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PROTEST THE HERO + THE SAFETY FIRE + THE CONTORTIONIST + DESTRAGE - Traffic Live, Roma (RM), 07/12/2014
10/12/2014 (1889 letture)
Non credo dimenticherò presto il salto sulla sedia che ho fatto la mattina in cui, in una delle tante pause universitarie, ho letto la notizia del nuovo tour dei Protest The Hero. Lo stupore, visto che già relativamente da poco tempo erano passati in Italia, non era poco. La parte migliore è stata quando ho sgranato gli occhi nel vedere le formazioni che li avrebbero accompagnati. Avendo particolarmente a cuore sia i The Contortionist che i Destrage, credo di aver passato momenti veramente meravigliosi e, tornato nel mondo dei vivi, non ho tardato a organizzare la spedizione. Finalmente arriva la sera del concerto e, armato come al solito di macchinetta fotografica, blocchetto e della migliore compagnia che io possa desiderare mi dirigo al Traffic Live. Sono previste decisamente più persone rispetto alla media della venue, ed infatti arrivano inevitabilmente le prime grane organizzative. Essendoci da fare, oltre al biglietto, la tessera del locale (ovviamente è necessario fornire i propri dati) la fila scorre a rilento e alla fine riusciamo ad entrare con i Destrage che hanno già iniziato il loro concerto. Non perdo tempo quindi a guardare nulla, lanciandomi ad ascoltare il gruppo: per il resto ci sarà tempo dopo, la notte è giovane.

DESTRAGE
Ad aprire la serata ci pensano i Destrage, con il loro mathcore incredibilmente vario, imprevedibile e personale. La formazione risulta convincente e veramente carica, con un Paolo Colavolpe al microfono che, nonostante i noti problemi di acustica, riesce a sopperire spesso e volentieri le mancanze di volume della voce con growl e scream per pochi eletti. Il locale è praticamente quasi pieno e sul finale trovano spazio brani incredibili come My Green Neighbour e Purania, tratti dal loro ultimo Are You Kidding Me ? No. , che trascinano il pubblico in un pogo sfrenato ed esaltante. Una performance che ci fa capire quanto mezz'ora sia veramente poco per un gruppo del genere. Ci ritiriamo ai banchi del merchandising, che non abbiamo avuto modo di vedere prima vista l'entrata a show iniziato, e passiamo felicemente in rassegna tutto quel bel materiale: ovviamente non manca l'appuntamento al banco del gruppo che ha appena finito di suonare, dove troviamo un Colavolpe accaldato e felicissimo dell'affluenza del pubblico al banco ed al concerto. Da rivedere, assolutamente.

THE CONTORTIONIST
Dopo una breve pausa non tardiamo a tornare verso il palco, approfittando del momento del cambio gruppo per prenderci dei posti decisamente migliori rispetto a quelli dove abbiamo seguito la performance precedente. Stabilitici in un'ottima terza fila, la formazione prog metal non tarda ad entrare sul palco e, tra i fumi e le luci colorate, partono le prime note di una delle loro canzoni più belle: Holomovement. La traccia che apriva Intrinsic è seguita dalla stupenda Causality. Michael Lessard offre una performance ricca e ispirata, immergendosi a sua volta in quel sound tipico del gruppo: un prog metal sporcato da frangenti quasi djent, sfuriate death e atmosfere space incredibili. Forse è stato proprio questo il gruppo, viste le sonorità meno martellanti, che ha giovato maggiormente dell'acustica del locale. Sopratutto le nuove Language I: Intuition e Language II: Conspire, tratte dal loro ultimo album Language, hanno reso particolarmente bene, puntando maggiormente sull'aspetto ambient. Non gode della stessa fortuna Flourish, acclamata e ultima traccia, che ci riporta i tempi degli esordi del gruppo, con sonorità decisamente più violente e pesanti. Come uno specchio che si infrange, l'esibizione finisce, liberandoci da quel vortice di sensazioni che ci aveva ipnotizzato. Come prima volta in Italia per i The Contortionist siamo soddisfatti, ma vorremmo di più e spero ardentemente che lo avremo.

THE SAFETY FIRE
La formazione prog metal britannica torna su canoni che più si avvicinano all'orientamento mathcore della serata, senza però avvicinarsi eccessivamente a quest'ultimo genere. In origine al loro posto vi dovevano essere i The Faceless, che tuttavia per problemi interni al gruppo e la successiva dipartita del bassista Evan Brewer e del batterista Alex Rudinger, hanno rinunciato al tour. I The Safety Fire offrono una proposta decisamente diversa, decisamente più leggera e morbida, rispetto al prog death degli statunitensi. Le sonorità sono sicuramente più catchy e la performance è discreta. L'impatto acustico regge ancora decentemente anche se, nel complesso, rispetto ai gruppi precedenti ho percepito un calo di personalità e delle linee vocali più acute e meno convincenti, non perfettamente amalgamate con la musica. Nonostante non sia molto esaltato per la formazione britannica, la parte più grossa del concerto si sta avvicinando e si percepisce nell'aria una sorta di tensione inevitabile e costante.

