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ANCIENT DOME - Thrash Interstellare
15/12/2014 (1481 letture)
Monky: Ciao ragazzi, benvenuti su metallized.it, come state? Cominciamo con una domanda generica: ci raccontate qualcosa della vostra storia come band?
Pol: Ciao Davide e ciao Metallized, vi leggo spesso, quindi è un piacere per una volta passare dalla parte dell’intervistato! Gli Ancient Dome nascono nel 2000 come cover band heavy metal, nel 2004 la prima demo con brani inediti, per cominciare poi nel 2008 un sodalizio con la Punishment 18 Records, che dura tutt’ora e ci ha portati a pubblicare tre album per l’attiva etichetta biellese. Attualmente sono l’unico superstite della prima formazione: Ale (chitarra) sono dieci anni che suona con noi, Joe (batteria) sette anni, Jerry (voce) quasi quattro anni e Dave (basso) quasi tre anni. Con questa formazione abbiamo dato alle stampe uno split su 7”, edito dalla DeathStorm Records (“etichetta” che provo a gestire in prima persona) e l’ultimo Cosmic Gateway to Infinity, uscito appunto per Punishment 18.

Monky: Pol, ormai sono passati dieci anni dalla pubblicazione del vostro primo demo, Once Were Thrashers. Quanto è cambiata -e grazie a quali fattori- da quei primi giorni, la tua concezione di composizione musicale?
Pol: Onestamente? Poco... quello che è cambiato è l'abilità sullo strumento. Intendiamoci, qui non ci sono fenomeni o assi, a partire dal sottoscritto, ma ovviamente a furia di insistere, un po' di tecnica è stata assorbita, poca ma buona (spero)! Il concetto che sta dietro alle composizioni resta immutato, non so se ciò è considerabile come un bene, ma tant'è: quello che resiste è la passione, la voglia di divertirsi e divertire, e ti assicuro che basta un piccolo complimento per darti la forza di proseguire, anche a fronte delle ovvie difficoltà che si incontrano lungo il cammino, di carattere logistico, economico e soprattutto umano…

Monky: In che modo procedete a scrivere i vostri pezzi? Un singolo songwriter che porta l’idea in sala prove che poi viene sviluppata, oppure partecipate tutti insieme alle sessioni di scrittura?
Paolo: La prima! La canzone prende forma al di fuori della sala prove, ciò non toglie che in un secondo momento tutta la band apporta migliorie agli arrangiamenti di ogni singolo brano. Attualmente, il nostro cantante Jerry è la colonna portante della vena creativa degli Ancient Dome; posso dire di aver trovato un po' di respiro, il ragazzo è una fonte inesauribile di riff! Già con il 2015 potrete assaporarne un assaggio, visto che avremo ancora qualcosina da dire a livello discografico…
Jerry: Pol ha già risposto ampiamente, mi limito ad aggiungere che, al momento, stiamo lavorando di squadra e la cosa non può che giovare alla band, nuove idee da più fronti. Quel che bolle in pentola è interessante, ce n’è per tutte le orecchie, sia per quelle più “delicate”, sia per quelle più “provate” (ride).

Monky: Bene, allora passiamo a quello che è il vostro ultimo lavoro, almeno fino al prossimo anno! Siete contenti del risultato finale di Cosmic Gateway to Infinity?
Pol: Personalmente sono soddisfatto, sia dal punto di vista della qualità sonora che dal punto di vista della riuscita in sé dei brani; musicalmente, Cosmic è stato concepito dal sottoscritto, quindi sono felice di constatare che un po’ di gente lo stia prendendo per quel che spero modestamente sia, ovvero la maturazione artistica della band.
Jerry: Credo sia un album completo, melodico, serrato e dinamico. È nel tipico stile Ancient Dome. Mi ritengo molto soddisfatto e fiero di quel che abbiamo creato; comporre e registrare un album è sempre eccitante e pieno di grandi sorprese. Ci siamo divertiti!

