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MASTODON + BIG BUSINESS + KROKODIL - Fabrique, Milano (MI), 10/12/2014
14/12/2014 (2161 letture)
Una serata all'insegna del metal più spericolato, quella trascorsa da un migliaio di scatenati fan accorsi al Fabrique di Milano. Krokodil, Big Business e gli eccezionali Mastodon hanno regalato prestazioni di livello all'incendiata platea riunitasi presso uno dei locali emergenti della scena italiana. Al Fabrique erano presenti esponenti di quasi ogni tipologia metallara e non: dal maideniano vecchio stile all'hipster post-qualcosa, dai fan del prog a quelli dell'hardcore. Gruppi come i Mastodon stanno dimostrando che una fusione pacifica e prolifica tra tali scene, tradizionalmente considerate incompatibili, è possibile. Benvenuti nel futuro della musica estrema!

KROKODIL
Gli inglesi Krokodil dimostrano di avere del potenziale. La band si lancia in un post-deathcore a tratti un po' sbrodolato, ma comunque interessante. L'impatto scenico del gruppo grava tutto sulle spalle del frontman Simon Wright, che fornisce una prestazione davvero incendiaria, fatta di grida assassine e di rantoli vomitati nel microfono. Buonissimo anche il lavoro alle pelli di Dan Foord. Discreta la sezione chitarristico/bassistica, che non spicca per originalità, ma che propone un buon parco riff e diversi stacchi strumentali di pregio.
I Krokodil, non dimentichiamolo, nascono come supergruppo; si tratta infatti di una band che vede riuniti tra le proprie fila membri ed ex-membri di alcuni acts di pregio della scena inglese e non solo (Sikth, Gallows, addirittura Slipknot). L'amalgama interno al gruppo pare già buono, ma migliorabile: il loro esordio Nachash è in uscita proprio in questo periodo. Un lavoro positivo supportato da un'ugualmente positiva resa live. Il percorso di questa band, però, è lungi dall'essere completo.

BIG BUSINESS
I Big Business, invece, sono americani fino al midollo. I due componenti della band riescono a creare un muro di suono davvero prodigioso. Il loro stoner/sludge ha la potenza degli acts più blasonati in circolazione. La voce di Jared Warren e fradicia e traballante quanto serve, la batteria di Coady Willis è vorticosa e inarrestabile.
L'esibizione inizia in un'atmosfera distaccata, quasi fredda, per poi detonare progressivamente. Il finale è addirittura incendiario, con Warren che scende dal palco e canta parte dell'ultimo brano direttamente in mezzo al pubblico, non mancando di sollevare in aria un ragazzo (con un braccio solo!) e di aizzare la folla con la sua gigantesca mole da taglialegna del Pacific Northwest.
I Big Business se ne vanno ringraziando i Mastodon, come già avevano fatto i Krokodil. L'affiatamento emotivo tra le tre band è parso ottimo, con indubbie ripercussioni anche sulla proposta musicale. Un piacere vedere tre acts, di caratura tanto diversa l'uno dall'altro, in grado di collocarsi con tanta naturalezza sulla medesima lunghezza d'onda.