PROTEST THE HERO
Questa volta (ovviamente!) la pausa tra il gruppo precedente e gli headliner è decisamente più lunga: un boato accoglie una momentanea apparizione di Rody Walker sul palco, prima di sparire nuovamente. Le luci si spengono e il gruppo parte in quarta con Sequoia Throne, brano che rende il Traffic immediatamente un inferno. Il pubblico va in delirio alternando un pogo violento a un coro che canta le parole della canzone in maniera prepotente e forte, quasi da sovrastare i volumi del microfono del cantante. Dopo il pezzo migliore di Fortress, segue una tripletta tratta direttamente dal loro ultimo album Volition: parliamo di Underbite, Clarity e Drumhead Trial. I brani continuano a essere cantati strenuamente dalla folla, mentre l'acustica del locale non rende come vorremmo sotto la complessità musicale del gruppo canadese. A pagarne le spese è inevitabilmente la voce di Rody Walker, che in certi momenti sembra sparire. Il cantante in ogni caso, mostra una grande abilità nel tenere il palco, intrattenendo chi è di fronte a lui con gag dall'umorismo abbastanza pungente, che va a colpire indistintamente religione, industrie discografiche e altro, dilungandosi eccessivamente di tanto in tanto. Seguono le canzoni tratte successivamente da Scurrilous, che oltre a non sembrare particolarmente apprezzate da un pubblico che acclamava Kezia, sono intervallate da un meraviglioso cortocircuito che fa saltare la corrente nel locale. Mentre i tecnici sistemano il problema, devo ammettere anche in relativamente poco tempo, la goliardia continua con un Walker trasportato sulla folla, che appena si rende conto essere tornata l'elettricità nel locale, lo rilancia sul palco. Come un eco dal passato, tornano dagli esordi No Stars Over Bethlehem e Blindfolds Aside, entrambe perfettamente eseguite e acclamatissime. Il clima diventa bollente, non solo per il carico emotivo delle tracce, ma anche per l'assenza del ricambio d'aria che non è stato nuovamente acceso dopo il salto della corrente. Ironia tagliente a parte, il concerto è in continua risalita anche con Bone Marrow e Plato's Tripartite, sfociando in una conclusiva e meravigliosa Bloodmeat.

Il locale ha retto in maniera poco più che sufficiente il peso dei nomi del bill, mostrando dei palesi limiti tecnici e puntando maggiormente sull'ambiente raccolto e intimo, visto il bacino d'utenza. Di certo, considerata la complessità sonora dei gruppi e in particolar modo per i Protest The Hero e i Destrage, un'acustica migliore avrebbe reso in maniera completamente diversa il concerto. Sperando in una location più adatta, non mancheremo al prossimo concerto in ogni caso: l'emozione di un concentrato così intenso di tecnica e talento, è bastata a farci passare una serata ugualmente pregna di pathos e ad annichilire la nostra autostima di musicisti.

SETLIST PROTEST THE HERO
1. Sequoia Throne
2. Underbite
3. Clarity
4. Drumhead Trial
5. Sex Tapes
6. Hair-Trigger
7. Termites
8. No Stars Over Bethlehem
9. Blindfolds Aside
10. Bone Marrow
11. Plato's Tripartite
12. Bloodmeat



steelminded
Domenica 14 Dicembre 2014, 1.17.03
2
Non conoscevo le band bel dettaglio, ma absconded sentito qualcosa. Ecco le mie impressioni di settembre. Protest the hero, divertente sbrodolamento di note a profusione... Poi lo si dice do petrucci ahahah... Ma per piacere... Comunque fenomenali tecnicamente e divertenti, anche se manca un po di anima e feeling a mio modesto parere... Il cantante si crede purtroppo in cabarettista, lasciamo stare. I the safety dire li ho trovati interessanti, da approfondire. I the contortionost mi hanno massacrato le balle, quelle derive post non le sopporto proprio. I destrage ho sentito due pezzi, veramente troppo forti... I system of a down italiani, con la differenza che loro sanno suonare (i destrage). Comprato il disco al banco. F
KIA
Giovedì 11 Dicembre 2014, 12.29.48
1
io mi sono divertita davvero molto, è vero il locale era piccolo e faceva un caldo bestiale, ma c'è da dire che in confronto alla precedente data a pinarella al rock planet è 100 ori!! Sinceramente speravo facessero yellow teeth,ma comunque mi sono davvero divertita ,un plauso al pubblico davvero coinvolto e coinvolgente!!
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The Contortionist
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Protest the Hero - Rody Walker & Luke Hoskin
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Protest the Hero - Rody Walker
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Protest the Hero
ARTICOLI
10/12/2014
Live Report
PROTEST THE HERO + THE SAFETY FIRE + THE CONTORTIONIST + DESTRAGE
Traffic Live, Roma (RM), 07/12/2014
 
 
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