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TBP - Visioni musicali
18/01/2015 (1545 letture)
Molto spesso siamo portati a considerare la musica una vera cura per l’anima, un mondo proprio e inviolabile nel quale ritrovare una connessione con l’universo che si è in qualche modo interrotta. La musica riavvicina alla bellezza e alla purezza delle cose, a quel Mondo ideale che vorremmo trovare attorno a noi e fuori dalla porta di casa. La musica di Mario Contarino è un ottimo esempio di quanto la nostra vita possa cambiare grazie all’incontro con la bellezza, con il linguaggio fluido e caloroso che nasce dalle note. Mario è un compositore e un musicista del tutto particolare, che grazie ad uno spirito indomito e ad un amore infinito per la vita, ha trovato una forma di espressione bellissima e con i suoi TBP ha appena pubblicato tramite Red Cat Records il proprio secondo album Musical Colors. Un disco che ha visto la partecipazione di grandi musicisti italiani e internazionali che hanno affiancato il compositore e lo hanno reso una delle uscite più interessanti del 2014. E’ un piacere per noi intervistare Mario e parlare dei “colori musicali” che ha creato con la sua arte…

Lizard: Ciao Mario e benvenuto su Metallized. Iniziamo con una domanda probabilmente banale per chi legge, ma che tenevo a farti subito: come stai? Come ti senti?
Mario Contarino: Ciao Saverio! Sto abbastanza bene, grazie.

Lizard: Facciamo un passo avanti e uno indietro nel tempo: ti va di raccontarci quando e come hai iniziato a comporre musica? Cosa ti ha spinto a iniziare?
Mario: Ho iniziato a comporre musica per gioco intorno al 2004, mi piaceva fare degli esperimenti o riscrivere ad orecchio ritmi e melodie famose.

Lizard: Con Universe of Emotions, il primo album del progetto TBP, hai realizzato un disco quasi interamente da solo: riascoltandolo oggi, era proprio così che immaginavi la tua musica quando hai iniziato a scriverla o, in un certo senso, hai sorpreso anche te stesso con qualcosa che andava oltre i tuoi sogni?
Mario: Sinceramente no, a dir la verità fino ad un paio di anni prima non avrei mai immaginato di fare un album in vita mia, sono andato oltre le mie aspettative.

Lizard: E’ da poco uscito il nuovo album, Musical Colors, un lavoro decisamente affascinante, che ci ha molto colpito. Ti va di raccontarci quando hai iniziato a lavorarci sopra e quanto tempo hai dedicato alla fase di composizione?
Mario: La fase di composizione è stata la più semplice, ho scritto i brani nell'arco di un anno e mezzo circa, invece la produzione è durata un anno fra registrazioni e mixaggi, un lavoro enorme ma molto gratificante.

Lizard: A questo proposito, posso chiederti quale strumentazione utilizzi per comporre?
Mario: Di base uso Cubase 6, e per gli strumenti musicali uso diversi plug in esterni.

Lizard: Anche in questo album, hai potuto collaborare con quello splendido musicista che è Giacomo Castellano: puoi raccontarci come è nata la vostra collaborazione e quale è il vostro metodo di lavoro?
Mario: E' accaduto quasi per caso, l'ho conosciuto tramite un amico comune di Facebook. Mi piace molto il suo modo di lavorare, è molto preciso e meticoloso, cosa che combacia perfettamente con il mio modo di fare le cose, e con la sua lunga esperienza nel campo musicale sa darti sempre il consiglio giusto al momento giusto. Non si finisce mai di imparare da lui! Poi abbiamo entrambi la passione sfrenata per i film di fantascienza, meglio di così!

Lizard: Rispetto al primo album, Musical Colors si avvale della partecipazione di moltissimi strumentisti, il che dona sicuramente molta varietà alla musica. Da dove è nata l’idea di un progetto così ambizioso?
Mario: E' nata dal fatto che gli strumenti virtuali non hanno lo stesso calore di quelli reali e volevo suonasse tutto come un disco vero, non come un'emulazione.

