea, condivido. Ecco perché quando mi chiedono se conosco quello o questo gruppo, me li fanno sentire magari, e dopo ”Cosa ne pensi?”… penso che di fare milioni di note, milioni di riff, chissenefrega! Sono uno uguale all’altro e sono una barca nell’oceano. La gente è nata sotto una sola stella: quando la melodia funziona con il gusto e la qualità non importa cosa tu suoni, questo sarà sempre apprezzato. Ho gente che mi segue da sempre, dalle ballad più romantiche sino ai dischi più brutali, significa che in un certo qual modo questo modo di comporre funziona, funziona perché sono i momenti dove puoi definire la musica un’arte.

Ad Astra: Puoi suonare qualsiasi genere tu voglia, thrash, death, glam, A.O.R., ma se quello che suoni non esce dal cuore, non andrà mai bene. Le canzoni più belle sono scritte col cuore.
Dan: E ti giuro che non potrei mai scrivere nulla se non col cuore! La mente vuole che finanziariamente tutto funzioni, ma non è così che funziona in arte, al cuore non importa dei soldi! Ultimamente i Soen mi han chiesto di cantare un parte nel loro disco, gli ho detto che per me andava benissimo, avrei però cantato solamente se mi fosse piaciuto il tutto (ora sappiamo che non ha mai cantato in quell’album. N.d.R.).

Ad Astra: Però in passato sei stato a contatto con moltissimi progetti, ci sarà stato qualcuno che non avrà avuto il tuo pieno interesse o che non ti abbia fatto emozionare come qualcun altro.
Dan: Ma quello è stato un servizio professionale che ho svolto. La band viene da te con le ambizione del caso e ti chiede di farli arrivare lì. Non potrei mai per questo motivo fare il produttore, non sarebbe nel mio stile perché quando scegli un produttore è come se tu scegliessi un altro membro del gruppo, non è facile. Metaforicamente io mi limito a mettere a toni la fotografia che tu scatti, mi chiedi di averla più blu o più rossa, perfetto, lo faccio; non mi chiedere di più, però. Se ti faccio notare che per me è già abbastanza rossa ma tu vuoi andare oltre per me non ci sono problemi, il capo sei tu in fin dei conti. Se rimanessi seduto a criticare il musicista di turno tutto il tempo non potrei mai realizzare nulla, e viceversa. Il mio limite di sopportazione è molto alto e se va bene a loro va bene anche a me, pensa che non mi piace nemmeno l’ultimo disco della mia band preferita, per me è orribile ma se va bene a loro va bene anche a me!

Ad Astra: E quale sarebbe questa tua band preferita, se posso chiedertelo?
Dan: La gente che mi conosce sa a cosa e chi mi riferisco, ma ho smesso di credere in loro moltissimo tempo fa. È brutto da parte mia dire che sono sedici anni che non compongono nulla di buono, ma posso anche dire di non avergli dato nemmeno una possibilità negli ultimo periodo. Ho incontrato uno di loro e gli ho parlato, ma non abbiamo continuato a sentirci perché non avevo nemmeno intenzione di continuare ad ascoltare cosa componessero. Alcune band capisci che, ascoltandole oggigiorno, funzionano ancora, loro invece non hanno nulla che funzioni per me, penso ancora che un loro disco sia tra i migliori mai composti della storia ma non vuol dire che continui a comprare la loro musica e a supportarli adesso. Posso quindi affermare che nessuna delle band che adoravo un tempo ha rilasciato qualcosa di valido negli ultimi sedici, venti anni, ma ascolto ogni loro album magari rilasciato nei primi dieci anni di attività costantemente. (quale sia questa band misteriosa ancora non ho capito, voi? N.d.R.)

Ad Astra: Capisco capisco, ma non faccio commenti in merito. Mi domandavo però tutt’altra cosa: ci sarebbe la possibilità di vedere i Nightingale nel prossimo futuro?
Dan: Certo, se ci paghi certamente! (ride, N.d.R.) I Nightingale sono l’unica band con cui ho mai suonato dal vivo, eccezione fatta per gli Unicorn in un certo momento. Abbiamo suonato l’ultima volta in Olanda nel 2012 e a breve risuoneremo insieme, la gente viene ai nostri concerti per cantare le canzoni che conosce e con quelle nuove ovviamente potrà farlo. Sono questi i momenti dove capisco perché molti gruppi continuano ad andare avanti per anni suonando sempre vecchi classici, funziona! Nel momento in cui tu sei connesso empaticamente con l’audience non hai bisogno di suonar del materiale nuovo, loro sono lì per sentire le canzoni che adorano! Molti gruppi fanno lo show del venerdì con vecchio materiale e il sabato sera con la roba nuova, noi invece suoniamo solamente canzoni che piacciono al pubblico. Se avessimo la possibilità di venire a suonare in Italia sarebbe grandioso perché non siamo mai venuti, credo anche sarebbe un’occasione perfetta per venire a suonare nel paese che ha dato una spinta notevole al progressive, all’A.O.R. e a tutta la musica con cui sono cresciuto. Un paese dove questi suoni non sono mai passati di moda.

