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ULCERATE + WORMED + SOLACE OF REQUIEM + GIGAN+ DÉPARTE - Lo-Fi Club, Milano - 03/12/14
08/12/2014 (1623 letture)
Ogni tanto fa piacere avere la possibilità di assistere a qualche concerto un po' fuori dal comune e la data al Lo-Fi Club di Milano del Confronting Entropy Tour è proprio l'occasione giusta per godere di un po' di sano metal estremo al di fuori dei soliti canoni. Il bill dell'evento è davvero ghiotto: oltre agli headliner Ulcerate troviamo i madrileni Wormed, con il loro unico brutal death "spaziale", i Solace of Requiem ed i Gigan direttamente dagli States ed infine i Départe, dall'Australia. Il locale, nonostante la collocazione vicina allo scalo ferroviario non proprio esaltante e le dimensioni tutto sommato contenute, è accogliente ed essenziale. Al mio arrivo, poco dopo l'apertura porte, c'è ancora pochissima gente; purtroppo la serata in generale confermerà questa tendenza, sicuramente imputabile più che ad ogni altro fattore al concerto dei Dying Fetus a Brescia la stessa sera, che ha attirato un gran numero di appassionati. La scelta di questa data si è rivelata quindi minoritaria, ma ciononostante è stato un concerto con i controfiocchi. Alle ventuno, dopo un rapidissimo soundcheck, ha cominciato immediatamente la prima band della serata.

DÉPARTE
Formazione australiana attiva sin dal 2011, che però ha pubblicato per ora solo una quantità esigua di materiale, i Départe suonano una sorta di post-black metal con influenze death che trae forte ispirazione da complessi come Deathspell Omega e gli stessi Ulcerate, addolcendo il tutto però con un'ottima dose di melodia ed atmosfere più rarefatte ed oniriche. Per nulla scoraggiati dalla scarsità di pubblico, i nostri suonano con grande perizia il loro materiale e ci permettono di cogliere il buon livello complessivo dei suoni, che garantisce intelligibilità pur non eccellendo dal punto di vista dei volumi (una chitarra ed il basso sono stati leggermente penalizzati e risultavano perfettamente udibili solo in certi stacchi). Il livello tecnico della formazione è davvero notevole, specie per il batterista, che si esibisce in molteplici cambi di tempo e pattern di piatti, e per il cantante, dotato sia di un buon growl che di un'ottima voce pulita (seppure con minime incertezze sulle note alte). La presenza scenica del singer, particolare e allucinata, mi ha molto convinto, anche se l'interazione col pubblico è stata davvero minima. Da ultimo, una nota personale: trovo che musica così atmosferica e per certi versi intimistica si esprima al meglio su disco, dato che pur avendo apprezzato i nostri, dal vivo ho notato tutta la lunghezza di certe sezioni atmosferiche e la pesantezza dell'articolazione strutturale dei brani. Nel complesso, la band è stata una gran bella scoperta e si è fatta valere come ottimo act di apertura, consigliati!

GIGAN
Grande curiosità al momento dell'esibizione di questa band: il branchild di Eric Hersemann (ex Hate Eternal, tra le altre cose) è una delle formazioni technical death più schizzate e folli degli Stati Uniti e tutte le bizzarrie che si sentono su disco sono ottimamente riproposte sul palco del Lo-Fi. L'assalto è energico e devastante, e l'headbanging non manca. Hersemann è uno spettacolo da vedere suonare: non sta fermo un solo istante, si muove e fa headbanging di continuo e tortura la sua chitarra nelle maniere più strane possibili, il tutto con nessuna sbavatura tecnica di rilievo. Nonostante la chitarra sia unica, il muro di suono è davvero massiccio, tanto da abbisognare solo relativamente del supporto del basso (poco udibile), peccato per la qualità generale del suono che rendeva le note poco distinte. Cantante e batterista non hanno mostrato segni di cedimento, con il frontman che ha cercato di stabilire un maggiore contatto con il pubblico incitandolo ed "ipnotizzandolo" col microfono durante certe canzoni particolarmente allucinate. Il vero punto focale dell'esibizione sono stati i numerosi effetti applicata la chitarra e gli strabilianti "giochetti" di Hersemann con il theremin, spesso usati come outro dei brani ma anche in maniera più concreta e funzionale. Ottima anche la scaletta, che andava a pescare principalmente dall'ultimo Multi-Dimensional Fractal-Sorcery and Super Science, senza però disdegnare altri episodi meritevoli della discografia del gruppo. Davvero un bello spettacolo!

SOLACE OF REQUIEM
Francamente parlando, ho trovato i Solace of Requiem un po' fuori posto in questa serata. La band, con lunghi anni di esperienza alle spalle, propone un death metal connotato tecnicamente, ma invero tipicamente americano e convenzionale nei suoi elementi fondamentali. In una serata dove ogni band ha qualcosa di davvero particolare da esibire forse altri nomi sarebbero stati ancora più calzanti. Comunque sia, dopo i preparativi (la band ha anche un telo con il proprio logo da mostrare, prerogativa altrimenti degli Ulcerate in questa serata), la formazione ha mostrato sin da subito di avere una gran voglia di suonare ed intrattenere: eccellente Jeff Sumrell come frontman, che non ha mai mancato di ridere col pubblico ed incitarlo alla partecipazione. In effetti, il punto di forza di questa esibizione non è stata la scaletta o la tecnica in sé stessa, quanto l'energia difficilmente contenibile della band, letteralmente palpabile: al di là delle considerazioni effettuate in apertura di questo paragrafo, ho apprezzato la prova dei Solace of Requiem sul palco, che prima di ritirarsi hanno annunciato, con conseguente risposta del pubblico, le ultime due formazioni della serata.

