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DONNE ROCCIOSE - # 20 - Kate De Lombaert
20/01/2015 (3611 letture)
Parlare di Kate De Lombaert significa necessariamente parlare di due cose: gli anni 80 in generale e gli Acid in particolare. Nati quando la N.W.O.B.H.M. muoveva i suoi primi passi verso una dimensione che avrebbe generato buona parte di ciò che ascoltiamo adesso, vi erano zone dell'Europa in cui far musica "diversa" poteva essere addirittura vantaggioso -Inghilterra su tutte- alcune in cui significava consegnarsi automaticamente alla ghettizzazione come l'Italia, ed altre ancora come il Belgio in cui avevi qualche chance di giocartela.

PREVIOUS METAL
Belgio, fine anni 70. Oltre ad una situazione socio-politica incerta (fatto che potrebbe essere adattato a qualsiasi periodo, in realtà), la nazione vive anche un contrasto tra valloni e fiamminghi che si trascinerà, amplificato ulteriormente, fino al giorno d'oggi. Per i teen-agers del tempo non è affatto facile restare inseriti all'interno del circuito musicale continentale a dispetto di una posizione geografica che dovrebbe tenerli ancorati alla scena, fatto che avviene solo in parte. Incertezza del futuro ed insopprimibile voglia di esprimersi spingono alcuni giovani verso forme di ribellione controllata che facciano da valvola di sfogo per le tensioni provocate dal vivere quotidiano; il metal sembra fatto apposta per convogliare tutto all'esterno senza far del male a nessuno. Katrien "Kate" De Lombaert vive proprio questa realtà quando insieme al chitarrista Demon ed al bassista T-Bone fonda gli Acid dalle ceneri dei Previous Page. La famiglia della ragazza si spacca a metà, col padre assolutamente contrario al fatto che la figlia, anziché fare come tutte le altre brave ragazze del vicinato, si mischi con quegli strani ed inquietanti figuri che ascoltano e addirittura producono quella musica così fragorosa, mentre la madre, dapprima perplessa, sarà via via sempre più fiera della figlia. Dopo l'arrivo del secondo chitarrista Dizzy Lizzy e del batterista Anvil il gruppo registra un primo demo autoprodotto. Si tratta di un semplice intro seguito dal pezzo Heaven's Devils, al quale seguono altri due demo e, nel 1982, un fortunato singolo tirato in circa 2000 copie in parte su RoadRunner ed in parte autonomamente venduto, con i canonici due brani -Hell on Wheels e Hooked on Metal, ma verrà ricordato col titolo del secondo- che li fa diventare un piccolo fenomeno nazionale, anche per merito di numerosi concerti dal vivo. Per capire quanto fosse dura, basti pensare che il padre di Kate impose di smetterla di vendere il disco, poco dignitoso per la famiglia. Altri tempi (o no?). All'epoca dei fatti le donne nel metal non abbondano di certo e la figura di Kate De Lombaert non passa davvero inosservata. Dotata di una vocalità acerba, ma molto aggressiva che la ragazza usa con un certo raziocinio istintivo, diventa subito una piccola icona, capace di passare dall'immagine dura e fiera di tutti i giorni e delle foto ufficiali a quella moderatamente sexy fornita in alcuni concerti. Si tratta solo di teatro a supporto delle tipiche liriche simil-demoniache che al tempo erano di prammatica scritte da Demon, ma contribuisce a rendere il nome degli Acid ed in particolare di Kate De Lombaert molto popolare in un certo circuito.

AUTOPRODUZIONI.. GIGANTESCHE
Nel gennaio dell'83 il primo album, seguito a distanza di pochissimi mesi dal secondo e l'esplosione del gruppo con Maniac, un album micidiale stampato dalla Giant Records. A questo proposito è necessario aprire una parentesi: nonostante gli Acid si siano fatti un certo nome e possano mettere sul piatto della bilancia la presenza di una cantante come Kate De Lombaert, brava e rara -nel senso che rarissime erano le band con donne nella loro formazione- nessuno è disposto a far uscire il vinile. A questo punto Kate, di concerto con gli altri membri della band, prende la situazione in mano e fonda una etichetta indipendente, la Giant appunto. Niente a che vedere comunque con l'etichetta attiva dal 90 negli U.S.A. o con quella dedicata al punk. Ne consegue che le uscite con questo marchio sono praticamente delle autoproduzioni, sebbene più professionali. Ad ogni modo Maniac è un botto che scuote tutta l'Europa col suo metal rovente e cazzuto (a dispetto del fatto che a cantarlo sia una donna) e gli Acid sono sulla bocca di tutti. Internet non esiste, ma le poche foto che girano della ragazza contribuiscono a rendere la band più interessante, se non altro per la novità in sé. Cominciano tour più importanti tra Belgio, Olanda e Francia supportando Loudness, Venom, Picture, Bodine, Black Sabbath, Manowar e Motorhead (mai nessuno da headliner però, pochi soldi per entrare nel vero giro e nessuna vera casa discografica alle spalle, solo la musica) che fanno sempre più salire le quotazione di Kate, ancora più a suo agio su un palco che in studio. Il singolo Lucifera/Ghostriders fa da apripista al terzo album del 1985 intitolato Engine Beast, altro bel disco preceduto anche dallo split Metal Prisoners con Chinawite, Seducer e Factory e dal valido EP Black Car. Viene girato un video del pezzo omonimo ed anche questo va inquadrato nel contesto del tempo. Siamo nella prima metà degli anni 80 ed il concetto di video metal prodotto da una band indipendente è semplicemente inesistente o quasi. Il solo fatto che gli Acid ci abbiano pensato la dice già lunga sul tipo di gruppo col quale abbiamo a che fare. Ancora una volta siamo in regime di autoproduzione, con un cameraman pagato quattro soldi affittato per l'occasione e la macchina nera del fratello di T-Bone requisita dalla band. Le riprese, ovviamente in bassa definizione, alternano immagini degli Acid intenti a suonare dentro una specie di gabbia con altre in cui fuggono da una terribile auto nera che vuole travolgerli, mostrando una Kate in assetto da guerra con tanto di mantello nero sul palco ed in "borghese" mentre fugge. Il video, pur poco più che amatoriale, arriva comunque ad essere trasmesso da RTL. A questo punto però, un altro classicone: quando sono già iniziati i lavori per il quarto album T-Bone e Demon lasciano il gruppo che resta pertanto privo di songwriters; è la fine, nonostante un tentativo di allestire una nuova line-up. Degli Acid uscirà solo un live nel 2009 basato su vecchio materiale ed un concerto verrà tenuto per divertimento a metà degli anni 90 per pochi fortunati.

