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DARK LUNACY + NERVE + SOMAN - C.S.O.A. Zapata - Genova, 06/12/2014
11/12/2014 (1796 letture)
Location insolita per un concerto metal quella del CSOA Zapata, situato nel quartiere di Sampierdarena in quel di Genova. Insolita perché il centro sociale è solitamente poco propenso ad eventi di questo genere, ma i connotati storico/politici dell'ultimo disco dei Dark Lunacy hanno evidentemente reso possibile questo connubio. Impresa riuscita? Andiamo ad analizzare la serata per scoprirlo.
Dopo un paio di giri a vuoto alla ricerca di un posteggio, eccomi arrivare allo Zapata con il mio socio di concerti. Pagato il modico ingresso di sette euro, ci si addentra nelle consuete chiacchiere da pre-concerto con gli amici condite dalla solita, obbligatoria, birra. Insomma tutto nella norma.

SOMAN
Intorno alle 23 (quindi in prevedibile ritardo rispetto a quanto annunciato) un breve intro registrato introduce i Soman, giovane formazione death metal che ha da circa un mese pubblicato il disco esordio intitolato World On Fire. Ho già avuto occasione di vedere la band nel gennaio di quest'anno di spalla agli Antropofagus e devo notare un miglioramento generale del gruppo. I pezzi dell'esordio vengono suonati uno dopo l'altro e presentati dal cantante Stefano Rodano, autore di un growl piuttosto efficace. Come già notai mesi fa, i riff dei due chitarristi sono tra le cose migliori del gruppo, per quanto un pelo sacrificati dai suoni. Di contro come difetto del combo devo segnalare una certa staticità delle ritmiche, compatte e dure certamente, ma un po' di fantasia in quel frangente migliorerebbe la resa live, pur rimanendo nei canoni del death metal ovviamente. Una piccola curiosità riguarda l'intro usato prima delle titletrack del disco d'esordio, lo stesso usato dai Megadeth per Set The World On Fire.
Il set dei Soman si conclude dopo circa trenta/quaranta minuti, con i consueti ringraziamenti e gli applausi di coloro che sono rimasti ad ascoltarli, magari un po' lontani dalle transenne per preservarsi le orecchie per i gruppi successivi, ma comunque presenti.

NERVE
Dopo un rapido cambio di palco tocca ai Nerve il compito di continuare e riscaldare ulteriormente la serata. Il pubblico si fa molto più vicino al palco rispetto all'esibizione dei Soman ed è cresciuto come numero. Essere uno dei gruppi di casa più amati è sicuramente uno dei motivi, ma la curiosità è tanta perché questa sera ci sarà l'esordio di Alessio Spallarossa dei Sadist in veste di nuovo batterista ufficiale. Una scelta che si spera essere duratura, dati i frequenti cambi in quel ruolo che hanno patito i Nerve negli ultimi anni.
L'intro registrata Al-Dajjal serve a far guadagnare il palco ai Nerve, al termine della quale viene subito attaccata Revelation, sua naturale continuazione su Fracture. Nonostante il recente cambio allo sgabello, la band pare in forma, riversando sul palco la consueta energia, i suoni della chitarra non rendono, però, giustizia al lavoro di Ermal Zaka. Il nuovo arrivato pare un pochino imballato, soprattutto nella successiva Lenny Nero, che mi è parsa suonata un po' col freno a mano tirato in termini di velocità. Il troncone dedicato a Fracture si completa con Scream, al termine della quale si provvede ad un rapido cambio di chitarra e basso, cosa che gioverà ai suoni anche grazie al cambio di accordatura dei due strumenti. La seconda parte del set è incentrata sui pezzi dei primi due album e da qui in avanti Spallarossa appare molto più sciolto, potente e con una notevole "pacca", nonostante un piccolo inconveniente coinciso con la perdita di uno dei battenti della cassa. I picchi sono toccati dalle oramai classiche 3 Seconds Madness e Shelter, la prima col suo incedere cadenzato impreziosito dalla voce schizzata di Fabio Palombi, la seconda furiosa conclusione del set dei Nerve. Come detto all'inizio, quasi tutti gli occhi erano puntati sul nuovo batterista che, nonostante le sole tre/quattro prove con il gruppo, ha dimostrato alla grande di essersi integrato perfettamente. Probabilmente ci sarà ancora da lavorare sui brani di Fracture (oggettivamente i più difficili tecnicamente) ma l'obiettivo principale dei Nerve oggi è trovare la continuità mancata negli ultimi tre anni.