WORMED
Nonostante i due soli album pubblicati in oltre quindici anni di attività, gli Wormed sono una band di culto nel brutal death metal, perché hanno saputo creare all'interno di un genere notoriamente stagnante dal punto di vista creativo un proprio stile riconoscibile, concretizzatosi in due full length acclamatissimi (e a ragione). Inizialmente sono un po' indispettito dalla mancanza in questa data della seconda ascia, ovvero il membro fondatore J. Oliver, ma basta anche solo il soundcheck per lavare via le mie paure: i suoni degli Wormed sono a dir poco mastodontici e chiari, con un basso finalmente ben udibile che contribuisce a creare un impatto dal peso planetario. Con ogni canzone annunciata da una voce sintetizzata che fungeva anche da ponte tra una traccia e l'altra, gli Wormed partono subito in quarta: alla chirurgica precisione di stacchi al limite del terrestre si abbina una brutalità fuori dal comune, specie grazie al contributo titanico di Phlegeton, singer storico, che ha esibito delle vocals gutturali imponenti e dei pig squeal dotati di grandissima forza ed impatto. Osservare G-Calero alla batteria è uno spettacolo per la complessità delle partiture, e nonostante il batterista risulti apparentemente sotto grande sforzo suona tutto fluidamente e precisamente. La scaletta, intensissima, è andata a pescare principalmente da Exodromos, ma senza disdegnare il classico Planisphærium: tra le highlight troviamo Tunnel of Ions, Tautochrone e Spacetime Ekleipsis Vorticity, particolarmente impressionanti dal punti di vista tecnico e al contempo capaci di tirare un colpo da asteroide al collo degli ascoltatori. Se non li avete visti non sapete cosa vi perdete, vedete di rimediare perché ne vale davvero la pena!

ULCERATE
Il momento è arrivato: accolti on stage da scarne e cupe luci rosso sangue, i tre neozelandesi proferiscono solo qualche parola introduttiva prima di cominciare con il loro concerto. Non si tratta di uno di quei concerti dove mosh ed headbanging imperversano: nonostante i musicisti sul palco siano attivi ed energici, la sensazione che cala su di me è quella di grande riverenza, quale ascoltatore al cospetto, dal vivo, di musica fuori dal comune, dotata di un'espressività che non ha eguali. Per cui si osservano i tre sul palco e si percepisce tutta l'intensità del basso e della voce di Paul Kelland, amedue catacombali e fuori dal mondo; si contempla Michael Hoggard che, unica ascia, si avvale dei suoi numerosi effetti per creare un'atmosfera irreale, inquietante e trascendente; si ammira, basiti, Jamie Saint Merat dietro le pelli, uno dei migliori batteristi del genere, che con le sue finezze, la sua fantasia e la sua tecnica perfetta costituisce lo scheletro di un titano privo di facili termini di paragone. Già su disco gli Ulcerate fanno un certo effetto, ma dal vivo si attraversa un muro impalpabile e si entra in una dimensione differente, che lascia il segno. Confronting Entropy è una canzone particolarmente appropriata eseguita dai nostri, perché la sensazione che ho provato per la durata di tutta la prova è stata esattamente quella di trovarmi faccia a faccia con un'entità entropica e devastante. Nonostante l'immensità dei pezzi di Vermis, il picco si raggiunge probabilmente con Everything is Fire, title track di uno dei capolavori della formazione. La scaletta scorre, senza cedimenti, senza soluzione di continuità, con un'interazione davvero minima, ed è giusto così. Il sipario cala figurativamente su una serata eccezionale, con una band headliner che dal vivo è come nessun'altra. Questa sera, ho davvero sperimentato il "Weight of Emptiness" e ne sono rimasto toccato.

SETLIST ULCERATE
Clutching Revulsion
Dead Oceans
Caecus
Weight of Emptiness
Cold Becoming
Await Recsission
Everything is Fire
---- ENCORE ----
Confronting Entropy




Ad Astra
Lunedì 8 Dicembre 2014, 14.30.08
1
i DEPARTE li ho visti a metà, sono arrivato mentre suonavano, bizzarro è stato che il cantate principale li a bologna ha tenuto tutto il tempo le spalle al pubblico.... a differenza di quello che hai visto tu. bravi cmq. i GIGAN li adoro... entusiasta e eric è fenomenale. punto nulla da aggiungere, anche il batterista mi ha sorpreso enormemente, una forza della natura...brevi ma intensi. i SOLACE bla bla.. hanno avuto molteplici problemi durante l'esibizione e lli han cagati in pochi... visto tutto lo show ma come te li ho trovati fuori luogo,e nemmeno così bravi da andare in scaletta sopra i gigan. i WORMED avevo sempre sentito distrattamente e mi ha fatto morire, fantastici plegheton è magnetico e dopo aver perso il disco l'altra sera ho notato che funzionano più live che da studio! spettacolo cmq!!! ULCERATE...qualcosa è cambiato quella sera, non è stato un concerto ma un'esperienza. non aggiungo perchè è indescrivibile.
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