Lizard: Come hai/avete deciso chi avrebbe suonato in quel determinato brano o quella determinata sezione/assolo?
Mario: Non c'è stata una scelta precisa, ho provato ad immaginare come ognuno avrebbe potuto suonare ogni parte ed ho scelto così, ad istinto.

Lizard: Sei riuscito a conoscere di persona qualcuno di loro o si è trattato esclusivamente di una collaborazione a distanza?
Mario: Sì, alcuni li ho conosciuti personalmente e spero questo possa avvenire presto con tutti loro, sono tutti miei fratelli!

Lizard: Devo dire che l’album è davvero molto bello ed estremamente variegato al suo interno, sei soddisfatto del risultato finale? Hai dovuto escludere qualche canzone dalla lista finale o tutte le composizioni hanno trovato alla fine un posto nell’album?
Mario: Devo dire che sono estremamente soddisfatto anche perché Giacomo, Emiliano Esposti, che ha fatto il mastering, e tutti i musicisti, hanno fatto un lavoro davvero incredibile e nessun brano è stato escluso.

Lizard: Questa volta, come ulteriore particolarità, nel disco troviamo anche tre brani cantati. Come mai hai sentito l’esigenza di aggiungere questo elemento?
Mario: Perché sentivo che mancava qualcosa, e poi con dei testi si possono esprimere in modo più preciso pensieri, emozioni, sensazioni e messaggi sociali su cui poter far riflettere.

Lizard: Come è stato comporre dei brani pensati per sostenere una linea melodica vocale? Hai utilizzato un approccio diverso rispetto a quello che usi per gli strumentali?
Mario: Sinceramente no, mi è venuto tutto naturale!

Lizard: Nel libretto che accompagna il CD hai scritto una nota per ciascun brano, che spiega cosa rappresenta e aiuta a capire meglio lo spirito della canzone. Spesso gli artisti hanno un certo riserbo nel dare una chiave interpretativa alle proprie canzoni, tu invece sentivi l’esigenza di comunicare le emozioni che hai cercato di veicolare nei brani?
Mario: Sì, è giusto che l'ascoltatore sappia cosa pensi mentre scrivi un brano, e cosa vuoi esprimere tramite la tua musica.

Lizard: Nel libretto interno, oltre alle tue note e ai testi dei brani cantati, troviamo anche le foto di tutti i musicisti che hanno partecipato a Musical Colors. Guardandole, non ho potuto fare a meno di sentirmi orgoglioso e felice di questa partecipazione. Direi che è davvero un bell’esempio per una scena musicale che spesso si divide e si scontra per poche briciole. Ti senti parte di una scena musicale più ampia adesso o in un certo senso persegui un tuo percorso individuale?
Mario: Assolutamente si! Siamo tutti nella stessa barca! La musica non è una gara ma è condivisione e dobbiamo aiutarci a vicenda, senza invidie e gelosie, che non servono a nulla.

Lizard: A qualche mese dall’uscita dell’album, hai già pensato a cosa fare ora con i tuoi TBP?
Mario: Mi piacerebbe molto fare diverse date live, e ovviamente già penso ad un nuovo album a cui, con molta calma, sto già iniziando a lavorare.

Lizard: Bene, l’intervista è conclusa. Grazie per essere stato con noi e del tempo che ci hai dedicato. Ti lascio volentieri la parola se ti va di aggiungere qualcosa o per salutare i nostri lettori.
Mario: Sono io a ringraziare sia te che i lettori di Metallized e consiglio a tutti di seguire il mio esempio perché la vita è la cosa più bella e preziosa che abbiamo e niente è nessuno può impedirci di realizzare i nostri sogni!



jek
Domenica 15 Febbraio 2015, 21.08.17
1
Decisamente un'intervista toccante, bravo Saverio.
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18/01/2015
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