MASTODON
I Mastodon si fanno attendere un po', a causa di un cambio della strumentazione più lungo del previsto. L'occasione è ottima per prendere meglio le misure con la location. Il Fabrique è un locale di recentissima apertura, collocato in una zona non troppo periferica di Milano. La programmazione accattivante, l'acustica ottima e la buona posizione lo rendono un possibile nuovo punto di riferimento per la scena underground milanese. I Mastodon, nella loro unica data italiana del 2014, lo hanno riempito quasi completamente.
Il quartetto di Atlanta entra tra le grida del pubblico poco dopo le dieci. L'ora e mezzo (abbondante) successiva è un vero e proprio tripudio di musica e intrattenimento di alto profilo. La band dimostra di aver acquisito una consapevolezza live davvero eccellente, con tanto di suddivisione ben definita dei ruoli e delle responsabilità nei confronti del pubblico. Troy Sanders è il frontman della band, sia perché, dei tre cantanti, è senza dubbio quello più dotato, sia perché è il vero cavallo matto dei Mastodon. Il suo look selvaggio, il suo illimitato repertorio di mosse d'intrattenimento e la sua mimica inimitabile lo rendono il vero valore aggiunto del reparto marketing della band. Senza contare, poi, che è anche un signor bassista. Brent Hinds e Brann Dailor, invece, sono i due indiscussi protagonisti musicali della proposta dei Mastodon. Hinds con il suo repertorio infinito di riff spaccaossa e di assoli ora prog ora duramente metallici. Dailor con il suo martellare incessante e con la quasi inimitabile capacità di rendere la batteria un vero strumento musicale, oltre che un supporto per quanto suonato dagli altri. In un parallelismo con John Entwistle degli Who, potremmo definire Bill Kelliher il "Quiet One" dei Mastodon, ma, dato che di calmo i Mastodon non hanno proprio nulla, concentriamoci piuttosto sullo sguardo assassino sfoggiato continuamente dal torvo chitarrista americano. Sia per la durezza dei suoi riff, sia per la durezza dei suoi occhi, più che "the Quiet One" si potrebbe pensare di chiamarlo Bill Killiher.
Il pubblico, come detto, impazzisce non appena la band entra in scena e rimane completamente fuori di sé fino alla fine dello show. Il pogo non smette praticamente mai, con picchi di violenza e godimento sul break centrale di Megalodon e sulla conclusiva, devastante, Blood and Thunder.
L'impasto sonoro strutturato dai Mastodon è fortemente metallico, con i brani estratti dall'ultimo lavoro Once More 'Round the Sun decisamente induriti e ispessiti, pur senza tralasciarne la componente prog. In generale le tracce di Leviathan paiono ancora (giustamente) le più apprezzate dal pubblico, ma è impossibile individuare dei veri cali di tensione nella proposta live dei Mastodon. Da segnalare almeno Black Tongue (da The Hunter), cantata a squarciagola da tutto il pubblico, e Crystal Skull (da Blood Mountain), che fa da degno tappeto rosso per l'arrivo della scassabudella song conclusiva.
I Mastodon non hanno bisogno di conversare troppo col pubblico, lasciano che sia la loro musica a parlare. Solo Brann Dailor, a concerto ormai concluso, si concede un sostanzioso siparietto con l'audience, dichiarando l'amore della band per l'Italia e augurandosi di ritornare nel Bel Paese il prima possibile.
Riguardo al rapporto dei Mastodon con l'Italia, va sottolineato, purtroppo, come la loro proposta trasversale non sia ancora riuscita ad ancorarsi in profondità all'interno della scena nostrana. Il quartetto di Atlanta, che in patria e in vari paesi europei suona nei palazzetti, da noi è ancora costretto, spesso e volentieri, a esibirsi in location relativamente piccole. L'accoglienza del pubblico del Fabrique, in ogni caso, fa ben sperare.

SETLIST MASTODON
1. Tread Lightly
2. Once More 'Round the Sun
3. Blasteroid

4. Oblivion
5. The Motherload
6. Chimes at Midnight
7. High Road
8. Aqua Dementia
9. Ol'e Nessie
10. Halloween
11. Aunt Lisa
12. Divinations
13. Bladecatcher
14. Black Tongue
15. Ember City
16. Megalodon
17. Crystal Skull

18. Blood and Thunder


La serata si è svolta in un clima di assoluta condivisione, con barboni e capelluti che pogavano fianco a fianco e con una carica energetica primitiva e assolutamente irresistibile a fare da trait d'union di tutte e tre le esibizioni. Al prossimo checkpoint ci auguriamo di vedere i Mastodon in un palazzetto pure in Italia. Magari sempre con Krokodil e Big Business al seguito. Se lo meritano.