DARK LUNACY
Un sottile filo congiunge il Messico con Genova questa sera. Circa un mese fa, i Dark Lunacy hanno giusto suonato in quel paese, dove il gruppo parmense riscuote un discreto successo (tanto da aver registrato il primo live CD/DVD della propria carriera in quel di Città del Messico, di fronte a tremila persone) e la tappa genovese del Tour Of Victory si svolge in un centro sociale che prende il nome di Emiliano Zapata, per l'appunto rivoluzionario messicano. Lasciando perdere queste piccole curiosità, concentriamoci su ciò che i Dark Lunacy portano in giro per questo tour. L'ultimo The Day Of Victory ci ha riconsegnato una band in forma ed ispirata, con un concept ben realizzato grazie anche al vasto impiego di maestosi cori. Un progetto ambizioso che per funzionare appieno live necessita l'utilizzo di basi, così come per le varie orchestrazioni presenti nei dischi precedenti. Un piccolo inconveniente (risolto in breve tempo) ritarda l'inizio dell'esibizione dei Dark Lunacy, i quali, come prevedibile, dopo l'intro registrato attaccano -è proprio il caso di dirlo- subito il palco con Red Blocks, traccia di apertura dell'ultimo album che con il suo ritornello non può che essere di buon auspicio, alla quale segue Aurora, altro pezzo diretto questa volta estratto da The Diarist. Il pubblico si fa ancora più vicino, attaccandosi alla transenna ed incitando il gruppo: c'è molto entusiasmo per questo ritorno dei Dark Lunacy nella Superba. I cori e le basi di cui parlavo in precedenza funzionano bene, riuscendo a coinvolgere e a trasmettere un senso di drammaticità e pathos, ben esplicitato da un Mike Lunacy sorridente e loquace tra un pezzo e l'altro, ma teatrale (senza essere pacchiano) nella gestualità e nell'interpretazione durante i pezzi. Molto importante per i Dark Lunacy è anche l'aspetto scenico, che non viene lasciato al caso ma studiato: i quattro musicisti sono vestiti con delle divise e due bandiere rosse sono poste ai lati del palco, tutto coerente con i temi della recente release. Grande spazio viene ovviamente dato alle canzoni dell'ultimo album, con Sacred War, From The Don To The Sea e la più calma The Decemberist, che non sfigurano certamente nel confronto con i classici della band come ad esempio Stalingrad, Forlorn e Motherland, dedicata da Mike Lunacy a Genova. I suoni sono buoni, solo la chitarra di Daniele Galassi pare un po' sacrificata, forse leggermente schiacciata dalle orchestrazioni e l'altra traccia di chitarra delle basi ed il basso dell'ultimo arrivato Jacopo Rossi, per il quale il lavoro è stato doppio questa sera, avendo suonato poco prima con i Nerve. Arrivati alla fine, Mike annuncia l'ultimo brano Dolls, scatenando l'entusiamo generale per la opener di Devoid, uno dei pezzi più amati della band, per il quale Mike si toglie la divisa mostrando una maglietta della DDR. Nonostante tutto, però, il pubblico non è ancora sazio e a gran voce viene chiesto un altro brano, richiesta accettata dal gruppo che chiude la serata con Victory, un altro buon auspicio, questa volta per il futuro, almeno secondo le parole del cantante.
Tra i ringraziamenti al pubblico ed allo Zapata, i Dark Lunacy terminano il loro concerto, fatto con la professionalità di chi vuole portare in giro la propria musica e la personalità di chi ha una propria identità, il tutto mischiato con del sano entusiasmo per ciò che si fa.

Eccoci dunque a tirare le somme di questa ennesima serata genovese, che ha avuto un buon riscontro, anche se migliorabile. Se da una parte è, infatti, bello poter vedere delle facce conosciute ed amiche agli eventi di Genova, è altresì vero che alla fine, per un motivo o per un altro, i numeri sono sempre gli stessi e, pensando realisticamente, è questa la situazione della mia città. Certo, qualcuno potrebbe aver avuto delle remore data la location insolita e il quartiere non propriamente tranquillo (almeno come fama), ma alla fine la serata è stata piacevole, con un palco degno calcato da ottimi musicisti, dei suoni all'altezza e bevande a prezzi umani. Cosa chiedere di più?

Tutte le foto a cura di Nicola Giordanella



AL
Venerdì 12 Dicembre 2014, 17.03.27
2
Dark Lunacy dei grandi. li ho visti anche io quest'anno dalle mie parti. rendono sempre bene.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 12 Dicembre 2014, 12.30.06
1
I Dark Lunacy sono una band che ha introdotto dei contenuti originalissimi al loro sound, con risultati eccellenti. The Diarist è un album veramente bello e anche questo ultimo, forse non come il precedente ma si colloca su livelli alti. Fa piacere, sapere che sono ottimi anche dal vivo. Au revoir.
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11/12/2014
Live Report
DARK LUNACY + NERVE + SOMAN
C.S.O.A. Zapata - Genova, 06/12/2014
 
 
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