Ad Astra: Lascia stare Dan che qui in Italia abbiamo una carenza di concerti che sembra il deserto. Magari veniste, sarebbe un bellissimo evento, magari qualcuno vi sta aspettando da tantissimo tempo!
Dan: Non so se qualcuno sia così ansioso di ascoltare i Nightingale sai, magari facciamo parte di tutte quelle grandi band che nessuno oggi segue più perché fanno musica di merda mentre una volta suonavano meravigliosamente! (ride, N.d.R.) Se ci fosse qualcuno con un forte legame verso la nostra band suonerei subito per quelle persone. Mi ricordo di quando tenemmo un tour tedesco e nella sala i tedeschi erano solamente dieci, tutta la gente ci confessò che arrivava da lontano e aveva preso aerei e mezzi assurdi per riuscire a venirci a vedere. Ero emozionatissimo, non ci credevo! Adoro questa devozione e non mi importa se ho dieci persone o trentamila come a Wacken l’ultima volta, devo lasciare un segno a chi mi sta vedendo, un ricordo!

Ad Astra: Il palco ti fa dimenticare tutto, è un luogo magico!
Dan: Sì, basta che non ti faccia dimenticare i pezzi da suonare (ride, N.d.R.)

Ad Astra:Certo, assolutamente! Purtroppo Dan devo salutarti perché il tempo sta finendo… Tra poco devo far ritorno al lavoro.
Dan: Non ti preoccupare, è giusto così. Io ho tempo quando tu hai tempo, mi spiace per te ma anche io facevo interviste in pausa, ad un certo punto non avevo più tempo per andare quasi al lavoro tante erano le telefonate a cui dovevo rispondere! Sono onorato tu abbia scelto di parlare con me durante la pausa lavorativa.

Ad Astra: L’onore è stato mio e questa scelta l’ho fatta consciamente, sono contentissimo e ti ringrazio infinitamente!
Dan: Grazie a te Andrea, cerca di mangiare qualcosa però prima di tornare al lavoro, a presto!



Diego
Domenica 6 Gennaio 2019, 15.19.21
7
Si riferisce ai marillion... Lui é un tipo un po controverso e vario. Forse questo lo porta a non essere facilmente collocabile e non credo sia un pregio... non tutto quello che ho sentito di dan mi ha colpito. Questioni di gusti ma io preferisco di gran lunga gli anni 70 e le lunghe canzoni strumentali agli anni 80..
Voivod
Giovedì 11 Dicembre 2014, 15.09.44
6
Dan si riferisce sicuramente ai Judas Priest: effettivamente dopo "Painkiller" (1990) hanno combinato pochino...
gianmarco
Giovedì 11 Dicembre 2014, 14.21.14
5
anch'io preferisco The Division Bell al resto dei Pink Floyd .
Ad astra
Giovedì 11 Dicembre 2014, 13.10.24
4
@bloob potresti aver ragione.. Il lasso di tempo é vicino,essendo 15 anni,ma dubito viste le sue dichiarazioni. Probabilmente sono i judas o una band aor che ha citato. Subito che opeth siano la sua band preferita essendo loro debitori del suo sound... 😊
bloob
Giovedì 11 Dicembre 2014, 12.29.33
3
quando dice che l'ultimo album della sua band preferita gli fa schifo mi viene da pensare che si riferisca agli opeth.
Er Trucido
Martedì 9 Dicembre 2014, 18.42.36
2
Ottima intervista ad un personaggio incredibile, fa quasi piangere vedere un solo commento.
ayreon
Sabato 6 Dicembre 2014, 9.31.46
1
bella intervista con un genio
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Io, Me & Dan Swanö
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06/12/2014
Intervista
NIGHTINGALE
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