Macca
Mercoledì 17 Dicembre 2014, 18.39.19
7
Grande giramento di coglioni non aver potuto partecipare, adoro i Mastodon e purtroppo li ho sempre visti in festival con suoni al limite dell'indecente per la loro proposta musicale. xxx@ i Mastodon sono già uno dei gruppi più importanti del genere, concordo sul fatto che di solito in sede live non offrano prestazioni vocali eccelse ma io i Mastodon con voci che non siano di Hinds e Sanders (e in piccola parte Dailor) faticherei a considerarli i Mastodon.
xxx
Lunedì 15 Dicembre 2014, 18.10.29
6
Io sono un grande fan dei Mastodon ed ero ovviamente presente mercoledì 10 al Fabrique (così come lo ero agli altri concerti dei Mastodon a Milano: alcatraz nel tour di The Hunter e al Gods nel periodo Crack the Skye). Detto questo, ho apprezzato la performance del 10/12, ma trovo che la recensione del live sia troppo da fan esagitato e non da "freddo" e "oggettivo" commentatore. Innanzitutto, bisogna dirlo a chiare lettere.....I MASTODON NON SANNO CANTARE!!!!!!!!! Certo , negli anni hanno fatto dei grandi progressi, nessuno lo nega...Ma Brent Hinds è indecente come cantante....quando cantava lui, non si sentiva/capiva niente....! Troy Sanders è molto migliorato, ma ne ce ne vuole ancora molto per essere un cantante di un gruppo cosi importante (stiamo parlando di uno dei gruppi più importanti della "nuova generazione"). L'unico che se l'è cavata alla grande è stato il buon Brann Dailor che, dopo una non vocalmente perfetta "the Motherload" ha inanellato 2/3 canzoni perfette, specie verso la fine (com Divinations e Ember City su tutte). Ora, se le sorti delle band devono ricadere tutte su di lui, diciamolo e facciamola finita....! Altro piccolo appunto: i suoni sulle prime 3 canzoni (e specialmente su Tread Lighly) sono stati piuttosto infami. Per fortuna che i settaggio è stato aggiustato abbastanza in fretta e dalla 5/6 canzone in poi è stato un crescendo, con un finale in grande stile (che una Bladecatcher con suoni non settati perfettamente sarebbe stata una cacofonia immonda!). Quindi che dire....Bel concerto, ottimi musicisti, grandissime canzoni (e per me 'Once more Around the sun è album dell'anno), ma accidenti......TROVATEVI UN CANTANTE SERIO!!!!!!!! Capisco tutto, capisco "l''amalgama speciale" tra i componenti del gruppo, capisco i risvolti creativi, capisco le implicazioni economiche.....ma accidenti! Se i Mastodon vogliono veramente fare il salto di qualità (e le carte le hanno tutte) e diventare uno dei gruppi più importanti del genere hanno un disperato bisogno di un VERO cantante, uno che gli dia il tocco decisivo!
Luigi
Lunedì 15 Dicembre 2014, 17.14.20
5
Quadrilogia degli elementi escluso infinito ahah
SuperGiovane
Lunedì 15 Dicembre 2014, 13.39.32
4
Certo che a guardare la pietosa setlist dei Mastodon c'è veramente da tirare delle madonne a raffica.Grande promessa non mantenuta,gruppo ormai defunto per me,meglio fermarsi alla quadriologia degli elementi(primi 4 dischi)
Taste Of Chaos
Lunedì 15 Dicembre 2014, 9.50.04
3
Il cantante dei Big Business ha sollevato me quando s'è buttato in mezzo al pubblico!! Uno spasso
Midnight
Lunedì 15 Dicembre 2014, 8.03.34
2
Hai ragione. Non so perché ma mi è scappata l'opener!
FGFG
Lunedì 15 Dicembre 2014, 0.43.40
1
Hanno aperto con Tread Lightly!
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Live Report
MASTODON + BIG BUSINESS + KROKODIL
Fabrique, Milano (MI), 10/12/2014
 
 
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