HEAVY METAL IS OUR GAME
Kate De Lombaert non ha mai mollato il mondo della musica, pur spostandosi progressivamente verso ben altri lidi e dopo brevi militanze in vari gruppi, ha poi virato verso il rock commerciale, il blues ed il jazz, pur restando una fan dell'hard rock e del metal. Figlia di un tempo in cui non c'era molto spazio per il fumo, ma era solo la sostanza ad essere determinante, Kate De Lombaert rappresenta una figura di donna-metal vecchio stampo che nella mia recensione di Maniac ho definito come cantante che "dava più l’impressione di una tizia dedita di norma a smontare carburatori di motociclette che della ragazza copertina". Sexy Q.B., per usare una sigla gastronomica, ma decisamente più fiera e decisa che ammiccante, la sua vocalità ha trasmesso durante la breve storia degli Acid un senso di ribellione che ancora oggi conserva intatta la sua carica ingenua. Pezzi semplici, aggressivi, anthemici, fatti per i concerti e tanta, ma tanta voglia di suonare e di esprimersi in una maniera che oggi, semplicemente, non può quasi essere più proposta, non fosse altro che per la facilità con cui chiunque può produrre un CD e porlo al'attenzione di tutto il mondo. Una voce grezza, senza sofisticazioni, senza trucchetti da studio ad aiutarla, tutta irruenza, gioia ed heavy metal quella di Kate, che anche a distanza di così tanti anni è bello ascoltare ricordando i vecchi tempi. E ricordate:

Acid is the name
Heavy Metal is our game


Più semplice di così...



rik bay area thrash
Sabato 28 Maggio 2016, 21.48.39
4
Su suggerimento di @raven (grazie!), ho trovato con sorpresa un articolo dedicato alla kate degli acid. Sebbene abbia commentato l'album maniac nella sezione album rispolverati, desidero fare un post anche per questo bellissimo articolo. Per chi c'era all ' epoca sarà come avere un amarcordper i giovani sarà come leggere un trattato di preistoria. Ho acquistato di recente il primo album omonimo e il secondo maniac. Beh mai soldi spesi meglio ! Due album bellissimi di speed metal con la kate, che sebbene non abbia una grandissima estensione vocale, ha un tono di voce che è perfetta per proposta musicale degli acid. Internet non esisteva e lessi di loro solo mooooolti anni dopo con gli album naturalmente introvabili. Ringrazio chi ha avuto il buon senso di mettere a disposizione questi bellissimi dischi. Ma so per certo che resteranno patrimonio di pochi. Peccato.
Lele 12 DiAnno
Martedì 20 Gennaio 2015, 8.30.10
3
Mi riferivo al 75 che ho dato io, e sono sempre io a ritenerlo un disco ingenuo. Credevo dal contesto si capisse, scusate.
raven
Martedì 20 Gennaio 2015, 8.13.31
2
A tug ho dato 86 mi pare. In generale certo che c'era grandissima ingenuità generale, spontaneità e poche sovrastrutture. Tutto va inquadrato nel contesto del tempo.
Lele 12 DiAnno
Martedì 20 Gennaio 2015, 7.02.43
1
Intanto, complimenti per aver riesumata la "figlia del diavolo"! Poi ripensavo a quel 75 dato a Unexpected Guest dei Demon, in quanto disco un po' ingenuo.. ..e tiri fuori gli Acid, che di ingenuità anni '80 furono dei veri campioni.. ..vuoi vedere che era un tratto distintivo del movimento?
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Una foto di Kate on stage con gli Acid
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