Monky: Da appassionato che ha ascoltato quasi tutti i vostri lavori comprese le prime demo, mi sento sicuro nell’affermare che sia il vostro album migliore. Ci parlate un po’ dei concept e delle tematiche che stanno dietro a questo disco?
Pol: Ecco, mi auguro che molti la pensino come te! Lo credo anch'io, e mi vien da ridere perché mi sembra di passare dall'altra parte della barricata... un po' come sentire Ulrich nel 2003 parlare di St. Anger”come del loro miglior album, no? (ride) Per me è normale crederlo, ma magari un nostro supporter (non fan, le grandi band hanno i fans, noi gente che ci supporta e va benissimo così) potrebbe pensare che con il primo Human Key non ci sia paragone... per concept e tematiche, lascio la parola a Jerry.
Jerry: Sfruttando il mito degli Argonauti, abbiamo voluto raccontare un viaggio interstellare alla scoperta di un nuovo mondo (siamo i precursori di Interstellar!) (ride). Il viaggio è una metafora della vita, con annesse tutte le sue difficoltà e debolezze, e vuole rappresentare la totale insoddisfazione dell’uomo, sempre alla ricerca di qualcosa che gli “riempia la pancia”. Probabilmente il primo tema su tutti tratta delle severe condizioni ambientali della Terra che, se non facciamo cambiamenti drastici, ci porteranno ad una situazione disperata.

Monky: Fossi in voi farei causa a Nolan e mi farei sponsorizzare a vita! Battute a parte, a chi vi siete ispirati per raggiungere questo livello di maturità compositiva, andando a toccare tematiche tutt’altro che semplici da trattare come la cibernetica e lo spazio astrale?
Pol: Sai che un tuo (e mio) collega recensore di un'altra webzine italiana non la pensa allo stesso modo? Anzi, ha onestamente criticato la storia perché poco chiara nel suo svolgersi. Non lo scrivo per sputtanare nessuno, sia chiaro, ma perché ci ha indotto ancora una volta a ripensare alle liriche ed alla loro importanza; per quanto mi riguarda, penso che le tematiche, seppur senza voler essere originali in toto (lo dico con cognizione di causa, essendo io il mandante e Jerry il “mero” esecutore paroliere), siano state ben esposte e lineari, ma sono di parte... musicalmente, i numi tutelari restano gli stessi di sempre, per il sottoscritto band come Death, Heathen, Coroner, Control Denied e compagnia cantante restano più che semplici passioni! Per ulteriori dettagli su concept, lascio sempre la parola al fido Jerry
Jerry: L’idea di inoltrarci in tematiche spaziali mi ha colpito fin dall’inizio e costruire una storia fantascientifica è stato sia divertente che interessante. Non ci sono rimandi puri e crudi alla Scienza, non ne avrei le competenze, ma credo che sia un tema attualissimo la possibilità di colonizzare un nuovo pianeta. Spero davvero che l’umanità non si ritrovi mai a dover vagliare quest’idea, perché sarà il giorno in cui questa Terra sarà stata davvero spremuta fino all’osso.

Monky: Sentite di aver espresso al meglio la vostra maturazione come band o il vostro approccio al thrash metal può ancora essere affinato e personalizzato?
Pol: Sicuramente può essere affinato ogni giorno che passa sempre più, mentre se parliamo di personalità, credo di poter dire che siamo arrivati ad un ottimo livello; mi verrebbe quasi da dire che si possa parlare di sound Ancient Dome, incentrato su melodie ed armonizzazioni che sono una costante fondamentale nei nostri brani… ma, come già riferito, sono di parte!
Jerry: L’approccio alla musica credo sia sempre mutevole, e meno male! Come musicisti ci poniamo l’obbiettivo di creare musica che soddisfi per prima cosa i nostri gusti. Ovviamente teniamo un orecchio teso a quanto abbiamo già proposto, cercando di esplorare sempre nuovi orizzonti.

Monky: L’ondata neo-thrash si caratterizza soprattutto per una fortissima adesione ai canoni del thrash primordiale, con una vera e propria rincorsa a replicare lo stile delle band storiche. Condividete questo tipo di approccio o pensate sia più importante trovare una propria dimensione personale e guardare al futuro più che al passato?
Pol: Sarei falso (e patetico) se dicessi che la nostra proposta è originale e priva di forti riferimenti al passato, a partire dal fatto che io stesso sono più legato ad una idea classica di thrash, o per meglio dire di heavy metal in generale. Guardare al futuro è più per chi non ha paura di sperimentare; gli Ancient Dome si limitano a trarre ispirazione con devozione dai canoni definiti nel corso degli anni da chi ha fatto la storia della nostra musica, cercando come detto di inserirli nella dimensione più personale possibile. Insomma, si può dire una “via di mezzo”?
Jerry: Gli Ancient Dome hanno indubbiamente un loro stile, ma è inevitabile che la nostra musica sia ricca di rimandi alle storiche band dell’Heavy Metal. Sono sicuro d’altro canto che un nuovo album sia sempre qualcosa di teso verso il futuro, una proposta che potrebbe essere un ottimo esempio di buona musica anche tra 10 anni. È una continua sfida tra il passato e quello che verrà, noi stiamo nel mezzo e fungiamo da tramite. Chissà, magari tra 10 anni potremmo essere noi il futuro del metal! (ride)

Monky: Siete soddisfatti di come è stato accolto dal pubblico il vostro album? Come avete intenzione di promuoverlo?
Pol: Per ora non possiamo che considerarci soddisfatti: dopo due album cantati dal sottoscritto, anche se sei l'ultima ruota del carrozzone heavy metal hai comunque timore che un cambio così radicale come quello che ha scosso l'universo Ancient Dome con l'ingresso di un nuovo cantante possa non essere accettato in pieno da chi ha seguito i nostri passi e li ha supportati con parole e, soprattutto, fatti. A livello di “addetti ai lavori”, le recensioni migliori sono italiane, le poche finora ricevute dall'estero non sono del tutto lusinghiere, ma noto comunque un buon numero di persone che sta marciando a nostro favore, e ciò non può che far piacere. Speriamo di suonare il più possibile, sia in Italia che in altre nazioni (sarebbe un bel colpo): questa è la miglior maniera per promuoverlo, un concerto e una birra insieme a chi ci offre una possibilità!
Jerry: Il disco sta avendo un buon riscontro e le recensioni sono fin troppo lusinghiere. Non possiamo che esserne fieri! Prima ancora di entrare nella band, già sapevo che il mio stile avrebbe fatto storcere il naso ai Thrasher più conservatori e old school, ma è stata una sfida che ho deciso di accettare più che volentieri e mi sto togliendo qualche sassolino dalle scarpe. Il nostro prossimo obiettivo è di suonare all’estero. Quale miglior modo per promuovere un album?

Monky: Visto il vostro lungo percorso nell’underground musicale italiano, chi meglio di voi potrebbe darci uno spaccato della realtà? Quanto è stato difficile riuscire ad ottenere un contratto con una casa discografica del livello della Punishment 18, malgrado il vostro continuo impegno e l’oggettiva qualità delle prime demo?
Pol: Ti ringrazio per i complimenti, ma oggettivamente le prime demo non erano il massimo, dai! (ride). L'underground, se lo sai prendere con filosofia e senza cercare di farti largo con spintoni e con insulti a chi è nella tua stessa situazione (dicesi tutte le altre band in circolazione), è un mondo magnifico, fatto di passione e di voglia di lasciare un segno. Quando ho capito che dovevo essere io il primo a supportare questo ambiente, ho subito inteso quanto sarebbe stato meraviglioso continuare in questa direzione, ed oggi non passa giornata nella quale io riesca a starne lontano. Andate ai concerti, e se le band vi piacciono, una birra in meno non vi cambierà di certo la serata: i soldi risparmiati vi daranno in compenso la possibilità di prendere un cd, una maglietta, un gadget qualsiasi del gruppo che avete apprezzato, facile no? Con la Punishment 18 e con il buon Corrado, il rapporto è ormai basato su amicizia e rispetto reciproco; abbiamo attirato la sua attenzione con una demo, ora raccogliamo i frutti con 3 album alle spalle pubblicati e distribuiti, si può forse chiedere di meglio?

Monky: Beh, se la demo fosse stata brutta, probabilmente non avreste attirato la sua attenzione! (ride) Comunque, quanti concerti riuscite a fare a supporto di un album?
Pol: Dipende, diciamo che una decina di concerti l'anno è la nostra media standard. Purtroppo son sempre più rare le occasioni live, e noto con dispiacere come certi eventi si focalizzino sempre sugli stessi nomi, dando poco spazio a molte altre interessanti realtà (e non sto parlando degli Ancient Dome). Io non ho tentacoli in ogni dove, ma conosco tante brave persone che si sono impegnate per far suonare questa band negli anni, e non potrò mai ringraziarle abbastanza!
Jerry: La situazione non è delle migliori al momento, specialmente ora che mi sono trasferito all’estero, diventa complicato organizzare date. Finora ce la siamo cavata piuttosto bene, ma nel complesso personalmente vorrei che la nostra musica arrivasse a quante più persone possibili. Più date si fanno, meglio è!

Monky: Passiamo ora a qualche domanda più personale: pensate che sia positiva la diffusione della musica via internet? Secondo voi, i pregi di far conoscere esponenzialmente la propria musica in tutto il mondo superano i difetti causati dalla sempre crescente ondata di condivisioni illegali di un lavoro che è costato sudore, fatica e soldi?
Pol: Per quelle che sono le cifre di stampa in termini di cd per una band al nostro livello, viene quasi da incoraggiare la gente a scaricare il prodotto anche illegalmente (ovviamente solo il nostro!), in modo da avere la maggiore popolarità possibile; sarebbe bello che quanti risultassero piacevolmente sorpresi dalla proposta decidessero poi di passare ai fatti acquistandolo, ma credo che la percentuale di coloro che agiscono così sia davvero risibile. Una cosa invece non sopporto: chi scarica i cd ed ha la faccia tosta di pontificare online circa l'album in toni derisori, davvero pessimo. In questo senso, la diffusione via rete non è certamente opportuna, ma il fenomeno è ormai impossibile da arginare...

Monky: Quali sono i musicisti che, quando li avete ascoltati da ragazzi per la prima volta, vi hanno spronato a prendere in mano uno strumento e ad imparare a suonarlo?
Paolo: In realtà è stata mia madre a spronarmi ad abbracciare nuovamente la passione per uno strumento dopo aver abbandonato il pianoforte, iscrivendomi ad un corso di musica ed acquistandomi una chitarra elettrica... non hai idea di quanto continui a pentirsi giornalmente di questa sua linea (ride). Scherzi a parte, ci sono 3 personaggi che mi hanno contagiato e simbolicamente esortato a suonare il mio strumento: James Hetfield (originale, no?), Jon Schaffer, ma soprattutto il mio più grande idolo, l'immenso ed indimenticabile Chuck Schuldiner.
Jerry: Anche il chitarrista che c’è in me direbbe James Hetfield e Jon Schaffer in assoluto. Per quanto riguarda il canto, ho sempre preso ispirazione dai mostri sacri come Dickinson, Halford e Barlow.

Monky: Se aveste la possibilità di aprire il concerto di una band che amate, indipendentemente dalla location o dal nutrito seguito della stessa, su chi ricadrebbe la vostra scelta?
Pol: Già fatto... Heathen! Per non parlare degli Artillery, che adoro (ride). La risposta più bella sarebbe stata i Death, ma visto che ciò non è possibile; mi piacerebbe tanto poter supportare i grandissimi Coroner, non sia mai che qualcuno legga queste righe e ci offra la possibilità di farlo... ma non chiedetemi soldi! (ride)
Jerry: ICED EARTH!!!

Monky: Bene, il tempo a nostra disposizione è scaduto. E’ stato un piacere fare questa chiacchierata. A voi l’ultima parola per tutti i vostri supporter!
Pol: Un grazie a te ed alla tua redazione, un grazie a chi è riuscito ad arrivare al termine di questa noiosa intervista: ogni volta mi prometto di stringere con le risposte, ogni volta non riesco a contenere il fiume di parole (ride). Chiunque volesse supportarci, può cominciare con il visitare i nostri siti di riferimento (basta cercare il nostro nome in un qualsiasi motore di ricerca), ascoltare i brani che trova online e magari darci una chance acquistando un nostro lavoro. Come disse un grande, “Let the metal flow”!
Jerry: Un ringraziamento a te per la piacevole intervista e alla redazione di Metallized, e un doveroso GRAZIE a tutti i nostri supporters! Alla prossima!



Enomis
Venerdì 16 Gennaio 2015, 23.47.54
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Ho scoperto gli Ancient Dome proprio grazie a questa intervista (mi ci sono fiondato appena ho visto che fossero italiani, perché se è bello supportare la scena underground, è ancora meglio, a mio modo di vedere, se lo si fa con quella nazionale). Ho ascoltato diversi loro brani in streaming e mi sono ripromesso che appena possibile acquisterò questo ultimo album; Empire of Lies e Dead Zone le più belle, ma anche Cold September da Human Key, tra quelle che ho ascoltato, merita molto.
Mauro Paietta "My Refuge"
Martedì 16 Dicembre 2014, 9.50.50
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Bell'intervista, ed ancora una volta mi sento di consigliare gli Ancient Dome ad ogni amante del thrash e dell'heavy!
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